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	<title>Politica &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Regione Veneto, ecco quanto hanno speso i candidati per la campagna elettorale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2021/11/24/regione-veneto-ecco-quanto-hanno-speso-i-candidati-per-la-campagna-elettorale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 15:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;elenco delle spese elettorali sostenute dai consiglieri regionali del Veneto eletti nel 2020 è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione. Al netto del presidente della Regione Luca Zaia, che dichiara di non aver sostenuto spese elettorali e di non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>L&#8217;elenco delle <strong>spese elettorali</strong> sostenute dai <strong>consiglieri regionali</strong> del <strong>Veneto</strong> eletti nel 2020 è stato pubblicato sul <strong>Bollettino ufficiale della Regione</strong>. Al netto del <strong>presidente</strong> della <strong>Regione Luca Zaia</strong>, che dichiara di non aver sostenuto spese elettorali e di non aver ricevuto alcun contributo, la più parsimoniosa degli eletti risulta <strong>Silvia Cestaro</strong> (lista Zaia presidente), che ha speso appena 853,55 euro, di cui 791,78 di risorse proprie e 61,77 di servizi offerti dalla <strong>Liga Veneta</strong> per Salvini premier.</div>
<div>
Il presidente del Consiglio, <strong>Roberto Ciambetti</strong>, è invece tra chi <strong>ha speso di più</strong>, con ben <strong>39.437,66</strong> euro, tutti di tasca sua. Lo batte lo speaker dell&#8217;opposizione, <strong>Arturo Lorenzoni</strong>, che con una spesa di <strong>68.683,52 euro</strong>, di cui 42.297 di risorse proprie e 26.186,52 di donazioni, è il consigliere eletto che ha investito di più nella campagna elettorale. Del resto era candidato alla presidenza della Regione. Segue, nell&#8217;elenco visionato &#8220;dall&#8217;<strong>Agenzia Dire</strong>&#8220;, il portavoce del Partito democratico <strong>Giacomo Possamai</strong>, con ben <strong>54.761,65 euro</strong>, tutti provenienti da donazioni.</div>
<div>Curioso è poi il caso del consigliere dem <strong>Jonatan Montanariello</strong>, che a fronte di una spesa elettorale di 8.725,38 euro, ha tirato fuori di tasca propria 42,18 euro. Tra gli assessori, l&#8217;unico a non essersi candidato al Consiglio regionale è stato <strong>Federico Caner</strong>. Gli altri sei si sono candidati, sono stati eletti e sono poi decaduti lasciando il posto ad altri una volta nominati assessori. Tra questi, a spendere di più è stato <strong>Roberto Marcato</strong>, <strong>37.607,04 euro</strong>. <strong>Gianpaolo Bottacin</strong> è invece quello che ha speso meno, appena <strong>6.623,89 euro</strong>. Spicca infine l&#8217;assessore <strong>Elena Donazzan</strong>, che ha ricevuto donazioni per ben <strong>68.750 euro</strong> ma ha poi speso solo 24.620,75 euro, restituendo il resto.</div>
<div></div>
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		<title>Programma di sviluppo rurale, quasi 10 milioni a disposizione di imprese venete. Coldiretti:&#8221;Risorse insufficienti&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/10/04/programma-di-sviluppo-rurale-quasi-10-milioni-a-disposizione-di-imprese-venete-coldirettirisorse-insufficienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2020 15:18:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la pubblicazione delle ultime graduatorie relative alle misure del Programma di Sviluppo Rurale arriva altra linea vitale per la campagna veneta. Lo annuncia Coldiretti Veneto facendo riferimento al bando “Creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole” riservato agli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Con la pubblicazione delle ultime graduatorie relative alle misure del <strong>Programma di Sviluppo Rurale</strong> arriva altra linea vitale per la <strong>campagna veneta</strong>.</div>
<div>Lo annuncia Coldiretti Veneto facendo riferimento al bando “<strong>Creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole</strong>” riservato agli <strong>agriturismi</strong>, alle <strong>fattorie didattiche</strong> e <strong>fattorie sociali</strong>.</div>
<div>Su <strong>140 ammesse </strong>le aziende che riceveranno il finanziamento sono ben<strong> 79, </strong>un risultato che supera di gran lunga le aspettative raggiungendo il 56% per un totale di <strong>9.540.000 euro</strong>. Tuttavia la soddisfazione giunge solo a metà perchè rimane un alto numero di imprese a secco di fondi, non per mancanza di parametri stabiliti dall&#8217;Europa ma solamente per una questione di elevati punteggi richiesti in fase di ammissione.</div>
<div>&#8220;Il punteggio base richiesto 25 punti: sono state finanziate solo quelle da 41 punti in su, mai visto punteggi così elevati&#8221; &#8211; spiega Coldiretti Veneto &#8211;  Per l&#8217;azione 4.1.1 “Investimenti per migliorare le prestazioni e la sostenibilità globale dell’azienda” ovvero quegli interventi di miglioramento aziendale soprattutto tecnologici e innovativi i progetti presentati in pianura sono 581, ma solo 124 finanziate, il 22%. In montagna su 105 domande ammesse,  36 quelle accolte il 34%.  In sostanza 160 istanze su 686 pari a 22 milioni di euro di fondi europei.</div>
<div>&#8220;I numeri per accedere ai contributi esprimono una classe di imprenditori agricoli qualificata &#8211; sostiene Coldiretti Veneto &#8211;  data dal titolo di studio, laurea o diploma in agraria,  dalla qualità e certificazione delle produzioni: a denominazione o biologica, ma le risorse ridotte impediscono ad una miriade di altre realta&#8217; agricole di essere finanziate e di fare il salto imprenditoriale&#8221;.</div>
<div>A fronte di una disponibilita&#8217; di 22 milioni sono state presentate domande per 67 milioni. Significa &#8211; dice Coldiretti Veneto-  che non sono più sufficienti gli stanziamenti europei del Psr. La centralità dell&#8217;agricoltura e&#8217; stata testimoniata nella fase del lock down come volano economico ed occupazionale. Tuttora con la ripresa dall&#8217;emergenza sanitaria le aziende agricole spingono con nuove progettualita&#8217;, mettendo in campo innovazione e soluzioni aperte ai servizi alla collettivita&#8217;. ​</div>
<div>&#8220;Questo fermento va seguito con attenzione con politiche per l&#8217;agroalimentare all&#8217;altezza del potenziale manifestato dagli operatori  &#8211;  conclude Coldiretti Veneto &#8211; Servono segnali di giustizia ed equita&#8217; evitando di abbassare la guardia verso le grandi lobby che controllano la catena alimentare. Trasparenza e regole chiare, inoltre, daranno dignità ad un comparto che mette in sicurezza milioni di cittadini e consumatori”.</div>
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		<title>Qualità dell&#8217;aria: Legambiente boccia tutti i capoluoghi veneti tranne Belluno</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2020/09/30/qualita-dellaria-legambiente-boccia-tutti-i-capoluoghi-veneti-tranne-belluno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 20:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[recovery fund]]></category>
		<category><![CDATA[sharing mobility]]></category>
		<category><![CDATA[smog]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure antismog, l&#8217;1 ottobre, Legambiente ha presentato il suo report &#8220;Mal’aria, edizione speciale&#8221; e ha stilato la pagella di 97 città italiane. Lo studio ha confrontato le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure antismog, l&#8217;1 ottobre, Legambiente ha presentato il suo report &#8220;<strong>Mal’aria, edizione speciale</strong>&#8221; e ha stilato la pagella di 97 città italiane. Lo studio ha confrontato le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e di biossido di azoto (NO2) negli ultimi cinque anni (2014-2018), con i rispettivi limiti suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). In <strong>Veneto</strong>, in base allo studio, solo <strong>Belluno</strong> raggiunge la sufficienza. Gli altri capoluoghi di provincia veneti risultano al di sotto di livelli qualitativi ritenuti sufficienti. In Italia, in generale, ben l&#8217;85% delle città sono in difficoltà su questo fronte, con Roma, Milano, Torino, Palermo e Como fanalini di coda.<br />
&#8220;Serve una politica diversa che non pensi solo ai blocchi del traffico e alle deboli e sporadiche misure anti-smog &#8211; ha affermato <strong>Giorgio Zampetti</strong>,<strong> direttore Legambiente</strong> &#8211; Il governo italiano, grazie al<strong> Recovery fund</strong>, ha un’occasione irripetibile di riconversione ecologica dell’economia italiana. Non la perda, potenziando la rete dello <strong>sharing mobility</strong> e raddoppiando le piste ciclopedonali. Siamo convinti, infatti, che la mobilità elettrica, condivisa, ciclopedonale e multimodale sia l’unica vera e concreta possibilità per tornare a muoverci più liberi e sicuri dopo la crisi Covid-19». <strong>Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente</strong>, ha aggiunto «l’inquinamento atmosferico nelle città dipende da diversi fattori: dalle concentrazioni degli inquinanti analizzati alle condizioni meteo climatiche e le caratteristiche urbane, industriali e agricole. Nonostante le procedure di infrazione a carico del nostro Paese e gli accordi tra le Regioni e il ministero dell’Ambiente, a cominciare dall’area padana, in Italia manca ancora la convinzione di trasformare concretamente il problema in una opportunità».“<br />
Per aggredire con efficacia l’inquinamento, Legambiente punta su una mobilità urbana sempre più condivisa e sostenibile a partire dai <strong>Pums</strong>, i Piani urbani per la mobilità sostenibile, che i Comuni devono mettere in campo al più presto.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<address> </address>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Sanità, ambiente, mobilità e giovani. Giacomo Possamai racconta il Veneto del futuro &#8211; VIDEOINTERVISTA &#8211;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/09/16/sanita-ambiente-mobilita-e-giovani-giacomo-possamai-racconta-il-veneto-del-futuro-videointervista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 16:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[VideoGallery]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Temi di attualità per un Veneto più performante. Dalla sanità, all&#8217;ambiente non dimenticando mobilità e giovani. Tutto questo rappresenta, secondo Giacomo Possamai (Pd) (VIDEO INTERVISTA), il futuro della nostra regione. Dall&#8217;emergenza ancora in corso si può cogliere l&#8217;eccellenza del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe  id="_ytid_88612"  width="680" height="383"  data-origwidth="680" data-origheight="383" src="https://www.youtube.com/embed/syJJwMWN_S4?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Temi di attualità per un Veneto più performante. Dalla sanità, all&#8217;ambiente non dimenticando mobilità e giovani. Tutto questo rappresenta, secondo Giacomo Possamai (Pd) <a href="https://youtu.be/syJJwMWN_S4">(VIDEO INTERVISTA)</a>, il futuro della nostra regione.</p>
<p>Dall&#8217;emergenza ancora in corso si può cogliere l&#8217;eccellenza del sistema sanitario veneto, purtroppo secondo Possamai, ci sono lacune ancora importanti che rischiano di diventare difficili da colmare senza un tempestivo intervento. Lo stesso vale per l&#8217;efficienza energetica e la salvaguardia dell&#8217;ambiente. Possamai parla di edifici troppo vecchi che pesano sulle tasche dei cittadini con bollette di energia elettrica tra le più care d&#8217;Europa. Lo stesso vale per il trasporto pubblico e di merci, anche in questo caso Possamai punta il dito contro un ritardo nel ringiovanimento e l&#8217;ampliamento delle linee di collegamento tra le varie città della regione costringendo i veneti all&#8217;utilizzo dell&#8217;automobile.</p>
<p>Infine il tema giovani, un patrimonio di risorse che spesso vanno altrove a cercare fortuna non avendo la possibilità di dimostrare il proprio valore nella terra di origine. Per un Veneto più competitivo con le sfide del futuro c&#8217;è un enorme bisogno anche di loro e secondo Giacomo Possamai si deve lavorare affinchè siano proprio loro a lavorare sul futuro e per il futuro di tutti noi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Strategie per vincere le sfide urgenti e costruire  un Veneto migliore. Cisl chiede ai candidati attenzione ai temi del futuro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/09/16/strategie-per-vincere-le-sfide-urgenti-e-costruire-un-veneto-migliore-cisl-chiede-ai-candidati-attenzione-aii-temi-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 16:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre grandi sfide per il Veneto di domani e una premessa imprescindibile per vincerle: costruire nuove alleanze per garantire al territorio sviluppo, equità e coesione sociale, lavoro di qualità e benessere. È la proposta di pensiero e di impegno comune contenuta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Tre grandi sfide per il Veneto di domani e una premessa imprescindibile per vincerle: costruire nuove alleanze per garantire al territorio sviluppo, equità e coesione sociale, lavoro di qualità e benessere<strong>.</strong> È la proposta di pensiero e di impegno comune contenuta nel <strong>documento </strong>che<strong> Cisl Veneto </strong>ha presentato oggi<strong>,</strong> nella sede di via Piave a<strong> Mestre</strong>, ed è stato trasmesso ai candidati alle elezioni regionali, a tutta la politica e al mondo della rappresentanza economica e sociale veneti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una proposta che si concentra sul futuro anziché guardare al passato, evitando di avanzare elenchi di richieste e di fermarsi alle critiche su ciò che non è stato. E che indica tre fronti da considerare strategici per i prossimi anni: la <strong>sfida demografica</strong>, che vede un invecchiamento della popolazione, da cui il nostro sistema di welfare sarà fortemente sollecitato, e un difficile “ricambio” nel mercato del lavoro, dove i giovani in ingresso non saranno sufficienti a “compensare” i prossimi pensionamenti; la <strong>sfida tecnologica e digitale</strong>, che rischia di relegare il Veneto alla periferia di un mondo connesso e competitivo, e chiede di gestire l’impatto della tecnologia sul lavoro governando in anticipo i cambiamenti e programmando un set di interventi a sostegno di lavoratori e imprese; infine la <strong>sfida della sostenibilità</strong>, che non potrà che essere a 360° – ossia toccare trasversalmente tutte le dimensioni:  ambientale, sociale ed economica – e dovrà passare dalla messa in sicurezza del territorio e la resilienza ai cambiamenti climatici, alla revisione dei processi produttivi, fino al ripensamento delle nostre città e della nostra mobilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutte e tre le sfide indicate trovano i loro snodi fondamentali proprio nel lavoro, perciò Cisl Veneto le sceglie tra le altre come prioritarie, consapevole del potenziale contributo che potrà apportarvi come sindacato. Se non affrontate, ritiene Cisl, toglieranno al Veneto chances importanti, e presenteranno il conto anche in termini di inclusione e coesione sociale. Serve, al contempo, cogliere l’opportunità di questa <strong>straordinaria</strong> <strong>finestra di cambiamento possibile </strong>offerta dalla difficile e complessa congiuntura<strong>.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">«<strong>La scelta della classe dirigente che dovrà governare il Veneto avviene in un momento davvero significativo</strong>, perché l’impatto della pandemia avrà effetti forti e duraturi, e anche per la nostra regione la situazione da affrontare è di natura eccezionale. Con ogni probabilità <strong>i prossimi anni determineranno il destino della nostra regione </strong>per un lungo tempo a venire» ha sottolineato <strong>Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Veneto</strong>, che ha aggiunto:<strong> </strong>«C’è da decidere quale Veneto vogliamo essere domani, e per questo è necessario darci uno sguardo più alto e più ampio, per garantire non una sommatoria di interventi ma <strong>una visione strategica</strong>, che possa puntare a un orizzonte condiviso e si sostanzi di traiettorie precise, programmazione certa e risorse dedicate. Perciò crediamo servano <strong>nuove alleanze </strong>per mettere insieme le migliori energie, competenze e intelligenze – ha continuato –, nonché una <strong>forte partecipazione e responsabilizzazione delle rappresentanze </strong>sociali ed economiche <strong>nelle fasi di indirizzo e decisione delle politiche regionali</strong>. Per costruire insieme un Veneto aperto e dinamico, equo e sostenibile, capace di generare sviluppo e benessere».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Brexit, serve accordo per l&#8217;export di prodotti alimentari italiani. A rischio i marchi Dop e Igp</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/09/07/brexit-serve-accordo-per-lexport-di-prodotti-alimentari-italiani-a-rischio-i-marchi-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 14:49:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’ultima minaccia del premier inglese Boris Johnson la Gran Bretagna rischia di diventare il porto franco del falso Made in Italy in Europa per la mancata tutela giuridica dei marchi dei prodotti alimentari italiani a indicazioni geografica e di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’ultima minaccia del premier inglese <strong>Boris Johnson</strong> la <strong>Gran Bretagna</strong> rischia di diventare il <strong>porto franco</strong> del falso <strong>Made in Italy</strong> in <strong>Europa</strong> per la mancata tutela giuridica dei marchi dei <strong>prodotti alimentari italiani</strong> a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) che rappresentano circa il <strong>30%</strong> sul totale dell’<strong>export</strong> agroalimentare tricolore Oltremanica.</p>
<p>E’ l’allarme della Coldiretti in riferimento all’ultimatum lanciato dal premier britannico Boris Johnson sul negoziato con l’unione Europea per la Brexit. Il Made in Italy resterebbe senza protezione europea e subirebbe la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione realizzati oltreoceano e nei Paesi extracomunitari come dimostrano – sottolinea la Coldiretti – le vertenze del passato nei confronti della Gran Bretagna con i casi della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai kit per produrre in casa finti Barolo e Valpolicella o addirittura Parmigiano Reggiano. Il rischio è che – continua la Coldiretti – si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane come ad esempio l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che boccia ingiustamente gran parte del Made in Italy a denominazione di origine (Dop), compresi prodotti simbolo del Made in Italy dall’extravergine di oliva al prosciutto di Parma, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano. A pesare sui rapporti commerciali è anche la minaccia di ostacoli amministrativi alle esportazioni, che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione Europea, dopo che le forniture agroalimentari Made in Italy stimate nel 2019 sono state pari a circa 3,4 miliardi di euro e classificano la Gran Bretagna al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese nel settore preceduta da Germania, Francia e Stati Uniti. Dopo il vino che complessivamente fattura sul mercato inglese 783 milioni di euro nel 2019 secondo le proiezioni di Coldiretti, spinto dal boom del Prosecco Dop, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna c’è proprio l’ortofrutta trasformata come i derivati del pomodoro con 329 milioni di euro, ma rilevante – continua la Coldiretti – è anche il ruolo della pasta, dell’olio d’oliva e dei formaggi come Grana Padano e Parmigiano Reggiano. “In un momento di recessione economica globale il vecchio continente non puo’ permettersi una guerra commerciale ma va percorsa fino in fondo la via del dialogo nell’interesse di cittadini ed imprese” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare che “la Gran Bretagna dipende dall’estero per circa 1/3 del proprio fabbisogno alimentare”.</p>
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		<title>Il Veneto post lockdown, Guadagnini (Partito dei Veneti): E’ tempo di ridare il Veneto ai veneti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/09/03/il-veneto-post-lockdown-guadagnini-partito-dei-veneti-e-tempo-di-ridare-il-veneto-ai-veneti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 16:28:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Mesi difficili, aziende in grossa difficoltà e lavoro che stenta a ripartire. Anche il Veneto deve fare i conti con il lungo periodo imposto dal lockdown. E’ importante ripartire e per farlo serve l’aiuto delle istituzioni che, necessariamente, devono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe  id="_ytid_37040"  width="680" height="383"  data-origwidth="680" data-origheight="383" src="https://www.youtube.com/embed/qkSXorzfnI4?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mesi difficili, aziende in grossa difficoltà e lavoro che stenta a ripartire. Anche il Veneto deve fare i conti con il lungo periodo imposto dal lockdown. E’ importante ripartire e per farlo serve l’aiuto delle istituzioni che, necessariamente, devono lavorare spalla a spalla con cittadini e imprese. In merito abbiamo chiesto il parere ad Antonio Guadagnini, Consigliere regionale uscente e leader del Partito dei Veneti.</p>
<p>Sul da farsi Antonio Guadagnini ha le idee ben chiare e delinea il percorso da intraprendere affinchè non si debba assistere alla moria di imprese che ancora oggi versano in gravi difficoltà.</p>
<p>Il leader del Partito dei Veneti, inoltre, torna a parlare di autonomia come sistema economico efficiente per sostenere il Veneto tramite l’autogestione, raccogliendo il denaro dai cittadini e destinandolo ai comuni senza dover passare per Roma.</p>
<p>Abbiamo chiesto a  Guadagnini perché a più di tre anni di distanza dal referendum non si sia ancora proclamata l’autonomia della nostra regione.</p>
<p>Altro tema di attualità è la Pedemontana di recente al centro di grandi polemiche per la chiusura di un tratto colpita da inondazioni .</p>
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		<title>Lettera al Premier Conte, parte da Vicenza l&#8217;appello di oltre 30 assessori per la &#8220;Fase 2&#8221;. &#8220;Riveda subito la road map o molti chiuderanno per sempre&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/03/lettera-al-premier-conte-parte-da-vicenza-lappello-di-oltre-30-assessori-per-la-fase-2-riveda-subito-la-road-map-o-molti-chiuderanno-per-sempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 09:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre trenta assessori alle Attività produttive di città metropolitane e capoluoghi italiani hanno accolto l&#8217;appello dell’assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di Vicenza, Silvio Giovine, sottoscrivendo una lettera, inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per esprimere perplessità e preoccupazioni relative [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><strong>Oltre trenta assessori alle Attività produttive di città metropolitane e capoluoghi italiani</strong> hanno accolto l&#8217;appello dell’<strong>assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di Vicenza, Silvio Giovine</strong>, sottoscrivendo <strong>una lettera</strong>, inviata <strong>al presidente del Consiglio Giuseppe Conte</strong>, per esprimere <strong>perplessità e preoccupazioni relative alla declinazione della cosiddetta “fase 2”</strong>, che ha creato forti malumori nelle categorie economiche e sociali dei territori. “Un appello al premier e al suo governo da nord a sud, senza distinzioni di appartenenza politica o partito – <strong>sottolinea l’assessore vicentino Silvio Giovine</strong> – per farci portatori del grido di dolore di quelle tante attività produttive e commerciali che non chiedono altro di poter tornare a lavorare in sicurezza”.</p>
<p class="western">“Le parole che intendiamo rivolgerle &#8211; <strong>si legge nella missiva inviata dagli amministratori a Conte</strong> &#8211; non sono frutto di posizioni politiche preconcette ma derivano dalla preoccupazione che ciascuno di noi, come amministratore locale, di diversa appartenenza politica, sta raccogliendo all’indomani del suo ultimo discorso.<br />
L’attesa che si respirava rispetto alla declinazione della cosiddetta “fase due” aveva creato aspettative che ora rischiano di tramutarsi  in disperazione difficilmente gestibile.<br />
Ci sono commercianti, artigiani, ambulanti, un popolo intero di partite Iva, persone abituate  a sostenere l’Italia tutta,  che non si sono mai  interessate di paracaduti o ammortizzatori sociali ma hanno sempre e solo pensato a lavorare, pagare le tasse e consentire a se stessi e ai propri cari di vivere dignitosamente.<br />
Oggi queste persone hanno bisogno di un aiuto concreto da parte dello Stato: contributi a fondo perduto, una minore pressione fiscale e sostegno immediato per pagamento degli affitti.<br />
Queste attività non possono sopportare un periodo di chiusura così prolungato per questo tutti noi ci uniamo alla loro richiesta e chiediamo di riaprire &#8211; <strong>affermano gli assessori comunali</strong> -. Riaprire con tutte le prescrizioni che il Comitato tecnico scientifico suggerirà e che il governo tradurrà in norme da rispettare, ma riaprire, restituendo nuovamente quella dignità che li ha sempre contraddistinti, che ha contraddistinto il loro impegno e quello dei propri collaboratori.<br />
Glielo chiediamo come assessori comunali, come rappresentanti del mondo istituzionale più prossimi alla voce del cuore e dei cittadini. Facciamo diventare il discrimine non tanto l’appartenenza ad un settore piuttosto che ad un altro, ma la capacità di garantire o meno il rispetto di quelle norme di sicurezza necessarie per  prevenire una seconda ondata di contagio.<br />
Diamo subito regole certe, chiare e uniformi a cui le varie realtà dovranno attenersi e consentiamo loro di adeguare i locali.<br />
Chiediamo inoltre ulteriori trasferimenti agli enti locali affinché ogni amministrazione possa avere risorse a disposizione per aiutare le attività produttive e i lavoratori che vedranno diminuire drasticamente le loro entrate. I comuni non possono farcela con risorse proprie, le minori entrate avranno ripercussioni sui servizi per i nostri territori senza interventi da parte dello Stato.<br />
Riveda la road map Presidente Conte altrimenti migliaia di attività, frutto del sogno, della passione e della competenza di altrettante donne e uomini, chiuderanno prima del 18 maggio o del primo giugno”, <strong>concludono gli amministratori</strong>.</p>
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		<title>Guarda (CpV e Coordinamento Veneto2020): &#8220;In Veneto l&#8217;affetto per cavalli e cani vale meno della manutenzione di barche e seconde case&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/30/guarda-cpv-e-coordinamento-veneto2020-in-veneto-laffetto-per-cavalli-e-cani-vale-meno-della-manutenzione-di-barche-e-seconde-case/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 08:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante l&#8217;emergenza sanitaria l&#8217;obbligo di rimanere nelle proprie abitazioni ha causato non pochi problemi a proprietari di seconde case, imbarcazioni, terreni agricoli (per uso personale e non solo. Con le nuove disposizioni introdotte dal governatore del Veneto Luca Zaia alcune restrizioni sono cadute permettendo alcuni spostamenti strategici. Rimangono però alcune categorie ancora escluse come ad esempio maneggi e centri cinofili.</p>
<p>A tal proposito la consigliera regionale Cristina Guarda ha chiesto al Presidente Zaia un intervento immediato mirato proprio a queste due particolari attività che rischiano la moria degli animali.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-16082" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/03/Cristina-guarda-300x173.png" alt="" width="300" height="173" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/03/Cristina-guarda-300x173.png 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/03/Cristina-guarda.png 469w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />&#8220;Si permetta visita a maneggi e centri addestramento cani &#8211; esordisce- Cristina Guarda (Consigliera Veneto2020)-. Cani e cavalli valgono meno di barche e seconde case, e questo da un amante dei cavalli come Luca Zaia non ce lo saremmo proprio mai aspettato&#8221;.</p>
<p>La consigliera Cristina Guarda, sottolinea l&#8217;impossibilità per i proprietari di cavalli che abbiano l&#8217;animale custodito in un maneggio oppure di cani da addestramento, avere contatti con i propri amati quadrupedi.</p>
<p>&#8220;Un vuoto che mi auguro venga colmato quanto prima &#8211; spiega Cristina Guarda, che ha sempre avuto la passione ippica anche a livelli agonistici &#8211; io amo profondamente i cavalli e posso capire quanto siano state dure queste settimane per chi non ha potuto strigliare ed accudire di persona il proprio cavallo. C&#8217;è una questione affettiva di cui si dovrebbe tenere conto: con la stessa ratio per cui se uno va da solo a controllare lo stato della propria barca o della propria seconda casa, così si dovrebbe permettere a chi ha la passione dell&#8217;equitazione, di andare a trovare il proprio cavallo&#8221;.</p>
<p>Dopo il sì della Regione all&#8217;apertura delle toelettatura, servizio di garanzia sanitaria, la Consigliera Guarda avanza un&#8217;altra richiesta urgente per gli amanti degli animali: come fatto in altre Regioni, si chiede che sia consentito anche in Veneto ai proprietari o un delegato di andare a muovere e prendersi cura del cavallo, presso circolo ippico, associazioni sportive, scuderie o maneggi.</p>
<p>&#8220;La gestione di questi animali, per noi appassionati o professionisti del settore, è molto complessa &#8211; conclude Cristina Guarda &#8211; non si può solo garantire fieno, mangime e un box pulito, ma serve una continuità nello sgambamento, addestramento o allenamento, per la garanzia del Benessere Animale stesso, nel totale rispetto delle misure di sicurezza. Lo stesso valga per i centri cinofili, almeno per quanto riguarda le situazioni più dirimenti di educazione di cuccioli o cani con particolari esigenze: diamo fiducia agli educatori cinofili, stabilendo delle linee guida di comportamento per tutelare la prevenzione sanitaria. Da appassionata non posso che auspicare al ritorno ai Maneggi e Centri Cinofili aperti, per consentire anche ai più piccoli proprietari di cavalli e cani di tornare a relazionarsi, assieme ai genitori, al loro inseparabile compagno di sport o divertimento&#8221;.</p>
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		<title>Fase due post lockdown, il sindaco di Bassano Pavan scrive all&#8217;Assessore Donazzan per la riapertura delle scuole</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/26/fase-due-post-lockdown-il-sindaco-di-bassano-pavan-scrive-allassessore-donazzan-per-la-riapertura-delle-scuole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 09:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[servizi per l’infanzia]]></category>
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					<description><![CDATA[“Le scuole e i servizi per l’infanzia dovranno essere i primi a riaprire, non appena ci saranno le condizioni epidemiologiche per riprendere la vita di comunità”. Le affermazioni pronunciate dagli assessori regionali alla sanità, Manuela Lanzarin e all’istruzione, Elena Donazzan, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>“Le scuole e i servizi per l’infanzia dovranno essere i primi a riaprire, non appena ci saranno le condizioni epidemiologiche per riprendere la vita di comunità”. Le affermazioni pronunciate dagli assessori regionali alla sanità, <strong>Manuela Lanzarin</strong> e all’istruzione, <strong>Elena Donazzan</strong>, rendono ancora più attuale il piano che già da tempo il Comune di  Bassano, con il suo assessorato all’Istruzione, sta stilando in vista della fine del cosiddetto <strong>lockdown</strong>.</div>
<div></div>
<div>«Da settimane stiamo pensando a come aiutare le famiglie che a breve dovranno rientrare al lavoro  &#8211; fa sapere il sindaco <strong>Elena Pavan</strong>&#8211; per aiutarle nella gestione dei figli minori. Molte decisioni, al momento non spettano ancora a  noi, ma non abbiamo certo intenzione di farci trovare impreparati quando ci verrà concesso di riprendere le attività».</div>
<div>Per questo il sindaco ha inviato una lettera all’assessore regionale Donazzan per conoscere, si legge nella missiva, quali «iniziative intende sostenere la <strong>Regione Veneto</strong> in riferimento al percorso scolastico-didattico in programma per i bambini e ragazzi con riferimento alle fasce 6-14 anni».</div>
<div>«Avrei piacere di confrontarmi con Lei &#8211; continua il primo cittadino &#8211; al fine di farle esaminare i progetti e di condividere le strategie e le linee di indirizzo, essendo la materia molto influenzata dall’ambito sanitario». Nell’occasione, il sindaco Pavan ha invitato l’assessore regionale a presenziare, il prossimo mercoledì 29 aprile, ad un incontro in videoconferenza con tutti i Dirigenti Scolastici di Bassano proprio per confrontarsi sulle numerose esigenze emerse in questa fase emergenziale.</div>
<div>Nell’occasione, verrà illustrata la prima ipotesi di piano già tempo lanciata dall’assessore Mariano Scotton e che parte dal dare risposte alla fascia d’età dei bambini tra  0-6 anni.</div>
<div>L’intenzione dell’Amministrazione è quella di chiedere ai gestori la possibile apertura dei nidi, ma anche delle scuole d’infanzia, per i mesi di luglio e agosto, «con finalità educative, certo, ma anche ludiche, considerato che i bambini sono costretti a casa ormai da mesi».  «Il servizio &#8211; spiega ancora l’assessore &#8211; potrebbe essere potenziato con l’impiego dei ragazzi che frequentano le classi quarte e quinte degli indirizzi socio-sanitari e socio-pedagogici che, appositamente formati, permetterebbero di svolgere le attività con gruppi ridotti di bambini, adeguatamente distanziati». E a proposito di spazi, l’ipotesi allo studio è che si possano utilizzare anche le scuole primarie  di primo o di secondo grado per poter distribuire in modo migliore i bambini.</div>
<div>«Ovviamente stiamo elaborando soluzioni anche le le famiglie con ragazzi in età scolare &#8211; continua Scotton &#8211;  per i quali prevediamo aiuti in vista dei centri estivi. L’intenzione è quella di potenziare in modo consistente i contributi per il pagamento delle rette, allargando la fascia dei beneficiari anche ai ragazzi delle medie. E anche qui pensiamo a coinvolgere gli studenti delle superiori per aumentare il numero degli operatori a disposizione dei bambini».</div>
<div>Nell’atto di indirizzo approvato la scorsa settimana dalla giunta comunale, è prevista anche la possibilità di sostenere economicamente le famiglie nel pagamento delle rette scolastiche di nidi e scuole d’infanzia anche per i prossimi, come già fatto  per il  mese di marzo con uno stanziamento di <strong>85mila euro.</strong></div>
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