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	<title>agricoltura &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Cia Padova lancia ancora l&#8217;allarme: servono da subito 3000 lavoratori stagionali</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/04/26/cia-padova-lancia-ancora-lallarme-servono-da-subito-3000-lavoratori-stagionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 09:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Cia Padova (Confederazione Italiana Agricoltori) lancia un nuovo allarme relativo al fabbisogno di manodopera nei campi. Si cercano oltre 3000 lavoratori stagionali da destinare alla raccolta di fragole, lattuga, cicorie, coste, piselli, e colture di serra in genere. L&#8217;emergenza sanitaria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cia Padova (Confederazione Italiana Agricoltori)</strong> lancia un nuovo allarme relativo al fabbisogno di manodopera nei campi. Si cercano oltre 3000 lavoratori stagionali da destinare alla raccolta di fragole, lattuga, cicorie, coste, piselli, e colture di serra in genere.</p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria ha bloccato gli spostamenti e i lavoratori dei Paesi dell&#8217;Est, solitamente impiegati nella raccolta dei prodotti ortofrutticoli nelle stagioni calde, sono impossibilitati a raggiungere l&#8217;Italia.</p>
<p>Cia ha quindi pensato di lanciare il progetto &#8220;<strong>Lavora con Agricoltori Italian</strong>i&#8221;, una piattaforma internet d&#8217;intermediazione, finalizzata a mettere in contatto le imprese agricole con i lavoratori, con la massima trasparenza e legalità. Pertanto, l&#8217;iniziativa è stata supportata da grandi aziende, inclusi gli sviluppatori di slot online. Puoi leggere di più sui loro lavori al link <a href="https://slotogate.com/de/slots/book-of-dead/">https://slotogate.com/de/slots/book-of-dead/</a>.</p>
<p><strong>Maurizio Antonini, direttore di Cia Padova</strong>, spiega: &#8220;Ora più che mai occorre privilegiare le nostre tipicità, al fine di far ripartire l&#8217;economia locale o favorire la filiera agroalimentare made in Italy. Il singolo imprenditore agricolo non è sempre in grado di garantire la raccolta: servono braccia dedicate, visto che tali operazione vengono compiute rigorosamente a mano e non esistono macchinari specifici.</p>
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		<title>Aziende agricole venete, a rischio un mercato da 13 miliardi di euro. In Italia chiudono 10 mila imprese al mese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2020/04/18/aziende-agricole-venete-a-rischio-un-mercato-da-13-miliardi-di-euro-in-italia-chiudono-10-mila-imprese-al-mese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 10:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Con oltre 62mila aziende agricole che lavorano una superficie totale di 800mila ettari, il Veneto è una delle regioni ai vertici nazionali per produzione lorda vendibile che supera i 5,8 miliardi di euro e un valore dell’export agroalimentare superiore ai 7 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con oltre<strong> 62mila aziende agricole</strong> che lavorano una superficie totale di <strong>800mila ettari</strong>, il<strong> Veneto</strong> è una delle regioni ai vertici nazionali per produzione lorda vendibile che supera i <strong>5,8 miliardi di euro</strong> e un valore dell’<strong>export agroalimentare</strong> superiore ai <strong>7 miliardi</strong>. Numeri importantissimi – commenta Coldiretti &#8211; frutto di una agricoltura variegata, dall’ortofrutta alla carne, dal latte al vino con prodotti blasonati da denominazioni Con l’emergenza sanitaria il sistema è in sofferenza, fino alla pesca: le <strong>perdite riguardano tutti i settori</strong> e in molti casi le imprese florovivaistiche e <wbr />agrituristiche registrano l’azzeramento dei bilanci.</p>
<p>La reazione degli imprenditori agricoli è stata comunque incoraggiante: l’avvio delle consegne a domicilio di spesa a kmzero e pasti, la ripresa dei mercati nelle piazze, sono alcune delle soluzioni messe in campo per continuare​a guardare con fiducia al futuro. Una boccata di ossigeno è arrivata anche per i titolari di serre e garden che hanno potuto riaprire al pubblico rispettando misure di sicurezza ancora più restrittive, nonostante la perdita pressoché totale della produzione primaverile.</p>
<p>La situazione è molto difficile: a livello nazionale delle <strong>30mila imprese italiane <wbr />perse nei primi tre mesi del 2020</strong> quasi 1 su 4 (24%) è in agricoltura con il saldo negativo per il settore di 7259 che risente degli effetti sull’economia, sul lavoro e sui commerci del coronavirus. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla dichiarazione dei Ministri dell’Agricoltura Ue dei 27 Stati membri che hanno sottoscritto una dichiarazione per chiedere alla Commissione di agire urgentemente per contrastare la crisi Covid-19, sulla base dei dati Unioncamere relativi alla mortalità delle imprese fra gennaio e marzo 2020.</p>
<p>L’<strong>Unione Europea</strong> – sottolinea la Coldiretti &#8211; rischia di perdere quest’anno l’autosufficienza alimentare e il suo ruolo di principale esportatore mondiale di alimenti per un valore si 151,2 miliardi di euro con un surplus commerciale nell’agroalimentare di 31,9 miliardi. Un sistema che – continua la Coldiretti – poggia anche sui primati dell’agricoltura Made in Italy che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino alla gran parte dei prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi.</p>
<p>E’ necessaria una risposta adeguata dalla Commissione UE e dei Capi di Stato e di Governo con il riconoscimento del ruolo centrale e strategico dell’agricoltura nella proposta relativa al Quadro Finanziario Pluriennale UE 2021 – 2027 dove i tagli di risorse paventati sono inaccettabili e devono invece essere previsti – precisa la Coldiretti &#8211; opportuni strumenti e finanziamenti, anche fuori dal bilancio della PAC, per gestire l’attuale crisi.</p>
<p>Da quando è cominciata la pandemia in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 23mila strutture italiane, di cui ben 1200 in Veneto. Il 70% delle aziende agricole sta subendo cancellazioni di prenotazioni e commesse all’estero – spiega Coldiretti – anche per le difficoltà alle frontiere e il crollo dei servizi forniti a bar e ristoranti chiusi per l’emergenza, con una pioggia di disdette provenienti dai clienti di tutto il mondo. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè a pagare il conto più pesante all’estero sono stati il settore del vino e del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate anche per ortofrutta, formaggi, salumi e conserve. L’aumento delle vendite al dettaglio in negozi e supermercati in molti settori non hanno compensato le perdite subite nelle esportazioni e nel canale della ristorazione che da solo assorbe circa 20 miliardi di cibi e bevande</p>
<p>In gioco – sottolinea la Coldiretti &#8211; c’è una filiera allargata che in Italia dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi con l’allarme globale provocato dal Coronavirus che ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Ma l&#8217;emergenza Covid 19, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con il piano Marshall proposto dalla Coldiretti per l’agroalimentare che ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità.  Ci sono le condizioni – continua la Coldiretti &#8211; per rispondere alle domande dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Investire è dunque un imperativo categorico in un’ottica di sviluppo sostenibile che spinga l’innovazione e valorizzi le potenzialità del settore e garantisca al Paese le scorte alimentari strategiche di cui ha bisogno.</p>
<p>L’’Italia in futuro – conclude la Coldiretti &#8211; potrà trarre beneficio dalla sua tradizione rurale ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il patrimonio agroalimentare nazionale in una situazione in cui l’ultima generazione è stata responsabile della perdita di ¼ delle terre fertile nella Penisola per colpa dell’urbanizzazione e dell’abbandono forzato.</p>
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		<item>
		<title>Agricoltura italiana, Prandini (Coldiretti): &#8220;L&#8217;agricoltura italiana ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/04/agricoltura-italiana-prandini-coldiretti-lagricoltura-italiana-ha-bisogno-di-una-robusta-iniezione-di-liquidita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 09:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[“L&#8217;agricoltura italiana ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità. L&#8217;emergenza Covid 19, che pure sta confermando il valore strategico del settore agroalimentare, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità. Un evento di dimensioni epiche come quello che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“L&#8217;agricoltura italiana ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità. L&#8217;emergenza Covid 19, che pure sta confermando il valore strategico del settore agroalimentare, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità. Un evento di dimensioni epiche come quello che sta vivendo il mondo intero non può essere affrontato con interventi normali.” E’ quanto scrive il <strong>Presidente della Coldiretti Ettore Prandini</strong> nell’intervento pubblicato sul Sole 24 Ore del 3 aprile, con richiamo in prima pagina.</p>
<p>Nel testo si legge che “Una conferma arriva dagli <strong>Stati Uniti</strong> che hanno varato un consistente pacchetto di misure da <strong>2000 miliardi di dollari</strong> per dare ossigeno all&#8217;<strong>economia</strong> e all&#8217;<strong>agricoltura</strong>, in particolare, sono stati destinati sostegni per 48 miliardi di dollari tra aiuti diretti (24 miliardi), programmi alimentari (15,5 miliardi) e per la nutrizione (8,8 miliardi). L&#8217;Unione europea non può restare indietro. E per questo riteniamo indispensabile attivare un fondo crisi al di fuori del bilancio agricolo. Se è vero che agricoltura, industria di trasformazione e distribuzione stanno tenendo duro, non si può negare che molte filiere siano in profonda crisi. Come Coldiretti abbiamo lanciato l&#8217;allarme sui rischi che si corrono dal settore vitivinicolo al florovivaismo, dall’olivicola fino alla pesca. Penso a tutte quelle attività e quei servizi forniti al settore dell&#8217;Horeca che oggi con la chiusura in tutto il mondo di bar e ristoranti rischiano la debacle. Ma è Sos anche per molte attività che rientrano tra quelle che integrano la produzione, meglio note come &#8220;attività connesse&#8221;. L&#8217;agriturismo in primis, ma non solo. Le nostre imprese non possono essere lasciate sole, Devono essere sostenute. Sono fondamentali sul piano economico e sociale. Si tratta di una filiera allargata che dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi e d&#8217;altra parte proprio l&#8217;allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Le nostre filiere si stanno dimostrando all&#8217;altezza confermando quella che è la caratteristica dell&#8217;agroalimentare Made in Italy e cioè qualità, distintività, sicurezza e sostenibilità. Non si dovrà più dunque sottovalutare il potenziale agricolo nazionale e soprattutto si dovrà invertire la tendenza. Ci sono le condizioni per rispondere alle domanda dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Investire è dunque un imperativo categorico in un’ottica di sviluppo sostenibile che spinga l’innovazione e valorizzi le potenzialità del settore anche nella promozione di energie rinnovabili. Ma in attesa che anche Bruxelles apra il cantiere per definire misure forti occorre agire e con tempestività a livello nazionale. Rastrellare risorse è possibile. Ci sono, per esempio circa 12 miliardi di risorse dello Sviluppo Rurale, il secondo pilastro della Politica agricola comune che si affianca agli aiuti diretti.  Si tratta di fondi non spesi per una quota dei quali si rischia addirittura il disimpegno. Nei mesi scorsi come Coldiretti abbiamo denunciato i ritardi di molte regioni che rischiavano di rispedire a Bruxelles fondi preziosi per sostenere gli investimenti e il ricambio generazionale. Ora quelle risorse potrebbero essere impegnate nell&#8217;annualità 2020. Per questo chiediamo un atto di coraggio. L&#8217;eccesso di burocrazia è una delle cause della difficoltà di utilizzare i contributi europei. Se veramente vogliamo cambiare registro questa è l&#8217;occasione giusta per sostenere l&#8217;agricoltura, ma anche tutti i cittadini e il sistema Paese nel suo complesso che mai come in questo momento sta dimostrando di aver bisogno di un&#8217;agricoltura in salute ed efficiente. E allora quello che chiediamo è di andare oltre le regole, superare i mille vincoli burocratici e spendere subito. L&#8217;articolato progetto elaborato dalla Coldiretti che parte dalla costituzione di un Fondo straordinario Covid 19 per l&#8217;agricoltura ha individuato una gamma di misure dove è possibile reperire risorse residuali per alcuni interventi prioritari. Si parte da un pagamento diretto aggiuntivo ed eccezionale fino a 1000 euro ad ettaro per le imprese con un tetto di 50.000 euro detratto il costo del lavoro e che comporterebbe un costo di 5,5 miliardi. Un&#8217;altra misura di carattere assicurativo per il ristori dei danni causati dagli eventi climatici avversi che hanno penalizzato le aziende nelle annate 2019- 2020. Il costo stimato dell&#8217;operazione è di circa un miliardo. Priorità poi ai giovani già insediati negli ultimi tre anni che rischiano di perdere gli aiuti. Per gli under 41 si propone l&#8217;abbassamento della quota di cofinanziamento sugli investimenti del 20/30%.  E poi, ancora interventi supplementari per il benessere animale per promuovere le migliori condizioni con un impegno finanziario indicativo di 500 milioni e voucher per gli agriturismi rimasti vuoti”.</p>
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		<title>Agricoltura 4.0, un mercato che vale 400 milioni. Coldiretti: &#8220;La tecnologia sarà il futuro del settore&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/31/agricoltura-4-0-un-mercato-che-vale-400-milioni-coldiretti-la-tecnologia-sara-il-futuro-del-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 17:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai sistemi gps all’utilizzo dei droni, dai sensori nei campi alle etichette intelligenti fino ai sistemi di avanguardia nella produzione ecocompatibile, il mercato dell’agricoltura precisione in Italia vale oltre 400 milioni di euro. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti su dati dell’Osservatorio Smart [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Dai sistemi gps all’utilizzo dei droni, dai sensori nei campi alle etichette intelligenti fino ai sistemi di avanguardia nella produzione ecocompatibile, <strong>il mercato dell’agricoltura precisione in Italia vale</strong> <strong>oltre 400 milioni di euro</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ quanto emerge dall’analisi <strong>Coldiretti</strong> su dati dell’Osservatorio Smart AgriFood, divulgata in occasione della <strong>Fieragricola di Verona</strong> dove al padiglione 9 stand 16A e 16B è stato presentato il primo sistema integrato nel Portale del Socio della Coldiretti per la gestione on line dell’azienda agricola con lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico. Un sistema – evidenzia la Coldiretti &#8211; per aiutare gli agricoltori ad ottimizzare le rese e la produttività e affrontare le nuove sfide dei cambiamenti climatici.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’<strong>applicazione Demetra</strong> basata sulle tecnologie Abaco presentata da Coldiretti a Verona è il primo software agricolo aperto e condiviso dove i dati raccolti vengono valorizzati come patrimonio a disposizione di tutti. Una vera e propria rivoluzione che porta gli agricoltori direttamente nel mondo dell’agricoltura 4.0 di precisione dotandoli di un sistema avanzato di monitoraggio e controllo indispensabile per una gestione efficiente e sostenibile delle colture in campo.  Le nuove tecnologie in agricoltura si applicano anche ai macchinari– spiega Coldiretti – infatti in Italia sono già 1600 le mietitrebbie con sistema di mappatura delle produzioni, mentre sono in continua espansione i trattori con guida satellitare Global Navigation Satellite System.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’<strong>agricoltura 4.0</strong> di precisione rappresenta il futuro dei campi ed entro due anni – sottolinea la Coldiretti &#8211; mira a coinvolgere il 10% della superficie coltivata in Italia con lo sviluppo di applicazioni sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti: dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e del consumo di carburanti. Le opportunità offerte dall’agricoltura 4.0 con l’utilizzo dei Big Data Analytics e del cosiddetto “Internet delle cose” rischiano però spesso di non poter essere colte a causa dei ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane. Esiste purtroppo &#8211; evidenzia la Coldiretti &#8211; un pesante “digital divide” tra città e campagna dove le nuove tecnologie sono uno strumento indispensabile per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’obiettivo è introdurre sistemi digitali altamente tecnologici all’interno dei processi produttivi e tecnologie moderne finalizzate ad ottenere l’aumento della produttività accompagnata, però, dalla riduzione dei costi e da un aumento della sostenibilità ambientale. In questa nuova sfida – sottolinea la Coldiretti &#8211; l’Italia può anche contare sul sistema dei Consorzi agrari che è già il riferimento di 300mila aziende diffuse capillarmente su quasi tutto il territorio con circa 1300 recapiti, comprese le aree più difficili, ed ha esteso l’operatività, dall’innovazione tecnologica ai contratti di filiera, dalle agroenergie al giardinaggio, dalla fornitura dei mezzi tecnici alla salvaguardia delle sementi a rischio di estinzione.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Le nuove tecnologie digitali per l’agricoltura 4.0 di precisione sono uno strumento strategico per lo sviluppo delle aziende in un’ottica di una sempre maggiore efficienza ma anche per la sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici nell’ambito del grande piano per il Green Deal europeo” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.</p>
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		<title>Nella tre giorni &#8220;Vignaioli di montagna&#8221; 40 produttori del Trentino tra vino, cinema ed enogastronomia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2020/01/27/nella-tre-giorni-vignaioli-di-montagna-40-produttori-del-trentino-tra-vino-cinema-ed-enogastronomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 15:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad affiancare i 40 vignaioli di Trentino e Alto Adige nella tre giorni di Vignaioli di montagna, in programma alla Fondazione Cineteca di Bologna dall’1 al 3 febbraio 2020, saranno le specialità gastronomiche di qualità tipiche di Trentino e Südtirol. Ne scaturisce un racconto a più voci, tra sapori e immagini, del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad affiancare i <strong>40 vignaioli</strong> di <strong>Trentino</strong> e <strong>Alto Adige</strong> nella tre giorni di <strong><em>Vignaioli di montagna</em></strong>, in programma alla <strong>Fondazione Cineteca di Bologna</strong> <strong>dall’1 al 3 febbraio</strong> 2020, saranno le <strong>specialità gastronomiche</strong> di qualità tipiche di Trentino e Südtirol. Ne scaturisce un racconto a più voci, tra sapori e immagini, del territorio di montagna, realizzato grazie al supporto delle Camere di Commercio di Trento e Bolzano.</p>
<p>In particolare, il pubblico potrà conoscere il progetto <em><strong>Trentino di malga</strong></em>, marchio collettivo frutto dell’iniziativa della Camera di Commercio di Trento, dedicato alla promozione di specialità casearie d&#8217;alpeggio ottenute con metodi tradizionali. Ciascuna delle varietà riconosciute dal marchio si distingue per qualità organolettiche e sensoriali, che variano con la vegetazione, la flora microbica locale, le razze bovine e le tecniche di lavorazione del latte. Oltre ai formaggi, i presenti potranno assaggiare anche una selezione di <strong>Speck artigianale südtirolese</strong> della macelleria <em><strong>Stampfl</strong> </em>di Bolzano. Si tratta di una ricetta tradizionale che prevede, tra il resto, l’affumicatura per tre settimane con legno di faggio e sei mesi di stagionatura. Ne risulta uno speck di alta qualità con una bassa concentrazione di sale e un’importante aromaticità. Ottimi per accompagnare formaggi, speck o da gustare da soli, gli <strong>Schüttelbrot</strong> dell’Azienda <em><strong>Fritz e Felix Brot</strong></em>, piccoli panini croccanti a base di farina di segale, acqua, lievito, sale e spezie, e il <strong>pane artigianale</strong> fatto con lievito madre del <em><strong>Panificio Moderno</strong></em> di Rovereto (TN), una realtà che ha puntato molto sul recupero delle varietà cerealicole territoriali e sui processi di lievitazione naturale.</p>
<p>Con l’evento alle porte, gli organizzatori hanno rivelato i produttori e i <strong>vini</strong> in degustazione nelle <strong>tre masterclass</strong> in programma lunedì 3 febbraio alla Biblioteca Renzo Renzi. Ogni degustazione proporrà quattro vini di vignaioli altoatesini e quattro di vignaioli trentini, spaziando da varietà autoctone quali Teroldego, Nosiola e Lagrein a vitigni internazionali come il Pinot Nero e il Pinot Bianco, che nella regione hanno trovato un’espressione unica.<br />
<em>Vignaioli di montagna</em> si svolgerà in tre giorni.</p>
<p><strong>Sabato primo febbraio</strong> la Biblioteca Renzo Renzi ospiterà la mostra dedicata ai vini artigianali delle terre alpine, un grande <strong>banco d’assaggio</strong> che vedrà la partecipazione di 20 vignaioli trentini e 20 altoatesini.</p>
<p><strong>Domenica 2 febbraio</strong> sarà dedicata all’<strong>anteprima</strong> della 68ª edizione del <strong><em>Trento Film Festival</em></strong> (25 aprile – 3 maggio 2020), con il doppio appuntamento pomeridiano con <em><strong>Persorsi</strong></em>. Si tratta di una passeggiata immersiva e multisensoriale nella viticoltura di montagna, dalle Dolomiti al Lago di Garda. In <strong>serata</strong> la proiezione di <em><strong>Our Blood Is Wine</strong></em> (di Emily Railsback, USA, 2018, 78’), un documentario nato da un&#8217;idea del cineasta e sommelier Jeremy Quinn.</p>
<p>Infine <strong>lunedì 3 febbraio</strong> tre <strong>masterclass</strong> sulla vitienologia delle terre alte. Si inizierà alle <strong>11.00</strong> con <strong><em>Valli, colline e montagne: un viaggio di quota in quota</em></strong>, condotta dal giornalista e scrittore Massimo Zanichelli con Hannes Baumgartner, presidente dei Freie Weinbauern Südtirol.</p>
<p>Alle <strong>13.00</strong> <em><strong>Sostenibilità: una meta, tante strade</strong> </em>con Helmuth Zozin, direttore ed enologo delle Tenute Manincor, accompagnato dal presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Lorenzo Cesconi. Si chiuderà alle <strong>15.00</strong> con <strong><em>Teroldego e Lagrein: due “cugini” alla prova del tempo</em></strong> guidata da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine, con i vignaioli Giulio De Vescovi e Andreas Berger. Il costo è di 25 euro per un laboratorio, 40 euro per due e 60 euro per tre. Posti limitati con preiscrizione obbligatoria al modulo forms.gle/Wsr6NDeuKdC6HpaU9<br />
Il programma e i costi su <a href="http://www.trentofilmfestival.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.trentofilmfestival.it&amp;source=gmail&amp;ust=1580225431091000&amp;usg=AFQjCNHteTpa8AGEgvMCMP35FiSE9dAxPg">www.trentofilmfestival.it</a>, <a href="http://www.vignaiolideltrentino.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.vignaiolideltrentino.it&amp;source=gmail&amp;ust=1580225431091000&amp;usg=AFQjCNHdQC0NfPA38dQCxczwgAyPuQN3bw">www.vignaiolideltrentino.it</a> e <a href="http://www.fws.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.fws.it&amp;source=gmail&amp;ust=1580225431091000&amp;usg=AFQjCNG26yZEc4zDHK7z_mWn1uPVAhJ5tw">www.fws.it</a></p>
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		<title>Fieragricola alla 114esima edizione. Obiettivo di questa edizione, puntare sul &#8220;Green&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 10:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Numeri in crescita per la 114ª edizione di Fieragricola, rassegna internazionale di agricoltura in programma a Verona da mercoledì 29 gennaio. Durante la presentazione si è parlato anche dello studio effettuato  dall’Osservatorio Fieragricola Nomisma su «L’agricoltura italiana di fronte alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Numeri in crescita per la 114ª edizione di<strong> Fieragricola</strong>, rassegna internazionale di agricoltura in programma a Verona da mercoledì 29 gennaio. Durante la presentazione si è parlato anche dello studio effettuato  dall’Osservatorio Fieragricola Nomisma su «L’agricoltura italiana di fronte alla sfida del Green Deal europeo».<br />
All&#8217;incontro hanno partecipato il presidente di <strong>Veronafiere</strong> Maurizio Danese, il direttore generale<br />
Giovanni Mantovani e il direttore commerciale Flavio Innocenzi, Giuseppe L&#8217;Abbate, sottosegretario<br />
del Ministero delle Politiche Agricole, e Denis Pantini, responsabile Agroalimentare Nomisma.<br />
La rassegna si conferma una delle manifestazioni più rilevanti nel <strong>panorama europeo</strong>: <strong>10 padiglioni </strong>occupati, <strong>900 espositori</strong> (+8,2% sull’edizione 2018), una superficie netta di <strong>67.600 metri quadrati</strong> netti (+18,7%), due aree demo esterne di 9.500 metri quadrati allestite per gli «special show», 800 capi di bestiame in esposizione (+14,3%), oltre 130 convegni, approfondimenti e corsi di formazione in calendario nei quattro giorni di manifestazione.</p>
<p>Il <strong>Green Deal a Fieragricola.</strong> «Fieragricola 2020 accende i riflettori, in particolare, sulle grandi sfide<br />
alle quali l’agricoltura è chiamata a dare risposte, a partire dal Green Deal illustrato dalla Commissione Ue presieduta da Ursula von der Leyen e che coinvolge anche il sistema agricolo in maniera articolata – ha detto il presidente di Veronafiere, <strong>Maurizio Danese</strong> –. Conseguire la neutralità climatica entro il 2050 richiede sforzi congiunti su scala mondiale e un impegno netto da parte di tutti gli attori della filiera agricola in termini di lotta ai cambiamenti climatici, biodiversità, agroecologia, sostegno alle energie rinnovabili e all’economia circolare, secondo il progetto Ue “Farm to Fork”. L’appuntamento di Verona vuole come sempre offrire spunti di riflessione e soluzioni pratiche per accompagnare il mondo imprenditoriale e le filiere agro-zootecniche verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale».</p>
<p><strong>Esposizione specializzata trasversale</strong>. Grandi temi e offerta espositiva trasversale, che asseconda, ha ricordato il direttore generale<strong> Giovanni Mantovani</strong>, «l’evoluzione dell’impresa agricola, sempre più multifunzionale e orientata all’innovazione».<br />
Fieragricola dal 1898 accompagna gli imprenditori e le aziende verso le sfide della competitività e<br />
delle sostenibilità.<br />
Grande attenzione a meccanizzazione agricola, zootecnia (con un forte rilancio anche di suinicoltura<br />
e avicoltura), vigneto, frutteto e colture specializzate, energie da fonti rinnovabili, attività forestale,<br />
agrofarmaci, fertilizzanti e sementi, multifunzionalità dell’impresa agricola, gestione del verde, servizi<br />
per l’agricoltura, aree dinamiche per le prove dal vivo di macchine, mezzi agricoli, mezzi telescopici.<br />
Il sottosegretario L’Abbate: «Innovazione fondamentale». Per il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate, «Fieragricola con la sua dote di innovazione e l’attenzione alla sostenibilità e alle nuove tecnologie dimostra l’importanza di questa manifestazione per il primo settore, anche dal punto di vista della crescita culturale.<br />
«L’agricoltura è strategica contrastare i cambiamenti climatici – ha sostenuto L’Abbate – ma<br />
dobbiamo fare in modo che le risorse annunciate per il Green Deal della Commissione europea verso<br />
la neutralità climatica non vengano distolti dai fondi della Politica agricola comune, anche perché gli<br />
agricoltori, se nella prossima programmazione comunitaria entrerà in vigore l’eco-schema<br />
obbligatorio, dovranno già rispettare misure ambientali».<br />
Sono giorni cruciali per l’agricoltura anche dal punto di vista normativo. «Il 31 gennaio sarà licenziato<br />
il collegato agricolo alla legge di bilancio e sarà l’occasione per introdurre norme di sburocratizzazione per il settore», ha annunciato il sottosegretario L’Abbate.</p>
<p>Mantovani sull’internazionalizzazione. «Con 30 delegazioni ufficiali, delle quali 17 provenienti<br />
dall’Africa, e dall’Europa Orientale e Sud Orientale, e dall’area Asean, Fieragricola si apre con forza<br />
all’internazionalizzazione per sostenere le aziende presenti e per un dibattito sul futuro<br />
dell’agricoltura, che attraversa i temi fondamentali della produzione sostenibile, della sicurezza<br />
alimentare, della crescita verde – ha spiegato Mantovani -. Anche il convegno inaugurale si sofferma<br />
sulle opportunità e le prospettive di business per l’agricoltura nel continente africano, dove la<br />
presenza cinese è molto significativa, ma dove ci sono spazi per l’Unione europea e l’Italia. Nel 2018<br />
l’Italia, secondo le elaborazioni di Ice-Agenzia, ha esportato complessivamente in 49 Paesi dell’Africa<br />
Subsahariana 5,46 miliardi di euro rispetto ai 5,08 dell’anno precedente».<br />
Fra i relatori di «Agribusiness in Africa e le relazioni commerciali con Ue e Italia: opportunità e<br />
prospettive». Fra i relatori interverranno la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova; la<br />
ministra dell’Agricoltura della Croazia Marija Vučković; il professor Giulio Tremonti, giurista, già<br />
ministro dell’Economia e delle Finanze e presidente di Aspen; padre Mauro Gambetti, custode del<br />
Sacro Convento di Assisi, Roberto Ridolfi, direttore generale aggiunto FAO; Denis Pantini,<br />
responsabile Area Agricoltura e Industria alimentare di Nomisma.<br />
L’analisi di Nomisma, in particolare, fornirà indicazioni strategiche per inquadrare il sistema agricolo<br />
italiano nel contesto europeo e le relative opportunità di interscambio commerciale con il continente<br />
africano, esaminando l’evoluzione dell’agricoltura italiana in termini di valore della produzione<br />
agricola e zootecniche, flussi di import/export agricolo, produzione industriale italiana di macchine<br />
per l’agribusiness.</p>
<p><strong>Croazia Paese ospite.</strong> La Croazia sarà il «Paese ospite» di Fieragricola 2020 e avrà un’area dedicata<br />
per promuovere il proprio sistema. È prevista la visita ufficiale del ministro dell’Agricoltura della<br />
Croazia, Marija Vučković, che proprio nel periodo gennaio-giugno 2020 sarà a capo del Consiglio Ue<br />
dei ministri agricoli nel semestre di presidenza croato in Europa.<br />
Fieragricola, manifestazione in crescita. «Fieragricola dovrà affrontare la sfida di una popolazione<br />
mondiale in crescita, mentre la superficie coltivabile rimarrà costante a 1,5 miliardi di ettari – ha<br />
specificato Flavio Innocenzi, direttore commerciale di Veronafiere -. Sarà determinante produrre di<br />
più e farlo in maniera sostenibile, con una logica di minore impatto ambientale estesa anche alla<br />
logistica e ai trasporti. Per questo Veronafiere ha lanciato due start up come B/Open dedicata al<br />
biologico dall’1 al 3 aprile e una nuova rassegna sulla logistica intermodale sostenibile dal 21 al 25<br />
marzo».</p>
<p><strong>Meccanica agricola</strong>. Fieragricola ospiterà la meccanica in cinque padiglioni (1, 2, 6, 7, 8), «con tutti i<br />
top player del settore presenti e una crescita rispetto alla precedente edizione del 20 per cento», ha<br />
dichiarato Innocenzi. Saranno raddoppiate le aree dinamiche esterne per gli «Special Show» di<br />
trattori, mezzi specializzati e telescopici.<br />
L’agricoltura specializzata: vigneto e frutteto. Fieragricola prosegue la propria vocazione alla<br />
trasversalità e alla specializzazione delle filiere. Nei padiglioni 4 e 5 saranno previste le aree per il<br />
vigneto e il frutteto, colture ad alto valore aggiunto e simbolo dell’agricoltura mediterranea.<br />
Gli eventi zootecnici. Uno spazio significativo a Fieragricola lo occuperà la zootecnia, consolidato<br />
pilastro della manifestazione con tre padiglioni (9, 10, 11). Fra gli eventi di respiro internazionale<br />
sono in calendario il 19° Dairy Open Holstein Show per la razza Frisona, la 52ª Mostra nazionale del<br />
Libro genealogico della razza Bruna, il Confronto europeo della razza Bruna (con animali provenienti<br />
da Italia, Svizzera, Francia e Austria), il premio speciale «Coppa delle Nazioni» e il concorso Bruna<br />
Originaria.<br />
Una nuova area, fortemente potenziata, sarà dedicata alla Rassegna nazionale di avicoltura, con aree<br />
espositive e per il dibattito e la consegna del premio «Avicoltore dell’anno».<br />
Complessivamente saranno rafforzati tutti i settori: bovini da latte e da carne, suini, equidi, avicoli,<br />
cunicoli, ovini e caprini, persino chiocciole.</p>
<p>Il <strong>«Milk Day».</strong> Visto il successo della precedente edizione, sarà replicato a Fieragricola 2020 l’evento<br />
«Milk Day», che affronterà il tema della formazione degli allevatori per sviluppare l’attività del caseificio aziendale, a partire dalla qualità del latte.</p>
<p>Il «<strong>Nutrition Forum</strong>». All’interno del Nutrition Forum (padiglione 9), dedicato alla mangimistica, si<br />
inserisce invece il «Premio Assalzoo», che è rivolto agli studenti universitari e viene assegnato al<br />
miglior elaborato per Laurea Magistrale e per Dottorato di ricerca, a conferma dell’attenzione del<br />
mondo produttivo alla ricerca scientifica in un settore strategico come la nutrizione animale.<br />
Economia circolare ed energie rinnovabili. L’economia circolare sarà uno dei temi cardine di<br />
Fieragricola, alla luce delle enormi potenzialità che le filiere agricole possono sviluppare: dalla<br />
valorizzazione dei reflui zootecnici alle energie rinnovabili, fino al riutilizzo, alla riduzione degli<br />
sprechi e alla valorizzazione degli scarti.</p>
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		<title>Clima, Coldiretti: &#8220;Costa attacca agricoltura più green in UE  favorendo abbandono, degrado e delocalizzazione&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/09/21/clima-coldiretti-costa-attacca-agricoltura-piu-green-in-ue-favorendo-abbandono-degrado-e-delocalizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 17:33:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Nella bozza del DL clima c’è paradossalmente anche un attacco senza precedenti all’agricoltura piu’ green d’Europa che rischia di mettere fuori mercato il Made in Italy rispetto ai partner europei e di condannare all’abbandono e al dissesto idrogeologico gran parte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&#8220;Nella bozza del DL clima c’è paradossalmente anche un attacco senza precedenti all’agricoltura piu’ green d’Europa che rischia di mettere fuori mercato il Made in Italy rispetto ai partner europei e di condannare all’abbandono e al dissesto idrogeologico gran parte del territorio nazionale&#8221;. E’ quanto denuncia il presidente della Coldiretti <strong>Ettore Prandini</strong> in riferimento al provvedimento del Ministro dell’Ambiente <strong>Sergio Costa</strong> nel sottolineare che la proposta di riduzione dei sussidi ritenuti ambientalmente dannosi colpirebbe anche i carburanti per la pesca e per l’agricoltura.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Il gasolio – spiega <strong>Prandini</strong> &#8211; è l’unico carburante utilizzabile al momento per i trattori e tassarlo non porterebbe alcun beneficio immediato in termini di utilizzo di energie alternative a favore delle quali dovrebbe invece essere sviluppato un programma di ricerca e di sperimentazione per i mezzi agricoli&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;L’aumento dei costi del carburante ma anche la revisione della fiscalità sull’attività di allevamento – denuncia Prandini – costringerebbero semplicemente molti pescatori, agricoltori e allevatori a chiudere la propria attività con un devastante impatto ambientale soprattutto nelle aree interne piu’ difficili. Il risultato sarebbe solo la delocalizzazione delle fonti di approvvigionamento alimentare con un enorme costo ambientale legato all’aumento dei trasporti inquinanti su gomma dall’estero&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;L’aumento delle tasse sull’attività di impresa in agricoltura e nella pesca – sostiene Prandini &#8211; contraddice inoltre gli obiettivi definiti nel programma di Governo e fa perdere competitività al sistema italiano rispetto ai concorrenti degli altri Paesi Europei che non sono colpiti dallo stesso inutile balzello&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’agricoltura nazionale è la più green d’Europa</strong> con l’Italia che – conclude la Coldiretti – è l’unico Paese al mondo con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma è anche leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche e ha fatto la scelta di vietare la carne agli ormoni e le coltivazioni Ogm e a tutela dei primati nazionali della biodiversità.</p>
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		<item>
		<title>Vino, progetto triennale da 2,3 milioni di euro per la promozione in Europa</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/06/19/vino-progetto-triennale-da-23-milioni-di-euro-per-la-promozione-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 16:34:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[I vini veronesi a denominazione di origine controllata e il Vinho Verde portoghese uniscono le forze per una promozione comune in Germania, Danimarca e Francia nell’ambito di un ampio progetto triennale da 2,3 milioni di euro cofinanziato dall’Unione Europea. L’accordo di collaborazione è stato siglato a Villafranca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>vini veronesi </strong>a denominazione di origine controllata e il <strong>Vinho Verde</strong> portoghese uniscono le forze per una promozione comune in<strong> Germania, Danimarca e Francia </strong>nell’ambito di un ampio <strong>progetto triennale da 2,3 milioni di euro </strong>cofinanziato dall’Unione Europea.</p>
<p>L’accordo di collaborazione è stato siglato a<strong> Villafranca di Verona</strong> dal presidente del Vinho Verde, <strong>Manuel Pinheiro</strong>, che è anche a capo dell’Associazione nazionale delle denominazioni di origine vitivinicole del Portogallo, e da <strong>Franco Cristoforetti</strong>, presidente di <strong>Avive</strong>, l’Associazione dei Vini Veronesi a denominazione di origine, in rappresentanza dei Consorzi di tutela dell’Arcole, del Bardolino, del Custoza, del Garda, del Lessini Durello, del Lugana e del Soave (non aderisce invece all’iniziativa il Consorzio dei vini della Valpolicella).<br />
“Il<strong> tratto distintivo che accomuna i vini veronesi e quelli portoghesi</strong> al centro di questa grande azione di promozione, una delle maggiori sin qui impostate dalle nostre realtà nel territorio europeo – spiega Franco Cristoforetti, che è anche Presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino – è la loro <strong>capacità di unire nuove idee con una grande tradizione</strong>. Le nostre denominazioni, sia quelle veronesi che quella portoghese, appartengono tutte ad aree storiche della viticoltura, e nel contempo si caratterizzano per una modernità di approccio che si fonda sulla freschezza gustativa e sull’estrema abbinabilità con le cucine sia dei Paesi di origine, sia delle aree di prevalente esportazione. Tra queste, la Germania è indubbiamente la principale destinazione sia per i vini veronesi che per il Vinho Verde, mentre la Danimarca rappresenta il ponte verso tutta la Scandinavia. Quanto alla Francia, è evidente che si tratta di un mercato vinicolo sotto i riflettori internazionali, nel quale vogliamo essere protagonisti”.<br />
Il progetto, che si svilupperà sino al 2021, prevede <strong>la partecipazione alle maggiori fiere di settore</strong>, come il <em>Prowein</em> di Düsseldorf o <em>Wine Paris</em>, che dal prossimo anno si amplierà anche all’edizione parigina di <em>Vinexpo</em>, e una fitta serie di iniziative di comunicazione rivolte agli operatori, alla stampa e ai social network. I vini veronesi sotto i riflettori saranno tre bianchi, ossia Custoza, Lugana e Soave, un vino rosa, il Chiaretto di Bardolino, due rossi, l’Arcole e il Bardolino, e due spumanti, il Garda Spumante e il Lessini Durello. “Ci rivolgeremo ad un’ampia platea europea – afferma Cristoforetti – cui faremo comprendere quanto siano al passo coi tempi le nostre tradizioni vinicole che poggiano la loro essenza su importanti vitigni autoctoni come lo sono a Verona la Corvina e la Rondinella tra le uve rosse e la Garganega, la Turbiana e la Durella tra le bianche, mentre nel nord del Portogallo, terra della denominazione del Vinho Verde, prevalgono altre varietà locali come Alvarinho, Trajadura, Loureiro e Arinto. Insomma, abbiamo molto da raccontare, insieme, agli appassionati di vino”.</p>
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		<title>Nuove imprese, una su tre è guidata da giovani imprenditori</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/06/04/nuove-imprese-una-su-tre-e-guidata-da-giovani-imprenditori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 15:20:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quasi una nuova impresa su 3 (28,8%) nata in Italia nel primo trimestre del 2019 è guidata da giovani con un vero e proprio boom nelle regioni del centro sud, dal Lazio alla Calabria, dalla Sicilia alla Campania. E’ quanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Quasi una nuova<strong> impresa</strong> su 3 (28,8%) nata in Italia nel primo trimestre del 2019 è guidata da <strong>giovani</strong> con un vero e proprio boom nelle regioni del centro sud, dal Lazio alla Calabria, dalla Sicilia alla Campania. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Camera di Commercio di Milano Lodi Monza in relazione agli ultimi dati Istat sul lavoro con il tasso di disoccupazione dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni al 31,4%.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dai servizi all’<strong>artigianato</strong>, dall’<strong>agricoltura</strong> alla <strong>ristorazione</strong>, con una media di quasi 367 al giorno, sono <strong>32.984 le aziende nate</strong> nei primi tre mesi del 2019 guidate da giovani sempre più al centro di una ricerca imprenditoriale che riguarda in particolare il centro sud dove i neo capitani d’impresa under 35 arrivano a rappresentare il 44,9% a Rieti, il 43,1% a Enna, il 40% ad Agrigento, il 39,5% a Reggio Calabria, il 38,3% a Crotone o il 38,2% a Vibo Valentia. Una situazione – spiega Uecoop – che si scontra però con le difficoltà della burocrazia e di trovare finanziamenti e capitali per avviare l’attività per i quali le famiglie spesso svolgono un ruolo di supplenza anche rispetto al sistema bancario.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma è strategico il rilancio dell’occupazione su tutte le fasce generazionali – sottolinea Uecoop &#8211; e per farlo è fondamentale tagliare il cuneo fiscale a fronte di imposte e contributi che pesano per circa il 50% sulle retribuzioni. Nella situazione attuale – evidenzia Uecoop – per uno stipendio netto di mille euro bisogna prevedere un costo totale di circa duemila per soddisfare il fisco con &#8211; spiega Uecoop &#8211; il 26,9% rappresentato dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, il 25% dalla imposta sui redditi (irpef e addizionali), il 9,19% dai contributi previdenziali a carico del dipendente e con il 32,3% di imposizioni fiscali indirette e differite.  Il taglio del cuneo – afferma Uecoop – agisce così sia sul fronte del reddito dei lavoratori sia su quello del costo per le imprese con una doppia azione positiva e progressiva. Considerati gli attuali vincoli di bilancio dello Stato è per adesso impossibile arrivare a un taglio generalizzato per tutti, ma – conclude Uecoop – si può partire con i giovani favorendo in maniera virtuosa l’occupazione e il <strong>ricambio generazionale</strong>.</p>
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		<title>Cannabis, la Cassazione ne vieta la vendita. Coldiretti: &#8220;Non è vietata la coltivazione della pianta ai fini agroalimentari&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/05/31/cannabis-la-cassazione-ne-vieta-la-vendita-coldiretti-non-e-vietata-la-coltivazione-della-pianta-ai-fini-agroalimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 16:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il boom della canapa interessa anche il Veneto che sta scoprendo un rinnovato interesse con esperienze innovative praticate in particolar modo dai neo imprenditori agricoli. Proprio gli under 30 di Coldiretti sono stati promotori di una proposta di legge volta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il boom della <strong>canapa</strong> interessa anche il Veneto che sta scoprendo un rinnovato interesse con esperienze innovative praticate in particolar modo dai neo imprenditori agricoli. Proprio gli under 30 di Coldiretti sono stati promotori di una proposta di legge volta a sostenere la filiera per incrementare la coltivazione di questa pianta su tutto il territorio. Il testo dopo il passaggio in terza commissione consiliare deve essere discusso per le correzioni e le eventuali migliorie. “Rilevante – spiega Alex Vantini delegato regionale e vice nazionale di Giovani Impresa – il fatto che si intende sostenere anche economicamente la produzione e trasformazione del prodotto locale attivando progetti pilota dal forte valore ambientale e ancora studi di fattibilità prevedendo una meccanizzazione ad hoc per agevolare le aziende nella raccolta”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coldiretti spiega, inoltre, che la recente sentenza delle Sezione Unite Penali della Corte di Cassazione, pone fine ad un contrasto giurisprudenziale affermando che <strong>non è possibile commercializzare</strong> le foglie, le infiorescenze, l’olio, la resina ottenuti dalla coltivazione della canapa salvo che siano privi di efficacia drogante,  ma non ha vietato la <strong>coltivazione</strong> della pianta ai fini agroalimentari e agroindustriali cosi come previsto dalla legge n. 242 del 2016, precisando, invece, che queste sono le finalità della legge. L’iniziativa legislativa che si basa sulla normativa nazionale mira proprio a incentivare la filiera agroalimentare e può quindi continuare il suo iter.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tante sono, infatti, le varianti della canapa nel piatto, dai biscotti e dai taralli al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio, ma c’è anche chi usa la canapa per produrre ricotta, tofu e una gustosa bevanda vegana, oltre che la birra. Dalla canapa si ricavano soluzioni per la cosmetica, resine e tessuti naturali ottimi sia per l’abbigliamento, poiché tengono fresco d’estate e caldo d’inverno, sia per l’arredamento, grazie alla grande resistenza di questo tipo di fibra. Se c’è chi ha utilizzato la canapa per produrre veri e propri eco-mattoni da utilizzare nella bioedilizia per assicurare capacità isolante sia dal caldo che dal freddo, non manca il pellet di canapa per il riscaldamento – continua Coldiretti – che assicura una combustione pulita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per Coldiretti, si tratta di un ritorno alla coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino, spiega la Coldiretti, è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un ombra su questa pianta. ll Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata “Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti” (seguita da quelle del 1971 e del 1988), in cui la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni dalla sua entrata in vigore mentre nel 1975 esce la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono.</p>
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