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	<title>acqua &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Pfas, prorogato di un anno lo stato di emergenza. Previste opere per quasi 60 milioni di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/04/05/pfas-prorogato-di-un-anno-lo-stato-di-emergenza-previste-opere-per-quasi-60-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 12:56:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>
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		<category><![CDATA[Dipartimento di Protezione Civile]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la prima dichiarazione dello stato di emergenza del marzo 2018, il Commissario delegato per l’attuazione dei primi interventi urgenti ha provveduto alla stesura di un Piano di interventi emergenziali, nel quale, in base allo stanziamento previsto nella Deliberazione del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la prima dichiarazione dello stato di emergenza del marzo 2018, il Commissario delegato per l’attuazione dei primi interventi urgenti ha provveduto alla stesura di un Piano di interventi emergenziali, nel quale, in base allo stanziamento previsto nella Deliberazione del Consiglio dei Ministri, sono previste opere pari ai <strong>56,8 milioni di euro</strong>. Approvato il piano a dicembre 2018 dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile, sono state avviate, di concerto con gli enti coinvolti, le opere di progettazione delle infrastrutture acquedottistiche necessarie ad interconnettere gli <strong>acquedotti contaminati</strong> con fonti idropotabili di buona qualità presenti in altre aree del Veneto.</p>
<p>La proroga dello stato di emergenza fino al 2020, chiesta e ottenuta dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, è stata avanzata per permettere di completare tutte le opere acquedottistiche previste. Data la complessità degli interventi, la proroga permette, infatti, di poter disporre del tempo necessario per l’avvio di tutte le opere, garantendo un flusso costante di informazioni e un aggiornamento costante sullo stato di attuazione direttamente con il <strong>Dipartimento di Protezione Civile</strong>. Il tutto a maggior tutela delle comunità e dei territori coinvolti dalla contaminazione.</p>
<p>“Una decisione tempestiva e appropriata, che avevo chiesto formalmente con una lettera il 20 marzo scorso, della quale ringrazio il Premier Conte e tutto il Governo. Quella dei PFAS è un’emergenza ecologica nazionale, pari a quella della diossina che colpì Seveso nel 1976. Avere tutti gli strumenti operativi più concreti per affrontarla è fondamentale”.</p>
<p>Queste le parole del Presidente della Regione del Veneto, alla luce della proroga di un anno dello stato di emergenza in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche in alcuni territori delle province di Vicenza, Verona e Padova, decisa nella tarda serata di ieri dal Consiglio dei Ministri.</p>
<p>“Con il prolungamento dello stato di emergenza – aggiunge il Governatore &#8211; il Commissario delegato Nicola dell’Acqua, nominato a seguito della dichiarazione del 21 marzo 2018, prosegue quindi nel complesso lavoro di realizzazione e completamento di tutte le opere acquedottistiche previste per dare una risposta strutturale al problema. Lo dobbiamo, noi come lo Stato, alle decine di migliaia di persone coinvolte da questo inquinamento epocale e ai nostri figli, che hanno il diritto di trovare il più presto possibile una situazione ambientale risanata alla radice”.</p>
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		<title>Nuoto Vicenza e Piscine di Vicenza, siglato accordo per l&#8217;avvio di nuove attività in acqua</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/18/nuoto-vicenza-e-piscine-di-vicenza-siglato-accordo-per-lavvio-di-nuove-attivita-in-acqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 16:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[attività natatorie]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa mattina nella sede delle piscine di viale Ferrarin è stato sottoscritto un accordo tra Nuoto Vicenza e Piscine di Vicenza per l&#8217;utilizzo dello spazio acqua dell&#8217;impianto per attività natatorie e agonistico-sportive. Erano presenti l&#8217;assessore alle attività sportive Matteo Celebron; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina nella sede delle piscine di viale Ferrarin è stato sottoscritto un accordo tra Nuoto Vicenza e Piscine di Vicenza per l&#8217;utilizzo dello spazio acqua dell&#8217;impianto per attività natatorie e agonistico-sportive.</p>
<p>Erano presenti l&#8217;assessore alle attività sportive Matteo Celebron; Paolo Gecchelin, presidente di Piscine di Vicenza, società che gestisce l&#8217;impianto di viale Ferrarin; Armando Merluzzi dell&#8217;asd Nuoto Vicenza Libertas, società utilizzatrice dello spazio acqua dell&#8217;impianto per l&#8217;attività agonistica; e il delegato provinciale Coni Giuseppe Falco.</p>
<p>“Il mio ringraziamento va a Piscine di Vicenza e Nuoto Vicenza – ha dichiarato l&#8217;assessore alle attività sportive – in quanto entrambe concorrono alla concreta realizzazione del valore dello sport e dell&#8217;agonismo. L’accordo di oggi garantirà a Nuoto Vicenza gli spazi acqua di cui necessita per svolgere l’attività agonistica e permette a Piscine di Vicenza di ospitare nella propria struttura atleti di tutto rispetto. Continueremo a lavorare anche nei prossimi mesi perché ci sia una collaborazione sempre più proficua, per consolidare e rafforzare il già stretto legame tra le due società”.</p>
<p>“È nell’interesse dell’amministrazione – conclude Celebron &#8211; perseguire entrambe le strade: avere una struttura funzionale e fruibile agli utenti che allo stesso tempo garantisca spazi e strutture al settore agonistico”.</p>
<p>Piscine di Vicenza, società sportiva dilettantistica riconosciuta dal Coni e dalla Federazione Italiana Nuoto, fin dal 1997, anno di costituzione, gestisce la piscina coperta di viale Ferrarin (palazzetto del nuoto) e la piscina scoperta di viale Forlanini (parco acquatico). Conta 7 mila iscritti e 450 mila presenze annue (350 mila nella piscina coperta; 100 mila in quella scoperta). Ha un fatturato di 2.500.000 euro con investimenti di oltre 8 milioni di euro. Sono 50 mila gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado che frequentano la piscina.</p>
<p>Nuoto Vicenza Libertas, che vanta quasi 60 anni di attività &#8211; avendo raccolto l’eredità dell&#8217;Associazione Nuoto Vicenza, fondata nel 1956 -, conta oltre 250 atleti (62 nel nuoto, 65 nella pallanuoto, 48 nel nuoto sincronizzato, 60 master nuoto e pallanuoto, 4 Federazione Italiana Nuoto Paralimpico e 15 Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali). Per la prima volta nella storia della società, quest&#8217;anno due atleti sono stati convocati nella Nazionale A &#8211; settore mezzofondo (Pier Andrea e Massimiliano). Altri 4 atleti hanno partecipato ai campionati Italiani Giovanili con ottimi risultati e altri due hanno ricevuto medaglie nella staffetta. Due medaglie sono state ottenute, inoltre, dalla società ai campionati italiani settore ragazzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In foto da sinistra: Falco, Merluzzi, Celebron, Gecchelin</p>
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		<title>Pfas, mozione di Cristina Guarda (AMP): “Limiti Pfas verso lo zero: la Regione si muova”.</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/16/pfas-mozione-di-cristina-guarda-amp-limiti-pfas-verso-lo-zero-la-regione-si-muova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 13:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Guarda]]></category>
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					<description><![CDATA[“Mi auguro che oggi il Consiglio regionale approvi con un voto unanime la mozione da me presentata. Sarebbe un passaggio-chiave per spronare la Regione a farsi portavoce in Europa della contaminazione che ha coinvolto così pesantemente i nostri territori e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Mi auguro che oggi il Consiglio regionale approvi con un voto unanime la mozione da me<br />
presentata. Sarebbe un passaggio-chiave per spronare la Regione a farsi portavoce in Europa della<br />
contaminazione che ha coinvolto così pesantemente i nostri territori e per sollecitare la definizione di<br />
limiti tendenti allo zero&#8221;.</p>
<p>A dirlo la consigliera regionale Cristina Guarda (AMP), prima firmataria di una mozione che verrà discussa in Aula nel corso della seduta di oggi. Il voto finale sulla nuova Direttiva Acque Potabili è previsto nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo che si terrà dal 22 al 25 ottobre prossimi.<br />
Successivamente il testo approderà al Consiglio europeo, presso il quale anche il Governo italiano avrà<br />
modo di esprimere la propria posizione.</p>
<p>“L’imminente approvazione da parte del Parlamento europeo della nuova Direttiva sulle acque<br />
potabili è un’occasione irrinunciabile per introdurre limiti più stringenti ed efficaci contro<br />
l’inquinamento da sostanze come i Pfas. E’ doveroso che la Regione solleciti dunque in sede europea<br />
una regolamentazione che garantisca la più ampia protezione sanitaria ed ambientale nei confronti<br />
di popolazioni e territori che in Veneto sono già stati duramente colpiti dalle contaminazioni delle<br />
acque”.</p>
<p>“E’ fondamentale dare un segnale forte da parte di tutte le forze politiche – evidenzia l’esponente<br />
vicentina – sulla necessità di ingaggiare una battaglia vera contro l’inquinamento delle acque<br />
attraverso sostanze, che in natura non esistono, che causano non solo danni ingiustificabili per la<br />
salute dell’uomo e l’ambiente e che obbligano a sostenere ingenti spese sanitarie per far fronte<br />
all’emergenza, come sta già accadendo in Veneto”.</p>
<p>Di qui l’impegno cui viene vincolata la Giunta regionale, ovvero quello di “farsi parte attiva nelle sedi<br />
competenti affinché il Parlamento Europeo introduca con la nuova Direttiva UE sulle Acque Potabili<br />
limiti tendenti allo zero per le sostanze perfluoroalchiliche su tutto il territorio europeo, evitando così<br />
il ripetersi di gravi contaminazioni come quelle subite dalle comunità venete”.</p>
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		<item>
		<title>Pfas, Brusco (M5S) risponde a Miteni: &#8220;Chiarezza su sostanze presenti nel sito produttivo&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/ambiente/2018/04/10/pfas-brusco-m5s-risponde-a-miteni-chiarezza-su-sostanze-presenti-nel-sito-produttivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 14:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[collettore Arica]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Brusco]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[ “Miteni indica la pagliuzza e non guarda alla trave: l’azienda di Trissino si concentra infatti sui Pfas presenti nel collettore Arica, ma non si preoccupa di far chiarezza sul materiale presente nel proprio sito produttivo”.  A dirlo è il consigliere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv"> “Miteni indica la pagliuzza e non guarda alla trave: l’azienda di Trissino si concentra infatti sui Pfas presenti nel collettore Arica, ma non si preoccupa di far chiarezza sul materiale presente nel proprio sito produttivo”.  A dirlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle <strong>Manuel Brusco</strong>, che ricorda “l’importanza di quantificare anche la presenza dei Pfas nel terreno sottostante l’azienda. Parliamo di chissà quali materiali e di chissà che volumi – si rammarica Brusco – che possono contaminare la falda sotterranea, nella quale i tempi di movimento dell’acqua e delle sostanze che essa contiene sono molto più lunghi rispetto alle acque superficiali. Vogliamo sapere quanto ha scaricato Miteni fino a ieri e l’azienda deve anche dirci perché non collabora a pieno con le istituzioni al fine di definire chiaramente i criteri e le tempistiche per procedere a una vera e propria bonifica del sito di Trissino”.</div>
<div></div>
<div>
<div id="attachment_10339" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Brusco-Manuel.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-10339" class="size-medium wp-image-10339" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Brusco-Manuel-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Brusco-Manuel-300x233.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Brusco-Manuel-768x595.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Brusco-Manuel-1024x794.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Brusco-Manuel-290x225.jpg 290w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Brusco-Manuel.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-10339" class="wp-caption-text">Manuel Brusco</p></div>
<p>Secondo l’esponente pentastellato “Il resoconto cui Miteni fa riferimento nella propria comunicazione è quello pubblicato ad Arpav, che si riferisce ai rilevamenti del 2017 e che rileva come ‘il dato confermerebbe la tendenza alla diminuzione rilevata nei mesi precedenti’ come si legge nella relazione dell’agenzia per l’ambiente  ‘tuttavia occorre evidenziare che gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da una situazione di forte magra idrogeologica tanto che nel campionamento di agosto il piezometro MW18 è risultato essere in secca’. Siamo sicuri che in periodi ad elevata piovosità permanente i valori saranno quelli riportati da Miteni nel suo comunicato stampa? – chiede Brusco &#8211; Ricordiamoci che la falda è bassa e quindi la barriera in Miteni è facilitata dalla concentrazione dell&#8217;inquinante. Vorremmo capire a questo punto se l&#8217;inquinamento non si sia spostato verso altri pozzi di controllo e se i dati facciano riferimento a un pozzo ormai poco contaminato”.  “Noi lo diciamo da anni – conclude il consigliere regionale – è necessario bonificare il sito produttivo e spostare l’azienda in una zona che non sia a rischio, tutelando al contempo la salute dei lavoratori e i livelli occupazionali. Questo è un provvedimento che la Regione può disporre in qualsiasi momento, ma del quale il governo regionale non vuole prendersi la responsabilità”.</p></div>
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		<item>
		<title>Pfas, dati 2017 rivelano: negli scarichi Arica meno dell&#8217; 1% provengono da Miteni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/04/09/pfas-dati-2017-rivelano-negli-scarichi-arica-meno-dell-1-provengono-da-miteni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 16:36:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Trissino]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[I dati appena pubblicati da Arpav sulla presenza di Pfas nel 2017 al collettore Arica dimostrano una costante presenza di queste sostanze in concentrazioni anche centinaia di volte più elevate rispetto al contributo di Miteni. &#8220;E&#8217; la dimostrazione definitiva che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>I dati appena pubblicati da Arpav sulla presenza di <strong>Pfas</strong> nel 2017 al collettore Arica dimostrano una costante presenza di queste sostanze in concentrazioni anche centinaia di volte più elevate rispetto al contributo di Miteni. &#8220;<em>E&#8217; la dimostrazione definitiva che oggi e in passato ci sono altre fonti di inquinamento che nulla hanno a che vedere con l&#8217;azienda</em>&#8220;, sostiene Miteni.</div>
<div></div>
<div>Miteni dichiara di aver smesso di produrre C8 da sette anni ma queste sostanze continuano a essere presenti negli scarichi di Arica: 27 ng per litro di Pfos e 43 ng per litro di Pfoa.</div>
<div>Se si considerano tutti i Pfas, lo scarico Arica misura 692,5 ng per litro e il contributo totale di Miteni è dello 0,89% con 5,98 ng per litro.</div>
<div>Anche per i Pfas a catena corta, che Miteni pur produce, il dato dice che al collettore Arica Pfba e Pfbs, le due molecole C4, la concentrazione è di 297,5 ng per litro e Miteni contribuisce per il 1,9% con 5,6 ng per litro.</div>
<div></div>
<div>Oltre un anno fa il tribunale Superiore delle acque pubbliche si era pronunciato con una sentenza in cui indicava come affrontare l&#8217;emergenza. In quella sentenza aveva identificato non la produzione ma gli utilizzatori dei Pfas come fonte del problema, indicando un cronoprogramma interamente orientato a intervenire su queste aziende.</div>
<div>L&#8217;azienda di Trissino commenta così i dati pubblicati da Arpav:&#8221; <em>A fronte di queste evidenze, appare paradossale vi sia ancora oggi chi ritiene Miteni il problema. I fatti dicono che è l&#8217;unica azienda del territorio che sta togliendo Pfas dallambiente con la bonifica e la depurazione a fronte di numerose imprese che li utilizzano e che sulla base dei dati ora divenuti ufficiali rappresentano oltre il 99% della fonte di contaminazione&#8221;.</em></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pfas, Guarda (AMP): &#8220;Inserire anche Arzignano nei biomonitoraggi&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/13/pfas-guarda-amp-inserire-anche-arzignano-nei-biomonitoraggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 17:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Guarda]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[“Al momento non ci sono segnali circa l’intenzione della Giunta regionale di inserire il territorio di Arzignano tra quelli che saranno oggetto di biomonitoraggio sui Pfas. Eppure nell’area sono presenti diversi pozzi di approvvigionamento idrico, in primo luogo quello di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">“Al momento non ci sono segnali circa l’intenzione della Giunta regionale di inserire il territorio di Arzignano tra quelli che saranno oggetto di biomonitoraggio sui Pfas. Eppure nell’area sono presenti diversi pozzi di approvvigionamento idrico, in primo luogo quello di Canove, sul quale non è chiara l’entità dell’esposizione alle sostanze, soprattutto nei periodi in cui nell’area di pressione della Miteni non esisteva la barriera idraulica”. La presa di posizione è della Consigliera regionale <strong>Cristina Guarda</strong> (AMP) che ha presentato sul tema un’interrogazione.</div>
<div></div>
<div>
<div id="attachment_9968" style="width: 307px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Cristina-Guarda-1.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9968" class="size-medium wp-image-9968" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Cristina-Guarda-1-297x300.jpg" alt="" width="297" height="300" /></a><p id="caption-attachment-9968" class="wp-caption-text">Cristina Guarda</p></div>
<p>“Molti cittadini di Arzignano, preoccupati per il fatto di rifornirsi di acqua proveniente dal pozzo di Canove, si sono autonomamente sottoposti ad analisi del sangue per rilevare la presenza di sostanze perfluoroalchiliche nel sangue, con esiti che hanno rivelato valori sopra la media. Altri cittadini arzignanesi si stanno organizzando per effettuare le suddette analisi”. La Consigliera Guarda dunque incalza la Giunta chiedendo “Se vi è l’intenzione di inserire nel biomonitoraggio anche le aree e i residenti di Arzignano, oltre ad ufficializzare l&#8217;ampliamento della zona rossa, visto che manca ancora la delibera promessa a gennaio, e quali azioni sono previste per i pozzi di approvvigionamento idrico pubblico presenti nell’area contaminata dal plume, nello specifico per i pozzi di Canove di Arzignano, Montecchio e Brendola, visto che non esiste ancora alcun progetto per il filtraggio o la sostituzione delle fonti idriche”.</p></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Acqua, firmato accordo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/10/30/acqua-firmato-accordo-veneto-friuli-venezia-giulia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 15:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ATO]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’ambito del processo di riordino delle Autorità d’Ambito Territoriali Ottimali del servizio idrico integrato (le ATO), sono stati aggiornati gli accordi con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in merito alle funzioni di governo delll&#8217;ATO “Lemene”, già costituito con un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito del processo di riordino delle Autorità d’Ambito Territoriali Ottimali del servizio idrico integrato (le ATO), sono stati aggiornati gli accordi con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in merito alle funzioni di governo delll&#8217;ATO “Lemene”, già costituito con un precedente accordo del 2006.</p>
<p>&#8220;Con la firma di oggi &#8211; spiega l&#8217;assessore alla Difesa del Suolo Gianpaolo Bottacin &#8211; abbiamo avviato una nuova Intesa per il funzionamento dell’organo di governo del servizio idrico integrato nel medesimo ATO, aggiornato rispetto al precedente Accordo in conseguenza di nuove leggi regionali in materia nel frattempo sopravvenute&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si tratta di un atto importante – aggiunge l’Assessore Veneto &#8211; a conclusione di un delicato percorso che coinvolge anche undici realtà territoriali venete, che sancisce anche la prosecuzione di un positiva forma di collaborazione interregionale su un tema delicato come l&#8217;acqua che, si sa, non si può fermare ai confini geografici&#8221;</p>
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		<title>Pfas. Guarda (AMP): “Sulle nuove fonti acquedottistiche solo fake news di Zaia e Bottacin”.</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/09/15/pfas-guarda-amp-sulle-nuove-fonti-acquedottistiche-solo-fake-news-zaia-bottacin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 20:36:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Guarda]]></category>
		<category><![CDATA[fratta gorzone]]></category>
		<category><![CDATA[Gianapolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[zona rossa]]></category>
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					<description><![CDATA[La vicenda Pfas continua a tenere banco, sembrano non bastare le risposte della Regione ai cittadini della zona rossa. Ad intervenire è ancora una volta Cristina Guarda che esprime il proprio dissenso sulle dichiarazioni rilasciate dall&#8217;Assessore Gianpaolo Bottacin. “Al Ministero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda Pfas continua a tenere banco, sembrano non bastare le risposte della Regione ai cittadini della zona rossa. Ad intervenire è ancora una volta Cristina Guarda che esprime il proprio dissenso sulle dichiarazioni rilasciate dall&#8217;Assessore Gianpaolo Bottacin.</p>
<div id="attachment_5702" style="width: 307px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Cristina-Guarda.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-5702" class="size-medium wp-image-5702" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Cristina-Guarda-297x300.jpg" alt="" width="297" height="300" /></a><p id="caption-attachment-5702" class="wp-caption-text"><em>Cristina Guarda</em></p></div>
<p>“<em>Al Ministero dell’Ambiente non risulta che la Giunta abbia consegnato progetti per la realizzazione delle nuove fonti acquedottistiche, nonostante quello che l&#8217;assessore Bottacin ha raccontando ai cittadini della zona rossa contaminata dai Pfas, in occasione dell&#8217;incontro del 6 settembre presso Palazzo Balbi. Dopo mesi di rimpallo delle responsabilità, Zaia e i suoi ora stanno raschiando il fondo del barile,  tra affermazioni ambigue e vere e proprie fake news”</em>.</p>
<p>Queste le dichiarazioni rilasciate  dalla consigliera regionale Cristina Guarda (AMP).</p>
<p><strong>Cristina Guarda, quali sono i progetti che la Regione Veneto intende attuare al fine di risolvere il problema?</strong></p>
<p>“<em>Gli unici progetti che la Regione ha spedito al ministero a fine luglio sono quelli relativi all’accordo Fratta-Gorzone per la gestione dei fanghi delle concerie. Ma sul fronte dei Pfas e delle nuove fonti di acqua pulita, il ritardo si accumula , mentre il ministero dell&#8217;ambiente ribadisce la necessità di individuare i progetti per poter provvedere allo stanziamento degli 80 milioni disponibili”.</em></p>
<p><strong>Se fosse vero quello che dice, gli amministratori della Regione avrebbero grosse responsabilità in merito, non crede?</strong></p>
<p>“<em>Quello di Zaia e Bottacin è un atteggiamento irresponsabile ed intollerabile, specialmente perché mina la fiducia cercata con fatica da cittadini che richiedono anzitutto interventi celeri e trasparenza. E&#8217; quantomai necessario e urgente  un confronto istituzionale tra Regione e Ministero”.</em></p>
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		<title>Acqua inquinata ad Arcugnano, interessate anche 17 utenze del Comune di Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/12/16/acqua-inquinata-ad-arcugnano-interessate-anche-17-utenze-del-comune-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 06:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arcugnano]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acque vicentine]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche 15 famiglie e due esercizi pubblici del Comune di Vicenza sono coinvolti nell&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua potabile che sta interessando un migliaio di utenze del Comune di Arcugnano, nelle frazioni di Torri di Arcugnano e Fontega. Per questo motivo, al pari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche 15 famiglie e due esercizi pubblici del Comune di Vicenza sono coinvolti nell&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua potabile che sta interessando un migliaio di utenze del Comune di Arcugnano, nelle frazioni di Torri di Arcugnano e Fontega.<span id="more-2960"></span></p>
<p lang="it-IT">Per questo motivo, al pari di <strong>Arcugnano</strong>, anche <strong>Vicenza</strong> ha emesso un&#8217;ordinanza contingibile e urgente rivolta alla quarantina di cittadini corrispondenti alle utenze coinvolte, tutte concentrate in otto fabbricati di strada del Tormeno e strada di Bisortole.</p>
<p lang="it-IT">Tutti gli interessati sono già stati avvisati da <strong>Acque Vicentine</strong>, gestore del servizio, che ha dato istruzioni circa l&#8217;uso alimentare e domestico dell&#8217;acqua del rubinetto, raccomandandone la <strong>bollitura per almeno 5 minuti</strong>.</p>
<p>Come noto, a seguito delle segnalazioni per acqua maleodorante, nei giorni scorsi Acque Vicentine ha prelevato dei campioni in zona Fontega e Torri di Arcugnano, la cui tubazione alimenta anche otto fabbricati che ricadono nel territorio comunale di Vicenza.</p>
<p>L’esito delle analisi non è stato favorevole sotto l’aspetto microbiologico così come non sono stati per ora sufficienti a far rientrare l&#8217;emergenza i numerosi lavaggi delle condotte eseguiti dal gestore.</p>
<p>Per questo è necessario che le famiglie e gli esercizi pubblici coinvolti nell&#8217;inquinamento si attengano a quanto indicato nell&#8217;ordinanza del sindaco, fino alla sua revoca, ovvero <strong>al divieto di utilizzare l&#8217;acqua proveniente dall&#8217;acquedotto pubblico a scopo potabile, per la produzione di alimenti e per gli usi domestici, se non previa bollitura per almeno 5 minuti.</strong> Gli interessati sono inoltre invitati ad agevolare il ricambio dell&#8217;acqua della rete, facendola defluire dai rubinetti.</p>
<p>Le attività di disinfezione stanno proseguendo anche in queste ore e per questo motivo i cittadini interessati potranno avvertire un leggero odore di cloro aprendo il rubinetto.</p>
<p>Sarà l’autorità sanitaria locale ad effettuare i controlli finali e a certificare al momento opportuno il ripristino della potabilità dell’acqua, proponendo al sindaco di revocare l’ordinanza.</p>
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