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	<title>biologico &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>La Cantina Valpantena lancia l’Amarone Biologico Ninfeo. Una scelta attenta al consumatore, alla qualità e al territorio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/11/25/la-cantina-valpantena-lancia-lamarone-biologico-ninfeo-scelta-attenta-al-consumatore-alla-qualita-al-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2017 11:39:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amarone Biologico Ninfeo]]></category>
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		<category><![CDATA[Cantina Valpantena Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[Si chiama Ninfeo ed è il nuovo Amarone biologico di Cantina Valpantena Verona, cooperativa attenta all&#8217;ambiente e alla sostenibilità. Venduto all’estero già dal 2012, ora viene lanciato anche in Italia, segno di una nuova consapevolezza del consumatore italiano. “Sono ormai parecchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama Ninfeo ed è il nuovo Amarone biologico di<strong> Cantina Valpantena Verona</strong>, cooperativa attenta all&#8217;ambiente e alla sostenibilità. Venduto all’estero già dal 2012, ora viene lanciato anche in Italia, segno di una nuova consapevolezza del consumatore italiano.</p>
<div id="attachment_8390" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/LucaDegani_riamarone-ninfeo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8390" class="wp-image-8390 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/LucaDegani_riamarone-ninfeo-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/LucaDegani_riamarone-ninfeo-300x204.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/LucaDegani_riamarone-ninfeo-768x522.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/LucaDegani_riamarone-ninfeo.jpg 985w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-8390" class="wp-caption-text"><em>In foto Luca Degani</em></p></div>
<p>“<em>Sono ormai parecchi anni</em> – afferma <strong>Luca Degani</strong>, enologo e direttore della cantina &#8211; <em>che ci stiamo impegnando nella valorizzazione del biologico. Dopo aver affrontato il mercato estero, dove il prodotto è già presente dal 2012, è arrivato il momento di scommettere su quello italiano con un prodotto creato per andare incontro alle esigenze di un consumatore sempre più attento e alla domanda di vini biologici in costante accelerazione“</em>.</p>
<p>L’<strong>Amarone Biologico Ninfeo</strong> nasce dalla volontà di promuovere l’attenzione al rispetto dell’ambiente, stimolando pratiche sostenibili in campo e proseguendo poi con metodi di vinificazione rispettosi delle normative e delle caratteristiche di un prodotto biologico.<br />
Un percorso che inizia già nel 2004 con il <strong>&#8220;progetto qualità&#8221;</strong>: un&#8217;iniziativa nata per sensibilizzare i propri soci portandoli a scegliere di fare biologico. Una scelta di carattere etico che vede la sua concretizzazione nel 2010, con l&#8217;inizio di pratiche come la confusione sessuale, la lotta integrata e l&#8217;utilizzo di insetti utili in vigna. Dall’uva biologica certificata è nato Ninfeo, un nome che richiama il luogo sacro che l’antica mitologia greca dedicava alle Ninfe, uno spazio dedicato all’acqua e alla natura, per ribadire l&#8217;importanza di una scelta attenta all&#8217;ambiente. Il vino è frutto di una selezione delle uve autoctone <strong>corvina</strong>, <strong>corvinone</strong> e <strong>rondinella</strong> poste in appassimento per circa cento giorni e poi destinate ad una macerazione sulle bucce per altri venti giorni. La vinificazione avviene in acciaio a temperatura controllata, a seguire l&#8217;affinamento in barrique e botti di rovere, per una gradazione alcolica finale di 14,5%. Il vino si presenta di color rosso rubino intenso, al naso profuma di ciliegia matura, prugna disidratata e cioccolato. Amaro solo nel nome, in bocca è corposo ed equilibrato, grazie ad un tannino morbido, tipico dell’uva posta ad appassimento. Le bottiglie prodotte nell&#8217;<strong>annata 2012</strong>, in questi giorni sul mercato, sono 5000.</p>
<p>I vini di Cantina Valpantena si possono acquistare anche nei diversi punti vendita del veronese: a Quinto di Valpantena, dove ha sede l&#8217;azienda, San Giovanni Lupatoto, Borgo Milano (vicino alla zona di San Zeno), Buttapietra (a sud di Verona), Lazise e ad Almè in provincia di Bergamo.</p>
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		<title>Il bio, in vetta alle classifiche per l&#8217;eccellenza d’Italia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/06/bio-vetta-alle-classifiche-leccellenza-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2017 20:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[bio]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[incentivi economici]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Fin troppo spesso, in questi anni di crisi, abbiamo sentito espressioni come “fanalino di coda” o “tra gli ultimi della classe” in riferimento alle performance del nostro Paese. Nel campo dell’agricoltura biologica, come in pochi altri, è vero invece il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fin troppo spesso, in questi anni di crisi, abbiamo sentito espressioni come “fanalino di coda” o “tra gli ultimi della classe” in riferimento alle performance del nostro Paese. Nel campo dell’agricoltura biologica, come in pochi altri, è vero invece il contrario. Lo confermano i dati di un report diffuso al salone internazionale del biologico di Norimberga.<span id="more-3976"></span></p>
<p>I numeri, riferiti all’<strong>anno 2015</strong>, certificano l’ottimo stato di salute del bio in tutto il mondo: il mercato vale più di <strong>80 miliardi</strong> a livello globale, con <strong>50,9 milioni di ettari di terre coltivate</strong> (in crescita del 14,7% rispetto al 2014) e 2,4 milioni di operatori (+7,2% rispetto al 2014).</p>
<p>Nella classifica generale, l’<strong>agricoltura italiana spicca in positivo</strong>. Il nostro Paese è infatti al <strong>secondo posto in Europa</strong> per ettari coltivati (1,49 milioni) e per numero di produttori (oltre 52mila), con un trend in crescita del 15%. Le aziende certificate rappresentano il 3,6% del totale, per un giro d’affari di circa <strong>3 miliardi</strong>.</p>
<p>Eppure <strong>la politica si muove con estenuante ritardo</strong>. Da quasi quattro anni giace in Parlamento il Testo unico sul biologico, che si conta di veder approvare alla Camera entro questo mese. Tra i suoi aspetti qualificanti (estesi anche alla biodinamica), la previsione di fondi destinati alla ricerca e alla sperimentazione e l’attenzione alla formazione degli operatori.</p>
<p>Sono novità a lungo attese da chi crede che l’agricoltura abbia funzione strategica nella <strong>tutela ambientale</strong>. Sostenibilità per l’ambiente e sicurezza alimentare per i consumatori restano infatti i primi obiettivi a cui improntare lo sviluppo non solo del biologico, ma dell’agricoltura in generale.</p>
<p>Ben vengano, a tal fine, gli <strong>incentivi economici</strong> diretti, ma non dimentichiamo che molto si può ottenere anche sul <strong>piano burocratico</strong>, semplificando e uniformando le procedure (e gli enti) di certificazione ed evitando che i relativi costi ricadano sull’azienda che vi si sottopone.</p>
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<h6>Fonte: Slow Food</h6>
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