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	<title>acquacoltura &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Contributi ad attività ittiche e di acquacoltura, in arrivo 1,5 milioni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/29/contributi-ad-attivita-ittiche-acquacoltura-arrivo-15-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 17:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acquacoltura]]></category>
		<category><![CDATA[bandi]]></category>
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		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta regionale ha dato il definitivo via libera – su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla Pesca Giuseppe Pan &#8211; alla riapertura dei termini per contributi Feamp alla pesca e all’acquacoltura sostenibili. Sono messi a bando 1.470.387 euro della programmazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta regionale ha dato il definitivo via libera – su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla Pesca Giuseppe Pan &#8211; alla riapertura dei termini per contributi Feamp alla pesca e all’acquacoltura sostenibili. Sono messi a bando<strong> 1.470.387 euro</strong> della programmazione comunitaria di settore 2014-2020, di cui <strong>220.558 euro di fonte regionale</strong> e <strong>514.635 di fonte statale</strong>, a sostegno di 13 misure che puntano all’innovazione, efficienza energetica, occupazione e sviluppo delle attività ittiche.<br />
Queste risorse vanno ad aggiungersi a quelle attivate con la precedente delibera n. 213 del 28 febbraio 2017 per <strong>euro 7.219.427</strong>.</p>
<p>“Con l’attivazione dei nuovi bandi – commenta l’assessore regionale alla pesca Pan &#8211; sono rese disponibili le risorse Feamp ad esaurimento delle disponibilità per l’esercizio 2017. In precedenza,  sono stati approvati altri<strong> 15 bandi</strong> per l’attivazione di 23 misure di intervento, per un totale di risorse pubbliche pari a <strong>7,2 milioni</strong>. In totale, quindi, quest’anno la Regione ha messo in moto <strong>8,7 milioni per il settore ittico</strong>”.</p>
<p>Le domande di contributo dovranno essere presentate alla Direzione regionale agroambiente, caccia e pesca, che ne curerà l’istruttoria, entro 45 giorni dalla pubblicazione dei bandi sul Bollettino ufficiale della Regione. La relativa modulistica è disponibile sul sito della Giunta, http://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/programmazione-2014-2020-feamp.</p>
<p>Potranno concorrere all’assegnazione dei contributi gli interventi volti all’innovazione nel settore pesca; alla creazione di posti di lavoro e alla promozione del capitale umano; di diversificazione del reddito attraverso lo sviluppo di attività complementari; avviamento di giovani pescatori; protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini; di miglioramento dell’efficienza energetica dei pescherecci; di miglioramento della qualità del pescato nonché di miglior utilizzo delle catture indesiderate; e – infine – di miglioramento dell’efficienza energetica delle imbarcazioni e delle infrastrutture nei siti di sbarco per i pescatori che operano in laguna e nei laghi e fiumi della regione. Quattro dei tredici bandi sono riservati al settore acquacoltura con queste finalità: creazione di servizi di gestione e consulenza alle imprese; ingresso di nuovi operatori; sviluppo di colture biologiche e di sistemi di ecogestione; miglioramento dell’ambiente e della biodiversità.</p>
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		<title>Salmone allevato? Colori e mangimi pronti in tavola</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/12/14/salmone-allevato-colori-mangimi-pronti-tavola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2016 11:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[acquacoltura]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento ittico]]></category>
		<category><![CDATA[salmone]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
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					<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti cosa abbiano in comune gli animali che l’uomo alleva da millenni? La risposta è forse più semplice di quanto immaginiate: si tratta da sempre di specie non carnivore, cioè che non richiedono l’allevamento di altri animali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti cosa abbiano in comune gli animali che l’uomo alleva da millenni? La risposta è forse più semplice di quanto immaginiate: si tratta da sempre di <strong>specie non carnivore</strong>, cioè che non richiedono l’allevamento di altri animali per il proprio sostentamento. Questa una ricerca pubblicata da Slow Food.<span id="more-2918"></span></p>
<p>Questo però non succede in mare, dove l’<strong>acquacoltura</strong> promuove il consumo di massa di quattro specie ittiche di predatori: orata, rombo, spigola (o branzino) e salmone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_47538" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-47538 size-large" src="https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/12/Time_series_for_global_aquaculture_of_true_salmon-725x406.png" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" srcset="https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/12/Time_series_for_global_aquaculture_of_true_salmon-725x406.png 725w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/12/Time_series_for_global_aquaculture_of_true_salmon-480x269.png 480w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/12/Time_series_for_global_aquaculture_of_true_salmon-768x430.png 768w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/12/Time_series_for_global_aquaculture_of_true_salmon-300x168.png 300w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/12/Time_series_for_global_aquaculture_of_true_salmon-350x196.png 350w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/12/Time_series_for_global_aquaculture_of_true_salmon-500x280.png 500w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/12/Time_series_for_global_aquaculture_of_true_salmon.png 1181w" alt="time_series_for_global_aquaculture_of_true_salmon" width="725" height="406" /><figcaption class="wp-caption-text"><em>L’allevamento in acquacoltura del salmone dagli anni Cinquanta</em></figcaption></figure>
<p>Vogliamo parlarvi soprattutto di quest’ultimo, un po’ perché si avvicina il Natale , un po’ perché è un simbolo dell’assurdità dell’intero sistema alimentare. In media, 100 kg di salmone richiedono 25 kg di farine di pesce. È un dispendio enorme di risorse per il mare nonché una minaccia per la nostra salute: spesso, ad esempio, ai mangimi viene aggiunto <strong>endosulfano</strong>, un insetticida che Unione Europea e Stati Uniti hanno bandito. Ancora più incredibile il fatto che i salmoni vengano letteralmente colorati. In natura le loro carni assumono la tonalità rosea con cui le conosciamo solo nel periodo riproduttivo, quando i salmoni si nutrono di crostacei. Pensate che esiste addirittura un pantone apposito, ovvero una gamma di colori dove ogni industria può scegliere la sua varietà di <strong>«rosa salmone»</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-42852" src="https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/08/SalmoneIndustria-725x386.jpg" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" srcset="https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/08/SalmoneIndustria-725x386.jpg 725w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/08/SalmoneIndustria-480x256.jpg 480w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/08/SalmoneIndustria-768x409.jpg 768w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/08/SalmoneIndustria-300x160.jpg 300w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/08/SalmoneIndustria-350x187.jpg 350w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/08/SalmoneIndustria-500x267.jpg 500w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2016/08/SalmoneIndustria.jpg 1000w" alt="SalmoneIndustria" width="725" height="386" />Per fortuna, le <strong>alternative ai pesci-bistecca</strong> esistono eccome. Anche sul piano nutritivo: in mezzo chilogrammo di sarde troviamo più omega 3 che in una quantità corrispondente di salmone. Mangiando molluschi bivalvi, oltre agli omega 3 si assimilano oligoelementi e minerali che la carne di salmone allevato non possiede. Capesante, cozze, ostriche, vongole e le specie affini possono quindi essere un’ottima alternativa al salmone.</p>
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