Paul Zanette, giocatore dell’Asiago hockey sospeso dal Tribunale Nazionale Antidoping

Dopo la notizia giunta ieri dal Tribunale Nazionale Antidoping il giocatore in forza al club dell’Altopiano ha voluto rilasciare una dichiarazione che, almeno in parte, spiega ciò che è successo, ora toccherà agli organi competenti stabilire la sanzione.

Paul Zanette, come comunicato dal Coni, è stato trovato positivo all’Anfetamina a seguito di un controllo disposto da NADO ITALIA al termine della gara Val Pellice-Asiago Hockey andata in scena a Torre Pellice lo scorso 8 marzo.

La prima Sezione del TNA ha comunicato che, in accoglimento dell’istanza di sospensione proposta dall’Ufficio Procura Antidoping, ha provveduto a sospendere l’atleta in via cautelare:

“La nostra politica, in linea con quella del Coni – sottolinea il Presidente dell’Asiago Hockey Piercarlo Mantovani – è improntata sulla massima onestà e trasparenza. Non appena siamo stati informati dell’accaduto ci siamo subito messi a disposizione dell’Ufficio Procura Antidoping che ci ha comunicato il fatto. Prendiamo atto di tutto ciò e, in accordo con il Coni, rimaniamo a disposizione per eventuali interventi”.

All’indomani della bomba scoppiata in casa giallorossa lo stesso giocatore ha voluto raccontare la sua versione su quanto successo, escludendo categoricamente l’utilizzo di sostanze dopanti per alterare le prestazioni sportive, ma si tratterebbe, a sua detta, di un semplice farmaco utilizzato per ottenere la massima concentrazione in vista di un esame universitario. Di seguito le dichiarazioni integrali di Paul Zanette:

Sono molto dispiaciuto per quanto accaduto. In vista di un esame per un Master di Economia in Scozia, presso la University of Edinburgh Business School , in un giorno libero da partite e allenamenti e dedicato interamente allo studio, ho assunto un medicinale, e solo quella volta, per aiutare la mia concentrazione. 
 Successivamente, il 17 di marzo mi sono recato a Edimburgo per sostenere l’esame che poi ho superato.
 Preciso che non ho assunto medicinali o quant’altro per falsare le mie prestazioni sportive, ma solo per aiutare la mia concentrazione nel poco tempo a mia disposizione per lo studio; e ciò uno sola volta. Non sapevo che il detto medicinale fosse compreso nella lista delle sostanze proibite.
 Chiedo scusa alla società, ai miei compagni di squadra e ai tifosi e sportivi in genere, ma ho agito in buona fede e solo per aiutare i miei studi. Confido di chiarire al più presto la mia posizione davanti agli organi competenti.”