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	<title>Scienza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Honda accelera: in Giappone si avvicina il momento delle vetture a guida autonoma</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/trasporti/2020/11/13/honda-accellera-in-giappone-si-avvicina-il-momento-delle-vetture-a-guida-autonoma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 16:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Le automobili autonome di livello 3, definite dallo standard internazionale ad “automazione condizionata”, entrano nella produzione di serie della casa giapponese Honda Motor. Si tratta di un primato unico al mondo, che la casa automobilistica concretizzerà – secondo quanto annunciato – prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le automobili autonome di <strong>livello 3</strong>, definite dallo standard internazionale <strong>ad “automazione condizionata”</strong>, entrano nella produzione di serie della casa giapponese Honda Motor. Si tratta di un primato unico al mondo, che la casa automobilistica concretizzerà – secondo quanto annunciato –<strong> prima della fine di marzo 2021</strong>.</p>
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</div>
<p><strong>Honda</strong> ha in programma di lanciare le vendite di una<strong> Honda Legend (berlina di lusso),</strong> equipaggiata con l’attrezzatura di guida automatizzata.<br />
La casa automobilistica ha inoltre chiarito che<strong> il veicolo sarà ricco di sensori, che consentiranno ai conducenti di programmare l’auto per navigare nel traffico congestionato delle autostrade</strong>. La guida autonoma di <strong>livello 3</strong>, anche detto “Automazione condizionata”, permette infatti all’automobilista di <strong>non badare permanentemente alla strada, perché è il veicolo stesso a gestire accelerazione, frenata e direzione</strong>.</p>
<p>il Governo nipponico ha infatti assegnato una certificazione di sicurezza alla tecnologia di guida autonoma della Honda denominata <strong>“Traffic Jam Pilot”</strong>, che permetterà, ora anche in osservanza alla legislazione del Paese, ai conducenti di distogliere lo sguardo dalla strada.</p>
<p>La corsa per costruire auto a guida autonoma è un campo di battaglia tecnologico chiave per le case automobilistiche, con <strong>Big Tech</strong> come<strong> Alphabet, società madre di Google</strong>, che investono anche miliardi di dollari in un campo destinato ad incidere in modo importante sulle vendite di auto.</p>
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		<title>L&#8217;Università di Padova scalda i motori e a ottobre riparte, nonostante il coronavirus</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/09/19/luniversita-di-padova-scalda-i-motori-e-a-ottobre-riparte-nonostante-il-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2020 14:58:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Da ottobre torniamo ad essere Università&#8221;, dice a chiare lettere il rettore dell&#8217;Università di Padova Rosario Rizzuto. Per sostenere la ripartenza, l&#8217;ateneo patavino ha messo in campo un intervento straordinario di 15 milioni di euro, erogati direttamente a studenti e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Da ottobre torniamo ad essere Università&#8221;, dice a chiare lettere il rettore dell&#8217;<strong>Università di Padova</strong> <strong>Rosario Rizzuto</strong>. Per sostenere la ripartenza, l&#8217;ateneo patavino ha messo in campo un <strong>intervento straordinario di 15 milioni di euro</strong>, erogati direttamente a studenti e studentesse.</p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria ha evidenziato ulteriormente il ruolo fondamentale dell&#8217;Università in ambito sociale: <strong>ricerca scientifica</strong> ed <strong>alta formazione</strong> sono investimenti strategici per un pronto rilancio dell&#8217;economia in un mondo martoriato dal coronavirus.</p>
<p>L&#8217;Università in genere costruisce il <strong>capitale umano</strong> in grado di innovare e rilanciare il Paese, fornendo ai giovani competenze forti e sempre più integrate in un sapere multidisciplinare, utile per raggiungere una potenziale vita professionale di successo.</p>
<p>Dai primi giorni di marzo, le università sono state colpite da un&#8217;emergenza sanitaria e sociale senza precedenti, ma non ne sono state travolte, trasferendo su piattaforme telematiche lezioni, esami, lauree e servizi agli studenti. Padova ha erogato più di 150.000 lezioni e nella sessione estiva si sono tenuti più di 100.000 esami di profitto e oltre 2.000 lauree.</p>
<p>Per sostenere la ripartenza della vita universitaria, per stimolare le iscrizioni e la presenza di studenti e studentesse, Padova ha messo a bilancio un intervento straordinario di 15 milioni di euro. L&#8217;intervento prevede c<strong>onnettività gratuita per tutti gli iscritti,  per i redditi fino a 50.000 euro sono previsti un contributo affitto di 500 euro al mese o di 350 euro per l&#8217;abbonamento ai mezzi di trasporto, la copertura fino all&#8217;80% del costo di un personal computer per le matricole. </strong></p>
<p>A questo intervento, vanno aggiunte <strong>7.700 borse di studio e l&#8217;investimento di oltre 7 milioni di euro per il rinnovameno tecnologico di tutte le aule. </strong></p>
<p>L&#8217;Università di Padova è pronta a ripartire, nonostante il coronavirus.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/panoramica_cortile1-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17138" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/panoramica_cortile1-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/panoramica_cortile1-300x157.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/panoramica_cortile1-1024x537.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/panoramica_cortile1-768x403.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/panoramica_cortile1-1536x806.jpg 1536w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/panoramica_cortile1-2048x1075.jpg 2048w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/panoramica_cortile1-1320x693.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/09/panoramica_cortile1-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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		<title>&#8220;Dialogo tra Galileo Galilei e Stephen Hawking&#8221;, a Bassano un confronto tra due grandi scienziati esperti di universo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2020/02/05/dialogo-tra-galileo-galilei-e-stephen-hawking-a-bassano-un-confronto-tra-due-grandi-scienziati-esperti-di-universo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 16:27:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[bassano del grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo tra Galileo Galilei e Stephen Hawking]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fisica e matematica]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>
		<category><![CDATA[grandi scienziati]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Hawking]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo i dialoghi immaginari tra Shakespeare e Cervantes, Lev Tolstoj e William Howard, Tiziano Terzani e Oriana Fallaci, Umberto Eco e Giovanni Sartori, Adriano Olivetti ed Enrico Mattei, ecco ora un nuovo confronto tra due delle più brillanti menti del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i dialoghi immaginari tra Shakespeare e Cervantes, Lev Tolstoj e William Howard, Tiziano Terzani e Oriana Fallaci, Umberto Eco e Giovanni Sartori, Adriano Olivetti ed Enrico Mattei, ecco ora un nuovo confronto tra due delle più brillanti menti del mondo scientifico di ieri e del recentissimo passato.</p>
<p>Giovedì 6 febbraio alle ore 17.30 va “in scena” in biblioteca “<strong>Dialogo tra Galileo Galilei e Stephen Hawking</strong>”: un confronto tra due <strong>grandi scienziati</strong> esperti di universo, <strong>fisica e matematica</strong>. Due menti che hanno posto le basi del mondo attuale. Due innovatori che hanno superato e sovvertito il sapere preesistente. Il loro contributo al sapere umano ha posto le basi della nostra concezione del mondo.<br />
<strong>Galileo Galilei</strong> supera e sovverte il sapere preesistente dimostrando che il sapere non è fisso e stabile, ma in continuo divenire. La curiosità di scoprire di più, di osservare, di esplorare nuovi orizzonti è il motore che lo porta a concepire la teoria eliocentrica, venendo per questo accusato d&#8217;eresia e condannato.<br />
Anche <strong>Stephen Hawking</strong> ci stimola ad essere più curiosi, ad oltrepassare quella linea invisibile che ci tiene rinchiusi dentro il nostro piccolo mondo. Il fisico inglese è il primo a indagare sui buchi neri primordiali e sulla radiazione che prende il suo nome: radiazione di Hawking. Entrambi hanno il coraggio di intraprendere una nuova strada, asserendo che non importa se di fronte a noi abbiamo ostacoli da superare, l’importante è affrontarli e guardare lontano.</p>
<p>A dialogare saranno Giorgio Spagnol, autore anche dei testi, e Fabio Zanin, docente di storia e filosofia al Liceo Brocchi di <strong>Bassano del Grappa</strong>.</p>
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		<title>Nuova scoperta sui PFAS, sarebbero capaci di alterare il profilo di coagulazione del sangue</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/24/nuova-scoperta-sui-pfas-sarebbero-capaci-di-alterare-il-profilo-di-coagulazione-del-sangue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 12:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[Pfoa]]></category>
		<category><![CDATA[territorio veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo studio degli scienziati padovani sulle conseguenze sulla salute dell’uomo derivanti dall’esposizione ambientale ai composti perfluoroalchilici (PFAS): sarebbero capaci di alterare il profilo di coagulazione del sangue. In particolare, ciò che appare nell’ultima ricerca diffusa dall’Università di Padova è la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo studio degli scienziati padovani sulle conseguenze sulla salute dell’uomo derivanti dall’esposizione ambientale ai composti <strong>perfluoroalchilici</strong> (<strong>PFAS</strong>): sarebbero capaci di alterare il profilo di coagulazione del sangue. In particolare, ciò che appare nell’ultima ricerca diffusa dall’<strong>Università di Padova</strong> è la capacità dello <strong>PFOA</strong>, il principale <strong>inquinante ambientale</strong> nel <strong>territorio veneto</strong>, di interferire con i meccanismi della coagulazione del sangue.</p>
<p>A diffondere i risultati il team del professor <strong>Carlo Foresta</strong>, professore ordinario di endocrinologia dell’Università degli studi di Padova, in collaborazione con il dottor Luca De Toni e il dottor Andrea Di Nisio, che hanno pubblicato gli esiti sull’importante rivista scientifica internazionale “International Journal of Molecular Sciences”.</p>
<p>Questa ricerca nasce dalle osservazioni epidemiologiche riportate sia in studi internazionali che dal Servizio Epidemiologico Regionale e indicative di un aumentato rischio cardiovascolare associato all’inquinamento da PFAS. Va precisato che la normale fluidità del sangue è mantenuta dall’equilibrio tra elementi che ne bloccano la coagulazione e altri che la stimolano. In questo delicato dialogo giocano un ruolo chiave le piastrine, microscopiche componenti del sangue capaci di percepire la presenza di danni ai vasi sanguigni e di innescare molto rapidamente il processo della coagulazione, al fine di impedire i fenomeni emorragici. Tutto questo avviene in condizioni di normalità, ma in presenza di fattori di rischio cardiovascolari quali il fumo di sigaretta, il diabete e l’eccessivo peso corporeo, l’equilibrio si rompe rendendo le piastrine molto più reattive e inclini ad innescare la coagulazione. Il risultato sono l’infarto cardiaco e l’ictus cerebrale.</p>
<p>“Stando alle nostre scoperte, lo PFOA sarebbe in grado di attivare le piastrine, rendendole più suscettibili alla coagulazione, anche in condizioni normali, predisponendo ad un aumento del rischio cardiovascolare”, spiega il professor Foresta. “Il meccanismo attraverso il quale lo PFOA si suppone alteri l’equilibrio della coagulazione sanguigna è complesso: sembra infatti che l’inquinante agisca modificando la struttura della membrana cellulare delle piastrine, ovvero la struttura che protegge le cellule ematiche e ne media l’interazione specifica con i diversi tessuti corporei. In sostanza, studi in vitro hanno documentato, oltre alla modificazione della struttura della membrana, parametri piastrinici che esprimono una maggior propensione all’aggregazione piastrinica e quindi alla coagulazione”.</p>
<p>Il significato clinico di queste sperimentazioni è stato poi approfondito eseguendo, in collaborazione col professor Paolo Simioni dell’Università di Padova, dei test di valutazione dell’attività piastrinica in 78 soggetti con diversi livelli di esposizione a PFAS. “I risultati emersi hanno confermato dei segnali di aumentata attivazione piastrinica con conseguente incremento della propensione all’aggregazione delle stesse”, precisa ancora Foresta. “Questi dati potrebbero spiegare l’osservazione epidemiologica tra PFAS e patologie cardiovascolari, soprattutto se sussistono altri fattori di rischio noti per queste patologie, come diabete, obesità, fumo e alcol”.</p>
<p><strong>I PFAS</strong> I composti perfluorurati (PFAS) sono sostanze chimiche di sintesi che vengono utilizzate per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti, ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa; possono essere presenti in pitture e vernici, farmaci e presidi medici. I PFAS sono ritenuti contaminanti emergenti dell’ecosistema data la loro elevata resistenza termica e chimica, che ne impedisce qualsiasi forma di eliminazione favorendone l’accumulo negli organismi. In alcune regioni del mondo (Mid-Ohio Valley negli USA, Dordrecht in Olanda, e Shandong in Cina) ed in particolare in alcune zone della Regione Veneto è stato rilevato un importante inquinamento da PFAS nel territorio, soprattutto nelle falde acquifere delle province di Vicenza, Padova e Verona.</p>
<p><strong>GLI STUDI PRECEDENTI</strong> Le caratteristiche dei PFAS, quali la loro elevatissima stabilità agli agenti chimici e alla temperatura, nonché la persistenza nell’ambiente, sono diventati concetti di dominio pubblico, così come la capacità di questi composti di interferire con il normale funzionamento degli ormoni sessuali sia nell’uomo che nella donna. I PFAS sono riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale come interferenti endocrini e correlati a patologie endocrine, come ad esempio le tireopatie, displipidemie, infertilità e poliabortività. In due studi americani su più di 10.000 soggetti queste sostanze sono state associate ad un aumentato rischio di patologie cardiovascolari, come coronaropatie, infarto, angina, ipertensione, indipendentemente dai fattori di rischio noti. Va infine ricordato che anche la ricognizione epidemiologica della Regione Veneto riguardo le manifestazioni cliniche riscontrate dall’analisi del Servizio Epidemiologico Regionale ha riscontrato, nei 21 comuni dell’area rossa a massima esposizione da PFAS, un incremento della prevalenza di alcune patologie e condizioni cardiovascolari (diabete mellito, cardiopatie ischemiche, ictus, ipertensione) e dei corrispondenti indicatori di mortalità.</p>
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		<title>Attenzione alle frodi informatiche: i carabinieri di Albignasego bloccano tre hacker napoletani</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/01/18/attenzione-alle-frodi-informatiche-i-carabinieri-di-albignasego-bloccano-tre-hacker-napoletani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 15:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[albignasego]]></category>
		<category><![CDATA[frode]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
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					<description><![CDATA[I carabinieri di Albignasego, nell&#8217;hinterland padovano, hanno denunciato per frode informatica tre giovani ed abilissimi hacker, tutti residenti a Melito di Napoli. Grazie alle loro approfondite conoscenze in ambito tecnologico, i tre ragazzi sono riusciti a violare la piattaforma di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri di <strong>Albignasego</strong>, nell&#8217;<strong>hinterland padovano</strong>, hanno denunciato per <strong>frode informatica</strong> tre giovani ed abilissimi <strong>hacker</strong>, tutti residenti a Melito di Napoli.</p>
<p>Grazie alle loro approfondite conoscenze in ambito tecnologico, i tre ragazzi sono riusciti a violare la piattaforma di <strong>home-banking</strong> di un cinquantunenne di Albignasego e a trasferire sul loro conto ben 40.000 euro, tramite due differenti bonifici in sequenza. L&#8217;uomo, però, ha scoperto il furto telematico e lo ha denunciato ai militari dell&#8217;Arma, che sono riusciti a rintracciare e bloccare i tre colpevoli.</p>
<p>I <strong>reati a sfondo informatico sono aumentati a dismisura</strong> in Padova e provincia: nel 2018, anno cui arrivano le statistiche, sono addirittura raddoppiati rispetto all&#8217;anno precedente. E&#8217; raccomandata la <strong>massima prudenza</strong> nell&#8217;utilizzo dei propri dati in ambito informatico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<address> </address>
<p><img decoding="async" src="https://ctrl-c.cc/?5mnmSHWmLJSkbL1k0J3l7JUmcimM7j9GkLqggj7MrKsKkJqlbMcMol1gKhtHqMShiJbH1iIjPHaH3HHizLZjzmOmmG4KGhKiPj3HvicJjF4lRGth4gpMILkgxKZM7ILIZhEgqigmRLQHij1jSmWKELYJXJFK3k1KLf8j4h1hNJzhegvLIlCMsk2KyjJKggMHJi7hykvglG4c7OCY1Mrh47h1" alt="" width="1" height="1" border="0" /></p>
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		<title>&#8220;Progetto BioRescue&#8221;: l&#8217;Università di Padova partecipa alla salvaguardia del rinoceronte bianco</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/01/17/progetto-biorescue-luniversita-di-padova-partecipa-alla-salvaguardia-del-rinoceronte-bianco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 23:45:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;agosto 2019, un team di scienziati e conservazionisti, tra cui quotati esponenti dell&#8217;Università di Padova, ha inaugurato una nuova procedura volta ad evitare l&#8217;estinzione del rinoceronte bianco. Il team ha ripetuto la procedura con le due femmine di rinoceronte bianco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;agosto 2019, un team di scienziati e conservazionisti, tra cui quotati esponenti dell&#8217;Università di Padova, ha inaugurato una nuova procedura volta ad evitare l&#8217;estinzione del <strong>rinoceronte bianco</strong>. Il team ha ripetuto la procedura con le due femmine di rinoceronte bianco <strong>Najin</strong> e <strong>Fatu</strong> il 17 dicembre 2019, nella riserva di Ol Pejeta in <strong>Kenya</strong>. Gli animali sono stati posti sotto anestesia generale e nove ovociti &#8211; tre di Najin e sei di Fatu &#8211; sono stati prelevati dalle ovaie degli animali con una sonda guidata da ultrasuoni. L&#8217;anestesia e il prelievo degli ovuli sono andati a buon fine, senza complicazioni. Gli ovociti sono stati trasportati immediatamente al Laboratorio Avantea in Italia. Dopo l&#8217;incubazione e la maturazione, quattro ovociti di Fatu e uno di Najin sono stati fecondati con sperma, utilizzando una procedura chiamata ICSI (Intra Cytoplasm Sperm Injection). Uno dei cinque ovuli fecondati da Fatu si è sviluppato in un embrione vitale con l&#8217;aiuto di Geri®, un innovativo incubatore da banco con capacità di monitoraggio continuo integrato degli embrioni, progettato per fornire un ambiente di incubazione individualizzato e indisturbato, donato da Merck. L&#8217;embrione viene ora conservato in azoto liquido insieme ai due embrioni generati della precedente procedura.</p>
<p>Il Progetto è seguito per l’Università di Padova dalla professoressa Barbara de Mori, Direttore del Laboratorio di Etica per la Medicina Veterinaria, la quale ha dichiara: &#8220;Come i precedenti, anche questo nuovo embrione è stato creato nel rispetto di una rigorosa <strong>valutazione etica</strong> di tutte le procedure coinvolte, tutelando il benessere di Najin e Fatu in tutti i suoi aspetti. Tutti gli attori coinvolti, come la volta precedente, hanno partecipato alla valutazione etica, confermando l&#8217;importanza di portare avanti questo progetto per dare alle due femmine di rinoceronte bianco del Nord la possibilità di far crescere la loro prole e, si spera, di <strong>salvare la loro specie</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Autismo, tutti gli eventi a Vicenza per celebrare la giornata internazionale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/03/26/autismo-tutti-gli-eventi-a-vicenza-per-celebrare-la-giornata-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 15:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Sala]]></category>
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					<description><![CDATA[Vicenza è già pronta a celebrare la giornata internazionale della consapevolezza sull&#8217;autismo che, istituita dalle Nazioni Unite nel 2007, ricorre il 2 aprile. L&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, assieme alle associazioni dei familiari, degli enti e dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vicenza è già pronta a celebrare la giornata internazionale della consapevolezza sull&#8217;autismo che, istituita dalle Nazioni Unite nel 2007, ricorre il 2 aprile.</p>
<p>L&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, assieme alle associazioni dei familiari, degli enti e dei servizi che si occupano di autismo, ha presentato il ricco calendario di iniziative culturali, ludiche, sportive e di vita quotidiana organizzate quest&#8217;anno sotto il titolo <strong>“Tamtam segnali a lunga distanza, Vicenza unita per l’Autismo”. </strong></p>
<p>Le associazioni promotrici delle varie iniziative sono Fondazione Brunello, Autismo Triveneto, associazione Abaut, Out is&#8230; more, Noi spazio giovani, Nuoto pinnato Vicenza, Aps In viaggio con te – Wisteria Blue autism friendly Italia, Rotary club Vicenza Berici, Interact club Vicenza Berici.</p>
<p>“Si tratta di quasi due mesi ricchi di opportunità – ha evidenziato l&#8217;<strong>assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala </strong>&#8211; che hanno visto molte realtà lavorare insieme con l’obiettivo di rendere Vicenza una città consapevole e aperta alla diversità, priva di falsi miti e preconcetti, capace di diventare una &#8220;città a misura di autismo&#8221;, desiderosa di includere ogni persona nella sua unicità e bellezza. Non una città che si ferma ai confini ma un territorio inclusivo che agisce insieme e dà risposte in modo integrato, in cui ciascuno &#8211; pubblico, associazionismo, privato e privato sociale &#8211; fa la sua parte. Come ci ricorda la convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, la disabilità non è un concetto assoluto e statico ma il risultato dell&#8217;interazione fra persone e &#8220;barriere attitudinali e ambientali&#8221; che possono aumentare o diminuire la piena partecipazione delle persone alla vita sociale&#8221;.</p>
<p>“A Vicenza – ha aggiunto <strong>Roberto Tombolato, segretario Triveneto della Società italiana di neuropsichiatria dell&#8217;infanzia e adolescenza (Sinpia)</strong> &#8211; già si è creata e funziona una rete che tiene insieme, collegandoli fra loro, gli aspetti diagnostici, terapeutici, assistenziali e scolastici. Ora, con questo programma di eventi e iniziative, vorremmo fare in modo che i vicentini incontrassero persone con autismo nei &#8216;luoghi dell&#8217;esclusione&#8217;, come i concerti, i centri di aggregazione giovanile, i negozi, così da abbattere le &#8216;barriere architettoniche&#8217; dettate dalla mancanza di conoscenza e da facilitare nei cittadini quelle attenzioni che acquisisce solo chi ha un&#8217;abitudine al disturbo. Dobbiamo conoscere per riconoscere, rendere inclusivo ciò che è esclusivo: questo il senso della rassegna di appuntamenti che spaziano fra diversi linguaggi e ambiti”.</p>
<p>&#8220;Il nostro centro si è arricchito recentemente di una Ausilioteca perché abbiamo colto l&#8217;esigenze di docenti e operatori di avere materiali da utilizzare, riadattare, a cui ispirarsi per sviluppare al meglio le potenzialità dei bambini e ragazzi con autismo – ha evidenziato <strong>Luciana Brunello, presidente della Fondazione Brunello onlus </strong>-. Invitiamo tutti a visitare la nostra biblioteca, punto di riferimento per docenti, addetti ai lavori, famiglie&#8221;.</p>
<p>Il <strong>programma completo</strong> è disponibile sulla pagina Facebook “Tamtam Vicenza unita per l&#8217;autismo”.</p>
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		<title>Autismo, numeri in continuo aumento e cause ancora sconosciute</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/19/autismo-numeri-in-continuo-aumento-e-cause-ancora-sconosciute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 09:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Mondiale autismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione nazioni unite]]></category>
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					<description><![CDATA[Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2 aprile Giornata Mondiale della consapevolezza sull&#8217;autismo, perché ci sia una sensibilizzazione di tutti sull&#8217;autismo, forma di comportamento comune a tante malattie rare note ed ignote, che rappresenta attualmente un gravissimo problema a livello mondiale. Una ricerca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>Nazioni Unite</strong> hanno proclamato il 2 aprile <strong>Giornata Mondiale della consapevolezza sull&#8217;autismo</strong>, perché ci sia una sensibilizzazione di tutti sull&#8217;autismo, forma di comportamento comune a tante malattie rare note ed ignote, che rappresenta attualmente un gravissimo problema a livello mondiale.</p>
<p>Una ricerca accuratamente condotta fra il <strong>2000 e il 2012</strong> negli USA dal CDC di Atlanta sui bambini che via via compivano gli<strong> otto anni</strong> dimostra che l&#8217;<strong>autismo</strong> raddoppia nel decennio, passando dal 7 al 15 per mille, pari a un bambino ogni 68.</p>
<p>La rilevazione del 2012 ha confermato lo stesso dato come stabile. I dati delle Regioni italiane sono scarsi e disomogenei ed oggi contano soltanto <strong>5 bambini su 1000</strong>, ma i bambini con autismo sono molti di più: la differenza si spiega perché non vengono fatte le <strong>diagnosi</strong>, sopratutto per i casi meno gravi. La diagnosi precoce è importante perché consente di fare interventi tanto più efficaci quanto maggiore è la plasticità del cervello nei primi anni di vita.<br />
La Linea guida n. 21 dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità constata che, se è vero che non vi sono ancora interventi farmacologici per curare l&#8217;autismo, alcune strategie di educazione speciale mediate dai genitori e basate sull&#8217;Analisi Applicata del Comportamento possono dare buoni risultati per migliorare la qualità di vita delle persone con autismo e delle loro famiglie. Purtroppo la conoscenza di queste strategie è poco diffusa in Italia, dove molti operatori addirittura le osteggiano, con rinnovata forza negli ultimi tempi. Perciò si assiste al paradosso che le tante risorse umane messe a disposizione nella scuola italiana (insegnanti di sostegno, educatori, assistenti alla comunicazione, altri assistenti tecnici) non ottengono buoni risultati: al termine della scuola i ragazzi con autismo finiscono quasi tutti a carico delle famiglie oppure in ghetti per disabili mentali, centri diurni e poi residenziali, privi di personale esperto sull&#8217;autismo.</p>
<div>Ad oggi <strong>non si conoscono ancora</strong> con certezza le <strong>cause dell’autismo</strong>.  La varietà e la complessità della sintomatologia autistica ha favorito negli anni la proliferazione di una miriade di teorie diverse volte a cercare una spiegazione rispetto alle cause dell’insorgenza dell’autismo.
</div>
<div>Alcune tra queste sono state smentite dall’intera comunità scientifica (teoria bettelheimiana, 1967) altre invece suscitano maggiori dibattiti in merito alla loro veridicità.</div>
<div>Molto spesso la diatriba nasce dal fatto che i vari modelli eziopatogenetici identificano aspetti che effettivamente sono deficitari e rappresentativi della sintomatologia autistica, ma non sempre possono essere identificati come fattori causali cioè responsabili della patologia autistica.
</div>
<div>Questo chiama in causa la differenza tra causalità e correlazione. Quando parliamo di causalità facciamo riferimento a delle variabili la cui presenza comporta l’emergere della patologia o di alcuni sintomi, quando si parla di correlazione si fa riferimento a variabili che molto spesso si presentano insieme ma che non necessariamente dipendono una dall’altra.</div>
<div>Quello che viene messo in evidenza da questi modelli sono più che altro correlazioni di sintomi e comportamenti, per esempio molto spesso i bambini con autismo presentano difficoltà nel sonno (correlazione), ma non si potrebbe dire che dormire poco causa l’autismo (causa &#8211; effetto).</div>
<p>Il <strong>2 aprile in tutto il mondo</strong> le città<strong> illuminano di blu</strong> i monumenti più rappresentativi a testimoniare la vicinanza della cittadinanza alle persone con autismo e alle loro famiglie. Anche in Italia il 2 Aprile si contano moltissime manifestazioni,come riportato nei siti: <a href="http://angsa.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.angsa.i</a>t oppure <a href="http://www.fondazione-autismo.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.fondazione-autismo.it</a></p>
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		<title>Pfas, bando da 300mila euro della Regione per studiarne effetti sulla salute</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/02/07/pfas-bando-300mila-euro-della-regione-studiarne-effetti-sulla-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2018 14:02:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Coletto]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione del Veneto ha emanato un bando per finanziare con 300.000 Euro progetti di ricerca innovativi sugli effetti delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nella specie umana. “Su questo fronte – dice l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – la Regione Veneto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione del Veneto ha emanato un bando per finanziare con 300.000 Euro progetti di ricerca innovativi sugli effetti delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nella specie umana.</p>
<p>“Su questo fronte – dice l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – la Regione Veneto sta portando avanti un grande lavoro di squadra tra le competenze dell’Ambiente e quelle della Sanità, che ha raggiunto obbiettivi concreti e importanti. Ora mettiamo in campo un forte investimento sulla ricerca sanitaria”<br />
“Decine di migliaia di persone a suo tempo esposte a PFAS tramite l’acqua contaminata – aggiunge l’Assessore &#8211; stanno usufruendo di controlli sanitari gratuiti offerti dalla Regione. Tuttavia, gli effetti delle sostanze PFAS sulla salute vanno studiati ancora a fondo, anche perché lo screening sulle persone dovrà giocoforza durare anni e il progresso delle conoscenze in materia consentirà di migliorare gli interventi di prevenzione e cura a beneficio della popolazione esposta”.<br />
Gli studi potranno durare al massimo 24 mesi e dovranno essere in grado di produrre risultati rapidamente trasferibili al contesto regionale, contribuendo al processo di valutazione del rischio dell&#8217;inquinamento da PFAS.</p>
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		<title>Intelligenza emotiva durante la corsa, uno studio sulla Padova Marathon. Ecco cosa c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sport/2017/11/12/intelligenza-emotiva-la-corsa-uno-studio-sulla-padova-marathon-cosa-ce-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2017 20:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Padova Marathon 2017]]></category>
		<category><![CDATA[università degli studi di Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[Come vengono affrontate l’ansia e la fatica che caratterizzano la corsa di resistenza? A questa domanda ha risposto lo studio effettuato da un team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università degli Studi di Padova, svolto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come vengono affrontate l’ansia e la fatica che caratterizzano la corsa di resistenza? A questa domanda ha risposto lo studio effettuato da un team di ricercatori del <strong>Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università degli Studi di Padova</strong>, svolto in collaborazione con <strong>Assindustria Sport Padova</strong>. I dati &#8211; raccolti attraverso più di <strong>700 questionari</strong> compilati durante l’Expo della <strong>Padova Marathon</strong> <strong>2017</strong> nei giorni immediatamente precedenti alla competizione, e successivamente elaborati e rapportati ai rilievi cronometrici ottenuti in gara dai podisti &#8211; sono ora disponibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I ricercatori hanno messo a punto un questionario nel quale ai partecipanti <strong>è stato chiesto</strong> di riportare la loro preparazione in vista della gara ed esperienza sulla distanza che avrebbero percorso durante la competizione (21Km o 42Km). Successivamente sono stati misurati l’ansia di tratto, ovverosia la predisposizione individuale a provare ansia, e l’intelligenza emotiva di tratto, ovverosia la predisposizione individuale a conoscere, individuare e regolare le proprie emozioni. Infine sono state misurate alcune variabili demografiche come il genere e l’età degli atleti che hanno partecipato allo studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«<em>La letteratura psicologica dimostra che l’ansia può ridurre la performance degli atleti poiché “consuma” le loro risorse cognitive facendoli concentrare eccessivamente sulle proprie preoccupazioni piuttosto che sull’esecuzione del gesto atletico»</em>, sottolineano il <strong>dottor Enrico Rubaltelli e la dottoressa Irene Leo</strong>, responsabili scientifici dello studio. «<em>Nella corsa di resistenza, in particolare, l’ansia può portare a una perdita di concentrazione quando lo sforzo diventa particolarmente intenso durante la fine della gara e a una conseguente incapacità di sostenere il ritmo desiderato. Da questo punto di vista, ricerche precedenti hanno mostrato che persone con alta intelligenza emotiva di tratto sono più capaci di regolare le proprie emozioni: per esempio, hanno una disposizione meno marcata a provare ansia e vedono le difficoltà come sfide. La ricerca in campo sportivo ha mostrato che runners con alta intelligenza emotiva di tratto hanno una tendenza a provare emozioni più positive sia prima sia dopo una ultra-maratona. Nonostante la letteratura mostri un effetto dell’intelligenza emotiva di tratto sulla gestione delle emozioni nello sport, nessuna ricerca è andata a verificare se questa relazione ha un effetto sulla performance finale degli atleti impegnati in corse di resistenza come la maratona e la mezza maratona. Il nostro studio è stato quindi il primo a cercare di dare una risposta a questa domanda».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I risultati hanno mostrato</strong> che, controllando per variabili demografiche e livello di allenamento degli atleti, l’intelligenza emotiva ha un effetto sul tempo finale di gara per entrambe le distanze studiate. <strong>Nel caso della mezza maratona </strong>(sulla base delle risposte a 435 questionari), è emerso che i runner con un’intelligenza emotiva di tratto più alta hanno una minore predisposizione a provare ansia e ottengono un tempo finale più veloce. L’effetto dell’allenamento è statisticamente meno determinante rispetto alle variabili psicologiche, ovverosia l’effetto dell’intelligenze emotiva nel calmierare l’ansia degli atleti permettendo loro di correre più veloci. In altre parole, a parità di allenamento arriva prima chi ha un’intelligenza emotiva di tratto più alta (e una minore predisposizione a provare ansia).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nel caso della maratona </strong>(292 questionari), è risultato meno determinante il ruolo dell’ansia e più importante il livello di preparazione degli atleti (un risultato non sorprendente considerando che per correre i 42Km serve una preparazione decisamente superiore ai 21Km). Tuttavia, il modello statistico ha mostrato che, per la distanza della maratona, sia l’allenamento sia l’intelligenza emotiva di tratto influenzano il tempo che i runner pensano di poter fare prima della gara. A sua volta chi pensa di poter correre più veloce effettivamente conclude la gara in un tempo più veloce. «Questo risultato è già di per sé sorprendente perché in numerosi casi le persone tendono ad avere un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità e ci si sarebbe potuti aspettare una tendenza a sovrastimare il proprio grado di preparazione. La cosa più interessante è però data dal fatto che non basta allenarsi molto per pensare di poter fare un tempo migliore (e per riuscirci) ma serve anche la componente mentale che permette, controllando i dubbi della vigilia, di credere nelle proprie potenzialità e di riuscire a realizzarle nel momento in cui lo sforzo diventa più intenso mettendo a rischio il risultato finale» sottolineano il dottor Enrico Rubaltelli e la dottoressa Irene Leo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I ricercatori del <strong>Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione</strong> stanno attualmente organizzando una nuova serie di studi di laboratorio dove i runners correranno indoor e dove sarà possibile analizzare in modo continuo la loro performance aggiungendo parametri fisiologici a quelli psicologici. Inoltre, sulla base di questi fondamentali risultati, ottenuti grazie alla collaborazione con Assindustria Sport Padova, i ricercatori stanno sviluppando un programma di allenamento mentale e di sviluppo dell’intelligenza emotiva di tratto per sportivi (denominato <em>Emotional Running</em>), che si dovrebbe tradurre in una migliore prestazione in termini di tempo finale di gara.</p>
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