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	<title>Agenzia delle Entrate &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Mattone in ripresa, nel Nord-Est le compravendite registrano un +9,3%</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/09/mattone-in-ripresa-nel-nord-est-le-compravendite-registrano-un-93/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 08:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimonio immobiliare]]></category>
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					<description><![CDATA[Bene la ripresa del mattone che nel Nord-Est torna a crescere del +9,3% a fronte di una comunque buona media nazionale di +5,6% per le compravendite nel secondo trimestre del 2018 dopo la flessione dello scorso anno. Il Nord-Est è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bene la <strong>ripresa del mattone</strong> che nel <strong>Nord-Est</strong> torna a crescere del +9,3% a fronte di una comunque buona media nazionale di +5,6% per le compravendite nel <strong>secondo trimestre del 2018</strong> dopo la flessione dello scorso anno.</p>
<p>Il Nord-Est è l’area territoriale in cui si è registrato il maggior aumento delle compravendite rispetto al medesimo trimestre dello scorso anno. E’ quanto afferma Uecoop Veneto su dati <strong>Agenzia delle Entrate</strong> in relazione all’ultimo report<strong> Istat</strong> sull&#8217;indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento che aumenta dello 0,8% a livello nazionale trascinato in territorio positivo soprattutto dal valore delle nuove costruzioni ma frenato dal calo delle quotazioni di quelle esistenti. Il<strong> patrimonio immobiliare</strong> italiano – spiega Uecoop Veneto – è caratterizzato da un alto grado di obsolescenza che impone un grande piano nazionale di ristrutturazione anche a livello antisismico in grado di rilanciare al tempo stesso un settore delle costruzioni in cui la ripresa è ancora troppo lenta considerato che la crisi in Italia è costata la perdita di 1 posto di lavoro su 3 negli ultimi sette anni nel comparto edilizio cooperativo con un calo a livello nazionale del 33,4% dell’occupazione.</p>
<p>Nonostante quasi <strong>90 miliardi di euro</strong> investiti dalle famiglie italiane nel mattone nel solo 2017 – spiega Uecoop Veneto – il settore edilizio che non è ancora tornato ai livelli precedenti alla crisi del 2008/2009 e dalla quale non si è ancora risollevato visto che solo nelle cooperative di costruzione sono stati persi oltre 18mila addetti. Una strage occupazionale – sottolinea Uecoop Veneto – a fronte della quale è urgente intervenire a sostegno del settore con misure che favoriscano il recupero strutturale ed energetico degli edifici esistenti oltre alla realizzazione di nuove costruzioni di qualità, comprese – conclude Uecoop Veneto &#8211; quelle di edilizia pubblica.</p>
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		<title>Rottamazione cartelle, ultimi giorni per trovare accordo con Agenzia Entrate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/05/rottamazione-cartelle-ultimi-giorni-per-trovare-accordo-con-agenzia-entrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2018 08:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[rottamazione cartelle]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è tempo fino al 15 maggio per aderire alla rottamazione cartelle. Per la &#8216;Definizione agevolata 2000/17&#8217;, è possibile presentare la domanda di adesione online con il servizio &#8216;Fai D.A. te&#8217; oppure inviando il &#8216;Modello DA 2000/17&#8217; con posta elettronica certificata. Il decreto legge [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è tempo fino al <b>15 maggio </b>per aderire alla <strong>rottamazione cartelle</strong>. Per la &#8216;Definizione agevolata 2000/17&#8217;, è possibile presentare la domanda di adesione online con il servizio &#8216;Fai D.A. te&#8217; oppure inviando il &#8216;Modello DA 2000/17&#8217; con posta elettronica certificata.</p>
<p>Il decreto legge 148/2017 &#8211; convertito con modificazioni dalla legge 172/2017 &#8211; stabilisce che rientrano nell&#8217;ambito della cosiddetta rottamazione i carichi affidati all’Agente della riscossione<b> dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017</b>.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"></div>
<p>Fanno eccezione, ricorda il sito dell&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate</strong>, &#8220;i carichi &#8216;non rottamabili&#8217; in base alla legge (art. 6, comma 10, del D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016)&#8221;: rientrano tra questi, &#8220;le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato oppure i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti&#8221;.</p>
<p><b>PRECEDENTI </b>&#8211; Eccezione, inoltre, per &#8220;i carichi interessati da una precedente &#8216;rottamazione&#8217; (presentata in base al D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016) che l’Agente della riscossione ha accolto oppure rigettato perché &#8216;non rottamabili&#8217; in base alla legge (art. 6, comma 10, del D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016)&#8221;.</p>
<p><b>MULTE &#8211; </b>&#8220;Chi intende aderire alla &#8216;rottamazione&#8217; &#8211; ricorda infine l&#8217;Agenzia &#8211; pagherà l’importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge&#8221;.</p>
<p><b>COSA SUCCEDE DOPO </b>&#8211; Per i carichi affidati dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, l&#8217;Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà inviare una Comunicazione entro il 30 giugno. A seguire, sarà possibile effettuare il pagamento in un’unica soluzione oppure in massimo 5 rate di pari importo, la prima delle quali entro il 31 luglio e l’ultima entro il 28 febbraio 2019.</p>
<p><b>RATE &#8211; </b>Per i carichi dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016, a coloro che hanno presentato la domanda dovrà essere inviata una comunicazione entro il 30 settembre. Il pagamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione o in un massimo di 3 rate: l’80% delle somme dovute in due rate di pari ammontare, rispettivamente entro il 31 ottobre e entro il 30 novembre 2018; il restante 20%, in un’unica rata, entro il 28 febbraio 2019. (AdnKronos)</p>
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		<title>Vicenza, nel complesso di San Biagio nuovo polo dell&#8217;Agenzia delle Entrate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/04/06/vicenza-nel-complesso-di-san-biagio-nuovo-polo-dellagenzia-delle-entrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 12:52:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[achille variati]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
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					<description><![CDATA[Firmato l’accordo per la realizzazione del nuovo polo dell’Agenzia delle Entrate nel centro di Vicenza. L’operazione permetterà di  concentrare all’interno del complesso di San Biagio gli uffici dell’Agenzia delle Entrate attualmente dislocati in vari punti della città, consentendo un risparmio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Firmato l’accordo per la realizzazione del nuovo polo dell’Agenzia delle Entrate nel centro di Vicenza. L’operazione permetterà di  concentrare all’interno del complesso di San Biagio gli uffici dell’Agenzia delle Entrate attualmente dislocati in vari punti della città, consentendo un risparmio complessivo per lo Stato di oltre 1 milione di euro,  grazie alla chiusura di tre locazioni passive.</p>
<p>Hanno sottoscritto oggi l’intesa che definisce le modalità per la realizzazione del progetto,<strong> Achille Variati</strong>, Sindaco di Vicenza, <strong>Roberto Reggi</strong>, Direttore generale dell’Agenzia del Demanio, <strong>Corrado Azzollini, </strong>Direttore del Segretariato Regionale Veneto MiBACT e <strong>Pierluigi Merletti, </strong>Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate Veneto.</p>
<div id="attachment_10291" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/SanBiagio2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-10291" class="size-medium wp-image-10291" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/SanBiagio2-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/SanBiagio2-300x235.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/SanBiagio2-768x601.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/SanBiagio2-287x225.jpg 287w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/SanBiagio2.jpg 981w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-10291" class="wp-caption-text">Achille Variati &#8211; Roberto Reggi</p></div>
<p>Il complesso immobiliare di San Biagio, che attualmente versa in stato di abbandono, è composto dall’ex Carcere giudiziario, di proprietà statale e in assegnazione al MiBACT, e per la restante parte dall’ex Convento, di proprietà comunale.  Il progetto di valorizzazione del bene prevede che, una volta terminate le attività tecniche e amministrative condivise nel protocollo, tutto il complesso venga acquistato e rifunzionalizzato con fondi dell’INAIL per poi essere destinato all’Agenzia delle Entrate che lo utilizzerà come sede dei propri uffici.</p>
<p>“La mia amministrazione &#8211; ha aggiunto il sindaco di Vicenza <strong>Achille Variati</strong> &#8211; in questi dieci anni ha sempre cercato di favorire la rigenerazione urbana, che recupera i luoghi dismessi, anziché puntare a nuove edificazioni. Oggi, in piena sintonia con questa nostra visione, diamo il via a un&#8217;operazione virtuosa, davvero significativa per la città e il suo prezioso patrimonio. Passando idealmente il testimone al mio successore, auspico che San Biagio possa tornare a vivere non solo di giorno, con gli uffici delle Entrate, ma anche di sera, grazie a piccole presenze commerciali e artigianali, una piazza e una sala conferenze per la città. Infine una suggestione: perché non estendere il recupero all&#8217;ansa del Bacchiglione, con un attracco per un piccolo battello turistico destinato al collegamento fluviale tra il centro storico e il Parco della Pace? Dopo la paura dell&#8217;alluvione, dopo l&#8217;epoca dei lavori per la messa in sicurezza degli argini, è giunto il tempo della valorizzazione del nostro bellissimo fiume”.</p>
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		<title>Città più tassate d&#8217;Italia, a Venezia fisco &#8220;light&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2017/12/31/citta-piu-tassate-ditalia-venezia-fisco-light/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 16:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[Unimpresa]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso le città &#8216;più tassate&#8217; d&#8217;Italia. Sono i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a Irap, Irpef, Imu e Tasi. Queste sette città hanno, in tre casi su quattro, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso <b>le città &#8216;più tassate&#8217; d&#8217;Italia</b>. Sono i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a <b>Irap, Irpef, Imu e Tasi</b>. Queste sette città hanno, in tre casi su quattro, i livelli più alti di imposte sulle imprese e sulle famiglie, sui capannoni industriali e sulle case. Con due &#8220;punti&#8221;, nella classifica dei tributi territoriali, figurano poi Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Potenza, Trieste e Catanzaro. Un solo &#8216;punto&#8217;, invece, per Milano, Cagliari, L&#8217;Aquila, Aosta, Trento e Bolzano. Fisco light a Venezia, unica città che non risulta mai tra quelle con aliquote elevate. E&#8217; quanto risulta dalla &#8216;Mappa del fisco locale in Italia&#8217; realizzata dal Centro studi di Unimpresa. L&#8217;analisi dell&#8217;associazione, basata su dati dell&#8217;Agenzia delle Entrate, della Corte dei conti e del Dipartimento Finanze, prende in considerazione le aliquote Iperf (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l&#8217;Imu e la Tasi.</p>
<p>La classifica è stata realizzata sulla base di &#8220;punti&#8221; attribuiti alle città e alle relative regioni che applicano aliquote particolarmente elevate nei quattro principali tributi pagati anche su base territoriale. In totale sono stati assegnati 41 &#8220;punti&#8221; in relazione alle aliquote dello scorso anno: più è alto il punteggio, più è elevato il livello del prelievo tributario a carico dei contribuenti (cittadini e imprese).</p>
<p>Venezia (che ha zero &#8220;punti&#8221;) è l&#8217;unica città dove il prelievo è sempre sotto le soglie più alte: nel capoluogo della regione Veneto fisco leggero perché si paga il 3,90% di Irap, il 2,03% di addizionali Irpef (1,23% regionale e 0,80% comunale), lo 0,81% di Imu e lo 0,29% di Tasi.</p>
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		<title>A Natale tutti più buoni&#8230; anche l&#8217;Agenzia delle Entrate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/27/natale-tutti-piu-buoni-anche-lagenzia-delle-entrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 19:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[A Natale si è tutti più buoni, si usa dire. Anche l&#8217;Agenzia delle Entrate ha deciso di avere un occhio di riguardo per i contribuenti veneti nel periodo delle feste, comunicando che anche nella regione sarà sospesa la spedizione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Natale si è tutti più buoni, si usa dire. Anche l&#8217;Agenzia delle Entrate ha deciso di avere un occhio di riguardo per i contribuenti veneti nel periodo delle feste, comunicando che anche nella regione sarà sospesa la spedizione e la notifica di 22.230 mila atti, che resteranno &#8220;congelati&#8221;, ad eccezione di circa un migliaio di casi cosiddetti inderogabili che saranno comunque notificati, per la maggior parte con la pec (posta elettronica certificata). L&#8217;operazione &#8220;zero cartelle&#8221; a Natale interessa quindi anche il Veneto. Il provvedimento, messo in atto dagli uffici dell&#8217;ente di riscossione, ha l&#8217;obiettivo di non creare inutili disagi durante le festività natalizie evitando il recapito di richieste di pagamento durante questo periodo particolare dell&#8217;anno. Per quanto riguarda i dati provinciali, al primo posto per numero di atti sospesi c&#8217;è Verona, con 4.484 cartelle e avvisi &#8216;congelati&#8217; durante le feste di Natale, seguita da Padova (4.339), Treviso (3.962), Vicenza (3.802), Venezia (3.707), Rovigo (1.244) e infine Belluno (692).</p>
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		<item>
		<title>Migrazioni dati dei clienti Ex Popolari a Intesa: &#8220;Dubbi sul pagamento delle scadenze fiscali del 18 dicembre&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/12/07/migrazioni-dati-dei-clienti-ex-popolari-intesa-dubbi-sul-pagamento-delle-scadenze-fiscali-del-18-dicembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 16:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[banca popolare di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[intesa san paolo]]></category>
		<category><![CDATA[modelli F24 e F23]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Veneto Banca]]></category>
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					<description><![CDATA[Tempi stretti e mancanza di comunicazione: Confcommercio Vicenza segnala il rischio che i pagamenti non vadano a buon fine, innescando sanzioni e interessi Rischio di sanzioni dal Fisco, con relativo pagamento degli interessi, per le imprese correntiste ex Bpvi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>Tempi stretti e mancanza di comunicazione: Confcommercio Vicenza segnala il rischio che i pagamenti non vadano a buon fine, innescando sanzioni e interessi</b></span></p>
<div>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Rischio di sanzioni dal Fisco, con relativo pagamento degli interessi, per le imprese correntiste ex Bpvi e Veneto Banca transitate a Intesa Sanpaolo, che dovranno pagare <strong>entro il 18 dicembre</strong> vari adempimenti tra i quali l’Iva, l’Imu e la Tasi. Nella fase di passaggio dalla “vecchia” alla nuova posizione, il pagamento tramite Entratel potrebbe non andare a buon fine.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">A lanciare l’allarme la Confcommercio di Vicenza che come tutti gli altri intermediari deve inoltrare, appunto tramite il sistema Entratel, i <strong>modelli F24 e F23</strong> all’<strong>Agenzia delle Entrate</strong> per conto delle proprie aziende associate.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“<em>Prendiamo atto delle notizie tranquillizzanti diffuse da Intesa Sanpaolo sulla migrazione dei dati relativi ai clienti delle ex Popolari, che non dovrebbe creare problemi, ad esempio, sugli addebiti domiciliati</em> – spiega Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza -.<em> Peccato, però, che nessuna notizia precisa ci sia arrivata, nonostante la richiesta di avere precise garanzie in proposito, per quanto riguarda il canale telematico di pagamento dell’Agenzia delle Entrate riservato agli intermediari abilitati. Il rischio, che abbiamo segnalato – sottolinea il direttore Boschiero –, è che se i modelli F24 e F23 presentati per conto delle imprese non riporteranno i nuovi codici Iban del correntista transitato su Intesa Sanpaolo, il pagamento potrebbe non andare a buon fine, con l’applicazione conseguente delle relative sanzioni fiscali e degli interessi di mora in capo ai contribuenti”.</em></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Il problema nasce dai tempi strettissimi che intercorrono tra la migrazione dei dati nel sistema informativo della banca, previsto (a quanto si conosce) entro il 10 dicembre, e il pagamento delle imposte del 18 dicembre; problema aggravato dal fatto che non tutte le imprese hanno ricevuto la comunicazione ufficiale del codice di conto corrente modificato da Bpvi o Veneto Banca ad Intesa. </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><br />
“<em>Chiedere agli intermediari di modificare gli Iban di centinaia di posizioni in pochissimi giorni è un’impresa quasi impossibile così come riuscire a recuperare direttamente nelle filiali i codici di conto corrente di tutti gli utenti che non hanno ancora ricevuto la comunicazione</em> – aggiunge il direttore di Confcommercio Vicenza -. <em>Noi a Intesa Sanpaolo abbiamo chiesto una cosa semplice: consentire al sistema Entratel di utilizzare i vecchi Iban almeno per questa scadenza ravvicinata, ma nessuna risposta ufficiale ci è ancora arrivata”</em>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Un segnale certo non positivo, questo, per un Istituto che deve far sentire la vicinanza al territorio, ma che in questo caso, invece, fa percepire ai clienti berici tutta la distanza che separa il Vicentino dai cervelloni informatici posizionati a Moncalieri.</span></p>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Spesometro, Confindustria Vicenza: &#8220;Bene il blocco delle sanzioni e la semplificazione burocratica, accolte le nostre richieste&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/11/12/spesometro-confindustria-vicenza-bene-blocco-delle-sanzioni-la-semplificazione-burocratica-accolte-le-nostre-richieste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2017 19:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Bilancio di Montecitorio]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[luciano vescovi]]></category>
		<category><![CDATA[Spesometro]]></category>
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					<description><![CDATA[Qualche giorno fa, la Commissione Bilancio di Montecitorio ha dato il via libera ai correttivi sullo Spesometro che da un lato prevedono l&#8217;abolizione delle sanzioni relative all&#8217;invio dei dati delle fatture del primo semestre 2017 (purché sanati con un nuovo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, la <strong>Commissione Bilancio di Montecitorio</strong> ha dato il via libera ai correttivi sullo <strong>Spesometro</strong> che da un lato prevedono l&#8217;abolizione delle sanzioni relative all&#8217;invio dei dati delle fatture del primo semestre 2017 (purché sanati con un nuovo invio); dall&#8217;altro semplificano le procedure di trasmissione dei dati con la possibilità sia di cumulare tutte le fatture <strong>sotto i 300 euro</strong>,<br />
sia di inviare i dati anche su base annua o semestrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<em>All&#8217;indomani del disastro dello Spesometro, ci siamo attivati subito sia intervenendo nel dibattito pubblico sia attraverso Confindustria nazionale&#8221;</em>, afferma il presidente di <strong>Confindustria Vicenza</strong> Luciano Vescovi in merito alla sospensione del servizio web ‘<strong>Fatture e Corrispettivi</strong>’ del canale web dello <strong>Spesometro</strong>, del settembre scorso.</p>
<p>&#8220;<em>Abbiamo chiesto due cose</em> &#8211; ricorda il presidente di Confindustria Vicenza -,<em> in primis il blocco di ogni possibile sanzione collegata al grave malfunzionamento dello Spesometro di cui le aziende non</em><br />
<em>sono in alcun modo responsabili, anzi sono le prime vittime. E poi abbiamo chiesto la semplificazione delle informazioni da comunicare all&#8217;Agenzia delle Entrate ed una conseguente indicazione organica, completa e coerente di come effettuare queste comunicazioni evitando pastoie burocratiche. Come riconosciuto anche dallo stesso relatore del Dl fiscale Silvio Lai, è evidente che questa sollecitazione del mondo imprenditoriale è stata tenuta in debito conto visto che la risposta del Governo e della Camera, su questi due punti, è stata positiva su tutta la linea. Ci aspettiamo che al Senato l&#8217;iter legislativo prosegua su questa via senza intoppi di sorta&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Ora</em> &#8211; continua Vescovi &#8211; <em>vigileremo attentamente sull&#8217;applicazione di quando deliberato anche perché queste modifiche sono strettamente correlate all&#8217;obbligo generalizzato della fattura elettronica per tutte </em><em>le imprese a partire dal 2019. Dopo l&#8217;esperienza dello Spesometro, che ha dimostrato l&#8217;inadeguatezza dei sistemi informatici a raccogliere masse enormi di dati, sarebbe opportuno introdurre gradualmente quest&#8217;obbligo allo scopo di dare maggior tempo all&#8217;Agenzia delle Entrate per testare e tarare in modo blindato i sistemi informatici e alle imprese di minori dimensioni per adeguare i </em><em>propri&#8221;.</em></p>
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		<title>Debiti della pubblica amministrazione valgono il 3% del Pil</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/10/23/debiti-della-pubblica-amministrazione-valgono-3-del-pil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2017 20:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[enti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[“L’Italia ha il record negativo in Europa per il maggiore debito commerciale della Pa verso le imprese fornitrici di beni e servizi, pari a 3 punti di Pil, vale a dire il doppio rispetto alla media Ue dell’1,4% del Pil. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’Italia ha il record negativo in Europa per il maggiore debito commerciale della Pa verso le imprese fornitrici di beni e servizi, pari a 3 punti di Pil, vale a dire il doppio rispetto alla media Ue dell’1,4% del Pil. E nonostante si siano accorciati a 58 giorni i tempi medi di pagamento degli Enti pubblici, in molte aree del Paese rimangono ritardi allarmanti superiori a 100 giorni”. Lo sostiene una analisi di Confartigianato sui pagamenti nel 2016 di 6.547 amministrazioni pubbliche per una somma di 115,4 miliardi riferiti a 23,7 milioni di fatture emesse dai fornitori.</p>
<p>In generale, <b>il 61,9% degli Enti pubblici non rispetta i termini fissati dalla legge sui tempi di pagamento </b>in vigore dal 2013. A farsi attendere oltre i 30 giorni è il 64,8% dei Comuni e il 54,5% degli altri Enti pubblici. Per quanto riguarda il servizio sanitario nazionale, il 46,9% degli enti non salda le fatture entro il termine dei 60 giorni stabiliti dalla legge.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper">Sfuggono ai termini di legge anche gli Enti pubblici che gestiscono imposte e contributi: Agenzia delle Entrate, Agenzia del Demanio, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Equitalia, Guardia di finanza, Inps e Inail, pagano in media i loro fornitori in 50 giorni, con picchi di 91 giorni per Agenzia del Demanio e 69 giorni per la Guardia di Finanza.</div>
<p>A livello regionale i maggiori ritardi si registrano in Molise, dove la Pa paga i propri fornitori in 107 giorni. Seguono la Calabria con 98 giorni, la Campania con 83 giorni, la Toscana con 81 giorni e il Piemonte con 80 giorni.</p>
<p>Sul fronte opposto, la regione più virtuosa è la Provincia autonoma di Bolzano dove gli Enti pubblici impiegano 36 giorni per onorare i loro debiti. Secondo posto per il Friuli Venezia Giulia con 39 giorni, seguita dalla Valle d’Aosta con 41 giorni, Lombardia con 43 giorni, Veneto e Provincia autonoma di Trento a pari merito con 47 giorni. (Adnkronos)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Spesometro&#8221;, Confindustria Vicenza: &#8220;No a sanzioni dopo il disastro del servizio web. Sì a risarcimenti&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/09/28/spesometro-confindustria-vicenza-lagenzia-delle-entrate-escluda-sanzione-disastro-del-servizio-web-anzi-si-preveda-un-risarcimento-alle-aziende-danneggiate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 09:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[luciano vescovi]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[servizio web]]></category>
		<category><![CDATA[Spesometro]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sul disastro del cosiddetto Spesometro, abbiamo fatto richiesta all&#8217;Agenzia delle entrate di escludere la possibilità che vengano applicate sanzioni di qualsiasi genere. Semmai si tratta di valutare come e quanto risarcire i contribuenti danneggiati&#8221;, afferma il presidente di Confindustria Vicenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sul disastro del cosiddetto Spesometro, abbiamo fatto richiesta all&#8217;Agenzia delle entrate di escludere la possibilità che vengano applicate sanzioni di qualsiasi genere. Semmai si tratta di valutare come e quanto risarcire i contribuenti danneggiati&#8221;, afferma il <strong>presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi</strong> in riferimento alla sospensione del <strong>servizio web</strong> ‘Fatture e Corrispettivi’ del canale web dello <strong>Spesometro</strong>, del 22 settembre scorso.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/vescovi-luciano.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4519" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/vescovi-luciano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/vescovi-luciano-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/vescovi-luciano.jpg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>&#8220;<em>Non solo milioni di contribuenti sono stati impossibilitati ad operare; ma è incredibile come dati riservatissimi che stanno alla base delle strategie commerciali delle aziende, come l&#8217;elenco clienti, i</em><br />
<em>prezzi di vendita e le scontistiche, siano diventati accessibili in rete. Un danno incalcolabile che sta spingendo diverse imprese a valutare di rivalersi, per tutelare i propri interessi&#8221;</em>.</p>
<p>Il Garante della privacy ha avviato un&#8217;istruttoria sul caso degli accessi indebiti ai dati &#8220;<strong>Fatture e Corrispettivi</strong>&#8220;, mentre l&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate</strong> ha comunicato ufficialmente che &#8220;valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato <strong>dopo il 5 ottobre</strong>, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza&#8221;.</p>
<p>Ma questo non basta agli <strong>Industriali berici</strong>.<br />
&#8220;<em>Visto il danno subito</em> -prosegue Vescovi-, <em>ritengo non debbano esserci tentennamenti di sorta o discrezionalità da parte dell&#8217;Agenzia. Credo sia una logica conseguenza che si blocchi ogni tipo di possibile sanzione che possa essere legata a questo grave malfunzionamento di cui le aziende non sono minimamente responsabili, anzi, sono le prime vittime.</em><br />
<em>L&#8217;eventuale beffa delle sanzioni sarebbe un grave segno di come ancora non si riesca ad uscire da quella cultura anti-impresa, che è tout court una cultura anti-Italia, con cui troppo spesso abbiamo a che fare&#8221;.</em></p>
<p>Sotto accusa, però, non è solo il sistema informatico che ha palesato, in quest&#8217;occasione, la propria permeabilità.</p>
<p>&#8220;<em>Non sono state fornite istruzioni organiche e complete, nonostante l&#8217;ampio lasso di tempo a disposizione degli Uffici, e le poche indicazioni ufficiali si pongono spesso in contrasto con le norme</em><br />
<em>istitutive dell&#8217;IVA, aumentando confusione e sconcerto tra i contribuenti</em> &#8211; aggiunge Vescovi -. <em>Il viceministro dell&#8217;Economia Luigi Casero ha dichiarato che in legge di bilancio potrebbero intervenire</em><br />
<em>aggiustamenti: lo speriamo vivamente, i nostri tecnici seguiranno certamente questo iter con l&#8217;obiettivo di poter tutelare in tutti i modi imprese e contribuenti&#8221;.</em><br />
&#8220;<em>Resta il fatto che l&#8217;intera vicenda</em> &#8211; conclude il presidente di Confindustria Vicenza &#8211; <em>danneggia profondamente il rapporto fiduciario tra Fisco e contribuenti e incide negativamente sulla pur</em><br />
<em>necessaria collaborazione attiva tra le parti rischiando, peraltro, di rallentare il processo verso la fatturazione elettronica&#8221;.</em></p>
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		<title>Nuova agenzia delle entrate, libero accesso ai conti correnti dei cittadini</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/20/nuova-agenzia-delle-entrate-libero-accesso-ai-conti-correnti-dei-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2017 20:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[Anagrafe Tributaria]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
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					<description><![CDATA[Libero accesso alle banche dati, con facoltà di visualizzare e controllare i conti correnti senza ottenere prima l&#8217;autorizzazione del giudice. E&#8217; questa una delle facoltà che riguardano la nuova Agenzia delle Entrate &#8211; Riscossione, che ha preso il posto di Equitalia e che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Libero accesso alle banche dati, con facoltà di visualizzare e controllare i conti correnti senza ottenere prima l&#8217;autorizzazione del giudice. E&#8217; questa una delle facoltà che riguardano la nuova Agenzia delle Entrate &#8211; Riscossione, che ha preso il posto di <b>Equitalia </b>e che permette al nuovo ente di controllare autonomamente i conti degli italiani prima di procedere a un eventuale pignoramento.</p>
<p>Nel dettaglio, l&#8217;articolo 3 del D.L. 193/2016 consente all&#8217;Agenzia delle entrate di utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere &#8220;anche ai fini dell&#8217;esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale&#8221;. Ciò significa che <b>durante la ricerca dei conti correnti da pignorare la nuova Agenzia non necessita dell&#8217;autorizzazione del tribunale</b>. &#8220;L&#8217;Agenzia può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell&#8217;Inps &#8211; si lette nel decreto &#8211; per l&#8217;attivazione mirata delle norme relative al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità&#8221;.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"></div>
<p>E se è vero che con il passaggio al nuovo ente non sono cambiate le norme che regolano la riscossione, restano valide le norme che regolano il pignoramento dei conti correnti dei contribuenti debitori, in vigore da ben dodici anni. A regolamentare la materia è il decreto legge 203/2005, che ha introdotto il &#8220;<strong>pignoramento presso terzi</strong>&#8220;, la procedura che consente all&#8217;ente di riscossione di bloccare il conto corrente senza l&#8217;obbligo di richiedere l&#8217;intervento dell&#8217;autorità giudiziaria.</p>
<p>A partire dal primo luglio, però, in caso di pignoramento del conto corrente le somme potranno essere subito bloccate e usate per pagare il debito dal momento che è la stessa Agenzia delle Entrate che esamina le informazioni e decide di attivare la procedura. A differenza di Equitalia, che doveva prima richiedere le informazioni all&#8217;Agenzia delle Entrate, attendere il riscontro e solo dopo attivare il procedimento, <b>il nuovo ente potrà accedere direttamente ai dati dell&#8217;Anagrafe Tributaria</b>, ottenere le informazioni che le servono e procedere al pignoramento.</p>
<p>(Da AdnKronos)</p>
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