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	<title>aumento iva &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Aumento IVA rischia di paralizzare i consumi. La fascia più colpita sarà il reddito basso</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/18/aumento-iva-rischia-di-paralizzare-i-consumi-la-fascia-piu-colpita-e-per-chi-ha-redditi-bassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2018 15:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;IVA è un&#8217;imposta che colpisce i consumi ed è regressiva e, quindi, un eventuale aumento delle aliquote d&#8217;imposta colpirebbe, principalmente, i redditi più bassi perché una proporzione maggiore di tali redditi è spesa per consumi, secondo le stime fatte dal Ministero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;IVA è un&#8217;imposta che colpisce i consumi ed è regressiva e, quindi, un eventuale aumento delle aliquote d&#8217;imposta colpirebbe, principalmente, i redditi più bassi perché una proporzione maggiore di tali redditi è spesa per consumi, secondo le stime fatte dal<strong> Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze</strong> e contenute nel &#8220;Documento di Economia e Finanza 2018&#8221;, l&#8217;<strong>aumento dell&#8217;IVA</strong> causerebbe una <strong>minor crescita del PIL</strong> ed un rialzo dell&#8217;inflazione.</p>
<p>Tuttavia, partendo dall&#8217;assunto che un <strong>aumento delle spese</strong> fa <strong>aumentare il PIL</strong>, mentre un <strong>aumento delle tasse</strong> lo fa <strong>diminuire</strong>, alcuni autori sostengono che aumentare l&#8217;IVA avrebbe sul PIL un<strong> impatto negativo</strong> minore rispetto a ridurre la <strong>spesa pubblica</strong> per investimenti. Quindi, disinnescare gli aumenti dell&#8217;IVA attraverso la riduzione della spesa pubblica per investimenti sarebbe controproducente ai fini della crescita del PIL. Come anche, al medesimo fine, sarebbe controproducente disinnescare gli aumenti dell&#8217;IVA attraverso un aumento dei contributi sociali che comporterebbe un aumento del costo del lavoro a carico delle imprese e dei lavoratori. Ciò premesso, vorrei sottolineare che la politica fiscale della Confederazione non ha mai previsto di disinnescare gli aumenti dell&#8217;IVA attraverso la riduzione della spesa pubblica per investimenti né, tantomeno, attraverso l&#8217;aumento dei contributi sociali a carico delle imprese e dei lavoratori.</p>
<p>La <strong>politica fiscale</strong> messa in campo da alcune associazioni di categoria <strong>prevede di evitare gli aumenti delle aliquote IVA</strong> sia attraverso una seria politica di revisione e contenimento della spesa pubblica improduttiva sia attraverso interventi di contrasto all&#8217;evasione fiscale. Come è stato evidenziato nei documenti politici di Confcommercio, il gettito IVA del nostro Paese deve aumentare non attraverso l&#8217;aumento delle aliquote d&#8217;imposta ma attraverso la<strong> riduzione del «gap IVA»</strong> (l&#8217;evasione dell&#8217;imposta sui consumi) che ammonta ad <strong>oltre 40 miliardi di euro</strong>, e la fatturazione elettronica tra soggetti privati &#8211; introdotta, obbligatoriamente, in Italia a partire dal 2019 &#8211; può essere un efficace strumento per ridurre tale «gap».</p>
<p>Pertanto, le soluzioni per evitare gli aumenti dell&#8217;IVA ci sono e l&#8217;auspicio è che il Governo ponga questo obiettivo come prioritario della propria<strong> Agenda di Governo</strong>, perché se <strong>scatteranno gli aumenti delle aliquote IVA</strong> <strong>non ci saranno</strong> <strong>né vincitori né vinti ma perderemo tutti</strong>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi gli aumenti dell&#8217;<strong>IVA previsti</strong> a partire dal <strong>2019:</strong></p>
<ul>
<li>Per il <strong>2019</strong>, è previsto l<strong>&#8216;incremento di 1,5</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota IVA del 10% (che, quindi, salirebbe all&#8217;11,5%) più l&#8217;<strong>incremento di 2,2</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota IVA del 22% (che, quindi, verrebbe elevata al 24,2%), che produrrebbero maggiori imposte per<strong> oltre 12 miliardi di euro</strong>.</li>
<li>Per il <strong>2020</strong>, è previsto un ulteriore incremento di <strong>1,5</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota IVA del 10% (che, quindi, passerebbe dall&#8217;11,5% al 13%) più l&#8217;<strong>incremento di 0,7</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota IVA del <strong>22%</strong> (che, quindi, verrebbe elevata dal 24,2% al 24,9%). Tale aumento, sommato all&#8217;incremento del 2019, produrrebbe maggiori <strong>imposte per 19 miliardi di euro</strong>.</li>
<li>Infine, per il <strong>2021</strong>, è previsto un ulteriore <strong>incremento di 0,1</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota <strong>IVA</strong> del <strong>22%</strong> (che, quindi, verrebbe elevata dal 24,9% al 25%). Tale aumento, sommato agli incrementi del 2019 e del 2020, produrrebbe maggiori imposte per <strong>oltre 19 miliardi di euro</strong>.</li>
</ul>
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		<title>Aumento dell&#8217;Iva, Confcommercio: &#8220;Disinnescare subito qualsiasi ipotesi&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/16/aumento-delliva-confcommercio-disinnescare-subito-qualsiasi-ipotesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2018 16:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aumento iva]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Iva]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; la richiesta avanzata dal presidente nazionale Carlo Sangalli durante l&#8217;incontro del Consiglio Generale, a Milano, con il leader M5S Luigi Di Maio. Sarebbe una beffa enorme per tutto il mondo imprenditoriale, che da anni sta combattendo contro la crisi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la richiesta avanzata dal presidente nazionale Carlo Sangalli durante l&#8217;incontro del Consiglio Generale, a Milano, con il leader M5S Luigi Di Maio. Sarebbe una beffa enorme per tutto il mondo imprenditoriale, che da anni sta combattendo contro la <strong>crisi economica</strong> più feroce di sempre.</p>
<p>&#8220;<em>Siamo molto preoccupati  del rischio di una fase di ingovernabilità perché questo <strong>potrebbe far saltare la pax finanziaria</strong>. Imprese, famiglie, investitori, l&#8217;Europa, hanno bisogno di risposte tempestive e solide&#8221;</em>. <strong>Carlo Sangall</strong>i, presidente di <strong>Confcommercio nazionale</strong>, è intervenuto così al Consiglio Generale di Confcommercio tenutosi nei giorni scorsi a Milano (e allargato dal Consiglio di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza), durante il quale i vertici della Confederazione hanno incontrato il<strong> leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio</strong>.</p>
<p>Aprendo l&#8217;incontro il presidente Sangalli ha sottolineato che &#8220;<em>Confcommercio e gli imprenditori del terziario di mercato sono abituati a non fare il ‘tifo&#8217; per una parte politica o l&#8217;altra, ma a <strong>giudicare nel merito i provvedimenti</strong>&#8220;</em>.  Per Sangalli esistono due obiettivi urgenti: &#8220;<em><strong>disinnescare gli aumenti dell&#8217;Iva già programmati per l&#8217;inizio del 2019</strong>, iniziativa che deve avere <strong>priorità assoluta</strong>, e introdurre il riporto delle perdite anche alle imprese in contabilità semplificata che adottano il regime di cassa</em>&#8220;, oltre a due eccessi  (carico fiscale e burocrazia) e due deficit da combattere (legalità e infrastrutture).</p>
<p>Ma è proprio l&#8217;ipotesi di aumento dell&#8217;Iva nel 2019 a preoccupare di più, perchè, ha sottolineato Sangalli  &#8220;<em><strong>distruggerebbero qualsiasi ipotesi di ripresa</strong>. Il <strong>rinvio a settembre</strong> di ogni decisione sulle clausole di salvaguardia <strong>non ci rassicura affatto</strong></em>&#8211; ha ribadito Sangalli -. <em>Anzi ci preoccupa per gli effetti negativi che avrà sul clima di fiducia di famiglie e imprese&#8221;. Un grido d&#8217;allarme, questo, subito raccolto da <strong>Di Maio</strong>, che  ha affermato di essere &#8220;d&#8217;accordo nel non rinviare la questione delle clausole di salvaguardia: chiederò un disinnesco immediato senza alcun rinvio per motivi tecnici, è un impegno che noi prendiamo qui e speriamo che sia condiviso da tutte le forze rappresentate in Parlamento anche prima della formazione del governo&#8221;</em>.</p>
<p>Il dibattito è dunque aperto, ma nel frattempo<strong> la situazione dei consumi non lascia ben sperare</strong>. A gennaio, secondo le rilevazioni dell&#8217;Istat,  le vendite al dettaglio registrano una diminuzione, rispetto al mese precedente, dello 0,5% in valore e dello 0,7% in volume.  <strong>Rispetto a gennaio 2017, le vendite al dettaglio registrano una flessione dello 0,8%</strong> in valore e dell&#8217;1,9% in volume. In particolare, le vendite di beni alimentari non subiscono variazioni, mentre quelle di beni non alimentari calano dello 0,9% in valore e dell&#8217;1,0% in volume. Nel trimestre novembre 2017-gennaio 2018 l&#8217;indice complessivo registra un calo dello 0,2% in valore e dello 0,5% in volume. Nello stesso periodo, le vendite di beni alimentari diminuiscono dello 0,4% in valore e dell&#8217;1,0% in volume; sostanzialmente stabile risulta l&#8217;andamento dei beni non alimentari.</p>
<p>Pensare di aggiungere l&#8217;incertezza della situazione politica, all&#8217;incertezza economica di un rincaro di tutti i beni di consumo a causa dell&#8217;Iva, appare quanto meno un boomerang per le prospettive economiche del Paese.</p>
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