Alternanza scuola lavoro, in Veneto numeri in continua crescita

Un vero successo: al terzo anno dall’introduzione dell’obbligatorietà, sancita dalla legge 107/2015 della “Buona Scuola”, l’alternanza scuola lavoro (asl) in Veneto ha segnato un sensibile picco di partecipazioni di studenti, non solo negli anni dell’obbligo ma anche negli altri, che hanno visto molti ragazzi aderire in modo spontaneo. I dati aggiornati sono stati presentati in occasione della prima giornata di JOB&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, aperto oggi in Fiera a Verona, fino a sabato 2 dicembre.

Dal monitoraggio annuale effettuato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nell’anno scolastico 2016-17 sono stati coinvolti in percorsi di alternanza 112.151 studenti veneti: è il doppio rispetto ai 55.245 contati per il 2015-16. Hanno vissuto questa esperienza non solo i ragazzi delle classi in cui l’asl era obbligatoria – terze e quarte, appunto –  ma anche le quinte (5.992). In qualche scuola, addirittura, sono stati coinvolti allievi del primo (24) e del secondo anno (419).

I dati evidenziano pure che in Veneto è stato pressoché risolto il nodo della ricerca delle strutture ospitanti, che nel 2016-17 sono state 32.835 (rispetto alle 21.119 del 2015-16), di cui più dell’80% appartenenti al settore privato. Indice della buona organizzazione dei percorsi è anche il rapporto alunno/impresa, che per il 40% dei ragazzi coinvolti è stato di uno a uno.

«I numeri sono molto positivi» commenta Daniela Beltrame, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto: «eravamo preoccupati sul fronte delle strutture ospitanti, e invece i numeri ci confortano. Per quanto riguarda la qualità abbiamo supportato le scuole con percorsi di formazione ad hoc per docenti e dirigenti scolastici, e come strumento utile in tal senso abbiamo realizzato l’“agenda del dirigente scolastico”, affinché i percorsi di asl siano strettamente attinenti con gli indirizzi scolastici». «Nel 98% dei casi, le esperienze dei ragazzi sono coerenti con gli indirizzi scolastici – aggiunge -.  Agli Stati generali dell’alternanza del 16 dicembre, a Roma, sarà inoltre presentata la “Carta dei diritti e dei doveri degli studenti e delle studentesse in alternanza”».

L’eccellenza dei percorsi attivati in Veneto emerge in modo ancora più chiaro andando a conoscere da vicino le esperienze maturate nelle scuole. A Villafranca (Verona) gli studenti del liceo “Medi” si sono calati nei panni dei divulgatori scientifici: grazie a una formazione propedeutica sono riusciti a organizzare un’intera mostra, realizzando in prima persona la maggior parte degli esperimenti presentati e adattando la spiegazione alle diverse età dei visitatori, secondo un approccio ludico e interattivo. Location della mostra, intitolata “Scopri la scienza in Villa”, è stata Villa Venier, residenza patrizia di fine ‘700, messa gratuitamente a disposizione del progetto dal Comune di Sommacampagna.

Sempre a Verona, con il progetto “Verona, Minor Herusalem”, duecento studenti di undici scuola superiori veronesi (“Scipione Maffei”, “Educandato statale Agli Angeli”, “Don Mazza”, “Giberti”, “Alle Stimate”, “Don Bosco”, “Medi”, “Nani Boccioni”, “Montanari”, “Fracastoro”, “Guardini”, “Marco Polo” e “Marconi”) sono diventati invece guide turistiche: hannoaccolto i visitatori in cinque chiese del territorio e realizzato approfondimenti sul patrimonio artistico e sociale della loro città. In particolare, alcuni studenti del liceo artistico “Nani–Boccioni” hanno anche riprodotto in dieci tavole le ipotetiche sembianze della chiesa di Santo Stefano lungo otto differenti periodi storici.

L’alternanza sposa anche l’innovazione: l’Itis “De Pretto” e l’Itg “Pasini”, entrambi di Schio (Vicenza), hanno realizzato uno studio di fattibilità tecnica ed economica per il brevetto di un materiale altamente tecnologico composto da un metallo “a memoria di forma” (cioè che “mantiene la memoria” della sua forma, riacquisendola una volta surriscaldato): integrato nell’abbigliamento indossato da un atleta o da un lavoratore è in grado di proteggerli in caso di incidente.

Nel Padovano invece, gli studenti dei licei “Tito Lucrezio Caro” e “Girardi” (Cittadella) hanno provveduto a un restyling dell’ingresso della sede del secondo. L’idea creativa vincente – quadrati concentrici di cinque colori, come gli anni di scuola – si è imposta con il 40% dei consensi in un referendum al quale hanno partecipato insegnanti, studenti e genitori.

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