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	<title>agroalimentare &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Agroalimentare veneto in crisi, nel primo trimestre perdite per 30 milioni di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/03/agroalimentare-veneto-in-crisi-nel-primo-trimestre-perdite-per-30-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 08:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercato agroalimentare veneto in grande difficoltà, l&#8217;emergenza Coronavirus ha causato ai ristoratori della nostra regione ingenti perdite e, da quanto emerge dall&#8217;ultimo DPCM, la strada che porta alla normalità sembra essere ancora molto lunga. Lunedì 4 maggio segna una data [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercato <strong>agroalimentare</strong> veneto in grande difficoltà, l&#8217;emergenza <strong>Coronavirus</strong> ha causato ai ristoratori della nostra regione<strong> ingenti perdite</strong> e, da quanto emerge dall&#8217;ultimo <strong>DPCM</strong>, la strada che porta alla normalità sembra essere ancora molto lunga. Lunedì 4 maggio segna una data importante per il ritorno alla vita quotidiana, che inevitabilmente non sarà più come quella pre <strong>Covid-19</strong>, ad eccetto però della categoria della <strong>ristorazione</strong> ancora bloccata ai box.</p>
<p>Ecco allora che il <strong>crollo dei consumi</strong> fuori casa con la chiusura forzata di <strong>bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi</strong> ha effetti negativi sull’<strong>agroalimentare</strong> che in veneto fattura <strong>5,7 miliardi di euro</strong>. Dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità da quando è cominciata la pandemia oltre la metà delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio oltre mille strutture regionali.</p>
<p>Nel trimestre gli operatori segnalano perdite di <strong>30 milioni di euro</strong> – spiega Coldiretti Veneto – dunque una anticipazione dell’apertura è necessaria. Le imprese agrituristiche sono situate in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – sottolinea la Coldiretti – i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa anche evitare il pericoloso rischio di affollamenti  – conclude la Coldiretti – aprendo  i cancelli delle fattorie, i percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy, proposte ricreative e sportive, significa dare una spinta alla ripresa e sostenere il Made in Italy.</p>
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		<title>Chiusura delle frontiere, export agroalimentare in difficoltà. A rischio un mercato che vale 5,2 miliardi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/12/chiusura-delle-frontiere-export-agroalimentare-in-difficolta-a-rischio-un-mercato-che-vale-52-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 09:08:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[I vincoli alle frontiere di alcuni paesi confinanti sta creando non poche difficoltà logistiche con conseguente calo della domanda estera. Questo incide pesantemente nell&#8217;export agroalimentare regionale &#8211; che vale 5,2 miliardi &#8211; e che, ad oggi, risulta essere in forte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I vincoli alle <strong>frontiere </strong>di alcuni paesi confinanti sta creando non poche difficoltà logistiche con conseguente calo della domanda estera. Questo incide pesantemente nell&#8217;<strong>export</strong> <strong>agroalimentare</strong> regionale &#8211; che vale 5,2 miliardi &#8211; e che, ad oggi, risulta essere in forte rischio.</p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi della <strong>Coldiretti</strong> in relazione moltiplicarsi dei limiti ai valichi posti da un numerosi Paesi. I tecnici dell&#8217;osservatorio regionale raccolgono segnalazioni di <strong>aziende</strong> con problematiche di mercato in <strong>Austria, Germania e Svizzera</strong>. Nelle ultime ore arrivano le prime criticita&#8217; anche dalla <strong>Polonia</strong>.  La situazione e&#8217; confermata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che hanno attivato una casella di posta elettronica (<a href="mailto:coronavirus.merci@esteri.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus.merci@esteri.it</a>) dove riportare casi di restrizioni e discriminazioni verso i<strong> prodotti italiani</strong>.</p>
<p>La stretta più pericolosa è al <strong>Brennero</strong> ed interessa i <strong>Paesi dell’Unione Europea</strong>. Ma limitazioni ai passaggi transfrontalieri sono state decise a nord anche dalla Svizzera, che ha deciso di chiudere alcuni posti di collegamento con l’Italia mentre a est coinvolgono due tradizionali porte di passaggio delle merci <strong>Made in Italy</strong> verso l’<strong>Europa</strong> orientale, come la Slovenia sulla sua frontiera terrestre e la Croazia che ha sospeso i collegamenti via mare fra Ancona e Spalato.</p>
<p>Con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma – precisa la Coldiretti – le difficoltà delle esportazioni sono amplificate dalla rinuncia dei trasportatori stranieri per questioni sanitarie e strumentalizzazioni. Un quadro che invita Coldiretti a chiedere ai supermercati, ipermercati e discount di aderire con atti concreti alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano privilegiando negli approvvigionamenti sugli scaffali le mozzarelle con il latte italiano al posto di quelle ottenute da cagliate straniere, salumi ottenuti con la carne dagli allevamenti italiani, frutta e verdura nazionale ed extravergine Made in Italy al 100%.</p>
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		<title>Maculan ottiene il Passaporto Ambientale per i prodotti agroalimentari</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/06/maculan-ottiene-il-passaporto-ambientale-per-i-prodotti-agroalimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 14:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Breganze]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[Montagna Vicentina]]></category>
		<category><![CDATA[Passaporto Ambientale per i prodotti agroalimentari]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[In un momento di grande difficoltà, sia economica che sociale, un&#8217;azienda vicentina riceve un prestigioso riconoscimento per il proprio operato. Maculan è tra le sette aziende protagoniste dell’iniziativa Passaporto Ambientale per i prodotti agroalimentari della Montagna Vicentina grazie al personale progetto che pone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un momento di grande difficoltà, sia economica che sociale, un&#8217;azienda vicentina riceve un prestigioso riconoscimento per il proprio operato.</p>
<p><strong>Maculan</strong> è tra le sette aziende protagoniste dell’iniziativa <em><strong>Passaporto Ambientale per i prodotti agroalimentari della Montagna Vicentina</strong></em> grazie al personale progetto che pone al centro i vitigni resistenti.<br />
L&#8217;Azienda vitivinicola di Breganze ha stipulato l&#8217;Accordo volontario con il <strong>Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare</strong> (MATTM), che vede le realtà coinvolte impegnate nel calcolo e nella riduzione dell’impronta ambientale di uno o più prodotti sotto la guida del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’<strong>Università di Padova</strong>.<br />
“Riteniamo che l’iniziativa <em>Passaporto Ambientale</em> sia un’occasione per costruire le basi di lavorazioni più sostenibili per il bene delle nostre colline e delle generazioni future – dichiara <strong>Maria Vittoria Maculan</strong>, enologo – I vitigni resistenti permettono infatti di <strong>ridurre i trattamenti dai dieci/undici</strong> che si praticano generalmente nel territorio <strong>a solo uno o due</strong>.”<br />
Dal 2017 Maculan ha scelto di percorrere la strada dei <strong>vitigni resistenti</strong> alle malattie fungine, conosciuti anche con l’acronimo tedesco <strong>PIWI</strong>, mettendo a dimora 4000 viti di Merlot Khorus e Sauvignon Rytos, due varietà selezionate dall&#8217;Università di Udine, e in seguito 4300 viti di Cabernet Volos. Il progetto prevede la sostituzione, nel corso di un decennio, dei vigneti più vecchi con PIWI, varietà ottenute da incroci intraspecifici con il cambiamento del solo 5% dei cromosomi, ovvero di quelli responsabili degli effetti delle malattie sull’uva.<br />
Ciò ha riscosso l’interesse dei ricercatori dell&#8217;Università di Padova che hanno quindi deciso di certificare il procedimento nell&#8217;ambito del progetto <strong><em>Passaporto Ambientale</em></strong>, finanziato dal <em>Programma di sviluppo rurale</em> della <strong>Regione Veneto</strong> a seguito delle sempre più severe linee guida dell’Impronta Ambientale dell’Unione Europea.</p>
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		<item>
		<title>Scoperta in Veneto organizzazione di Caporalato. Lavoratori costretti a lavorare 11 ore al giorno per 3 euro l&#8217;ora</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/13/scoperta-in-veneto-organizzazione-di-caporalato-lavoratori-costretti-a-lavorare-11-ore-al-giorno-per-3-euro-lora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 15:27:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Erano costretti a turni di lavoro massacranti e la retribuzione, neanche a dirlo, era misera. L&#8217;ennesima triste storia di un fenomeno che non sembra trovare pace arriva ancora una volta dalla nostra regione, il Veneto che tutti ci invidiano ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano costretti a turni di lavoro massacranti e la retribuzione, neanche a dirlo, era misera. L&#8217;ennesima triste storia di un fenomeno che non sembra trovare pace arriva ancora una volta dalla nostra regione, il Veneto che tutti ci invidiano ma che purtroppo nasconde dei lati oscuri e di illegalità. La paga di tre euro all&#8217;ora, 11 ore di lavoro al giorno questo è quanto hanno scoperto due giorni fa i carabinieri della Tutela del lavoro di Venezia con il supporto dell’Arma territoriale di Venezia, Padova e Rovigo.</p>
<p>L&#8217;indagine denominata “Miraggio”, ha prodotto quattro misure cautelari consistenti nell’obbligo di dimora nei confronti di altrettanti cittadini marocchini responsabili di aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera. Le indagini hanno consentito di accertare come i &#8220;caporali&#8221; impiegassero 13 loro connazionali, alcuni irregolari, nella raccolta dell’uva e potatura dei vigneti privi di ogni dispositivo di protezione.</p>
<p>In merito alla vicenda ha espresso il proprio messaggio l&#8217;associazione di categoria più vicina agli agricoltori.</p>
<p>&#8220;La legalità e il rispetto delle regole e della dignità umana vengono prima di tutto”. Coldiretti  condanna i gravi episodi di <strong>sfruttamento di manodopera</strong> in campagna, portati alla luce dalle indagini delle forze dell’ordine tra le provincie di Venezia, Padova e Rovigo e ribadisce che  non c’è posto per chi si pone fuori dalle regole e dalla legge, oltre che dal rispetto per i lavoratori e il lavoro.</p>
<p>Coldiretti ricorda, inoltre, che proprio in <strong>Veneto</strong> è stato siglato un protocollo della legalità tra Regione e parti sociali. Si tratta di uno strumento che prevede controlli e promuove la cultura della trasparenza contro episodi di sfruttamento e caporalato nelle campagne.</p>
<p>I controlli delle autorità, con i casi venuti alla luce in queste ore, &#8211; continua Coldiretti &#8211; evidenziano ancora sacche oscure dove il malaffare si insinua. Nonostante il grande impegno di contrasto i furbetti continuano ad agire contro la dignità&#8217; umana. Ricordando la qualità e lo stile di vita ispirato al ‘<strong>Made in Italy</strong>’ Coldiretti sottolinea l’impegno nella  costituzione dell’Osservatorio contro la criminalità nell’<strong>agroalimentare</strong> presieduto dall’ex Procuratore Giancarlo Caselli, avvenuta nel 2014.</p>
<p>Studi, dossier, ricerche e indagini svolte dal Comitato Scientifico della Fondazione rivelano che il Veneto non è immune.  A questo proposito proprio la prossima settimana il 18 febbraio a Roma sarà presentato il progetto &#8216;Lavoro stagionale: dignità e legalità che ha lo scopo di tutelare con azioni coordinate il sistema occupazionale del settore primario dove il contributo dei lavoratori stranieri è determinante. Non è un caso che vi partecipino ben cinque ministri contemporaneamente: Interno, Esteri, Giustizia, Politiche Agricole e Lavoro.</p>
<p>Il lavoro stagionale &#8211; aggiunge Coldiretti &#8211; rappresenta la componente prevalente dell’occupazione nelle campagne dove il contributo dei lavoratori stranieri è divenuto determinante. Scopo del progetto è di migliorare la disciplina e gestione del lavoro stagionale, al fine di assicurare condizioni di lavoro dignitose e legali, e, al tempo stesso, di consentire alle imprese agricole di sostenere la concorrenza internazionale. ​</p>
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		<item>
		<title>Nella tre giorni &#8220;Vignaioli di montagna&#8221; 40 produttori del Trentino tra vino, cinema ed enogastronomia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2020/01/27/nella-tre-giorni-vignaioli-di-montagna-40-produttori-del-trentino-tra-vino-cinema-ed-enogastronomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 15:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad affiancare i 40 vignaioli di Trentino e Alto Adige nella tre giorni di Vignaioli di montagna, in programma alla Fondazione Cineteca di Bologna dall’1 al 3 febbraio 2020, saranno le specialità gastronomiche di qualità tipiche di Trentino e Südtirol. Ne scaturisce un racconto a più voci, tra sapori e immagini, del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad affiancare i <strong>40 vignaioli</strong> di <strong>Trentino</strong> e <strong>Alto Adige</strong> nella tre giorni di <strong><em>Vignaioli di montagna</em></strong>, in programma alla <strong>Fondazione Cineteca di Bologna</strong> <strong>dall’1 al 3 febbraio</strong> 2020, saranno le <strong>specialità gastronomiche</strong> di qualità tipiche di Trentino e Südtirol. Ne scaturisce un racconto a più voci, tra sapori e immagini, del territorio di montagna, realizzato grazie al supporto delle Camere di Commercio di Trento e Bolzano.</p>
<p>In particolare, il pubblico potrà conoscere il progetto <em><strong>Trentino di malga</strong></em>, marchio collettivo frutto dell’iniziativa della Camera di Commercio di Trento, dedicato alla promozione di specialità casearie d&#8217;alpeggio ottenute con metodi tradizionali. Ciascuna delle varietà riconosciute dal marchio si distingue per qualità organolettiche e sensoriali, che variano con la vegetazione, la flora microbica locale, le razze bovine e le tecniche di lavorazione del latte. Oltre ai formaggi, i presenti potranno assaggiare anche una selezione di <strong>Speck artigianale südtirolese</strong> della macelleria <em><strong>Stampfl</strong> </em>di Bolzano. Si tratta di una ricetta tradizionale che prevede, tra il resto, l’affumicatura per tre settimane con legno di faggio e sei mesi di stagionatura. Ne risulta uno speck di alta qualità con una bassa concentrazione di sale e un’importante aromaticità. Ottimi per accompagnare formaggi, speck o da gustare da soli, gli <strong>Schüttelbrot</strong> dell’Azienda <em><strong>Fritz e Felix Brot</strong></em>, piccoli panini croccanti a base di farina di segale, acqua, lievito, sale e spezie, e il <strong>pane artigianale</strong> fatto con lievito madre del <em><strong>Panificio Moderno</strong></em> di Rovereto (TN), una realtà che ha puntato molto sul recupero delle varietà cerealicole territoriali e sui processi di lievitazione naturale.</p>
<p>Con l’evento alle porte, gli organizzatori hanno rivelato i produttori e i <strong>vini</strong> in degustazione nelle <strong>tre masterclass</strong> in programma lunedì 3 febbraio alla Biblioteca Renzo Renzi. Ogni degustazione proporrà quattro vini di vignaioli altoatesini e quattro di vignaioli trentini, spaziando da varietà autoctone quali Teroldego, Nosiola e Lagrein a vitigni internazionali come il Pinot Nero e il Pinot Bianco, che nella regione hanno trovato un’espressione unica.<br />
<em>Vignaioli di montagna</em> si svolgerà in tre giorni.</p>
<p><strong>Sabato primo febbraio</strong> la Biblioteca Renzo Renzi ospiterà la mostra dedicata ai vini artigianali delle terre alpine, un grande <strong>banco d’assaggio</strong> che vedrà la partecipazione di 20 vignaioli trentini e 20 altoatesini.</p>
<p><strong>Domenica 2 febbraio</strong> sarà dedicata all’<strong>anteprima</strong> della 68ª edizione del <strong><em>Trento Film Festival</em></strong> (25 aprile – 3 maggio 2020), con il doppio appuntamento pomeridiano con <em><strong>Persorsi</strong></em>. Si tratta di una passeggiata immersiva e multisensoriale nella viticoltura di montagna, dalle Dolomiti al Lago di Garda. In <strong>serata</strong> la proiezione di <em><strong>Our Blood Is Wine</strong></em> (di Emily Railsback, USA, 2018, 78’), un documentario nato da un&#8217;idea del cineasta e sommelier Jeremy Quinn.</p>
<p>Infine <strong>lunedì 3 febbraio</strong> tre <strong>masterclass</strong> sulla vitienologia delle terre alte. Si inizierà alle <strong>11.00</strong> con <strong><em>Valli, colline e montagne: un viaggio di quota in quota</em></strong>, condotta dal giornalista e scrittore Massimo Zanichelli con Hannes Baumgartner, presidente dei Freie Weinbauern Südtirol.</p>
<p>Alle <strong>13.00</strong> <em><strong>Sostenibilità: una meta, tante strade</strong> </em>con Helmuth Zozin, direttore ed enologo delle Tenute Manincor, accompagnato dal presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Lorenzo Cesconi. Si chiuderà alle <strong>15.00</strong> con <strong><em>Teroldego e Lagrein: due “cugini” alla prova del tempo</em></strong> guidata da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine, con i vignaioli Giulio De Vescovi e Andreas Berger. Il costo è di 25 euro per un laboratorio, 40 euro per due e 60 euro per tre. Posti limitati con preiscrizione obbligatoria al modulo forms.gle/Wsr6NDeuKdC6HpaU9<br />
Il programma e i costi su <a href="http://www.trentofilmfestival.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.trentofilmfestival.it&amp;source=gmail&amp;ust=1580225431091000&amp;usg=AFQjCNHteTpa8AGEgvMCMP35FiSE9dAxPg">www.trentofilmfestival.it</a>, <a href="http://www.vignaiolideltrentino.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.vignaiolideltrentino.it&amp;source=gmail&amp;ust=1580225431091000&amp;usg=AFQjCNHdQC0NfPA38dQCxczwgAyPuQN3bw">www.vignaiolideltrentino.it</a> e <a href="http://www.fws.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.fws.it&amp;source=gmail&amp;ust=1580225431091000&amp;usg=AFQjCNG26yZEc4zDHK7z_mWn1uPVAhJ5tw">www.fws.it</a></p>
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		<title>Olio Extravergine di oliva, al via il concorso Sol d’Oro Emisfero Nord 2019</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2018/12/21/olio-extravergine-di-oliva-al-via-il-concorso-sol-doro-emisfero-nord-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 15:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine di oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Sol d’Oro Emisfero Nord 2019]]></category>
		<category><![CDATA[VeronaFiere]]></category>
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					<description><![CDATA[Sol d’Oro Emisfero Nord 2019: al via oggi le iscrizioni al 17° concorso internazionale dell’olio extravergine di oliva, in programma a Veronafiere dal 6 all’11 febbraio prossimi. Le aziende agricole e i frantoi hanno tempo fino all’1 febbraio per aderire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sol d’Oro Emisfero Nord 2019: al via oggi le iscrizioni al 17° concorso internazionale dell’olio extravergine di oliva, in programma a Veronafiere dal 6 all’11 febbraio prossimi.</p>
<p>Le aziende agricole e i frantoi hanno tempo fino all’1 febbraio per aderire alla più importante competizione al mondo nata per promuovere il meglio della produzione oleicola italiana ed estera.</p>
<p><strong>Cinque</strong> le tradizionali <strong>categorie in gara</strong> (extravergini fruttato leggero, medio e intenso, monovarietali e biologici) a cui da quest’anno si aggiunge quella dedicata agli “absolute beginners”. Una novità che si rivolge ai piccoli produttori e agli esordienti con un imbottigliato inferiore ai 1.500 litri, con l’obiettivo di valorizzarne il lavoro e sensibilizzarli sul livello qualitativo raggiunto.</p>
<p>Tutto questo è possibile grazie alla competenza di una giuria internazionale tra le più esperte del settore, guidata fin dalla prima edizione dal capo-panel Marino Giorgetti.</p>
<p>Ogni partecipante può presentare al massimo tre diverse etichette di oli extravergine. Ammessi anche i campioni che hanno preso parte all’ultima edizione di Sol d’Oro Emisfero Sud 2018, svoltasi lo scorso settembre in Sud Africa.</p>
<p>Tutti i vincitori di premi e gran menzioni potranno fregiarsi dello speciale bollino Sol d’Oro da applicare alle bottiglie e saranno protagonisti di iniziative promozionali mirate nel corso di Sol&amp;Agrifood 2019, Il salone dell’agroalimentare di qualità che si tiene a Verona insieme a Vinitaly, dal 7 al 10 aprile 2019.</p>
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		<title>Agroalimentare, in Veneto corre più degli altri settori e vale il 10% del Pil</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/25/agroalimentare-in-veneto-corre-piu-degli-altri-settori-e-vale-il-10-del-pil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 17:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ il settore agroalimentare la ‘lepre’ dell’economia veneta: la filiera dei cibi ‘made in Veneto’ di qualità, dell’industria di trasformazione e commercializzazione e della ristorazione corre più forte dell’economia regionale. Il fatturato delle sue 44 mila imprese supera i 56 miliardi di euro e nel triennio 2013-2015 è cresciuto mediamente del 2,5 per cento, quasi un punto in più rispetto ai ritmi del Pil regionale. A scattare l’istantanea sul ‘core business’ dell’agroalimentare veneto è l’ultimo numero di Statistiche Flash, il focus mensile di approfondimento dell’Ufficio Statistica della Regione Veneto (<a href="http://statistica.regione.veneto.it/pubblicazioni_statistiche_flash.jsp">http://<i>www.regione.veneto.it/web/statistica</i>)</a>. Restringendo l’obiettivo sulla filiera ‘ristretta’, cioè alle sole attività ‘industriali di trasformazione, commercializzazione e ristorazione, la crescita dell’agroalimentare veneto diventa addirittura un ‘galoppo’: più 6,1 per cento annuo. Le imprese venete agroalimentari, che in termini numerici valgono il 7,7 per cento del totale italiano, producono il 13,3 per cento del fatturato italiano di settore.</p>
<p>“Il settore ‘food’ in Veneto è uno dei pilastri della nostra economia – sottolinea l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan – non solo per la capacità di produrre alimenti di qualità certificata, con ben 91 eccellenze tra Dop (<i>Denominazione di origine protetta</i>), Igp (<i>Indicazione geografica protetta</i>) e Stg (<i>Specialità tradizionale garantita</i>), ma soprattutto per la sua componente industriale di lavorazione e di commercializzazione, di cui la ristorazione è un tassello fondamentale.  La mera produzione agricola vale il 20 per cento del settore ‘food’, il resto è dato dal commercio alimentare (35%), dall’industria alimentare e delle bevande (22%) e dalla ristorazione (23%). Nell’anno dedicato al ‘cibo italiano’, il Veneto dimostra di essere uno dei leader nella buona tavola, nell’export e nella capacità di coniugare cibo, turismo e occupazione. Il cibo è sempre più un prodotto culturale, un brand, un elemento di identità e di orgoglio e un motore di sviluppo economico da valorizzare in tutti i suoi aspetti: a scuola, nella formazione, nella pianificazione territoriale e negli investimenti infrastrutturali”.</p>
<p>La ‘lepre’ dell’industria agroalimentare veneta corre grazie alla fantasia e alla produttività dei suoi imprenditori e dei suoi addetti:  nel 2015 il valore aggiunto per addetto nel settore è stato di 66 mila euro, quasi 10 mila euro in più rispetto al valore medio nazionale, posizionando il Veneto sul podio delle tre regioni con il maggior valore aggiunto per addetto, alle spalle di Lombardia ed Emilia Romagna. Dal 2008 al 2015 il valore aggiunto per addetto nell’industria agroalimentare veneta è cresciuto di circa 20 mila euro. “Un dato da sottolineare con evidenza &#8211; commenta Pan – perché valorizza la laboriosità dei veneti, ma anche le politiche a sostegno sull’innovazione e della competitività del settore e degli investimenti strutturali nell’agroindustria, nell’agriturismo e nei settori a più alto valore aggiunto, come il vino. Investimenti resi possibili grazie anche alla leva dei fondi del Programma di sviluppo rurale”</p>
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		<title>#Stopcibofalso, Coldiretti avvia una petizione in difesa del vero Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 09:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua il grande impegno di Coldiretti per tutelare il vero cibo italiano. Dopo l’ etichettatura per il grano duro, il latte, il riso, i derivati dal pomodoro, Coldiretti ha lanciato la nuova campagna #stopcibofalso una petizione indirizzata al Presidente del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Continua il grande impegno di Coldiretti per tutelare il vero cibo italiano. Dopo l’ etichettatura per il grano duro, il latte, il riso, i derivati dal pomodoro, Coldiretti ha lanciato la nuova campagna #stopcibofalso una petizione indirizzata al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani  e a quello della Commissione Agricoltura. l&#8217;irlandese Phil Hogan, per chiedere che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che trovano in tavola.</p>
<p style="font-weight: 400;">A rischio “<strong>fake</strong>” nel <strong>carrello della spesa</strong> – spiega Coldiretti &#8211; vi è un prodotto alimentare su quattro che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dalle marmellate ai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini. L’ennesima  battaglia di civiltà per garantire una spesa critica è promossa in tutte le sedi territoriali e nei mercati di Campagna Amica luoghi di incontro privilegiato tra domanda di cibo sano e offerta di tipicità stagionale. In molti hanno firmato, in Veneto più di 8mila cittadini affinchè l’indicazione di provenienza contrasti quelle imitazioni che ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia. Coldiretti ricorda che la sottoscrizione può avvenire anche sui social network #stopcibofalso.</p>
<p>La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari tipici  costano all&#8217;intera filiera di produzione migliaia di posti di lavoro. Secondo Coldiretti, il fatturato del falso made in Italy solo nell’agroalimentare ha superato<strong> 60 miliardi di euro</strong> e la lotta al cibo “fake” nel piatto rappresenta ormai un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e per generare occupazione.</p>
<p>Se nessun italiano si sognerebbe di comprare tali assurdi prodotti – commenta Coldiretti – non è così per i consumatori esteri che vengono attirati dall’immagine di italianità ad essi collegati, fornendo così alle aziende produttrici un vantaggio competitivo perché associano indebitamente ai propri prodotti l’immagine del <strong>made in Italy</strong> apprezzata dai consumatori stranieri, nonostante il prodotto che essi acquistano non abbia alcun legame con il sistema produttivo italiano, facendo <strong>concorrenza sleale</strong> nei confronti dei <strong>produttori nazionali</strong> impegnati a garantire <strong>standard elevati di qualità</strong>.</p>
<p>La <strong>contraffazione</strong> però non riguarda solo i prodotti imitati all’estero, ma anche quelli venduti sul suolo nazionale: <strong>due prosciutti su tre</strong> venduti oggi in Italia provengono da <strong>maiali allevati all’estero</strong>, senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta, dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine. Un problema che riguarda tutti i salumi, la frutta trasformata (confetture, conserve), insalata in busta, il pane, i funghi conservati che spesso arrivano dalla<strong> Cina</strong>, paese ai vertici mondiali per gli allarmi alimentari.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>L&#8217;export agroalimentare italiano vale 40 miliardi. Veneto tra le prime 4 regioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 10:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Nomisma]]></category>
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					<description><![CDATA[L’export agroalimentare italiano quest’anno supererà i 40 miliardi di euro, con un aumento di oltre il 6% sul 2016, spinto dalla crescita nelle vendite di vino, salumi e formaggi, che segnano un nuovo record, con aumenti compresi tra il +7% [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’export agroalimentare italiano quest’anno supererà i 40 miliardi di euro, con un aumento di oltre il 6% sul 2016, spinto dalla crescita nelle vendite di vino, salumi e formaggi, che segnano un nuovo record, con aumenti compresi tra il +7% del vino e il +9% dei formaggi.</p>
<p>Un risultato rilevante, sottolinea Nomisma Agrifood Monitor, per una filiera altrettanto importante che dall’agricoltura alla ristorazione vale il 9% del PIL italiano (con più di 130 miliardi di euro di valore aggiunto), coinvolge il 13% degli occupati totali e concentra un quarto di tutte le imprese presenti in Italia. Un dato che fa riflettere, anche se bisogna considerare che il 60% dell’export arriva da 4 Regioni, tutte del nord Italia: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. Il Sud, nel complesso, incide sull’export agroalimentare per meno del 20%. L’altro dato interessante, è una ripresa dei consumi alimentari sul mercato nazionale, al momento in crescita dell’1,1%.</p>
<p>Guardando ai mercati di destinazione sono soprattutto i paesi extra-Ue (seppure rappresentino ancora meno del 35% dell’export totale) ad evidenziare i tassi di crescita più elevati. Tra questi Russia e Cina, con variazioni negli acquisti di prodotti agroalimentari italiani a doppia cifra (oltre il 20%), benché il loro “peso” continui ad essere marginale sul totale dell’export (meno del 2%). In linea invece con la media di settore le esportazioni verso Nord America e paesi Ue (dati gennaio-luglio 2017).</p>
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		<title>Agroalimentare di qualità, i giovani tornano a coltivare Quinoa, Amaranto e cereali minori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 13:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[sementi autoctone]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova frontiera agronomica interessa i giovani di Coldiretti: sono i cereali minori ovvero quelle varietà come la quinoa, l’amaranto o i chicchi di grano antichi tipo il Senatore Cappelli che incontrano il favore dei consumatori, confermando la biodiversità italiana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova frontiera agronomica interessa i giovani di Coldiretti: sono i cereali minori ovvero quelle varietà come la <strong>quinoa</strong>, l’<strong>amaranto</strong> o i chicchi di grano antichi tipo il Senatore Cappelli che incontrano il favore dei consumatori, confermando la <strong>biodiversità</strong> italiana oltre che una terra fertile e accogliente.</p>
<p>Il tema è stato al centro di un <strong>work shop</strong> organizzato a Mestre nell’ambito del progetto Genius Loci promosso dalla <strong>Fondazione Cuoa</strong> di Altavilla Vicentina per la promozione dell’<strong>agroalimentare di qualità</strong>. L’incontro aperto dai saluti istituzionali di Pietro Piccioni direttore di <strong>Coldiretti Veneto</strong>, ha introdotto i numerosi presenti ad un approccio di filiera: “<em>Quelle che sembrano produzioni di nicchia, possono evolversi, grazie anche all’ottenimento dell’etichettatura di origine sulla pasta, fortemente sostenuto da Coldiretti, oltreché dall’azione svolta contro il CETA, trattato internazionale che prevede l’ingresso nel nostro Paese di una quantità enorme di frumento. Il pericolo per la cerealicoltura nostrana e tutto il Made in Italy non è ancora scampato nonostante la presa di posizione di oltre tremila comuni di cui più di trecento in Veneto</em>”.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-8038" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini.jpg 692w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>I neo imprenditori hanno manifestato una certa curiosità verso il comparto, frutto anche delle nuove <strong>tendenze alimentari</strong> e di una ricerca spinta verso le <strong>sementi autoctone,</strong> inoltre, le variazioni climatiche impongono una riflessione sul potenziale alternativo di alcune colture meno esigenti dal punto di vista idrico. Ad incoraggiare questa scelta i contributi tecnici dei relatori: il <strong>professor Paolo Casini</strong> dell’Università di Firenze che dal 1999 ha sperimentato l’introduzione dei pseudo cereali in Italia evitando cosi le importazioni dall’America Latina e dai Paesi dell’Est: particolare rilevante visto che proprio il Bel Paese è il secondo mercato al mondo per la domanda. Alcuni suggerimenti per la coltivazione sono stati spiegati dal docente <strong>Giuliano Mosca</strong> del DAFNAE dipartimento specializzato dell’Ateneo di Padova che ha già verificato i risultati del trattamento delle piante con azoto organico che garantisce un notevole apporto proteico. <strong>Veneto Agricoltura</strong> rappresentata dal dr. Maurizio Arduin ha presentato il <strong>progetto Bionet</strong>, finalizzato a coordinare tutti coloro che fanno conservazione, tutela e ricerca. “Puntiamo a valorizzare una parte, costituita da 23 varietà storiche presenti nella banca del germoplasma conservata dall’Istituto Strampelli di Lonigo, in collaborazione con le scuole agrarie”. Chiamato in causa il prof. Maurizio Bressan del centro vicentino ha sottolineato il tesoretto conservato quale patrimonio genetico delle varietà storiche locali, un’ attività, tra l’altro, sostenuta da una legge ad hoc. All’incontro non potevano mancare i trasformatori: Pierantonio Sgambaro del pastificio omonimo, che ha parlato del grande lavoro fatto nel caso del Senatore Cappelli in collaborazione con Sis (Società Italiana Sementi) . La pasta più buona, profumata, digeribile e stata accolta con un ampio consenso di pubblico ed è già in distribuzione nei supermercati e negli scaffali dei grandi gruppi commerciali. All’incontro è intervenuto anche uno dei titolari del Molino Rachello di Roncade (TV) che sta effettuando iniziative conoscitive, con aperture aziendali anche nel fine settimana, per far conoscere le diverse farine, puntando alla crescente valorizzazione del kmzero. Il Dott. Calogero Mirabile, Ispettore ICQRF NordEst con sede a Susegana (TV) ha concluso ricordando gli obblighi burocratici e le norme da rispettare per operare nella trasparenza e legalità.</p>
<p>“<em>L’importanza di questa giornata</em> &#8211; ha commentato Alex Vantini, Delegato Veneto dei Giovani di Coldiretti &#8211;<strong> </strong> <em>sta nel confronto voluto dagli agricoltori under 30 di Coldiretti con la parte scientifica e tutti gli attori coinvolti. Trovando appezzamenti è fattibile introdurre queste realtà produttive che risolvono anche l’insorgenza di problemi di intolleranza al glutine, disturbo sempre più diffuso tra la popolazione. In questo senso proprio in centro a Verona c’è una disponibilità di campi da poter attrezzare</em> – ha ricordato Vantini <em>che ha dichiarato ufficialmente che i coltivatori di nuova generazione sono pronti con i propri fondi o con i terreni messi a disposizione dalle amministrazioni comunali (Banca della Terra) a cogliere questa sfida nell’intento di soddisfare la richiesta dei cittadini di aree verdi e di cibo sano e buono”.</em></p>
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