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	<title>Brexit &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Mercati mondiali, se ne parla con Carlo Cottarelli mercoledì 15 gennaio a Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 16:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Cottarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento Affari Fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Monetario Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[“L’economia e i mercati mondiali nel 2020. Quali prospettive&#8221;, questo è il titolo dell’incontro con Carlo Cottarelli che si terrà mercoledì 15 gennaio a partire dalle ore 16.30 a Palazzo Bonin Longare in Corso Palladio 13 a Vicenza, promosso da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’economia e i mercati mondiali nel 2020. Quali prospettive&#8221;, questo è il titolo dell’incontro con <strong>Carlo Cottarelli</strong> che si terrà mercoledì 15 gennaio a partire dalle ore 16.30 a Palazzo Bonin Longare in Corso Palladio 13 a Vicenza, promosso da Confindustria Vicenza in collaborazione con Intesa Sanpaolo.</p>
<p>Oltre ad una lunga e qualificata esperienza al <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong>, per cui ha iniziato a lavorare nel 1988 fino alla direzione del <strong>Dipartimento Affari Fiscali</strong> tra il 2008 e il 2013; Cottarelli ha ricevuto importanti incarichi istituzionali: nel 2013 è stato Commissario straordinario alla <strong>spending review</strong> per il presieduto da Enrico Letta (ospite in Confindustria Vicenza lo scorso 13 dicembre per un confronto sul Sud Est Asiatico) e successivamente designato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri come Direttore Esecutivo nel Board del Fondo Monetario Internazionale.<br />
Nel 2018, è stato anche Presidente del Consiglio incaricato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a seguito dello stallo nella formazione del Governo a seguito delle elezioni politiche del 4<br />
marzo dello stesso anno. L’incarico, accettato con riserva, è poi stato rimesso nelle mani del Presidente della Repubblica a seguito delle mutate condizioni politiche che diedero vita al Conte I.<br />
Oggi Cottarelli è direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano.<br />
Ma, al di là all’attualità economica italiana, saranno le prospettive del commercio mondiale al centro dell’incontro. Infatti, oltre a Cottarelli, ci saranno gli interventi del Vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega ai Mercati Esteri Remo Pedon e del Chief Economist e Responsabile della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice.</p>
<p>“I trend dell&#8217;export vicentino nei primi 9 mesi dell’anno appena trascorso hanno confermato l’eccellenza delle nostre aziende, facendo segnare una moderata crescita (+2.4%). La variazione positiva è stata trainata dalla Svizzera, con il caso di eccellenza delle vendite di abbigliamento. In crescita anche le vendite verso Francia (soprattutto per pelletteria, farmaci e macchine agricole) ed Emirati<br />
Arabi Uniti (oreficeria, porte, finestre e strutture metalliche).<br />
Nonostante ciò, il 2019 si è sostanzialmente chiuso con segnali non proprio entusiasmanti, per il commercio mondiale, cresciuto meno del <strong>PIL</strong> mondiale, per il quarto anno consecutivo”, spiega Remo<br />
Pedon.<br />
“E ci troviamo all’alba di un anno che si apre con la <strong>Brexit</strong> in via di reale attuazione – continua -, contando che il Regno Unito, sempre nei primi tre trimestri 2019, è cresciuto del 4,34% rispetto allo stesso periodo del 2018. Un mercato che in questi <strong>9 mesi è valso 672,7 milioni di euro</strong> per il manifatturiero con una bilancia commerciale positiva per<strong> 515,4 milioni</strong>. Poi c’è la ‘vicenda dazi’ tra USA e Cina che speriamo in via di risoluzione contando che gli Stati Uniti nel 2019 sono valsi 1 miliardo e 126 milioni di Euro per l’export vicentino manifatturiero (+3,28%) mentre la Cina è crollata del 18,7% a 327 milioni.<br />
Quindi c’è la stasi tedesca, in particolare per i postumi dell’irrisolta questione diesel gate, che ha visto la nostra prima destinazione commerciale importare i nostri prodotti per 1 miliardo e 555 milioni di<br />
euro, in leggero calo rispetto ai primi nove mesi del 2018 (-0.93%).<br />
Infine ci sono le recenti fibrillazioni in Libia, che è cresciuta del 4,5%, ma, nonostante la vicinanza geografica, conta un giro d’affari di soli circa 11 milioni nei primi 3 trimestri 2019; e quelle in Iran, mercato letteralmente crollato (-66,6%) passando da 32,8 milioni a 10,9 milioni.<br />
Per questo ci siamo proposti di confrontarci con una figura di rilievo come Carlo Cottarelli per gettare uno sguardo sul 2020 e su quello che ci prospettano gli scenari economici e commerciali, internazionali”.</p>
<p>Per partecipare www.confindustria.vicenza.it</p>
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		<title>La Brexit non ferma il prosecco. Record storico di bottiglie vendute in Gran Bretagna</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/05/29/la-brexit-non-ferma-il-prosecco-record-storico-di-bottiglie-vendute-in-gran-bretagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2019 12:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[falso made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[Windsor]]></category>
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					<description><![CDATA[La paura della Brexit fa volare del 18% nel 2019 le esportazioni di Prosecco in Gran Bretagna dove è corsa agli acquisti per fare scorte del prodotto Made in Italy più apprezzato dagli inglesi tradizionali bevitori di birra. E’ quanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La paura della <strong>Brexit</strong> fa volare del 18% nel 2019 le esportazioni di <strong>Prosecco</strong> in <strong>Gran Bretagna</strong> dove è corsa agli acquisti per fare scorte del prodotto <strong>Made in Italy</strong> più apprezzato dagli inglesi tradizionali bevitori di birra.</p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che non sono mai state stappate cosi tante bottiglie di Prosecco nella patria dei <strong>Windsor</strong> sulla base dei dati <strong>Istat</strong> relativi nel primo bimestre dell’anno.</p>
<p>Un record storico per il prosecco con quasi una bottiglia esportata su tre (35%) che – sottolinea Coldiretti – è stata consumata dagli inglesi e sfida la birra nelle rpeferenze. Il prodotto simbolo del Made in Italy in Gran Bretagna – continua la Coldiretti &#8211; rischia di essere pesantemente colpito dalle barriere tariffare e dalle difficoltà di sdoganamento che potrebbero nascere da una Brexit senza accordo con una maggiore difficoltà per le consegne. Il vino italiano – precisa la Coldiretti &#8211; complessivamente ha fatturato sul mercato inglese quasi 827 milioni di euro nel 2018, spinto dal boom del Prosecco Dop con 348 milioni di euro.  Senza accordo – sostiene la Coldiretti – un grave problema riguarda la tutela giuridica dei prodotti a denominazione di origine che senza protezione europea rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione anche da paesi extracomunitari. Non vanno infatti dimenticati – continua la Coldiretti &#8211; i casi, smascherati in passato, della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino al Barolo e al Valpolicella in polvere dei wine kit venduti in Gran Bretagna.</p>
<p>Il rischio reale è che la Gran Bretagna diventi un porto franco del <strong>falso Made in Italy</strong> con il Prosecco che – conclude la Coldiretti &#8211; guida la classifica dei <strong>vini italiani piu’ taroccati</strong> con le imitazioni diffuse in tutti i continenti dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata le vendita anche del Whitesecco e del Crisecco.</p>
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		<title>&#8220;Con la Brexit il Veneto rischia di perdere 2 miliardi di fondi europei&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 16:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Zottis]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Fracasso]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">
<p>“Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, dopo il 2020 il Veneto rischia di perdere 2,1 miliardi di fondi strutturali comunitari. È un argomento che va affrontato apertamente, aspettando anche il prossimo Governo che, in sede di Commissione, dovrà dire quale scenario intende sostenere: più o meno Europa?”. L’allarme arriva dal gruppo regionale del Partito Democratico, che ne discuterà sabato prossimo, 24 marzo, dalle 9.30 alle 12.00 al Viest Hotel nel corso del convegno ‘Le Regioni e l’Europa, due miliardi in meno’ dove interverranno il Capogruppo dem <strong>Stefano Fracasso </strong>(che concluderà i lavori), la Consigliera <strong>Francesca Zottis</strong>, Pierluigi Boda (responsabile #Cohesion Alliance, Comitato europeo delle Regioni), l’europarlamentare Damiano Zoffoli, Marco Dus (consigliere comunale di Vittorio Veneto) ed Enrico Peroni (responsabile Europa del Pd Veneto). L’introduzione è affidata a Stefano Campolo dell’associazione Eudem.</p>
<p>“A causa della Brexit &#8211; ha spiegato il Capogruppo Stefano Fracasso &#8211; mancheranno circa 100 miliardi al bilancio europeo. Quali saranno gli scenari futuri? Ci saranno dei tagli ai fondi strutturali oppure verrà chiesto un contributo maggiore agli altri Paesi? Con la ‘sforbiciata’, comunque, due scenari su tre non comprendono né il Veneto né le altre regioni dell’Italia centrosettentrionale, con i fondi destinati solo alle Regioni in difficoltà che devono recuperare il gap. Per questo è urgente sollevare il dibattito, da parte nostra presenteremo una mozione in Consiglio regionale e ne prepareremo una analoga per tutti i Consigli comunali”.</p>
<p>Sull’importanza delle risorse europee ha insistito la Consigliera Francesca Zottis: “Una parte dei Fondi europei di sviluppo regionale fanno parte del Por Fesr dedicati ai progetti di sviluppo, programma che coinvolge settori trainanti del Veneto come per esempio il settore ricettivo turistico. Finora questi soldi sono stati ben utilizzati, spendendo 180 dei 248 milioni disponibili, avviando 49 bandi e finanziando 1491 domande. Se non agiamo rischiamo di perdere, oltre ai finanziamenti Fesr, anche quelli per la formazione-lavoro Fondo sociale europeo e il miliardo per l’agricoltura previsto dal Piano di sviluppo rurale. Dobbiamo far capire che indebolendo le Regioni più virtuose, che fanno da traino, si penalizzano anche quelle più svantaggiate”.</p>
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