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	<title>Italia &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Crisi Ucraina, una azienda su tre registra calo di fatturato</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/03/17/crisi-ucraina-una-azienda-su-tre-registra-calo-di-fatturato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 10:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La guerra in Ucraina taglia i fatturati di 1 azienda su 3 (32%) per l’esplosione dei costi, fra carburanti, elettricità e riscaldamento, l’aumento delle materie prime e il rallentamento dell’economia con la frenata di ordini, commesse e appalti. E’ quanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La guerra in Ucraina taglia i fatturati di 1 azienda su 3 (32%) per l’esplosione dei costi, fra carburanti, elettricità e riscaldamento, l’aumento delle materie prime e il rallentamento dell’economia con la frenata di ordini, commesse e appalti. E’ quanto emerge dall’ultima indagine fra le imprese realizzata dall’Unione europea delle cooperative (Uecoop) sugli effetti di oltre venti giorni di conflitto alle porte dell’Europa che sta insanguinando le terre dell’Est dopo l’invasione da parte dei russi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<em>Uno scenario internazionale</em> – sottolinea Uecoop – <em>con pesanti ripercussioni su tutti i settori, dalla salute al sociale, dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla scuola allo sport fino agli spettacoli dopo un 2021 nel quale il 72% delle aziende era riuscito a conservare il proprio giro d’affari o addirittura a migliorarlo nonostante la pandemia con l’intenzione da parte di oltre 1/3 delle imprese (39%) di assumere altri collaboratori entro il 2022. Il conflitto in Ucraina scatenato da Putin sta rimettendo in discussione piani di sviluppo e nuove assunzioni anche perchè</em> – evidenzia l’indagine di Uecoop –<em> i cali del fatturato vanno fino al 10% per quasi la metà delle imprese che li hanno rilevati, per salire poi fino al 30% per 1/3 delle realtà ma con crolli anche del 50% e oltre in una fascia, per fortuna minoritaria, fra le aziende che hanno subito tagli al giro d’affari dallo scoppio della guerra&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>A tutto questo</em> – prosegue Uecoop &#8211; <em>si aggiunge l’aumento del peso dei costi per carburanti e bollette che ha investito i bilanci del 77% delle imprese aggravando una tendenza già in atto dalla fine dello scorso anno con il record prezzi per l’energia che è diventato l’incubo di 4 imprese su 10 (43%) per l’effetto a valanga su investimenti, piani di sviluppo e posti di lavoro, secondo l’indagine Uecoop. L’attuale situazione di guerra e di tensioni internazionali politiche e commerciali crescenti – continua Uecoop – mette a rischio le potenzialità di crescita delle quasi 80 mila cooperative italiane che da nord a sud dell’Italia impiegano oltre un milione di occupati, la metà donne, concentrati soprattutto nella fascia fra i 30 e i 49 anni (58,5%), con circa il 66% che ha il diploma di scuola secondaria e</em> – conclude Uecoop – <em>più del 15% una laurea.</em></p>
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		<title>Covid, 72.568 nuovi casi e 137 decessi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/03/17/covid-72-568-nuovi-casi-e-137-decessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 10:07:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA (ITALPRESS) – Calano i nuovi casi Covid in Italia. Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi contagiati sono 72.568 (ieri erano stati 85.288), con 490.711 tamponi processati determinando un tasso di positività al 14,7%. Calano i decessi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Calano i nuovi casi Covid in Italia. Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi contagiati sono 72.568 (ieri erano stati 85.288), con 490.711 tamponi processati determinando un tasso di positività al 14,7%. Calano i decessi a 137 (ieri erano 180). I guariti sono 55.967 mentre anche oggi si riconferma la crescita degli attualmente positivi, che si incrementano di 18.043 unità raggiungendo un totale di 1.054.167. In discesa i ricoveri. Nei reparti ordinari sono ospitati 8.410 degenti, in calo di 63; nelle terapie intensive sono invece 477 (-25) con 31 ingressi giornalieri. In isolamento domiciliare si trovano 1.045.280. Sul fronte regionale si evidenzia che il Lazio è primo per numero di contagi (8.756), seguito da Lombardia (8.183) e Campania (7.595).<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Juve fuori dalla Champions, tris Villarreal allo Stadium</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sport/2022/03/17/juve-fuori-dalla-champions-tris-villarreal-allo-stadium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 10:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[TORINO (ITALPRESS) – Per la terza stagione di fila la Juventus esce agli ottavi di finale di Champions League. Dopo che nel 2019/2020 era stato il Lione a eliminare la squadra di Maurizio Sarri e nel 2020/2021 era toccato al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TORINO (ITALPRESS) – Per la terza stagione di fila la Juventus esce agli ottavi di finale di Champions League. Dopo che nel 2019/2020 era stato il Lione a eliminare la squadra di Maurizio Sarri e nel 2020/2021 era toccato al Porto a estromettere quella di Andrea Pirlo, quest’anno è stato il Villarreal a far fuori il gruppo allenato da Massimiliano Allegri. Impeccabile la squadra di Unai Emery che, dopo aver chiuso quasi ogni varco alla Juve, nel secondo tempo ha messo ko i bianconeri con un uno-due micidiale e ha poi completato l’opera nel recupero vincendo per 3-0. Partenza timida della Juventus che, pur senza alzare il ritmo, ha piano piano preso in mano le redini della partita trasferendo il proprio baricentro nella metà campo del Villarreal. I bianconeri si sono resi pericolosi in due occasioni nella prima parte di gara, prima con Morata il cui colpo di testa all’11’ ha trovato la respinta di Rulli e poi con Vlahovic che su un cross rasoterra dalla sinistra di De Sciglio ha battuto con il mancino a botta sicura colpendo la traversa. Ripresa sulla falsa riga della prima frazione con la Juventus che ha tenuto per lunghi tratti il controllo del possesso palla e ha cercato di allargare le maglie chiuse dalla squadra di Emery e gli ospiti che hanno cercato di colpire di rimessa. L’azione che ha regalato il vantaggio agli spagnoli è però arrivata su calcio di rigore grazie ai neo entrati Coquelin e Gerard Moreno: il primo è stato atterrato in area da Rugani e dopo un consulto al VAR, l’arbitro Marciniak ha assegnato un calcio di rigore netto che il secondo non ha sbagliato. Il colpo di grazia è arrivato a cinque minuti dal termine, quando da un corner di Parejo è stato Aurier a sfiorare sul primo palo e sulla sfera si è avventato Pau Torres che ha messo nel sacco. Ultimo affondo al secondo minuto di recupero, quando Danjuma ha segnato il secondo rigore su fallo di mano in area di de Ligt.<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Zelensky al Bundestag: “A ogni bomba si alza un muro con l’Ue”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2022/03/17/zelensky-al-bundestag-a-ogni-bomba-si-alza-un-muro-con-lue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 09:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Se l’Ucraina potesse entrare nell’Ue ci sarebbe una garanzia ma ci sono ancora ostacoli”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo in videocollegamento al Bundestag tedesco. Per Zelensky “con ogni bomba che cade in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Se l’Ucraina potesse entrare nell’Ue ci sarebbe una garanzia ma ci sono ancora ostacoli”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo in videocollegamento al Bundestag tedesco.<br />
Per Zelensky “con ogni bomba che cade in Ucraina” tra il paese e l’Europa si alza un muro sempre “più forte”. Il leader ucraino si è rivolto anche al cancelliere tedesco Olaf Scholz chiedendo di abbattere quel muro. “Stiamo facendo un tentativo di difesa estrema perchè tutto viene colpito e distrutto”, ha aggiunto, citando anche il “ponte aereo” di Berlino e chiedendo di “crearlo anche con il paese”.<br />
Poi il presidente ucraino si è rivolto ai leader europei. “Esitate sull’ingresso dell’Ucraina nell’Europa – ha detto -, è un’altra pietra per il muro”. Per Zelensky Nord Stream 2 era “un’arma” mentre “abbiamo sentito rispondere che era economia”, ha affermato.</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<item>
		<title>Gli italiani non riescono più a rinunciare ai &#8220;piaceri proibiti&#8221; dello Smart Working</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/cultura/2020/12/22/gli-italiani-non-riescono-piu-a-rinunciare-ai-piaceri-proibiti-dello-smart-working/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 19:12:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro agile]]></category>
		<category><![CDATA[piaceri]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Secondo l&#8217;Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, complice il coronavirus, in Italia i cosiddetti lavoratori agili o smartworkers sono ormai oltre 5 milioni. jorgensenfarmsinc.com maison-metal.com haynesplumbingllc.com iansargentreupholstery.com panske teplaky iansargentreupholstery.com panske teplaky justineanweiler.com justineanweiler.com [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo l&#8217;Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, complice il coronavirus, <strong>in Italia i cosiddetti lavoratori agili o smartworkers sono ormai oltre 5 milioni</strong>.</p>
<div style="height: 10px;overflow: hidden"><a href="https://www.jorgensenfarmsinc.com/"><strong>jorgensenfarmsinc.com</strong></a><br />
<a href="https://www.maison-metal.com/"><strong>maison-metal.com</strong></a><br />
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</div>
<p>A partire dal lockdown primaverile, gli italiani hanno scoperto i <strong>&#8220;piaceri proibiti”</strong> dello Smart Working e se ne sono abituati. Per esempio<strong>, il 49% sostiene che lavorare in abiti comodi</strong> è un must cui non si può rinunciare. Fra le altre opportunità più apprezzate, <strong>il 32% sottolinea la possibilità di svegliarsi più tardi nei giorni feriali,</strong> mentre <strong>il 27&#8217;% considera un vantaggio indiscutibile lavorare all’aperto (27%)</strong>, sul balcone o, magari, in giardino.</p>
<p>Tuttavia, questa ritrovata libertà impone agli italiani di mantenere un alto livello di responsabilità, soprattutto sul piano della sicurezza informatica. Infatti, quando si lavora da casa o da un altro luogo, <strong>la privacy è messa ancora più a rischio, per cui è importante ricordarsi della sicurezza digitale personale e di riflesso del proprio datore di lavoro</strong>.</p>
<p>I dipendenti possono finalmente dimenticare i lati negativi della vita caotica delle grandi città e lavorare in un’atmosfera più confortevole ma, nel contempo, devono affrontare molte sfide per riuscire a continuare ad essere produttivi, riorganizzando il proprio spazio di lavoro e sviluppando nuove abitudini. <span id="Allerta_sicurezza_informatica" class="ez-toc-section"></span></p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17532" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" data-id="17532" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2.jpg 680w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<div class="cta-wrapper" data-title="Diventa un leader digitale: crea il percorso per te e il tuo team">
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		<title>Imprese in crisi, 6 aziende su 10 hanno perso ordini e clienti. Cresce il tasso di disoccupazione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/12/03/imprese-in-crisi-6-aziende-su-10-hanno-perso-ordini-e-clienti-cresce-il-tasso-di-disoccupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 61% delle imprese ha registrato un calo importante degli ordini o ha perso clienti per la frenata dell’economia e l’incertezza crescente generate dell’emergenza Covid con una pesante pressione sulla tenuta dei livelli occupazionali. E’ quanto emerge da una indagine [&#8230;]]]></description>
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<p>Il 61% delle <strong>imprese</strong> ha registrato un <strong>calo importante degli ordini</strong> o ha <strong>perso clienti</strong> per la frenata dell’economia e l’incertezza crescente generate dell’emergenza Covid con una pesante pressione sulla tenuta dei livelli occupazionali. E’ quanto emerge da una indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione nazionale di imprese in riferimento all’ultimo <strong>Report Istat</strong> sulle prospettive dell&#8217;<strong>economia italiana</strong> che stima una riduzione del 10% delle unità di lavoro annuali nel 2020 e un <strong>tasso di disoccupazione</strong> in salita all’11% nel 2021.<u></u><u></u></p>
<p>A pesare è il taglio delle commesse che ha riguardato più di 6 imprese su 10 (64%) con anche la perdita clienti storici e consolidati, secondo l’indagine Uecoop. Una situazione preoccupante che genera incertezza per il futuro e frena l’attività delle imprese – sottolinea Uecoop – con la sospensione degli investimenti e dei possibili potenziamenti di organico. Oltre 4 imprese su 10 (44%) non credono che l’Italia potrà riprendersi e recuperare prima di un anno i posti di lavoro persi, continua l’indagine di Uecoop.<u></u><u></u></p>
<p><u></u><u></u>I dati sul lavoro – sottolinea Uecoop – sono il sintomo di una sofferenza sociale ed economica che colpisce imprese e famiglie mettendo a rischio il sistema economico nazionale. L’evolversi della situazione sta mettendo a dura prova la resilienza delle oltre 80mila cooperative italiane che – conclude Uecoop – offrono lavoro a più di <strong>1 milione di persone</strong> dall’agroalimentare alla scuola, dalle costruzioni alla logistica, dal commercio all’informatica, dall’assistenza sociale ai servizi di sicurezza e vigilanza generando un fatturato annuo che supera i <strong>150 miliardi di euro</strong>.<u></u><u></u></p>
</div>
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		<title>Il mercato delle moto riprende a crescere. Novembre chiude con + 18,7 per cento di vendite</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/12/02/il-mercato-delle-moto-riprende-a-crescere-novembre-chiude-con-187-per-cento-di-vendite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 08:07:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Dopo il rallentamento dello scorso ottobre, il mercato torna a crescere ritrovando quel trend positivo che ha caratterizzato la domanda di due ruote post lockdown e lungo tutto il periodo estivo&#8221;. È quanto ha dichiarato il presidente di ANCMA (Associazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p>&#8220;Dopo il rallentamento dello scorso ottobre, il mercato torna a crescere ritrovando quel trend positivo che ha caratterizzato la domanda di due ruote post lockdown e lungo tutto il periodo estivo&#8221;. È quanto ha dichiarato il presidente di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) Paolo Magri, commentando i dati di vendita di novembre, che fanno segnare un + 18,7% sullo stesso mese del 2019. Nella nota diffusa oggi da ANCMA, Magri ha sottolineato che &#8220;il rinnovato protagonismo del nostro settore nella mobilità individuale in questo periodo difficile, come anche le sorprendenti conferme che provengono dalla domanda degli appassionati, offrono alla nostra associazione nuove sfide e l&#8217;occasione di rilanciare il dialogo con le istituzioni, sia del punto di vista degli utenti della strada che a tutela di un sistema produttivo trainante e innovativo&#8221;.</p>
<p><strong>IL MERCATO DI NOVEMBRE</strong> – Entrando nel vivo dei dati, durante il mese di novembre i veicoli immatricolati (cilindrata superiore a 50cc) raggiungono quota 11.001 unità, facendo segnare un incremento del 19,93% rispetto allo stesso mese del 2019. A trainare verso l&#8217;alto il mercato sono soprattutto le moto che, con 5.002 veicoli venduti, registrano un&#8217;impennata del 40,86%. Positivo, in ogni caso, anche l&#8217;andamento degli scooter: 5.999 veicoli immatricolati, pari ad una crescita del 6,71%; più significativo l&#8217;andamento dei ciclomotori, che crescono del 10,38% e fanno registrare 1.457 veicoli. Nel complesso, nel mese di novembre il totale mercato (immatricolato + ciclomotori), torna a crescere a doppia cifra (+18,73%) e immette sul mercato 12.458 mezzi.</p>
<p><strong>I PRIMI UNDICI MESI DEL 2020</strong> – L&#8217;ottimo risultato del mese di novembre consente al mercato di erodere ulteriormente il ritardo accumulato rispetto allo scorso anno: i mezzi targati raggiungono 210.981 unità, portando la flessione, rispetto allo stesso periodo del 2019, a -6,58%. Del tutto analogo l&#8217;andamento di scooter e moto, con i primi che targano 120.911 veicoli, corrispondenti ad una contrazione annua del 6,76%, e le seconde che immatricolano 90.070 mezzi pari ad un calo del 6,33%. Stabili rispetto allo scorso anno i ciclomotori, che fanno segnare una crescita dello 0,83% corrispondente a 18.236 veicoli. Nel complesso il totale mercato, con 229.217 veicoli venduti, registra una flessione del 6,03% rispetto allo stesso periodo del 2019.</p>
<p><strong>MERCATO ELETTRICO</strong> – Prosegue lo stato di salute del mercato elettrico. Nel mese di novembre sono stati venduti 1.334 veicoli a emissioni zero, corrispondenti a una crescita del 95% sullo stesso mese dell&#8217;anno precedente. Il dato cumulato sfiora la soglia dei diecimila pezzi: sono infatti 9.977 i mezzi venduti dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, con un incremento del 122%. A fare la parte del leone gli scooter, che assorbono il 58% del mercato, con 5.778 veicoli targati, pari ad una crescita del 282%.</p>
<p>Di seguito l&#8217;analisi dettagliata del mercato di motocicli e scooter per fasce di cilindrata e segmento.</p>
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<p><strong>ANALISI PER CILINDRATA &#8211; SCOOTER</strong></p>
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<p><strong>ANALISI PER CILINDRATA &#8211; MOTO</strong></p>
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<div style="text-align: left;" align="center"><strong>ANALISI PER SEGMENTI &#8211; MOTO</strong></div>
<div align="center">  <img decoding="async" class="center fixedwidth" title="I'm an image" src="https://provafsd.img.musvc2.net/static/129683/assets/1/SEGMENTI.png" alt="I'm an image" width="438" align="center" border="0" /></div>
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<div style="text-align: left;" align="center">(Fonte: ANCMA su dati Ministero dei Trasporti)</div>
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		<title>Covid, si abbassa l&#8217;età media dei contagiati. Brusaferro:&#8221;L&#8217;epidemia ci accompagnerà ancora per un anno e mezzo&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/12/01/covid-si-abbassa-leta-media-dei-contagiati-brusaferrolepidemia-ci-accompagnera-ancora-per-un-anno-e-mezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 07:06:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[I nuovi casi di coronavirus in Italia sono 16.377, mentre le vittime sono 672. Lo si apprende dal nuovo bollettino del ministero della Salute. Gli attualmente positivi diminuiscono di 7.300 mentre i guariti sono stati 23.004. I tamponi effettuati nelle ultime 24 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I nuovi casi di coronavirus in Italia sono 16.377,</strong> mentre le vittime sono 672. Lo si apprende dal nuovo bollettino del ministero della Salute. Gli attualmente positivi diminuiscono di 7.300 mentre i guariti sono stati 23.004.</p>
<p>I<strong> tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 130.524, con un rapporto con i positivi (16.377) pari al 12,5%</strong> (+0,9% rispetto a ieri).</p>
<p><strong>Salgono, per la prima volta dopo quattro giorni, il numero di pazienti ricoverati per il Covid negli ospedali italiani</strong>. Oggi sono 33.187, contro i 32.879 di ieri, con un incremento di 308 unità. Scendono ancora, invece, le terapie intensive, con un calo di 9 unità. Il totale dei dimessi o guariti raggiunge 757.507, mentre quello dei morti invece 55.576.</p>
<p>Intanto è da poco iniziata la <strong>Conferenza delle regioni convocata in video in sessione straordinaria per discutere delle proposte da portare al governo in vista del prossimo Dpcm con le misure anti-Covid, secondo quanto si apprende.</strong></p>
<p><strong>La pandemia ci accompagnerà ancora un anno e mezzo. Parola di Silvio Brusaferro, presidente dell&#8217;Iss</strong>, l&#8217;Istituto superiore di Sanità, in un Forum all&#8217;ANSA. Quello causato dalla pandemia &#8220;è uno stress che non è stato puntiforme, come un terremoto o un&#8217;alluvione, è uno stress che si prolunga per oltre un anno e ci accompagnerà per un anno e mezzo circa, e stiamo mettendo in atto strategie di adattamento che lasceranno il segno in futuro, alcune probabilmente in maniera permanente&#8221;. &#8220;Certamente &#8211; ha affermato Brusaferro &#8211; quello che abbiamo imparato è che la prevenzione è il momento cruciale del sistema: una volta questo concetto veniva più declinato come visione ma non si facevano investimenti specifici, oggi è molto chiaro che il concetto di prevenzione è fondamentale, se non investiamo su questo livello il rischio è elevato. La prevenzione ha il vantaggio di evitare a priori che determinati scenari si manifestino, ha lo svantaggio che quando funziona molto bene non si vede, e questo è un elemento critico che da sempre la caratterizza. Oggi questo è percepito da parte di tutti, come è percepito che investire su salute e benessere è un modo per garantire la ricchezza dei nostri paesi e delle nostre comunità&#8221;. La sanità del futuro, ha spiegato Brusaferro, vedrà insieme tecnologie e relazioni sociali. &#8220;Sappiamo che possiamo vivere bene anche con disabilità o quando diventiamo anziani grazie a un insieme di tecnologie e relazioni che ci aiutano a recuperare quel margine di autosufficienza che perdiamo. La sanità del futuro ci vedrà immersi in una serie di relazioni e tecnologie per accompagnarci dove perdiamo di autosufficienza, quindi fortemente ancorata a una tecnologia che ci aiuti a fare scelte ma anche a un&#8217;interazione forte con le persone. La sfida è dare a questa sanità la possibilità di essere fruita in tutte le parti del Paese in maniera uniforme, se riusciremo a garantirlo sarà una grande evoluzione del sistema sanitario nazionale che anche oggi ci consente di avere età media più avanzata ma che ha margini di miglioramento sulla vita media priva di disabilità. In questo senso credo che anche l&#8217;opportunità del recovery fund sia una grande opportunità che dobbiamo sfruttare al meglio&#8221;.</p>
<p><strong>Sono 800.953 i casi di infezione da Sars-Cov-2 registrati negli ultimi 30 giorni in Italia</strong>, di cui 22.712 tra gli operatori sanitari, e, nello stesso arco di tempo, sono stati ben 12.904 i deceduti e 304.531 i guariti. E&#8217; quanto mostrano i Dati della Sorveglianza integrata Covid-19, pubblicati dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità (Iss) e aggiornati al 29 novembre.</p>
<p><strong>E&#8217; di 48 anni l&#8217;età mediana dei casi negli ultimi 30 giorni,</strong> aumentata dopo il calo dell&#8217;estate. Il 48,3% dei contagiati sono maschi e il 51,7% femmine; l&#8217;11% ha sotto i 18 anni, il 15,5 è over 70, il 29% ha tra 51 e 70 anni e la maggior parte, il 44,3%, ha tra 19 e 50 anni. (ANSA)</p>
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		<title>Stagione sciistica a rischio, italiani pronti a raggiungere località fuori confine</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/12/01/stagione-sciistica-a-rischio-italiani-pronti-a-raggiungere-localita-fuori-confine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 06:49:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;imminente stagione sciistica alle porte le regioni si stanno interrogando su come affrontare la situazione. L&#8217;emergenza sanitaria sembra non concedere grandi speranze per la riapertura totale degli impianti di risalita, per questo il rischio è quello di vedere gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;imminente stagione sciistica alle porte le regioni si stanno interrogando su come affrontare la situazione. L&#8217;emergenza sanitaria sembra non concedere grandi speranze per la riapertura totale degli impianti di risalita, per questo il rischio è quello di vedere gli italiani varcare i confini nazionali per raggiungere montagne vicine al nostro paese come Austria, Svizzera e Slovenia.</p>
<p>In attesa del confronto con il Governo sul nuovo Dpcm le Regioni hanno inoltre valutato la possibilità di &#8220;riaprire gli impianti sciistici per i soli ospiti degli hotel e proprietari di seconde case, in modo da dare una parziale compensazione agli impianti di risalita e alle località sciistiche&#8221;.</p>
<p><strong>Il divieto di assembramento dovrà essere il &#8220;principio cardine&#8221; sul quale poi incentrare il nuovo Dpcm, che potrebbe anche prevedere la chiusura dei confini sulle Alpi.</strong> E&#8217; questo il senso della lunga riunione delle Regioni che si sono trovate, in collegamento streaming, per cercare l&#8217;intesa sulle linee guida da portare sul tavolo del governo domani quando incontreranno il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, quello della Salute, Roberto Speranza, il commissario Domenico Arcuri e il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. La conferenza è servita per fare il punto sulle nuove misure in vista delle ferie natalizie, dagli spostamenti alle aperture, dai divieti al coprifuoco. E se qualche governatore spinge per timide riaperture, come quello della Valle d&#8217;Aosta che &#8211; nonostante la regione sia considerata &#8216;zona rossa&#8217; &#8211; ha deciso di riaprire i negozi di prossimità, altri, come quello del Lazio, Nicola Zingaretti, considerano &#8220;diabolico&#8221; ripetere l&#8217;errore di questa estate, quando sentimento comune era quel &#8220;liberi tutti&#8221; diventato concausa della nuova, pesante, ondata della pandemia. <strong>Dalla Conferenza è arrivato, inoltre, l&#8217;invito al governo ad autorizzare gli spostamenti interregionali tra zone con lo stesso colore,</strong> anche se l&#8217;intenzione di palazzo Chigi sembra essere quella di vietarli dal 19 o 20 dicembre fino alla Befana.</p>
<p><strong>Le Regioni Veneto, Piemonte, Valle d&#8217;Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Bolzano e Trento</strong>, hanno presentato al Governo una proposta di mediazione per evitare un completo tracollo del settore turistico invernale: prevede, in sintesi, la possibilità di aprire gli impianti di risalita dello sci in occasione delle prossime festività natalizie per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Lo indica una nota sottoscritta dai rappresentanti delle Regioni e delle Province. Si tratta, spiegano le Regioni alpine italiane, di una idea di &#8220;vacanze di Natale diverse, con la possibilità di sciare solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche&#8221;. La proposta è stata formulata dagli Assessori delle Regioni alpine per evitare gli assembramenti nelle località turistiche. &#8220;Concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l&#8217;afflusso all&#8217;impianto sciistico. <strong>Il pendolarismo può infatti essere un problema in certe giornate</strong>&#8221; affermano gli assessori di Piemonte, Valle d&#8217;Aosta, Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>&#8220;La soluzione che proponiamo al Governo Conte &#8211; proseguono &#8211; permette di avviare la stagione invernale con gradualità, in questo modo si potranno applicare i protocolli di sicurezza che abbiamo approvato lunedì scorso e metterli alla prova&#8221;. Secondo gli assessori delle 5 Regioni e delle due Province autonome, se si consente l&#8217;acquisto degli skipass solo a chi ha pernottato in una struttura ricettiva o in una seconda casa &#8220;si sarà in grado di sapere con precisione il numero degli avventori per ogni giorno e in questo modo potremo gestire al meglio l&#8217;afflusso e il deflusso agli impianti di risalita. Si tratta di una soluzione ragionevole, da adattare alle esigenze di ciascun territorio. Il Governo ci ascolti, consenta l&#8217;apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale&#8221;. Permettere la mobilità regionale durante le festività è infatti, sostengono le aree alpine, un requisito necessario per il settore: &#8220;se il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo intendono vietarla per evitare feste e momenti di aggregazione, consentano perlomeno la mobilità tra Regioni per chi ha prenotato in una struttura ricettiva almeno una notte&#8221;.</p>
<p><strong>Anche l&#8217;Abruzzo si accoda alle richieste delle regioni alpine per la riapertura delle piste da sci</strong>. &#8220;Mi sono confrontato con i miei colleghi delle Regioni Alpine definendo una strategia comune che vede come via maestra l&#8217;apertura degli impianti di risalita a Natale solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni sciistiche abruzzesi o per chi possiede o affitta una seconda casa&#8221;. Ad annunciarlo è infatti l&#8217;Assessore Regionale al turismo Daniele D&#8217;Amario, che conferma come la Regione da domani disciplinerà la concessione di 3 milioni di euro di ristori al settore.  (ANSA)</p>
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		<title>Amazon incentiva l&#8217;e-commerce in Italia: limitarlo è un danno al Sistema Paese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/11/26/amazon-incentiva-le-commerce-in-italia-limitarlo-e-un-danno-al-sistema-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 20:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
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		<category><![CDATA[commercio on line]]></category>
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		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[Amazon pigliatutto a discapito dei commercianti “fisici”: non è la prima volta che montano le polemiche che, quest’anno, si sono particolarmente accese sull’onda della pandemia e delle chiusure a livello regionale disciplinate dal Governo.  Una visione bipolare del fenomeno e-commerce: da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amazon pigliatutto a discapito dei commercianti “fisici”</strong>: non è la prima volta che montano le polemiche che, quest’anno, si sono particolarmente accese sull’onda della pandemia e delle chiusure a livello regionale disciplinate dal Governo.  Una <strong>visione bipolare del fenomeno e-commerce</strong>: da un lato si chiede una spinta in direzione del digitale, dall’altro si fa la lotta al fenomeno, da un lato, quando fa comodo, si loda Amazon per la velocità delle consegne e l’efficienza operativa e dall’altro si punta il dito contro la società.</p>
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<p>“Penso che occorra avere considerazione e rispetto per tutti quegli imprenditori, venditori, negozianti che, in un <strong>Paese che si caratterizza per un gap di digitalizzazione storico verso gli altri Paesi europei</strong>, hanno intrapreso la strada dell’omnicanalità e dell’innovazione, diversificando il proprio business e digitalizzando la propria attività per aprire nuovi sbocchi commerciali”, dice <strong>Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es</strong> <strong>(in foto)</strong> nel ricordare che “in Italia ci sono circa 100 piattaforme di diverse dimensioni che vendono online, intermediando prodotti che arrivano da circa 50.000 venditori”.</p>
<p><strong>D.ssa Marseglia, dunque lo shopping online non va bloccato?</strong></p>
<p>Se si bloccano l’e-commerce e i grandi eventi di shopping online come il <strong>Black Friday</strong>, si blocca un canale di vendita per 50.000 realtà, oltre a tutto l’indotto della filiera del <strong>digital retail</strong>, che conta 678mila imprese e 290mila lavoratori, secondo i dati forniti da Netcomm e The European House – Ambrosetti. <strong>Ma soprattutto si blocca una possibilità per tutti coloro che in questo momento non riescono a raggiungere i propri clienti fisicamente</strong>. Da parte nostra, siamo felici di poter dare a 14.000 Pmi la possibilità di continuare a vendere in Italia e di poter sviluppare il proprio export in questo anno così sfidante. Le piccole e medie imprese che vendono su Amazon, nel 2019, hanno registrato vendite all’estero per più di 500 milioni di euro. Di queste, circa 600 hanno superato 1 milione di dollari di vendite. Fino ad oggi, gli impatti positivi registrati hanno permesso alle Pmi di creare oltre 25.000 posti di lavoro.</p>
<p>Penso a un caso che abbiamo messo in luce in questi giorni: l’azienda tessile Zenoni&amp;Colombi di Nembro (BG), guidata da quattro 20enni che hanno puntato sulla qualità del prodotto e sullo sviluppo della vendita online su diversi siti web, tra cui Amazon. Pur essendo situati in un’area molto colpita dalla pandemia, hanno potuto incrementare del 10% le loro vendite quest’anno. <strong>Quello che serve è rendere accessibile la formazione ed i servizi digitali a tutti coloro che ancora non conoscono il potenziale dell’e-commerce</strong>.</p>
<p><strong>Amazon ha battezzato una serie di iniziative proprio per favorire l’avvio dell’e-commerce da parte delle Pmi. Ma considerate le polemiche è evidente che nel nostro Paese c’è scarsa informazione. Può farci il punto della situazione?</strong></p>
<p>Amazon ha una lunga tradizione di investimenti in servizi e strumenti a supporto delle Pmi, fin dal 2000 quando abbiamo aperto il nostro negozio ai rivenditori terzi. Oggi oltre la metà di tutti i prodotti venduti sui siti Amazon nel mondo provengono da milioni di piccole e medie imprese, incluse 14.000 Pmi italiane.</p>
<p><strong>La questione fiscale tiene banco da anni ormai: può dirci esattamente come stanno le cose? Quante tasse paga Amazon in Italia e perché si continua a dire che ne paga troppo poche?</strong></p>
<p>Amazon contribuisce anche al gettito fiscale attraverso le tasse, sia dirette che indirette, che vengono riscosse dal Governo a seguito delle sue attività in Italia. Dal 2015, abbiamo una stabile organizzazione in Italia che registra tutti i ricavi, le spese, i profitti e le imposte dovute in Italia per le vendite al dettaglio su Amazon.it. Nel 2019, i ricavi totali delle attività di Amazon in Italia sono stati di 4,5 miliardi di euro, gli investimenti di 1,8 miliardi di euro e il nostro contributo fiscale complessivo di 234 milioni di euro. Mi sembra che questi numeri, insieme a quelli del numero di posti di lavoro che abbiamo contribuito a creare nei dieci anni di presenza in Italia, raccontino chiaramente il nostro contributo all’economia e allo sviluppo del Paese.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17474" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" data-id="17474" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-1024x576.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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