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	<title>alimentazione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Raccolte quasi 100mila firme per fermare il cibo falso. Petizione già consegnata a Bruxelles</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 16:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[#STOPCIBOANONIMO]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono 99mila le firme raccolte in Veneto da Coldiretti. Sono parte integrante della petizione #STOPCIBOANONIMO promossa in tutte le piazze d&#8217;Italia e che ha visto protagonisti giovani, donne e senior compresa l&#8217;intera struttura coinvolta in ogni occasione di aggregazione sociale. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Sono 99mila le firme raccolte in Veneto da Coldiretti. Sono parte integrante della petizione <strong>#STOPCIBOANONIMO</strong> promossa in tutte le piazze d&#8217;Italia e che ha visto protagonisti giovani, donne e senior compresa l&#8217;intera struttura coinvolta in ogni occasione di aggregazione sociale. Sulle tavole degli agriturismi di Terranostra, negli spacci aziendali, nei mercati di Campagna Amica migliaia di persone hanno sottoscritto l&#8217;iniziativa fino a raggiungere quota 1,1 milione di autografi per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti con l&#8217;iniziativa europea “<strong><a href="https://sceglilorigine.coldiretti.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://sceglilorigine.coldiretti.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1571149143182000&amp;usg=AFQjCNHcWuNAbZprt43xpvi_3Xnh9fh3Pw">Eat original! Unmask your food</a></strong><strong>”</strong> (Mangia originale, smaschera il tuo cibo).</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Ringrazio i consumatori ma soprattutto gli amministratori,  i dirigenti, singoli produttori e dipendenti di Coldiretti,  chiunque in ogni angolo del Veneto ha contribuito a questo successo  &#8211; ha commentato <strong>Daniele Salvagno</strong> presidente regionale presente al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio per assistere alla consegna da parte del presidente della Coldiretti Ettore Prandini al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di un “maxi assegno” simbolo dello storico traguardo dall’iniziativa dei cittadini europei (Ice) autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione (UE) 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018 a firma del vice presidente Franz Timmermans. Un’iniziativa che gode del sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti e di Fondazione Campagna Amica: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Fondazione Univerde, a Gaia (associazione degli agricoltori greci) a Green protein (Ong svedese), alle quali se ne sono poi aggiunte molte altre.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quella promossa dalla Coldiretti è appena la settima petizione sulle ben 48 presentate a raggiungere l’obiettivo di un milione di firme da quando l’Ice (iniziativa dei cittadini europei) è stata istituita, 12 anni fa. Un traguardo tutt’altro che facile poiché, oltre a raccogliere il numero di sottoscrizioni prefissato, per essere valida la petizione deve anche superare una soglia minima di adesioni in almeno sette Paesi dell’Unione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il BelPaese ha dato il massimo con l’85% delle sottoscrizioni  &#8211; spiega Coldiretti &#8211; grazie al sostegno di cittadini e rappresentanti delle istituzioni della politica, dello sport, della ricerca, della cultura per obbligare la Commissione ad assicurare la trasparenza dell’informazione sui cibi in tutta l’Unione Europea dove rischiano di entrare in vigore nell’aprile 2020 norme fortemente ingannevoli per i consumatori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un vero e proprio fronte per la trasparenza che, forte del milione di firme raccolto in tutti i Paesi, non può essere più ignorato da una Ue che – ricorda Coldiretti – ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nello specifico – sottolinea la Coldiretti – l’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche e per quanto attiene agli alimenti trasformati, l’etichettatura di origine deve essere resa obbligatoria per gli ingredienti principali se hanno un’origine diversa dal prodotto finale. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Un obiettivo condiviso dalla maggioranza dei consumatori europei e dall’82% di quelli italiani che ritiene necessario superare le attuali politiche comunitarie sull’origine del cibo per contrastare un fenomeno, quello dei falsi e dei tarocchi, che solo all’Italia costa oltre 100 miliardi di euro all’anno nel mondo” ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare che “l’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare, ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">L’Italia è, infatti, all’avanguardia in Europa proprio grazie al pressing della Coldiretti che ha fatto scattare anche l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">A livello comunitario – conclude la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.</p>
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		<title>OGM addio, anche la Grande Distribuzione dice no a prodotti geneticamente modificati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2017 16:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Grande distribuzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogm, no grazie. E se a dirlo sono perfino le catene di supermercati e discount, non certo botteghe bio di quartiere, significa che qualcosa sta davvero cambiando. In Germania il gruppo Lidl ha messo in commercio dal 2015 una serie di alimenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ogm</strong>, no grazie. E se a dirlo sono perfino le catene di supermercati e discount, non certo botteghe bio di quartiere, significa che qualcosa sta davvero cambiando.</p>
<p>In Germania il gruppo <strong>Lidl</strong> ha messo in commercio dal 2015 una serie di alimenti garantiti con il bollino <em>Ohne Gentechnik</em> (senza Ogm): si è cominciato con la gamma di prodotti lattiero-caseari a marchio Milbona, poi con il pollame fresco e prodotti scelti a base di carne bovina. Pochi giorni fa l’offerta di alimenti liberi da Ogm si è arricchita di un altro tassello, con la decisione di includere anche la carne suina.</p>
<p>Il gigante tedesco la distribuirà da subito in gran parte delle sue filiali bavaresi, sotto il proprio marchio regionale <em>Ein gutes Stueck Bayern</em>. L’obiettivo è arrivare in futuro a estendere su tutta la carne di suino con il marchio regionale di Lidl la dicitura <strong>“privo di Ogm”</strong>.</p>
<p>Lidl è il primo discount ad adottare questa linea, notizia salutare che non può che essere accolta con favore, con l&#8217;augurio che la stessa attenzione venga riservata alla <strong>filiera dell’allevamento</strong>, dai mangimi al benessere animale.</p>
<p>L’accresciuta preoccupazione per la tracciabilità degli alimenti non è comunque isolata nel panorama della distribuzione. Solo lo scorso gennaio il principale concorrente tedesco di Lidl, la catena <strong>Aldi</strong>, ha annunciato di aver <strong>rimosso dagli scaffali</strong> dei suoi punti vendita negli Stati Uniti tutti i prodotti in cui fossero rintracciabili otto diverse categorie di<strong> pesticidi e insetticidi.</strong> Oltre ad ampliare la gamma del biologico con il brand “Never any!” che comprende carni prive di antibiotici, ormoni e additivi e la linea SimplyNature (libera da 125 ingredienti artificiali).</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-51077" src="https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-725x725.jpg" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" srcset="https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-725x725.jpg 725w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-150x150.jpg 150w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-480x480.jpg 480w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-768x768.jpg 768w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-300x300.jpg 300w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-600x600.jpg 600w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-350x350.jpg 350w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-400x400.jpg 400w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo-500x500.jpg 500w, https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2017/07/ogm_gmo.jpg 960w" alt="" width="725" height="725" />Proprio negli Stati Uniti, dove Aldi è presente fin dagli anni Settanta, Lidl ha annunciato di essere pronta a entrare in forze dal 2018, aprendo 100 supermercati nella East Coast.</p>
<p>Chissà che il nuovo capitolo della <strong>concorrenza tra i colossi</strong> non cominci finalmente a giocarsi, anziché sui <strong>ribassi di prezzi</strong> ormai insostenibili per agricoltori e allevatori, su quell’attenzione alla <strong>qualità</strong> e alla provenienza che fasce sempre più ampie di consumatori ormai pretendono (si vedano anche le preoccupazioni legate all’acquisizione da parte di Amazon di <strong>Whole Foods Market</strong>, lo storico canale di vendita dell’<em>organic food </em>in America).</p>
<p>Anche in Germania la sterzata anti <strong>Ogm</strong> appare giustificata da una ben precisa strategia: che si tratti di un mero espediente per ripulire un’immagine non sempre impeccabile o di una più profonda revisione della propria filosofia aziendale, anche i marchi del Big Food fanno i conti con il crescente <strong>potere di chi “vota con la forchetta”</strong>.</p>
<p>Non a caso questo avviene in un Land come la Baviera, che dal 2014 è entrata a far parte delle “Gmo Free farming area”, un network che include 62 territori di nove Paesi europei, tra cui 18 regioni francesi, <strong>13 regioni italiane</strong> e tutti gli Stati dell’Austria.</p>
<p>Il governo locale della Csu sostiene il no alle coltivazioni geneticamente modificate anche in Europa e pare che stia preparando sul tema un’ulteriore stretta. Cosa che senza dubbio non ha lasciato indifferenti i padroni della grande distribuzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Fonte: SlowFood)</p>
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		<title>Alimentarsi al meglio per aumentare le prestazioni sportive, ecco alcuni consigli</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sport/2017/04/08/alimentarsi-al-meglio-aumentare-le-prestazioni-sportive-consigli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 08:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizia la bella stagione, è tempo di mettersi in forma praticando attività fisica in vista della fatidica prova costume. Gli esperti, da sempre, consigliano ai praticanti occasionali di iniziare con sessioni brevi in modo da non sottoporre il fisico a sforzi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Inizia la bella stagione, è tempo di mettersi in forma praticando attività fisica in vista della fatidica prova costume. Gli esperti, da sempre, consigliano ai praticanti occasionali di iniziare con sessioni brevi in modo da non sottoporre il fisico a sforzi eccessivi.</p>
<p>Ma ciò che non bisogna mai sottovalutare, questo vale anche per i più assidui praticanti di sport, è l&#8217;alimentazione. Il &#8220;carburante&#8221; necessario all&#8217;organismo per mantenere gli equilibri giusti per un&#8217;ottima resa.</p>
<p>Cosa fare, allora, per affrontare al meglio l’appuntamento settimanale in palestra, in piscina o per la sessione di running al parco? Cominciare l&#8217;allenamento dalla tavola.</p>
<p>I numeri di chi adopera il tempo libero per praticare attività è in continuo aumento, lo scorso anno un italiano su 4 ha dichiarato di allenarsi con regolarità e continuità, ma una minima parte è a conoscenza di come alimentarsi prima, durante e dopo la seduta atletica.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/piramide-alimentare-6.gif"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-4628" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/piramide-alimentare-6.gif" alt="" width="411" height="375" /></a>Adottare un regime alimentare vario diventa quindi fondamentale. “La dieta dello sportivo deve garantire un apporto adeguato di acqua, fibre, sali minerali, vitamine e proteine -dichiara la Società italiana di Scienza dell’alimentazione- queste ultime, in particolare, costituiscono la base della struttura dei muscoli, del tessuto connettivo, degli enzimi e degli ormoni e sotto sforzo possono funzionare anche come fonte energetica – dichiara Silvia Migliaccio, segretario nazionale della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione – Da questo punto di vista il pesce, sia fresco che conservato, rappresenta un’ottima scelta poiché è ricco di proteine nobili, acidi grassi omega 3 e micronutrienti importanti per la salute e il corretto funzionamento dell’organismo, come lo iodio e la vitamina B12”.</p>
<p>Assicurarsi calorie sufficienti a coprire il dispendio energetico dovuto all’attività fisica è doveroso per chi si allena, tuttavia è bene assicurarsi un’alimentazione basata su alimenti leggeri, per non interferire con l’allenamento. “Una porzione di pesce in scatola presenta gli stessi valori nutrizionali della materia prima fresca e ha un apporto calorico contenuto che, a seconda del tipo e del formato di prodotto in commercio (es. tonno, salmone o sgombro) e dell’individuo (uomo o donna e sportivo dilettante o atleta professionista), può variare tra il 5 e il 19% circa dell’energia giornaliera”, commenta Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca del Crea-Nut.</p>
<p>È bene poi adeguare i pasti agli impegni sportivi della giornata: potrebbe essere un buon metodo, ad esempio, suddividere la “giornata” in cinque pasti. In questo modo, non si rischia di sovraccaricare l’apparato digerente e si fornisce all’organismo un adeguato apporto di energia durante tutta la giornata e nel corso delle prestazioni sportive. Mai, inoltre, praticare sport subito dopo aver mangiato: devono trascorrere circa 3 ore da un pasto completo, che si riducono a due se il pasto è composto da una sola portata. Un’ora prima dell’allenamento, poi, è consigliabile assicurarsi una riserva di energia facendo uno spuntino.</p>
<p>E se ci si allena al mattino? In questo caso, il consiglio è di scegliere una colazione leggera, che non impieghi troppo tempo ed energie per essere assimilato, e – perché no? – anche salata se si preferisce al dolce. Il salmone in questo caso può rappresentare una buona alternativa, secondo Silvia Migliaccio: “Sotto il profilo nutrizionale, il salmone in scatola permette il raggiungimento delle razioni raccomandate di proteine, di alcuni minerali, di vitamina B12 e acidi grassi essenziali e potrebbe essere consumato ogni 2-3 giorni”.</p>
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