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	<title>aziende agricole &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Aziende agricole venete, a rischio un mercato da 13 miliardi di euro. In Italia chiudono 10 mila imprese al mese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2020/04/18/aziende-agricole-venete-a-rischio-un-mercato-da-13-miliardi-di-euro-in-italia-chiudono-10-mila-imprese-al-mese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 10:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Con oltre 62mila aziende agricole che lavorano una superficie totale di 800mila ettari, il Veneto è una delle regioni ai vertici nazionali per produzione lorda vendibile che supera i 5,8 miliardi di euro e un valore dell’export agroalimentare superiore ai 7 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con oltre<strong> 62mila aziende agricole</strong> che lavorano una superficie totale di <strong>800mila ettari</strong>, il<strong> Veneto</strong> è una delle regioni ai vertici nazionali per produzione lorda vendibile che supera i <strong>5,8 miliardi di euro</strong> e un valore dell’<strong>export agroalimentare</strong> superiore ai <strong>7 miliardi</strong>. Numeri importantissimi – commenta Coldiretti &#8211; frutto di una agricoltura variegata, dall’ortofrutta alla carne, dal latte al vino con prodotti blasonati da denominazioni Con l’emergenza sanitaria il sistema è in sofferenza, fino alla pesca: le <strong>perdite riguardano tutti i settori</strong> e in molti casi le imprese florovivaistiche e <wbr />agrituristiche registrano l’azzeramento dei bilanci.</p>
<p>La reazione degli imprenditori agricoli è stata comunque incoraggiante: l’avvio delle consegne a domicilio di spesa a kmzero e pasti, la ripresa dei mercati nelle piazze, sono alcune delle soluzioni messe in campo per continuare​a guardare con fiducia al futuro. Una boccata di ossigeno è arrivata anche per i titolari di serre e garden che hanno potuto riaprire al pubblico rispettando misure di sicurezza ancora più restrittive, nonostante la perdita pressoché totale della produzione primaverile.</p>
<p>La situazione è molto difficile: a livello nazionale delle <strong>30mila imprese italiane <wbr />perse nei primi tre mesi del 2020</strong> quasi 1 su 4 (24%) è in agricoltura con il saldo negativo per il settore di 7259 che risente degli effetti sull’economia, sul lavoro e sui commerci del coronavirus. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla dichiarazione dei Ministri dell’Agricoltura Ue dei 27 Stati membri che hanno sottoscritto una dichiarazione per chiedere alla Commissione di agire urgentemente per contrastare la crisi Covid-19, sulla base dei dati Unioncamere relativi alla mortalità delle imprese fra gennaio e marzo 2020.</p>
<p>L’<strong>Unione Europea</strong> – sottolinea la Coldiretti &#8211; rischia di perdere quest’anno l’autosufficienza alimentare e il suo ruolo di principale esportatore mondiale di alimenti per un valore si 151,2 miliardi di euro con un surplus commerciale nell’agroalimentare di 31,9 miliardi. Un sistema che – continua la Coldiretti – poggia anche sui primati dell’agricoltura Made in Italy che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino alla gran parte dei prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi.</p>
<p>E’ necessaria una risposta adeguata dalla Commissione UE e dei Capi di Stato e di Governo con il riconoscimento del ruolo centrale e strategico dell’agricoltura nella proposta relativa al Quadro Finanziario Pluriennale UE 2021 – 2027 dove i tagli di risorse paventati sono inaccettabili e devono invece essere previsti – precisa la Coldiretti &#8211; opportuni strumenti e finanziamenti, anche fuori dal bilancio della PAC, per gestire l’attuale crisi.</p>
<p>Da quando è cominciata la pandemia in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 23mila strutture italiane, di cui ben 1200 in Veneto. Il 70% delle aziende agricole sta subendo cancellazioni di prenotazioni e commesse all’estero – spiega Coldiretti – anche per le difficoltà alle frontiere e il crollo dei servizi forniti a bar e ristoranti chiusi per l’emergenza, con una pioggia di disdette provenienti dai clienti di tutto il mondo. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè a pagare il conto più pesante all’estero sono stati il settore del vino e del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate anche per ortofrutta, formaggi, salumi e conserve. L’aumento delle vendite al dettaglio in negozi e supermercati in molti settori non hanno compensato le perdite subite nelle esportazioni e nel canale della ristorazione che da solo assorbe circa 20 miliardi di cibi e bevande</p>
<p>In gioco – sottolinea la Coldiretti &#8211; c’è una filiera allargata che in Italia dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi con l’allarme globale provocato dal Coronavirus che ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Ma l&#8217;emergenza Covid 19, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con il piano Marshall proposto dalla Coldiretti per l’agroalimentare che ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità.  Ci sono le condizioni – continua la Coldiretti &#8211; per rispondere alle domande dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Investire è dunque un imperativo categorico in un’ottica di sviluppo sostenibile che spinga l’innovazione e valorizzi le potenzialità del settore e garantisca al Paese le scorte alimentari strategiche di cui ha bisogno.</p>
<p>L’’Italia in futuro – conclude la Coldiretti &#8211; potrà trarre beneficio dalla sua tradizione rurale ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il patrimonio agroalimentare nazionale in una situazione in cui l’ultima generazione è stata responsabile della perdita di ¼ delle terre fertile nella Penisola per colpa dell’urbanizzazione e dell’abbandono forzato.</p>
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		<title>Stop al far west sui contratti per il latte, Coldiretti interviene in difesa degli allevatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 14:41:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una questione che sembra non trovare mai una soluzione. Allevatori che lamentano difficoltà nella produzione a causa di prezzi di vendita troppo bassi, con una filiera che presenta troppi passaggi e, inevitabilmente, fa aumentare il costo finale. A prendere posizione è Coldiretti chiedendo regole chiare per la tutela di chi produce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_10367" style="width: 331px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Italia-Quadro-storico-di-confronto-fra-i-prezzi-_.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-10367" class=" wp-image-10367" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Italia-Quadro-storico-di-confronto-fra-i-prezzi-_-300x159.png" alt="" width="321" height="170" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Italia-Quadro-storico-di-confronto-fra-i-prezzi-_-300x159.png 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Italia-Quadro-storico-di-confronto-fra-i-prezzi-_-768x408.png 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Italia-Quadro-storico-di-confronto-fra-i-prezzi-_-1024x544.png 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Italia-Quadro-storico-di-confronto-fra-i-prezzi-_-1320x702.png 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Italia-Quadro-storico-di-confronto-fra-i-prezzi-_.png 1580w" sizes="(max-width: 321px) 100vw, 321px" /></a><p id="caption-attachment-10367" class="wp-caption-text"><em>Nel grafico i prezzi del latte</em></p></div>
<p style="font-weight: 400;">Stop al far west sui contratti per il <strong>latte</strong>. E’ quanto chiede la Coldiretti di fronte alle comunicazioni unilaterali di <strong>variazione al ribasso</strong> del<strong> prezzo</strong> alla stalla, o di riduzione delle quantità richieste rispetto agli accordi presi, che le industrie stanno mandando agli allevatori e che mettono a rischio la sopravvivenza e il lavoro di oltre <strong>30mila aziende agricole</strong>, senza considerare l’indotto.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;Si tratta</em> – spiega la Coldiretti – <em>di una situazione generata anche dalla pratica fuori legge ma ancora in uso di stipulare intese verbali e di durata inferiore ai 12 mesi per la quale si chiede l’intervento degli organismi di controllo del Ministero delle Politiche Agricole insieme all’attivazione di tutte le contromisure legali disponibili in caso di necessità. La legge 91 del luglio 2015</em> &#8211; ricorda la Coldiretti &#8211; <em>prevede infatti l’obbligo di contratti scritti della durata minima di 12 mesi. E proprio ai sensi della normativa vigente alla Coldiretti continuano ad affluire le deleghe firmate dai singoli allevatori che incaricano l’organizzazione a rappresentarli sia di fronte alle industrie in sede di trattative per il prezzo sia di fronte ai magistrati nel caso scoppiasse una vera e propria guerra giudiziaria con le aziende di trasformazione&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Le modifiche unilaterali al ribasso del prezzo del latte</em> – afferma la Coldiretti – <em>vanno contro una situazione di mercato che invece offre segnali positivi, a partire dalle quotazioni del Parmigiano Reggiano che con stagionatura a 18 mesi sulla Borsa di Parma ha toccato il record di 10,63 euro al chilo, la quotazione più alta registrata negli ultimi cinque anni. Volano anche i valori del burro che ha toccato i 4,80 euro al chilo con un progresso del 10,47% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un trend accompagnato anche da un aumento del 12,5% della spesa delle famiglie. In progresso anche il latte spot (quello venduto al di fuori dei normali contratti di fornitura) che alla Borsa di Lodi, principale piazza di riferimento italiana, ha ripreso a crescere con un balzo di quasi il 7% nell’ultimo mese. Come se non bastasse</em> – continua la Coldiretti &#8211; <em>mai così tanto formaggio italiano è stato consumato all’estero come nel 2017 che ha fatto segnare un record storico con l’aumento del 6% in quantità rispetto allo scorso anno che ha portato a ben il 63% l’incremento delle spedizioni nel corso di un decennio, come in Francia dove è diretto quasi un quarto del totale esportato (23%), in Germania che si colloca al secondo posto tra i principali clienti, in Gran Bretagna e negli gli Stati Uniti dove nell’ultimo anno si è verificato un aumento del 10% delle spedizioni&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;E in cima alla lista dei formaggi italiani più richiesti all’estero</em> – sottolinea la Coldiretti &#8211; <em>ci sono proprio il Grana Padano ed il Parmigiano Reggiano, che oltre a essere punti riferimento importanti per il prezzo del latte italiano, in quantità rappresentano il 21% del totale esportato e che guidano la lista del 51 formaggi italiani che hanno avuto il riconoscimento dell’Unione Europea come denominazione di origine (Dop/Igp) a partire dal Pecorino Romano, dal Gorgonzola e dalla mozzarella di Bufala Campana e che fanno segnare volumi importanti nell’export. A fronte di una situazione di mercato che vede crescere il Made in Italy a tavola in tutto il mondo</em> – conclude la Coldiretti – <em>non è accettabile un atteggiamento delle industrie che cerca di speculare al ribasso sul prezzo del latte mettendo a rischio un intero settore produttivo sul quale si basa una parte importante dello slancio dell’economia italiana sui mercati internazionali&#8221;. </em></p>
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		<title>Start up agricole, Italia ai vertici europei per numero di imprese under 30</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/agricoltura/2018/03/13/start-up-agricole-italia-ai-vertici-europei-per-numero-di-imprese-under-30/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 16:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[aziende agricole]]></category>
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		<category><![CDATA[Oscar Green]]></category>
		<category><![CDATA[start up]]></category>
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					<description><![CDATA[Al via la fase di raccolta delle idee progettuali su tutto il territorio per consolidare la partecipazione al premio dell’innovazione “Oscar Green 2018” che vede in gara sempre più candidati visto l’aumento del 6% delle start up nelle campagne italiane [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Al via la fase di raccolta delle idee progettuali su tutto il territorio per consolidare la partecipazione al premio dell’innovazione “<strong>Oscar Green 2018</strong>” che vede in gara sempre più candidati visto l’aumento del 6% delle <strong>start up</strong> nelle campagne italiane facendo del Belpaese il primo in Europa per numero di <strong>neo agricoltori</strong> (55.121 imprese).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il concorso punta i riflettori sulla capacità di utilizzare l’innovazione per dare lustro alle tradizioni e ai prodotti locali, così come il ruolo dell’imprenditore per la tutela e l’arricchimento del territorio, e degli enti che sostengono il loro lavoro. <strong>Cibo, agricoltura e innovazione</strong>, ma non solo.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Il mondo agroalimentare</em> – spiega Coldiretti –<em> ha molte sfaccettature e diramazioni, che vanno a toccare e legarsi a molti altri settori, dal design al turismo&#8221;. </em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sei le categorie</strong> di concorso. La prima, “<strong>Impresa3.Terra</strong>”, premierà i progetti di quelle giovani aziende agroalimentari che hanno creato una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana coniugando tradizione e innovazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">La categoria “<strong>Campagna Amica</strong>” – continua Coldiretti – valorizzerà i prodotti tipici italiani su scala locale, nazionale e mondiale rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale. “<strong>Sostenibilità</strong>” ambientale è la parola d’ordine di quei progetti che promuovono un modello di sviluppo sostenibile, riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. “<strong>Fare Rete</strong>” prende in esame quei modelli di imprese, cooperative, consorzi agrari, società agricole e start up, capaci di creare reti sinergiche in grado di massimizzare i vantaggi delle aziende agroalimentari e del consumatore finale. Si tratta – rileva la Coldiretti – di progetti promossi nell’ambito di partenariati variegati, che coniugano agricoltura e tecnologica così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica. “<strong>Noi per il sociale</strong>” promuove quei progetti volti a rispondere a bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e sociale. Possono partecipare Enti Pubblici, Cooperative e Consorzi capaci di creare sinergia con realtà agricole a fini sociali. Solo per questa categoria l’età non è vincolante. Creatività, infine, centra l’attenzione sull’originalità di idea, di prodotto e di metodo. <strong>Le iscrizioni sono aperte dal 9 marzo al 15 aprile 2018 e si possono presentare attraverso il sito web <a href="http://giovanimpresa.coldiretti.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://giovanimpresa.coldiretti.it&amp;source=gmail&amp;ust=1521039995167000&amp;usg=AFQjCNECJseg3sv2Zpj9UqIvRXMsBjc69w">http://giovanimpresa.coldiretti.it</a>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ELEZIONE DELEGATO REGIONALE GIOVANI COLDIRETTI</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Riunione operativa a Mestre per i giovani di Coldiretti che si apprestano a convocare l’assemblea elettiva per proclamare il loro delegato regionale. Il giro dei rinnovi è completato e vede già la formazione veneta composta da sette elementi quante sono le province. Sono ritratti in foto da sinistra Alex Vantini per Verona, il trevigiano Marco De Zotti, per Venezia Luca Bertaggia, il padovano Matteo Rango, Alex Limana per Belluno, Federica Vidali da Porto Tolle (Ro) e al centro Marco Rigoni di Vicenza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le prassi burocratiche impongono un regolamento per procedere alla proclamazione del nuovo leader degli under 30 di Coldiretti e secondo il rispetto delle regole i neo imprenditori hanno convocato il comitato per discutere il da farsi e cogliere l’occasione dell’incontro per un aggiornamento su materie di sviluppo agricolo, fiscalità, novità legislative.</p>
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		<title>La Regione Veneto incentiva il Credito Agricolo. Passato l&#8217;emendamento proposto da Nicola Finco</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/22/la-regione-veneto-incentiva-credito-agricolo-passato-lemendamento-proposto-nicola-finco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 07:39:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[aziende agricole]]></category>
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		<category><![CDATA[emendamento]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Finco]]></category>
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					<description><![CDATA[Se ne parlava da tempo e lo si attendeva con grande trepidazione. Finalmente le aziende agricole potranno tirare un sospiro di sollievo sapendo che avranno la possibilità di usufruire di una nuova linea di credito. E’ passato, infatti,  in Consiglio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se ne parlava da tempo e lo si attendeva con grande trepidazione. Finalmente le aziende agricole potranno tirare un sospiro di sollievo sapendo che avranno la possibilità di usufruire di una nuova linea di credito.</p>
<p>E’ passato, infatti,  in Consiglio del Veneto l’emendamento promosso e, fortemente voluto, dal Capo Gruppo della Lega Nord <strong>Nicola Finco</strong>  a favore del credito in agricoltura. La manovra approvata all’unanimità durante la seduta dedicata al bilancio andrà a sostenere l’innovazione di migliaia di aziende che intendono investire nel settore in un’ottica di miglioria e diversificazione della produzione.</p>
<p>“<em>Con questo provvedimento</em> – spiega Coldiretti – <em>la politica regionale prende atto dell’importanza strategica di una leva economica che metterà gli imprenditori, soprattutto donne e giovani, nella condizione di affrontare con più coraggio e strumenti migliori il mercato globale agevolando l’accesso al prestito che sempre più spesso necessita di analisi e richiede il rilascio di garanzie. Questo intervento riconosce, inoltre, il ruolo centrale dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi) che operano a supporto delle realtà agroalimentari, permettendo di ridurre i rischi complessivi dando la giusta lettura dei progetti di sviluppo imprenditoriale. “A rassicurare le imprese</em>  – commenta Coldiretti – <em>il fatto che la norma, che modifica la legge esistente numero 16 del 2009, è definitivamente recepita nella legislazione veneta e sarà ogni anno rinforzata in base alle risorse della Regione Veneto”.</em></p>
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		<title>Credito agricolo. Guarda (AMP): “Con Fondo Fei si rischia ulteriore indebitamento delle imprese in difficoltà”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/10/credito-agricolo-guarda-amp-fondo-fei-si-rischia-ulteriore-indebitamento-delle-imprese-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Dec 2017 09:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[piattaforma di garanzia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Veneto aderisce alla piattaforma di garanzia “Agri” lanciata in Italia dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), emanazione diretta della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, ha sottoscritto il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Veneto aderisce alla piattaforma di garanzia “Agri” lanciata in Italia dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), emanazione diretta della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, ha sottoscritto il protocollo che dà il via allo strumento finanziario, finalizzato a sostenere il credito agricolo. Al momento sono tre le Regioni che vi hanno aderito (oltre al Veneto, anche Puglia e Umbria), 11 le Regioni coinvolte, <strong>157 i milioni stanziati</strong>, con un rapporto minimo di leva di 1 a 4 e con una percentuale di finanziamento garantito che arriva al 50%.<br />
Il Fondo Agri risponde ad uno dei maggiori problemi per le imprese del settore primario: l’accesso al credito. La riduzione del valore delle ipoteche e le nuove regole imposte dal Basilea 3, associate alla crisi generalizzata dalla quale si sta provando ad uscire solo in questi mesi, sono fattori che inducono ad una stretta creditizia anche nel comparto agricolo e agroalimentare. A pagarne il conto sono in particolare le piccole e medie imprese, comprese quelle beneficiarie di contributi a fondo perduto, per esempio per il 30-50%, che spesso non riescono a trovare le fonti finanziarie per coprire il fabbisogno riconducibile al resto dell’investimento.<br />
Da qui l’iniziativa della Banca Europea per gli investimenti, promossa e caldeggiata dal commissario all’agricoltura Hogan, per porre in essere strumenti finanziari a sostegno delle regioni a forte vocazione agricola in Europa.</p>
<p>Alcune perplessità però sono state presentate da alcuni consiglieri che puntano il dito contro un sistema che rischia di mettere in difficoltà le piccole aziende.</p>
<div id="attachment_7847" style="width: 307px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Cristina-Guarda.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7847" class="size-medium wp-image-7847" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Cristina-Guarda-297x300.jpg" alt="" width="297" height="300" /></a><p id="caption-attachment-7847" class="wp-caption-text"><em>Cristina Guarda (AMP)</em></p></div>
<p><b>“L’attivazione del Fondo Fei rischia di diventare un pericoloso incentivo all’indebitamento delle imprese agricole”.</b></p>
<div>
<div class="m_815343772911374306WordSection1">
<p>&nbsp;</p>
<p>A dirlo la consigliera regionale Cristina Guarda (AMP), all’indomani della prima riunione del comitato di investimento per la<b> </b>piattaforma di garanzia “Agri” lanciata in Italia dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), emanazione diretta della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), e alla quale nei mesi scorsi ha aderito la Regione Veneto, con la sottoscrizione del protocollo che dà il via allo strumento finanziario, finalizzato a sostenere il credito agricolo.<u></u><u></u></p>
<p><u></u><u></u><b>“Per l’agroindustria e per le aziende agricole </b>&#8211; osserva l’esponente vicentina &#8211;<b> è preferibile e molto più utile disporre del contributo a fondo perduto, previsto dal P.S.R.  2014 -2020, a sostegno di specifici programmi di investimento. Gli aiuti, secondo quanto previsto dal PSR,  sono destinati  ed erogati direttamente all’impresa  che realizza investimenti produttivi, mentre secondo le intenzioni della Regione Veneto gli “aiuti” verrebbero  destinati  alle banche  in conto garanzia, a copertura delle eventuali perdite generate  in conseguenza del mancato pagamento delle rate di finanziamento erogato alle imprese”.</b><u></u><u></u></p>
<p><b> </b><u></u><u></u>Guarda infine osserva come <b>“di fatto</b> <b>la Giunta Zaia ha preferito spostare 15 milioni di euro di contributi a fondo perduto in direzione dei sostegni all’accesso al credito. Più che creare occasioni di sviluppo si incentivano le aziende in condizioni già precarie</b> <b>ad assumersi ulteriori oneri finanziari. <u>Viene davvero da chiedersi quale sia l&#8217;utilità di questa operazione: è un sotegno all’agricoltura, o agli istituti di credito?</u>”.</b></p>
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</div>
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		<title>Giornata delle fattorie didattiche, è boom sui social con oltre 30 mila visualizzazioni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/09/23/giornata-delle-fattorie-didattiche-boom-sui-social-oltre-30-mila-visualizzazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2017 08:21:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Si preannuncia già un successo la giornata regionale delle fattorie didattiche indetta per DOMENICA 8 OTTOBRE prossimo. Lo conferma Coldiretti in base alle quasi 30 mila visualizzazioni nel profilo facebook istituzionale che ha pubblicato per ora solo il SAVE THE DATE. “Centinaia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si preannuncia già un successo la giornata regionale delle fattorie didattiche indetta per <strong><u>DOMENICA 8 OTTOBRE</u></strong> prossimo. Lo conferma Coldiretti in base alle quasi <strong>30 mila visualizzazioni</strong> nel profilo facebook istituzionale che ha pubblicato per ora solo il SAVE THE DATE.</p>
<div id="attachment_7252" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Franca-Castellani.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7252" class="size-medium wp-image-7252" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Franca-Castellani-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Franca-Castellani-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Franca-Castellani.jpg 594w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-7252" class="wp-caption-text"><em>Franca Castellani Coordinatrice regionale di Coldiretti</em></p></div>
<p>“<em>Centinaia di condivisioni, like e commenti non fanno altro che incoraggiarci</em> – commenta Franca Castellani responsabile di Donne Impresa – .<em>Gran parte delle realtà coinvolte, infatti,  ha titolarità femminile e rappresentano esperienze d’avanguardia per l’approccio pedagogico. L’ambiente rurale favorisce il contatto con la natura, agli animali domestici, alla conoscenza dei frutti della terra – spiega Castellani – se l’esperienza avviene con una condivisione famigliare aperta ai valori e alle tradizioni contadine la partecipazione a questo evento diventa anche propedeutica allo sviluppo di temi attuali da trattare anche in classe”.</em></p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/FATT.DIDATTICHE.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7482" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/FATT.DIDATTICHE-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/FATT.DIDATTICHE-212x300.jpg 212w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/FATT.DIDATTICHE-159x225.jpg 159w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/FATT.DIDATTICHE.jpg 543w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a>“<em>Al fine di dare continuità all’evento</em> – dice Castellani – l<em>e imprenditrici di Coldiretti hanno proposto a tutte le scuole elementari e medie un progetto di educazione da sviluppare nell’arco dell’anno per imparare a distinguere la tipicità dai prodotti straordinari spesso presenti nella spesa quotidiana. Attraverso lezioni in aula; caccie al tesoro tra le bancarelle dei mercati agricoli, gare di classe per diventare mini tutor degli acquisti, gli alunni potranno approfondire la stagionalità, conoscere i saperi dell’agricoltura e scovare gli eventuali intrusi tra i prodotti a kmzero. Pensiamo che i piccoli “detective” di oggi saranno i grandi consumatori consapevoli di domani, per questo è forte la nostra responsabilità di imprenditori prima di tutto ma anche genitori e poi dirigenti”.</em></p>
<p>A giorni sarà pubblicato l’<strong>elenco delle aziende</strong> che aderiscono all’appuntamento così da facilitare le prenotazioni. L’offerta è ampia – assicura Castellani &#8211; si va dai <strong>laboratori</strong> dedicati alle <strong>visite guidate</strong>, merende concordate e<strong> passeggiate nei campi</strong>, attività sportive con<strong> giochi</strong> sull’aia, intrattenimenti con l’<strong>agritata</strong> e racconti del filò. Insomma il divertimento è assicurato, come la professionalità degli operatori sostenuti nell’attività dalla formazione della Regione Veneto che non lascia nulla al caso, visto che è stata tra le prime in Italia ad istituire un albo.</p>
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		<title>Imprese femminili alla ribalta, 4 su 10 create dopo il 2010 e il 12% guidato da under 35</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/09/09/imprese-femminili-alla-ribalta-4-10-create-2010-12-guidato-under-35/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2017 09:04:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[aziende agricole]]></category>
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					<description><![CDATA[Le donne che fanno impresa sono due volte giovani, per data di avvio dell’attività e per incidenza di imprenditrici under 35. Infatti, 4 imprese femminili su 10 sono state create  dal 2010 ad oggi (tra gli uomini, solo 3 su 10 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le donne che fanno impresa sono due volte <strong>giovani,</strong> per data di avvio dell’attività e per incidenza di imprenditrici <strong>under 35</strong>. Infatti, 4 imprese femminili su 10 sono state create  <strong>dal 2010 ad oggi</strong> (tra gli uomini, solo 3 su 10 hanno meno di 7 anni). Inoltre, le <strong>162 mila attività</strong> guidate da imprenditrici under 35 sono <strong>più del 12%</strong> del totale delle aziende a trazione femminile che risultano essere più di <strong>1 milione e 325 mila</strong> (1.325.438), mentre, tra gli <strong>uomini</strong>, sono <strong>l’8,5</strong>%.</p>
<p>Sono alcuni degli spunti che emergono dalla lettura dei dati sulle imprese femminili al <strong>30 giugno 2017</strong>, elaborati dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere segno evidente che, le <strong>554 mila aziende femminili</strong> nate negli ultimi <strong>7 anni</strong>, stanno lentamente modificando la mappa settoriale e geografica del mondo imprenditoriale in rosa. In <strong>agricoltura</strong>, si concentra il <strong>16,3% della titolarità</strong>, uno spaccato su cui <strong>Coldiretti Veneto</strong> riflette da tempo attraverso il braccio operativo di Donne Impresa la cui guida è affidata ad una frutticoltrice veronese Franca Castellani, a capo di circa 24 mila realtà ovvero il 30% della base associativa.</p>
<div id="attachment_7252" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Franca-Castellani.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7252" class="size-medium wp-image-7252" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Franca-Castellani-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Franca-Castellani-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Franca-Castellani.jpg 594w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-7252" class="wp-caption-text"><em>Franca Castellani Coordinatrice regionale di Coldiretti</em></p></div>
<p>“<em>Nel primario si riscontrano gli esempi tra i più innovativi, più fantasiosi, più sicuri dal punto di vista del bilancio</em> – racconta Franca Castellani Coordinatrice regionale di Coldiretti  &#8211; <em> Il settore agroalimentare si rivela il campo migliore per le attività più performanti: dall’agriturismo alla fattoria didattica, dalle quali esperienze si evidenziano competenze nuove tipo l’agritata o l’operatrice agricola sociale. Le donne scoprono la campagna come sfida professionale da giovani o come terreno per sperimentare le loro abilità in età matura. Il settore – spiega &#8211;  dimostra elasticità insieme anche a molte difficoltà legate alla fatica, ma anche questo particolare corrisponde ad un valore aggiunto se si pensa che fino a poco tempo fa la finanzia attraeva gran parte delle nuove generazioni invece adesso sempre più attratte dal lavoro della terra”.</em></p>
<p><em>“Molta della rinascita professionale è avvenuta graz</em>ie a progetti promossi per il  recupero di antichi mestieri – conclude Castellani &#8211; non dal taglio nostalgico, ma dai connotati di un sapere fare che non ha visto ancora una decadenza. Pastori, pescatori, bachicoltori, sono strade professionali scelte da molti giovani veneti che hanno portato nuova linfa al sistema economico rispettando la storia e ripensandola in chiave moderna”.</p>
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		<title>Tagli alla zootecnia, allevatori sul piede di guerra.</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/06/23/tagli-alla-zootecnia-allevatori-sul-piede-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 16:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Levata di scudi contro il Mipaaf che ha annunciato un taglio alle risorse destinate alle regioni dal Piano nazionale dei controlli sulla produttività animale. I finanziamenti passano infatti  da 22,5 a soli 7 milioni di euro. La lettera recapitata alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Levata di scudi contro il Mipaaf che ha annunciato un taglio alle risorse destinate alle regioni dal Piano nazionale dei controlli sulla produttività animale. I finanziamenti passano infatti  da 22,5 a soli 7 milioni di euro. La lettera recapitata alle amministrazioni regionali sta provocando reazioni dure anche tra gli <strong>allevatori veneti.</strong></p>
<p>“<em>A fronte di una spesa complessiva che supera abbondantemente i 50 milioni di euro ci è stata fatta l’elemosina</em> – dichiara Martino Cerantola presidente di Coldiretti Veneto che ritiene i tagli inconcepibili.<em> “Con che logica sono state assunte queste decisioni – si chiede Cerantola se si fa un gran parlare dell’esigenza di tutelare il Made in Italy, con le sue aziende e le produzioni di nicchia ? Sul piano pratico assistiamo a continue e pesanti sforbiciate che costringono le associazioni di categoria e produttive, nonché gli stessi imprenditori, a svolgere il proprio lavoro con sempre maggiori difficoltà”</em>.</p>
<p>Ad esser danneggiate non sarebbero solo le strutture ed il personale collegato ma il patrimonio zootecnico italiano con tutte le razze protette e in via d’estinzione, oltre a quelle tipiche che fanno degli allevamenti italiani il fiore all’occhiello della produzione zootecnica.</p>
<p>“<em>Coldiretti è già impegnata in un faticosissimo processo di riorganizzazione del comparto</em>  &#8211; spiega Cerantola – <em>ora tutto ciò che è stato messo in campo per gli allevatori italiani per la qualità e salubrità delle produzioni per la sicurezza alimentare verso i cittadini viene messo in discussione</em>”.</p>
<p>La voce di Coldiretti si unisce al coro degli agricoltori aderenti all’ Arav e Aia,  le realtà a livello regionale e nazionale legate alla custodia dei libri genealogici, dei servizi di assistenza tecnica e sanitaria nelle stalle che precisano che non si tratta solo di una questione di finanziamenti tolti ma di una credibilità del sistema-Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PER ALITALIA TROVATI SOLDI IN 10 GIORNI, AGLI ALLEVATORI FONDI QUASI AZZERATI</strong></p>
<p>“<em>In dieci giorni hanno trovato i soldi per Alitalia e in due anni non si sono trovati quelli per il sostegno al sistema delle associazioni degli allevatori italiani che ha garantito qualità e sicurezza ai consumatori, la crescita delle aziende zootecniche e il lavoro di oltre tremila persone con famiglia. Mi sembra il segnale che in questo Paese qualcosa non va per il verso giusto</em>” così Ettore Prandini, vice presidente nazionale di Coldiretti e Presidente di Coldiretti Lombardia commenta il taglio dei fondi statali che garantivano il sistema dei controlli nelle stalle italiane. “<em>Quello che lascia perplessi è che in due anni di confronto sul problema dei finanziamenti non si sia riusciti a trovare una soluzione per tutelare un interesse che non è solo del settore zootecnico, ma di tutti i consumatori</em> &#8211; continua Prandini – <em>adesso ci aspettiamo che dal ministero arrivino risposte concrete per superare questa situazione che rischia di mettere in ginocchio una parte importante del comparto zootecnico italiano</em>”.</p>
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		<title>Vini senza pesticidi, tutte in regola le aziende socie di VinNatur</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/nove/2017/06/21/vini-senza-pesticidi-tutte-regola-le-aziende-socie-vinnatur/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 13:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[Nove]]></category>
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					<description><![CDATA[Le analisi effettuate su 80 campioni hanno confermato l&#8217;assenza di pesticidi nei vini dei soci VinNatur. Prosegue la sperimentazione sulla biodiversità in vigna in 17 aziende. I risultati delle analisi sui pesticidi eseguite quest&#8217;anno sui vini degli associati a VinNatur [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le analisi effettuate su <strong>80 campioni</strong> hanno confermato l&#8217;<strong>assenza di pesticidi</strong> nei vini dei soci VinNatur. Prosegue la sperimentazione sulla biodiversità in vigna in 17 aziende.</p>
<p>I risultati delle analisi sui <strong>pesticidi</strong> eseguite quest&#8217;anno sui vini degli associati a <strong>VinNatur</strong> hanno evidenziato un grande risultato. Tutti gli 80 campioni analizzati sono risultati essere <strong>privi di pesticidi</strong>. I produttori sottoposti alle analisi quest&#8217;anno sono quelli che sono entrati a far parte dell&#8217;associazione negli ultimi 5 anni.<br />
All&#8217;analisi della solforosa totale 45 campioni sono risultati sotto i 10 mg/litro, gli altri 35 al di sotto dei 50 mg, come previsto dal disciplinare VinNatur. Nel 2016 invece su 150 campioni analizzati in 4 si erano rinvenuti residui di pesticidi (3 italiani e un francese), 76 campioni erano risultati con meno di 10 mg/li di solforosa e 78 con meno di 60 mg/l.<br />
&#8220;È la prima volta che tutti i campioni di vino analizzati risultano negativi e per noi si tratta di un risultato molto importante, anche se quest&#8217;anno ci siamo concentrati solo sui nuovi associati e sulle aziende che negli scorsi anni avevano qualche campione positivo &#8211; sottolina <strong>Angiolino Maule</strong>, presidente di VinNatur – Un risultato che non vogliamo vivere come un traguardo, ma come una tappa fondamentale nel percorso che stiamo percorrendo come Associazione. La nostra ricerca si sta concentrando sul modo di evitare l&#8217;utilizzo di rame e zolfo in vigna, cercando invece aiuto in estratti vegetali ed essenze naturali che aiutino la pianta ad autodifendersi. Ma soprattutto sul progetto legato alla biodiversità&#8221;.<br />
Alla sperimentazione della <strong>Biodiversità</strong> in <b>vigneto</b>, condotta dall&#8217;agronomo <strong>Stefano Zaninotti</strong> di Vitenova &#8211; Vine Wellness (in collaborazione con la dottoressa Irene Franco Fernandez, il botanico Cristiano Francescato e l&#8217;entomologa Costanza Uboni), quest&#8217;anno aderiscono<strong> 17 aziende</strong> di VinNatur. I rilievi che verranno compiuti nei loro vigneti sul terreno, la flora e la fauna permetteranno di sviluppare un modello scientifico in grado di aiutare le aziende nelle scelte colturali per mantenere una fertilità microbiologica ideale e consentire uno sviluppo sano delle piante. Tutto ciò si traduce in maggiore resistenza alle malattie, quindi meno necessità di intervento da parte dell&#8217;uomo. Per un&#8217;agricoltura più sana e più vicina alla natura, scopo ultimo di VinNatur.</p>
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		<title>La terra ai giovani. Obbiettivo: salvare il suolo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/16/la-terra-ai-giovani-obbiettivo-salvare-suolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2017 17:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[«Il commercio di terreni rurali non deve essere libero come il commercio di qualsiasi altro capitale, perché la terra è irrimediabile e indispensabile […]. Un equo ordine giuridico dovrebbe considerare l’interesse pubblico del terreno, molto più che nel caso di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Il commercio di terreni rurali non deve essere libero come il commercio di qualsiasi altro capitale, perché la terra è irrimediabile e indispensabile […]. Un equo ordine giuridico dovrebbe considerare l’interesse pubblico del terreno, molto più che nel caso di qualsiasi altra proprietà». Queste righe sono contenute in una sentenza della Corte Costituzionale tedesca del 1967. A cinquant’anni esatti da questa dichiarazione, il Parlamento Europeo ha adottato un provvedimento con il quale invita la Commissione ad adottare strumenti pratici per facilitare l’accesso alle terre ai giovani agricoltori e a considerare misure volte a «combattere la concentrazione dei terreni agricoli sviluppando misure supplementari a sostegno di micro, piccole e medie imprese».</p>
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<p>Un buon proposito di cui abbiamo un disperato bisogno: dagli anni ‘70 a oggi, infatti, abbiamo già perso senza rimedio il 30% dei terreni agricoli a disposizione sulla superficie terrestre. È come se ogni anno fosse andata perduta una porzione di suolo fertile grande come l’Italia. Ogni giorno l’equivalente della città di Berlino.</p>
<p>Le cause sono diverse ma tutte legate alla cattiva gestione del suolo agricolo: eccessiva cementificazione, consumo delle risorse idriche, uso smodato dei fertilizzanti. Secondo il Grantham Centre for Sustainable Futures dell’Università di Sheffield, ci vogliono circa 500 anni per creare appena 2,5 cm di suolo ma la sua erosione avviene a un ritmo fino a 100 volte maggiore del tasso di formazione. È necessario, quindi, ristabilire un equilibrio e questo deve passare attraverso i consumi alimentari. Alcuni Paesi ci stanno provando: secondo l’indice elaborato dal Food Sustainability Report (realizzato da Fondazione Barilla center for food and nutrition e Milan center for food law and policy) Francia, Giappone e Canada sono<strong> </strong>le realtà dove il cibo è più buono perché è dove viene prodotto, distribuito e consumato meglio. Questi tre paesi rappresentano un esempio di agricoltura più sostenibile, in cui si spreca meno cibo e dove si adottano politiche innovative per combattere lo spreco alimentare. L’Italia, invece, si ferma alla sesta posizione in graduatori: bene il livello di emissioni di gas serra ma da migliorare ancora la parte relativa agli sprechi e all’obesità infantile.</p>
<p>Un altro problema delineato dal Parlamento di Bruxelles è la concentrazione delle terre in poche mani, il cosiddetto fenomeno del “land-concentration”. In Europa il 3,1% delle aziende agricole controllano il 52,2% dei terreni agricoli a disposizione. Non solo: anche «la vendita di terreni a investitori non agricoli e a holding» finanziarie è da regolare, si trova scritto nel provvedimento europeo. Ciò provoca disuguaglianza e la disuguaglianza minaccia il modello familiare dell’agricoltura: l’80% dei coltivatori europei, al di sotto dei dieci ettari, possiede appena il 12% dei terreni fertili. Le imprese più grandi, invece, detengono un quinto delle superfici utilizzabili del continente pur rappresentando lo 0,6% del totale. Una tendenza, purtroppo, in crescita: gli agricoltori di piccola scala hanno perso il 17% dei terreni coltivabili, perdita dovuta in parte all’accentramento in poche mani di terreni liberi e in parte alla degradazione dei suoli.</p>
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<h6>Fonte: SlowFood</h6>
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