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	<title>bilancio &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Cronavirus, il bilancio della Protezione civile al 7 marzo: i contagiati sono 5061 con 233 morti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/07/cronavirus-il-bilancio-della-protezione-civile-al-7-marzo-i-contagiati-sono-5061-con-233-morti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2020 17:44:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Dipartimento della Protezione Civile ha fornito i dati relativi ai casi confermati di coronavirus aggiornati a sabato 7 marzo 2020. Si contano 589 guariti, 233 morti e 5.061 casi attualmente positivi. Rispetto alla giornata precedente c’è stato un incremento di 1.145 unità, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dipartimento della Protezione Civile ha fornito i dati relativi ai casi confermati di coronavirus aggiornati a sabato 7 marzo 2020. Si contano 589 guariti, 233 morti e 5.061 casi attualmente positivi. Rispetto alla giornata precedente c’è stato un incremento di 1.145 unità, ma gli addetti ci hanno tenuto a fare una precisazione. “Oggi si sono aggiunti in Lombardia più di 300 casi positivi che nei giorni scorsi non erano stati conteggiati sul laboratorio di Brescia”, hanno chiarito.</p>
<p>Venerdì 6 marzo i decessi erano 49 mentre sabato sono scesi a 36. Borrelli ha fornito anche i dettagli relativi alle <strong>regioni</strong> in cui è avvenuto il decesso: 19 in Lombardia, 11 in Emilia-Romagna, 2 nelle Marche, 1 nel Veneto, 1 in Liguria e 1 in Puglia. Il 16% di loro aveva un’età compresa tra 60 e 69 anni, il 35% tra 70 e 79, il 45% tra 80 e 89 mentre il 6% era ultra novantenne</p>
<p>Il totale dei ricoverati con sintomi è pari a 2.651 dei quali 567 in terapia intensiva e 1843 in isolamento domiciliare.</p>
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		<title>La Cantina Valpantena di Verona non conosce crisi, superati i 50 milioni di fatturato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 08:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Numeri record per l&#8217;azienda di Quinto di Verona che aumenta del 18,5% il riparto ai soci e sostiene iniziative sociali e culturali sul proprio territorio. Bilancio record per Cantina Valpantena Verona, azienda cooperativa tra i principali attori della denominazione Valpolicella di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Numeri record per l&#8217;azienda di Quinto di Verona che aumenta del 18,5% il riparto ai soci e sostiene iniziative sociali e culturali sul proprio territorio.</p>
<p>Bilancio record per <strong>Cantina Valpantena Verona</strong>, azienda cooperativa tra i principali attori della denominazione Valpolicella di cui rappresenta circa il 10% della produzione totale. L&#8217;assemblea dei soci nei giorni scorsi ha approvato il bilancio 2016-2017 (chiuso il 31 agosto) con un fatturato consolidato di 50.008.622 euro, il <strong>5,68% in più</strong> rispetto all&#8217;anno precedente. Le vendite sono state dirette per oltre il 60% all&#8217;estero, con la <strong>Danimarca</strong> che si conferma il primo mercato, seguita da Svizzera, Gran Bretagna, Germania e Olanda.<br />
La remunerazione ai circa <strong>360 soci</strong> conferitori è cresciuta del <strong>18,5%</strong> rispetto all&#8217;anno precedente, con un prezzo medio delle uve di <strong>130 euro al quintale</strong>. Merito anche di un&#8217;annata particolarmene favorevole in cui sono stati raccolti, tra aziende associate e terreni gestiti direttamente dalla cantina, oltre <strong>107.000 quintali di uve</strong>, con una reddito medio dei vigneti della denominazione Valpolicella che supera i <strong>20 mila ad ettaro</strong>. L&#8217;azienda ha quindi accantonato un <strong>utile di 2.028.000</strong> (+36% rispetto all&#8217;anno scorso) che ha portato il patrimonio consolidato a sfiorare i <strong>20 milioni di euro</strong> (19.755.000). Durante l&#8217;anno appena concluso l&#8217;azienda diretta da <strong>Luca Degani</strong> ha compiuto importanti investimenti, come l&#8217;acquisto dello stabile del punto vendita diretto a San Giovanni Lupatoto e del centro di appassimento a Montorio che la rende autonoma per questa importante fase di lavorazione delle uve.<br />
Nel bilancio si evidenzia anche il ruolo di sostegno al territorio compiuto da Cantina Valpantena, che appoggia attraverso sponsorizzazioni e omaggi associazioni culturali, sportive e aggregative operanti nel proprio territorio. Tra le manifestazioni sostenute: <em>Tocatì</em> giochi antichi, le corse podistiche <em>Christmas Run</em> e <em>Rainbow Young Run</em> e l&#8217;evento annuale dell&#8217;Associazione Nazionale Alpini. Cantina Valpantena è infatti un&#8217;azienda fortemente radicata su un&#8217;area circoscritta: l&#8217;85% dei soci risiede nel comune di Verona (per la maggior parte tra Val Squaranto, Montorio e Quinto di Verona) la quota restante per lo più nel comune limitrofo di Grezzana ed è leader assoluto della sottodenominazione Valpolicella Valpantena.<br />
<em>&#8220;Come cooperativa agricola</em> – spiega il presidente <strong>Luigi Turco</strong> – <em>ci sentiamo debitori verso il territorio che ci fornisce il prodotto che trasformiamo e vendiamo. Una comunità coesa che vive in un territorio relativamente piccolo e circoscritto a cui sentiamo il dovere di restituire ricchezza attraverso il sostegno a tante associazioni che operano con persone svantaggiate o semplici manifestazioni culturali, nella consapevolezza che il benessere di una comunità non è solo quello materiale&#8221;. </em></p>
<p>Nella stessa direzione va quindi l&#8217;impegno dell&#8217;azienda per il rispetto ambientale, reso possibile, tra l&#8217;altro, dall&#8217;<strong>adozione del protocollo Tre Erre</strong> (riduci, risparmia, rispetta) promosso dal Consorzio della Valpolicella con lo scopo di utilizzare pratiche agronomiche che riducono l&#8217;utilizzo di prodotti chimici. In direzione della valorizzazione della biodiversità va invece la ricerca su cui Cantina Valpantena è impegnata per l&#8217;identificazione e la riproduzione del vitigno autoctono Elmo.</p>
<p>&#8220;<em>Il nostro impegno per il futuro</em> – conclude Turco – <em>è quello di consolidare la crescita che ci ha portato negli ultimi 15 anni a passare da 11 a 50 addetti. Oggi il nostro marchio è più conosciuto all&#8217;estero che in Italia, vogliamo affermarci anche nel nostro paese e ribadire il ruolo di azienda guida del proprio territorio&#8221;.</em></p>
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		<title>Asiago D.O.P. volano i consumi, nel 2016 vendute 1,6 milioni di forme</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/asiago/2017/05/13/asiago-d-p-volano-consumi-nel-2016-vendute-16-milioni-forme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2017 14:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
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					<description><![CDATA[Un bilancio 2016 positivo quello che i soci del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago hanno approvato nell’assemblea svoltasi venerdì 12 maggio ad Asiago. Grazie al piano di crescita programmata, ha visto un controllo delle produzioni, ridotte del 3,35% rispetto all’anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un bilancio 2016 positivo quello che i soci del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago hanno approvato nell’assemblea svoltasi venerdì 12 maggio ad Asiago.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5310" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Asiago-dop-assemblea.jpg 816w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Grazie al piano di crescita programmata, ha visto un controllo delle produzioni, ridotte del 3,35% rispetto all’anno precedente e un <strong>aumento del 2,1% dei consumi,</strong> in netta controtendenza rispetto al comparto dei formaggi semiduri che, nello stesso anno, ha segnato un doppio calo dei volumi del 1,3% e del valore del 1,7% (dati GFK-Eurisko). Un segnale positivo arriva anche dal calo, a fine 2016, dello stock aggregato di prodotto, rispetto a fine 2015; aspetto che ha consentito di iniziare il 2017 con premesse migliori rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Nel 2016, sono state prodotte 1.365.597 forme di Asiago Fresco e 221.772 di Asiago Stagionato, per <strong>un totale di 1.587.369 forme. </strong>Produzioni che, nel contesto del piano di regolazione 2017- 2019, continueranno a garantire un equilibrio tra domanda ed offerta, proseguendo nella valorizzazione della denominazione e puntando a rafforzare l’orientamento al mercato a fianco dei produttori impegnati ad esportare Asiago DOP nel mondo.</p>
<p>In Italia, <strong>Asiago DOP è la quarta specialità casearia</strong> a latte vaccino più diffusa. Nel 2016, il formaggio Asiago ha aumentato le vendite in valore dello 1,3% rispetto al 2015, a fronte di una diminuzione degli atti d’acquisto e del calo della spesa media, in linea con il trend generale dei prodotti alimentari. Significativo l’aumento del 10,5% delle famiglie acquirenti e del 3,5% dell’indice di penetrazione che raggiunge il 56,6% (dati GFK-Eurisko). Il Nord Est, con una percentuale del 31,3% di consumi, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente, si conferma come l’area di forza sia per penetrazione che per acquisto medio mentre al Sud i consumi rallentano passando dal 32,3% nel 2015, al 29,2% del 2016. Anche a Nord Ovest aumentano i consumi dell’1,5% portando da 24,5% a 26% il peso della specialità veneto-trentina in quest’area geografica relativamente al totale Italia. (dati GFK-Eurisko).</p>
<p>Il 2016 è stato anche l’anno nel quale si è proseguito nel <strong>rafforzamento del mercato estero</strong> con un +6,5% di export rispetto al 2014 ed una performance pari a +66% negli ultimi sei anni. Le esportazioni di formaggio Asiago hanno superato per la prima volta le 1700 tonnellate, raggiungendo il massimo volume storico. Tra i principali acquirenti della specialità veneto-trentina, Svizzera (+12%) e Australia (+16%) risultano in testa, entrambi in aumento per il terzo anno consecutivo. L&#8217;Australia, in particolare, si impone per la prima volta come terzo mercato di destinazione delle esportazioni, dopo USA e Svizzera, superando la Germania, che, nel 2016, ha realizzato un positivo +4% di crescita.</p>
<p>A riprova dell’impegno profuso, il Consorzio di Tutela, nel 2016, ha rafforzato l’attività di promozione avviando due progetti cofinanziati dall&#8217;Unione Europea, per un valore complessivo pari a 5,5 milioni di euro: il primo negli Stati Uniti e in Canada, in partnership con i consorzi del Pecorino Romano e dello speck Alto-Adige; il secondo “Cheese It’s Europe”, insieme ai Consorzi di Tutela Parmigiano Reggiano e Gorgonzola, mirato al rafforzamento e al consolidamento delle esportazioni in Austria, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia.</p>
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		<title>Partiti gli acquisti di Natale, con un budget di 614 euro a famiglia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/12/07/partiti-gli-acquisti-natale-un-budget-614-euro-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 11:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad inizio dicembre è già tempo di bilanci e numeri, parliamo dei soldoni che gli italiani spenderanno durante le festività. A darli è la Coldiretti che ha stimato un budget sotto i mille euro a famiglia che verranno spesi tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad inizio dicembre è già tempo di bilanci e numeri, parliamo dei soldoni che gli italiani spenderanno durante le festività. A darli è la Coldiretti che ha stimato un budget sotto i mille euro a famiglia che verranno spesi tra regali, viaggi, cibo e divertimenti.<span id="more-2857"></span></p>
<p>Quasi tre italiani su quattro (64%) effettuano entro la metà dicembre lo shopping di Natale che comporterà in media una spesa complessiva di 614 euro per famiglia destinata nell’ordine per il 38% ai regali, per il 26% ai viaggi, per il 24% al cibo e per il 12% ai divertimenti al cinema, al teatro, nei concerti o nelle discoteche. E’ quanto emerge da una analisi della <strong>Coldiretti</strong> sulla base dei dati Deloitte presentata a 100 giorni dal sisma nel centro di Roma nel mercato di Campagna Amica di Circo Massimo con le aziende agricole colpite nel Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Una iniziativa per acquistare, nel primo weekend di shopping natalizio, direttamente da chi con coraggio vive e lavora nelle campagne ferite, regali e cesti per cenoni che saranno offerti anche on line per difendersi dal rischio truffe ed inganni che spesso si nascondono in rete.</p>
<p>Complessivamente le spese per Natale degli italiani – sottolinea la Coldiretti &#8211; sono sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno (-1%), ma superiori del 19% rispetto alla media dell’Europa dove risultano inferiori solo a quelle di danesi e spagnoli. La strenna natalizia è attesa sotto l’albero piu’ dai grandi che dai piccini con otto italiani su dieci che compreranno doni per sé o per altri adulti mentre solo la metà (52%) comprerà un dono per un bambino sotto i 12 anni e il 28% acquisterà qualcosa per adolescenti dai 12 ai 18 anni. Rispetto allo scorso anno gli italiani cambia il mix degli acquisti previsti per il Natale 2016 con una riduzione delle spese per viaggi dettata anche dai recenti episodi di terrorismo internazionale che hanno precluso mete invernali storiche mentre – continua la Coldiretti &#8211; aumenta il budget destinato all’alimentare.</p>
<p>Si conferma infatti &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; una spinta verso spese utili e all’interno della famiglia, tra i parenti e gli amici, si preferisce scegliere prodotti che non vanno sprecati oppure oggetti o servizi a cui non è stato possibile accedere durante l’anno. L’enogastronomia cresce anche per l&#8217;affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione “fai da te” di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Da segnalare &#8211; continua la Coldiretti &#8211; la preferenza accordata all&#8217;acquisto di prodotti Made in Italy anche per aiutare l’economia nazionale o garantire maggiori opportunità di lavoro a sostegno della ripresa con una particolare attenzione a quelli provenienti dalle aree terremotate anche grazie alle iniziative ad hoc.</p>
<p>Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini che occorre ora sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare l’esigenza che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”.</p>
<p>Quasi 3 italiani su 4 (74%) hanno partecipato ad iniziative di solidarietà per il terremoto secondo l’indagine Coldiretti/Ixè dalla quale emerge che il 42% ha donato con SMS o su conto corrente, il 19% tramite associazioni e ben il 13% mangiando l’amatriciana nei luoghi che hanno aderito all’iniziativa.  Tra coloro che hanno donato &#8211; conclude la Coldiretti &#8211;  il 76% ritiene che acquistare prodotti alimentari del territorio colpito dal sisma possa aiutare la ripresa, dalla caciotta solidale ai cesti di Natale.</p>
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