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	<title>Asolo &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Asolo Docg: superate le 10 milioni di bottiglie</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/asolo/2018/02/28/asolo-docg-superate-le-10-milioni-bottiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 18:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asolo]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Asolo Montello]]></category>
		<category><![CDATA[Docg]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Assemblea dei soci del Consorzio Vini Asolo Montello ha approvato il bilancio 2017, confermando che nell’ultimo anno sono stati superati i 10 milioni di bottiglie consortili, sfiorando gli 11. Un dato che dà grande soddisfazione, se si pensa che negli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Assemblea dei soci del <strong>Consorzio Vini Asolo Montello </strong>ha approvato il bilancio 2017, confermando che nell’ultimo anno sono stati <strong>superati i 10 milioni di bottiglie consortili</strong>, sfiorando gli 11. Un dato che dà grande soddisfazione, se si pensa che negli ultimi due anni la <strong>produzione è più che raddoppiata</strong>, visto che che nel 2015 il dato era di poco superiore ai 5 milioni.<br />
Durante l’assemblea è stato evidenziato inoltre come, dal 2011 ad oggi, le superfici dell’Asolo Montello siano passate da poco più di 827 <strong>ettari</strong> agli attuali <strong>1.991</strong>. Una crescita importante, oltre il 70%, ma <strong>non invasiva</strong>: gli ettari a vigneto, (meno del 9% dell’area globale del Consorzio di oltre 23.000 ettari) non sminuiscono la sua integrità paesaggistica.<br />
“Superare le dieci milioni di bottiglie – spiega <strong>Armando Serena</strong>, Presidente del Consorzio Vini Asolo Montello – è un obiettivo in cui abbiamo fortemente creduto e per cui abbiamo lavorato molto negli ultimi anni. Questa veloce crescita la dobbiamo in particolar modo al nostro Prosecco DOCG, un prodotto di grande qualità che sta ricevendo molti apprezzamenti anche dall’estero. Negli ultimi anni la tendenza del mercato è quella di ridurre i grammi di zucchero nell’Extra Dry, che spesso necessita di alti gradi zuccherini per esprimersi al meglio. L’Asolo Prosecco Superiore DOCG, invece, è un vino caratterizzato da grande struttura e sapidità, derivanti dal suo terroir. Questo gli permette di reggere bene in bocca anche nelle versioni più secche e di essere perfettamente in linea con le richieste dei consumatori”.<br />
Quella dell’Asolo Montello, la denominazione meno estesa delle tre votate al Prosecco, è l’unica che può definire la <strong>tipologia Extra Brut</strong> nelle bottiglie prodotte con la DOCG e, grazie alla modifica del disciplinare che dovrebbe entrare in vigore nel 2018, l’<strong>Asolo Prosecco Superiore DOCG</strong> sui lieviti potrà essere prodotto nella versione Brut Nature o relativi sinonimi. Con la convalida delle modifiche i produttori potranno inoltre scegliere se applicare in etichetta la dicitura di Asolo Prosecco Superiore DOCG o la più semplice <strong>Asolo DOCG</strong>, legando ancora di più il vino alla sua zona di produzione.</p>
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		<title>Biennale d&#8217;Arte di Asolo, premio alla carriera ad Hermann Nitsch</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/05/19/biennale-darte-asolo-premio-alla-carriera-ad-hermann-nitsch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2016 08:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale d'Arte di Asolo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Hermann Nitsch]]></category>
		<category><![CDATA[Premio alla Carriera 2016]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’ambito della quarta edizione del Premio Internazionale Biennale d’Arte di Asolo, sabato 21 maggio verrà consegnato all’artista Hermann Nitsch il Premio alla Carriera 2016, promosso da Itaca Investimenti d’Arte e dal Club 41 Asolo.  La cerimonia, in programma alle 18.00, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito della quarta edizione del Premio Internazionale Biennale d’Arte di Asolo, <strong>sabato 21 maggio</strong> verrà consegnato all’artista <strong>Hermann Nitsch</strong> il <strong>Premio alla Carriera 2016</strong>, promosso da Itaca Investimenti d’Arte e dal Club 41 Asolo.  <span id="more-2100"></span></p>
<p>La cerimonia, in programma alle 18.00, si terrà negli spazi del Convento dei SS. Pietro e Paolo di Asolo, dove sono esposte tre grandi opere (olio su tela) dell’artista viennese, risalenti alla produzione degli anni ’80. All’evento sarà presente l’artista, introdotto dall’esperta d’arte Antonella Gotti. “<em>Hermann NItsch è uno dei protagonisti della storia dell’arte del XXI secolo</em>” dichiara il presidente di Itaca Alessandro Schirato “<em>che, fra l’altro, ha scelto di vivere nell’asolano. È quindi sembrato doveroso, da parte di una organizzazione impegnata nel territorio nella promozione dell’arte, tributare questo riconoscimento”.</em></p>
<p><strong>Hermann Nitsch </strong>(Vienna 1938) fin dal 1957 concepisce una nuova forma di opera d’arte totale (Teatro delle Orge e dei Misteri), in cui vengono messi in gioco tutti e cinque i sensi nel corso di azioni e performance dal forte carattere rituale e religioso. Nel 1961 fonda con Günter Brus e Otto Mühl il gruppo artistico del <em>Wiener Aktionismus</em> in cui le tecniche della pittura gestuale vengono applicate a una forma espressiva che unisce teatro, arte e musica, coinvolgendo in prima persona l’artista nelle condizioni più estreme. L’artista ha combinato la propria attività performativa con esposizioni, conferenze e concerti in Europa, America e Asia. Sue opere sono incluse in prestigiose collezioni, tra cui quelle dello Stedelijk Museum di Amsterdam, della Tate Gallery di Londra, del Guggenheim Museum di New York. Ha esposto presso il Museum Moderner Kunst Stiftung di Vienna nel 1978, 1999, 2002 e 2004, alla Stadtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco nel 1988, al Konsthallen Göteborg nel 1997. Ha inoltre partecipato a Documenta V e VII a Kassel e alla Biennale di Sydney nel 1988. Nel 2007 viene fondato a Mistelbach, a nord di Vienna, l’Hermann Nitsch Museum.</p>
<p>A seguire, dalle 21.00 (ingresso libero) al Teatro Eleonora Duse verrà proiettato <strong>&#8220;Non perdono&#8221;, un film di Roberto Marsella e Grace Zanotto</strong>, appena presentato al Museo Macro di Roma nell’ambito del festival sulle migrazioni &#8220;Grammelot&#8221;. In una dimensione ibrida tra video art e reportage, metafora della cura di una ferita ancora aperta, il <em>Non Perdono</em>, difensore del popolo e dei diritti umani che da generazioni sono stati cancellati sotto il benestare delle istituzioni, pone l’accento sulla perpetua convivenza fra la bellezza del territorio, ricco di sedimentazioni culturali ed architettoniche, con il dramma quotidiano di un presente derubato.  Il lavoro nasce da un’idea degli artisti Roberto Marsella e Grace Zanotto, in collaborazione con Luigi Pignatelli, fondatore della Hermes Academy e presidente di Arcigay Taranto, e si arricchisce delle testimonianze dell’attivista Daniela Spera, nota per il suo impegno di denuncia del disastro umanitario ed ambientale in atto e della condizione di ricatto vissuta dai cittadini di Taranto; degli ex lavoratori del polo siderurgico Daniele Amati e Ciro Giannotti, che parlano del dietro le quinte dell’Ilva; di Fabio Millarte, Presidente WWF Taranto, il quale ci racconta l’Odissea delle cozze, e di Marco D’Errico, vice-presidente WWF Taranto, che svela come le foto in bianco e nero ci ricordino il profumo di un mare che non era nero.</p>
<p>La serata continua con l&#8217;inaugurazione della mostra del <strong><em>Movimento Non Perdono</em></strong>, movimento trasversale d&#8217;avanguardia artistica, <strong>all&#8217;Enoteca alle Ore</strong> nel centro storico di Asolo.</p>
<p>Sarà possibile, da venerdì alla domenica fino al 12 giugno, visitare al Convento dei SS. Pietro e Paolo le esposizione delle opere finaliste del Premio, oltre alle mostre: <strong>Hermann Nitsch</strong>, (Premio alla carriera 2016), “<strong>Terre antiche, territori mobili: l’esperienza dell’arte veneta”</strong>, a cura di Lorena Gava,  con opere di Livio Ceschin, Stefano Cescon, Graziella Da Gioz, Giancarlo Dell’Antonia, Ferruccio Gard, Michelangelo Penso, Pierluigi Slis, Ampelio Zappalorto; <strong><em>Unika</em></strong>, artisti della Val Gardena; al Museo Civico la mostra <strong>“RabarAMAsolo”</strong> e alla Galleria Browning <strong><em>Photoblurrygraph </em></strong>del fotografo Enrico Nicolò.</p>
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		<title>Biennale d&#8217;arte di Asolo, lo scrittore Stefano Zecchi presenta il suo ultimo libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2016 13:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[asolo]]></category>
		<category><![CDATA[biennale d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[stefano zucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Eleonora Duse]]></category>
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					<description><![CDATA[Sraà presentato venerdì 13 maggio l&#8217;ultimo lavoro letterario prodotto da Stefano Zecchi dal titolo affascinante &#8220;La bellezza moderna&#8221;, che spiega quanto il lusso, non solo faccia parte di ognuno di noi, ma addirittura sia in continua ascesa nonostante il periodo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sraà presentato venerdì 13 maggio l&#8217;ultimo lavoro letterario prodotto da Stefano Zecchi dal titolo affascinante &#8220;La bellezza moderna&#8221;, che spiega quanto il lusso, non solo faccia parte di ognuno di noi, ma addirittura sia in continua ascesa nonostante il periodo buio dei mercati mondiali.<span id="more-2021"></span></p>
<p>È possibile in piena crisi economica parlare ancora di lusso? Secondo <strong>Stefano Zecchi</strong>, sì; se con lusso si intende la naturale aspirazione di ogni essere umano al bello, e quel desiderio di migliorare la propria esistenza, la più noiosa routine.  Il filosofo e scrittore sarà ospite del primo evento collaterale della quarta edizione del Premio Internazionale Biennale d’Arte di Asolo, <strong>venerdì 13 maggio al Teatro Eleonora Duse di Asolo </strong>(inizio ore 21, ingresso libero), nell’incontro intitolato <strong>“La bellezza moderna”.</strong></p>
<p>Nella società moderna, devota alla funzionalità e al comfort, il lusso è spesso scambiato con l’oggetto utile e costoso, che suscita ammirazione, invidia e seduce. Mentre il vero lusso sfugge a ogni calcolo monetario, è piuttosto un’esperienza di vita, un valore dello spirito (come il bene, il bello, il vero) non monetizzabile. Zecchi ci mostra come il lusso, mettendoci di fronte al significato della bellezza, richieda cultura e sensibilità estetica.</p>
<p><strong>Stefano Zecchi</strong> insegna Estetica all’Università Statale di Milano. Romanziere, saggista ed editorialista, tra i suoi libri ricordiamo: Estasi (1993), Sensualità (1995, premio Bancarella 1996), L’incantesimo (1997), Fedeltà (2001) e i saggi Sillabario del nuovo millennio (1993), Il brutto e il bello (1995), L’artista armato (1998) e Capire l’arte (1999), Amata per caso (2003), L’uomo è ciò che guarda (2005), Le promesse della bellezza (2006), Il figlio giusto (2007), Quando ci batteva forte il cuore (2010) e Rose bianche a Fiume (2014). Ha appena pubblicato per Mondadori “<em>Il lusso. Eterno desiderio di voluttà e bellezza”.</em></p>
<p>Si ricorda che dal venerdì alla domenica, e fino al 12 giugno, sono visitabili al Convento dei SS. Pietro e Paolo le esposizione delle opere finaliste del Premio, oltre alle mostre: <strong>Hermann Nitsch</strong>, (Premio alla carriera 2016), “<strong>Terre antiche, territori mobili: l’esperienza dell’arte veneta”</strong>, a cura di Lorena Gava,  con opere di Livio Ceschin, Stefano Cescon, Graziella Da Gioz, Giancarlo Dell’Antonia, Ferruccio Gard, Michelangelo Penso, Pierluigi Slis, Ampelio Zappalorto; <strong><em>Unika</em></strong>, artisti della Val Gardena; al Museo Civico la mostra <strong>“RabarAMAsolo”</strong> e alla Galleria Browning <strong><em>Photoblurrygraph </em></strong>del fotografo Enrico Nicolò.</p>
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