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	<title>Medicina &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 Mar 2024 09:19:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Riabilitare pazienti nel recupero fisico, entra in campo la &#8220;Realtà Virtuale&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2021/11/20/riabilitare-pazienti-nel-recupero-fisico-entra-in-campo-la-realta-virtuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Nov 2021 14:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Treviso]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha aperto qualche giorno fa il nuovo centro medico privato autorizzato &#8220;Medical Treviso – Salute in Movimento&#8220;. Una nuova struttura all&#8217;avanguardia situata a Dosson di Casier in via delle Industrie, 13. Il centro si occupa di riabilitazione mettendo in sinergia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha aperto qualche giorno fa il nuovo centro medico privato autorizzato <strong>&#8220;Medical Treviso – Salute in Movimento</strong>&#8220;. <strong>Una nuova struttura all&#8217;avanguardia situata a Dosson di Casier in via delle Industrie, 13</strong>. Il centro si occupa di riabilitazione mettendo in sinergia il servizio medico e quello riabilitativo offrendo dei &#8220;pacchetti riabilitativi completi&#8221; (composti da visita medica, eventuale fisioterapia ed eventuale terapia in acqua).</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Piscina-riabilitativa.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-17706 alignright" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Piscina-riabilitativa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" data-id="17706" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Piscina-riabilitativa-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Piscina-riabilitativa-768x511.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Piscina-riabilitativa-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Piscina-riabilitativa.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Si tratta di un centro di <strong>800 mq complessivi di recente costruzione</strong>. Al piano terra sono presenti 7 ambulatori differenti, dove prestano servizio 11 medici specializzati ed un fisioterapista. Al piano interrato invece c&#8217;è il centro riabilitativo vero e proprio, con piscina riabilitativa, palestra e altri locali per trattamenti e massaggi, oltre ad una vasca idromassaggio. Presenti strumenti diagnostici di ultima generazione ed anche un ambulatorio chirurgico per piccoli interventi in anestesia locale. La palestra riabilitativa è completamente attrezzata. Il centro offre programmi personalizzati incentrati sulla riabilitazione post-infortuni, post-interventi chirurgici ortopedici, recupero della forma fisica dopo periodi di immobilizzazione e in seguito a patologie mediche. &#8220;L&#8217;esercizio fisico è uno dei modi più efficaci per prevenire l&#8217;insorgenza di malattie cardio-vascolari metaboliche e degenerative – spiega il dottor Gianluca Bertoni, direttore sanitario di Medical Treviso &#8211; permette un più rapido e completo recupero dopo un infortunio o dopo un intervento chirurgico ortopedico di spalla, ginocchio, anca, caviglia-piede e vertebrale. <strong>La sinergia con l&#8217;idrokinesiterapia permette di ridurre drasticamente i tempi di recupero</strong>&#8220;.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Tecnologia-VRRS.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-17705 alignleft" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Tecnologia-VRRS-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" data-id="17705" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Tecnologia-VRRS-219x300.jpg 219w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Tecnologia-VRRS-749x1024.jpg 749w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Tecnologia-VRRS-768x1051.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Tecnologia-VRRS-164x225.jpg 164w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2021/11/Tecnologia-VRRS.jpg 908w" sizes="(max-width: 219px) 100vw, 219px" /></a>Con l&#8217;utilizzo del <strong>sistema tecnologicamente innovativo Khymeia VRRS (Virtual Reality Rehabilitation System), utilizzando sensori applicati con delle fasce sul corpo del paziente si sfrutta la &#8220;realtà virtuale&#8221; proiettata su uno schermo per migliorare il recupero motorio, cognitivo, posturale, logopedico</strong>. In sostanza su di uno schermo a grandezza reale posizionato davanti al paziente, attraverso dei sensori collegati al suo corpo, viene ricostruito dal sistema una sorta di &#8220;immagine&#8221; dettagliata delle condizioni fisiche del paziente. A partire da questa il sistema è in grado di fare un quadro della situazione e di programmare un percorso di recupero, con degli esercizi condotti dallo schermo stesso. Insomma la realtà virtuale è al servizio della riabilitazione fisica. Dopo il recupero della funzionalità motoria è possibile lavorare per migliorare forza, resistenza e flessibilità con la supervisione di un laureato in scienze motorie che imposterà attività fisiche adattate alle problematiche dei singoli pazienti.</p>
<p>La piscina invece è strutturata a diverse altezze, per accogliere pazienti di tutte le età, dal bambino all&#8217;adulto con problemi di obesità. &#8220;Il recupero in acqua è più veloce e più confortevole – aggiunge il <strong>dottor Gianluca Bertoni, Direttore Sanitario di Medical Treviso</strong> &#8211; offriamo un percorso riabilitativo all&#8217;interno di una piscina appositamente progettata con il controllo costante dell&#8217;acqua dal punto di vista igienico-sanitario. Non è necessario saper nuotare in quanto la piscina presenta altezze variabili, consentendo l&#8217;utilizzo da parte di tutti, compresi bambini e grandi obesi. Viene proposto un programma personalizzato individuale o a piccoli gruppi omogenei, nel pieno rispetto delle norme anti-COVID. Le sedute sono di 30 minuti e l&#8217;attività viene svolta con il supporto e il controllo di un fisioterapista, che potrà anche utilizzare le immagini di telecamere subacquee fisse per consigliare o monitorare la correttezza degli esercizi.&#8221;. La possibilità di sfruttare il galleggiamento in acqua permette di lavorare con carichi ridotti sulle articolazioni, favorendo un più rapido recupero della forza muscolare e dei movimenti articolari. La temperatura costante dell&#8217;acqua (33°-34°) genera un beneficio su tutto il corpo a livello dei muscoli, delle articolazioni, del sistema nervoso, permettendo una ripresa rapida sia in presenza di problematiche ortopediche che disabilità o difficoltà neuro-motorie. Le patologie trattate sono: lombalgie, lombosciatalgie, cervicoalgie, patologie di ginocchio e anca sia croniche che dopo chirurgia ortopedica, esiti di fratture ossee, infortuni sportivi, osteoporosi, scoliosi, disabilità, esiti di ictus, morbo di Parkinson.</p>
<p><strong>KHYMEIA VRRS</strong><br />
Khymeia VRRS (Virtual Reality Rehabilitation System) è un dispositivo medicale certificato in Classe I brevettato a livello internazionale. Il VRRS è il più avanzato, completo e clinicamente testato sistema di realtà virtuale per la riabilitazione e teleriabilitazione ad oggi esistente. Esiste un HUB centrale al quale è possibile connettere diverse periferiche, permettendo di erogare sino a 20 moduli riabilitativi diversi. Vi sono centinaia di esercizi salvati all&#8217;interno del sistema informatizzato che possono essere utilizzati, oltre alla possibilità di crearne di personalizzati. Il sistema inoltre registra automaticamente ogni attività del paziente, generando un completo ed oggettivo sistema di reportistica. E&#8217; molto semplice da usare, intuitivo e consente un&#8217;immediata e semplice gestione. Si tratta di un unico sistema di un&#8217;ampia gamma di attività riabilitative, personalizzabili e adattabili ad ogni singolo paziente, con applicazioni di riabilitazione motoria, cognitiva, posturale, e logopedica, anche in ambienti di realtà virtuale immersiva.</p>
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		<title>Crisanti lascia l’Università di Padova e si trasferisce allo Spallanzani ? L&#8217;ufficialità è ormai nell&#8217;aria</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/10/30/crisanti-lascia-luniversita-di-padova-e-si-trasferisce-allo-spallanzani-lufficialita-e-ormai-nellaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 12:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; fsu jersey johnny manziel jersey penn state jersey florida jersey johnny manziel jersey penn state jersey penn state jersey fsu jersey justin jefferson lsu jersey brock purdy jersey keyvone lee jersey florida jersey penn state jersey penn state jersey [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div class="content-main-column-inner">
<div class="entry-content-body" data-amp="amp-text">
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<p>Il professor <strong>Andrea Crisanti</strong> sarebbe vicinissimo a lasciare l’<strong>Università di Padova</strong> per trasferirsi allo <strong>Spallanzani</strong>, centro nazionale per le malattie infettive e inizia a giocare d&#8217;azzardo, in particolare, su <a href="https://slotogate.com/es/table-games/craps/">https://slotogate.com/es/table-games/craps/</a>. Per Crisanti sarebbe un ritorno a casa, a Roma. A fine anno, andrà in pensione la scienziata<strong> Maria Rosa Capobianchi</strong>, che per prima ha isolato il virus in Italia, e lo Spallanzani avrebbe scelto Crisanti per sostituirla. Il professore assumerebbe l&#8217;incarico di direttore del dipartimento di Virologia. Le polemiche con il governatore del Veneto <strong>Luca Zaia</strong> avrebbero probabilmente inciso in modo determinante. Il professor Crisanti contesta il ricorso ai cosiddetti &#8220;tamponi rapidi&#8221;, molto spinti dalla Regione Veneto. Crisanti sostiene che questa tipologia di tamponi non dia certezze e quindi non sia efficace. Tra Zaia e Crisanti permane una distanza incolmabile e quindi il professore sarebbe ormai vicinissimo all&#8217;addio all&#8217;Università della Città del Santo. Per l&#8217;ufficialità sembra oramai una questione di ore.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
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		<title>La Regione Veneto stanzia 20 milioni di euro per l&#8217;ospedale di Piove di Sacco</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/10/07/la-regione-veneto-stanzia-20-milioni-di-euro-per-lospedale-di-piove-di-sacco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 21:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione considera strategico l&#8217;ospedale &#8220;Immacolata Concezione&#8221; di Piove di Sacco e destina 20 milioni di euro al nosocomio della provincia padovana.  Nello specifico, come illustrato dal direttore generale dell’Usl 6 Euganea Domenico Scibetta, si procederà con l’adeguamento strutturale del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione considera strategico l&#8217;ospedale &#8220;<strong>Immacolata Concezione&#8221; di Piove di Sacco</strong> e destina 20 milioni di euro al nosocomio della provincia padovana.  Nello specifico, come illustrato dal direttore generale dell’Usl 6 Euganea <strong>Domenico Scibetta</strong>, si procederà con l’adeguamento strutturale del Monoblocco (9 milioni di euro), la realizzazione di un nuovo plesso per attività diurne ambulatoriali (8,3 milioni euro), l’adeguamento funzionale del Monoblocco mediante ampliamento blocco operatorio (1,5 milioni di euro), e con interventi di adeguamento dell’impiantistica di base (1,2 milioni euro). Tutto questo al netto di ciò che è già in programma come il nuovo polo endoscopico, i nuovi ambulatori per la libera professione, una nuova sede per l’Odontoiatria di comunità, e un co-generatore alimentato a gas naturale per la produzione di energia e il recupero del calore di scarto per il riscaldamento che per la produzione di acqua calda sanitaria. A detta del direttore generale Scibetta, la Regione, con questi importanti investimenti, assegna al polo ospedaliero di Piove di Sacco un ruolo sanitario strategico, non solo per i residenti nella <strong>Saccisica,</strong> ma per l’intera <strong>Uls 6 Euganea</strong>”.</p>
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</div>
<p>“Il presidio di Piove di Sacco – aggiunge <strong>Fabrizio Boron</strong>, presidente della commissione regionale Sanità – si conferma l’ospedale di riferimento dell’intero sud-est della provincia di Padova. Gli interventi programmati, che hanno natura di <strong>immediata cantierabilità</strong>, fanno parte di un più ampio programma di ammodernamento, e ristrutturazione edilizia per un fabbisogno complessivo stimato in 50 milioni di euro&#8221;.</p>
<p>“Ci è stato presentato – aggiunge il <strong>sindaco piovese Davide Gianella</strong> – un importante piano di sviluppo infrastrutturale sulla cui realizzazione vigileremo, anche perché alla fine sono i fatti che parlano. Rimane l’importante criticità dell’area materno infantile e della Pediatria, da riattivare in una logica territoriale ampia”.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/10/ospedalepiove.png"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17276" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/10/ospedalepiove-300x141.png" alt="" width="300" height="141" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/10/ospedalepiove-300x141.png 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/10/ospedalepiove.png 491w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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		<item>
		<title>Un vademecum per riaprire e rilanciare gli alberghi di Abano e Montegrotto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/04/26/un-vademecum-per-riaprire-e-rilanciare-gli-alberghi-di-abano-e-montegrotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 22:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Centro Studi Termali Pietro d’Abano ha redatto un vademecum di comportamenti da tenere per rispettare le indicazioni delle autorità sanitarie contro il coronavirus e, di conseguenza, per assicurare ai clienti degli hotel termali una vacanza sicura. Allo sviluppo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Centro Studi Termali Pietro d’Abano </strong>ha redatto un<strong> vademecum </strong>di comportamenti da tenere per rispettare le indicazioni delle autorità sanitarie contro il <strong>coronavirus</strong> e, di conseguenza, per assicurare ai clienti degli hotel termali una<strong> vacanza sicura.</strong> Allo sviluppo di questo vademecum ha collaborato anche <strong>Giorgio Palù</strong>, professore di Microbiologia e Virologia all’Università di Padova e ai Dipartimenti di Neurosciences and Science and Technology della Temple University di Philadelphia.</p>
<p>Le linee guida del vademecum, che verranno condivise con imprese, parti sociali e associazioni di categoria, riguardano le strutture ricettive di uno dei più importanti complessi termali d’Europa: quello  di <strong>Abano, Montegrotto e dei Colli Euganei, nella provincia di Padova</strong>.</p>
<div id="adv-video-article">Il vademecum segue &#8220;l<cite>e principali indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Oms e le più recenti normative nazionali</cite>&#8221; spiega <strong>Fabrizio Caldara</strong>, <strong>direttore del Centro</strong>.</div>
<div>Quali sono dunque queste <strong>indicazioni</strong>? Prima di tutto nel testo viene sottolineata l’importanza di sanificare gli spazi comuni degli alberghi e delle camere dove risiederanno gli ospiti. I diktat proseguono con le indicazioni per check in e check out, l’obbligatorietà di mantenere distanze di sicurezza, le modalità per accedere alle sale comuni e usare palestre e piscine.</div>
<p>&#8220;<cite>La valutazione e una verifica costante del rischio</cite> – evidenzia il professor Palù &#8211; <cite>permette di attuare, sia a livello strutturale che professionale e igienico-sanitario, tutte quelle misure di risposta immediata che rendono possibile l’identificazione, l’isolamento e l’opportuno trattamento di eventuali sorgenti d’infezione</cite>&#8220;.</p>
<p>Ricordiamo che gli alberghi di Abano e Montegrotto accolgono strutture capaci di offrire cure termali e accreditate al Servizio Sanitario Nazionale. &#8220;<cite>Proprio la <strong>sicurezza</strong></cite> – precisa <strong>Umberto Carraro, Presidente del Consorzio Terme Colli</strong> &#8211; <cite>sarà un valore ricercato dai turisti e le Terme di Abano e Montegrotto, grazie alla serietà dei protocolli attivati e alla decennale esperienza in studi scientifici e centri sanitari, dimostrano ancora una volta di essere un’eccellenza su questo fronte</cite>&#8220;.</p>
<p>L’intento del vademecum del Centro Studi Termali Pietro d’Abano è quello di trovare <strong>soluzioni</strong> condivise ai problemi legati all<strong>’emergenza del Covid-19</strong>. &#8220;<cite>Il protocollo è un primo riferimento che si propone con spirito collaborativo ad altre simili iniziative. Le aziende potranno ora iniziare il recepimento nei propri documenti aziendali delle misure utili a ridurre il rischio contagio e la tutela di ospiti e lavoratori</cite>&#8220;, concludono Fabrizio Caldara e <strong>Aldo Buja (Presidente Gestione Unica).</strong></p>
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		<item>
		<title>A Schiavonia è nata la prima bambina dopo il lockdown e Padova avrà due nuovi poli ospedalieri</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/04/22/a-schiavonia-e-nata-la-prima-bambina-dopo-il-lockdown-e-padova-avra-due-nuovi-poli-ospedalieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 12:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[polo ospedaliero]]></category>
		<category><![CDATA[schiavonia]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Giordani]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel Punto Nascite del Covid Ospidal della provincia di Padova, martedì 21 aprile ha visto la luce Giorgia, prima neonata dal lockdown ad oggi. Tre chili e mezzo di vita e di speranza, in un epoca insidiosa e difficile, come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Punto Nascite del <strong>Covid Ospidal</strong> della provincia di Padova, martedì 21 aprile ha visto la luce <strong>Giorgia</strong>, <strong>prima neonata</strong> dal lockdown ad oggi. Tre chili e mezzo di vita e di speranza, in un epoca insidiosa e difficile, come questa contrassegnata dal coronavirus .</p>
<p>Nel contempo, <strong>Padova</strong> &#8220;festeggia&#8221; la firma sull&#8217;accordo di programma per la realizzazione del <strong>nuovo policlinico cittadino. L</strong>a struttura sarà costituita da <strong>due poli ospedalieri</strong>, il primo, ristrutturato, in via Giustiniani e il secondo, totalmente nuovo, a Padova Est.</p>
<p>Molto soddisfatto, nel suo commento, è risultato il presidente della regione Veneto <strong>Luca Zaia</strong>. &#8220;Oggi è una giornata storica, tutti dicevano che non ce l&#8217;avrei  fatta. Il gioco di squadra, con tutte le parti in causa, è stato decisivo. Stiamo parlando di <strong>due ospedali da 900 posti letto</strong> ciascuno: quello di via Giustiniani, che sarà l&#8217;ospedale dei padovani, e quello di Padova Est, dove sorgerà un policlinico universitario per la cura e la ricerca. Nel luglio 2018 abbiamo firmato il primo accordo di programma, nel novembre 2018 c&#8217;è stato il passaggio di proprietà e adesso è arrivata la variante urbanistica odierna. I tempi per la realizzazione? All&#8217;incirca ci vorranno otto anni, ma non dipenderà solo da noi. La realizzazione dei due poli costerà mezzo miliardo di euro, e sono convinto che servirà anche un campus universitario in zona. Ringrazio, tra gli altri, il sindaco di Padova <strong>Sergio Giordani</strong>, con cui c&#8217;è stata da subito una grandissima collaborazione».</p>
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		<title>Coronavirus, storia di negligenza, errori e troppi ritardi -VIDEO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 08:54:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[Più di 40 giorni, tanto è passato dal primo caso di Covid-19 riscontrato in Italia. Da allora ad oggi la situazione è nota a tutti. Ma siamo davvero sicuri che tutto sia iniziato il 20 febbraio? A dicembre, tra Lombardia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di 40 giorni, tanto è passato dal primo caso di Covid-19 riscontrato in Italia. Da allora ad oggi la situazione è nota a tutti. Ma siamo davvero sicuri che tutto sia iniziato il 20 febbraio?</p>
<p>A dicembre, tra Lombardia e Veneto, c’è stato un gran numero di casi (anomali) di polmonite acuta a cui i medici non hanno saputo dare alcuna spiegazione sulla provenienza, troppi pazienti con la stessa patologia. Il Ministero della Salute ha provveduto in data 5 gennaio a redigere in fretta e furia una comunicazione inviata a tutte (ma c’è chi dice di non aver mai ricevuto nulla) le strutture ospedaliere in cui si portava all&#8217;attenzione di un virus che colpisce molti individui. Ora la domanda sorge spontanea, è possibile che dopo i tanti casi riscontrati a dicembre nessuno si sia accorto della gravità della situazione?</p>
<p>E ancora, dopo la comunicazione del Ministero (secondo campanello d&#8217;allarme) del 5 gennaio non era il caso di valutare in maniera diversa il da farsi? Infine, e forse è questo il quesito che maggiormente lascia tanti dubbi, dopo lo stato di emergenza dichiarato dal Governo in data 31 gennaio, non si è perso troppo tempo? Possibile che nessuno abbia avviato immediatamente un protocollo per mettersi ai ripari da un nemico sconosciuto?</p>
<p>Se analizziamo la situazione, scopriamo che ai primi di febbraio con l&#8217;emergenza in corso, per volontà di &#8220;qualcuno&#8221; (Di Maio n.d.r.) è stato inviato un carico importante di materiale sanitario, tra cui mascherine e vari dispositivi di sicurezza, in Cina in soccorso di chi stava già contrastando l’emergenza virus, riducendo al minimo le scorte per il nostro paese che da lì a breve ne avrebbe avuto un gran bisogno.</p>
<p>In sostanza, abbiamo buttato all&#8217;aria due mesi interi prima di capire che il Coronavirus non era una semplice influenza come dichiarato da molti, salvo poi fare dietrofront una volta che gli stessi sono stati contagiati. Ora la domanda sorge spontanea, quanto tempo passerà prima di poter tornare alla normalità? E se lo avessimo combattuto già a dicembre oggi saremmo completamente fuori da ogni pericolo? Purtroppo le domande sono ancora molte e il timore è che non troveranno mai risposta, intanto le aziende italiane sono al collasso, liberi professionisti e piccoli artigiani hanno rasentato il fondo e la situazione futura non prevede nulla di buono. A questo punto non ci resta che sperare.</p>
<p><strong>ALLARME</strong>&#8211; Il 2020 sarà  ricordato come l&#8217;anno della pandemia, una vera e propria guerra che ha coinvolto il mondo intero. Già perchè di guerra si può parlare oggi, contro un nemico vigliacco e invisibile. Ma com’è possibile che già nel 2015 tante voci, troppe, venute a galla solo in questi giorni predicassero l’allerta per un virus letale capace di infettare ed uccidere chiunque e in ogni dove?</p>
<p>Era il 2015 quando Bill Gates in uno dei suoi tanti congressi parlò proprio di questo: &#8220;Ogni governo sta investendo miliardi in armamenti, nella preparazione dei propri eserciti ad una guerra che in realtà non avverrà sul campo. Nei prossimi decenni saremo costretti a fronteggiare un nemico invisibile, un virus che colpirà chiunque e ucciderà senza dare tregua. Nessuno sta investendo abbastanza nello studio di farmaci, la situazione è sottovaluta e quando ci troveremo a fronteggiarla sarà troppo tardi.&#8221;</p>
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<p><strong>ANCHE L’ITALIA SAPEVA</strong>&#8211; Nei giorni scorsi sui social girava un altro video che oggi fa gridare allo scandalo. Il servizio della trasmissione Leonardo, programma scientifico di punta della rete nazionale Rai 3,  portava a conoscenza di un virus costruito in un laboratorio cinese. Ci sono state varie smentite, si è detto che non c’è nessuna associazione tra quel filmato e il reale problema del Coronavirus, fatto sta che da quanto si apprende sembra corrispondere ogni elemento. Purtroppo nessuno ci dirà mai cos’è successo veramente e, vista la pandemia attuale, chissà cosa ci riserverà il futuro.</p>
<div style="width: 680px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-16193-2" width="680" height="383" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Coronavirus-2015.mp4?_=2" /><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Coronavirus-2015.mp4">https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Coronavirus-2015.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CRISI SANITARIA ED ECONOMICA</strong>&#8211; Intanto l&#8217;Italia piange per i decessi, che sfiorano 15 mila unità in tutto il paese e le strutture ospedaliere prese d&#8217;assalto con medici e infermieri costretti a turni massacranti. Il primo spiraglio di luce arriva, fortunatamente, dal numero di pazienti guariti, quasi 20 mila. Una volta superata l&#8217;emergenza Covid-19 bisogna pensare alla ripartenza economica, l&#8217;attuale DPCM in vigore fino al 13 aprile non sarà probabilmente l&#8217;ultimo in ordine cronologico ma visti i numeri, che ancora oggi sono elevati, c&#8217;è il rischio di dover prolungare la quarantena con conseguente chiusura di gran parte delle attività. Ma se così fosse come potrebbero sopravvivere le piccole e medie imprese? Sarà fondamentale continuare ad ispirarsi al vecchio detto &#8220;La speranza è l&#8217;ultima a morire&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-16204" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Dati-coronavirus-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Dati-coronavirus-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Dati-coronavirus.jpg 593w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;influenza stagionale cala in Veneto, finora colpite oltre 389 mila persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 16:22:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante l’attenzione sia in massima parte dedicata a seguire gli sviluppi del coronavirus, la Direzione Prevenzione della Regione Veneto sta monitorando anche l’andamento dell’influenza stagionale. Nell’Ultima settimana valutata (24 febbraio-1 marzo) il tasso d’incidenza è sceso a 6,11 casi per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante l’attenzione sia in massima parte dedicata a seguire gli sviluppi del <strong>coronavirus</strong>, la Direzione Prevenzione della <strong>Regione Veneto</strong> sta monitorando anche l’andamento dell’i<strong>nfluenza stagionale</strong>.</p>
<p>Nell’Ultima settimana valutata (24 febbraio-1 marzo) il tasso d’incidenza è sceso a 6,11 casi per mille abitanti (8,24 casi per mille abitanti la scorsa settimana), inferiore alla media nazionale che è del 9,48 per mille, rispetto al picco di 10,83, registrato in Veneto nella sesta settimana del 2020. Complessivamente, l’influenza ha colpito finora <strong>389.500 persone</strong>, 29.900 delle quali nell’ultima settimana.</p>
<p>L’età maggiormente colpita è sempre quella tra 0 e 4 anni, ma con un tasso di notifica in forte calo, sceso a 18,94 per mille contro il 21,03 per mille della scorsa settimana. Segue la seconda fascia pediatrica (5-14 anni) con 12,08 per mille contro18,56 casi per mille precedente, anche questa forte in calo. Diminuzione, ma contenuta, per la fascia centrale d’età (15-64 anni) con 5,46 casi per mille. Dopo una piccola crescita la scorsa settimana, in questa è scesa anche l’incidenza negli ultrasessantacinquenni, fissata a 1,88 casi per mille contro il 2,37 per mille del passato rilevamento..</p>
<p>In tutto, i casi gravi segnalati sono stati 12, con 3 decessi. Entrambi i dati sono, al momento, i più bassi dalla stagione 2014-2015, quando si iniziò a monitorare le complicanze.</p>
<p>“Sulla base di questi dati – dice l’<strong>Assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin</strong> – i nostri esperti confermano che il periodo dell’influenza stagionale si avvia a conclusione”.</p>
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		<title>All&#8217;ospedale di Monselice arrivano le &#8220;Estetiste dell&#8217;Anima&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/uncategorized/2020/01/25/allospedale-di-monselice-arrivano-le-estetiste-dellanima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2020 12:06:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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		<category><![CDATA[estetica dell'anima]]></category>
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					<description><![CDATA[“Riparto da me!”. Si chiama così il nuovo servizio di estetica oncologica, gratuito, promosso dall’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice (PD). Due estetiste oncologiche volontarie, Lisa Olivato e Patrizia Tarussello, propongono ai pazienti dell’Unità operativa complessa di Oncologia un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Riparto da me!”</strong>. Si chiama così il nuovo servizio di <strong>estetica oncologica</strong>, gratuito, promosso dall’<strong>Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice (PD)</strong>. Due estetiste oncologiche volontarie, <strong>Lisa Olivato e Patrizia Tarussello</strong>, propongono ai pazienti dell’Unità operativa complessa di Oncologia un “<strong>programma di bellezza” per imparare a gestire i cambiamenti nel periodo di cura e migliorare così la qualità di vita.</strong></p>
<p>Sui lettini precedentemente utilizzati per la chemioterapia, ai pazienti vengono proposti make-up, trattamenti viso, massaggi, manicure e riflessologia plantare. Una scelta voluta per addolcire il ricordo dei luoghi di cura. Spiega la dottoressa <strong>Rita Chiari</strong>, responsabile dell&#8217;Unità operativa complessa di Oncologia a Monselice: «<strong>Improvviso, inaspettato, travolgente, il cancro irrompe nel cammino di vita delle persone, sconvolgendo la loro esistenza. Lo stato di malattia altera profondamente gli equilibri personali. Il laboratorio “Riparto da me!” nasce dall’esigenza di investire in umanizzazione delle cure e per dare centralità e valore alla persona sofferente</strong>.</p>
<p>Aggiunge l&#8217;estetista Lisa Olivato: « <strong>Non sono io che dono, sono io che ricevo, perché il tempo di queste persone è più prezioso del mio: io vedo l&#8217;estetica non come l&#8217;estetica dell&#8217;apparenza, ma come l’estetica del benessere tra anima e corpo,</strong> un connubio che dà splendidi risultati. Un ripartire, autenticamente, da sé».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nuova scoperta sui PFAS, sarebbero capaci di alterare il profilo di coagulazione del sangue</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/24/nuova-scoperta-sui-pfas-sarebbero-capaci-di-alterare-il-profilo-di-coagulazione-del-sangue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 12:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[territorio veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo studio degli scienziati padovani sulle conseguenze sulla salute dell’uomo derivanti dall’esposizione ambientale ai composti perfluoroalchilici (PFAS): sarebbero capaci di alterare il profilo di coagulazione del sangue. In particolare, ciò che appare nell’ultima ricerca diffusa dall’Università di Padova è la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo studio degli scienziati padovani sulle conseguenze sulla salute dell’uomo derivanti dall’esposizione ambientale ai composti <strong>perfluoroalchilici</strong> (<strong>PFAS</strong>): sarebbero capaci di alterare il profilo di coagulazione del sangue. In particolare, ciò che appare nell’ultima ricerca diffusa dall’<strong>Università di Padova</strong> è la capacità dello <strong>PFOA</strong>, il principale <strong>inquinante ambientale</strong> nel <strong>territorio veneto</strong>, di interferire con i meccanismi della coagulazione del sangue.</p>
<p>A diffondere i risultati il team del professor <strong>Carlo Foresta</strong>, professore ordinario di endocrinologia dell’Università degli studi di Padova, in collaborazione con il dottor Luca De Toni e il dottor Andrea Di Nisio, che hanno pubblicato gli esiti sull’importante rivista scientifica internazionale “International Journal of Molecular Sciences”.</p>
<p>Questa ricerca nasce dalle osservazioni epidemiologiche riportate sia in studi internazionali che dal Servizio Epidemiologico Regionale e indicative di un aumentato rischio cardiovascolare associato all’inquinamento da PFAS. Va precisato che la normale fluidità del sangue è mantenuta dall’equilibrio tra elementi che ne bloccano la coagulazione e altri che la stimolano. In questo delicato dialogo giocano un ruolo chiave le piastrine, microscopiche componenti del sangue capaci di percepire la presenza di danni ai vasi sanguigni e di innescare molto rapidamente il processo della coagulazione, al fine di impedire i fenomeni emorragici. Tutto questo avviene in condizioni di normalità, ma in presenza di fattori di rischio cardiovascolari quali il fumo di sigaretta, il diabete e l’eccessivo peso corporeo, l’equilibrio si rompe rendendo le piastrine molto più reattive e inclini ad innescare la coagulazione. Il risultato sono l’infarto cardiaco e l’ictus cerebrale.</p>
<p>“Stando alle nostre scoperte, lo PFOA sarebbe in grado di attivare le piastrine, rendendole più suscettibili alla coagulazione, anche in condizioni normali, predisponendo ad un aumento del rischio cardiovascolare”, spiega il professor Foresta. “Il meccanismo attraverso il quale lo PFOA si suppone alteri l’equilibrio della coagulazione sanguigna è complesso: sembra infatti che l’inquinante agisca modificando la struttura della membrana cellulare delle piastrine, ovvero la struttura che protegge le cellule ematiche e ne media l’interazione specifica con i diversi tessuti corporei. In sostanza, studi in vitro hanno documentato, oltre alla modificazione della struttura della membrana, parametri piastrinici che esprimono una maggior propensione all’aggregazione piastrinica e quindi alla coagulazione”.</p>
<p>Il significato clinico di queste sperimentazioni è stato poi approfondito eseguendo, in collaborazione col professor Paolo Simioni dell’Università di Padova, dei test di valutazione dell’attività piastrinica in 78 soggetti con diversi livelli di esposizione a PFAS. “I risultati emersi hanno confermato dei segnali di aumentata attivazione piastrinica con conseguente incremento della propensione all’aggregazione delle stesse”, precisa ancora Foresta. “Questi dati potrebbero spiegare l’osservazione epidemiologica tra PFAS e patologie cardiovascolari, soprattutto se sussistono altri fattori di rischio noti per queste patologie, come diabete, obesità, fumo e alcol”.</p>
<p><strong>I PFAS</strong> I composti perfluorurati (PFAS) sono sostanze chimiche di sintesi che vengono utilizzate per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti, ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa; possono essere presenti in pitture e vernici, farmaci e presidi medici. I PFAS sono ritenuti contaminanti emergenti dell’ecosistema data la loro elevata resistenza termica e chimica, che ne impedisce qualsiasi forma di eliminazione favorendone l’accumulo negli organismi. In alcune regioni del mondo (Mid-Ohio Valley negli USA, Dordrecht in Olanda, e Shandong in Cina) ed in particolare in alcune zone della Regione Veneto è stato rilevato un importante inquinamento da PFAS nel territorio, soprattutto nelle falde acquifere delle province di Vicenza, Padova e Verona.</p>
<p><strong>GLI STUDI PRECEDENTI</strong> Le caratteristiche dei PFAS, quali la loro elevatissima stabilità agli agenti chimici e alla temperatura, nonché la persistenza nell’ambiente, sono diventati concetti di dominio pubblico, così come la capacità di questi composti di interferire con il normale funzionamento degli ormoni sessuali sia nell’uomo che nella donna. I PFAS sono riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale come interferenti endocrini e correlati a patologie endocrine, come ad esempio le tireopatie, displipidemie, infertilità e poliabortività. In due studi americani su più di 10.000 soggetti queste sostanze sono state associate ad un aumentato rischio di patologie cardiovascolari, come coronaropatie, infarto, angina, ipertensione, indipendentemente dai fattori di rischio noti. Va infine ricordato che anche la ricognizione epidemiologica della Regione Veneto riguardo le manifestazioni cliniche riscontrate dall’analisi del Servizio Epidemiologico Regionale ha riscontrato, nei 21 comuni dell’area rossa a massima esposizione da PFAS, un incremento della prevalenza di alcune patologie e condizioni cardiovascolari (diabete mellito, cardiopatie ischemiche, ictus, ipertensione) e dei corrispondenti indicatori di mortalità.</p>
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		<title>&#8220;Progetto BioRescue&#8221;: l&#8217;Università di Padova partecipa alla salvaguardia del rinoceronte bianco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 23:45:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
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		<category><![CDATA[rinoceronte bianco]]></category>
		<category><![CDATA[unipd]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;agosto 2019, un team di scienziati e conservazionisti, tra cui quotati esponenti dell&#8217;Università di Padova, ha inaugurato una nuova procedura volta ad evitare l&#8217;estinzione del rinoceronte bianco. Il team ha ripetuto la procedura con le due femmine di rinoceronte bianco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;agosto 2019, un team di scienziati e conservazionisti, tra cui quotati esponenti dell&#8217;Università di Padova, ha inaugurato una nuova procedura volta ad evitare l&#8217;estinzione del <strong>rinoceronte bianco</strong>. Il team ha ripetuto la procedura con le due femmine di rinoceronte bianco <strong>Najin</strong> e <strong>Fatu</strong> il 17 dicembre 2019, nella riserva di Ol Pejeta in <strong>Kenya</strong>. Gli animali sono stati posti sotto anestesia generale e nove ovociti &#8211; tre di Najin e sei di Fatu &#8211; sono stati prelevati dalle ovaie degli animali con una sonda guidata da ultrasuoni. L&#8217;anestesia e il prelievo degli ovuli sono andati a buon fine, senza complicazioni. Gli ovociti sono stati trasportati immediatamente al Laboratorio Avantea in Italia. Dopo l&#8217;incubazione e la maturazione, quattro ovociti di Fatu e uno di Najin sono stati fecondati con sperma, utilizzando una procedura chiamata ICSI (Intra Cytoplasm Sperm Injection). Uno dei cinque ovuli fecondati da Fatu si è sviluppato in un embrione vitale con l&#8217;aiuto di Geri®, un innovativo incubatore da banco con capacità di monitoraggio continuo integrato degli embrioni, progettato per fornire un ambiente di incubazione individualizzato e indisturbato, donato da Merck. L&#8217;embrione viene ora conservato in azoto liquido insieme ai due embrioni generati della precedente procedura.</p>
<p>Il Progetto è seguito per l’Università di Padova dalla professoressa Barbara de Mori, Direttore del Laboratorio di Etica per la Medicina Veterinaria, la quale ha dichiara: &#8220;Come i precedenti, anche questo nuovo embrione è stato creato nel rispetto di una rigorosa <strong>valutazione etica</strong> di tutte le procedure coinvolte, tutelando il benessere di Najin e Fatu in tutti i suoi aspetti. Tutti gli attori coinvolti, come la volta precedente, hanno partecipato alla valutazione etica, confermando l&#8217;importanza di portare avanti questo progetto per dare alle due femmine di rinoceronte bianco del Nord la possibilità di far crescere la loro prole e, si spera, di <strong>salvare la loro specie</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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