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	<title>Apindustria Confimi Vicenza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Manovra 2018, Apindustria chiede più coraggio: «Sostegno alle imprese per accelerare la ripresa»</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/11/11/manovra-2018-apindustria-chiede-piu-coraggio-sostegno-alle-imprese-accelerare-la-ripresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2017 21:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Apindustria Confimi Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa economica]]></category>
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					<description><![CDATA[Apindustria Confimi Vicenza lancia un appello al Governo per dare un&#8217;accelerata alla ripresa economica attraverso interventi a favore delle imprese manifatturiere, già con la prossima manovra economica oggi in discussione. Il mondo produttivo chiede all’esecutivo uno sussulto di coraggio in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Apindustria Confimi Vicenza lancia un appello al <strong>Governo</strong> per dare un&#8217;accelerata alla ripresa economica attraverso interventi a favore delle imprese manifatturiere, già con la prossima manovra economica oggi in discussione. Il mondo produttivo chiede all’esecutivo uno sussulto di coraggio in questa parte finale di legislatura, nonostante la stretta di Bruxelles sul rispetto degli equilibri di bilancio.</p>
<p>&#8220;<em>In generale</em> – evidenzia il Presidente Flavio Lorenzin – <em>un intervento maggiore sulle politiche fiscali del lavoro, specie sul cuneo fiscale e contributivo, e sulla riduzione del costo energetico, sarebbero necessari e vitali per il nostro comparto, al fine di rendere strutturale la ripresa. Così come è necessario lo stralcio della riduzione dell&#8217;aliquota di detrazione al 50%, con la conferma dell&#8217;attuale aliquota del 65% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di efficienza energetica negli edifici ecobonus&#8221;.</em></p>
<p>Il Presidente rimarca il fatto che la risalita degli ultimi mesi è avvenuta anche, e soprattutto, grazie al grande cuore degli imprenditori che in questo ultimo decennio hanno dimostrato la capacità di stare in piedi e di sostenere con la loro attività il territorio in cui vivono: &#8220;<em>Bisogna una volta per tutte prendere coscienza che l&#8217;Italia è fatta da questo tessuto imprenditoriale composto da 4,3 milioni di imprese manifatturiere da 1 a 249 dipendenti che danno lavoro a 16,5 milioni di persone e che producono il 73,8% del PIL: non esistono ora altri modelli vincenti</em>&#8220;.</p>
<p>In effetti i capitali esteri, soprattutto quelli della finanza, vengono e vanno. L&#8217;imprenditore locale, invece, è radicato nel territorio e la politica fiscale dovrebbe quantomeno finire di metterlo di fronte a nuovi ostacoli da superare per la crescita della sua attività.</p>
<p>&#8220;<em>Oltre ad essere penalizzati dalle continue modifiche normative e dai pesantissimi carichi fiscali sul lavoro e sul costo dell&#8217;energia</em> – sottolinea il Presidente &#8211; <em>non siamo di certo aiutati dal recepimento di normative europee tarate su dimensioni di grandi imprese o di multinazionali come la chiusura del credito operata da parte delle banche a causa di misure calate dall&#8217;alto, in base alle quali non si presta denaro se non a chi è già in una situazione di piena solidità&#8221;.</em></p>
<p>In particolare, le nuove norme più stringenti della Bce sulla gestione dei crediti inesigibili, per ora in fase di consultazione, se approvate costituirebbero una definitiva chiusura del credito da parte delle banche alle imprese manifatturiere. &#8220;<em>Le nostre aziende non hanno accesso alla borsa</em> – conclude Lorenzin – <em>e possono ancora contare sul sistema bancario come unico strumento per finanziarsi. Questo però non deve essere ostacolato o rimesso in discussione, proprio in un momento di ripresa cruciale per il nostro futuro&#8221;</em>.</p>
<p>Per questo Apindustria Confimi Vicenza rinnova il proprio monito: mettere l’impresa al centro delle politiche per il rilancio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bonus giovani 2018, per Apindustria Vicenza &#8220;Misura inconsistente&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/08/30/bonus-giovani-2018-apindustria-vicenza-misura-inconsistente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2017 16:04:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Apindustria Confimi Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus giovani 2018]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori under 29]]></category>
		<category><![CDATA[ministro del lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente di Apindustria della sezione vicentina Flavio Lorenzin risponde senza mezzi termini in merito all’annuncio del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti sugli incentivi per i lavoratori under 29. «Per assumere nuovi giovani non servono piccoli incentivi periodici ma riforme [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente di <strong>Apindustria</strong> della sezione vicentina Flavio Lorenzin risponde senza mezzi termini in merito all’annuncio del <strong>Ministro del Lavoro Giuliano Poletti</strong> sugli incentivi per i lavoratori under 29.</p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">«<em>Per assumere nuovi giovani non servono piccoli incentivi periodici ma riforme strutturali</em>». Così <u></u>Flavio Lorenzin<u></u>, Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, replica all’annuncio del<strong> Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti,</strong> che intende applicare <strong>sgravi contributivi</strong> nei prossimi due anni per chi assume <strong>lavoratori under 29.</strong><u></u><u></u></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Secondo il rappresentante delle imprese manifatturiere vicentine la strada scelta dal <strong>Governo</strong> per frenare la <strong>disoccupazione</strong> giovanile è quella sbagliata: «<em>L’idea di un bonus rappresenta un annuncio politico</em> – spiega Lorenzin –<em> oltre che una misura debole, non determinante per giustificare l’investimento di nuove risorse in forza lavoro. Come dimostrano i dati positivi sull’occupazione nei primi mesi del 2017, se le nostre imprese hanno commesse da evadere e lavoro da assegnare assumono senza problemi. Non servono quindi incentivi modesti e di breve durata, ma interventi di ampio respiro per imprimere una forte accelerazione alla ripresa economica, facendo ripartire il mercato interno e rendendo strutturalmente più competitive le nostre imprese e quindi anche i nostri prodotti».</em><u></u><u></u></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">La ricetta per favorire<strong> nuove assunzioni</strong> è allora la stessa che Apindustria Confimi Vicenza propone ormai da anni al mondo politico e istituzionale, fatta di interventi di primaria importanza che molto spesso non hanno trovato riscontro: «<em>Come ribadito più volte, servono interventi concreti</em> – insiste Lorenzin – <em>a partire da un grande piano industriale per rimettere al centro l’impresa e il settore manifatturiero, che si traducono, per fare alcuni esempi, in una semplificazione dei procedimenti burocratici, una riduzione sostanziale  e permanente del costo del lavoro, un minore costo dell’energia gravata da tassazioni assurde, una maggiore certezza e puntualità nella riscossione dei pagamenti. Per dare lavoro &#8211; conclude il Presidente &#8211; le imprese hanno bisogno di una rinnovata fiducia nei mercati e una maggiore competitività del Sistema-Paese; le aziende manifatturiere chiedono al Governo di sostituire degli incentivi inconsistenti e di facciata con politiche più coraggiose, sostanziali e lungimiranti».</em></span></p>
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		<item>
		<title>Accordo tra le Prefetture del Veneto e l&#8217;Associazione delle imprese manifatturiere contro la mafia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/26/accordo-le-prefetture-del-veneto-lassociazione-delle-imprese-manifatturiere-la-mafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 16:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Apindustria Confimi Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Confimi Industria Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[imprese manifatturiere]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazione criminale]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazione mafiosa]]></category>
		<category><![CDATA[ministero dell’Interno]]></category>
		<category><![CDATA[Prefetture del Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo è di contrastare l&#8217;insediamento delle cosche mafiose all&#8217;interno delle aziende manifatturiere venete. Per convogliare in questa unità di intenti prefetture del Veneto e associazione di categoria hanno stretto un importante accordo che tuteli il lavoro di chi svolge attività [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo è di contrastare l&#8217;insediamento delle cosche mafiose all&#8217;interno delle aziende manifatturiere venete. Per convogliare in questa unità di intenti prefetture del Veneto e associazione di categoria hanno stretto un importante accordo che tuteli il lavoro di chi svolge attività legale con tanti sacrifici e non pochi problemi.</p>
<div id="attachment_6517" style="width: 431px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/foto_beozzo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6517" class="size-full wp-image-6517" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/foto_beozzo.jpg" alt="" width="421" height="497" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/foto_beozzo.jpg 421w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/foto_beozzo-254x300.jpg 254w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/foto_beozzo-191x225.jpg 191w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /></a><p id="caption-attachment-6517" class="wp-caption-text"><em>William Beozzo, Presidente di Confimi Industria Veneto</em></p></div>
<p>«<em>Attraverso un importante accordo, che rappresenta un segno tangibile di partenariato strutturato tra pubblico e privato, siamo pronti ad affrontare l&#8217;impegno di presidiare costantemente la nostra Regione per prevenire i tentativi di <strong>infiltrazione criminale</strong>, in continuità con l’azione di monitoraggio e denuncia che la nostra Associazione porta avanti da anni nell&#8217;intero territorio di sua competenza</em>»: così <strong><em><b><i>William Beozzo</i></b></em></strong><strong><em><b><i>, Presidente di Confimi Industria Veneto</i></b></em></strong>, annuncia l&#8217;Accordo sottoscritto tra le <strong>Prefetture del Veneto</strong> e l&#8217;Associazione regionale delle <strong>imprese manifatturiere</strong>, con le proprie strutture territoriali, tra le quali <strong>Apindustria Confimi Vicenza</strong>, allo scopo di rafforzare e<strong> intensificare i controlli</strong> mirati a prevenire e contrastare le infiltrazioni della <strong>criminalità organizzata</strong> nell’economia legale. Con questa intesa arriva così il passo decisivo per l&#8217;attuazione del Protocollo Quadro di legalità siglato a livello centrale lo scorso 20 aprile 2017 tra il <strong>Ministero dell’Interno</strong> e Confimi Industria.</p>
<p>In particolare, l’Accordo prevede un impegno notevole assunto da parte di Confimi Industria Veneto: «<em>Ci siamo messi a disposizione con determinazione ed entusiasmo</em> – commenta Beozzo – <em>per promuovere, presso le nostre imprese, l’adozione di regole mirate a disciplinare la scelta responsabile dei propri partners, subappaltatori e fornitori. Organizzeremo anche corsi di formazione specifici per diffondere la cultura della legalità, informando gli stessi nostri associati che l’adesione a questo Protocollo comporta l’assunzione di specifici impegni e, in particolare, la sottoposizione all’accertamento antimafia volto ad escludere la sussistenza di motivi automaticamente ostativi e di tentativi di <strong>infiltrazione mafiosa</strong>»</em>.</p>
<p>Le <strong>Prefetture del Veneto</strong>, dal canto loro, effettueranno le verifiche <strong>antimafia</strong>, propedeutiche al rilascio della comunicazione o informazione antimafia, mediante la consultazione della Banca dati nazionale unica della documentazione <strong>antimafia</strong>, riferendone l’esito all’Associazione provinciale o di categoria di competenza per i successivi adempimenti. Saranno poi svolti, a campione, degli ulteriori accertamenti, sempre attraverso la consultazione della predetta Banca dati sulle autocertificazioni rilasciate ai fini del rinnovo dell’iscrizione nell’elenco dei fornitori, dandone comunicazione degli esiti all’Associazione provinciale di competenza. Al contempo la Prefettura di Venezia si impegna a monitorare l’attuazione del Protocollo a livello regionale, nonché ad assicurare l’attività di supporto, formazione e consulenza alla rete delle Prefetture della Regione Veneto per l’ottimale applicazione dell’Accordo di legalità.</p>
<p>Nello specifico del territorio, le imprese vicentine che intendono aderire al Protocollo dovranno produrre apposita richiesta ad Apindustria Confimi Vicenza, inoltrando i dati necessari al rilascio delle informazioni antimafia. Dopo una verifica sulla completezza del materiale, l&#8217;associazione delle imprese manifatturiere trasmetterà le richieste alla Prefettura competente nel territorio in cui ha sede l’impresa aderente: nel nostro caso la Prefettura di Vicenza o quella delle province limitrofe in cui si trovano le aziende che fanno riferimento alla struttura associativa del capoluogo berico. Le imprese che supereranno lo scrutinio antimafia saranno iscritte in un apposito elenco tenuto da ciascuna Associazione di categoria.</p>
<p>«<em>Conseguita l’iscrizione</em> – evidenzia il Presidente Beozzo –<em> l’impresa aderente presenterà alla Prefettura del luogo ove ha la propria sede legale, per il tramite dell’Associazione, la lista dei propri partners commerciali, al fine della loro sottoposizione alle verifiche <strong>antimafia</strong>, in base alle soglie stabilite nell’Accordo attuativo. In questa prima fase di attuazione dell’Accordo, comunque, le verifiche concernenti i partners commerciali saranno limitate a coloro che operano nell’ambito dei settori più esposti, coincidenti con quelli per i quali è prescritta l’iscrizione nelle white list».</em></p>
<p>Per la corretta attuazione dell&#8217;Accordo sono infine previsti degli organi di coordinamento e controllo: presso la <strong>Prefettura di Venezia</strong> verrà costituita una <strong>Commissione per la legalità</strong> regionale o interregionale, composta da rappresentanti delle Prefetture interessate e di Confimi Industria Veneto, mentre a <strong>Vicenza</strong> potrà essere costituita una sottosezione provinciale, composta dai rappresentanti locali dell’Associazione e coordinata dal Prefetto, che avrà il compito di esaminare le problematiche emergenti in sede di attuazione del Protocollo e di riferire i risultati conseguiti, su base annuale, alla Commissione per la legalità regionale o interregionale.</p>
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		<title>Apindustria: &#8220;Il Veneto rischia di perdere le banche del territorio, serve ricostruire un sistema creditizio&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/24/apindustria-veneto-rischia-perdere-le-banche-del-territorio-serve-ricostruire-un-sistema-creditizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 17:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Apindustria Confimi Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[banche venete]]></category>
		<category><![CDATA[crisi banche]]></category>
		<category><![CDATA[sistema creditizio]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la crisi del modello delle banche popolari, il sistema bancario veneto &#8211; considerato fino a poco tempo come una delle “perle” del sistema creditizio nazionale, rischia di scomparire. Ma le imprese non vogliono darsi per vinte all’idea di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la crisi del modello delle banche popolari, il <strong>sistema bancario veneto</strong> &#8211; considerato fino a poco tempo come una delle <strong>“perle” del sistema creditizio</strong> nazionale,<strong> rischia di scomparire</strong>. Ma le imprese non vogliono darsi per vinte all’idea di un Veneto senza banche di riferimento e oggi tornano a dare la scossa attraverso il<strong> Presidente di Apindustria Confimi Vicenza</strong>, Flavio Lorenzin, uno che di fronte alle vicende di BpVi e Veneto Banca non è mai stato tenero.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Flavio-lorenzin.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5519" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Flavio-lorenzin-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Flavio-lorenzin-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Flavio-lorenzin.jpg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>«Abbiamo sempre invocato giustizia, chiarezza e assunzione di responsabilità in merito a quanto accaduto in questi anni – spiega il rappresentante delle aziende manifatturiere – anche nell’interesse delle tante aziende che hanno visto gravare sui propri bilanci la perdita di valore delle azioni, a causa degli errori imperdonabili commessi da pochi soggetti ai vertici delle strutture». Quanto accaduto, tuttavia, non può giustificare l’attuale situazione di stallo, dove le stesse attività economiche si trovano senza punti di riferimento sul fronte dell’accesso al credito. «Per la nostra associazione – continua Lorenzin – è fondamentale scrollarsi di dosso il passato e ricostruire un sistema bancario in grado di “vivere da dentro” il territorio, che sappia toccare con mano le peculiarità della nostra realtà economica e produttiva raccogliendone puntualmente le specifiche esigenze, per dare risposte adeguate e portare le istanze di un territorio anche ai livelli più alti delle istituzioni bancarie».</p>
<p>Flavio Lorenzin invita quindi le istituzioni e i protagonisti della vita economica del territorio a rialzare la testa dichiarando: noi già fin d’ora diamo la nostra disponibilità ad esserci, imparando dagli errori del recente passato per restituire al Veneto un nuovo punto di riferimento sul fronte bancario e creditizio, basato su regole chiare e massima trasparenza, che abbiano come fine esclusivo l’interesse del territorio e della sua economia. «Per fare questo – sottolinea il Presidente di Apindustria – riteniamo cruciale l’intervento della Regione Veneto, non tanto come finanziatore, ma per svolgere un fondamentale ruolo di coordinamento e punto di contatto tra le diverse realtà territoriali che hanno a cuore il futuro della nostra economia, e la voglia di restituire un sistema bancario di riferimento degno di questo territorio, dei suoi valori e della nostra “fame di crescita”».</p>
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		<item>
		<title>Detrazioni Iva nel manifatturiero, denuncia a Bruxelles per violazione del principio di neutralità</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/politica/2017/05/16/detrazioni-iva-nel-manifatturiero-denuncia-bruxelles-violazione-del-principio-neutralita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2017 16:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Apindustria]]></category>
		<category><![CDATA[Apindustria Confimi Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Nazionale Commercialisti]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Confimi]]></category>
		<category><![CDATA[detrazioni iva]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Lorenzin]]></category>
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					<description><![CDATA[Che il ruolo fondamentale delle imprese manifatturiere non sia apprezzato dall’Amministrazione finanziaria non è una sorpresa. “Che adesso gli operatori vengano pure scippati di diritti fondamentali quale quello della detrazione dell’Iva sugli acquisti, proprio non è ammissibile”, sono le dure [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che il ruolo fondamentale delle imprese manifatturiere non sia apprezzato dall’Amministrazione finanziaria non è una sorpresa. “Che adesso gli operatori vengano pure scippati di diritti fondamentali quale quello della detrazione dell’Iva sugli acquisti, proprio non è ammissibile”, sono le dure parole di Flavio Lorenzin, Presidente Apindustria Confimi Vicenza.</p>
<p>L’articolo 2 del D.L. 50/2017 rende, infatti, oltremodo difficile l’esercizio di un diritto, quello della <strong>detrazione Iva</strong>, sugli <strong>acquisti effettuati a fine anno</strong>. L’amministrazione finanziaria vorrebbe far collimare la trasmissione (comunicazione spesometro) delle fatture emesse dal fornitore con quello della trasmissione delle stesse fatture ricevute dal cliente.</p>
<p>La<strong> questione</strong> può sembrare<strong> banale</strong> ma diventa invece oltremodo<strong> problematica</strong> per le numerose fatture emesse a fine anno che normalmente arrivano e vengono detratte, come I.V.A, nell’anno successivo. La manovrina ha “sfilato” agli operatori la detrazione “lunga” (cioè entro i due anni successivi) pretendendo una retro imputazione esclusiva all’anno di effettuazione dell’operazione. Retro imputazione che diventa problematica in molti casi diffusi (fatture differite emesse entro il 15 gennaio successivo; fatture emesse in ritardo o smarrite; fatture consegnate in ritardo a chi – commercialisti o associazioni di categoria &#8211; si occupa della tenuta della contabilità, gestione delle note di variazione, recupero Iva fallimenti, ecc).</p>
<p><strong>Non è negata la possibilità</strong> di intervenire con un recupero ex post in sede di dichiarazione Iva (anche integrativa) ma tecnicamente si tratta di una soluzione che complica la gestione contabile, aumenta i costi e, soprattutto, manda a credito Iva gli operatori; credito il cui recupero dovrà essere spesso confrontato con gli oneri giacché, fra le altre cose, l’articolo 3 della stessa “manovrina” ha pure <strong>ridotto da 15.000 ad € 5.000 la soglia</strong> oltre la quale per la compensazione orizzontale diventa necessario ricorrere al visto di conformità.</p>
<p><i>“Quando un diritto lo si mantiene solo sulla carta, ma lo si rende estremamente difficile da praticare oppure si punta sul contenzioso, è come se venisse eliminato”,</i> sostiene Lorenzin e prosegue: <i>“nostro malgrado in Confimi Industria ci siamo trovati quindi perfettamente d’accordo con l’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) nel condividere l’invio urgente alla Commissione UE una <b>argomentata denuncia alla Commissione Europea </b>(la missiva è stata inviata il 12 maggio 2017) nella quale sono stati illustrati ed esemplificati i numerosi profili di contrasto dell’art. 2 del D.L. 50 con i principi di proporzionalità, effettività, equivalenza e neutralità su cui si basa <u></u>la disciplina Iva<u></u>”.</i> Gli esempi a sostegno della violazione in particolare del principio di effettività e di equivalenza non mancano e l’auspicio, ovviamente, è che il Parlamento svolga al meglio il proprio compito ed intervenga durante i lavori di conversione del decreto riportando equilibrio sulla vicenda.</p>
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