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	<title>Adolescenza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>In Veneto 55.000 bambini a rischio di cure inappropriate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/25/veneto-55-000-bambini-rischio-cure-inappropriate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2017 07:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Neuropsichiatria dell’Infanzia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il declassamento di tutte le Unità Operative Complesse di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza a Unità Semplici deciso dalla Regione Veneto peggiora ulteriormente la risposta ai bisogni dei bambini con disturbi del neurosviluppo e delle loro famiglie. Le nuove Unità diventeranno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il declassamento di tutte le Unità Operative Complesse di <strong>Neuropsichiatria dell’Infanzia</strong> e dell’Adolescenza a Unità Semplici deciso dalla <strong>Regione Veneto</strong> peggiora ulteriormente la risposta ai bisogni dei bambini con disturbi del neurosviluppo e delle loro famiglie. Le nuove Unità diventeranno sottocomponenti organizzative delle <strong>Unità Operative Complesse Infanzia</strong>, Adolescenza, Famiglia e Consultori, come se i disturbi del <strong>neurosviluppo</strong> fossero disturbi a preminente genesi sociale, con un passo indietro culturale di 40 anni.</p>
<p>A giudizio della Sezione Veneta della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), le Linee di Indirizzo per i nuovi Atti Aziendali definite dalla Regione Veneto, alla luce della fusione e riorganizzazione delle Aziende ULSS, avrebbero potuto essere un’occasione per migliorare la struttura organizzativa e garantire maggiore equità di risposte in tutto il territorio regionale ai problemi legati ai disturbi del neurosviluppo.</p>
<p>Invece, si è deciso il declassamento di tutte le Unità Operative Complesse di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza in Unità Operative semplici.<br />
Per l’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> (OMS), 1 bambino su 5 è colpito da un disturbo<br />
neuropsichico dell’età evolutiva (autismo, dislessia, disturbi di linguaggio, disabilità intellettiva,<br />
disturbi del comportamento e della condotta, dell’umore, anoressia, epilessia, disturbi neurologici<br />
complessi, malattie rare), che può determinare un quadro di disabilità anche grave. A livello<br />
nazionale, solo in meno della metà dei casi, i bambini con disturbi NPIA e le loro famiglie riescono<br />
ad avere dal Sistema Sanitario le risposte di cui necessitano e addirittura 1/3 degli adolescenti che<br />
hanno necessità di un ricovero ospedaliero per un grave disturbo psichiatrico finiscono in reparti<br />
per adulti.<br />
La situazione della Regione Veneto, dove<strong> 55.000 minori</strong> sono seguiti dai servizi pubblici, non fa eccezione ed è aggravata dalla estrema difformità dei servizi nelle diverse ex <strong>ULSS</strong>, come organizzazione, denominazione, risorse.</p>
<p>“<em>La decisione di ridimensionare le UO di neuropsichiatria Infantile</em> – sostiene Bernardo<br />
Dalla Bernardina, past President della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e<br />
dell’Adolescenza (SINPIA) &#8211; <em>comporterà uno scadimento delle capacità di diagnosi precoce e</em><br />
<em>trattamento dei disturbi neuropsichiatrici e della professionalità sanitaria necessaria in tale ambito.</em><br />
<em>Ne conseguiranno un marcato peggioramento dell&amp;#39;offerta sanitaria, un aumento dei costi per i</em><br />
<em>pazienti costretti a rivolgersi a strutture private o esterne alla Regione Veneto. Si tratterebbe inoltre</em><br />
<em>di una scelta in netta controtendenza con le direttive nazionali e le scelte sanitarie delle regioni più</em><br />
<em>avanzate in tale ambito”.</em></p>
<p>La Regione Veneto, unica in Italia, non avrà quindi negli anni futuri nessuna <strong>UOC di NPIA</strong>.<br />
Le nuove UOS di NPIA diventeranno sottocomponenti organizzative delle UOC Infanzia, Adolescenza, Famiglia e Consultori, come se i disturbi del neurosviluppo fossero disturbi a preminente genesi sociale, con un passo indietro culturale di 40 anni.<br />
E’ dimostrato infatti che i disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono disturbi a base neurobiologica, la cui espressività può essere modulata dall’ambiente e la cui diagnosi e cura richiede competenze specifiche specialistiche sanitarie che, alla luce delle nuove conoscenze nell’ambito delle neuroscienze, permettono non solo diagnosi sempre più tempestive ma soprattutto interventi terapeutici e riabilitativi efficaci.</p>
<p>“<em>La politica della Regione Veneto di avere ‘distretti forti’ è assolutamente condivisibile</em> &#8211;<br />
afferma Roberto Tombolato, Segretario Triveneto della Società Italiana di Neuropsichiatria<br />
dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) -, <em>ma per quanto riguarda la salute mentale del bambino</em><br />
<em>e dell&#8217;adolescente rischia di avere un&#8217;area di grande debolezza se non comprende la complessità,</em><br />
<em>la delicatezza e la peculiarità dell&#8217;attività svolta con minori affetti da patologie neuropsichiatriche.&#8221;</em></p>
<p>“<em>Le attività verso i soggetti con patologie neuropsichiatriche</em> &#8211; spiega Antonella<br />
Costantino, Presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza<br />
(SINPIA) &#8211;<em> richiedono diagnosi, a volte anche complesse, trattamenti riabilitativi, trattamenti</em><br />
<em>farmacologici, indagini cliniche strumentali, ricoveri ospedalieri, rapporti con i pediatri di famiglia,</em><br />
<em>con le scuole, tali da garantire una presa in carico del bambino e della famiglia e della rete di</em><br />
<em>strutture scolastiche e sociali. Per poter fare questo servono Servizi Specialistici di NPI competenti e multiprofessionali, che vedano la presenza di medici NPIA, psicologi, logopedisti, terapisti della</em><br />
<em>neuropsicomotricità dell’età evolutiva, educatori professionali, infermieri, diretti da un medico</em><br />
<em>specialista in NPIA, che eroghino trattamenti riabilitativi i cui risultati siano basati sulle più</em><br />
<em>aggiornate evidenze scientifiche, con specificità diverse per le diverse patologie, e integrati sul</em><br />
<em>bambino, la famiglia e la scuola. Devono inoltre potersi muovere con sufficiente autonomia su tutti i</em><br />
<em>livelli Istituzionali necessari per poter supportare la rete in cui il minore e la famiglia sono inseriti.</em><br />
<em>Un distretto forte non può rinunciare ad un servizio di NPIA con una struttura organizzativa</em><br />
<em>idonea a garantire le necessarie attività complesse e coordinate con gli altri servizi territoriali e</em><br />
<em>ospedalieri.&#8221;</em></p>
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