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	<title>Arpav &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jun 2018 19:14:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Presentata la nuova App che informa sull&#8217;arrivo dei temporali in Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/clima/2018/06/05/presentata-la-nuova-app-che-informa-sullarrivo-dei-temporali-in-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 16:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[temporali]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo sistema per il monitoraggio e la segnalazione in tempo reale dell’arrivo di temporali o, in generale, di precipitazioni intense è stato messo a punto da ARPAV ed è ora disponibile per chiunque, scaricando una specifica “App Temporali” sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo sistema per il monitoraggio e la segnalazione in tempo reale dell’arrivo di temporali o, in generale, di precipitazioni intense è stato messo a punto da ARPAV ed è ora disponibile per chiunque, scaricando una specifica “App Temporali” sul proprio smartphone. L’applicazione è stata presentata oggi a Venezia dall’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin, coadiuvato da Alberto Luchetta Direttore del Dipartimento Sicurezza del territorio di ARPAV.</p>
<p>“Si tratta di un servizio in più reso al cittadino – ha spiegato l’assessore – perché sia informato in anticipo su possibili fenomeni intensi e programmare così le sue attività, soprattutto quelle all’aria aperta. Nasce dalla possibilità data dai radar meteo in gestione all’ARPAV, che forniscono dati elaborati in modo automatico e in tempi molto brevi. E’ un sistema realizzato completamente in casa e le uniche spese vive sono quelle per l’utilizzo dei server necessari a consentire agli utenti di accedere al servizio”.</p>
<p>Lucchetta ha fatto presente che sul Veneto si registrano in media da 10 a 30 giorni con piogge intense (superiori a di 10 mm) nei mesi da maggio a settembre. Nel periodo dal 1993 al 2016 la media è salita localmente di 1 o 2 giorni nella parte settentrionale della regione. Le precipitazioni intense e di breve durata (con quantitativi massimi maggiori) interessano invece soprattutto le zone costiere, come è avvenuto, ad esempio il 26 settembre 2007 a Mestre con 250 mm. in 3 ore e oltre 300 mm. a Valle Averto. Questa App non ha finalità di protezione civile ma rappresenta un utile ausilio per rimanere informati sull&#8217;evoluzione meteorologica nelle aree di interesse dell&#8217;utente.</p>
<p>Il sistema è basato sul telerilevamento dei radar ARPAV di Teolo e Concordia Sagittaria e anche sui dati forniti da quello di Monte Macaion (in Trentino Alto Adige), che vengono poi elaborati dai server. L’App una volta scaricata sullo smartphone consente di visualizzare le immagini e ricevere le notifiche per i comuni scelti dall’utente (fino a tre) con la possibilità di scegliere l’estensione dell’area (da 10 a 50 km.) entro la quale si vuole ricevere l’avviso. Il sistema offre la possibilità di selezionare anche l&#8217;intensità della precipitazione (intensa o molto intensa) e l&#8217;intervallo tra le notifiche. Funziona anche su Bot Telegram ma si può selezionare un solo comune.</p>
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		<title>Pfas, ora è ufficiale: Dell&#8217;Acqua nominato commissario</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/salute/2018/05/29/pfas-ora-e-ufficiale-dellacqua-nominato-commissario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 16:57:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Dell'Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Con ordinanza del Capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, il direttore generale di ARPAV, Nicola Dell’Acqua, è stata nominato commissario delegato per le problematiche connesse alla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) nelle falde idriche delle province di Vicenza, Verona [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con ordinanza del Capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, il direttore generale di ARPAV, Nicola Dell’Acqua, è stata nominato commissario delegato per le problematiche connesse alla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) nelle falde idriche delle province di Vicenza, Verona e Padova. La nomina è conseguente alla dichiarazione dello stato di emergenza del 21 marzo scorso da parte del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>“Si tratta dell’atto formale – commenta l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin  – con cui viene affidata la gestione commissariale ad una persona esperta e pragmatica, che peraltro ha già ricoperto il ruolo di commissario anche in altre situazioni emergenziali a livello nazionale”.</p>
<p>“Il dott. Dell’Acqua – aggiunge l’assessore – conosce bene la problematica dei Pfas, essendo tra l’altro anche Coordinatore della Commissione regionale “Ambiente e Salute”, e saprà affrontarla ora anche in questa sua nuova veste nel miglior modo possibile, soprattutto per accelerare i tempi delle fasi successive degli interventi”</p>
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		<title>Pfas, dati 2017 rivelano: negli scarichi Arica meno dell&#8217; 1% provengono da Miteni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/04/09/pfas-dati-2017-rivelano-negli-scarichi-arica-meno-dell-1-provengono-da-miteni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 16:36:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Trissino]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
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					<description><![CDATA[I dati appena pubblicati da Arpav sulla presenza di Pfas nel 2017 al collettore Arica dimostrano una costante presenza di queste sostanze in concentrazioni anche centinaia di volte più elevate rispetto al contributo di Miteni. &#8220;E&#8217; la dimostrazione definitiva che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>I dati appena pubblicati da Arpav sulla presenza di <strong>Pfas</strong> nel 2017 al collettore Arica dimostrano una costante presenza di queste sostanze in concentrazioni anche centinaia di volte più elevate rispetto al contributo di Miteni. &#8220;<em>E&#8217; la dimostrazione definitiva che oggi e in passato ci sono altre fonti di inquinamento che nulla hanno a che vedere con l&#8217;azienda</em>&#8220;, sostiene Miteni.</div>
<div></div>
<div>Miteni dichiara di aver smesso di produrre C8 da sette anni ma queste sostanze continuano a essere presenti negli scarichi di Arica: 27 ng per litro di Pfos e 43 ng per litro di Pfoa.</div>
<div>Se si considerano tutti i Pfas, lo scarico Arica misura 692,5 ng per litro e il contributo totale di Miteni è dello 0,89% con 5,98 ng per litro.</div>
<div>Anche per i Pfas a catena corta, che Miteni pur produce, il dato dice che al collettore Arica Pfba e Pfbs, le due molecole C4, la concentrazione è di 297,5 ng per litro e Miteni contribuisce per il 1,9% con 5,6 ng per litro.</div>
<div></div>
<div>Oltre un anno fa il tribunale Superiore delle acque pubbliche si era pronunciato con una sentenza in cui indicava come affrontare l&#8217;emergenza. In quella sentenza aveva identificato non la produzione ma gli utilizzatori dei Pfas come fonte del problema, indicando un cronoprogramma interamente orientato a intervenire su queste aziende.</div>
<div>L&#8217;azienda di Trissino commenta così i dati pubblicati da Arpav:&#8221; <em>A fronte di queste evidenze, appare paradossale vi sia ancora oggi chi ritiene Miteni il problema. I fatti dicono che è l&#8217;unica azienda del territorio che sta togliendo Pfas dallambiente con la bonifica e la depurazione a fronte di numerose imprese che li utilizzano e che sulla base dei dati ora divenuti ufficiali rappresentano oltre il 99% della fonte di contaminazione&#8221;.</em></div>
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		<item>
		<title>Allerta inquinamento ad Arzignano, scatta l&#8217;ordinanza del comune</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/01/31/allerta-inquinamento-ad-arzignano-scatta-lordinanza-del-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2018 07:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allerta arancione]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[comune di arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[valore limite]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; “Allerta arancione” ed il Comune di Arzignano emette un&#8217;ordinanza. I dati Arpav relativi agli ultimi giorni, infatti, indicano una persistenza di alti livelli di inquinanti pm10 e pm 2.5 nell’aria nell’agglomerato urbano di Vicenza, che comprende anche il Comune [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">E&#8217; “<strong>Allerta arancione</strong>” ed il <strong>Comune di Arzignano</strong> emette un&#8217;ordinanza. I dati <strong>Arpav</strong> relativi agli ultimi giorni, infatti, indicano una persistenza di alti livelli di inquinanti pm10 e pm 2.5 nell’aria nell’agglomerato urbano di Vicenza, che comprende anche il Comune di Arzignano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con il superamento del <strong>valore limite</strong> (50 µg/m3) per 7 giorni consecutivi, scatta il cosiddetto livello di “allerta 1 – arancione” e, come si evince dal sito web dell’ARPAV (sistema “<em>SPIAIR PM10</em>”),la previsione fino almeno al giorno 31 gennaio 2018, dei livelli di concentrazione di PM10 nel territorio del comune di Arzignano, si attestano su valori superiori a 50 microgrammi al metro cubo. Inoltre, le  prospettive, anche  meteorologiche, sono per i prossimi giorni  di  persistente alta pressione. Per questo anche il Comune di Arzignano ha il dovere di intraprendere misure anti-inquinamento ed ha emesso un’ordinanza in base alla quale fino alle ore 24,00 del 1° febbraio 2018, è vietato l’uso degli apparecchi per il riscaldamento domestico alimentati a biomassa legnosa (compreso il pellet) di classe inferiore alle 3 stelle, qualora nell’abitazione, siano presenti altri impianti termici alimentati a gas (metano o gpl).</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>E’ una misura necessaria che si adegua alle direttive del Tavolo Tecnico Zonale,determinata dalla situazione di persistente inquinamento dell’aria”</em> dichiara il sindaco Giorgio Gentilin. <em>“Il senso dell’ordinanza</em> –continua Gentilin- <em>si inserisce in una tradizione di attenzione all’ambiente, agli inquinanti e in particolare alle polveri sottili da parte della nostra Amministrazione. Per ragioni professionali in tempi non sospetti, già nell’inverno del 2001, avevo lanciato l’allarme sulle polveri sottili, sulle loro implicazioni e sulla pericolosità della persistenza di nebbia ed alta pressione. Inviterei i cittadini a non interpretarla come una ‘grida’ manzoniana perché penso che  ognuno nel suo piccolo debba farsi carico della propria responsabilità. L’inquinamento dell’aria sta da anni generando un incremento significativo delle patologie respiratorie”.</em></p>
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		<title>Qualità dell&#8217;aria, i valori rilevati a Schio tra i migliori del Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/01/19/qualita-dellaria-valori-rilevati-schio-migliori-del-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 15:58:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Agenzia Regionale di Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) ha reso noti i dati sulle rilevazioni della qualità dell’aria di tutta la Regione. I valori relativi alla città scledense risultano tra i migliori in Veneto, nonostante i 5 giorni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia Regionale di Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) ha reso noti i dati sulle rilevazioni della qualità dell’aria di tutta la Regione. I valori relativi alla città scledense risultano <strong>tra i migliori in Veneto</strong>, nonostante i 5 giorni in cui nel 2017 è stato superato i valore massimo giornaliero di 50 μg/m3 che la normativa consente di infrangere per 35 giorni all’anno. A Schio i giorni di superamento di questa soglia, nel 2017, sono stati 40: dunque <strong>5 giorni di “sforamento”</strong> oltre i 35 sforamenti concessi.</p>
<p>Altrove però è andata molto peggio. I<strong> dati di Padova e Venezia</strong> infatti riportano mediamente dai 7<strong>0 ai quasi 100 giorni</strong> in cui il <strong>valore è stato superato</strong>.<br />
Il problema, com’è noto, è costituito dalla presenza diffusa di PM10, ovvero le cosiddette ”polveri sottili”, una criticità comune a tutto il bacino della Pianura Padana. Il 2017 è stato particolarmente difficile in questo senso, perché la carenza di piogge ha intensificato la persistenza delle polveri sottili. In Veneto le centraline di rilevamento di questo e altri parametri sono 29. Nella provincia di Vicenza ce ne sono soltanto tre, una a Schio e le rimanenti due a Vicenza.<br />
Soltanto tre centraline sulle 29 della regione, sono rimaste al di sotto dei 35 giorni di superamento della soglia giornaliera e sono riferite ad aree montane.<br />
Se si guarda invece alla concentrazione media annuale del PM10, il Comune di Schio ha un valore di 27μg/m, vale a dire il migliore di tutta la Regione, subito dopo le aree montane. Anche per quanto riguarda il numero di superamenti i dati di Schio sono i migliori, aree montane escluse.<br />
Non è dato di conoscere i valori ripartiti per comune nell’area dell’Alto Vicentino. Come premesso infatti, Schio è l’unica centralina di rilevamento presente in questa zona, quindi non è possibile fare nessun confronto con gli altri comuni dell&#8217;Altovicentino.</p>
<p>&#8220;<em>È confortante sapere che la qualità dell&#8217;aria nel circondario di Schio sia migliore rispetto ad altre zone della provincia e rimane nell&#8217;ambito dei limiti previsti dalle norme, o si sfora di poco”</em> dichiara Anna Donà, assessore all’ambiente. E conclude: ”<em>A fronte di un problema purtroppo molto incisivo per le zone pianeggianti come l&#8217;area padana, rimane comunque alta l&#8217;attenzione delle amministrazioni locali che, a seguito di un accordo definito tra tutti i comuni del territorio vicentino, attraverso ordinanze restrittive, hanno già attivato misure omogenee di carattere permanente, proprio per prevenire gli sforamenti delle soglie e quindi successive evoluzioni in situazioni di allerta ed emergenza.&#8221;</em></p>
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		<item>
		<title>Pfas, nessun pericolo per gli alimenti secondo l&#8217;Istituto Superiore di Sanità</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/alimentazione/2017/11/16/pfas-nessun-pericolo-gli-alimenti-secondo-listituto-superiore-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2017 16:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Pfas, nessun pericolo per gli alimenti analizzati. Lo dice l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, dopo aver presentato oggi a Venezia i risultati del Piano di monitoraggio. “La presente stima del contributo dei singoli alimenti all’esposizione a Pfos e Pfoa in rapporto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pfas, nessun pericolo per gli alimenti analizzati. Lo dice l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, dopo aver presentato oggi a Venezia i risultati del Piano di monitoraggio.</p>
<p>“La presente stima del contributo dei singoli alimenti all’esposizione a Pfos e Pfoa in rapporto agli attuali TDI (limiti cautelativi per l’esposizione cronica ndr.) stabiliti da EFSA (Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma ndr.) non ha messo in evidenza criticità sotto il profilo della sicurezza alimentare. Tale stima verrà perfezionata quando i dati sui consumi alimentari locali, raccolti nel contesto del biomonitoraggio attualmente in corso (sulle persone ndr.) saranno disponibili”.</p>
<p>E’ questo il passaggio chiave delle conclusioni a cui è giunto il Piano di Monitoraggio degli Alimenti in Relazione alla Contaminazione da Sostanze Perfluoroalchiliche (PFAS) in Alcuni Ambiti della Regione del Veneto, realizzato e valutato dall’Istituto Superiore di Sanità, in accordo con la Regione, e in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e l’Arpav, presentato oggi dai tecnici dell’ISS Umberto Agrimi e Paolo Stacchini, alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Luca Coletto e dei tecnici regionali dei settori sanità, ambiente e agricoltura.</p>
<p>“L’ISS e tutti i tecnici che hanno prodotto questo imponente studio – ha detto Coletto – hanno fatto un grande lavoro, dotato di rigore scientifico, una metodicità approfondita, e applicata a quello che, è bene ricordare, è il primo caso in Italia nel quale si affronta a 360 gradi la complessissima questione. Gli esiti sono tranquillizzanti – ha commentato – e fanno giustizia degli allarmismi e di qualche fake news che hanno accompagnato l’intera vicenda. La Regione ha affrontato tutto con impegno e trasparenza sin dal primo giorno – ha tenuto a sottolineare – ha fatto investimenti cospicui sulla prevenzione, sulla salute, sugli interventi di filtraggio negli acquedotti, sull’intero aspetto ambientale. Sinora abbiamo utilizzato sole risorse regionali – ha detto – ma proprio oggi ho ricevuto dal Ministero della Salute la notizia di un primo stanziamento di due milioni di euro per la parte delle attività sanitarie. Non è molto, ma è già qualcosa”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Nel corso della presentazione è stata ufficializzata la notizia che, sulla base dei risultati della ricerca, il Presidente della Regione del Veneto ha emesso un’ordinanza nella quale viene vietato il consumo di pesce pescato nelle acque superficiali in tutti i 21 Comuni della cosiddetta “zona rossa”. Il divieto è in vigore dal 10 novembre e lo resterà per un anno.</p>
<div id="stcpDiv">Nel pomeriggio la notizia della conferenza stampa ha provocato il commento del Consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni e della collega della lista AMP Cristina Guarda, entrambi componenti della Commissione Pfas: “È grave che gli assessori della Giunta Zaia presentino ai giornalisti gli esiti del monitoraggio sui Pfas prima ancora che alla Commissione d’inchiesta. È sacrosanto rendere noto lo studio ai media e ai cittadini ma questa è una scorrettezza istituzionale, l’ennesima nei confronti del Consiglio. Auspichiamo una presa di posizione forte da parte dell’Ufficio di presidenza della Commissione Pfas che con l’episodio di oggi viene esautorata da uno dei suoi compiti”.</div>
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		<item>
		<title>Emergenza smog.  Guarda (AMP): “Per il Veneto nuovamente dati drammatici. Le linee guida della Regione che fine hanno fatto?”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/10/20/emergenza-smog-guarda-amp-veneto-nuovamente-dati-drammatici-le-linee-guida-della-regione-fine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2017 08:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Arpav lancia l’allarme-smog in Veneto e i Comuni si stanno attrezzando per contrastare l’inquinamento. Le limitazioni vanno dal blocco del traffico alle riduzioni sul riscaldamento. Ognuno si sta muovendo per affrontare un’emergenza considerata molto più critica rispetto ad un anno fa. I dati relativi alle polveri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Arpav</strong> lancia l’<strong>allarme-smog</strong> in<strong> Veneto</strong> e i Comuni si stanno attrezzando per contrastare l’inquinamento. Le limitazioni vanno dal blocco del traffico alle riduzioni sul riscaldamento. Ognuno si sta muovendo per affrontare un’emergenza considerata <strong>molto più critica</strong> rispetto ad un anno fa. I dati relativi alle <strong>polveri sottoli PM10</strong> elaborati dall’Arpav, agenzia regionale che si occupa di monitorare la qualità dell’aria, indicano che il valore <strong>limite giornaliero</strong> (50 microgrammi a metrocubo)<strong> è stato superato per almeno 35 giorni</strong> in tutti i capoluoghi del Veneto con l’unica eccezione di Belluno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche<strong> Legambiente</strong> denuncia gravi situazioni in termini di smog e dichiara:  <em>“Basta procrastinare la messa al bando dei diesel euro3 o continueremo a pagare le infrazione comunitarie per la pessima qualità dell’aria”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“</strong><em>Dai risultati del report di Legambiente sul PM10 emerge ancora una volta una situazione drammatica per il Veneto. Ma al di là dei dati sul superamento dei limiti di accettabilità ciò che lascia allibiti è la costante assenza di interventi tempestivi ed efficaci da parte della Regione”.</em></p>
<p><strong> </strong>A dirlo la consigliera regionale <strong>Cristina Guarda</strong> (AMP).</p>
<p><strong> </strong><strong>“</strong><em>Legambiente denuncia in particolare proprio il Veneto che, accanto al Piemonte, avrebbe dovuto adottare misure ad hoc attraverso le delibere stagionali &#8211;</em>prosegue Cristina Guarda<em>-, anche alla luce del piano antismog, firmato dal ministero dell’ambiente con Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto a fine giugno. E invece ci ritroviamo con linee guida di contrasto all’inquinamento da PM10 che dovevano essere rinnovate già a partire da fine marzo e che evidentemente sono rimaste nel cassetto, lasciando così i sindaci senza indicazioni”.</em></p>
<p>Secondo Guarda<strong> </strong><em>“il fenomeno dello smog nelle nostre città sia ormai epocale e cronico. E malgrado il numero di morti in Italia per inquinamento superi ormai costantemente quota 90 mila, con un contributo pesantissimo proveniente dalla pianura Padana, il governo veneto continua a rimanere immobile. Zaia e i suoi mettono solo rattoppi momentanei ma non si assumono mai la responsabilità di intervenire con azioni di contrasto all’inquinamento massicce e costanti nel tempo”.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pfas, nuovi limiti fissati dalla Regione, Zaia: &#8220;Tra i più restrittivi al mondo&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/09/25/pfas-nuovi-limiti-fissati-dalla-regione-zaia-piu-restrittivi-al-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2017 16:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Coletto]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il Veneto ha deciso di applicare i limiti più drastici esistenti al mondo rispetto all’inquinamento dell’acqua potabile da sostanze perfluoro-alchiliche. Non l’ha voluto fare il Governo a livello nazionale, scrivendoci che in Italia in problema esiste solo da noi, dicendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Veneto ha deciso di applicare i limiti più drastici esistenti al mondo rispetto all’inquinamento dell’acqua potabile da sostanze perfluoro-alchiliche. Non l’ha voluto fare il Governo a livello nazionale, scrivendoci che in Italia in problema esiste solo da noi, dicendo fino a ieri che li dovevamo fissare noi, e ieri che si aspetta una fissazione europea. Un balletto incredibile, al quale poniamo fine per conto nostro, guardando esclusivamente alla salute della popolazione e ai suoi timori. Non siamo in cerca della rissa, ma della soluzione migliore per i cittadini.”</p>
<p>Con queste parole, il Presidente della Regione Luca Zaia, affiancato dagli Assessori all’Ambiente Bottacin e alla Sanità Coletto e dal Direttore Generale di Arpav Nicola Dell’Acqua, nella sua veste di coordinatore della “Commissione Tecnica Ambiente”, che dallo scorso 13 giugno ha assorbito le competenze della “Commissione Tecnica Pfas”, ha ufficializzato la decisione di imporre limiti molto stringenti alla presenza nelle acque potabili di queste sostanze inquinanti.</p>
<p>“Non è un annuncio – ha tenuto a precisare il Governatore – è una decisione ufficiale da oggi, accompagnata da un’informativa. Gli atti conseguenti seguiranno nelle prossime ore. Indietro non si torna. Vuol dire che il Veneto sarà l’unica Regione d’Italia, tra delle varie coinvolte checchè ne dicano i ministeri, ad avere suoi limiti volti alla difesa della salute dei suoi cittadini. I limiti più stretti del mondo: di più di quelli, nazionali, della Germania, della Svezia, e di quelli del New Jersey. Imponiamo un filtraggio dell’acqua molto aggressivo – ha aggiunto – che i Consorzi Acquedottistici dovranno applicare. Sono tutte strutture pubbliche e per questo stanzieremo i fondi necessari per coprire i costi, che calcoliamo in circa un milione di euro all’anno per installare i nuovi filtri e sostituirli quando sarà necessario. Soldi pubblici, che naturalmente chiederemo indietro a chi verrà condannato per l’inquinamento, secondo il principio del chi inquina paga”.</p>
<p>I nuovi limiti-obbiettivo indicano per tutto il territorio veneto, come limite guida tendenziale, 90 nanogrammi per litro, intesi come somma di Pfoa e Pfos, considerando il limite di 30 nanogrammi per litro come concentrazione massima di Pfos.</p>
<p>Nei Comuni più colpiti, quelli nella cosiddetta “zona rossa” con oltre 200 mila abitanti nelle province di Vicenza, Verona e, in parte minore, Padova, viene fissato un limite-obbiettivo di performance per i Pfoa che non superi i 40 nanogrammi per litro.</p>
<p>Per il “principio di precauzione” viene anche abbassata a 300 nanogrammi per litro la somma degli altri Pfas “a catena corta” (quindi ad esclusione di Pfos e Pfoa), anche se ancora nessun Paese al mondo ha posto questo limite specifico.</p>
<p>Di fronte ai giornalisti, il Presidente e gli Assessori hanno ricostruito le fasi della vicenda, distribuendo le lettere inviate al Governo per chiedere la fissazione di parametri di performance nazionali (primo invio il 12 maggio 2017, sollecito il 23 agosto 2017, risposta della Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute in data 18 settembre 2017, contenente il diniego alla richiesta) e le tabelle dello studio Cnr del 2013 dalle quali si evince che “forme di inquinamento di questo tipo sono state rilevate in concentrazioni più alte nelle aree industriali del Bormida e nel Bacino del Lambro”, che “un’altra sorgente significativa è l’area della concia di Santa Croce sull’Arno”, e che “interessata è praticamente l’intera asta del fiume Po, con la sorgente più significativa nel sottobacino Adda-Serio”.</p>
<p>“Poi dicono che bastava una telefonata – ha chiosato il Presidente – che peraltro ora non serve più: facciamo da noi, come ci avevano scritto scaricando il barile”.</p>
<p>Da parte sua, rispondendo alle domande dei giornalisti, l’Assessore alla Sanità ha detto che “gli screening sul sangue delle persone proseguono regolarmente” e che “seguendo un principio di gradualità del rischio potrebbero essere allargati anche alla zona contermine a quella rossa, alle persone in età pediatrica e agli anziani per un totale di esaminati di circa 350 mila persone”.</p>
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		<title>Pfas, Zaia: &#8220;Governo assente, ridurremo in autonomia limiti su acqua potabile&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/09/21/pfas-zaia-governo-assente-ridurremo-autonomia-limiti-acqua-potabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 14:24:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Dell'Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[“Non c’è che da prendere atto dell’atteggiamento scandaloso del Ministero della Salute che, negando la necessità di fissare limiti nazionali per la concentrazione di Pfas nelle acque potabili, fa finta di non vedere la realtà e, di fatto, ci dice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="Default">“Non c’è che da prendere atto dell’atteggiamento scandaloso del Ministero della Salute che, negando la necessità di fissare limiti nazionali per la concentrazione di Pfas nelle acque potabili, fa finta di non vedere la realtà e, di fatto, ci dice di arrangiarci. Annuncio che da questo momento ci arrangiamo e, in piena autonomia, procederemo a una drastica riduzione dei limiti in Veneto”.</p>
<p class="Default">Lo annuncia oggi il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, dopo la nota di lunedì scorso con la quale la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute ha respinto la richiesta avanzata dalla Regione di fissare un limite nazionale di performance per la presenza di sostanze perfluoro alchiliche nella acque, e la riproposizione delle tabelle dello studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) del 2013, da cui appare evidente la presenza significativa di tali sostanze in varie altre zone d’Italia.</p>
<p class="Default">“Ho incaricato – rivela il Governatore – il Direttore Generale di Arpav Nicola Dell’Acqua, nella sua veste di  Coordinatore della Commissione “Ambiente e Salute”, organismo che, con delibera del 13 giugno scorso, ha assorbito le competenze della “Commissione Tecnica Pfas”, di convocare al più presto l’organismo in questione con il mandato di definire una proposta di drastica riduzione dei limiti in Veneto, che la Giunta regionale approverà al più presto possibile, dando agli Enti Acquedottistici l’indicazione di uniformarsi con sollecitudine alle nuove disposizioni”.</p>
<p class="Default">“Prendiamo così atto – aggiunge il Presidente – che a livello governativo manca la volontà politica di gestire questo problema, basti pensare agli 80 milioni di euro promessi per la messa in sicurezza degli  acquedotti e mai stanziati. E’ evidente che si penalizza la Regione che per prima si è attivata ponendo dei limiti già nel 2014, mentre per le altre aree del Paese si lascia che ogni Regione sia libera di fissare o meno dei limiti, magari intervenendo quando i buoi saranno scappati dalla stalla”.</p>
<p class="Default">“Non abbiamo certo timore di arrangiarci – continua – e lo faremo, ma non ci si può nascondere la considerazione che un limite nazionale avrebbe evitato svariati pesanti contenziosi, come sta già accadendo per gli scarichi industriali, dove la nostra Regione soccombe in quanto i ricorrenti hanno buon gioco nel sostenere che in questi casi non possono esistere limitazioni diverse da quelle nazionali”.</p>
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		<title>Meteo, temporali in Veneto: stato di attenzione per il fiume Retrone</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/clima/2017/09/18/meteo-temporali-veneto-attenzione-fiume-retrone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2017 13:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Retrone]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la seconda parte della giornata odierna e per le prime ore di domani L’ARPAV ha previsto sul Veneto precipitazioni diffuse con possibili locali rovesci e temporali. In particolare, il centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto ha disposto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><del></del>Per la seconda parte della giornata odierna e per le prime ore di domani L’ARPAV ha previsto sul Veneto precipitazioni diffuse con possibili locali rovesci e temporali. In particolare, il centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto ha disposto lo stato di attenzione fino alle ore 14.00 di domani per possibili criticità idrauliche del fiume Retrone nell’ambito del bacino idrografico dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone.</p>
<p>&nbsp;</p>
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