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	<title>attività produttive &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Lettera al Premier Conte, parte da Vicenza l&#8217;appello di oltre 30 assessori per la &#8220;Fase 2&#8221;. &#8220;Riveda subito la road map o molti chiuderanno per sempre&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 09:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre trenta assessori alle Attività produttive di città metropolitane e capoluoghi italiani hanno accolto l&#8217;appello dell’assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di Vicenza, Silvio Giovine, sottoscrivendo una lettera, inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per esprimere perplessità e preoccupazioni relative [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><strong>Oltre trenta assessori alle Attività produttive di città metropolitane e capoluoghi italiani</strong> hanno accolto l&#8217;appello dell’<strong>assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di Vicenza, Silvio Giovine</strong>, sottoscrivendo <strong>una lettera</strong>, inviata <strong>al presidente del Consiglio Giuseppe Conte</strong>, per esprimere <strong>perplessità e preoccupazioni relative alla declinazione della cosiddetta “fase 2”</strong>, che ha creato forti malumori nelle categorie economiche e sociali dei territori. “Un appello al premier e al suo governo da nord a sud, senza distinzioni di appartenenza politica o partito – <strong>sottolinea l’assessore vicentino Silvio Giovine</strong> – per farci portatori del grido di dolore di quelle tante attività produttive e commerciali che non chiedono altro di poter tornare a lavorare in sicurezza”.</p>
<p class="western">“Le parole che intendiamo rivolgerle &#8211; <strong>si legge nella missiva inviata dagli amministratori a Conte</strong> &#8211; non sono frutto di posizioni politiche preconcette ma derivano dalla preoccupazione che ciascuno di noi, come amministratore locale, di diversa appartenenza politica, sta raccogliendo all’indomani del suo ultimo discorso.<br />
L’attesa che si respirava rispetto alla declinazione della cosiddetta “fase due” aveva creato aspettative che ora rischiano di tramutarsi  in disperazione difficilmente gestibile.<br />
Ci sono commercianti, artigiani, ambulanti, un popolo intero di partite Iva, persone abituate  a sostenere l’Italia tutta,  che non si sono mai  interessate di paracaduti o ammortizzatori sociali ma hanno sempre e solo pensato a lavorare, pagare le tasse e consentire a se stessi e ai propri cari di vivere dignitosamente.<br />
Oggi queste persone hanno bisogno di un aiuto concreto da parte dello Stato: contributi a fondo perduto, una minore pressione fiscale e sostegno immediato per pagamento degli affitti.<br />
Queste attività non possono sopportare un periodo di chiusura così prolungato per questo tutti noi ci uniamo alla loro richiesta e chiediamo di riaprire &#8211; <strong>affermano gli assessori comunali</strong> -. Riaprire con tutte le prescrizioni che il Comitato tecnico scientifico suggerirà e che il governo tradurrà in norme da rispettare, ma riaprire, restituendo nuovamente quella dignità che li ha sempre contraddistinti, che ha contraddistinto il loro impegno e quello dei propri collaboratori.<br />
Glielo chiediamo come assessori comunali, come rappresentanti del mondo istituzionale più prossimi alla voce del cuore e dei cittadini. Facciamo diventare il discrimine non tanto l’appartenenza ad un settore piuttosto che ad un altro, ma la capacità di garantire o meno il rispetto di quelle norme di sicurezza necessarie per  prevenire una seconda ondata di contagio.<br />
Diamo subito regole certe, chiare e uniformi a cui le varie realtà dovranno attenersi e consentiamo loro di adeguare i locali.<br />
Chiediamo inoltre ulteriori trasferimenti agli enti locali affinché ogni amministrazione possa avere risorse a disposizione per aiutare le attività produttive e i lavoratori che vedranno diminuire drasticamente le loro entrate. I comuni non possono farcela con risorse proprie, le minori entrate avranno ripercussioni sui servizi per i nostri territori senza interventi da parte dello Stato.<br />
Riveda la road map Presidente Conte altrimenti migliaia di attività, frutto del sogno, della passione e della competenza di altrettante donne e uomini, chiuderanno prima del 18 maggio o del primo giugno”, <strong>concludono gli amministratori</strong>.</p>
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