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	<title>Commercio &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Amazon incentiva l&#8217;e-commerce in Italia: limitarlo è un danno al Sistema Paese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/11/26/amazon-incentiva-le-commerce-in-italia-limitarlo-e-un-danno-al-sistema-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 20:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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					<description><![CDATA[Amazon pigliatutto a discapito dei commercianti “fisici”: non è la prima volta che montano le polemiche che, quest’anno, si sono particolarmente accese sull’onda della pandemia e delle chiusure a livello regionale disciplinate dal Governo.  Una visione bipolare del fenomeno e-commerce: da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amazon pigliatutto a discapito dei commercianti “fisici”</strong>: non è la prima volta che montano le polemiche che, quest’anno, si sono particolarmente accese sull’onda della pandemia e delle chiusure a livello regionale disciplinate dal Governo.  Una <strong>visione bipolare del fenomeno e-commerce</strong>: da un lato si chiede una spinta in direzione del digitale, dall’altro si fa la lotta al fenomeno, da un lato, quando fa comodo, si loda Amazon per la velocità delle consegne e l’efficienza operativa e dall’altro si punta il dito contro la società.</p>
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<p>“Penso che occorra avere considerazione e rispetto per tutti quegli imprenditori, venditori, negozianti che, in un <strong>Paese che si caratterizza per un gap di digitalizzazione storico verso gli altri Paesi europei</strong>, hanno intrapreso la strada dell’omnicanalità e dell’innovazione, diversificando il proprio business e digitalizzando la propria attività per aprire nuovi sbocchi commerciali”, dice <strong>Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es</strong> <strong>(in foto)</strong> nel ricordare che “in Italia ci sono circa 100 piattaforme di diverse dimensioni che vendono online, intermediando prodotti che arrivano da circa 50.000 venditori”.</p>
<p><strong>D.ssa Marseglia, dunque lo shopping online non va bloccato?</strong></p>
<p>Se si bloccano l’e-commerce e i grandi eventi di shopping online come il <strong>Black Friday</strong>, si blocca un canale di vendita per 50.000 realtà, oltre a tutto l’indotto della filiera del <strong>digital retail</strong>, che conta 678mila imprese e 290mila lavoratori, secondo i dati forniti da Netcomm e The European House – Ambrosetti. <strong>Ma soprattutto si blocca una possibilità per tutti coloro che in questo momento non riescono a raggiungere i propri clienti fisicamente</strong>. Da parte nostra, siamo felici di poter dare a 14.000 Pmi la possibilità di continuare a vendere in Italia e di poter sviluppare il proprio export in questo anno così sfidante. Le piccole e medie imprese che vendono su Amazon, nel 2019, hanno registrato vendite all’estero per più di 500 milioni di euro. Di queste, circa 600 hanno superato 1 milione di dollari di vendite. Fino ad oggi, gli impatti positivi registrati hanno permesso alle Pmi di creare oltre 25.000 posti di lavoro.</p>
<p>Penso a un caso che abbiamo messo in luce in questi giorni: l’azienda tessile Zenoni&amp;Colombi di Nembro (BG), guidata da quattro 20enni che hanno puntato sulla qualità del prodotto e sullo sviluppo della vendita online su diversi siti web, tra cui Amazon. Pur essendo situati in un’area molto colpita dalla pandemia, hanno potuto incrementare del 10% le loro vendite quest’anno. <strong>Quello che serve è rendere accessibile la formazione ed i servizi digitali a tutti coloro che ancora non conoscono il potenziale dell’e-commerce</strong>.</p>
<p><strong>Amazon ha battezzato una serie di iniziative proprio per favorire l’avvio dell’e-commerce da parte delle Pmi. Ma considerate le polemiche è evidente che nel nostro Paese c’è scarsa informazione. Può farci il punto della situazione?</strong></p>
<p>Amazon ha una lunga tradizione di investimenti in servizi e strumenti a supporto delle Pmi, fin dal 2000 quando abbiamo aperto il nostro negozio ai rivenditori terzi. Oggi oltre la metà di tutti i prodotti venduti sui siti Amazon nel mondo provengono da milioni di piccole e medie imprese, incluse 14.000 Pmi italiane.</p>
<p><strong>La questione fiscale tiene banco da anni ormai: può dirci esattamente come stanno le cose? Quante tasse paga Amazon in Italia e perché si continua a dire che ne paga troppo poche?</strong></p>
<p>Amazon contribuisce anche al gettito fiscale attraverso le tasse, sia dirette che indirette, che vengono riscosse dal Governo a seguito delle sue attività in Italia. Dal 2015, abbiamo una stabile organizzazione in Italia che registra tutti i ricavi, le spese, i profitti e le imposte dovute in Italia per le vendite al dettaglio su Amazon.it. Nel 2019, i ricavi totali delle attività di Amazon in Italia sono stati di 4,5 miliardi di euro, gli investimenti di 1,8 miliardi di euro e il nostro contributo fiscale complessivo di 234 milioni di euro. Mi sembra che questi numeri, insieme a quelli del numero di posti di lavoro che abbiamo contribuito a creare nei dieci anni di presenza in Italia, raccontino chiaramente il nostro contributo all’economia e allo sviluppo del Paese.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Padova la magia del Natale sarà diversa, ma non si spegnerà, nonostante il coronavirus</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/11/20/a-padova-la-magia-del-natale-sara-diversa-ma-non-si-spegnera-nonostante-il-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 18:17:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[albero di natale]]></category>
		<category><![CDATA[commercianti]]></category>
		<category><![CDATA[luminarie]]></category>
		<category><![CDATA[Natale diverso]]></category>
		<category><![CDATA[Natale Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Natale 2020 sarà inevitabilmente vissuto in maniera inedita, in ottemperanza alle norme decretate dai Dpcm governativi e dalle ordinanze regionali. Quello che si sta avvicinando sarà un Natale sicuramente diverso dagli altri, probabilmente più intimo, essenziale e sentito. Sarà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Natale 2020</strong> sarà inevitabilmente vissuto in maniera inedita, in ottemperanza alle norme decretate dai Dpcm governativi e dalle ordinanze regionali. <strong>Quello che si sta avvicinando sarà un Natale sicuramente diverso dagli altri, probabilmente più intimo, essenziale e sentito. </strong>Sarà un Natale che valorizzerà il suo spirito originario, che punterà molto sull’atmosfera e sui sentimenti veri delle persone.</p>
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<p><strong>Le luminarie, le installazioni natalizie e i decori in centro e nei quartieri rappresenteranno un segno di luce e di speranza, utile a rendere Padova luminosa e accogliente e a rinsaldare il legame tra tessuto commerciale locale e i suoi abitanti. </strong>L&#8217;amministrazione comunale garantirà la massima sicurezza, senza incentivare assembramenti, e mantenendo viva l’atmosfera magica del Natale, tanto nei quartieri esterni quanto nel centro della città.</p>
<p><strong>L&#8217;amministrazione vuole, attraverso una coreografia inedita, esprimere la propria vicinanza alle tante attività commerciali, negozi di vicinato e attori economici della città. Antico e moderno si mischieranno attraverso la tecnologia del mapping in uno spettacolo nuovo, dove i palazzi storici del centro si vestiranno di luci, in una scenografia che si sposerà con l’incanto del Natale. </strong></p>
<p>Questo è l’elenco delle iniziative per Padova durante il periodo natalizio 2020:</p>
<ul>
<li>43 installazioni luminose: coni, stelle e alberi disseminati dal centro a tutti i quartieri in piazzette, slarghi e rotonde</li>
<li>5 porte storiche illuminate</li>
<li>Illuminazione degli alberi dell’Isola Memmia, di Piazza Garibaldi e di 9 grandi alberi visibili nei quartieri</li>
<li>Grande albero di Natale davanti a Palazzo Moroni</li>
<li>Luminarie su Palazzo Moroni, Loggia Amulea e Torre degli anziani</li>
<li>Video mapping su Palazzo della Ragione, Palazzo Moroni, Palazzo del Capitanio, Loggia della Gran Guardia, Palazzo del Monte di Pietà, Piazza Insurrezione</li>
<li>Postazione Backdrop illuminata e a tema natalizio in Piazza Cavour</li>
<li>Sostegno alle associazioni per installazione delle luminarie private dei commercianti</li>
</ul>
<p><strong>Facciate di palazzi storici e architetture medievali si trasformeranno in media digitali che racconteranno l&#8217;anima e la storia della città</strong>, con le stelle come grande chiave narrativa, valorizzandone l&#8217;effetto scenografico. Edifici antichi di secoli diventeranno un palcoscenico che ospiterà nuove forme dove gli effetti video, i colori, le luci ed i suoni trasformeranno edifici reali in animazioni virtuali. <strong>I palazzi si vestiranno di luce, una nuova forma d’arte digitale che narrerà la storia e la cultura della città: una sorta di &#8220;romanzo&#8221; multimediale alla portata di tutti</strong>.<br />
A Padova &#8220;la magia del Natale non si spegne&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/natpad.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17448" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/natpad-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" data-id="17448" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/natpad-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/natpad-1024x576.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/natpad-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/natpad.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<address> </address>
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		<item>
		<title>Assindustria Venetocentro sollecita le Piccole e Medie Imprese alla svolta digitale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/11/17/assindustria-venetocentro-sollecita-le-piccole-e-medie-imprese-alla-svolta-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 19:14:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cittadella]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Este]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Assindustria Venetocentro]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
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					<description><![CDATA[La PMI venete &#8211; e non solo &#8211; lamentano arretratezza nel contesto digitale, e questo deficit è emerso con grande evidenza in quest&#8217;epoca martoriata dal Covid 19.  Solo il 26% delle piccole e medie imprese italiane è pronta a sfidare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>PMI venete</strong> &#8211; e non solo &#8211; lamentano arretratezza nel contesto digitale, e questo deficit è emerso con grande evidenza in quest&#8217;epoca martoriata dal Covid 19.  <strong>Solo il 26% delle piccole e medie imprese italiane è pronta a sfidare i mercati, contando su tecnologie e processi produttivi digitalizzati</strong>. Oggi l’Italia è relegata al 25esimo posto su 28 Stati membri dell’Ue per digitalizzazione dell’economia e della società ed è davanti solo a Romania, Grecia e Bulgaria. Tuttavia, allo stesso tempo, le condizioni di quarantena sono diventate un potente impulso per lo sviluppo dell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento online. In particolare, lo <a href="https://slotogate.com/de/slots/legacy-of-dead/">legacy of dead slot</a> ha guadagnato particolare popolari</p>
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</div>
<p>tà.</p>
<p>Accelerare la svolta digitale per la ripartenza è l’obiettivo del <strong>piano di alfabetizzazione digitale delle PMI messo in campo da Assindustria Venetocentro</strong>. Questo processo viene attuato mediante tre sportelli decentrati nelle sedi di <strong>Padova, Cittadella ed Este</strong>. Nei tre punti informativi, il personale di AVC è a disposizione delle imprese padovane per una prima pedagogia digitale che accresca la conoscenza della transizione 4.0 e che accompagni le PMI in un percorso consapevole di trasformazione digitale.</p>
<p>«La transizione digitale non è rinviabile, è un’urgenza del territorio e del Paese, dobbiamo fare presto &#8211; dichiara <strong>Leopoldo Destro (in foto)</strong>, fresco Presidente di Assindustria Venetocentro -. L’emergenza di questi mesi ci ha consegnato un Paese ancora in ritardo, ma pur sempre in progresso e con una dotazione di reti e servizi che ha permesso il lavoro a distanza e la salvaguardia di servizi pubblici essenziali. Mai come oggi è strategico e urgente accompagnare la transizione digitale delle imprese, a partire dalle piccole, potenziando le infrastrutture a banda ultra-larga nelle aree non ancora coperte. E&#8217; fondamentale dotarsi di una strategia di politica digitale e attuarla quanto prima.&#8221;</p>
<address><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17409" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" data-id="17409" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></address>
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		<title>Chioggia e Sottomarina fanno il bilancio di un&#8217;estate da dimenticare</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2020/09/18/chioggia-e-sottomarina-fanno-il-bilancio-di-unestate-da-dimenticare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 15:21:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chioggia]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[chioggia]]></category>
		<category><![CDATA[Covid -19]]></category>
		<category><![CDATA[lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarina]]></category>
		<category><![CDATA[stagione estiva]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo balneare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il lockdown conseguente al coronavirus aveva fatto temere la catastrofe per il comparto turistico di Chioggia e Sottomarina; invece, grazie a un Agosto buono e a un Settembre tutto sommato discreto, si può parlare di una stagione estiva in chiaroscuro. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>lockdown</strong> conseguente al coronavirus aveva fatto temere la catastrofe per il comparto turistico di <strong>Chioggia</strong> e <strong>Sottomarina</strong>; invece, grazie a un Agosto buono e a un Settembre tutto sommato discreto, si può parlare di una stagione estiva in chiaroscuro.</p>
<p>Per le attività di ristorazione, ad esempio, si è assistito a una sorta di &#8220;rimbalzo&#8221;, a seguito della possibilità di estendere ulteriormente l&#8217;area destinata ai plateatici. In merito agli stabilimenti balneari, la stagione è partita inevitabilmente in ritardo e molti alberghi e strutture ricettive hanno aperto i battenti soltanto a fine giugno. La parte del leone l&#8217;hanno fatta il mese di Agosto e i weekend di Giugno e Luglio, che però non sono bastati per salvare una stagione &#8220;<strong>negativamente storica</strong>&#8220;.</p>
<p>Il turismo straniero ha sofferto parecchio e, rispetto al 2019, si è registrato un calo di oltre il 40% dei turisti provenienti dall&#8217;estero, in particolare da Austria, Germania, Olanda e paesi dell&#8217;Est Europa.</p>
<p>Causa Covid 19, Chioggia non ha potuto, come sempre in passato, offrire al pubblico eventi come la tradizionale Sagra del Pesce e i consueti appuntamenti culturali dell&#8217;estate, con ripercussioni negative anche sul fronte &#8220;movida&#8221; nel centro storico.</p>
<p>Per il comprensorio, che comprende anche <strong>Isola Verde</strong>, il futuro prossimo è un punto di domanda. Anche se la pandemia, al momento, non allenta la morsa, il <strong>Consorzio di Promozione Turistica Clodiense</strong> sta progettando un pronto rilancio, in termini di comunicazione e marketing, per attrarre nuovi turisti per la stagione 2021. Il tutto, nella speranza e in attesa di investimenti da parte del Governo Centrale e Regionale, necessari per dare ossigeno vitale alle imprese del luogo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vola il mercato delle moto, agosto fa segnare più 41,2 per cento di vendite.</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/09/08/vola-il-mercato-delle-moto-agosto-fa-segnare-piu-412-per-cento-di-vendite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 11:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Le due ruote si confermano come uno dei simboli della ripartenza post lockdown: per passione, per un nuovo desiderio di libertà e per le risposte concrete che offrono a una nuova domanda di mobilità fruibile, veloce, distanziata e più sostenibile, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le <strong>due ruote</strong> si confermano come uno dei simboli della <strong>ripartenza post lockdown</strong>: per passione, per un nuovo desiderio di libertà e per le risposte concrete che offrono a una nuova domanda di mobilità fruibile, veloce, distanziata e più sostenibile, il mercato recupera ancora terreno e dà fiducia all&#8217;intera filiera&#8221;. È quanto ha dichiarato il presidente di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) <strong>Paolo Magri</strong>, commentando i <strong>dati di vendita di agosto</strong>, che fanno segnare un <strong>+41,2%</strong> sullo stesso mese del 2019.</p>
<p>Nella nota diffusa dell&#8217;associazione, Magri ha sottolineato che &#8220;malgrado un 2020 ancora particolarmente difficile, oggi abbiamo la consapevolezza di aver raggiunto questo risultato inaspettato e molto positivo contando solo sulle nostre forze e per l&#8217;interesse del pubblico&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia – ha concluso Magri &#8211; è il primo Paese per produzione in Europa e quello italiano è il mercato più importante: il nostro è un settore trainante, fatto di eccellenze riconosciute a livello internazionale, che non ha bisogno di misure di carattere assistenzialistico, ma che chiede oggi di essere sostenuto in modo sussidiario e strategico con misure che supportino investimenti in sviluppo, innovazione ed internazionalizzazione&#8221;.</p>
<p><strong>IL MERCATO DI AGOSTO</strong> – Entrando nel vivo dei dati del mese, il totale immatricolato (veicoli con cilindrata superiore a 50cc) totalizza 16.673 veicoli venduti, con un significativo incremento rispetto allo stesso periodo del 2019, pari a +42,44%. Molto simile l&#8217;andamento di scooter e moto, con i primi che fanno registrare una crescita del 42,87%, equivalente a 10.031 veicoli, e i secondi che evidenziano un incremento nelle vendite del 41,80%, pari a 6.642 unità. Anche nel mese di agosto i ciclomotori si trovano in territorio positivo, con 1.526 veicoli venduti, corrispondenti a una crescita del 28,99%; complessivamente il totale mercato nel mese di agosto fa segnare una performance del 41,21%, equivalente a 18.199 veicoli immessi sul mercato.</p>
<p><strong>I PRIMI OTTO MESI 2020</strong> – Passando al dato cumulato (gennaio – agosto 2020), i primi otto mesi dell&#8217;anno proseguono con il recupero dei volumi persi a causa della pandemia. L&#8217;immatricolato (scooter + moto) totalizza 160.490 veicoli, con una perdita del 10,93% rispetto allo stesso periodo del 2019: in particolare gli scooter registrano 90.662 unità pari ad un calo del 10,13%, mentre le moto, con 69.828 mezzi immatricolati, segnano una diminuzione dell&#8217;11,94%. I cinquantini si avvicinano gradualmente ai volumi dello scorso anno, con un decremento del 5,68%, corrispondente a 12.693 mezzi venduti. Il totale mercato evidenzia una perdita del 10,56%, per un totale di 173.183 veicoli immessi sul mercato.</p>
<p><strong>MOLTO POSITIVO L&#8217;ELETTRICO</strong> – Le novità normative introdotte dalla conversione in legge del decreto crescita – in particolare, la cancellazione dell&#8217;obbligo di rottamazione e l&#8217;aumento dei contributi saliti fino a 4.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo termico – e le commesse legate allo scooter sharing spingono nel mese di agosto il mercato dell&#8217;elettrico, che fa registrare una performance record del +837,88%, equivalente a 2.129 veicoli immessi sul mercato. I primi otto mesi dell&#8217;anno chiudono con 5.806 unità e una crescita complessiva del 91,93%.</p>
<p><strong>ANALISI PER CILINDRATA</strong> – Nel periodo compreso tra gennaio e agosto mantiene la prima posizione la classe dei 125cc, che immatricola 34.921 unità, pari a un calo del 9,35%. Seguono gli scooter di cilindrata compresa tra 300cc e 500cc, con 32.336 veicoli venduti pari a una flessione del 14,20%. Al terzo posto gli scooter 150cc – 250cc, con 16.320 veicoli immessi sul mercato, corrispondenti a un decremento del 8,22%. Hanno già recuperato i volumi persi a causa della crisi sanitaria i maxi scooter oltre 500cc, che totalizzano 8.427 unità pari a un incremento dello 0,8%.</p>
<p>Nelle moto, con <strong>16.784 mezzi venduti</strong> conquistano la prima posizione le cilindrate comprese tra 800cc e 1.000cc, che pure fanno registrare un calo del 25,76%, di gran lunga superiore alla media del settore. Seguono a breve distanza le cilindrate oltre i 1.000cc, che totalizzano 16.613 pezzi, pari a un calo dell&#8217;11,85%. Al terzo posto le moto 300cc – 600cc, che immettono sul mercato 13.114 veicoli, corrispondenti a una flessione del 6,54%. Hanno già recuperato i volumi persi negli scorsi mesi le cilindrate 650cc – 750cc, con 13.081 unità e un incremento dell&#8217;1,33%. Ancora in territorio negativo, invece, le moto fino a 125cc, che segnano un calo del 7,9% equivalente a 8.281 mezzi immatricolati. Chiude la classifica il segmento delle 150cc – 250cc, che registra una performance positiva con una crescita del 2,51%, pari a 1.955 veicoli venduti.</p>
<p><strong>ANALISI PER SEGMENTI</strong> – Nei primi otto mesi dell&#8217;anno le naked si confermano il primo segmento, con 27.491 veicoli venduti, pari a una flessione del 9,97%. Seguono a breve distanza le enduro, che fanno registrare 24.897 pezzi e un calo di mercato dell&#8217;11,31%. Al terzo posto le moto da turismo, che immatricolano 8.428 unità con un decremento del 14,27%. Più sensibile il calo delle custom, -20,74% e 3.268 veicoli immessi sul mercato. Le sportive totalizzano 3.164 pezzi per una flessione del 12,79%. Chiudono, con 2.482 veicoli venduti, supermotard e moto da trial, che fanno segnare una perdita di mercato del 16,7%.</p>
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		<title>Brexit, serve accordo per l&#8217;export di prodotti alimentari italiani. A rischio i marchi Dop e Igp</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/09/07/brexit-serve-accordo-per-lexport-di-prodotti-alimentari-italiani-a-rischio-i-marchi-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 14:49:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’ultima minaccia del premier inglese Boris Johnson la Gran Bretagna rischia di diventare il porto franco del falso Made in Italy in Europa per la mancata tutela giuridica dei marchi dei prodotti alimentari italiani a indicazioni geografica e di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’ultima minaccia del premier inglese <strong>Boris Johnson</strong> la <strong>Gran Bretagna</strong> rischia di diventare il <strong>porto franco</strong> del falso <strong>Made in Italy</strong> in <strong>Europa</strong> per la mancata tutela giuridica dei marchi dei <strong>prodotti alimentari italiani</strong> a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) che rappresentano circa il <strong>30%</strong> sul totale dell’<strong>export</strong> agroalimentare tricolore Oltremanica.</p>
<p>E’ l’allarme della Coldiretti in riferimento all’ultimatum lanciato dal premier britannico Boris Johnson sul negoziato con l’unione Europea per la Brexit. Il Made in Italy resterebbe senza protezione europea e subirebbe la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione realizzati oltreoceano e nei Paesi extracomunitari come dimostrano – sottolinea la Coldiretti – le vertenze del passato nei confronti della Gran Bretagna con i casi della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai kit per produrre in casa finti Barolo e Valpolicella o addirittura Parmigiano Reggiano. Il rischio è che – continua la Coldiretti – si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane come ad esempio l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che boccia ingiustamente gran parte del Made in Italy a denominazione di origine (Dop), compresi prodotti simbolo del Made in Italy dall’extravergine di oliva al prosciutto di Parma, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano. A pesare sui rapporti commerciali è anche la minaccia di ostacoli amministrativi alle esportazioni, che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione Europea, dopo che le forniture agroalimentari Made in Italy stimate nel 2019 sono state pari a circa 3,4 miliardi di euro e classificano la Gran Bretagna al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese nel settore preceduta da Germania, Francia e Stati Uniti. Dopo il vino che complessivamente fattura sul mercato inglese 783 milioni di euro nel 2019 secondo le proiezioni di Coldiretti, spinto dal boom del Prosecco Dop, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna c’è proprio l’ortofrutta trasformata come i derivati del pomodoro con 329 milioni di euro, ma rilevante – continua la Coldiretti – è anche il ruolo della pasta, dell’olio d’oliva e dei formaggi come Grana Padano e Parmigiano Reggiano. “In un momento di recessione economica globale il vecchio continente non puo’ permettersi una guerra commerciale ma va percorsa fino in fondo la via del dialogo nell’interesse di cittadini ed imprese” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare che “la Gran Bretagna dipende dall’estero per circa 1/3 del proprio fabbisogno alimentare”.</p>
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		<title>Nuovo regolamento per l&#8217;avvio di attività commerciali, artigianali e pubblici esercizi in centro storico a Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/09/06/nuovo-regolamento-per-lavvio-di-attivita-commerciali-artigianali-e-pubblici-esercizi-in-centro-storico-a-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2020 13:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La giunta comunale di Vicenza ha dato il via libera alle nuove norme sull&#8217;insediamento delle attività commerciali, artigianali e dei pubblici esercizi, approvando un regolamento che sarà inviato alla Regione Veneto per la sottoscrizione dell&#8217;intesa, prima di approdare in consiglio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" lang="it-IT">La giunta comunale di Vicenza ha dato il via libera alle <strong>nuove norme</strong> sull&#8217;insediamento delle <strong>attività commerciali</strong>, <strong>artigianali</strong> e dei <strong>pubblici esercizi</strong>, approvando un regolamento che sarà inviato alla <strong>Regione Veneto</strong> per la sottoscrizione dell&#8217;intesa, prima di approdare in consiglio comunale.<br />
Si tratta di un provvedimento che mira ad aumentare il livello di qualità del centro storico cittadino, per incrementare l&#8217;attrattiva turistica e dare nuovo impulso alla città di Vicenza.</p>
<p class="western" lang="it-IT">“Questo documento &#8211; dichiara il <strong>sindaco</strong> – rispecchia in pieno la nostra visione di un centro storico vivo, attrattivo e di qualità. La vocazione di Vicenza, città d&#8217;arte patrimonio Unesco, è turistica. Nostro compito è valorizzare concretamente questa sua identità, promuovendo azioni forti di rilancio, a partire dall&#8217;agevolare l&#8217;apertura delle attività che sono in linea con la naturale attitudine al bello della nostra città”.</p>
<p class="western" lang="it-IT">&#8220;La semplificazione degli adempimenti necessari ad avviare le attività imprenditoriali e il processo di liberalizzazione voluto dalle norme europee, hanno prodotto nel tempo il proliferare di esercizi spesso slegati dal contesto urbano, o addirittura in contrasto con la specificità locale. La recente emergenza Covid non ha di certo aiutato il mondo del commercio. Tutto ciò ci ha spinto a voler ripensare la nostra idea di città e a elaborare questo grande progetto di riorganizzazione e di rilancio per Vicenza&#8221; aggiunge l&#8217;<strong>assessore alle attività produttive.</strong></p>
<p class="western" lang="it-IT">Le nuove norme si applicheranno all&#8217;area della circonvallazione interna della città, ovvero quella delimitata da viale Venezia, viale Risorgimento, viale Margherita, via Legione Gallieno, via Rodolfi, via Fratelli Bandiera, via Bartolomeo D&#8217;Alviano, viale Mazzini e viale Milano, compresa l&#8217;area tra corso San Felice, via Torino e via Genova.<br />
All&#8217;interno del perimetro delimitato da tali vie non sarà più possibile aprire negozi che vendono chincaglieria e bigiotteria di bassa qualità, prodotti a base di cannabis, oggettistica etnica, usato (fatta eccezione per abbigliamento e accessori vintage, arredo e oggetti da collezione), accessori per telefonia (tranne nel caso dei marchi di telefonia mobile), nonché sexy shop, macelleria e polleria non italiana (compresa la carne halal), carrozzeria, gommista, meccatronico e centri di revisione, phone center, telefonia, fax, Internet point, money transfer e money change, compro oro, lavanderie self service, centri massaggi non abbinati ad attività estetica. Saranno interdette anche le aperture delle medie e grandi strutture di vendita di prodotti alimentari e non alimentari.<br />
Sono previste anche nuove norme anche per quanto riguarda i pubblici esercizi e le attività di artigianato alimentare. Nel centro storico inoltre non sarà più possibile aprire i bar e i ristoranti affiliati alle grandi catene (quelli cioè che somministrano prodotti non riconducibili alla tradizione alimentare locale), le attività caratterizzate dal servizio di pasti industriali precotti, i fast food e i locali in cui la vendita/somministrazione è effettuata in via esclusiva tramite apparecchi automatici.<br />
Il nuovo regolamento fissa anche alcuni livelli di qualità minimi, come il wifi gratuito, i menu plurilingue, il servizio al tavolo, i sistemi di illuminazione a basso consumo, l&#8217;offerta di seggioloni per i clienti più piccoli e di spazi attrezzati per il cambio degli stessi, nel caso di locali di superficie più ampia.<br />
Analogamente, non sarà più possibile aprire le attività che effettuano la vendita per asporto e il successivo consumo dei prodotti alimentari sulla pubblica via, a eccezione di panifici, pasticcerie, gelaterie, yogurterie e della produzione della sola pizza per asporto, per limitare il fenomeno dei possibili bivacchi dei clienti e dell&#8217;abbandono dei rifiuti in strada.<br />
Allo scopo di favorire le operazioni di controllo e di repressione dei comportamenti illeciti da parte delle forze dell&#8217;ordine, inoltre, sono state create nuove misure interdittive, a impatto crescente, che sanzioneranno in modo sempre più incisivo chi ripeterà i comportamenti illeciti nel corso dello stesso anno solare. L&#8217;obiettivo è consentire la convivenza pacifica con i residenti, per prevenire o limitare gli episodi di rumori molesti, specialmente in orario notturno, e di eventuale degrado urbano.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Viene infine rimosso il divieto assoluto di nuove aperture di pubblici esercizi in contra&#8217; Pescherie vecchie e contra&#8217; Tre scalini, che era stato introdotto dall&#8217;amministrazione Variati nel 2012.<br />
&#8220;Si tratta di un divieto anacronistico, oltre che illogico, che ha impedito più volte, negli anni, ad alcuni imprenditori, di proseguire nel progetto di apertura di un ristorante di alta qualità – conclude l&#8217;<strong>assessore alle attività produttive </strong>&#8211; . Stiamo studiando infine anche alcuni progetti, miranti a incentivare le nuove aperture di negozi e bar in zone attualmente poco o per nulla servite&#8221;.</p>
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		<title>Stagione turistica negativa nel vicentino. A reggere è solo l&#8217;Altopiano di Asiago</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/08/26/stagione-turistica-negativa-nel-vicentino-a-reggere-e-solo-laltopiano-di-asiago/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2020 16:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Giugno e luglio da dimenticare, agosto da salvare solo per l’Altopiano di Asiago e previsioni negative per settembre. Si può riassumere così l’andamento della stagione turistica vicentina vista con gli occhi di bar, ristoranti e strutture ricettive. A tracciare un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Giugno e luglio da dimenticare, agosto da salvare solo per l’<strong>Altopiano di Asiago</strong> e previsioni negative per settembre. Si può riassumere così l’andamento della <strong>stagione turistica vicentina</strong> vista con gli occhi di bar, ristoranti e strutture ricettive. A tracciare un bilancio, seppur provvisorio, di un’estate oramai agli sgoccioli è Confcommercio Vicenza, che nei giorni scorsi ha sondato l’andamento del fatturato relativo ad un campione di <strong>200 attività</strong> associate della provincia appartenenti al comparto dell’ospitalità e dei pubblici esercizi.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">I risultati, pur con differenziazioni tra imprese e aree, lasciano in generale intravedere <strong>pochissimi segnali positivi</strong> per il settore ricettivo e dei pubblici esercizi, che nelle scorse settimane hanno risentito ancora pesantemente dell’effetto <strong>Covid-19</strong> su consumi e vacanze. Ad essere in controtendenza solo l’<strong>Altopiano di Asiago</strong> dove gli alberghi e i ristoranti, secondo quanto dichiarato da un campione di attività, hanno mediamente registrato ad agosto una sostanziale tenuta rispetto allo stesso mese del 2019 (+1,5% di fatturato per gli alberghi e +0,5% per i ristoranti), un dato positivo, dunque, ma che fa anche capire come il grande afflusso registrato in Altopiano nei weekend di questo mese fosse influenzato anche e soprattutto dal “ritorno” del popolo delle seconde case e dai turisti giornalieri.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Allargando lo sguardo a luglio, nell’Altopiano dei Sette Comuni cala di molto il segmento alberghi (-33,4% di fatturato rispetto al 2019), mentre la ristorazione contiene un po’ più i danni ad un -17%. A giugno perdite ancor più consistenti, con un -46,3% di fatturato negli alberghi, e -24,4% di fatturato in bar e ristoranti, sempre rispetto a giugno 2019.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Restando sulla montagna vicentina, la situazione è ancor peggiore a <strong>Recoaro Terme</strong>, a causa del funzionamento ridotto delle Fonti, mentre a <strong>Tonezza</strong> il settore alberghiero ha in parte perso l’indotto creato dagli stage e raduni che negli anni passati sfruttavano il fiore all’occhiello del paese, vale a dire gli impianti sportivi.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Scendendo in <strong>pianura</strong>, nelle aree a maggiore vocazione turistica il quadro disegnato dalla rilevazione di Confcommercio Vicenza rimane oltremodo critico.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Le strutture ricettive di <strong>Vicenza</strong> e dei comuni limitrofi che hanno risposto al questionario di Confcommercio hanno infatti mediamente registrato, nel confronto con il 2019, <strong>fatturati a picco</strong> a giugno (-57,6%), luglio (-50,8%) con un piccolo recupero ad agosto (-34,2%); mentre il settore ristorazione e bar vede un recupero a luglio (dal -34,2% di giugno a -26% a luglio), per tornare fortemente negativa ad agosto con un -32,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. I dati non si discostano poi molto spostandoci nell’area di <strong>Bassano del Grappa</strong> e <strong>Marostica</strong>, dove alberghi, b&amp;b e pubblici esercizi si mantengono per tutta l’estate in “terreno” <strong>fortemente negativo</strong>, anche in questo caso più contenuto solo ad agosto con un -38,9% in media nel confronto con lo stesso periodo del 2019 per gli alberghi ed un – 22,9% per bar e ristorazione.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Altro dato significativo per l’<strong>alberghiero</strong>, è quanto dichiarato dagli imprenditori del settore sulla permanenza media dei turisti nelle strutture, che è diminuita rispetto al 2019 per il 69% di chi ha risposto al questionario.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Il quadro che emerge da questi dati non sorprende – è il commento di <strong>Sergio Rebecca</strong>, presidente di Confcommercio Vicenza &#8211;  ed è frutto di un mix di fattori tutti legati alle conseguenze dell’emergenza Covid-19. Si va dalla mancanza del turismo business al crollo delle presenze straniere e alle scelte degli italiani di privilegiare mare e montagna in questo periodo rispetto alle città d’arte. E’ vero che i nostri connazionali hanno riscoperto il Belpaese, ma è altrettanto vero che il turismo interno non basta per dare respiro ad un comparto che a livello provinciale si regge anche e soprattutto sull’indotto produttivo della nostra provincia e sulle fiere dell’oreficeria”. Non a caso, nell’indagine realizzata da Confcommercio gli operatori dei settori alberghiero e dei pubblici esercizi hanno giudicato pessime, per il 45% le previsioni su settembre.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Ci vogliono azioni forti di sostegno ai settori alberghiero e ristorativo – prosegue il presidente Rebecca nella sua analisi-: non possiamo permetterci che un mondo forte di oltre 5mila imprese nel complesso in provincia, sia lasciato solo ad affrontare un futuro fortemente incerto.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Bonus, moratorie, ammortizzatori sociali aiutano nell’immediato e in questo senso il pressing del sistema Confcommercio sul Governo, in particolare di Fipe e Federalberghi, è stato incalzante. Ma serve anche lavorare sulla prospettiva del settore, su come sarà cioè il turismo vicentino, veneto e nazionale del post Covid-19, al fine di adeguare i piani di sviluppo aziendale; anche questo tema è stato più volte sottolineato in tutti i tavoli nazionali e locali in cui Confcommercio è stata coinvolta”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Se si vuole trovare un elemento che bilancia un po’ questo quadro a tinte fosche per un comparto significativo del Terziario vicentino, è che il crollo del turismo non si è trasferito totalmente sul commercio. Un approfondimento realizzato da Confcommercio Vicenza, attraverso delle interviste telefoniche a opinion leader del dettaglio situati nei centri storici, fa emergere pure aspetti positivi nei vari territori. Anche se ovviamente le situazioni possono differenziarsi a seconda del tipo di attività e di merceologia, i negozianti vedono, insomma, timidi segnali di ripresa. Sull’Altopiano di Asiago, complice anche il massiccio ritorno sul territorio dei proprietari di seconde case, c’è tra i negozianti chi ha registrato tutta l’estate un trend in miglioramento rispetto al 2019, con picchi più che positivi nei weekend. Situazione simile, per restare in montagna, anche a Tonezza, dove il commercio ha tenuto rispetto all’anno scorso, mentre non è così a Recoaro Terme.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">A Vicenza il “movimento” non è sin qui mancato sia per i tanti vicentini rimasti in città, sia per una “riscoperta” del piacere di una passeggiata nelle vie e nelle piazze a caccia di qualche acquisto, complice una stagione di promozioni e saldi. Un trend, questo, confermato anche a Marostica e Bassano del Grappa e che è comunque accomunato anche da una propensione alla spesa ridotta rispetto al passato: insomma, si compra, ma lo stretto necessario e con molta attenzione al portafogli. Che ci sia un ritorno nei negozi dei clienti fidelizzati è comunque un po’ il leitmotiv di tutto il Vicentino, pur con sfumature diverse.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Su tutto, però, grava l’incertezza sull’andamento dei contagi da Coronavirus di questi giorni, perché il fattore paura rischia di bloccare il processo di ritorno alla normalità timidamente avviato nelle scorse settimane.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>DL Agosto, Rebecca (presidente di Confcommercio Vicenza): &#8220;Provvedimento con alcuni aspetti positivi, messo in ombra dalla mancata proroga delle imposte sui redditi&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/08/18/dl-agosto-rebecca-presidente-di-confcommercio-vicenza-provvedimento-con-alcuni-aspetti-positivi-messo-in-ombra-dalla-mancata-proroga-delle-imposte-sui-redditi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 10:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[“Un intervento che negli annunci del Governo doveva aiutare le imprese e spingere la ripartenza economica e che invece non include una delle misure più necessarie e attese: la proroga per i versamenti di saldo e primo acconto delle imposte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Un intervento che negli annunci del<strong> Governo</strong> doveva aiutare le <strong>imprese</strong> e spingere la<strong> ripartenza economica</strong> e che invece non include una delle misure più necessarie e attese: la proroga per i versamenti di saldo e primo acconto delle imposte sui redditi che sarebbe stata necessaria almeno fino al prossimo 30 settembre. È una “dimenticanza” che mette in secondo piano alcune misure certamente positive, come<i> </i>la proroga degli ammortizzatori sociali e la moratoria sui mutui e prestiti, e che getta un’ombra sulla reale portata del provvedimento, in attesa di leggerne il testo definito una volta raggiunte le famose intese tecniche”. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Così <strong>Sergio Rebecca</strong>, presidente di <strong>Confcommercio Vicenza</strong> sul <strong>DL Agosto</strong>, di cui si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, anche se alcune anticipazioni sono state fornite durante la conferenza stampa dei giorni scorsi del premier Conte.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">A rendere ancor più amara la “pillola” del fisco è il fatto che l’anno scorso, per un motivo ben più banale, ovvero  la mancanza dei modelli ISA dovuta ad un ritardo della Pubblica Amministrazione, la proroga al 30 settembre fu concessa; “invece oggi – rincara il <strong>presidente Rebecca</strong> – con una pandemia mondiale in atto, le imprese ancora in grave difficoltà si troveranno tra 10 giorni a pagare le tasse, così come l’Iva del secondo trimestre oppure quella di giugno, luglio e agosto, visto che il rinvio e la rateizzazione vale solo per i versamenti che andavano effettuati entro maggio. Mi pare quanto meno paradossale”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nelle priorità del provvedimento c’era soprattutto l’occupazione, dove le luci sembrano però in questo caso superare le ombre: “Ovviamente anche qui dobbiamo usare sempre il condizionale, visto che il testo definitivo manca ancora &#8211;  evidenzia il presidente di Confcommercio Vicenza –. Bene l’abrogazione della norma che prorogava in automatico i contratti a termine per la durata pari alla sospensione d&#8217;attività lavorativa per l&#8217;emergenza Covid-19, come avevamo chiesto con forza. E</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Bene anche la proroga dei contratti a termine in assenza di causali. Ma permane, sia pur rimodulato, il blocco dei licenziamenti che rischia di mettere in difficoltà quelle imprese obbligate ad avviare processi di riorganizzazione. Positivo, invece, aver previsto altre 18 settimane di Cig, pur con degli oneri aggiuntivi per le imprese che andranno valutati, così come accogliamo con favore lo sgravio contributivo per le aziende che non ricorrono alla Cig e l’esonero contributivo previsto per alcune tipologie contrattuali del settore turismo”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">A proposito di<strong> turismo</strong> (compresa la ristorazione), il presidente di Confcommercio Vicenza entra nel merito degli altri aiuti concessi. “Non si capiscono alcune agevolazioni a “macchia di leopardo”, come la sospensione della seconda rata Imu per gli alberghi, ma non per i pubblici esercizi &#8211; vale a dire bar e ristoranti &#8211; agenzie di viaggio e tour operator.<i> </i>Anche sul fronte delle imprese in affitto, che più delle altre soffrono il peso della crisi, il prolungamento di un mese del credito d&#8217;imposta sui canoni non è assolutamente sufficiente, anche perché la misura è stata dimezzata per i casi in cui il contratto prevede l&#8217;affitto dell&#8217;intera azienda e non delle sole mura. Per la ristorazione di buono c’è la sospensione di Tosap e Cosap, così come è interessante il fondo per la filiera agroalimentare, ma il “bonus consumi” prima annunciato anche per altri settori in profonda crisi come l’abbigliamento e poi tolto lascia quando meno perplessi”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Ora attendiamo di leggere la norma e capire se nel frattempo verranno introdotti correttivi – conclude il presidente di Confcommercio Vicenza –, ma di certo la portata della crisi richiedeva una risposta più forte e più concreta”.</span></p>
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		<title>Prodotti locali, il &#8220;kmzero&#8221; festeggia 50 anni di vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 11:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i primati dei primi cinquant’anni della <strong>Regione Veneto</strong> c’è sicuramente la legge cosiddetta del “<strong>kmzero</strong>” che promuove il consumo dei <strong>prodotti locali</strong>  nelle <strong>mense private e pubbliche</strong>. Con questo spirito Coldiretti Veneto ha omaggiato con un buffet di specialità di origine regionale  <strong>mezzo secolo di attività</strong> istituzionale. Da aggiungere all’elenco una serie di normative pionieristiche a livello nazionale che interessano il settore primario come l’agricoltura sociale, la banca della terra, la riforma della bonifica, del consumo del suolo  e quella costitutiva del “super Caa;  ancora in cantiere  il disegno di legge sulla transumanza.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-16586" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/07/torta-50-anni-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/07/torta-50-anni-225x300.jpg 225w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/07/torta-50-anni-169x225.jpg 169w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/07/torta-50-anni.jpg 756w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />“Attività intensa, propositiva e di confronto con la Giunta e il Consiglio del Veneto – spiega Carlo Salvan vice presidente di Coldiretti – caratterizzate da un dialogo costante con la politica, trasversale e produttivo all’insegna della semplificazione della burocrazia con espressioni concrete di sussidarietà che hanno anticipato di molto le decisioni assunte in tante altre realtà d’Italia”. Brindisi dunque con il Ministro Affari regionali e autonomie Francesco Boccia,  con calici di Prosecco del Consorzio di Tutela Doc e jeroboam della Tenuta Astoria di Refrontolo (Tv) con etichetta dedicata. Cicchetti e bruschette con olio d’oliva veneto e salse del Garda specialità donate dal frantoio Redoro di Grezzana in provincia di Verona. Piatti a base di formaggi Dop offerti dal polo delle latterie: Soligo, Vicentine e Busche tramite l’Aprolav. Salumi e insaccati dell’azienda agrituristica Antichi Sapori di Santa Giustina in Colle (Pd) Meloni, ciliegie, fragole e angurie dei produttori associati al Maap di Padova.  Immancabile il taglio della torta con  il dolce a base di ricotta di bufala di Simone Scacco allevatore padovano di Piove di Sacco, ormai considerato dagli ospiti e i tanti invitati del Palazzo Ferro Fini il “contadino pasticcere” del giorno.</p>
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