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	<title>archeologia &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Arzignano riscopre il ponte romano di Canove, grazie ad una serie di interventi di riqualificazione dell’area</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 19:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[Montecchio Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[comune di arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[ponte romano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un primo passo importante è stato fatto nelle scorse settimane, in vista dell’evento Archeologia in bicicletta, ideato dal Museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore in collaborazione con il Comune di Sovizzo, il Comune di Arzignano e il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un primo passo importante è stato fatto nelle scorse settimane, in vista dell’evento <strong>Archeologia in bicicletta</strong>, ideato dal Museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore in collaborazione con il Comune di Sovizzo, il Comune di Arzignano e il Comune di Montecchio Maggiore(evento poi annullato e rinviato a causa del maltempo).</p>
<p>L’area è stata ripulita dalla folta vegetazione che ne impediva la fruibilità e metteva a rischio i basamenti del manufatto romano. <strong>Il Comune di Arzignano sta così accogliendo </strong><strong>la richiesta della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, che ha effettuato una ispezione del sito nel 2015 e, successivamente, all’inizio di quest’anno.</strong></p>
<p>Si tratta di un importante monumento di età romana,presumibilmente imperiale o tardo imperiale, sottoposto a vincolo archeologico e costituito da due coppie di piloni in blocchi lapidei che presumibilmente sorreggevano un ponte passerella collegato ad un antico asse stradale. Il ponte è stato rinvenuto nel 1966 durante alcuni scavi di ghiaia e fu messo a giorno negli anni successivi. Successive analisi dimostrarono che si trattava di un ponte romano unico nel suo genere, dotato di particolari accorgimenti che permettevano di portare l’acqua nelle campagne circostanti. Fino a poco tempo fa l’area non era praticabile per la proliferazione incontrollata della vegetazione arborea e arbustiva che ne impediva la vista e ne minava le fondamenta.</p>
<p>L’amministrazione, accogliendo la richiesta della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, ha dapprima pulito l’area, quindi ha deciso di finanziare un intervento di consolidamento grazie ad una convenzione con il privato proprietario dei terreni sui quali l’importante sito insiste.</p>
<p>“<em>Pochi in passato hanno avuto la fortuna di vedere quest’area archeologica, considerata tra le più rilevanti del Settentrione”</em> <strong>dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici Angelo Frigo</strong>. “<em>L’amministrazione ha deciso di recuperarla per restituirla non solo ai cittadini di Arzignano ma a tutti coloro che intendono scoprirla.Grazie all’impegno della Soprintendenza e agli stimoli del museo Zannato di Montecchio abbiamo deciso di stanziare le risorse per ripulire l’area e intervenire e restaurare le colonne dell’antico ponte. Questa amministrazione è sempre stata sensibile verso la tute la del proprio patrimonio culturale, basti pensare ai restauri recentemente fatti al Castello e Porta Cisalpina, ma anche per costruire una strada che tolga il traffico dalla piazza medievale. Vogliamo continuare a lavorare per tutelare la storia ed il patrimonio artistico ed architettonico della città”.</em></p>
<p>“R<em>iteniamo doveroso intervenire in quel sito che di fatto è stato dimenticato per decenni”,</em> commenta il <strong>Sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin</strong>. “<em>Un sito che le precedenti amministrazioni hanno ignorato e che dall’inizio del mio primo mandato avevo in animo di valorizzare perché fa parte della cultura del nostro territorio. Il ponte romano di via Canove ad Arzignano è un sito che merita di essere visitato e conosciuto per la sua bellezza ed importanza, anche in vista di una sua promozione, che il Comune di Arzignano ha già in animo di realizzare. Invito quindi tutti i cittadini a considerare questo luogo straordinario come tappa delle loro visite o passeggiate nel territorio”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Via ai lavori di recupero e valorizzazione dell&#8217;area archeologica della Basilica Palladiana di Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 13:55:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Basilica Palladiana]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[recupero]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad aprile, a Vicenza,  partiranno i lavori del primo stralcio del progetto di recupero e valorizzazione dell&#8217;area archeologica della Basilica palladiana del valore complessivo di 380 mila euro. Gli interventi di questo primo stralcio, del valore di 200 mila euro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad aprile, a Vicenza,  partiranno i lavori del primo stralcio del progetto di recupero e valorizzazione dell&#8217;area archeologica della Basilica palladiana del valore complessivo di 380 mila euro.<span id="more-1490"></span></p>
<p>Gli interventi di questo primo stralcio, del valore di 200 mila euro già coperti per 140 mila euro dal finanziamento regionale e per 60 mila euro da fondi del piano triennale delle opere pubbliche del Comune di Vicenza, dureranno circa un anno e riguarderanno il recupero e la fruizione dei preziosi spazi emersi durante i lavori di restauro dell&#8217;intero edificio.</p>
<p>Il secondo stralcio del progetto, del valore di 180 mila euro da finanziarsi successivamente, riguarderà il completamento e l&#8217;allestimento dell&#8217;attigua sala polifunzionale che ospiterà attività culturali legate all&#8217;area archeologica. L&#8217;apertura al pubblico dell&#8217;area archeologica avverrà prima della realizzazione di questa ulteriore parte di opere.</p>
<p>Ciò che sarà sperimentabile dal percorso in legno e strutture metalliche che consente di osservare dall&#8217;alto i ritrovamenti sarà un vero e proprio viaggio a ritroso nella storia più antica del monumento. Moderne teche conterranno gli oggetti rinvenuti durante gli scavi e pannelli espositivi ne illustreranno le origini. L&#8217;ambiente sarà valorizzato da una nuova illuminazione che consentirà di realizzare scenari suggestivi.</p>
<p>Nel corso dei lavori di restauro che hanno interessato la Basilica palladiana sono state infatti rinvenute preziose testimonianze di epoca romana che si sviluppano su una superficie coperta di circa 150 metri quadrati sotto le fondamenta dell&#8217;edificio.<br />
E&#8217; emerso una tratto dell&#8217;antico cardo di direttrice nord sud di collegamento tra le attuali piazze dei Signori e delle Erbe che, prima del ritrovamento, era stato soltanto ipotizzato dagli studiosi.</p>
<p>Sul marciapiede in terra battuta che fiancheggiava la strada, di cui si conservano alcune lastre di trachite, si apriva verso nord la facciata di una casa signorile dell&#8217;età imperiale (I secolo avanti Cristo) della quale sono stati messi in luce due vani. La pavimentazione di questa domus era costituita da mosaici monocromi di cui rimangono poche tracce. L&#8217;intero edificio era dotato di infrastrutture per il controllo e deflusso delle acque, come si evince da una canaletta in cotto parzialmente conservata.</p>
<p>L&#8217;edificio venne costruito su abitazioni preromane, di cui sono stati rinvenuti piani di argilla con resti di focolai che testimoniano la presenza dei Veneti fino nel cuore della città.<br />
Nel corso degli scavi è stata inoltre rinvenuta una tomba longobarda che sarà riposizionata lungo il percorso di visita.</p>
<p>Questo primo stralcio dei lavori interesserà dunque l’area archeologica vera e propria e riguarderà la pulizia, il consolidamento ed il restauro delle strutture archeologiche rinvenute, il riposizionamento della tomba longobarda e degli elementi della canaletta romana, il rifacimento dell&#8217;impianto di illuminazione, l&#8217;allestimento di vetrine per l&#8217;esposizione degli oggetti rinvenuti, la realizzazione di pannelli esplicativi per accompagnare il visitatore lungo il percorso.</p>
<p>Il progetto è stato realizzato dal Settore lavori pubblici e manutenzioni del Comune di Vicenza in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Veneto, attraverso la sottoscrizione di una apposita Convenzione per l’attuazione dell’intervento. Anche la fase di realizzazione dei lavori sarà seguita direttamente dalla Soprintendenza, grazie alla costituzione di un ufficio di Direzione Lavori con figure professionali altamente specializzate, considerata la specificità dell’area su cui si va ad intervenire.<br />
Sono già state selezionate anche le ditte che eseguiranno i lavori: la ditta CROMIA srls si occuperà del restauro delle strutture archeologiche, la ditta OTT ART srl in associazione con la ditta FIEL spa realizzerà l’allestimento e gli impianti elettrici e speciali, mentre la ditta GAETANO PAOLIN spa seguirà i lavori di adeguamento dell’impianto di climatizzazione.</p>
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