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	<title>assistenza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Il Telesoccorso compie trent&#8217;anni e dal 2018 servizio completamente gratuito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2018 16:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il servizio di telesoccorso e telecontrollo in Veneto festeggia i trent’anni di attività diventando totalmente gratuito: dal 1° gennaio 2018, Ulss e Comuni di tutto il territorio regionale hanno abolito, per decisione della Giunta regionale, qualunque forma di compartecipazione alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il servizio di <strong>telesoccorso</strong> e telecontrollo in Veneto <strong>festeggia i trent’anni</strong> di attività diventando totalmente gratuito: dal 1° gennaio 2018, Ulss e Comuni di tutto il territorio regionale hanno abolito, per decisione della Giunta regionale, qualunque forma di compartecipazione alla spesa da parte degli utenti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“E’ un servizio di base per la domiciliarità, indispensabile per assicurare alle persone anziane e più fragili il diritto a rimanere a casa propria</em> – dichiara l’assessore al sociale Manuela Lanzarin – <em>La Regione Veneto è stata la prima Regione in Italia a istituire questo presidio di sicurezza sociale e sanitaria del quale ogni anno si avvalgono circa 24 mila persone. E intende mantenere tale primato, garantendone ora la completa gratuità”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Dati-telesoccorso.png"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-10269 alignright" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Dati-telesoccorso-300x140.png" alt="" width="300" height="140" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Dati-telesoccorso-300x140.png 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Dati-telesoccorso.png 566w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il telesoccorso e telecontrollo è un <strong>servizio domiciliare</strong> che permette alla persona di chiamare da casa propria una centrale operativa di ascolto, in caso di necessità o urgenza, attraverso un piccolo <strong>apparecchio portatile</strong> collegato al telefono. Si tratta di un <strong>radiocomando</strong> di piccole dimensioni, che si aziona premendo un semplice pulsante. Gli operatori della centrale chiamano due volte la settimana l&#8217;utente per conoscere le sue condizioni e per effettuare la prova del dispositivo.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Ho verificato che spesso la chiamata dell’operatore del telesoccorso/telecontrollo è attesa come un appuntamento fisso</em> – prosegue l’assessore –<em> E’ una voce ‘amica’ che si interessa dello stato di salute e delle condizioni generali della persona, ed è preparata ad allertare i servizi sanitari e sociali, a suggerire qualche consiglio utile o anche una semplice rassicurazione. Per chi vive da solo, ma anche per gli anziani o le persone non più autosufficienti che vivono in famiglia, si tratta di un servizio di reciprocità, di vitale importanza, che dà sicurezza e aiuta a infrangere il circuito negativo dell’isolamento”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/telesoccorso2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10271" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/telesoccorso2-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/telesoccorso2-300x201.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/telesoccorso2-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/telesoccorso2.jpg 374w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Gestito da EBM SpA, società di ALTHEA GROUP che opera per conto della <strong>Regione Veneto</strong> (il contratto è stato rinnovato ad ottobre 2016, a seguito di regolare gara d’appalto), il servizio è finanziato ogni anno con 5,5 milioni di euro del fondo regionale per la non autosufficienza. Negli anni il numero degli utenti è oscillato tra i 20 e 24 mila l’anno, con una media di 7.800 chiamate di soccorso l’anno. Il 83,4 per cento degli utenti sono anziani ultraottantenni. In alcune Ulss il servizio è integrato (per scelta della singola azienda sanitaria, che impegna risorse del proprio bilancio) anche con un servizio di telemedicina che – tramite una apposita apparecchiatura consegnata a domicilio –  consente di monitorare alcuni dei parametri vitali della persona e di tenere sotto controllo il decorso della convalescenza o della patologia cronica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ricevere l’<strong>assistenza</strong> del telesoccorso e telecontrollo è semplice: è sufficiente rivolgersi al proprio distretto sanitario o al Centro di servizio territoriale del proprio comune e compilare l’apposito modulo di richiesta. Entro 45 giorni il servizio sarà attivato; nei casi più urgenti, attraverso il medico di base, è possibile ottenere l’attivazione entro 48-72 ore. Anche la rete territoriale delle farmacie è stata coinvolta dalla Regione per far conoscere e promuovere il servizio e dare informazioni su come attivarlo.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Nella rete dei servizi di assistenza a domicilio il telesoccorso-telecontrollo rappresenta il primo presidio-sentinella</em> &#8211;  ricorda l’assessore – <em>Per questo la Regione Veneto continuerà ad investire per qualificarlo al meglio e per assicurare a tutti la possibilità di avvalersene, senza  discriminanti territoriali, di patologia o reddito”.</em></p>
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		<title>Case di riposo, nuove regole dalla Regione: &#8220;Più assistenza e qualità per ospiti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2017 14:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[case di riposo]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Case di riposo e strutture protette, si cambia. La Regione Veneto, su proposta dell’assessore al Sociale, ha aggiornato gli accordi contrattuali, cioè lo schema di impegni reciproci che regola i rapporti tra Regione, Ulss e strutture residenziali, vincolando il pagamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Case di riposo e strutture protette, si cambia. La Regione Veneto, su proposta dell’assessore al Sociale, ha aggiornato gli accordi contrattuali, cioè lo schema di impegni reciproci che regola i rapporti tra Regione, Ulss e strutture residenziali, vincolando il pagamento delle rette ad uno specifico piano di prestazioni e servizi. Un’operazione di revisione delle ‘regole’ che riguarda, in Veneto, oltre 400 strutture accreditate, che ospitano 32 mila persone anziane (il 90% non autosufficienti), accuditi da oltre 16 mila operatori, tra medici, infermieri, addetti all’assistenza, personale tecnico-amministrativo.</p>
<p>“Cresce la domanda assistenziale nelle case di riposo e nelle strutture per disabili – spiega l’assessore al Sociale della Regione Veneto Manuela Lanzarin – Gli ospiti sono sempre più anziani, sempre più affetti da patologie croniche e degenerative come demenze e Alzheimer. I servizi delle strutture residenziali devono essere di qualità, in grado di fornire anche prestazioni specialistiche, in collegamento diretto con le aziende sanitarie. I centri di servizi devono diventare ‘poli’ della salute, in grado di assistere e curare i loro ospiti con professionalità ed efficienza”.</p>
<p>I nuovi schemi di accordo contrattuale, che le strutture accreditate saranno chiamate a sottoscrivere, prevedono un potenziamento della presenza medica, che dovrà essere garantita per tutta la settimana (domenica esclusa) e coordinata da un dirigente medico incaricato dall’Ulss: i medici di medicina generale dovranno assicurare una presenza nelle strutture di almeno 22 ore settimanali ogni 60 ospiti. Il medico coordinatore sarà affiancato da un infermieristico (novità) che dovrà collaborare con il medico anche nella gestione degli aspetti organizzativi, nella programmazione della presenza dei medici specialisti e delle prestazioni diagnostiche strumentali che le aziende sanitarie dovranno garantire nelle strutture protette. “L’obiettivo è qualificare l’assistenza sanitaria, ridurre le liste di attesa facilitando gli ospiti e le famiglie e contenendo il numero di accessi impropri al Pronto Soccorso”, sottolinea l’assessore. E, sempre in materia di assistenza specialistica, i nuovi accordi contrattuali prevedono che agli ospiti sia garantita la presenza periodica del medico odontoiatra e siano assicurate in loco le prestazioni di igiene dentale e di cura (altra novità).</p>
<p>Novità sono previste anche per l’attività riabilitativa: la presenza del fisioterapista verrà potenziata rispetto ai programmi di riabilitazione personalizzati che dovranno essere monitorati e modificati in relazione alle esigenze della persona assistita.</p>
<p>Infine, cambia anche l’assistenza farmaceutica, che ora dovrà essere estesa anche agli ospiti privi di impegnativa: così si qualifica il servizio residenziale e si garantisce un sicuro risparmio – sottolinea l’assessore &#8211;  sia alle famiglie e agli ospiti, sia al servizio sanitario regionale.</p>
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