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	<title>Agroalimentare &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Il Parlamento Europeo approva la relazione sulle tecniche di evoluzione assistita, soddisfatti gli agricoltori</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2024/02/08/il-parlamento-europeo-approva-la-relazione-sulle-tecniche-di-evoluzione-assistita-soddisfatti-gli-agricoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 10:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il via libera alla nuova genetica green NO OGM permetterà di selezionare nuove varietà vegetali, con maggiore sostenibilità ambientale, minor utilizzo di input chimici, ma anche resilienza e adattamento dei cambiamenti climatici, nel rispetto della biodiversità e della distintività dell’agricoltura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="m_-1481360097657889195xmsonormal" align="left">Il via libera alla nuova genetica green NO OGM permetterà di selezionare nuove varietà vegetali, con maggiore sostenibilità ambientale, minor utilizzo di input chimici, ma anche resilienza e adattamento dei cambiamenti climatici, nel rispetto della biodiversità e della distintività dell’agricoltura italiana ed europea”. È quanto afferma il Presidente della Coldiretti<strong> Ettore Prandini</strong> nel sottolineare che il Parlamento Europeo ha approvato la relazione sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea O NGT) con 307 a favore, 263 contro e 41 astenuti.</p>
<p>“Con l’ok alla sperimentazione – aggiunge Carlo Salvan presidente di Coldiretti Veneto – gli agricoltori saranno protagonisti della ricerca. I risultati potranno essere usati per sfidare il cambiamento climatico e allo stesso tempo difendere la biodiversità e la distintività del Made In Italy garantendo sviluppo all’agroalimentare nazionale senza che questo sia solo appannaggio di poche multinazionali proprietarie dei brevetti. Bene che l’Italia sia stata l’apripista in UE” – dichiara Salvan che ricorda questa è una ulteriore risposta alla protesta a Bruxelles degli agricoltori provenienti dal sud e dal nord dell’Unione Europea, dalla Coldiretti agli spagnoli di Asaja, dai portoghesi di Cap ai belgi dell’Fwa fino ai giovani agricoltori alla quale aveva fatto seguito l’incontro tra il presidente della Coldiretti il Commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski, il presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel e numerosi europarlamentari.</p>
<p>Un punto essenziale che vale rimarcare rispetto alle precedenti tecnologie è legato – precisa la Coldiretti &#8211; al sostegno che potrà essere assicurato dalla ricerca pubblica con l’abbandono della logica del brevetto delle multinazionali delle sementi. <u></u><u></u>Si tratta di un sostegno della competitività delle imprese agricole che –riprende Prandini &#8211; hanno la necessità di innovare per crescere. La vera transizione ecologica –sostiene Prandini– passa da soluzioni pragmatiche, che aiutino concretamente gli agricoltori a ridurre input chimici e risorse naturali, ma anche ad adattarsi alle nuove patologie e ai nuovi insetti che sempre più si diffondono anche in Europa a causa dei cambiamenti climatici.<u></u><u></u></p>
<p class="m_-1481360097657889195xmsonormal" align="left">Le nuove tecnologie di miglioramento genetico raggruppate sotto la denominazione Tea o NGT (Tecnologie di Evoluzione Assistita) non hanno nulla a che fare con i vecchi OGM – sottolinea la Coldiretti – poichè non implicano l’inserimento di Dna estraneo alla pianta e permettono di riprodurre in maniera precisa e mirata i risultati dei meccanismi alla base dell’evoluzione biologica naturale, per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici, della difesa della biodiversità e affrontare l’obiettivo della sovranità alimentare.<u></u><u></u></p>
<p class="m_-1481360097657889195xmsonormal" align="left">Un passo determinante che in Italia potrà giovarsi del primo storico accordo siglato esattamente tre anni fa tra agricoltori e scienziati per la una nuova genetica “green” tra la Coldiretti e la Siga (Società Italiana di Genetica Agraria) che punta a tutelare la biodiversità dell’agricoltura italiana e, al contempo, a migliorare l’efficienza del nostro modello produttivo attraverso, ad esempio, varietà più resistenti, con meno bisogno di agrofarmaci ed acqua con risvolti positivi in termini di sostenibilità ambientale  in un impegno di ricerca partecipata anche da ambientalisti e consumatori.</p>
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		<title>Al Vinitaly la &#8220;cantina degli orrori&#8221; per combattere la contraffazione, perdite stimate superiori al miliardo di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2023/04/03/al-vinitaly-la-cantina-degli-orrori-per-combattere-la-contraffazione-perdite-stimate-superiori-al-miliardo-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 15:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[Quello dei falsi è  un mercato molto florido dove i rischi riguardano l’utilizzo delle stesse o simili denominazioni o simili per indicare prodotti molto diversi. Il Prosecco è il bersaglio preferito dai falsari del Made in Italy. In Casa Coldiretti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Quello dei <strong>falsi</strong> è  un<strong> mercato molto florido</strong> dove i rischi riguardano l’utilizzo delle stesse o simili denominazioni o simili per indicare prodotti molto diversi. Il <strong>Prosecco</strong> è il bersaglio preferito dai falsari del <strong>Made in Italy</strong>. In Casa Coldiretti padiglione del <strong>Vinitaly</strong> è stata allestita la cantina degli orrori dove emergono i casi eclatanti intercettati nel mondo dai &#8216;detective&#8217; del tricolore:  dal <strong>Kressecco tedesco</strong> al <strong>Consecco</strong> fino al <strong>Merrsecco</strong> la fantasia si scatena.  Nel circolo vizioso rientrano purtroppo anche il <strong>Bordolino argentino</strong> nella versione bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore al Kressecco tedesco, il Barbera bianco prodotto in <strong>Romania</strong> e il <strong>Chianti fatto in California</strong>, il <strong>Marsala sudamericano</strong> e quello statunitense tra le<strong> contraffazioni</strong> e imitazioni dei nostri <strong>vini e liquori</strong> più prestigiosi che complessivamente provocano <strong>perdite</strong> stimabili in oltre un <strong>miliardo di euro</strong> sui mercati mondiali alle produzioni Made in Italy.</div>
<div></div>
<div>Ma a pesare sono anche i rischi legati alle richieste di riconoscimento di denominazioni che evocano le eccellenze Made in Italy – ricorda Coldiretti – come nel caso del <strong>Prosek croato</strong>, un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia, contro la cui domanda di registrazione tra le menzioni tradizionale l’Italia ha fatto ricorso, in virtù del fatto che potrebbe danneggiare il <strong>Prosecco</strong>. Dalle etichette allarmistiche ai wine kit, dai falsi al taglio dei fondi per la promozione, il vino italiano è sotto attacco con ripetuti blitz a livello comunitario che penalizzano il settore come il via libera concesso all’Irlanda ad adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze “terroristiche”.</div>
<div></div>
<div>Il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini secondo la <strong>Coldiretti</strong> non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. E’ infatti del tutto improprio – precisa la Coldiretti – assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino. Un approccio ideologico nei confronti di un alimento come il vino che – sostiene la Coldiretti – fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea e conta diecimila anni di storia e le cui tracce nel mondo sono state individuate nel Caucaso.</div>
<div></div>
<div>Ma il <strong>vino Made in Italy</strong> – spiega Coldiretti – deve affrontare anche altri attacchi. Un esempio è la scelta della Ue di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol anche nei vini a denominazione di origine. In questo modo viene permesso ancora di chiamare vino un prodotto – sottolinea la Coldiretti – in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di<strong> trattamento invasivo</strong> che interviene nel secolare processo di <strong>trasformazione dell’uva in mosto</strong> e quindi in vino.</div>
<div></div>
<div>Si tratta di un precedente pericoloso che apre la strada all’introduzione di derive che mettono fortemente a rischio l’identità del vino italiano, che è la principale voce dell’export agroalimentare nazionale” afferma il <strong>presidente della Coldiretti Ettore Prandini</strong> nel sottolineare che “è in atto una demonizzazione indiscriminata, pilotata da alcune multinazionali, che punta ad affermare un nuovo modello alimentare e culturale che danneggia il settore e mette in discussione storia, cultura e valori fortemente radicati nel cibo e nei vini made in Italy, la dieta mediterranea stessa, patrimonio Unesco e il consumo moderato e responsabile che contraddistingue il vino in Italia”.</div>
<div></div>
<div>Ma tra le pratiche discutibili c’è anche lo zuccheraggio del vino – spiega la Coldiretti – che è ad esempio permesso nell’Unione Europea ad eccezione di I<strong>talia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta</strong> e in alcune aree della <strong>Francia</strong> che rappresentano però circa l’80% della produzione comunitaria. Negli Stati Uniti – riferisce la Coldiretti – è addirittura consentita l’aggiunta di acqua al mosto per diminuire la percentuale di zuccheri secondo una pratica considerata una vera e propria adulterazione in Italia. Miscele di vini da tavola bianchi e rossi per produrre un “finto rosè” vietate in Europa sono possibili invece in <strong>Nuova Zelanda</strong> e in <strong>Australia.</strong> L’Unione Europea però – continua la Coldiretti – ha dato il via libera anche al vino senza uva con l’autorizzazione alla produzione e commercializzazioni di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes molto diffusi nei Paesi dell’Est.</div>
<div></div>
<div>L’ultima frontiera dell’inganno – continua la Coldiretti – è nella commercializzazione molto diffusa, dal <strong>Canada</strong> agli <strong>Stati Uniti</strong> fino ad alcuni Paesi dell’Unione Europea, di kit fai da te che promettono il miracolo di ottenere in casa il meglio della produzione enologica Made in Italy, dai vini ai formaggi. Si tratta di confezioni che grazie a polveri miracolose promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano. Il problema non è legato solo all’utilizzo delle pregiate denominazioni del Belpaese poiché in base alla normativa europea del vino, non è possibile aggiungere acqua nel vino o nei mosti.​</div>
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		<title>Consolidare il successo del vino nel mondo, le nuove strategie discusse in convegno</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2023/02/22/consolidare-il-successo-del-vino-nel-mondo-le-nuove-strategie-discusse-in-convegno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 11:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Volumi e valori sono un connubio perfetto per un sistema di successo: la vitivinicoltura veneta. Il vino prodotto nell’ultima vendemmia è stato stimato in circa 12,6 milioni di ettolitri, in crescita del +7,3% rispetto al 2021. Si tratta di numeri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Volumi e valori sono un connubio perfetto per un sistema di successo: la vitivinicoltura veneta. Il vino prodotto nell’ultima vendemmia è stato stimato in circa 12,6 milioni di ettolitri, in crescita del +7,3% rispetto al 2021. Si tratta di numeri di tutto rispetto frutto del lavoro di oltre 27mila aziende viticole che coltivano un superficie a vigneto pari a 95mila ettari totali di cui oltre 80% investita a doc/docg, il 13,7% a Igt e il restante 2,8% a vitigni varietali. Un biglietto da visita di alta qualità nel mondo che concorre a sviluppare 60,7 miliardi di export (+17%) registrando il record nel 2022. Ed è proprio il vino a trascinare in tricolore all’estero con livelli vicini agli 8 miliardi di euro.</p>
<p>Consolidare le performance del vino veneto sui mercati internazionali è il tema del convegno organizzato da Coldiretti il 24 febbraio al Museo del &#8216;900 di Mestre con inizio alle 9:30  che vedrà la partecipazione <b>dell’Onorevole Luca De Carlo</b> presidente della Commissione Agricoltura del Senato. Il saluto di <b>Marina Montedoro </b>Direttore di Coldiretti Veneto<b> </b>aprirà i lavori lasciando poi  l’introduzione a <b>Giorgio Polegato</b> Presidente della Consulta vino della federazione regionale. Un excursus che anticiperà la relazione a cura del Professor <b>Eugenio Pomarici</b> dell’Università di Padova sulle dinamiche del mercato dei vini di alta qualità.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-17940 size-full" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1.jpg" alt="" width="1680" height="892" data-id="17940" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1.jpg 1680w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-300x159.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-1024x544.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-768x408.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-1536x816.jpg 1536w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2023/02/0-1-1320x701.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1680px) 100vw, 1680px" /></a></p>
<p>A seguire <b>Carlotta Gori</b> Direttore del Consorzio Chianti Classico racconterà il caso studio di uno dei prodotti simbolo del Made in Italy. L’enologo <b>Andrea Dal Cin</b> del Gruppo Masi entrerà nello specifico della ricerca con le tecniche di miglioramento della produzione mentre <b>Oscar Lorandi</b> Presidente della cantina Girlan di Cornaiano (Bz) porterà il suo contributo sul binomio possibile tra alta gamma e cooperazione. La parola della Regione del Veneto spetta al dr. <b>Alberto Zannol</b> Direzione regionale Agroambiente che trarrà anche le conclusioni. Gli interventi saranno moderati da <b>Laura Donadoni,</b> giornalista e wine educator.  L’evento è organizzato in collaborazione con l’Università di Padova Centro Cirve ed è accreditato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali del Veneto.</p>
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		<title>Vino, le nuove norme sull&#8217;etichettatura spaventano un italiano su due</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2023/01/25/vino-le-nuove-norme-sulletichettatura-spaventano-un-italiano-su-due/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 14:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Le polemiche sull’allarme in etichetta rischiano di spaventare ingiustamente più di un italiano su due (54%) che beve vino, nel Belpaese è diventato l’emblema di uno stile di vita lento, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le polemiche sull’allarme in etichetta rischiano di spaventare ingiustamente più di un italiano su due (54%) che beve vino<b>,</b> nel Belpaese è diventato l’emblema di uno stile di vita lento, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol.</p>
<p>E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Istat in riferimento all’annuncio della revisione delle norme sull’etichettatura delle bevande alcoliche da parte dal portavoce della Commissione europea Stefan De Keersmaecker mentre in Italia si moltiplicano gli attacchi ingiustificati. La dichiarazione della Commissione fa seguito a ripetuti blitz a livello comunitario di penalizzare il settore come il via libera concesso all’Irlanda ad adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze “terroristiche” ma anche il tentativo di escluderlo dai finanziamenti europei della promozione nel 2023, sventato anche grazie all’intervento della Coldiretti. Il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini secondo la Coldiretti non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate.</p>
<p>E’ infatti del tutto improprio – precisa la Coldiretti &#8211; assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino. Un approccio ideologico nei confronti di un alimento come il vino che – sostiene la Coldiretti &#8211; fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea e conta diecimila anni di storia e le cui tracce nel mondo sono state individuate nel Caucaso mentre in Italia si hanno riscontri in Sicilia già a partire dal 4100 a.c. Per l’Italia si tratta anche di difendere la leadership nazionale nella produzione ed esortazione di vino Made in Italy che vale complessivamente 14 miliardi e dove trovano occasioni di lavoro 1,3 milioni di persone con i vigneti che – sottolinea la Coldiretti &#8211; coprono un territorio di 650mila ettari. Un settore che ha scelto da tempo la strada della qualità con le bottiglie tricolori che – conclude la Coldiretti – sono destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt)<b> </b>riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola.</p>
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		<title>Caldo torrido e bufere improvvise, Veneto colpito da grandine e tempesta</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/06/23/caldo-torrido-e-bufere-improvvise-veneto-colpito-da-grandine-e-tempesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La provincia di Belluno è stata nuovamente interessata dalla grandine. Un fortunale ieri pomeriggio ha colpito con chicchi di ghiaccio di media dimensione il feltrino e tutta la fascia nord del bellunese con segnalazioni ad Arsiè, Quero Vas. La tempesta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La<strong> provincia di Belluno</strong> è stata nuovamente interessata dalla<strong> grandine</strong>. Un fortunale ieri pomeriggio ha colpito con <strong>chicchi di ghiaccio</strong> di media dimensione il feltrino e tutta la fascia nord del bellunese con segnalazioni ad Arsiè, Quero Vas. La <strong>tempesta si è abbattuta</strong> anche sulla<strong> pianura trevigiana</strong> e l’area centro orientale colpendo i campi del portogruarese. I tecnici di <strong>Coldiretti</strong> sono sul territorio per la verifica dei danni: in montagna gli orti coltivati a fagioli sono distrutti, coltivazioni di mais e soia gravemente danneggiate. Idem nel veneziano dove le fasi di mietitura del grano erano già iniziate per le temperature bollenti di questo periodo che avevano anticipato la maturazione delle spighe.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Le bizzarrie climatiche continuano a condizionare l’agricoltura</em> – commenta Coldiretti – <em>che ha stimato in 3 miliardi di euro il conto delle perdite causate dalla siccità che assedia città e campagne, con autobotti e razionamenti, il Po in secca peggio che a Ferragosto, i laghi svuotati e i campi arsi dove i raccolti bruciano sui terreni senz’acqua ed esplodono i costi per le irrigazioni di soccorso per salvare le piantine assetate e per l’acquisto del cibo per gli animali con i foraggi bruciati dal caldo. Un drammatico bilancio quello del 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate, oppure concentrate in poco tempo e in maniera intensa, avversità che devastano intere produzioni agricole&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Un panorama rovente che alterna bufere e monsoni improvvisi che non risolvono il fabbisogno idrico – sottolinea Coldiretti.  Le temperature sono oltre i 40 gradi con le falde sempre più basse mentre si moltiplicano le ordinanze dei comuni per il razionamento dell’acqua. In questa situazione di profonda crisi idrica – continua Coldiretti &#8211; oltre a prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti è necessario agire nel breve periodo per definire le priorità di uso dell’acqua disponibile, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina l’Italia ha bisogno di tutto il suo potenziale produttivo nazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“<em>Accanto a misure per immediate per garantire l’approvvigionamento alimentare della popolazione, appare evidente l’urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo”</em> afferma il presidente della Coldiretti <strong>Ettore Prandini</strong> che nella lettera inviata al <strong>presidente del Consiglio Mario Draghi</strong> chiede “<em>che, a fronte di una crisi idrica la cui severità si appresta a superare quanto mai registrato dagli inizi del secolo scorso, venga dichiarato al più presto lo stato di emergenza nei territori interessati con l’intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate, Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico</em>”. Una richiesta fatta propria dalle Regioni, con l’appello al Governo per lo stato di emergenza nel Nord Italia e per avere il supporto a livello nazionale della Protezione Civile.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Più di ¼ del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione con una situazione di grave siccità che riguarda le regioni del Sud e del Nord dove – sottolinea la Coldiretti &#8211; la grande sete minaccia un territorio del bacino padano che rappresenta più del 30% del Made in Italy agroalimentare. Il Po al Ponte della Becca (Pavia) è a -3,3 metri rispetto allo zero idrometrico più basso che a Ferragosto di un anno fa con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le produzioni di grano e di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">L’assenza di precipitazioni – precisa la Coldiretti – colpisce i raccolti nazionali in una situazione in cui l’Italia è dipendente dall’estero in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci, il 53% del mais per l’alimentazione delle stalle, il 56% del grano duro per la pasta e il 73% dell’orzo. Una emergenza nazionale che &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; riguarda coltivazioni ed allevamenti travolti da una catastrofe climatica che si prefigura addirittura peggiore di quella del 2003 che ha decimato le produzioni agricole nazionali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Filiera agroalimentare in crisi, Caner incontra Montedoro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/03/18/filiera-agroalimentare-in-crisi-caner-incontra-montedoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 16:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[L’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner, ha incontrato oggi a Mestre la Presidente Marina Montedoro e i dirigenti provinciali di Coldiretti Veneto per affrontare, a livello regionale, la fase di “stagflazione” che rischia di colpire l’intero comparto agroalimentare. “A livello regionale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner, ha incontrato oggi a Mestre la Presidente Marina Montedoro e i dirigenti provinciali di Coldiretti Veneto per affrontare, a livello regionale, la fase di “stagflazione” che rischia di colpire l’intero comparto agroalimentare.</p>
<p>“<em>A livello regionale intendiamo individuare e sostenere tutte quelle soluzioni che potrebbero rallentare gli effetti negativi prodotte dalle due annate Covid e dalla crisi Ucraina</em> – ha fatto sapere l’Assessore -. <em>Dai seminativi, per i quali sosteniamo la necessità di utilizzare i terreni a riposo per limitare al massimo le importazioni, passando poi al sostegno del vitivinicolo pensando a iniziative capaci di contrastare la diffusione della flavescenza dorata, senza dimenticare, infine, il comparto frutticolo e orticolo, che richiede un’attenzione particolare a fronte delle gelate e degli insetti patogeni che aggrediscono le coltivazioni”.</em></p>
<p>“<em>Stiamo portando avanti una dura battaglia per contrastare la pratica sleale che riguarda il costo di produzione del latte, oggi superiore al prezzo di vendita</em> – ha ricordato Caner -. <em>Mentre, per contrastare la peste suina e contenere i danni arrecati all’agricoltura dalla fauna selvatica abbiamo evidenziato al Ministro dell’Agricoltura la necessità di intervenire con provvedimenti a livello nazionale. Bisogna tornare a investire nella terra, nell’agricoltura, nei nostri imprenditori per evitare che l’aumento dei costi delle materie prime e del caro energia pesino, a ricaduta, sui consumatori, riducendo drasticamente il loro potere di acquisto</em> – ha concluso Caner -. <em>Solo attraverso una revisione del PNRR, che tenga conto dell’emergenza attuale, si potrà dare sostegno ad uno dei comparti strategici del Veneto, in aggiunta ad una revisione del PSR 2023-2027, che rappresenta una opportunità se rivisto alla luce dei nuovi bisogni evidenziati dalla politica agricola e</em><br />
<em>forestale nazionale”.</em></p>
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		<title>Crisi Ucraina, sbloccati in Italia 200 mila ettari per far fronte alla mancanza di mais</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 13:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[“Con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue possono essere recuperati in Italia alla coltivazione 200mila ettari di terreno per una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue possono essere recuperati in Italia alla coltivazione 200mila ettari di terreno per una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione necessari per ridurre la dipendenza dall’estero”</em>. E’ quanto ha affermato il presidente della <strong>Coldiretti Ettore Prandini</strong> nel commentare positivamente le dichiarazioni del <strong>Commissario europeo</strong> <strong>Janusz Wojciechowski</strong> sulla deroga agli obblighi Pac sui terreni &#8220;a riposo&#8221; come richiesto dalla Coldiretti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Appare invece insufficiente l’annunciato impiego della riserva di crisi da 500 milioni della Pac, più il cofinanziamento di misure di emergenza extra da 1 miliardo poiché si tratta in realtà di appena 50 milioni di euro destinati all’Italia che sono assolutamente inadeguati a dare risposte concrete alle difficoltà che stanno subendo aziende agricole e della pesca e gli allevamenti costretti ad affrontare aumenti insostenibili di energia, mangimi, concimi”</em> ha denunciato Prandini nel sottolineare che “<em>per affrontare la crisi globale del settore ha fatto fino ad ora piu’ l’Italia che l’Unione Europea”.</em> <em>A livello comunitario servono più coraggio e  risorse</em> – ha sottolineato Prandini &#8211; <em>per raggiungere l’obiettivo fissato dai capi di Stato a Versailles di “migliorare la nostra sicurezza alimentare riducendo la nostra dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli e dei fattori produttivi, in particolare aumentando la produzione di proteine vegetali dell’UE con l’invito alla “Commissione a presentare quanto prima opzioni per affrontare l’aumento dei prezzi alimentari e la questione della sicurezza alimentare globale”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<em>Un impegno che</em> – ha continuato Prandini – <em>ridurrebbe sensibilmente anche in Italia la dipendenza dall’estero da dove arriva circa la metà del mais necessario all’alimentazione del bestiame il 35% del grano duro per la produzione di pasta e il 64% del grano tenero per la panificazione, che rende l’intero sistema e gli stessi consumatori in balia degli eventi internazionali.&#8221; </em> L’Italia oggi è costretta ad <strong>importare materie prime</strong> agricole a causa dei <strong>bassi compensi</strong> riconosciuti per anni agli <strong>agricoltori</strong> che sono stati costretti a ridurre di quasi 1/3 la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali è scomparso anche un campo di grano su cinque perché secondo la Coldiretti la politica ha lasciato campo libero a quelle industrie che per miopia hanno preferito continuare ad acquistare per anni in modo speculativo sul mercato mondiale, approfittando dei bassi prezzi degli ultimi decenni, anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale.</p>
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		<title>Attesi al Vinitaly centinaia di buyer da tutto il Mondo. A Verona tutto pronto per il Salone internazionale del vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 11:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Con 130 top buyer confermati, gli Stati Uniti, primo mercato mondiale per l’export di vino italiano, guidano le delegazioni internazionali presenti al 54° Vinitaly (Veronafiere, 10-13 aprile). È la prima volta che il Salone internazionale del vino e dei distillati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con <strong>130 top buyer</strong> confermati, gli <strong>Stati Uniti,</strong> primo mercato mondiale per l’<strong>export</strong> di <strong>vino italiano</strong>, guidano le delegazioni internazionali presenti al <strong>54° Vinitaly</strong> (Veronafiere, 10-13 aprile). È la prima volta che il Salone internazionale del vino e dei distillati raggiunge un tale risultato sulla piazza americana. È quanto emerge dalla campagna di incoming di <strong>Veronafiere</strong> e Ice Agenzia che, proprio in questi giorni, si sta avviando a conclusione superando l’obiettivo prefissato.<br />
Ad oggi, infatti, sono 630 i ‘super acquirenti’ di vino italiano da tutto il mondo – e riferiti esclusivamente a questo progetto di promozione internazionale – che hanno aderito alla chiamata di <strong>Vinitaly</strong>.  A questi si aggiungono ulteriori <strong>50 operatori</strong> profilati della domanda che faranno il loro debutto a <strong>Verona</strong> grazie a un altro progetto di incoming ‘tailor made’, nato quest’anno e frutto della collaborazione diretta della fiera con circa 30 aziende espositrici di Vinitaly.</p>
<p>Per quanto riguarda i circa 50 Paesi coinvolti nel programma di promozione e di comunicazione (la lista ha subito delle variazioni a seguito del conflitto), la mappa di Vinitaly registra new entry dall’area high spending a stelle e strisce del Midwest e del Sud degli Stati Uniti a riprova degli ampi margini di crescita ancora inespressi. Dal Canada arrivano poi rappresentanti dei due monopoli di Ontario e Québec, grazie al coordinamento con Ice Agenzia.<br />
Sul lato opposto, anche il mercato asiatico si muove in nome del vino, nonostante il permanere di alcune difficoltà di spostamento legate alla pandemia: Giappone, Singapore, Thailandia, Malaysia ma anche Corea del Sud e Cina sono accreditate. Su quest’ultima, rimane alto il monitoraggio a seguito degli ultimi provvedimenti di lockdown emanati dal governo di Pechino. Positiva la risposta dal Sud-America con operatori da 10 Stati sui 12 della macroregione (Ecuador, Colombia, Brasile, Argentina, Costa Rica, Perù, Guatemala, Messico, Panama e Cile). Tra le novità di Vinitaly 2022 c’è anche l’Africa, con collettive professionali da Mozambico, Kenya, Etiopia, Camerun e Angola.</p>
<p>Dall’Europa, le delegazioni di Germania e dei Paesi del Nord – con Danimarca e Svezia in primis – sono tra le più numerose (rispettivamente 65 e 40). Ad esse spetta il primato dell’agenda b2b dedicata al biologico di Vinitaly. Seguono i buyer da Regno Unito, Austria, Francia, Grecia e Svizzera. A Vinitaly presenti poi operatori da Polonia, Romania, Repubblica Ceca e Slovenia. A Sol&amp;Agrifood, il salone internazionale dell’agroalimentare di qualità che si svolge in contemporanea alla manifestazione vinicola, inoltre è stato organizzato un incoming da Germania, Danimarca, Francia e Stati Uniti, nell’ambito di progetti finanziati dalla Comunità europea.</p>
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		<title>Sanzioni Russia, escluso il Prosecco. Può continuare l&#8217;export che vale 15 milioni di bottiglie</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/03/17/sanzioni-russia-escluso-il-prosecco-puo-continuare-lexport-che-vale-15-milioni-di-bottiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 10:32:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Le sanzioni Ue alla Russia con lo stop all’export dei beni di lusso salvano il Prosecco che non figura nell’elenco dei vini colpiti dove, invece, rientrano altri vini e spumanti e lo Champagne francese. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>sanzioni</strong> Ue alla <strong>Russia</strong> con lo stop all’<strong>export</strong> dei <strong>beni di lusso</strong> salvano il <strong>Prosecco</strong> che non figura nell’elenco dei vini colpiti dove, invece, rientrano altri vini e spumanti e lo Champagne francese. E’ quanto emerge dall’analisi di <strong>Coldiretti</strong> sugli effetti del <strong>quarto pacchetto</strong> di misure adottate pubblicate dal Regolamento (Ue) del consiglio del 15 marzo 2022 che modifica il regolamento (UE)  concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della <strong>Russia</strong> che destabilizzano la situazione in <strong>Ucraina.</strong></p>
<p>Sono quasi <strong>15 milioni</strong> le bottiglie di Prosecco che – secondo l’analisi della Coldiretti &#8211; finiscono in Russia, dove le vendite nel 2021 sono aumentate del 63% in quantità, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. L’esclusione del Prosecco dalla lista dei vini in Russia – precisa Coldiretti &#8211; è importante anche per contrastare la fiorente produzione di imitazioni che interessa anche il Paese di Putin, dove si trova in commercio un prosecco made in Russia, mentre in Croazia stanno cercando di fa riconoscere all’Unione Europea il Prosek.</p>
<p>Quasi una bottiglia di vino italiano su sei stappate oggi all’estero è di Prosecco, un patrimonio del Made in Italy che ha raggiunto un valore annuo al consumo di 2,5 miliardi di euro dei quali la maggior parte realizzati sui mercati esteri con la leadership a livello mondiale in termini di volumi esportati davanti a Champagne e Cava. A trainare il record sui mercati esteri un sistema che abbraccia due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d’origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg) per una produzione complessiva che ha raggiunto – conclude la Coldiretti – 700 milioni di bottiglie dopo aver incassato nel 2019 il riconoscimento Unesco per le Colline del Prosecco.</p>
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		<title>L&#8217;agricoltura diventa innovativa per nuove opportunità di reddito. A Verona l&#8217;evento che guarda al futuro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2021/11/19/lagricoltura-diventa-innovativa-per-nuove-opportunita-di-reddito-a-verona-levento-che-guarda-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2021 17:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla quinoa biologica per panificati e prima colazione al prosciutto di maiale nero dell’Aspromonte, passando per il luppolo idroponico destinato ai birrifici artigianali e per uso farmaceutico, ma anche l’agricoltura verticale per fornire prodotti verdi «consumer driven», dove cioè c’è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla <strong>quinoa biologica</strong> per panificati e prima colazione al <strong>prosciutto di maiale nero</strong> dell’Aspromonte, passando per il <strong>luppolo idroponico</strong> destinato ai birrifici artigianali e per uso farmaceutico, ma anche l’<strong>agricoltura verticale</strong> per fornire prodotti verdi «consumer driven», dove cioè c’è esigenza di consumo, fino al pecorino anti-colesterolo. Per non parlare delle opportunità delle energie rinnovabili, dalle soluzioni ormai consolidate in zootecnia come il biogas e il fotovoltaico alle evoluzioni del biometano e dell’agrivoltaico nell’uliveto, collocato in modo da non deturpare il paesaggio.</p>
<p>L’<strong>agricoltura</strong> in Italia è diversificata, fantasiosa, multifunzionale, con un tratto comune dal Nord a Sud: l’imprenditorialità, premessa essenziale per garantire <strong>redditività </strong>e competitività. Se ne è parlato al <strong>webinar</strong> organizzato da <strong>Fieragricola</strong>, rassegna internazionale dedicata all’agricoltura in programma a Veronafiere dal 26 al 29 gennaio 2022 e realizzato in collaborazione con <strong>Terra e Vita</strong> (Gruppo Tecniche Nuove), che ha illustrato anche attraverso case history le produzioni alternative per nuove opportunità di reddito in agricoltura.</p>
<p>Spazi per <strong>innovare</strong> sono molti e le tecnologie digitali sono sicuramente un aiuto maggiore per coniugare sostenibilità ambientale, domanda di consumo, necessità di redditività.</p>
<p>«Se parliamo di tracciabilità – afferma il prof. <strong>Filippo Maria Renga</strong>, direttore dell’<strong>Osservatorio Smart Agrifood </strong>– le nuove tecnologie digitali sono in grado di dare risposte efficaci e utili».</p>
<p>E se si tratta di colmare dei vuoti o di inventare nuove soluzioni, ci pensano gli imprenditori. Come nel caso di <strong>Sebastiano Tundo</strong>, agricoltore che ha puntato sulla filiera corta della quinoa, per offrire soluzioni diversificate che vanno dalla pasta alla farina, fino alle bevande fermentate alcoliche. O come nel caso di <strong>Alessio Saccoccio</strong>, ceo di <strong>Edera Farm</strong>, che ha puntato sulla produzione di <strong>luppolo idroponico</strong> e sta pensando di installare un impianto agrovoltaico per tagliare la spesa energetica nelle serre e nella coltivazione indoor.</p>
<p>È una delle realtà di <strong>vertical farming</strong> più all’avanguardia a livello mondiale e la vertical farming idroponica più grande d’Europa quella fondata da <strong>Luca Travaglini</strong> di Planet Farms, che ha rivoluzionato il modo di produrre, portando l’agricoltura vicino alla metropoli, per ridurre gli input produttivi e allo stesso tempo accorciare al massimo la rete distributiva.</p>
<p>Ed è altrettanto rivoluzionaria – anche sul piano sociale – la valorizzazione attuata dalla <strong>cooperativa Maiale nero d’Aspromonte</strong>, che ha tutelato la biodiversità e i redditi degli allevatori arrivando a quotazioni record della carne suina, fino a 5,5 euro al chilogrammo per un prodotto alimentato anche con gli scarti della produzione di bergamotto.<br />
È un presidio <strong>Slow Food</strong> il pecorino prodotto a Massa Marittima dall’<strong>azienda agricola Saba</strong>, con proprietà anti-colesterolo grazie a una specifica alimentazione a base anche di lino estruso che aumenta gli acidi grassi.</p>
<p>Conta due impianti di<strong> biogas</strong> &#8211; che presto saranno convertiti in biometano &#8211; e punta all’agrovoltaico per raggiungere l’autosufficienza energetica l’azienda agro-zootecnica più grande d’Italia, <strong>Maccarese</strong>, secondo quanto illustrato dal direttore generale <strong>Claudio Destro</strong>.</p>
<p>«Le strategie di una diversificazione delle quantità e delle qualità delle produzioni agricole e zootecniche devono poggiare su tre pilastri: la transizione ecologica, quella digitale e quella economico sociale &#8211; afferma il professor <strong>Luciano Cosentino</strong>, ordinario di Agronomia e Coltivazioni erbacee dell’<strong>Università di Catania </strong>–. Grazie alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, alla blockchain siamo in grado di dare maggiore valore aggiunto alle produzioni, rispondere alle richieste dei consumatori, affrontare il mercato con soluzioni innovative di vendita come ad esempio l’<strong>e-commerce</strong>. Allo stesso tempo, l’utilizzo di <strong>energie rinnovabili</strong>, la valorizzazione degli scarti di produzione e l’attuazione di economia circolare, contribuiscono a migliorare redditività e competitività delle imprese agricole, oggi chiamate ad affrontare il mercato con un approccio di filiera integrato e a sostenere sforzi per contrastare il cambiamento climatico in atto. Ma anche il <strong>climate change</strong>, come abbiamo visto con la diffusione delle colture di origine tropicale nelle aree mediterranee, può rappresentare un’opportunità».</p>
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