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	<title>Articolo 1 &#8211; Mdp &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Salute mentale, il Veneto investe meno della media nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 17:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo 1 - Mdp]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Ruzzante]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;La Giunta regionale risponda all&#8217;allarme lanciato dalle associazioni professionali e scientifiche della Sanità, le sigle sindacali, gli Ordini professionali e le associazioni di familiari e utenti: la salute mentale non può essere azzerata dalla riorganizzazione della Sanità veneta stabilita dalle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Giunta regionale risponda all&#8217;allarme lanciato dalle associazioni professionali e scientifiche della Sanità, le sigle sindacali, gli Ordini professionali e le associazioni di familiari e utenti: la salute mentale non può essere azzerata dalla riorganizzazione della Sanità veneta stabilita dalle nuove linee guida. Una situazione che sicuramente pesa sul declassamento della Sanità veneta da parte del ministero, tema sul quale mi aspetto venga convocato al più presto un consiglio regionale straordinario&#8221;.</p>
<p>A lanciare l&#8217;allarme è il consigliere regionale Piero Ruzzante (Articolo UNO &#8211; Mdp). &#8220;La Giunta deve incontrare quanto prima le associazioni e le organizzazioni sindacali per trovare una soluzione condivisa, che tuteli la salute pubblica. Perché proprio di questo si tratta: con la riorganizzazione prevista dalle Linee guida viene leso il diritto di ogni cittadino a ricevere cure adeguate, diritto sancito anche dalla Costituzione. Questo perché a fronte di una crescita continua della domanda di intervento per problemi di salute mentale, sia da parte degli adulti che dei minori (55.000 in Veneto), la Giunta Zaia risponde con un taglio dei servizi. Una scure che si abbatte sul Veneto, regione già fanalino di coda rispetto al resto d&#8217;Italia con investimenti in salute mentale pari al 2,91% dell&#8217;intera spesa sanitaria (l&#8217;impegno preso dalle Regioni era del 5%). In Veneto si investe in salute mentale molto meno che nel resto del Paese: lo dice il Quaderno di Epidemiologia Psichiatrica 2017 del SIEP. Le prestazioni offerte ai cittadini sono peggiori di quelle dell’Emilia-Romagna ma anche di alcune regioni del Sud, come ad esempio la Calabria. La spesa sul FSR è inferiore alla media nazionale del 16,7%, mentre la spesa pro-capite in salute mentale è in Veneto il 16,5% in meno della media nazionale. Le prestazioni erogate sono il 69,8% in meno della media nazionale, la continuità assistenziale viene garantita in misura minore rispetto alla media (-37,4%) e si registrano tassi maggiori di ospedalizzazione (+31,2%) con durata di degenza media sensibilmente superiore (+56,3%): una sofferenza in più per gli ospedali del Veneto, già depauperati di posti letto dalla Giunta Zaia. La durata dei trattamenti residenziali è superiore al valore medio addirittura del 200%. Tutto ciò, ovvero la cattiva gestione della salute mentale, è dannoso e presenta un conto salatissimo ai cittadini, veneti ed italiani. Nel solo ambito della salute mentale dell’adulto, in Italia, questo costo è stato stimato in 64 miliardi di euro&#8221;.</p>
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		<title>Voucher, usciti dalla porta rientreranno dalla finestra?</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/05/20/voucher-usciti-dalla-porta-rientreranno-dalla-finestra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2017 10:23:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo 1 - Mdp]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[voucher]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l&#8217;abolizione dei voucher sono allo studio del governo diverse soluzioni per regolare il lavoro accessorio. Confcommercio commentando l&#8217;ipotesi, circolata nelle ultime ore, di un ripristino dei voucher a &#8220;imprese fino a 5 dipendenti e per soli 5 mila euro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;abolizione dei voucher sono allo studio del governo diverse soluzioni per regolare il lavoro accessorio. Confcommercio commentando l&#8217;ipotesi, circolata nelle ultime ore, di un ripristino dei voucher a &#8220;imprese <b>fino a 5 dipendenti </b>e per soli <b>5 mila euro all&#8217;anno</b> per impresa&#8221;, sottolinea come sia &#8220;urgente dare risposte concrete all&#8217;esigenza di uno strumento semplice per coprire prestazioni occasionali&#8221; che possono però &#8220;presentarsi in tutte le dimensioni di impresa&#8221;.</p>
<p>Sul fronte politico promette barricate contro l&#8217;ipotesi di una reintroduzione dei voucher <b>Articolo 1- Mdp</b>. &#8220;Per noi è dirimente, per sostenere le nostre ragioni di permanenza in maggioranza, che nella manovrina fatta per correggere i conti pubblici non si facciano entrare dalla finestra gli stessi voucher che hanno fatto uscire dalla porta&#8221;, ha spiegato il capogruppo di Articolo 1- Mdp a Montecitorio Francesco Laforgia. &#8220;Dopo averli cancellati solo per paura di un referendum popolare della Cgil &#8211; ha aggiunto &#8211; la rinascita di questo strumento di precarietà, sotto mentite spoglie, sarebbe, per noi, inaccettabile&#8221;.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper">La<b> Cgil</b> si dice pronta alla mobilitazione nel caso in cui dalla manovra di aggiustamento di bilancio usciranno norme non in coerenza con l&#8217;intervento che ha abolito i voucher. Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel momento in cui il governo ha scelto di abrogare i voucher e non ricorrere al voto &#8220;si è preso un impegno nei confronti non solo di noi, che abbiamo promosso quel referendum, ma anche nei confronti di quel milione di lavoratori che l&#8217;hanno sottoscritto&#8221;.</div>
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