<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Biodiversità &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/biodiversita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Oct 2017 16:19:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>Agroalimentare di qualità, i giovani tornano a coltivare Quinoa, Amaranto e cereali minori</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2017/10/28/agroalimentare-qualita-giovani-tornano-coltivare-quinoa-amaranto-cereali-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 13:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[amaranto]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[quinoa]]></category>
		<category><![CDATA[sementi autoctone]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Agricoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=8037</guid>

					<description><![CDATA[Una nuova frontiera agronomica interessa i giovani di Coldiretti: sono i cereali minori ovvero quelle varietà come la quinoa, l’amaranto o i chicchi di grano antichi tipo il Senatore Cappelli che incontrano il favore dei consumatori, confermando la biodiversità italiana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova frontiera agronomica interessa i giovani di Coldiretti: sono i cereali minori ovvero quelle varietà come la <strong>quinoa</strong>, l’<strong>amaranto</strong> o i chicchi di grano antichi tipo il Senatore Cappelli che incontrano il favore dei consumatori, confermando la <strong>biodiversità</strong> italiana oltre che una terra fertile e accogliente.</p>
<p>Il tema è stato al centro di un <strong>work shop</strong> organizzato a Mestre nell’ambito del progetto Genius Loci promosso dalla <strong>Fondazione Cuoa</strong> di Altavilla Vicentina per la promozione dell’<strong>agroalimentare di qualità</strong>. L’incontro aperto dai saluti istituzionali di Pietro Piccioni direttore di <strong>Coldiretti Veneto</strong>, ha introdotto i numerosi presenti ad un approccio di filiera: “<em>Quelle che sembrano produzioni di nicchia, possono evolversi, grazie anche all’ottenimento dell’etichettatura di origine sulla pasta, fortemente sostenuto da Coldiretti, oltreché dall’azione svolta contro il CETA, trattato internazionale che prevede l’ingresso nel nostro Paese di una quantità enorme di frumento. Il pericolo per la cerealicoltura nostrana e tutto il Made in Italy non è ancora scampato nonostante la presa di posizione di oltre tremila comuni di cui più di trecento in Veneto</em>”.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-8038" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/alex-vantini.jpg 692w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>I neo imprenditori hanno manifestato una certa curiosità verso il comparto, frutto anche delle nuove <strong>tendenze alimentari</strong> e di una ricerca spinta verso le <strong>sementi autoctone,</strong> inoltre, le variazioni climatiche impongono una riflessione sul potenziale alternativo di alcune colture meno esigenti dal punto di vista idrico. Ad incoraggiare questa scelta i contributi tecnici dei relatori: il <strong>professor Paolo Casini</strong> dell’Università di Firenze che dal 1999 ha sperimentato l’introduzione dei pseudo cereali in Italia evitando cosi le importazioni dall’America Latina e dai Paesi dell’Est: particolare rilevante visto che proprio il Bel Paese è il secondo mercato al mondo per la domanda. Alcuni suggerimenti per la coltivazione sono stati spiegati dal docente <strong>Giuliano Mosca</strong> del DAFNAE dipartimento specializzato dell’Ateneo di Padova che ha già verificato i risultati del trattamento delle piante con azoto organico che garantisce un notevole apporto proteico. <strong>Veneto Agricoltura</strong> rappresentata dal dr. Maurizio Arduin ha presentato il <strong>progetto Bionet</strong>, finalizzato a coordinare tutti coloro che fanno conservazione, tutela e ricerca. “Puntiamo a valorizzare una parte, costituita da 23 varietà storiche presenti nella banca del germoplasma conservata dall’Istituto Strampelli di Lonigo, in collaborazione con le scuole agrarie”. Chiamato in causa il prof. Maurizio Bressan del centro vicentino ha sottolineato il tesoretto conservato quale patrimonio genetico delle varietà storiche locali, un’ attività, tra l’altro, sostenuta da una legge ad hoc. All’incontro non potevano mancare i trasformatori: Pierantonio Sgambaro del pastificio omonimo, che ha parlato del grande lavoro fatto nel caso del Senatore Cappelli in collaborazione con Sis (Società Italiana Sementi) . La pasta più buona, profumata, digeribile e stata accolta con un ampio consenso di pubblico ed è già in distribuzione nei supermercati e negli scaffali dei grandi gruppi commerciali. All’incontro è intervenuto anche uno dei titolari del Molino Rachello di Roncade (TV) che sta effettuando iniziative conoscitive, con aperture aziendali anche nel fine settimana, per far conoscere le diverse farine, puntando alla crescente valorizzazione del kmzero. Il Dott. Calogero Mirabile, Ispettore ICQRF NordEst con sede a Susegana (TV) ha concluso ricordando gli obblighi burocratici e le norme da rispettare per operare nella trasparenza e legalità.</p>
<p>“<em>L’importanza di questa giornata</em> &#8211; ha commentato Alex Vantini, Delegato Veneto dei Giovani di Coldiretti &#8211;<strong> </strong> <em>sta nel confronto voluto dagli agricoltori under 30 di Coldiretti con la parte scientifica e tutti gli attori coinvolti. Trovando appezzamenti è fattibile introdurre queste realtà produttive che risolvono anche l’insorgenza di problemi di intolleranza al glutine, disturbo sempre più diffuso tra la popolazione. In questo senso proprio in centro a Verona c’è una disponibilità di campi da poter attrezzare</em> – ha ricordato Vantini <em>che ha dichiarato ufficialmente che i coltivatori di nuova generazione sono pronti con i propri fondi o con i terreni messi a disposizione dalle amministrazioni comunali (Banca della Terra) a cogliere questa sfida nell’intento di soddisfare la richiesta dei cittadini di aree verdi e di cibo sano e buono”.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">8037</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Asiago Dop festeggia i 10 anni di tutela della biodiversità. Riconosciuto anche dall&#8217;UE come &#8220;prodotto di montagna&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/asiago/2017/09/08/asiago-dop-festeggia-10-anni-tutela-della-biodiversita-riconosciuto-anche-dallue-prodotto-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 08:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[altopiano di asiago]]></category>
		<category><![CDATA[asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago Prodotto della Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio di Tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Malga]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotto della Montagna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=7226</guid>

					<description><![CDATA[Celebra dieci anni di tutela l’Asiago DOP Prodotto della Montagna, categoria istituita dal Consorzio di Tutela e riconosciuta dalla UE nel 2006 per identificare la produzione di formaggio Asiago fatta al di sopra dei 600 metri. Un decennale che testimonia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Celebra<strong> dieci anni</strong> <strong>di tutela l’Asiago DOP</strong> Prodotto della Montagna, categoria istituita dal Consorzio di Tutela e riconosciuta dalla <strong>UE</strong> nel 2006 per identificare la produzione di formaggio Asiago fatta al di sopra dei 600 metri.</p>
<p>Un decennale che testimonia il crescente valore della sinergia tra Asiago DOP e il suo territorio d’origine, sempre più riconosciuta come elemento strategico di sviluppo, come dimostra la recente consegna da parte del Comune di Asiago del premio “TURISMO 2017” al Consorzio, per la sua opera di diffusione del nome Asiago nel mondo.<br />
A poco più di due mesi dall’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni del decreto ministeriale per l&#8217;utilizzo dell&#8217;indicazione facoltativa di qualità &#8220;prodotto di montagna&#8221;, ritenuto il<br />
riconoscimento del valore economico, sociale e di tenuta del territorio dei prodotti montani, è tempo di<br />
bilanci per il Consorzio Tutela Formaggio Asiago che, nel 2006, valutò l’importanza di tutelare e far<br />
conoscere al consumatore il lavoro delle malghe e dei caseifici di montagna portando l’Asiago<br />
Prodotto della Montagna ad essere la prima DOP italiana insignita dall’Unione Europea di questa<br />
menzione.</p>
<p>Una specialità che viene prodotta esclusivamente sopra i 600 metri d’altitudine secondo un rigido disciplinare seguito dai principali &#8220;manutentori&#8221; del territorio e custodi della tradizione, le malghe e i caseifici dell’Altopiano di Asiago, dal 2012 esempio preso a modello nell’intera area comunitaria.</p>
<p>“<em>La sinergia tra prodotto d’origine e territorio</em> &#8211; afferma il Presidente del Consorzio di Tutela<br />
Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni &#8211; <em>è sempre più occasione unica e inimitabile di promozione e</em><br />
<em>valorizzazione del genius loci. Su questa strada, il Consorzio ha lavorato negli ultimi dieci anni per</em><br />
<em>mantenere viva la produzione dell’alpeggio estivo e per diffondere e valorizzare il nome di Asiago e</em><br />
<em>del suo prodotto più tipico, il formaggio, in Italia e all’estero. E’ questa una grande opportunità per tutti </em><em>di cui prendere consapevolezza agendo uniti. Proprio per questo, cogliamo con soddisfazione la</em><br />
<em>recente assegnazione da parte del Comune di Asiago del premio “TURISMO 2017” al nostro</em><br />
<em>Consorzio, a riconoscimento dello sforzo per la diffusione del nome Asiago nel mondo.”</em></p>
<p>Dal 2006 ad oggi, le malghe e i caseifici che producono Asiago DOP Prodotto della Montagna sia<br />
Fresco che Stagionato sono gradualmente aumentati e <strong>rappresentano oggi il 32%</strong> sul totale delle<br />
aziende produttrici, con una produzione che, nel solo triennio 2013-2016, è passata dalle 37.292<br />
forme del 2013 alle <strong>61.038 forme del 2016</strong>, segnando un <strong>+63%</strong>. Un aumento quantitativo che è<br />
andato di pari passo con un miglioramento qualitativo in entrambe le tipologie, tutelate da un<br />
disciplinare nel quale le bovine vengono prevalentemente alimentate con erba e fieno e in cui l’intera<br />
filiera produttiva, dalla trasformazione del latte in formaggio all’affinatura, è controllata e tracciata in<br />
tutte le sue fasi. Proprio questo decennale impegno di produttori e Consorzio ha garantito e<br />
garantisce da un lato altissima qualità e naturalità al prodotto e, dall’altro, ha contribuito al<br />
mantenimento del delicato equilibro naturale del territorio montano e della sua biodiversità, in particolare, dell’<strong>Altopiano di Asiago</strong>, dove il carico di bestiame, con la conseguente produzione<br />
lattiera, è da sempre soggetto a regolamentazioni pubbliche molto severe che tutelano l’ambiente e<br />
gli animali.<br />
A dimostrazione dell’efficace azione svolta in questo decennio, a <strong>MADE IN MALGA</strong>, l’appuntamento<br />
nazionale del formaggio di montagna in programma dal 7 al 10 settembre  ad Asiago e nel<br />
suo Altopiano, il <strong>Consorzio di Tutela</strong>, promotore dell’evento, sarà presente con due caseifici di<br />
montagna, un’azienda agricola e sette malghe produttrici di <strong>Asiago Prodotto della Montagna</strong>. In<br />
questa occasione, passato e presente dell’alpeggio si confronteranno, <strong>sabato 9 settembre</strong>, in un<br />
inusuale appuntamento dedicato all’<strong>Asiago DOP</strong> e alla tradizione dei canti cimbri arricchito, domenica<br />
10, dall’incontro tra le diverse stagionature di Asiago DOP e le <strong>birre di montagna</strong>.<br />
<strong>Biodiversità</strong>, riconoscibilità del prodotto dal marchio a fuoco impresso sullo scalzo di ogni forma e<br />
valorizzazione delle produzioni più tradizionali sono i tre asset per il futuro del <strong>Prodotto della</strong><br />
<strong>Montagna</strong> e il sistema di malghe dell’Altopiano che, insieme, possono offrire nuove opportunità alla<br />
zootecnia di montagna. Un futuro che il <strong>Prodotto della</strong><br />
<strong>Montagna</strong>intende sostenere e promuovere per aumentare la redditività del prodotto e, allo stesso tempo, diffondere la cultura dell’alimentazione rispettosa dell’ambiente e degli animali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7226</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Vini senza pesticidi, tutte in regola le aziende socie di VinNatur</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/nove/2017/06/21/vini-senza-pesticidi-tutte-regola-le-aziende-socie-vinnatur/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 13:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Nove]]></category>
		<category><![CDATA[aziende agricole]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[vigneto]]></category>
		<category><![CDATA[vini naturali]]></category>
		<category><![CDATA[vinnatur]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=6015</guid>

					<description><![CDATA[Le analisi effettuate su 80 campioni hanno confermato l&#8217;assenza di pesticidi nei vini dei soci VinNatur. Prosegue la sperimentazione sulla biodiversità in vigna in 17 aziende. I risultati delle analisi sui pesticidi eseguite quest&#8217;anno sui vini degli associati a VinNatur [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le analisi effettuate su <strong>80 campioni</strong> hanno confermato l&#8217;<strong>assenza di pesticidi</strong> nei vini dei soci VinNatur. Prosegue la sperimentazione sulla biodiversità in vigna in 17 aziende.</p>
<p>I risultati delle analisi sui <strong>pesticidi</strong> eseguite quest&#8217;anno sui vini degli associati a <strong>VinNatur</strong> hanno evidenziato un grande risultato. Tutti gli 80 campioni analizzati sono risultati essere <strong>privi di pesticidi</strong>. I produttori sottoposti alle analisi quest&#8217;anno sono quelli che sono entrati a far parte dell&#8217;associazione negli ultimi 5 anni.<br />
All&#8217;analisi della solforosa totale 45 campioni sono risultati sotto i 10 mg/litro, gli altri 35 al di sotto dei 50 mg, come previsto dal disciplinare VinNatur. Nel 2016 invece su 150 campioni analizzati in 4 si erano rinvenuti residui di pesticidi (3 italiani e un francese), 76 campioni erano risultati con meno di 10 mg/li di solforosa e 78 con meno di 60 mg/l.<br />
&#8220;È la prima volta che tutti i campioni di vino analizzati risultano negativi e per noi si tratta di un risultato molto importante, anche se quest&#8217;anno ci siamo concentrati solo sui nuovi associati e sulle aziende che negli scorsi anni avevano qualche campione positivo &#8211; sottolina <strong>Angiolino Maule</strong>, presidente di VinNatur – Un risultato che non vogliamo vivere come un traguardo, ma come una tappa fondamentale nel percorso che stiamo percorrendo come Associazione. La nostra ricerca si sta concentrando sul modo di evitare l&#8217;utilizzo di rame e zolfo in vigna, cercando invece aiuto in estratti vegetali ed essenze naturali che aiutino la pianta ad autodifendersi. Ma soprattutto sul progetto legato alla biodiversità&#8221;.<br />
Alla sperimentazione della <strong>Biodiversità</strong> in <b>vigneto</b>, condotta dall&#8217;agronomo <strong>Stefano Zaninotti</strong> di Vitenova &#8211; Vine Wellness (in collaborazione con la dottoressa Irene Franco Fernandez, il botanico Cristiano Francescato e l&#8217;entomologa Costanza Uboni), quest&#8217;anno aderiscono<strong> 17 aziende</strong> di VinNatur. I rilievi che verranno compiuti nei loro vigneti sul terreno, la flora e la fauna permetteranno di sviluppare un modello scientifico in grado di aiutare le aziende nelle scelte colturali per mantenere una fertilità microbiologica ideale e consentire uno sviluppo sano delle piante. Tutto ciò si traduce in maggiore resistenza alle malattie, quindi meno necessità di intervento da parte dell&#8217;uomo. Per un&#8217;agricoltura più sana e più vicina alla natura, scopo ultimo di VinNatur.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6015</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
