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	<title>Belluno &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Caldo torrido e bufere improvvise, Veneto colpito da grandine e tempesta</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/06/23/caldo-torrido-e-bufere-improvvise-veneto-colpito-da-grandine-e-tempesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La provincia di Belluno è stata nuovamente interessata dalla grandine. Un fortunale ieri pomeriggio ha colpito con chicchi di ghiaccio di media dimensione il feltrino e tutta la fascia nord del bellunese con segnalazioni ad Arsiè, Quero Vas. La tempesta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La<strong> provincia di Belluno</strong> è stata nuovamente interessata dalla<strong> grandine</strong>. Un fortunale ieri pomeriggio ha colpito con <strong>chicchi di ghiaccio</strong> di media dimensione il feltrino e tutta la fascia nord del bellunese con segnalazioni ad Arsiè, Quero Vas. La <strong>tempesta si è abbattuta</strong> anche sulla<strong> pianura trevigiana</strong> e l’area centro orientale colpendo i campi del portogruarese. I tecnici di <strong>Coldiretti</strong> sono sul territorio per la verifica dei danni: in montagna gli orti coltivati a fagioli sono distrutti, coltivazioni di mais e soia gravemente danneggiate. Idem nel veneziano dove le fasi di mietitura del grano erano già iniziate per le temperature bollenti di questo periodo che avevano anticipato la maturazione delle spighe.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Le bizzarrie climatiche continuano a condizionare l’agricoltura</em> – commenta Coldiretti – <em>che ha stimato in 3 miliardi di euro il conto delle perdite causate dalla siccità che assedia città e campagne, con autobotti e razionamenti, il Po in secca peggio che a Ferragosto, i laghi svuotati e i campi arsi dove i raccolti bruciano sui terreni senz’acqua ed esplodono i costi per le irrigazioni di soccorso per salvare le piantine assetate e per l’acquisto del cibo per gli animali con i foraggi bruciati dal caldo. Un drammatico bilancio quello del 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate, oppure concentrate in poco tempo e in maniera intensa, avversità che devastano intere produzioni agricole&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Un panorama rovente che alterna bufere e monsoni improvvisi che non risolvono il fabbisogno idrico – sottolinea Coldiretti.  Le temperature sono oltre i 40 gradi con le falde sempre più basse mentre si moltiplicano le ordinanze dei comuni per il razionamento dell’acqua. In questa situazione di profonda crisi idrica – continua Coldiretti &#8211; oltre a prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti è necessario agire nel breve periodo per definire le priorità di uso dell’acqua disponibile, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina l’Italia ha bisogno di tutto il suo potenziale produttivo nazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“<em>Accanto a misure per immediate per garantire l’approvvigionamento alimentare della popolazione, appare evidente l’urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo”</em> afferma il presidente della Coldiretti <strong>Ettore Prandini</strong> che nella lettera inviata al <strong>presidente del Consiglio Mario Draghi</strong> chiede “<em>che, a fronte di una crisi idrica la cui severità si appresta a superare quanto mai registrato dagli inizi del secolo scorso, venga dichiarato al più presto lo stato di emergenza nei territori interessati con l’intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate, Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico</em>”. Una richiesta fatta propria dalle Regioni, con l’appello al Governo per lo stato di emergenza nel Nord Italia e per avere il supporto a livello nazionale della Protezione Civile.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Più di ¼ del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione con una situazione di grave siccità che riguarda le regioni del Sud e del Nord dove – sottolinea la Coldiretti &#8211; la grande sete minaccia un territorio del bacino padano che rappresenta più del 30% del Made in Italy agroalimentare. Il Po al Ponte della Becca (Pavia) è a -3,3 metri rispetto allo zero idrometrico più basso che a Ferragosto di un anno fa con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le produzioni di grano e di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">L’assenza di precipitazioni – precisa la Coldiretti – colpisce i raccolti nazionali in una situazione in cui l’Italia è dipendente dall’estero in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci, il 53% del mais per l’alimentazione delle stalle, il 56% del grano duro per la pasta e il 73% dell’orzo. Una emergenza nazionale che &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; riguarda coltivazioni ed allevamenti travolti da una catastrofe climatica che si prefigura addirittura peggiore di quella del 2003 che ha decimato le produzioni agricole nazionali.</p>
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		<title>Mauro Corona &#8220;Questo è l&#8217;ultimo pezzo di cirmolo, le Segherie Bellunesi chiudono&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2020/11/11/mauro-corona-questo-e-lultimo-pezzo-di-cirmolo-le-segherie-bellunesi-chiudono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 19:16:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[cirmolo]]></category>
		<category><![CDATA[corona]]></category>
		<category><![CDATA[legno]]></category>
		<category><![CDATA[segherie]]></category>
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					<description><![CDATA[Le Segherie bellunesi stanno per chiudere. Le ditte boschive preferiscono vendere i tronchi alle Segherie austriache, che li acquistano a un prezzo più alto: infatti, un tronco pagato 70 euro dalle realtà locali viene acquistato a 90 dagli austriaci, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le<strong> Segherie bellunesi</strong> stanno per chiudere. Le ditte boschive preferiscono vendere i tronchi alle <strong>Segherie austriache</strong>, che li acquistano a un prezzo più alto: infatti, un tronco pagato 70 euro dalle realtà locali viene acquistato a 90 dagli austriaci, che possono usufruire di macchinari di altissima tecnologia, in grado di valorizzare anche le parti più scadenti del legno.</p>
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</div>
<p>Per questo motivo, il famoso scrittore e scultore del legno, <strong>Mauro Corona</strong>, lancia un appello via social contro la chiusura delle storiche Segherie di Belluno. Dal lontano 1975, le Segherie riforniscono il <strong>cirmolo</strong> a Corona, ma questa, molto probabilmente, sarà l&#8217;ultima fornitura.</p>
<p>L&#8217;artista dichiara il proprio &#8220;dolore&#8221; per l&#8217;imminente chiusura di questa storica attività e, inoltre, svela di aver sempre desiderato lavorare in una segheria, come ha fatto il grande scrittore <strong>Raymond Carver</strong>, perchè dai suoi racconti emerge il <strong>profumo del legno.</strong></p>
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		<title>Qualità dell&#8217;aria: Legambiente boccia tutti i capoluoghi veneti tranne Belluno</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2020/09/30/qualita-dellaria-legambiente-boccia-tutti-i-capoluoghi-veneti-tranne-belluno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 20:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[recovery fund]]></category>
		<category><![CDATA[sharing mobility]]></category>
		<category><![CDATA[smog]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure antismog, l&#8217;1 ottobre, Legambiente ha presentato il suo report &#8220;Mal’aria, edizione speciale&#8221; e ha stilato la pagella di 97 città italiane. Lo studio ha confrontato le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure antismog, l&#8217;1 ottobre, Legambiente ha presentato il suo report &#8220;<strong>Mal’aria, edizione speciale</strong>&#8221; e ha stilato la pagella di 97 città italiane. Lo studio ha confrontato le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e di biossido di azoto (NO2) negli ultimi cinque anni (2014-2018), con i rispettivi limiti suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). In <strong>Veneto</strong>, in base allo studio, solo <strong>Belluno</strong> raggiunge la sufficienza. Gli altri capoluoghi di provincia veneti risultano al di sotto di livelli qualitativi ritenuti sufficienti. In Italia, in generale, ben l&#8217;85% delle città sono in difficoltà su questo fronte, con Roma, Milano, Torino, Palermo e Como fanalini di coda.<br />
&#8220;Serve una politica diversa che non pensi solo ai blocchi del traffico e alle deboli e sporadiche misure anti-smog &#8211; ha affermato <strong>Giorgio Zampetti</strong>,<strong> direttore Legambiente</strong> &#8211; Il governo italiano, grazie al<strong> Recovery fund</strong>, ha un’occasione irripetibile di riconversione ecologica dell’economia italiana. Non la perda, potenziando la rete dello <strong>sharing mobility</strong> e raddoppiando le piste ciclopedonali. Siamo convinti, infatti, che la mobilità elettrica, condivisa, ciclopedonale e multimodale sia l’unica vera e concreta possibilità per tornare a muoverci più liberi e sicuri dopo la crisi Covid-19». <strong>Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente</strong>, ha aggiunto «l’inquinamento atmosferico nelle città dipende da diversi fattori: dalle concentrazioni degli inquinanti analizzati alle condizioni meteo climatiche e le caratteristiche urbane, industriali e agricole. Nonostante le procedure di infrazione a carico del nostro Paese e gli accordi tra le Regioni e il ministero dell’Ambiente, a cominciare dall’area padana, in Italia manca ancora la convinzione di trasformare concretamente il problema in una opportunità».“<br />
Per aggredire con efficacia l’inquinamento, Legambiente punta su una mobilità urbana sempre più condivisa e sostenibile a partire dai <strong>Pums</strong>, i Piani urbani per la mobilità sostenibile, che i Comuni devono mettere in campo al più presto.</p>
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<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/3514684_1333_smog-1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17219" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/3514684_1333_smog-1-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/3514684_1333_smog-1-300x164.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/3514684_1333_smog-1-768x420.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/3514684_1333_smog-1.jpg 990w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<address> </address>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<address> </address>
<p>&nbsp;</p>
<address> </address>
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		<title>Pieve di Alpago (Bl), gravi danni dopo la frana. Assessore Bottacin in visita per sopralluogo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/05/13/pieve-di-alpago-bl-gravi-danni-dopo-la-frana-assessore-bottacin-in-visita-per-sopralluogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 15:53:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[danni]]></category>
		<category><![CDATA[frana]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[pieve di alpago]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto Gianpaolo Bottacin ha effettuato questa mattina un sopralluogo presso la frana di Schiucaz, località in territorio comunale di Alpago (Belluno), dove da domenica incombe un movimento franoso. “Il movimento franoso si sta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>L’Assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto Gianpaolo Bottacin ha effettuato questa mattina un sopralluogo presso la frana di Schiucaz, località in territorio comunale di Alpago (Belluno), dove da domenica incombe un movimento franoso.</div>
<div></div>
<div>“Il movimento franoso si sta muovendo con rapidità verso valle – spiega l’Assessore Bottacin – e sta deformando la strada provinciale, da ieri chiusa al traffico, che si trova immediatamente a monte rispetto alla frazione. Il muro di sostegno della strada sta di fatto sostenendo e contrastando il movimento franoso che ci preoccupa non poco, vista la sua rapida progressione”.</div>
<div></div>
<div>L&#8217;assessore è da ieri in costante contatto con sindaco e amministratori di Alpago oltre che con Veneto Strade, un geologo incaricato e con i Vigili del Fuoco.</div>
<div></div>
<div>“Proprio i Vigili del Fuoco &#8211; ha aggiunto l&#8217;assessore &#8211; stanno in queste ore accompagnando gli sfollati nel recupero dei loro beni. Il presidio a vista permane sia di giorno che di notte grazie all&#8217;intervento dei volontari di Protezione Civile dell&#8217;associazione Nazionale Alpini e dell&#8217;Associazione Nazionale Carabinieri. È stato disposto anche un presidio anti-sciacallaggio da parte delle forze dell&#8217;ordine, in considerazione del fatto che la frazione è stata interamente evacuata. La situazione è in rapida evoluzione ed eventuali aggiornamenti ci saranno nelle prossime ore&#8221;.</div>
<div></div>
<div> “Sto tenendo costantemente aggiornato il Presidente della Regione – conclude l’Assessore Gianpaolo Bottacin &#8211; garantiamo il massimo supporto della Regione affinché la fase emergenziale sia superata nel più breve tempo possibile.”</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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