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	<title>Alimentazione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Crisi Ucraina, sbloccati in Italia 200 mila ettari per far fronte alla mancanza di mais</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 13:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[“Con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue possono essere recuperati in Italia alla coltivazione 200mila ettari di terreno per una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue possono essere recuperati in Italia alla coltivazione 200mila ettari di terreno per una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione necessari per ridurre la dipendenza dall’estero”</em>. E’ quanto ha affermato il presidente della <strong>Coldiretti Ettore Prandini</strong> nel commentare positivamente le dichiarazioni del <strong>Commissario europeo</strong> <strong>Janusz Wojciechowski</strong> sulla deroga agli obblighi Pac sui terreni &#8220;a riposo&#8221; come richiesto dalla Coldiretti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Appare invece insufficiente l’annunciato impiego della riserva di crisi da 500 milioni della Pac, più il cofinanziamento di misure di emergenza extra da 1 miliardo poiché si tratta in realtà di appena 50 milioni di euro destinati all’Italia che sono assolutamente inadeguati a dare risposte concrete alle difficoltà che stanno subendo aziende agricole e della pesca e gli allevamenti costretti ad affrontare aumenti insostenibili di energia, mangimi, concimi”</em> ha denunciato Prandini nel sottolineare che “<em>per affrontare la crisi globale del settore ha fatto fino ad ora piu’ l’Italia che l’Unione Europea”.</em> <em>A livello comunitario servono più coraggio e  risorse</em> – ha sottolineato Prandini &#8211; <em>per raggiungere l’obiettivo fissato dai capi di Stato a Versailles di “migliorare la nostra sicurezza alimentare riducendo la nostra dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli e dei fattori produttivi, in particolare aumentando la produzione di proteine vegetali dell’UE con l’invito alla “Commissione a presentare quanto prima opzioni per affrontare l’aumento dei prezzi alimentari e la questione della sicurezza alimentare globale”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<em>Un impegno che</em> – ha continuato Prandini – <em>ridurrebbe sensibilmente anche in Italia la dipendenza dall’estero da dove arriva circa la metà del mais necessario all’alimentazione del bestiame il 35% del grano duro per la produzione di pasta e il 64% del grano tenero per la panificazione, che rende l’intero sistema e gli stessi consumatori in balia degli eventi internazionali.&#8221; </em> L’Italia oggi è costretta ad <strong>importare materie prime</strong> agricole a causa dei <strong>bassi compensi</strong> riconosciuti per anni agli <strong>agricoltori</strong> che sono stati costretti a ridurre di quasi 1/3 la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali è scomparso anche un campo di grano su cinque perché secondo la Coldiretti la politica ha lasciato campo libero a quelle industrie che per miopia hanno preferito continuare ad acquistare per anni in modo speculativo sul mercato mondiale, approfittando dei bassi prezzi degli ultimi decenni, anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale.</p>
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		<title>Solidarietà in aiuto delle mense popolari. Consegnati 20 mila chili di pasta</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/11/30/solidarieta-in-aiuto-delle-mense-popolari-consegnati-20-mila-chili-di-pasta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 14:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Un carico di 20mila chilogrammi di pasta 100% grano duro italiano de &#8220;Le Stagioni d&#8217;Italia&#8221; è stato consegnato stamattina alle mense popolari dell’Opera Provvidenza di Sarmeola di Rubano (Padova). La fornitura offerta dalla Fondazione Campagna Amica in collaborazione con la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un carico di <strong>20mila chilogrammi di pasta</strong> 100% grano duro italiano de &#8220;Le Stagioni d&#8217;Italia&#8221; è stato consegnato stamattina alle mense popolari dell’Opera Provvidenza di Sarmeola di Rubano (Padova). La fornitura offerta dalla Fondazione Campagna Amica in collaborazione con la tenuta “Bonifiche Ferraresi” di Jolanda di Savoia (Fe)  permetterà di cucinare <strong>200mila pasti</strong> per i più bisognosi. A ricevere il bilico c’erano don Luca Facco, presidente delle Cucine Popolari di Padova con Suor Piantonia, Don Marco Cagol, vicario episcopale per i rapporti con le istituzioni, insieme a Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova e  a don Giorgio Bozza, consigliere ecclesiastico di Coldiretti Padova.​</p>
<p>Coldiretti che ha coordinato l’operazione ricorda che in Veneto sono circa 97mila gli indigenti che si rivolgono a queste strutture per trovare un piatto caldo. A causa dell’emergenza sanitaria – spiega Coldiretti Veneto – il disagio sociale è aumentato con un incremento del 30% di nuovi poveri. Il quadro regionale è rappresentato da nuove figure di indigenti– spiega Coldiretti &#8211; c’è chi ha perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che si sono fermate. Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti &#8211; hanno sperimentato condizioni di vita così problematiche tanto da dover ricorrere alle forme di solidarietà.</p>
<p>Alle fasce deboli gli agricoltori di Coldiretti hanno provveduto con azioni di beneficenza mirate e sostenute dagli enti preposti consegnando in questi mesi 10mila chilogrammi di spesa sospesa raccolta grazie alla collaborazione dei consumatori nei mercati coperti.  Uno spaccato che Coldiretti Veneto ha evidenziato nel documento programmatico “Patto identitario” chiedendo alla politica veneta  l’adeguamento della legge regionale n.11 del 2011 per arginare la povertà e il disagio sociale attuando un’equa distribuzione delle eccedenze alimentari. “E’ necessario –spiega Coldiretti Veneto – inserire tra le finalità interventi su tutta la filiera agroalimentare prevedendo campagne di comunicazione sui temi dell’educazione e la riduzione degli sprechi, favorendo la solidarietà e facilitando le donazioni anche sul piano amministrativo.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Etichettatura dei salumi Made in Italy, arriva il decreto. Il 7 per cento di insaccati italiani è prodotto in Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2020/09/17/etichettatura-dei-salumi-made-in-italy-arriva-il-decreto-il-7-per-cento-di-insaccati-italiani-e-prodotto-in-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ ufficiale: salami, mortadella e insaccati italiani saranno etichettati Made in Italy. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Interministeriale sulle Disposizioni per “l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell’etichetta delle carni suine trasformate” sarà possibile smascherare l’inganno della carne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">E’ ufficiale: salami, mortadella e <strong style="font-weight: 400;">insaccati italiani</strong> saranno etichettati <strong style="font-weight: 400;">Made in Italy</strong>. Con la pubblicazione in <strong style="font-weight: 400;">Gazzetta Ufficiale</strong> del Decreto Interministeriale sulle Disposizioni per “l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell’etichetta delle carni suine trasformate” sarà possibile smascherare l’inganno della <strong style="font-weight: 400;">carne tedesca o olandese</strong> spacciata per nostrana. Lo annuncia Coldiretti ricordando che in <strong style="font-weight: 400;">Veneto</strong> si concentra il <strong style="font-weight: 400;">7% della produzione</strong> nazionale pari ad un valore di <strong style="font-weight: 400;">200 milioni di fatturato</strong> realizzato da <strong style="font-weight: 400;">70 mila capi</strong> destinati soprattutto a <strong style="font-weight: 400;">prosciutti Dop</strong> come il <strong style="font-weight: 400;">San Daniele</strong>, <strong style="font-weight: 400;">Parma</strong>, <strong style="font-weight: 400;">Veneto Berico</strong> e Euganeo e allevati da oltre <strong>300 imprenditori suinicoli</strong>. In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al &#8220;<strong>Made in Italy</strong>” ha affermato il presidente della Coldiretti <strong>Ettore Prandini</strong> nel sottolineare che “l’Italia ha la responsabilità di svolgere un ruolo di apripista in Europa, anche sfruttando le opportunità offerte dalla storica apertura dell’Ue all’obbligo dell’origine con l’indicazione dello Stato membro con la nuova Strategia Farm to Fork nell’ambito del Green New Deal”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un obiettivo condiviso da ben il <strong>93% dei cittadini</strong> che ritiene importante conoscere l’<strong>origine degli alimenti</strong>, secondo l’indagine on line del Ministero delle Politiche agricole. Il decreto nazionale interministeriale introduce l’indicazione obbligatoria della provenienza per le carni suine trasformate, dopo che ha avuto il nulla osta da parte della Commissione Europea, per garantire trasparenza nelle scelte ai 35 milioni di italiani che almeno ogni settimana portano in tavola salumi, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, ma anche per sostenere i 5mila allevamenti nazionali di maiali messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale. A preoccupare è l’invasione di cosce dall’estero per una quantità media di 56 milioni di “pezzi” che ogni anno si riversano nel nostro Paese per ottenere prosciutti da spacciare come Made in Italy. La Coldiretti stima, infatti, che tre prosciutti su quattro venduti in Italia siano in realtà ottenuti da carni straniere senza che questo sia stato fino ad ora esplicitato in etichetta a vantaggio di Paesi come la Germania dove sono stati individuati peraltro pericolosi casi di peste suina.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il decreto sui salumi prevede – spiega Coldiretti – che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.  Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La norcineria – conclude la Coldiretti – è un settore di punta dell’<strong>agroalimentare nazionale</strong> che contribuisce al prestigio del made in Italy nel mondo grazie al lavoro di circa <strong>centomila persone</strong> tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale <strong>20 miliardi di euro</strong>.</p>
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		<title>Prodotti locali, il &#8220;kmzero&#8221; festeggia 50 anni di vita</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/07/10/prodotti-locali-il-kmzero-festeggia-50-anni-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 11:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i primati dei primi cinquant’anni della Regione Veneto c’è sicuramente la legge cosiddetta del “kmzero” che promuove il consumo dei prodotti locali  nelle mense private e pubbliche. Con questo spirito Coldiretti Veneto ha omaggiato con un buffet di specialità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i primati dei primi cinquant’anni della <strong>Regione Veneto</strong> c’è sicuramente la legge cosiddetta del “<strong>kmzero</strong>” che promuove il consumo dei <strong>prodotti locali</strong>  nelle <strong>mense private e pubbliche</strong>. Con questo spirito Coldiretti Veneto ha omaggiato con un buffet di specialità di origine regionale  <strong>mezzo secolo di attività</strong> istituzionale. Da aggiungere all’elenco una serie di normative pionieristiche a livello nazionale che interessano il settore primario come l’agricoltura sociale, la banca della terra, la riforma della bonifica, del consumo del suolo  e quella costitutiva del “super Caa;  ancora in cantiere  il disegno di legge sulla transumanza.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-16586" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/07/torta-50-anni-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/07/torta-50-anni-225x300.jpg 225w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/07/torta-50-anni-169x225.jpg 169w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/07/torta-50-anni.jpg 756w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />“Attività intensa, propositiva e di confronto con la Giunta e il Consiglio del Veneto – spiega Carlo Salvan vice presidente di Coldiretti – caratterizzate da un dialogo costante con la politica, trasversale e produttivo all’insegna della semplificazione della burocrazia con espressioni concrete di sussidarietà che hanno anticipato di molto le decisioni assunte in tante altre realtà d’Italia”. Brindisi dunque con il Ministro Affari regionali e autonomie Francesco Boccia,  con calici di Prosecco del Consorzio di Tutela Doc e jeroboam della Tenuta Astoria di Refrontolo (Tv) con etichetta dedicata. Cicchetti e bruschette con olio d’oliva veneto e salse del Garda specialità donate dal frantoio Redoro di Grezzana in provincia di Verona. Piatti a base di formaggi Dop offerti dal polo delle latterie: Soligo, Vicentine e Busche tramite l’Aprolav. Salumi e insaccati dell’azienda agrituristica Antichi Sapori di Santa Giustina in Colle (Pd) Meloni, ciliegie, fragole e angurie dei produttori associati al Maap di Padova.  Immancabile il taglio della torta con  il dolce a base di ricotta di bufala di Simone Scacco allevatore padovano di Piove di Sacco, ormai considerato dagli ospiti e i tanti invitati del Palazzo Ferro Fini il “contadino pasticcere” del giorno.</p>
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		<title>Agriturismi, c&#8217;è l&#8217;ok per il servizio di alloggio. Coldiretti: &#8220;Ora attendiamo il via anche per la ristorazione&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/09/agriturismi-ce-lok-per-il-servizio-di-alloggio-coldiretti-ora-attendiamo-il-via-anche-per-la-ristorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 14:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il servizio di alloggio è possibile anche negli agriturismi. Lo annuncia Coldiretti Veneto dopo il chiarimento riportato da una Faq del Governo che recepisce le sollecitazioni degli operatori agrituristici e il pressing dell’associazione Terranostra e di Coldiretti. Importante anche l&#8217;intervento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio di alloggio è possibile anche negli agriturismi. Lo annuncia <strong>Coldiretti Veneto</strong> dopo il chiarimento riportato da una Faq del <strong>Governo</strong> che recepisce le sollecitazioni degli operatori agrituristici e il pressing dell’associazione <strong>Terranostra</strong> e di <strong>Coldiretti</strong>. Importante anche l&#8217;intervento sul Governo dell&#8217;assessore Caner che si è fatto interprete del problema. “A tutti gli effetti le strutture possono continuare a offrire posti letto e accoglienza ai soggetti autorizzati agli spostamenti. Si tratta di una buona notizia – spiega Diego Scaramuzza presidente regionale e nazionale di Terranostra – ora è necessaria la riapertura anche per la ristorazione agrituristica.</p>
<p>Le nostre <strong>aziende</strong> sono situate in zone isolate della campagna, gestite da nuclei famigliari su ampi spazi verdi: elementi che favoriscono il rispetto delle misure di sicurezza. Un motivo in più – continua – per essere già pronti alla ripresa in tempi brevi delle attività. Con l’avvio della fase 2 – precisa Diego Scaramuzza – la possibilità di ospitare chi per motivi di lavoro deve soggiornare in Veneto nel rispetto delle disposizioni sanitarie, è un toccasana per oltre mille agriturismi che per l’emergenza hanno registrato <strong>perdite di 30 milioni di euro</strong> in soli tre mesi.  In attesa di un protocollo da concordare con la Regione del Veneto per procedere alla piena operatività abbinando anche la ristorazione  – conclude Diego Scaramuzza – procedono le consegne dei menù a domicilio dei cuochi contadini e il take away in azienda per sostenere il turismo rurale che in questo periodo ha sopportato una crisi senza precedenti.</p>
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		<title>Il picnic del 1° Maggio arriva direttamente a domicilio grazie ai cuochi di Campagna amica</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/30/il-picnic-del-1-maggio-arriva-direttamente-a-domicilio-grazie-ai-cuochi-di-campagna-amica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 08:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Picnic in casa con l’agribag dei cuochi contadini per le famiglie venete. Per la festa del Primo Maggio sarà possibile prenotare il kit d’asporto per organizzare il pasto all’aperto purchè nel giardino di casa o nello spazio verde condominiale, rispettando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Picnic in casa con l’agribag dei cuochi contadini per le famiglie venete. Per la festa del Primo Maggio sarà possibile prenotare il kit d’asporto per organizzare il pasto all’aperto purchè nel giardino di casa o nello spazio verde condominiale, rispettando rigorosamente le ordinanze in vigore. Lo annuncia Coldiretti Veneto dopo l’ok della Regione che autorizza al take away anche le realtà agrituristiche regionali.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Se un centinaio di cuochi contadini della nostra rete di Campagna Amica si sono organizzati per la consegna di menù a domicilio – commenta Diego Scaramuzza presidente regionale di Terranostra &#8211; gli altri operatori che per questioni logistiche non hanno potuto cogliere al volo questa opportunità, potranno ora sperimentare un nuovo servizio organizzando l’azienda e gli operatori”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutti ai fornelli, dunque, per celebrare la tradizione veneta che nel menù  prevede: uova sode con asparagi, frittata con cipolla, pane biscottato e salame, una bottiglia di Prosecco oppure un rosso locale. Per dessert, le ricercate frittelle di fiori di acacia, di sambuco, di zucca o l’intramontabile “fregolotta” da inzuppare nel vino a fine pasto.</p>
<p style="font-weight: 400;">“L’agricoltura italiana, tra le più green d’Europa, offre un paniere di specialità ricco di prodotti tradizionali e di tipicità enogastronomiche custodite dagli imprenditori agricoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno continuato a preservare nonostante le difficoltà economiche – conclude Diego Scaramuzza &#8211; tuttora non c’è garanzia di alcun risarcimento né le misure indicate sono all’altezza della crisi sopportata dalle imprese”.</p>
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		<title>Omaggio a Emilia Romagna e Lombardia, gli asparagi diventano messaggio positivo in tempi di emergenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/29/omaggio-a-emilia-romagna-e-lombardia-gli-asparagi-diventano-messaggio-positivo-in-tempi-di-emergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 09:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[Indicazione Geografica Tipica]]></category>
		<category><![CDATA[La Giardiniera di Morgan]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova ricetta per rendere omaggio alla Lombardia e all’Emilia Romagna, un messaggio positivo per le due Regioni, da trasmettere attraverso un prodotto che tradizionalmente segna l’arrivo della bella stagione: l’asparago nella sua variante verde. Gli Asparagi verdi agrodolci in olio di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova ricetta per rendere<strong> omaggio alla Lombardia e all’Emilia Romagna</strong>, un messaggio positivo per le due Regioni, da trasmettere attraverso un prodotto che tradizionalmente segna l’arrivo della bella stagione: l’asparago nella sua variante verde.</p>
<p>Gli <em><strong>Asparagi verdi agrodolci in olio di Morgan</strong></em>, l’ultima proposta de <strong>La Giardiniera di Morgan</strong>, si aggiungono alla famiglia degli<em><strong> Asparagi di Morgan</strong></em>, che comprende già gli <em>Asparagi Bianchi</em>, gli <em>Asparagi bianchi agrodolci a pezzettoni in olio</em> e le <em>Uova di quaglia e asparagi</em>.<br />
Sia in Lombardia che in Emilia Romagna gli asparagi verdi sono più noti e consumati rispetto a quelli bianchi, già presenti tra i prodotti de La Giardiniera. La nuova creazione, in <strong>edizione limitata</strong>, è stata quindi ideata per incontrare i gusti dei due mercati locali.<br />
“Coerenti con la filosofia che da sempre anima il nostro lavoro – spiega <strong>Morgan Pasqual</strong>, titolare assieme alla moglie Luciana de La Giardiniera di Morgan &#8211; i confini sono qualcosa che ci sta un po’ stretto. Dopo aver portato l’asparago bianco fuori dai confini regionali, è tempo ora di aprire ad altre tradizioni, incontrando il gusto di altri territori”.<br />
L’asparago verde, prodotto ad <strong>Indicazione Geografica Tipica</strong> dal 2010, viene coltivato in un&#8217;area compresa tra le provincie di Treviso, Padova e Venezia e si presta a innumerevoli ricette. Nell’interpretazione de La Giardiniera di Morgan gli asparagi verdi vengono cotti a vapore e conditi con aceto di vino bianco, sale marino integrale e zucchero. Vengono lasciati maturare per 48 ore, permettendo loro di insaporirsi insieme ai peperoncini agrodolci, che donano carattere alla ricetta dando vita ad un prodotto duttile. Si abbinano perfettamente a uova sode, carni bianche, carpacci di manzo o bresaola; oppure possono farcire un sandwich, guarnire pizze o focacce calde in finitura fuori dal forno e arricchire un’insalata di riso integrale o cereali.<br />
Gli<em> Asparagi verdi agrodolci sott’olio</em> de La Giardiniera di Morgan fanno parte della linea <em>Gli Stagionali</em>, verdure disponibili solo in alcuni momenti dell’anno, seguendo l’andamento delle stagioni e reinterpretando con fantasia ciò che di più buono la terra offre.<br />
La nuova ricetta è acquistabile nel sito <a href="http://www.lagiardinieradimorgan.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.lagiardinieradimorgan.com&amp;source=gmail&amp;ust=1588233444171000&amp;usg=AFQjCNEFPYlKrdZYjhpNHiNMgBhznsbG8A">www.lagiardinieradimorgan.com</a> e nei punti vendita affiliati in Lombardia e Emilia Romagna.</p>
<p><strong>CHI SIAMO | LA GIARDINIERA DI MORGAN</strong><br />
La Giardiniera di Morgan nasce nel 2005 nel Ristorante 5 Sensi a Malo (Vicenza). L’idea è quella di accompagnare un piatto a base di maialino. La Giardiniera viene talmente apprezzata e richiesta dai clienti, che si fa strada ben presto l’idea di produrne una versione da asporto da portare a casa. Un prodotto artigianale che ha visto il suo successo crescere nel tempo, fino alla decisione, del 2012, di ricavare un apposito laboratorio specializzato dove produrre La Giardiniera di Morgan. Nelle 2013 chiude il Ristorante ma La Giardiniera anno dopo anno cresce e si moltiplica per cinque: una ricetta differente dedicata a ogni componente della famiglia Pasqual: Morgan, il papà, Luciana, la mamma, e i figli Giada Maria, Giovanni, Annapaola. Comune denominatore delle cinque varianti è la croccantezza, grazie alla selezione della materia prima e alla cottura separata di ogni singolo ortaggio. Accanto alla Giardiniera nascono altri prodotti in agrodolce, con edizioni limitate secondo la stagionalità.</p>
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		<title>Cia Padova lancia ancora l&#8217;allarme: servono da subito 3000 lavoratori stagionali</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/04/26/cia-padova-lancia-ancora-lallarme-servono-da-subito-3000-lavoratori-stagionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 09:45:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cia Padova (Confederazione Italiana Agricoltori) lancia un nuovo allarme relativo al fabbisogno di manodopera nei campi. Si cercano oltre 3000 lavoratori stagionali da destinare alla raccolta di fragole, lattuga, cicorie, coste, piselli, e colture di serra in genere. L&#8217;emergenza sanitaria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cia Padova (Confederazione Italiana Agricoltori)</strong> lancia un nuovo allarme relativo al fabbisogno di manodopera nei campi. Si cercano oltre 3000 lavoratori stagionali da destinare alla raccolta di fragole, lattuga, cicorie, coste, piselli, e colture di serra in genere.</p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria ha bloccato gli spostamenti e i lavoratori dei Paesi dell&#8217;Est, solitamente impiegati nella raccolta dei prodotti ortofrutticoli nelle stagioni calde, sono impossibilitati a raggiungere l&#8217;Italia.</p>
<p>Cia ha quindi pensato di lanciare il progetto &#8220;<strong>Lavora con Agricoltori Italian</strong>i&#8221;, una piattaforma internet d&#8217;intermediazione, finalizzata a mettere in contatto le imprese agricole con i lavoratori, con la massima trasparenza e legalità. Pertanto, l&#8217;iniziativa è stata supportata da grandi aziende, inclusi gli sviluppatori di slot online. Puoi leggere di più sui loro lavori al link <a href="https://slotogate.com/de/slots/book-of-dead/">https://slotogate.com/de/slots/book-of-dead/</a>.</p>
<p><strong>Maurizio Antonini, direttore di Cia Padova</strong>, spiega: &#8220;Ora più che mai occorre privilegiare le nostre tipicità, al fine di far ripartire l&#8217;economia locale o favorire la filiera agroalimentare made in Italy. Il singolo imprenditore agricolo non è sempre in grado di garantire la raccolta: servono braccia dedicate, visto che tali operazione vengono compiute rigorosamente a mano e non esistono macchinari specifici.</p>
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		<title>Picnic e barbecue in casa, il 25 aprile i cuochi di Terranostra pronti a imbandire le tavole dei veneti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/23/picnic-e-barbecue-in-casa-il-25-aprile-i-cuochi-di-terranostra-pronti-a-imbandire-le-tavole-dei-veneti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 13:47:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Picnic e barbecue nel giardino di casa per le famiglie venete che si apprestano a festeggiare il 25 aprile ancora in emergenza sanitaria. Nel rispetto delle ordinanze, secondo le regole del buon vicinato, in base ai regolamenti condominiali in terrazza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Picnic</strong> e <strong>barbecue</strong> nel giardino di casa per le famiglie venete che si apprestano a festeggiare il <strong>25 aprile</strong> ancora in emergenza sanitaria. Nel rispetto delle ordinanze, secondo le regole del buon vicinato, in base ai regolamenti condominiali in terrazza o sul balcone, negli spazi verdi di proprietà evitando gli assembramenti sarà possibile ricreare l’atmosfera di una giornata all’aria aperta ai tempi del coronavirus.</p>
<div id="attachment_15643" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-15643" class="size-medium wp-image-15643" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/02/diego-scaramuzza-Terranostra-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/02/diego-scaramuzza-Terranostra-200x300.jpg 200w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/02/diego-scaramuzza-Terranostra-150x225.jpg 150w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/02/diego-scaramuzza-Terranostra.jpg 591w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><p id="caption-attachment-15643" class="wp-caption-text"><em>Diego Scaramuzza, Terranostra</em></p></div>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Nel dubbio &#8211; ricorda Diego Scaramuzza presidente regionale e nazionale di <strong>Terranostra</strong> &#8211;  85 cuochi contadini sono al lavoro per preparare il tradizionale menù della gita fuori porta: grigliata mista, polenta e patate arroste e nell’agribag frittate con erbette, asparagi e uova. Da rilevare che il pasto viene ordinato come espressione di un dono da nonni ai nipoti, dai genitori ai figli per regalare l’effetto di un pranzo o cena in agriturismo – spiega Diego Scaramuzza impegnato anche lui come i suoi colleghi nelle consegne porta a porta adottando le misure di sicurezza imposte.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel territorio veneziano la Festa della Liberazione coincide con la ricorrenza di San Marco. L’usanza è quella di offrire un bocciolo di rosa alle signore per evocare la leggenda di Maria figlia di un Doge della Serenissima innamorata di Tancredi. Il coronavirus ha segnato due settori importanti per l’economia agricola regionale: l’agriturismo che registra perdite per 30milioni di euro nei tre mesi clou della stagione e l’azzeramento dei bilanci delle imprese florovivaistiche con la chiusura di garden e serre in piena concentrazione produttiva. “Quest’anno sarà il caso di ripensare anche al gesto – conclude Diego Scaramuzza – prenotando i fiori presso le 171 realtà iscritte al sito <a href="https://veneto.coldiretti.it/news/campagna-amica-a-casa-tua/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://veneto.coldiretti.it/news/campagna-amica-a-casa-tua/&amp;source=gmail&amp;ust=1587731032013000&amp;usg=AFQjCNEUg9_xtfS6nTAGWGr_QqZRNkj2-A">https://veneto.coldiretti.it/news/campagna-amica-a-casa-tua/</a> omaggiando mogli e fidanzate con una piantina rigorosamente Made in Italy”</p>
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		<title>Allarme siccità: a rischio i raccolti di mais, frumento e barbabietole. Irrigazioni di soccorso in Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 10:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Scattate in Veneto le irrigazioni di soccorso. Criticità per mais, frumento e barbabietole. La situazione sul territorio regionale equivale in tutta Italia: è allarme siccità. Lo conferma Coldiretti con il livello del Po come a Ferragosto per effetto delle precipitazioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="m_-8384971007718960733MsoPlainText">Scattate in <strong>Veneto</strong> le <strong>irrigazioni di soccorso</strong>. Criticità per <strong>mais, frumento e barbabietole</strong>. La situazione sul territorio regionale equivale in tutta Italia: è <strong>allarme siccità</strong>. Lo conferma Coldiretti con il livello del Po come a Ferragosto per effetto delle precipitazioni praticamente dimezzate in un <strong>2020</strong> che si classifica fino ad ora come il<strong> più caldo dal 1800</strong> con temperature superiori di 1,52 gradi rispetto alla media. E’ quanto emerge da una monitoraggio della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi al primo trimestre dell’anno con fiumi in magra al nord ed invasi svuotati nel mezzogiorno che mettono a rischio i raccolti e la stabilità dei prezzi in un mercato alimentare segnato dall’emergenza coronavirus.<u></u><u></u></p>
<p class="m_-8384971007718960733MsoPlainText"><u></u>Con il fermo delle attività industriali per evitare i contagi da Covid-19, il Po non è mai stato così limpido con un livello idrometrico sceso a -2,7 metri al Ponte della Becca basso come a metà agosto secondo il monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenziano anomalie anche nei grandi laghi del nord che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 24% di quello di Como al 27% dell’Iseo fino al 54% del Maggiore. La situazione – continua la Coldiretti – è grave anche nel mezzogiorno e negli invasi di Puglia e Basilicata ci sono rispettivamente circa 122 e 102 milioni di metri cubo in meno rispetto allo scorso anno e analoga e la situazione della Sicilia, dove mancano all&#8217;appello circa 62 milioni di metri cubi d&#8217;acqua ma rilevante è il deficit idrico anche in Calabria secondo l’Anbi.<u></u><u></u></p>
<p class="m_-8384971007718960733MsoPlainText"><u></u>Per cercare di salvare le coltivazioni gli agricoltori – precisa la Coldiretti &#8211; sono stati addirittura costretti ad intervenire in molti casi con le irrigazioni di soccorso per i campi di mais e barbabietola affinché riescano a germogliare, mentre frumento, pomodoro da industria, ortaggi ed erba medica sono già in stress idrico. Ma se non ci sarà un profondo cambiamento a breve, con adeguate precipitazioni, mancherà in molte aziende – sottolinea la Coldiretti – l’acqua necessaria per la crescita delle colture con un rischio per le forniture alimentare del Paese in un momento di riduzione degli scambi commerciali per effetto dell’emergenza coronavirus. <u></u><u></u></p>
<p class="m_-8384971007718960733MsoPlainText"><u></u>L’andamento anomalo delle precipitazioni – continua la Coldiretti – conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa. La siccità – precisa la Coldiretti – è diventata l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura con i fenomeni estremi che hanno provocato in Italia danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per un totale pari a più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio.<u></u><u></u></p>
<p class="m_-8384971007718960733MsoPlainText"><u></u>“In un Paese comunque piovoso come l’Italia che per carenze infrastrutturali trattiene solo l’11% dell’acqua, occorre un cambio di passo nell’attività di prevenzione”, dichiara il presidente della Coldiretti <strong>Ettore Prandini</strong> nel sottolineare che “bisogna evitare di dover costantemente rincorrere l’emergenza con interventi strutturali”. Il primo passo è “la realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico, dalla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi ai progetti di ingegneria naturalistica”, ma allo stesso tempo – continua Prandini – “serve un piano infrastrutturale per la creazione di piccoli invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca ai fini di regimazione della acque, irrigui, ambientali e dell’accumulo/produzione di energia idroelettrica. Servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico”.</p>
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