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	<title>Agricoltura &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Inaugurata a Mestre una rotonda dedicata al fondatore di Coldiretti Paolo Bonomi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2024/11/12/paolobonomi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 07:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[“Se le campagne del Veneto sono oggi patrimonio di eccellenza agroalimentare è frutto della professionalità di quei contadini che per merito della grande legislazione nel dopoguerra con la guida di Paolo Bonomi sono oggi diventati autentici imprenditori agricoli”. Un concetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">“<em>Se le campagne del Veneto sono oggi patrimonio di eccellenza agroalimentare è frutto della professionalità di quei contadini che per merito della grande legislazione nel dopoguerra con la guida di Paolo Bonomi sono oggi diventati autentici imprenditori agricoli”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un concetto corale condiviso da tutte le autorità intervenute oggi, nel giorno di San Martino giorno del capodanno agricolo, alla cerimonia di titolazione al <strong>fondatore di Coldiretti</strong>  della rotonda all&#8217;intersezione di via Torino con l&#8217;ingresso della ciclopedonale di <strong>Forte Marghera.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Dal <strong>sindaco di Venezia</strong> <strong>Luigi Brugnaro</strong>, i vertici della Coldiretti dal presidente nazionale <strong>Ettore Prandini</strong> al presidente regionale Veneto Carlo Salvan, insieme al vicesindaco con delega all’agricoltura Andrea Tomaello, l&#8217;assessore alla Toponomastica Paola Mar, tutti hanno testimoniato il profilo di un grande uomo che ha dato voce a chi non l’aveva rivendicando i diritti degli agricoltori e difendendo i redditi delle imprese agricole.</p>
<p style="font-weight: 400;"> <a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2024/11/0-8.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-18066 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2024/11/0-8-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" data-id="18066" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2024/11/0-8-225x300.jpeg 225w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2024/11/0-8-169x225.jpeg 169w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2024/11/0-8.jpeg 671w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>“<em>Bonomi ha permesso anche al territorio veneto di avere un futuro</em> – ha detto <strong>Carlo Salvan</strong>  &#8211; <em>l’intuizione di costituire la Coldiretti è stata fondamentale perché ha dato forma e struttura a quella che oggi è la seconda regione italiana per produzioni agroalimentari. Miseria e povertà post bellica Grazie alla riforma pensata dal fondatore di Coldiretti sono state soppiantate da diritti e dignità di quelli che erano gli abitanti delle campagne, nonché mezzadri che finalmente si sono trasformati in agricoltori e poi imprenditori agricoli”</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Presente all’evento la figlia di Bonomi, Mirjam, che ha rivelato quanto fosse indispensabile per il padre dare dignità ai contadini e quanto si sia dedicato per questa sfida. “Caparbio, organizzatore e attento, ha raggiunto l’obiettivo di dare benessere ai coltivatori che si è trasformato poi anche in benessere sociale. Una eredità che è stata raccolta dalla dirigenza e da chi ha traghettato Coldiretti nel 21esimo secolo con una potenza e una visibilità per l’agricoltura anche fuori dall’Italia”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>La lezione di Bonomi rappresenta le nostre radici ma deve essere l’esempio per il nostro futuro</em> – ha sottolineato il presidente nazionale <strong>Ettore Prandini</strong> &#8211;  <em>come ha voluto e ottenuto il fondatore di Coldiretti, dobbiamo continuare a lavorare per la dignità dei nostri agricoltori. Senza dimenticare la pesca, che oggi verte in grande difficoltà. Dobbiamo cercare di attuare la sua lungimiranza e  lavorare anche con le istituzioni europee e monitorare scenari globali per tracciare una traiettoria di futuro senza tralasciare nessun settore produttivo. L’agricoltura ha dimostrato la sua centralità durante la pandemia; la distintività e qualità dell’agroalimentare italiano devono dare speranza di futuro e certezze alle nuove generazioni, questa una delle sfide che ci attendono. In passato il giorno di S Martino era un giorno di tristezza</em> – <strong>ha continuato Prandini</strong> &#8211;  <em>i contadini erano obbligati a lasciare le campagne negli stenti e miseria. Bonomi con altri protagonisti prima Repubblica ha accolto e portato avanti la prima sfida della distribuzione della terre a coloro che erano considerati solo mezzadri, ma che in realtà la trasformavano e le davano produttività. La forza della Coldiretti e la capacità di ascolto della base associativa e il nostro impegno oggi è quello di continuare a lavorare senza tralasciare nessuno, perché è così che nascono le riforme”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">“Oggi intitoliamo la prima rotonda in Italia ad un uomo che si è battuto per la libertà &#8211; ha esordito il primo cittadino Luigi Brugnaro  &#8211; Questo è un luogo di ritrovo dove abbiamo investito fondi per riqualificare l&#8217;area e creare piste ciclabili che potessero collegare diverse zone della città. Qui nelle vicinanze c&#8217;è una grande vasca di laminazione, oggi in funzione, che ha lo scopo di mettere in sicurezza Mestre dalle inondazioni. Con queste parole vorrei collegarmi alla figura di Bonomi, un uomo che ha avuto il coraggio di innovare, ed è proprio l&#8217;innovazione alla quale dobbiamo puntare. Ad esempio nell&#8217;agricoltura, prestando attenzione alla transizione ecologica che deve essere ottenuta gradualmente attraverso un processo di mediazione del cambiamento e della trasformazione della società. Un altro tema importante è sicuramente la pesca sulla quale devono essere fatte delle serie riflessioni dal punto di vista tecnologico. La tecnologia, infatti, fa luce sull&#8217;impatto del cambiamento climatico sulla pesca. Concludo quindi con un augurio di buona fortuna a tutti quanti noi, affinché possiamo trovare quelle soluzioni necessarie e nuove tecnologie in modo tale da avere impatti sempre più positivi sulla sostenibilità ambientale&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dello stesso tono anche l&#8217;intervento del vicesindaco Andrea Tomaello che ha posto l&#8217;attenzione sul lavoro di squadra necessario per portare avanti tutte le iniziative volte a valorizzare il comparto dell&#8217;agricoltura. &#8220;E&#8217; importante avvicinare le nuove generazioni al mondo dell&#8217;agricoltura e pertanto alla valorizzazione del territorio &#8211; ha dichiarato &#8211; Agricoltura fa sinonimo con rispetto per l&#8217;ambiente e amore verso il proprio territorio&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Don Sandro Manfrè consigliere ecclesiastico di Coldiretti Venezia ha dato la sua benedizione. Infine è stata scoperto il cartello che riporta l’intitolazione ufficiale della prima rotatoria in Italia dedicata a Paolo Bonomi, fondatore di Coldiretti.</p>
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		<title>Il Parlamento Europeo approva la relazione sulle tecniche di evoluzione assistita, soddisfatti gli agricoltori</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2024/02/08/il-parlamento-europeo-approva-la-relazione-sulle-tecniche-di-evoluzione-assistita-soddisfatti-gli-agricoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 10:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il via libera alla nuova genetica green NO OGM permetterà di selezionare nuove varietà vegetali, con maggiore sostenibilità ambientale, minor utilizzo di input chimici, ma anche resilienza e adattamento dei cambiamenti climatici, nel rispetto della biodiversità e della distintività dell’agricoltura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="m_-1481360097657889195xmsonormal" align="left">Il via libera alla nuova genetica green NO OGM permetterà di selezionare nuove varietà vegetali, con maggiore sostenibilità ambientale, minor utilizzo di input chimici, ma anche resilienza e adattamento dei cambiamenti climatici, nel rispetto della biodiversità e della distintività dell’agricoltura italiana ed europea”. È quanto afferma il Presidente della Coldiretti<strong> Ettore Prandini</strong> nel sottolineare che il Parlamento Europeo ha approvato la relazione sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea O NGT) con 307 a favore, 263 contro e 41 astenuti.</p>
<p>“Con l’ok alla sperimentazione – aggiunge Carlo Salvan presidente di Coldiretti Veneto – gli agricoltori saranno protagonisti della ricerca. I risultati potranno essere usati per sfidare il cambiamento climatico e allo stesso tempo difendere la biodiversità e la distintività del Made In Italy garantendo sviluppo all’agroalimentare nazionale senza che questo sia solo appannaggio di poche multinazionali proprietarie dei brevetti. Bene che l’Italia sia stata l’apripista in UE” – dichiara Salvan che ricorda questa è una ulteriore risposta alla protesta a Bruxelles degli agricoltori provenienti dal sud e dal nord dell’Unione Europea, dalla Coldiretti agli spagnoli di Asaja, dai portoghesi di Cap ai belgi dell’Fwa fino ai giovani agricoltori alla quale aveva fatto seguito l’incontro tra il presidente della Coldiretti il Commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski, il presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel e numerosi europarlamentari.</p>
<p>Un punto essenziale che vale rimarcare rispetto alle precedenti tecnologie è legato – precisa la Coldiretti &#8211; al sostegno che potrà essere assicurato dalla ricerca pubblica con l’abbandono della logica del brevetto delle multinazionali delle sementi. <u></u><u></u>Si tratta di un sostegno della competitività delle imprese agricole che –riprende Prandini &#8211; hanno la necessità di innovare per crescere. La vera transizione ecologica –sostiene Prandini– passa da soluzioni pragmatiche, che aiutino concretamente gli agricoltori a ridurre input chimici e risorse naturali, ma anche ad adattarsi alle nuove patologie e ai nuovi insetti che sempre più si diffondono anche in Europa a causa dei cambiamenti climatici.<u></u><u></u></p>
<p class="m_-1481360097657889195xmsonormal" align="left">Le nuove tecnologie di miglioramento genetico raggruppate sotto la denominazione Tea o NGT (Tecnologie di Evoluzione Assistita) non hanno nulla a che fare con i vecchi OGM – sottolinea la Coldiretti – poichè non implicano l’inserimento di Dna estraneo alla pianta e permettono di riprodurre in maniera precisa e mirata i risultati dei meccanismi alla base dell’evoluzione biologica naturale, per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici, della difesa della biodiversità e affrontare l’obiettivo della sovranità alimentare.<u></u><u></u></p>
<p class="m_-1481360097657889195xmsonormal" align="left">Un passo determinante che in Italia potrà giovarsi del primo storico accordo siglato esattamente tre anni fa tra agricoltori e scienziati per la una nuova genetica “green” tra la Coldiretti e la Siga (Società Italiana di Genetica Agraria) che punta a tutelare la biodiversità dell’agricoltura italiana e, al contempo, a migliorare l’efficienza del nostro modello produttivo attraverso, ad esempio, varietà più resistenti, con meno bisogno di agrofarmaci ed acqua con risvolti positivi in termini di sostenibilità ambientale  in un impegno di ricerca partecipata anche da ambientalisti e consumatori.</p>
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		<title>Crisi idrica, pioggia insufficiente e coltivazioni già in emergenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2023/03/01/crisi-idrica-pioggia-insufficiente-e-coltivazioni-gia-in-emergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 15:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo le sferzate di vento arriva la pioggia che, però, è ancora insufficiente per la sete dei campi veneti. Coldiretti segnala che le colture cerealicole autunno vernine sono già in stress idrico: l’ingiallimento fogliare è tipico di una siccità prolungata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Dopo le sferzate di vento arriva la pioggia che, però, è ancora insufficiente per la sete dei campi veneti. Coldiretti segnala che le colture cerealicole autunno vernine sono già in stress idrico: l’ingiallimento fogliare è tipico di una siccità prolungata – dicono i tecnici regionali &#8211; che condiziona i lavori di semina e la programmazione agronomica delle aziende agricole del territorio mettendo a rischio la produzione agroalimentare regionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">A livello nazionale sono circa 300mila imprese agricole che si trovano nelle aree più colpite dall’emergenza siccità che si estende anche alle aree urbane per effetto della caduta del 30% di precipitazioni in meno nell’ultimo anno, con la percentuale che sale al 40% per il nord Italia. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al primo Tavolo sull&#8217;acqua a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ad essere assediate dalla siccità sono soprattutto le aree del Centro Nord con la situazione più drammatica che si registra nel bacino della Pianura Padana – spiega Coldiretti – dove nasce quasi 1/3 del  Made in Italy e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo. A rischio è l’ambiente, l’economia, l’occupazione e la stessa sovranità alimentare in una situazione già difficile per gli effetti della guerra in Ucraina</p>
<p style="font-weight: 400;">Dalla disponibilità idrica dipende la produzione degli alimenti base della dieta mediterranea, dal grano duro per la pasta alla salsa di pomodoro, dalla frutta alla verdura fino al mais per alimentare gli animali per la produzione dei grandi formaggi come Parmigiano reggiano e il Grana Padano ed i salumi più prestigiosi come il prosciutto di Parma o il Culatello di Zibello. Senza parlare del riso le cui previsioni di semina prevedono un taglio di 8muila ettari e risultano al minimo da 30 anni.</p>
<p style="font-weight: 400;">In una situazione in cui lo scorso anno secondo la Coldiretti sono caduti circa 50 miliardi di metri cubi di acqua in meno lungo la Penisola, il fiume Po è a secco e al Ponte della Becca (Pavia) si trova a -3,2 metri rispetto allo zero idrometrico, con le rive ridotte a spiagge di sabbia come in estate, secondo l’ultima rilevazione della Coldiretti. Lo stato di magra del più grande fiume italiano – sostiene Coldiretti – è rappresentativo delle difficoltà in cui si trovano tutti gli altri corsi d’acqua del settentrione con i grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 36% del lago di Garda al 39% di quello Maggiore fino al 19% di quello di Como ma si registra anche lo scarso potenziale idrico stoccato sotto forma di neve nell’arco alpino ed appenninico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli agricoltori sono impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti, ma non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio, la produzione di cibo e la competitività dell’intero settore alimentare” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “con l’Italia che perde ogni anno l’89% dell’acqua piovana abbiamo elaborato con Anbi il progetto laghetti per realizzare una rete di piccoli invasi diffusi sul territorio, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l’acqua e distribuirla quando è necessario ai cittadini, all’industria e all’agricoltura.”</p>
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		<title>Consolidare il successo del vino nel mondo, le nuove strategie discusse in convegno</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2023/02/22/consolidare-il-successo-del-vino-nel-mondo-le-nuove-strategie-discusse-in-convegno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 11:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Volumi e valori sono un connubio perfetto per un sistema di successo: la vitivinicoltura veneta. Il vino prodotto nell’ultima vendemmia è stato stimato in circa 12,6 milioni di ettolitri, in crescita del +7,3% rispetto al 2021. Si tratta di numeri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Volumi e valori sono un connubio perfetto per un sistema di successo: la vitivinicoltura veneta. Il vino prodotto nell’ultima vendemmia è stato stimato in circa 12,6 milioni di ettolitri, in crescita del +7,3% rispetto al 2021. Si tratta di numeri di tutto rispetto frutto del lavoro di oltre 27mila aziende viticole che coltivano un superficie a vigneto pari a 95mila ettari totali di cui oltre 80% investita a doc/docg, il 13,7% a Igt e il restante 2,8% a vitigni varietali. Un biglietto da visita di alta qualità nel mondo che concorre a sviluppare 60,7 miliardi di export (+17%) registrando il record nel 2022. Ed è proprio il vino a trascinare in tricolore all’estero con livelli vicini agli 8 miliardi di euro.</p>
<p>Consolidare le performance del vino veneto sui mercati internazionali è il tema del convegno organizzato da Coldiretti il 24 febbraio al Museo del &#8216;900 di Mestre con inizio alle 9:30  che vedrà la partecipazione <b>dell’Onorevole Luca De Carlo</b> presidente della Commissione Agricoltura del Senato. Il saluto di <b>Marina Montedoro </b>Direttore di Coldiretti Veneto<b> </b>aprirà i lavori lasciando poi  l’introduzione a <b>Giorgio Polegato</b> Presidente della Consulta vino della federazione regionale. Un excursus che anticiperà la relazione a cura del Professor <b>Eugenio Pomarici</b> dell’Università di Padova sulle dinamiche del mercato dei vini di alta qualità.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-17940 size-full" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1.jpg" alt="" width="1680" height="892" data-id="17940" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1.jpg 1680w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-300x159.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-1024x544.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-768x408.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-1536x816.jpg 1536w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-1320x701.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1680px) 100vw, 1680px" /></a></p>
<p>A seguire <b>Carlotta Gori</b> Direttore del Consorzio Chianti Classico racconterà il caso studio di uno dei prodotti simbolo del Made in Italy. L’enologo <b>Andrea Dal Cin</b> del Gruppo Masi entrerà nello specifico della ricerca con le tecniche di miglioramento della produzione mentre <b>Oscar Lorandi</b> Presidente della cantina Girlan di Cornaiano (Bz) porterà il suo contributo sul binomio possibile tra alta gamma e cooperazione. La parola della Regione del Veneto spetta al dr. <b>Alberto Zannol</b> Direzione regionale Agroambiente che trarrà anche le conclusioni. Gli interventi saranno moderati da <b>Laura Donadoni,</b> giornalista e wine educator.  L’evento è organizzato in collaborazione con l’Università di Padova Centro Cirve ed è accreditato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali del Veneto.</p>
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		<title>Borghi veneti, gli anziani custodiscono 303 luoghi storici e poco abitati</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2023/01/30/borghi-veneti-gli-anziani-custodiscono-303-luoghi-storici-e-poco-abitati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 10:09:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[“Gli anziani in campagna non sono soltanto impegnati nel presidio territoriale delle aree rurali, sono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali, economiche e turistiche che valorizzano la realtà locale”. E’ quanto sostiene Marino Bianchi presidente dei senior della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>“Gli anziani in campagna non sono soltanto impegnati nel presidio territoriale delle aree rurali, sono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali, economiche e turistiche che valorizzano la realtà locale”</em>. E’ quanto sostiene <strong>Marino Bianchi</strong> presidente dei senior della Coldiretti regionale presente al convegno del Cupla Veneto dove si è affrontato il tema della tenuta sociale e psicologica degli anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">La delegazione di Coldiretti Veneto ha partecipato ai lavori e al dibattito con l’Assessore alla sanità e servizi sociali Manuela Lanzarin evidenziando il ruolo del pensionato contadino nella società punto di vista del welfare economico nei confronti di figli e nipoti ma anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani a scuola e in casa verso abitudini più salutari basate sui prodotti e sui tempi della dieta mediterranea. <em>“E l’intera società a trarre beneficio dal coinvolgimento dei pensionati in ogni ambito</em> – precisa Marino Bianchi &#8211;  <em>dalle scuole agli orti urbani fino ai progetti di agricoltura sociale, senza dimenticare la collaborazione sempre più strategica nella vita quotidiana delle famiglie”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Nei comuni con meno di 5mila abitanti più di uno su otto (13%) – sottolinea  Coldiretti &#8211; ha più di 75 anni con la popolazione anziana che rappresenta una presenza fondamentale per garantirne la vivibilità. Se da una parte infatti offrono un sostegno alla comunità in una situazione in cui è molto più grave la carenza di servizi pubblici rispetto alle altre realtà del Paese, dall’altra contribuiscono a proteggere nel tempo le peculiarità locali. In Italia ci sono 5.529 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 70% del numero totale dei comuni italiani. Si tratta – afferma la Coldiretti &#8211; di realtà che ospitano il 16,5% della popolazione nazionale ma rappresentano il 54% dell’intera superficie italiana, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Sono 303 i borghi veneti i piccoli centri rappresentano il 52,7% della totalità dei paesi del territorio regionale. Questa dimensione</em> – conclude Marino Bianchi &#8211; <em>riduce anche la solitudine sociale tipica dei grandi agglomerati urbani e che rappresenta uno dei grandi rischi per il benessere e la salute della popolazione, in particolare per gli anziani&#8221;.</em> Nei piccoli comuni – sottolinea Coldiretti &#8211; l’invecchiamento attivo, con il coinvolgimento in maniera formale o informale in uno o più ambiti, dal lavoro al volontariato, dai legami sociali all’assistenza a familiari, dal tempo libero al giardinaggio, mantiene la salute psicofisica migliorando la qualità della vita delle persone più avanti negli anni, secondo il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio.</p>
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		<title>Inflazione: 4 famiglie su 10 salvate dai nonni. La testimonianza del &#8220;poeta contadino&#8221; Resio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2023/01/25/inflazione-4-famiglie-su-10-salvate-dai-nonni-la-testimonianza-del-poeta-contadino-resio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 15:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[In quattro famiglie italiane su dieci (40%) sono i nonni a salvare il bilancio domestico messo a rischio dall’inflazione che colpisce il carrello della spesa con l’esplosione dei costi dell’energia a causa della guerra in Ucraina, con una tendenza che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In quattro famiglie italiane su dieci (40%) sono i nonni a salvare il bilancio domestico messo a rischio dall’inflazione che colpisce il carrello della spesa con l’esplosione dei costi dell’energia a causa della guerra in Ucraina, con una tendenza che si è accentuata anche rispetto ai difficili anni della pandemia.</p>
<p>E’ quanto emerge da una rilevazione on line della Coldiretti sul sito <a href="http://www.coldiretti.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.coldiretti.it&amp;source=gmail&amp;ust=1674745590294000&amp;usg=AOvVaw02hUF5rR9K7TyCpQ8oRXBn">www.coldiretti.it</a> divulgata in occasione dell’assemblea dei Senior della Coldiretti, la piu’ grande associazione italiana di pensionati, a Roma nella sede della Coldiretti, dove è stato aperto il primo salone della cultura contadina salvata dai Senior, alla presenza del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella. Presente la delegazione veneta guidata da Marino Bianchi leader regionale degli over 65, con lui anche il “poeta contadino” Resio Veronese che ha portato la testimonianza dell’impegno degli anziani attivi nella società.</p>
<p>Nel suo agriturismo “Campagna Saline” nella Bassa Padovana, operativo fino a poco tempo fa, i clienti oltre che a degustare piatti si approcciano ai tempi andati grazie ad una raccolta di oggetti e strumenti che di fatto è una collezione di ricordi minuziosa e visitabile ora a disposizione della amministrazione comunale.</p>
<p>“Quella di Resio – spiega Marino Bianchi &#8211; è  memoria sempre generosa che mette a disposizione di piccoli e grandi attraverso le sue parole, i suoi scritti. E anche in questo caso i gesti di una forte coerenza esprimono il senso dell’essere gente di campagna, di tramandare valori antichi e insegnamenti sempre attuali, di essere allo stesso tempo testimone e protagonista della trasformazione dell’agricoltura e dell’ambiente, con le radici ben piantate a terra e il pensiero sempre in movimento. Tuttora impegnato nel sociale e nell’ambito della didattica scolastica, Resio indossa “i panni” del passato per far vivere alle nuove generazioni i segreti di una cultura speciale attraverso la coltivazione dei campi e il racconto di aneddoti, proverbi e detti tramandati.</p>
<p>Tra gli italiani che beneficiano della presenza di un pensionato in casa, quasi i due terzi (63%) – rileva Coldiretti &#8211; dichiarano che i nonni sono un fattore determinante per contribuire proprio al reddito familiare, mentre il 22% guarda a loro come un valido aiuto per accudire i propri figli, magari per portarli a scuola e seguirli anche una vola tornati a casa. Una possibilità che dà fiducia ma consente anche di risparmiare su doposcuola e baby sitter. Ma esiste anche una ridotta percentuale del 15% &#8211; aggiunge Coldiretti &#8211; che trova dai nonni un aiuto a livello lavorativo, soprattutto per chi ha un’attività, dall’agricoltura all’artigianato, fino al commercio, e può così beneficiare dell’esperienza accumulata da chi è ora in pensione.</p>
<p>Come nella migliore tradizione agricola – spiega la Coldiretti – la presenza degli anziani fra le mura di casa è quindi quasi sempre considerata un valor aggiunto all’interno di un welfare familiare che deve fare i conti sia con la gestione delle risorse economiche disponibili sia con quella del tempo e dei figli in situazioni dove molto spesso entrambi i genitori lavorano e sono fuori casa la maggior parte della giornata.</p>
<p>La presenza dei nonni – sottolinea la Coldiretti – è sempre più importante anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani verso abitudini più salutari nelle scuole e nelle case. Uno stile nutrizionale – ricorda Coldiretti – basato sui prodotti della dieta mediterranea come pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito – continua Coldiretti – una speranza di vita tra le più alte a livello mondiale pari a 79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne, anche se con la pandemia si è verificata una brusca inversione di tendenza.<br />
“Considerata per anni a torto come una forma arcaica da superare, la presenza degli anziani all’interno della famiglia si sta dimostrando fondamentale per affrontare le difficoltà economiche e sociali di molti cittadini” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “la solidarietà tra generazioni sulla quale si fonda l’impresa familiare è un modello vincente per vivere e stare bene insieme e non un segnale di arretratezza sociale e culturale come è stato spesso affermato”.</p>
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		<title>Caldo torrido e bufere improvvise, Veneto colpito da grandine e tempesta</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/06/23/caldo-torrido-e-bufere-improvvise-veneto-colpito-da-grandine-e-tempesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La provincia di Belluno è stata nuovamente interessata dalla grandine. Un fortunale ieri pomeriggio ha colpito con chicchi di ghiaccio di media dimensione il feltrino e tutta la fascia nord del bellunese con segnalazioni ad Arsiè, Quero Vas. La tempesta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La<strong> provincia di Belluno</strong> è stata nuovamente interessata dalla<strong> grandine</strong>. Un fortunale ieri pomeriggio ha colpito con <strong>chicchi di ghiaccio</strong> di media dimensione il feltrino e tutta la fascia nord del bellunese con segnalazioni ad Arsiè, Quero Vas. La <strong>tempesta si è abbattuta</strong> anche sulla<strong> pianura trevigiana</strong> e l’area centro orientale colpendo i campi del portogruarese. I tecnici di <strong>Coldiretti</strong> sono sul territorio per la verifica dei danni: in montagna gli orti coltivati a fagioli sono distrutti, coltivazioni di mais e soia gravemente danneggiate. Idem nel veneziano dove le fasi di mietitura del grano erano già iniziate per le temperature bollenti di questo periodo che avevano anticipato la maturazione delle spighe.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Le bizzarrie climatiche continuano a condizionare l’agricoltura</em> – commenta Coldiretti – <em>che ha stimato in 3 miliardi di euro il conto delle perdite causate dalla siccità che assedia città e campagne, con autobotti e razionamenti, il Po in secca peggio che a Ferragosto, i laghi svuotati e i campi arsi dove i raccolti bruciano sui terreni senz’acqua ed esplodono i costi per le irrigazioni di soccorso per salvare le piantine assetate e per l’acquisto del cibo per gli animali con i foraggi bruciati dal caldo. Un drammatico bilancio quello del 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate, oppure concentrate in poco tempo e in maniera intensa, avversità che devastano intere produzioni agricole&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Un panorama rovente che alterna bufere e monsoni improvvisi che non risolvono il fabbisogno idrico – sottolinea Coldiretti.  Le temperature sono oltre i 40 gradi con le falde sempre più basse mentre si moltiplicano le ordinanze dei comuni per il razionamento dell’acqua. In questa situazione di profonda crisi idrica – continua Coldiretti &#8211; oltre a prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti è necessario agire nel breve periodo per definire le priorità di uso dell’acqua disponibile, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina l’Italia ha bisogno di tutto il suo potenziale produttivo nazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“<em>Accanto a misure per immediate per garantire l’approvvigionamento alimentare della popolazione, appare evidente l’urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo”</em> afferma il presidente della Coldiretti <strong>Ettore Prandini</strong> che nella lettera inviata al <strong>presidente del Consiglio Mario Draghi</strong> chiede “<em>che, a fronte di una crisi idrica la cui severità si appresta a superare quanto mai registrato dagli inizi del secolo scorso, venga dichiarato al più presto lo stato di emergenza nei territori interessati con l’intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate, Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico</em>”. Una richiesta fatta propria dalle Regioni, con l’appello al Governo per lo stato di emergenza nel Nord Italia e per avere il supporto a livello nazionale della Protezione Civile.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Più di ¼ del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione con una situazione di grave siccità che riguarda le regioni del Sud e del Nord dove – sottolinea la Coldiretti &#8211; la grande sete minaccia un territorio del bacino padano che rappresenta più del 30% del Made in Italy agroalimentare. Il Po al Ponte della Becca (Pavia) è a -3,3 metri rispetto allo zero idrometrico più basso che a Ferragosto di un anno fa con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le produzioni di grano e di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">L’assenza di precipitazioni – precisa la Coldiretti – colpisce i raccolti nazionali in una situazione in cui l’Italia è dipendente dall’estero in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci, il 53% del mais per l’alimentazione delle stalle, il 56% del grano duro per la pasta e il 73% dell’orzo. Una emergenza nazionale che &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; riguarda coltivazioni ed allevamenti travolti da una catastrofe climatica che si prefigura addirittura peggiore di quella del 2003 che ha decimato le produzioni agricole nazionali.</p>
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		<title>Filiera agroalimentare in crisi, Caner incontra Montedoro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/03/18/filiera-agroalimentare-in-crisi-caner-incontra-montedoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 16:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[L’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner, ha incontrato oggi a Mestre la Presidente Marina Montedoro e i dirigenti provinciali di Coldiretti Veneto per affrontare, a livello regionale, la fase di “stagflazione” che rischia di colpire l’intero comparto agroalimentare. “A livello regionale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner, ha incontrato oggi a Mestre la Presidente Marina Montedoro e i dirigenti provinciali di Coldiretti Veneto per affrontare, a livello regionale, la fase di “stagflazione” che rischia di colpire l’intero comparto agroalimentare.</p>
<p>“<em>A livello regionale intendiamo individuare e sostenere tutte quelle soluzioni che potrebbero rallentare gli effetti negativi prodotte dalle due annate Covid e dalla crisi Ucraina</em> – ha fatto sapere l’Assessore -. <em>Dai seminativi, per i quali sosteniamo la necessità di utilizzare i terreni a riposo per limitare al massimo le importazioni, passando poi al sostegno del vitivinicolo pensando a iniziative capaci di contrastare la diffusione della flavescenza dorata, senza dimenticare, infine, il comparto frutticolo e orticolo, che richiede un’attenzione particolare a fronte delle gelate e degli insetti patogeni che aggrediscono le coltivazioni”.</em></p>
<p>“<em>Stiamo portando avanti una dura battaglia per contrastare la pratica sleale che riguarda il costo di produzione del latte, oggi superiore al prezzo di vendita</em> – ha ricordato Caner -. <em>Mentre, per contrastare la peste suina e contenere i danni arrecati all’agricoltura dalla fauna selvatica abbiamo evidenziato al Ministro dell’Agricoltura la necessità di intervenire con provvedimenti a livello nazionale. Bisogna tornare a investire nella terra, nell’agricoltura, nei nostri imprenditori per evitare che l’aumento dei costi delle materie prime e del caro energia pesino, a ricaduta, sui consumatori, riducendo drasticamente il loro potere di acquisto</em> – ha concluso Caner -. <em>Solo attraverso una revisione del PNRR, che tenga conto dell’emergenza attuale, si potrà dare sostegno ad uno dei comparti strategici del Veneto, in aggiunta ad una revisione del PSR 2023-2027, che rappresenta una opportunità se rivisto alla luce dei nuovi bisogni evidenziati dalla politica agricola e</em><br />
<em>forestale nazionale”.</em></p>
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		<title>Crisi Ucraina, sbloccati in Italia 200 mila ettari per far fronte alla mancanza di mais</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/03/18/crisi-ucraina-sbloccati-in-italia-200-mila-ettari-per-far-fronte-alla-mancanza-di-mais/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 13:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[“Con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue possono essere recuperati in Italia alla coltivazione 200mila ettari di terreno per una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue possono essere recuperati in Italia alla coltivazione 200mila ettari di terreno per una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione necessari per ridurre la dipendenza dall’estero”</em>. E’ quanto ha affermato il presidente della <strong>Coldiretti Ettore Prandini</strong> nel commentare positivamente le dichiarazioni del <strong>Commissario europeo</strong> <strong>Janusz Wojciechowski</strong> sulla deroga agli obblighi Pac sui terreni &#8220;a riposo&#8221; come richiesto dalla Coldiretti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Appare invece insufficiente l’annunciato impiego della riserva di crisi da 500 milioni della Pac, più il cofinanziamento di misure di emergenza extra da 1 miliardo poiché si tratta in realtà di appena 50 milioni di euro destinati all’Italia che sono assolutamente inadeguati a dare risposte concrete alle difficoltà che stanno subendo aziende agricole e della pesca e gli allevamenti costretti ad affrontare aumenti insostenibili di energia, mangimi, concimi”</em> ha denunciato Prandini nel sottolineare che “<em>per affrontare la crisi globale del settore ha fatto fino ad ora piu’ l’Italia che l’Unione Europea”.</em> <em>A livello comunitario servono più coraggio e  risorse</em> – ha sottolineato Prandini &#8211; <em>per raggiungere l’obiettivo fissato dai capi di Stato a Versailles di “migliorare la nostra sicurezza alimentare riducendo la nostra dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli e dei fattori produttivi, in particolare aumentando la produzione di proteine vegetali dell’UE con l’invito alla “Commissione a presentare quanto prima opzioni per affrontare l’aumento dei prezzi alimentari e la questione della sicurezza alimentare globale”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<em>Un impegno che</em> – ha continuato Prandini – <em>ridurrebbe sensibilmente anche in Italia la dipendenza dall’estero da dove arriva circa la metà del mais necessario all’alimentazione del bestiame il 35% del grano duro per la produzione di pasta e il 64% del grano tenero per la panificazione, che rende l’intero sistema e gli stessi consumatori in balia degli eventi internazionali.&#8221; </em> L’Italia oggi è costretta ad <strong>importare materie prime</strong> agricole a causa dei <strong>bassi compensi</strong> riconosciuti per anni agli <strong>agricoltori</strong> che sono stati costretti a ridurre di quasi 1/3 la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali è scomparso anche un campo di grano su cinque perché secondo la Coldiretti la politica ha lasciato campo libero a quelle industrie che per miopia hanno preferito continuare ad acquistare per anni in modo speculativo sul mercato mondiale, approfittando dei bassi prezzi degli ultimi decenni, anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale.</p>
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		<title>Sanzioni Russia, escluso il Prosecco. Può continuare l&#8217;export che vale 15 milioni di bottiglie</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/03/17/sanzioni-russia-escluso-il-prosecco-puo-continuare-lexport-che-vale-15-milioni-di-bottiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 10:32:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Le sanzioni Ue alla Russia con lo stop all’export dei beni di lusso salvano il Prosecco che non figura nell’elenco dei vini colpiti dove, invece, rientrano altri vini e spumanti e lo Champagne francese. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>sanzioni</strong> Ue alla <strong>Russia</strong> con lo stop all’<strong>export</strong> dei <strong>beni di lusso</strong> salvano il <strong>Prosecco</strong> che non figura nell’elenco dei vini colpiti dove, invece, rientrano altri vini e spumanti e lo Champagne francese. E’ quanto emerge dall’analisi di <strong>Coldiretti</strong> sugli effetti del <strong>quarto pacchetto</strong> di misure adottate pubblicate dal Regolamento (Ue) del consiglio del 15 marzo 2022 che modifica il regolamento (UE)  concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della <strong>Russia</strong> che destabilizzano la situazione in <strong>Ucraina.</strong></p>
<p>Sono quasi <strong>15 milioni</strong> le bottiglie di Prosecco che – secondo l’analisi della Coldiretti &#8211; finiscono in Russia, dove le vendite nel 2021 sono aumentate del 63% in quantità, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. L’esclusione del Prosecco dalla lista dei vini in Russia – precisa Coldiretti &#8211; è importante anche per contrastare la fiorente produzione di imitazioni che interessa anche il Paese di Putin, dove si trova in commercio un prosecco made in Russia, mentre in Croazia stanno cercando di fa riconoscere all’Unione Europea il Prosek.</p>
<p>Quasi una bottiglia di vino italiano su sei stappate oggi all’estero è di Prosecco, un patrimonio del Made in Italy che ha raggiunto un valore annuo al consumo di 2,5 miliardi di euro dei quali la maggior parte realizzati sui mercati esteri con la leadership a livello mondiale in termini di volumi esportati davanti a Champagne e Cava. A trainare il record sui mercati esteri un sistema che abbraccia due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d’origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg) per una produzione complessiva che ha raggiunto – conclude la Coldiretti – 700 milioni di bottiglie dopo aver incassato nel 2019 il riconoscimento Unesco per le Colline del Prosecco.</p>
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