<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>bancomat &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/bancomat/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Feb 2020 16:54:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>Spese detraibili,  Boschiero (Confcommercio Vicenza): “Ennesimo adempimento burocratico che mette in difficoltà le fasce più deboli della popolazione&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/05/spese-detraibili-boschiero-confcommercio-vicenza-ennesimo-adempimento-burocratico-che-mette-in-difficolta-le-fasce-piu-deboli-della-popolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 15:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[bancomat]]></category>
		<category><![CDATA[carta di credito]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia dei redditi]]></category>
		<category><![CDATA[detrarre le spese]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Boschiero]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziaria 2020]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi tracciabili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=15636</guid>

					<description><![CDATA[L’obbligo è passato un po’ in sordina e forse proprio per questo sono tanti i cittadini oggi “spiazzati”. Stiamo parlando della misura, inserita nella Finanziaria 2020, che permette di detrarre le spese in denuncia dei redditi solo se vengono pagate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">L’obbligo è passato un po’ in sordina e forse proprio per questo sono tanti i cittadini oggi “spiazzati”. Stiamo parlando della misura, inserita nella <strong>Finanziaria 2020</strong>, che permette di <strong>detrarre le spese</strong> in <strong>denuncia dei redditi</strong> solo se vengono pagate con <strong>sistemi tracciabili</strong>: bancomat e carta di credito, bonifici o assegni. E non si tratta di acquisti rari: parliamo di tutto ciò che è previsto dall’art. 15 del Tuir, come visite specialistiche non erogate dal servizio sanitario nazionale pubblico o accreditato, cure odontoiatriche, le rette o buoni pasto scolastici, le attività sportive, abbonamenti al servizio di trasporto pubblico, spese veterinarie e altro ancora, ad eccezione dei farmaci.</span></p>
<div id="attachment_6155" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6155" class="wp-image-6155 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-224x300.jpg 224w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-168x225.jpg 168w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero.jpg 249w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a><p id="caption-attachment-6155" class="wp-caption-text"><em>Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza</em></p></div>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> “La misura è in vigore dal primo di gennaio scorso, ma tanti non lo sapevano e ora chiamano i Centri di Assistenza Fiscale per capire come possono recuperare le spese pagate involontariamente in contanti – spiega <strong>Ernesto Boschiero</strong>, direttore della <strong>Confcommercio di Vicenza</strong>, l’Associazione del commercio, turismo e servizi al cui interno opera anche il Caaf 50&amp;Più Enasco -. I nostri uffici ricevono ogni giorno telefonate di cittadini, soprattutto anziani, che fanno presente questa difficoltà e l’auspicio è che con il prossimo Milleproroghe venga inserito un emendamento, richiesto anche dalla nostra organizzazione, che rimandi quest’obbligo almeno per i prossimi tre mesi, permettendo di recuperare la situazione”. Il direttore di Confcommercio Vicenza sottolinea, però, un altro aspetto di questa misura: “Anche in questo caso – evidenzia &#8211; il legislatore non si è reso conto della portata di un cambiamento di questo tipo, che mette in forte difficoltà soprattutto quelle fasce più deboli della popolazione non abituate ad utilizzare il bancomat per le loro spese o che addirittura nemmeno ce l’hanno questo sistema di pagamento, come altri “strumenti tracciabili”. Siamo di fronte ad una burocrazia che impone le regole senza preparare i cittadini e senza curarsi delle conseguenze”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Una burocrazia così cieca, va aggiunto, da aver inserito un altro cavillo nel cavillo: perché pagare con sistemi tracciabili non basta. Per portarsi in detrazione l’acquisto è necessario che il conto dal quale si effettua il pagamento sia intestato alla persona che inserirà la spesa nella denuncia dei redditi. E qui si possono verificare tanti errori che rischiano di compromettere questo beneficio: il marito che paga per la moglie non cointestataria del conto, il figlio che paga per il genitore anziano con il proprio bancomat e così via. “Anche questa scelta appare assurda e potrebbe obbligare tante persone a doversi aprire un conto personale e dotarsi di bancomat, sostenendone le conseguenti spese – incalza il direttore Boschiero -. E alla fine qualcuno, certamente chi è più in difficoltà, potrebbe a questo punto gettare la spugna e non avvalersi delle detrazioni, perché la procedura è troppo onerosa e complicata: un risparmio per lo Stato, sicuramente, ma a danno di questi cittadini”. Ben venga, dunque, la proroga che si profila all’orizzonte, ma per Confcommercio Vicenza è tutta la norma che andrebbe completamente rivista.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15636</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cgia: &#8220;Il pos non sia obbligatorio per tutti gli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2017/08/10/cgia-pos-non-sia-obbligatorio-tutti-gli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 10:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[bancomat]]></category>
		<category><![CDATA[carte di credito]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia di Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Pos]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=6684</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;obbligo di ricevere pagamenti con pos esteso a tutte le attività commerciali sta riscontrando il parere più che favorevole dei clienti che, finalmente, possono effettuare acquisti e consumazioni senza doversi preoccupare del contante. Dopo aver pubblicato le dichiarazioni di Rebecca, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obbligo di ricevere pagamenti con pos esteso a tutte le attività commerciali sta riscontrando il parere più che favorevole dei clienti che, finalmente, possono effettuare acquisti e consumazioni senza doversi preoccupare del contante. Dopo aver pubblicato le dichiarazioni di Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza (<a href="https://www.accadeinzona.it/economia/2017/08/08/obbligo-bancomat-confcommercio-si-obblighino-banche-ridurre-costi/">leggi qui</a>), anche la Cgia di Mestre nutre qualche dubbio sul pagamento elettronico.</p>
<p>“<em>Sì alle sanzioni per chi non consentirà il pagamento con il<strong> bancomat</strong> delle <strong>transazioni superiori ai 5 euro</strong>, ma il <strong>Pos</strong> non sia obbligatorio per tutte le categorie artigiane</em>”.</p>
<p>A dirlo è il coordinatore dell’<strong>Ufficio studi</strong> della <strong>CGIA</strong> Paolo Zabeo, dopo aver appreso la notizia che entro il prossimo mese di settembre il Governo introdurrà le sanzioni per quelle attività che non accetteranno i pagamenti con le<strong> carte di credito</strong> per importi superiori ai <strong>5 euro</strong>.</p>
<p>“<em>Con l’introduzione delle sanzioni, milioni di attività che lavorano esclusivamente  per altre aziende o per la Pubblica amministrazione</em> –  prosegue Paolo Zabeo –<em> saranno obbligate a dotarsi del <strong>Pos</strong> e a sostenere dei <strong>costi</strong> del tutto inutili. Si pensi agli autotrasportatori, alle imprese di costruzioni che lavorano per il pubblico, alle aziende metalmeccaniche, a quelle tessili, a quelle dell’abbigliamento e della calzatura che lavorano in subfornitura,  alle imprese di pulizia che prestano servizio presso aziende private o enti pubblici e ai commercianti all’ingrosso. Tutte attività   che nella prassi quotidiana ricevono già adesso pagamenti tracciabili. In questi casi l’obbligo del Pos avvantaggerebbe solo le <strong>banche</strong>”.</em></p>
<p>Oltre a ciò, Zabeo solleva un altro aspetto molto penalizzante per molte attività artigianali:</p>
<p>“<em>Gli idraulici, gli elettricisti, i falegnami, gli antennisti, i manutentori di caldaie, nonché i loro dipendenti e collaboratori, spesso si recano singolarmente presso la dimora o l’immobile del committente. Questo comporta che ciascun dipendente  o collaboratore dovrà essere dotato di un Pos. Chi ha voluto questa legge, ha idea di quali costi dovranno sostenere queste piccole attività artigianali ? ”</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6684</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Obbligo bancomat, Confcommercio: &#8220;Banche riducano prima i costi&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/08/obbligo-bancomat-confcommercio-si-obblighino-banche-ridurre-costi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 13:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bancomat]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pos]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=6647</guid>

					<description><![CDATA[Commercianti e titolari di pubblici esercizi in fibrillazione per l’ipotesi di sanzionare, con 30 euro di multa, chi non mette a disposizione dei clienti la possibilità di pagare attraverso il bancomat o la carta di credito. Se da un lato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Commercianti e titolari di pubblici esercizi in fibrillazione per l’ipotesi di sanzionare, con 30 euro di multa, chi non mette a disposizione dei clienti la possibilità di pagare attraverso il bancomat o la carta di credito. Se da un lato oramai il Pos è generalmente diffuso negli esercizi commerciali e viene usato senza particolari problemi, il fatto che ogni transazione sopra i 5 euro possa essere fatta con questo strumento apre uno scenario paradossale in un grande numero di casi: ad esempio dove il giro d’affari delle attività è limitato, oppure dove gli importi degli acquisti sono minimi o ancora dove i margini di guadagno si contano con lo “zerovirgola”.<br />
“Vogliono rendere obbligatorio accettare il pagamento in moneta elettronica? – interviene Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza &#8211; Allora obblighino anche le banche a ridurre i costi del Pos e ad azzerare i costi delle transazioni al di sotto di una determinata soglia. Non si capisce perché, a pagare per la diffusione della moneta elettronica devono essere i “soliti noti”, vale a dire i commercianti, e non gli Istituti di Credito che ne traggono il vero vantaggio e che, tra l’altro, mi pare abbiano già ricevuto molto dal Paese in termini di risorse per risolvere i loro problemi”.<br />
Sul banco degli imputati, infatti, sono gli alti costi che il Pos comporta per gli esercenti: mediamente si parla del 2% sul transato, ma nella giungla delle condizioni applicate delle banche ci sono, ad esempio, anche costi fissi per singola transazione (che quindi fa lievitare l’incidenza in caso di piccoli importi) o canoni di noleggio che variano a seconda della quantità delle operazioni con il Pos (penalizzando le piccole attività dove questi strumenti si usano poco).<br />
L’obbligatorietà di accettare la moneta elettronica apre dunque più scenari problematici: c’è il piccolo negozio delle frazioni, delle contrade o delle zone montane, la cui marginalità è così ridotta che i costi del Pos non risultano sostenibili (oltre ad avere una clientela più anziana non avezza al bancomat e men che meno alla carta di credito). Ci sono zone della città e della provincia che non sono adeguatamente coperte dalle infrastrutture di telecomunicazione e nelle quali il Pos rischierebbe di restare “muto” per mancanza di connessione. Insomma, le variabili sono tante, troppe per introdurre semplicisticamente un obbligo sanzionabile. Da qui l’appello del presidente Sergio Rebecca: “E’ impensabile introdurre questa norma per decreto da settembre. Il legislatore si prenda una pausa di riflessione e prima crei le condizioni per evitare un’altra mazzata ad un  settore, già penalizzato da una crisi di cui non si vede ancora via d’uscita”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6647</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
