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	<title>Lavoro &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Formazione per giovani talenti dell’interior design, AD Dal Pozzo inaugura Ottagono Design Lab</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2023/03/29/formazione-per-giovani-talenti-dellinterior-design-ad-dal-pozzo-attiva-la-piattaforma-ottagono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 12:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grisignano di Zocco]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove opportunità di formazione per giovani talenti dell’interior design. È quanto offre Ottagono, la piattaforma dedicata ai professionisti firmata AD Dal Pozzo, che a maggio 2023 inaugura, il primo percorso formativo in Italia ideato da un&#8217;azienda dell’interior design, con partecipazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Nuove opportunità di formazione per giovani talenti dell’interior design. È quanto offre <strong>Ottagono</strong>, la piattaforma dedicata ai professionisti firmata <strong>AD Dal Pozzo</strong>, che <strong>a maggio 2023 </strong>inaugura, il <strong>primo percorso formativo in Italia ideato da un&#8217;azienda</strong> <strong>dell’interior design, </strong>con partecipazione gratuita, da cui potranno nascere concrete opportunità di inserimento nelle aziende del settore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il corso, strutturato in<strong> lezioni frontali, workshop, eventi e project work, </strong>si terrà<strong> da maggio a luglio</strong> all’Ottagono Headquarter a Grisignano di Zocco (Vicenza) per una durata complessiva di <strong>180 ore</strong> e ha l’obiettivo di avvicinare giovani appassionati di design a questo mondo e generare opportunità di lavoro. Gli studenti entreranno in contatto con <strong>esperti del settore</strong> e avranno la possibilità di mettere in pratica ciò che hanno imparato per lavorare su progetti reali in aziende e studi di architettura.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sono già confermati <strong>numerosi brand partner</strong>, tra cui: <strong>Boffi</strong>, marchio nato nel 1934 che si distingue per la sua gamma personalizzabile di cucine, bagni e sistemi armadio; <strong>Rimadesio</strong>, azienda specializzata in sistemi per la suddivisione degli ambienti e la definizione architettonica degli interni; <strong>Artemide</strong>, sinonimo di competenza nel progetto della luce e dell&#8217;innovazione; <strong>Vitra</strong>, storico brand del design contemporaneo; <strong>Paola Lenti</strong>, azienda specializzata nell&#8217;outdoor che punta alla sperimentazione e alla ricerca di nuovi materiali; <strong>Edra</strong>, azienda che unisce tradizione artistica, ricerca tecnologica e materiali di elevatissimo pregio; <strong>Technogym</strong>, brand che fonde tecnologia e sport in prodotti di alta qualità e design;<strong>Glamora</strong>, azienda che propone collezioni di wallcovering personalizzate con materiali naturali o sostenibili.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ottagono Design Lab è un progetto in collaborazione con la start-up <strong>Rivoluzione Umana</strong>, grazie a cui gli iscritti avranno accesso a un <strong>percorso di mentoring</strong> per focalizzare un progetto professionale che permetta loro di esprimere i propri talenti al meglio. A fine percorso, Ottagono e AD Dal Pozzo attiveranno un <strong>processo di selezione</strong> sugli iscritti al corso per offrire loro <strong>opportunità di inserimento lavorativo in azienda</strong> e negli studi dei brand partner.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Questo percorso formativo rappresenta per noi un&#8217;importante occasione per avvicinare i giovani appassionati di design a questo mondo e offrire loro opportunità concrete di lavoro»</em>, ha dichiarato l&#8217;Arch.<strong> Gionata Dal Pozzo, CEO di AD Dal Pozzo</strong>. «<em>La collaborazione con i nostri brand partner e con Rivoluzione Umana ci consente di ampliare ulteriormente le nostre possibilità di trovare i migliori talenti e di offrire loro una reale opportunità di crescita professionale». </em>Le<strong> iscrizioni</strong> al corso di formazione Ottagono Design Lab <strong>sono aperte fino al 7 aprile</strong>.</p>
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		<title>Lavoro, la storica azienda Bracchi investe in Veneto. Ritornano in Italia stiro e ricondizionamento del fashion</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2021/11/23/lavoro-la-storica-azienda-bracchi-investe-in-veneto-ritornano-in-italia-stiro-e-ricondizionamento-del-fashion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 15:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Bracchi, multinazionale della logistica con headquarters nel Bergamasco, oggi lavora su dodici poli logistici e sette filiali regionali per un totale di 300.000 metri quadri di magazzini operativi, i dipendenti sono più di 600 nei diversi stabilimenti. Il core business [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Bracchi</strong>, multinazionale della logistica con headquarters nel Bergamasco, oggi lavora su dodici poli logistici e sette filiali regionali per un totale di <strong>300.000 metri quadri</strong> di magazzini operativi, i dipendenti sono più di <strong>600</strong> nei diversi stabilimenti. Il core business è sempre stato quello dei trasporti eccezionali di macchinari di grandi dimensioni, ma da alcuni anni l&#8217;azienda ha deciso di investire anche nel segmento del fashion. Un settore, questo, complicatissimo dal punto di vista logistico, dovendo gestire in modo ottimale picchi di lavoro molto intensi.<br />
Oggi il dipartimento Fashion di Bracchi lavora con le più note eccellenze Italiane, collezioni che devono essere tutelate sotto tutti gli aspetti, dalla sicurezza alla qualità fino alla segretezza e alla tutela della creatività. Allo stesso tempo il modello di logistica in outsourcing di Bracchi, mantenendo la propria indipendenza, riesce a garantire un servizio sartoriale, capace di seguire la stagione della moda e le sue esigenze sia nella fase inziale di stiro e ricondizionamento, fino alla consegna nei singoli retail a livello europeo.</div>
<div>La struttura di <strong>Tombolo</strong> (nel Padovano) è il polo fashion di Bracchi specializzato nelle attività di stiro, controllo qualità e ricondizionamento, attività altamente specializzate. Lo stabilimento ha capacità di gestire oltre 25.000 capi al giorno su un&#8217;area di oltre 10.000 metri quadri. Il magazzino supporta l&#8217;area tecnica con strutture e strumenti per lo stoccaggio temporaneo o stagionale per la preparazione e divisione ordini clienti. Nel magazzino oggi vengono gestiti due milioni di capi all&#8217;anno, principalmente abbigliamento e calzature. Le attività principali vanno dallo stiro in tutte le sue forme: ferro, manichino, topper e tunnel; al controllo qualità fatto da mani ed occhi esperti in grado vagliare e risolvere anche i problemi più delicati. Ed è qui che l&#8217;azienda ha deciso di investire sempre più in attrezzature all&#8217;avanguardia per lo stiro industriale.</div>
<div>&#8220;Il covid e la crisi delle materie prime hanno dimostrato che la dipendenza dal Far East, e dunque dalla logistica via container, non è sostenibile nel medio periodo&#8221;, spiega il business developer Matteo Vaccari. &#8220;Molte griffe stanno riportando la produzione in Italia, molte tra quelle più celebri a livello internazionale hanno attivato produzioni in Veneto, dove nel frattempo gli artigiani specializzati nelle lavorazioni conto-terzisti non hanno più la capacità produttiva di qualche anno fa. Per questo abbiamo deciso di investire nei macchinari di stiratura industriale, ma anche nei relativi impianti di aspirazione: siamo convinti che il mondo della logistica fashion sia ad una svolta epocale, è iniziata l&#8217;era del reshoring&#8221;.</div>
<div>Nel logistic hub di Oppeano (nel Veronese) su 25.000 metri quadri Bracchi gestisce la logistica integrata di importanti marchi del design made in Italy, qui vi lavorano circa sessanta persone capaci di movimentare più di dieci milioni di pezzi nell&#8217;arco dell&#8217;anno. I ritmi e le esigenze dei clienti sono la priorità. Un esempio? Nel pieno del Covid Bracchi è stata capace di spostare in tempi record 500 bilici di merce tra due magazzini nel pieno della zona rossa. Ma non solo: i tempi di consegna sono ridotti al minimo perché i negozi oggi lavorano &#8220;just in time&#8221; con gli acquisti. Bracchi opera a livello europeo, consegnando a centinaia di retail gli ordinativi esatti che di volta in volta chiedono.</div>
<div>&#8220;La storia di Bracchi nel modo della logistica fashion ha alle spalle più di 30 anni di esperienza nella gestione delle spedizioni per i migliori marchi del settore moda made in Italy&#8221;, precisa Vaccari. &#8220;Negli ultimi anni ci siamo concentrati sullo sviluppo dei servizi collegati alla logistica fashion, un settore storicamente molto difficile per la stagionalità e la manualità necessaria, fatto solo da poche aziende esperte del settore. Un&#8217;azienda di moda oggi deve concentrarsi sul suo core business ed affidarsi a mani e teste specializzate nel fornire servizi, perché la logistica non è solo un magazzino, ma è una continua ricerca di moderne soluzioni per la gestione di prodotti che sempre più spesso corrono veloci&#8221;.</div>
<div>E per sostenere la velocità è necessario investire in ricerca e sviluppo. Negli ultimi anni è infatti avvenuta in Bracchi una rivoluzione tecnologica verso una logistica 4.0 sempre più informatizzata: codici a barre e locazioni statiche sono sostituite oggi da locazioni dinamiche gestite con tecnologia RFID, ossia capace di comunicare i dati tramite le radiofrequenze, soluzioni informatiche che riescono sempre più a dare precisione ed affidabilità nelle consegne, nell&#8217;ottimizzazione degli spazi che sempre di più incidono nei costi. Se prima si gestiva un intero pallet, ora ogni singolo capo di abbigliamento è schedato nei database aziendali e in ogni momento è possibile sapere in che angolo del magazzino è stato stoccato.</div>
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		<title>Dibattito sul Futuro del lavoro e dei suoi spazi. A Verona il fondatore di Cowo racconta la sua storia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2021/11/16/dibattito-sul-futuro-del-lavoro-e-dei-suoi-spazi-a-verona-il-fondatore-di-cowo-racconta-la-sua-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 13:41:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva a Verona il tour di Massimo Carraro, fondatore della prima rete di coworking indipendenti. L’appuntamento è per venerdì 19 novembre, dalle 19.00, presso Lino’s &#38; Co (Vicolo Valle 9b, Verona). L’occasione è riflettere sul futuro del lavoro, a partire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva a Verona il tour di Massimo Carraro, fondatore della prima rete di coworking indipendenti. L’appuntamento è per venerdì 19 novembre, dalle 19.00, presso Lino’s &amp; Co (<em>Vicolo Valle 9b, Verona</em><em>).</em> L’occasione è riflettere sul futuro del lavoro, a partire dal volume “<strong>HO FATTO UN COWORKING, ANZI 100 &#8211; Se la relazione viene prima del business. Storia di Cowo®</strong>”.</p>
<p>Che <strong>cosa significa lavorare in modo innovativo</strong>? È la domanda da cui prende via il dibattito.</p>
<p>Se, prima della pandemia, il 95% delle aziende italiane non aveva mai pensato all’idea di spazi condivisi, né tantomeno provato a usufruirne e il 5% faceva i primi test, ora il quadro è differente: solo il 5% delle aziende non ha avuto il problema di “<em>dove potevano lavorare le persone</em>”, mentre il restante 95%, nello spazio di poche settimane durante l&#8217;inizio della pandemia, ha vissuto l’urgenza di interrogarsi sul modo per svolgere le attività aziendali, pur non andando in ufficio.</p>
<p><strong> </strong>Carraro racconterà la sua storia che inizia con una sfida dovuta a una crisi lavorativa: la fine del lavoro da creativo pubblicitario, accompagnata dall’intuizione di nuove possibilità date dalla tecnologia di poter lavorare in remoto aprendo milioni di nuove prospettive. Da qui la capacità di evolversi e cambiare, in funzione dei tempi e, anche, delle crisi economiche e professionali. Dal voler fare coworking insieme semplicemente condividendo uno spazio di lavoro e ammortizzando così le spese di ufficio, idea che ha segnato le basi della rete Cowo®, alla gestione dei primi aspetti burocratici, fiscali, amministrativi di un sistema sempre più complesso. <strong>Sostenibilità e relazione sono sempre stati i valori alla base di Cowo e che, con il tempo, non sono mai stati persi di vista. </strong>Oggi Cowo® è un network, una community intorno a valori condivisi.</p>
<p>La serata sarà l’occasione per affrontare il ruolo dello spazio coworking nella società fino all&#8217;arrivo della pandemia.</p>
<p><strong>Com’è stata affrontata? Cos’è emerso dal lavoro dei coworker?</strong> Questi due anni di incertezze sono stati l’occasione per fermarsi, <strong>raccogliere dati e storie, analizzare dubbi, ascoltare e cogliere le tendenze di domani</strong>. <strong>Il coworking post pandemia: cambierà?  </strong></p>
<p>Dall’analisi degli ultimi periodi, sono emerse <strong>tre tendenze</strong> che Carraro indagherà citando il lavoro realizzato negli anni con <strong>Ivana Pais,</strong> professoressa ordinaria di Sociologia Economica alla facoltà di Economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il Coworking ha bisogno dei “beni collettivi locali”, mezzi di trasporto che consentano di raggiungere facilmente lo spazio, commercio di prossimità, una certa “atmosfera” che possa stimolare il confronto e l’innovazione. Il <strong>coworking, da spazio condiviso, diventa concetto comune.</strong></p>
<p><strong> </strong>L’ ufficio odierno diventerà una soluzione minoritaria, la gran parte di noi lavorerà in luoghi diversi, la cui offerta verrà articolata secondo modalità che oggi sono solo in embrione. Negli spazi di lavoro di domani, che già oggi iniziamo a vedere, non saranno le caratteristiche strutturali a fare la differenza o gli approcci imprenditoriali, più o meno spinti, ma le persone.</p>
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		<item>
		<title>Dirigenti Amazon disertano tavolo di confronto convocato da Regione e sindacati</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2021/10/15/dirigenti-amazon-disertano-tavolo-di-confronto-convocato-da-regione-e-sindacati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 16:11:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Al tavolo regionale convocato  dall&#8217;assessore Elena Donazzan, per un confronto con la Regione del Veneto e con i sindacati in merito alla situazione aziendale, i dirigenti di Amazon non si sono presentati. «La motivazione presentata, a giustificazione della loro assenza, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Al tavolo regionale convocato  dall&#8217;assessore <strong>Elena Donazzan</strong>, per un confronto con la <strong>Regione del Veneto</strong> e con i sindacati in merito alla situazione aziendale, i dirigenti di <strong>Amazon</strong> non si sono presentati.</p>
<p style="font-weight: 400;">«La motivazione presentata, a giustificazione della loro assenza, è legata alla presenza delle confederazioni sindacali, avendo l&#8217;azienda sottoscritto un accordo a livello nazionale con le categorie dei trasporti e della logistica e quelle del lavoro somministrato – raccontano <strong>Tiziana Basso (Cgil Veneto), Riccardo Camporese (Cisl Veneto) e Igor Bonatesta (Uil Veneto)</strong>. Ma oltre al fatto che l’incontro vedeva anche il coinvolgimento delle categorie, accanto a quello delle confederazioni, resta centrale che la presenza sempre più massiccia della Multinazionale nel territorio regionale e l&#8217;apertura di nuove sedi in sempre più province hanno implicazioni che <u>devono</u> essere affrontate in un confronto con le istituzioni ragionali e locali e con chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori. Sono implicazioni ampie e molteplici, con importanti ricadute sul piano sociale, su quello urbanistico e della sostenibilità, come su quello dell&#8217;occupazione e della sua qualità. Peraltro, è lo stesso accordo sottoscritto da Amazon a livello nazionale a prevedere la sua declinazione a livello territoriale».</p>
<p style="font-weight: 400;">«Oggi sarebbe stata una buona occasione, una prima tappa di un possibile percorso – aggiungono le tre organizzazioni –. Non ci fermeremo nella richiesta del confronto e nella difesa dei diritti delle persone che rappresentiamo, di coloro che sono alle dirette dipendenze di Amazon come di chi opera nel mondo degli appalti e dei subappalti».</p>
<p style="font-weight: 400;">Le tre sigle sindacali ricordano ed evidenziano inoltre come questo di oggi non sia l’unico incontro ad essere stato deserto dai dirigenti dell’azienda: già prima in altra occasione Amazon non ha accolto l’invito congiunto al confronto rivoltole dalle confederazioni sindacali insieme alla Regione del Veneto.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<item>
		<title>Gli italiani non riescono più a rinunciare ai &#8220;piaceri proibiti&#8221; dello Smart Working</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/cultura/2020/12/22/gli-italiani-non-riescono-piu-a-rinunciare-ai-piaceri-proibiti-dello-smart-working/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 19:12:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro agile]]></category>
		<category><![CDATA[piaceri]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Secondo l&#8217;Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, complice il coronavirus, in Italia i cosiddetti lavoratori agili o smartworkers sono ormai oltre 5 milioni. jorgensenfarmsinc.com maison-metal.com haynesplumbingllc.com iansargentreupholstery.com panske teplaky iansargentreupholstery.com panske teplaky justineanweiler.com justineanweiler.com [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo l&#8217;Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, complice il coronavirus, <strong>in Italia i cosiddetti lavoratori agili o smartworkers sono ormai oltre 5 milioni</strong>.</p>
<div style="height: 10px;overflow: hidden"><a href="https://www.jorgensenfarmsinc.com/"><strong>jorgensenfarmsinc.com</strong></a><br />
<a href="https://www.maison-metal.com/"><strong>maison-metal.com</strong></a><br />
<a href="https://www.haynesplumbingllc.com/"><strong>haynesplumbingllc.com</strong></a><br />
<a href="https://www.iansargentreupholstery.com/"><strong>iansargentreupholstery.com</strong></a><br />
<a href="https://www.mindfulmusclellc.com/"><strong>panske teplaky</strong></a><br />
<a href="https://www.iansargentreupholstery.com/"><strong>iansargentreupholstery.com</strong></a><br />
<a href="https://www.mindfulmusclellc.com/"><strong>panske teplaky</strong></a><br />
<a href="https://www.justineanweiler.com/"><strong>justineanweiler.com</strong></a><br />
<a href="https://www.justineanweiler.com/"><strong>justineanweiler.com</strong></a><br />
<a href="https://www.justineanweiler.com/"><strong>justineanweiler.com</strong></a><br />
<a href="https://www.holroydtileandstone.com/"><strong>holroydtileandstone.com</strong></a><br />
<a href="https://www.onlysxm.com/"><strong>Mens VANS 2020</strong></a><br />
<a href="https://www.justineanweiler.com/"><strong>justineanweiler.com</strong></a><br />
<a href="https://www.greensandseeds.com/"><strong>greensandseeds.com</strong></a><br />
<a href="https://www.lepetitartichaut.com/"><strong>lepetitartichaut.com</strong></a>
</div>
<p>A partire dal lockdown primaverile, gli italiani hanno scoperto i <strong>&#8220;piaceri proibiti”</strong> dello Smart Working e se ne sono abituati. Per esempio<strong>, il 49% sostiene che lavorare in abiti comodi</strong> è un must cui non si può rinunciare. Fra le altre opportunità più apprezzate, <strong>il 32% sottolinea la possibilità di svegliarsi più tardi nei giorni feriali,</strong> mentre <strong>il 27&#8217;% considera un vantaggio indiscutibile lavorare all’aperto (27%)</strong>, sul balcone o, magari, in giardino.</p>
<p>Tuttavia, questa ritrovata libertà impone agli italiani di mantenere un alto livello di responsabilità, soprattutto sul piano della sicurezza informatica. Infatti, quando si lavora da casa o da un altro luogo, <strong>la privacy è messa ancora più a rischio, per cui è importante ricordarsi della sicurezza digitale personale e di riflesso del proprio datore di lavoro</strong>.</p>
<p>I dipendenti possono finalmente dimenticare i lati negativi della vita caotica delle grandi città e lavorare in un’atmosfera più confortevole ma, nel contempo, devono affrontare molte sfide per riuscire a continuare ad essere produttivi, riorganizzando il proprio spazio di lavoro e sviluppando nuove abitudini. <span id="Allerta_sicurezza_informatica" class="ez-toc-section"></span></p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17532" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" data-id="17532" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/lavoro-agile-1-680x453-2.jpg 680w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<div>
<div class="cta-wrapper" data-title="Diventa un leader digitale: crea il percorso per te e il tuo team">
<div class="cstm-row">
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</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Mercati dell&#8217;ovest vicentino chiusi dal 2 novembre. Fiva scrive a Zaia per riattivare i 501 posteggi sospesi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/12/03/mercati-dellovest-vicentino-chiusi-dal-2-novembre-fiva-scrive-a-zaia-per-riattivare-i-501-posteggi-sospesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 14:31:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[La chiusura dei mercati di Arzignano, Valdagno, Cornedo, Trissino, Castelgomberto, Chiampo e Brogliano diventa un caso regionale. Nei giorni corsi, infatti, Fiva Coinfcommercio Veneto ha convocato un summit di tutte le associazioni provinciali degli ambulanti per verificare la situazione in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">La chiusura dei mercati di Arzignano, Valdagno, Cornedo, Trissino, Castelgomberto, Chiampo e Brogliano diventa un caso regionale. Nei giorni corsi, infatti, Fiva Coinfcommercio Veneto ha convocato un summit di tutte le associazioni provinciali degli ambulanti per verificare la situazione in ogni singola realtà e capire se anche in altri territori erano state emanate dai Sindaci ordinanze di sospensione dei mercati come avvenuto nell’ovest vicentino. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Alla fine – spiega Martino Forte, presidente della Fiva Confcommercio di Vicenza &#8211; è emerso che solo da noi si è deciso questo vero e proprio lockdown che interessa ben 501 “posteggi” gestiti dagli operatori. Si tratta di imprenditori che da oltre un mese, vale a dire dal 2 novembre, sono bloccati. Le ordinanze dei Comuni scadono venerdì 4 dicembre e noi chiediamo che non vengano prorogate perché si possono fare i mercati in tutta sicurezza, senza colpire tantissime famiglie che vivono di questo lavoro e che sono praticamente a reddito zero”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Da qui la decisione del presidente veneto di categoria, Ilario Sattin, che ha preso carta e penna denunciando la situazione direttamente al presidente della Regione Luca Zaia e all’assessore allo Sviluppo Economico Roberto Marcato. “Vorrei sensibilizzarvi sulla drammatica situazione che stanno vivendo gli operatori del commercio su area pubblica della Valle dell’Agno-Chiampo”, scrive Sattin, ambulanti, aggiunge “che si ritrovano senza reddito e senza la possibilità di accedere ad alcuna forma di “ristoro”. Da qui la richiesta di “valutare la possibilità di prevedere con urgenza una qualche forma di “ristoro” regionale” per il duro periodo che stanno passando”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Gli imprenditori chiedono insomma  l’applicazione del principio che chi è obbligato a fermarsi per valutazioni di sanità pubblica sia adeguatamente sostenuto. “Invece queste famiglie sono abbandonate a sé stesse: non è giusto e non è degno per chi vive onestamente del proprio lavoro”, conclude il presidente di Fiva Confcommercio Vicenza.</span></p>
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		<title>Imprese in crisi, 6 aziende su 10 hanno perso ordini e clienti. Cresce il tasso di disoccupazione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/12/03/imprese-in-crisi-6-aziende-su-10-hanno-perso-ordini-e-clienti-cresce-il-tasso-di-disoccupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 61% delle imprese ha registrato un calo importante degli ordini o ha perso clienti per la frenata dell’economia e l’incertezza crescente generate dell’emergenza Covid con una pesante pressione sulla tenuta dei livelli occupazionali. E’ quanto emerge da una indagine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="gs">
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<p>Il 61% delle <strong>imprese</strong> ha registrato un <strong>calo importante degli ordini</strong> o ha <strong>perso clienti</strong> per la frenata dell’economia e l’incertezza crescente generate dell’emergenza Covid con una pesante pressione sulla tenuta dei livelli occupazionali. E’ quanto emerge da una indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione nazionale di imprese in riferimento all’ultimo <strong>Report Istat</strong> sulle prospettive dell&#8217;<strong>economia italiana</strong> che stima una riduzione del 10% delle unità di lavoro annuali nel 2020 e un <strong>tasso di disoccupazione</strong> in salita all’11% nel 2021.<u></u><u></u></p>
<p>A pesare è il taglio delle commesse che ha riguardato più di 6 imprese su 10 (64%) con anche la perdita clienti storici e consolidati, secondo l’indagine Uecoop. Una situazione preoccupante che genera incertezza per il futuro e frena l’attività delle imprese – sottolinea Uecoop – con la sospensione degli investimenti e dei possibili potenziamenti di organico. Oltre 4 imprese su 10 (44%) non credono che l’Italia potrà riprendersi e recuperare prima di un anno i posti di lavoro persi, continua l’indagine di Uecoop.<u></u><u></u></p>
<p><u></u><u></u>I dati sul lavoro – sottolinea Uecoop – sono il sintomo di una sofferenza sociale ed economica che colpisce imprese e famiglie mettendo a rischio il sistema economico nazionale. L’evolversi della situazione sta mettendo a dura prova la resilienza delle oltre 80mila cooperative italiane che – conclude Uecoop – offrono lavoro a più di <strong>1 milione di persone</strong> dall’agroalimentare alla scuola, dalle costruzioni alla logistica, dal commercio all’informatica, dall’assistenza sociale ai servizi di sicurezza e vigilanza generando un fatturato annuo che supera i <strong>150 miliardi di euro</strong>.<u></u><u></u></p>
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		<title>Smart Working ? E&#8217; più giusto chiamarlo Innovation Work</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2020/12/02/smart-working-e-piu-giusto-chiamarlo-innovation-work/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 20:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[innovation work]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[Smart Working: non è forse questo il termine più giusto per definire il nuovo modo di lavorare; forse è più corretto parlare di Innovation Work, vale a dire una modalità favorita dall’evoluzione tecnologica e dai progressivi aggiornamenti dei processi produttivi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Smart Working:</strong> non è forse questo il termine più giusto per definire il nuovo modo di lavorare; forse è più corretto parlare di<strong> Innovation Work, </strong>vale a dire una modalità favorita dall’evoluzione tecnologica e dai progressivi aggiornamenti dei processi produttivi.</p>
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<p>Innovation work inteso come lavoro innovativo ed al tempo stesso normale, un nuovo modo di lavorare delle nuove generazioni che già oggi viene rodato ed applicato da chi è presente nel mondo del lavoro. Un modo di lavorare che<strong> coniuga l’esigenza di produrre beni e servizi con sempre più elevati livelli di produttività, con l’esigenza di lasciare, a chi è il protagonista del lavoro, spazi sempre più ampi di autonomia</strong> da destinare alle proprie esigenze ed ai propri obiettivi di vita.</p>
<p>L’Innovation work viene inquadrato come <strong>il lavoro al tempo delle Innovation cities, delle modalità di pagamento digitali, delle transazioni ed acquisti on line, trascorrere del tempo su <a href="https://paypal-casinos.ca/">paypal-casinos.ca</a>, della telemedicina, delle modalità di trasporto green, della didattica a distanza</strong> e di tutto ciò che vorticosamente diventa, ogni giorno di più, e a prescindere da epoche straordinarie e drammatiche come quelli che stiamo vivendo, il modello di vita promosso dalla ricerca scientifica e dal progresso tecnologico.</p>
<div id="attachment_17506" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/smartworking2.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-17506" class="size-full wp-image-17506" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/12/smartworking2.jpg" alt="" width="300" height="188" data-id="17506" /></a><p id="caption-attachment-17506" class="wp-caption-text">TLB courtesy: 23/04/2020 &#8211; iStockphoto|</p></div>
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		<item>
		<title>Amazon incentiva l&#8217;e-commerce in Italia: limitarlo è un danno al Sistema Paese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/11/26/amazon-incentiva-le-commerce-in-italia-limitarlo-e-un-danno-al-sistema-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 20:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[commercianti]]></category>
		<category><![CDATA[commercio on line]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[Amazon pigliatutto a discapito dei commercianti “fisici”: non è la prima volta che montano le polemiche che, quest’anno, si sono particolarmente accese sull’onda della pandemia e delle chiusure a livello regionale disciplinate dal Governo.  Una visione bipolare del fenomeno e-commerce: da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amazon pigliatutto a discapito dei commercianti “fisici”</strong>: non è la prima volta che montano le polemiche che, quest’anno, si sono particolarmente accese sull’onda della pandemia e delle chiusure a livello regionale disciplinate dal Governo.  Una <strong>visione bipolare del fenomeno e-commerce</strong>: da un lato si chiede una spinta in direzione del digitale, dall’altro si fa la lotta al fenomeno, da un lato, quando fa comodo, si loda Amazon per la velocità delle consegne e l’efficienza operativa e dall’altro si punta il dito contro la società.</p>
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<p>“Penso che occorra avere considerazione e rispetto per tutti quegli imprenditori, venditori, negozianti che, in un <strong>Paese che si caratterizza per un gap di digitalizzazione storico verso gli altri Paesi europei</strong>, hanno intrapreso la strada dell’omnicanalità e dell’innovazione, diversificando il proprio business e digitalizzando la propria attività per aprire nuovi sbocchi commerciali”, dice <strong>Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es</strong> <strong>(in foto)</strong> nel ricordare che “in Italia ci sono circa 100 piattaforme di diverse dimensioni che vendono online, intermediando prodotti che arrivano da circa 50.000 venditori”.</p>
<p><strong>D.ssa Marseglia, dunque lo shopping online non va bloccato?</strong></p>
<p>Se si bloccano l’e-commerce e i grandi eventi di shopping online come il <strong>Black Friday</strong>, si blocca un canale di vendita per 50.000 realtà, oltre a tutto l’indotto della filiera del <strong>digital retail</strong>, che conta 678mila imprese e 290mila lavoratori, secondo i dati forniti da Netcomm e The European House – Ambrosetti. <strong>Ma soprattutto si blocca una possibilità per tutti coloro che in questo momento non riescono a raggiungere i propri clienti fisicamente</strong>. Da parte nostra, siamo felici di poter dare a 14.000 Pmi la possibilità di continuare a vendere in Italia e di poter sviluppare il proprio export in questo anno così sfidante. Le piccole e medie imprese che vendono su Amazon, nel 2019, hanno registrato vendite all’estero per più di 500 milioni di euro. Di queste, circa 600 hanno superato 1 milione di dollari di vendite. Fino ad oggi, gli impatti positivi registrati hanno permesso alle Pmi di creare oltre 25.000 posti di lavoro.</p>
<p>Penso a un caso che abbiamo messo in luce in questi giorni: l’azienda tessile Zenoni&amp;Colombi di Nembro (BG), guidata da quattro 20enni che hanno puntato sulla qualità del prodotto e sullo sviluppo della vendita online su diversi siti web, tra cui Amazon. Pur essendo situati in un’area molto colpita dalla pandemia, hanno potuto incrementare del 10% le loro vendite quest’anno. <strong>Quello che serve è rendere accessibile la formazione ed i servizi digitali a tutti coloro che ancora non conoscono il potenziale dell’e-commerce</strong>.</p>
<p><strong>Amazon ha battezzato una serie di iniziative proprio per favorire l’avvio dell’e-commerce da parte delle Pmi. Ma considerate le polemiche è evidente che nel nostro Paese c’è scarsa informazione. Può farci il punto della situazione?</strong></p>
<p>Amazon ha una lunga tradizione di investimenti in servizi e strumenti a supporto delle Pmi, fin dal 2000 quando abbiamo aperto il nostro negozio ai rivenditori terzi. Oggi oltre la metà di tutti i prodotti venduti sui siti Amazon nel mondo provengono da milioni di piccole e medie imprese, incluse 14.000 Pmi italiane.</p>
<p><strong>La questione fiscale tiene banco da anni ormai: può dirci esattamente come stanno le cose? Quante tasse paga Amazon in Italia e perché si continua a dire che ne paga troppo poche?</strong></p>
<p>Amazon contribuisce anche al gettito fiscale attraverso le tasse, sia dirette che indirette, che vengono riscosse dal Governo a seguito delle sue attività in Italia. Dal 2015, abbiamo una stabile organizzazione in Italia che registra tutti i ricavi, le spese, i profitti e le imposte dovute in Italia per le vendite al dettaglio su Amazon.it. Nel 2019, i ricavi totali delle attività di Amazon in Italia sono stati di 4,5 miliardi di euro, gli investimenti di 1,8 miliardi di euro e il nostro contributo fiscale complessivo di 234 milioni di euro. Mi sembra che questi numeri, insieme a quelli del numero di posti di lavoro che abbiamo contribuito a creare nei dieci anni di presenza in Italia, raccontino chiaramente il nostro contributo all’economia e allo sviluppo del Paese.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17474" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" data-id="17474" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-1024x576.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Just Eat assume i rider: dal 2021 diventeranno dipendenti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2020/11/11/just-eat-assume-i-rider-dal-2021-diventeranno-dipendenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 21:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[just eat; rider; fattorino; food delivery; contratto]]></category>
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					<description><![CDATA[I rider incaricati di consegnare il cibo a domicilio per Just Eat saranno assunti con un contratto da lavoratori dipendenti, grazie al modello di delivery “Scoober”, che la società del gruppo Just Eat Takeaway.com ha già attivato in alcuni paesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>rider</strong> incaricati di consegnare il cibo a domicilio per <b>Just Eat </b>saranno assunti con un contratto da lavoratori dipendenti, grazie al modello di delivery <strong>“Scoober”</strong>, che la società del gruppo <strong>Just Eat Takeaway.com</strong> ha già attivato in alcuni paesi del gruppo. Questo nuovo inquadramento, spiega Just Eat in una nota, consentirà agli addetti alle consegne di avere più vantaggi e tutele, mantenendo la possibilità di conciliare attività lavorativa a studio e altre attività.</p>
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<p>La scelta di Just Eat è figlia della fusione con la concorrente olandese <strong>Takeaway</strong>, avvenuta pochi mesi fa, che ha portato i vertici aziendali a ripensare l’organizzazione del lavoro.</p>
<p>La formula “Scoober” partirà dal 2021 e prevede che i lavoratori siano “completamente tutelati e assicurati”. Just Eat vuole offrire ai rider le migliori condizioni di lavoro, i migliori vantaggi e tutele possibili, e assicurare loro il miglior inquadramento occupazionale offerto al momento dal panorama italiano. Un nuovo modello che punta a migliorare le tutele dei rider, contribuendo anche a garantire un miglior servizio e maggior valore a clienti e ristoranti.</p>
<p>Il modello “Scoober” prevede contratti full time o part-time, e l&#8217;introduzione di una paga oraria, corrispondente all’intero turno coperto dal rider e non in relazione alle singole consegne, sulle quali invece verrà valutato un ulteriore bonus.</p>
<p>“La decisione di Just Eat apre a una nuova stagione nel mondo dei ciclo-fattorini – dice <strong>Luigi Sbarra</strong>, segretario generale della <strong>Cisl</strong> – ora si tratta di compiere il passo decisivo, applicando ed estendendo il <strong>contratto nazionale della logistica</strong>“.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/ju.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17385" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/ju-300x243.jpg" alt="" width="300" height="243" data-id="17385" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/ju-300x243.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/ju-768x623.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/ju-277x225.jpg 277w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/ju.jpg 801w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<div>
<div class="cta-wrapper" data-title="Trasformazione digitale per PMI: tutto quello che c’è da sapere">
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