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	<title>cambiamenti climatici &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Istat: 8 italiani su 10 preoccupati dalle conseguenze dei cambiamenti climatici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 17:04:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi 8 italiani su 10 (77,5%) sono molto o abbastanza preoccupati dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. E’ quanto emerge da una elaborazione di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Eurispes in riferimento agli ultimi dati Istat che mostrano un incremento del 2,3% degli investimenti ambientale delle imprese industriali fino a 1.437,3 milioni di euro. Esiste nella società italiana uno zoccolo duro a forte sensibilità green che si mantiene costante negli ultimi dieci anni – spiega Uecoop – anche se nello stesso periodo aumenta di quasi il 6% la quota di chi invece non lo ritiene un problema di cui preoccuparsi. In questo contesto – rileva Uecoop su dati Istat &#8211; la crescita degli investimenti per l&#8217;ambiente è sostenuta in particolare dalle imprese di piccola e media dimensione (+12,9%). Una dinamica che riguarda sempre più il mondo cooperativo che impiega risorse in mezzi di trasporto più ecologici (ibridi o a basso tasso di inquinamento) oppure in progetti imprenditoriali che vanno dal riciclo dei materiali alla difesa dell’ambiente fino agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.</p>
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		<title>Maltempo, nella stagione più calda della storia precipitazioni e danni in Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2018 14:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[La zona più colpita in Veneto dal maltempo e&#8217; quella di Feltre in provincia di Belluno. Lo rivela Coldiretti in merito al maltempo che si e&#8217; abbattuto nella regione nella giornata di ieri, martedì 12 giugno. L&#8217; area si sta caratterizzando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La zona più colpita in<strong> Veneto</strong> dal maltempo e&#8217; quella di <strong>Feltre</strong> in provincia di <strong>Belluno</strong>. Lo rivela Coldiretti in merito al maltempo che si e&#8217; abbattuto nella regione nella giornata di ieri, martedì 12 giugno.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/06/grandine-Feltre.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11095" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/06/grandine-Feltre-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/06/grandine-Feltre-169x300.jpg 169w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/06/grandine-Feltre-575x1024.jpg 575w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/06/grandine-Feltre-126x225.jpg 126w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/06/grandine-Feltre.jpg 719w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a>L&#8217; area si sta caratterizzando per la presenza di<strong> vitigni autoctoni</strong> con produzioni di qualità d&#8217;altura &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; . Sono i giovani viticoltori ad aver riportato la coltivazione storica di viti come Pavana e Bianchetta, sperimentando pure il Glera. Dopo la <strong>tempesta</strong> di ieri grossa come palle da ping pong gli imprenditori contano i <strong>danni</strong> lungo i pendii di Sedico, Fonzaso, Tomo, Villaga, Seren e Pedavena dove per il birrificio locale sono presenti colture di orzo, ma anche foraggio da raccogliere, piantagioni di noci, frutteti  e orti con fagioli pregiati.</p>
<p><strong>Nel padovano</strong> si registrano campi allagati con difficoltà di accesso per i mezzi che devono eseguire lavori di trinciatura del mais. Forti raffiche di vento hanno atterrato grano e frumento. In questa fase stagionale è pero’ la grandine &#8211; precisa la Coldiretti – l’evento più grave per gli agricoltori perché causa danni irreversibili e provoca la perdita dell’intero raccolto dopo un anno di lavoro. I chicchi di ghiaccio si sono abbattuti a macchia di leopardo nelle regioni interessate dal maltempo con danni dai vigneti al frumento vicino alla raccolta e alle altre coltivazioni in campo. L’andamento anomalo di quest’anno conferma purtroppo i <strong>cambiamenti climatici</strong> in atto che si manifestano – sottolinea la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, <strong>precipitazioni</strong> brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.</p>
<p>Le precipitazioni primaverili sono importanti per ristabilire le <strong>scorte idriche</strong> necessarie per l’estate, ma l’acqua – precisa la Coldiretti – per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento. Gli acquazzoni invece aggravano i danni provocati con smottamenti, frane ed esondazioni su un territorio più fragile dove – riferisce la Coldiretti – sono<strong> 7145 i comuni</strong> complessivamente a rischio frane e alluvioni<strong>,</strong> l’88,3% del totale. Un risultato provocato da un modello di sviluppo sbagliato che negli ultimi <strong>25 anni</strong> – conclude la Coldiretti – ha ridotto a meno di <strong>13 milioni di ettari</strong> le <strong>aree agricole</strong> a vantaggio dell’abbandono e della cementificazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Buona produzione di pomodori veneti, ma l’Industria fatica a ritirare il prodotto Coldiretti: “Etichettatura subito per bloccare la concorrenza sleale&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/22/buona-produzione-pomodori-veneti-lindustria-fatica-ritirare-prodotto-coldiretti-etichettatura-subito-bloccare-la-concorrenza-sleale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2017 15:33:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti veneto]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tipico ciclo produttivo di uno degli ortaggi più consumati nel territorio nazionale, di fatto, è stato letteralmente stravolto da una stagione non troppo favorevole nella prima fase dell’ordinaria maturazione dei frutti, così da determinare un accumulo di prodotto proprio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tipico ciclo produttivo di uno degli ortaggi più consumati nel territorio nazionale, di fatto, è stato letteralmente <strong>stravolto</strong> da una <strong>stagione</strong> non troppo favorevole nella prima fase dell’ordinaria maturazione dei frutti, così da determinare un accumulo di prodotto proprio in queste ultime settimane, tra luglio ed agosto.</p>
<p>“<em>Si tratta di un’annata del tutto inconsueta</em> – commenta Coldiretti – <em>che aggiunge un’ulteriore preoccupazione al settore, già pesantemente sofferente a causa della remunerazione sempre più bassa.&#8221;</em></p>
<p>Nel caso del<strong> pomodoro</strong>, i prezzi contrattati con l’industria sono in calo da anni, mentre i<strong> costi di produzione</strong> e, soprattutto, le difficoltà legate ai <strong>cambiamenti climatici</strong>, rendono sempre più ridotti i margini di profitto. Eppure il comparto, nonostante un calo di superficie, conta ancora <strong>36.707 ettari</strong> totali dei quali il 6,6% garantisce un raccolto certificato &#8216;bio&#8217;: un salto di qualita&#8217; che premia gli orientamenti colturali praticati dagli agricoltori impegnati ogni giorno a tutelare la salute dei consumatori.</p>
<p>Il <strong>Veneto</strong> e&#8217; la quarta regione d&#8217;Italia per superficie vocata (2.121 ettari concentrati nelle province di Rovigo, Verona, Venezia) dopo l&#8217;Emilia Romagna  (24.866) la Lombardia e il Piemonte. Quest’anno in particolare i produttori si vedono restituire camion di pomodori in quanto gli stabilimenti non riescono a lavorarlo, con un ulteriore danno, oltre al modesto valore pagato in campo. L’ennesima occasione, quindi, in cui a rimetterci è l&#8217;imprenditore agricolo che si assume ogni giorno il rischio di impresa. Difficoltà non di poco conto, dunque, a cui si aggiunge un altro problema, sul quale Coldiretti da anni si batte: l’etichettatura dei trasformati.</p>
<p>“<em>Garantire al consumatore la possibilità di scegliere in modo consapevole</em> – aggiunge Coldiretti – <em>è indispensabile per tutelare il made in Italy, quindi le aziende locali, ma al tempo stesso per non lasciar spazio a dubbi sul prodotto che si mette in tavola. L’etichettatura è l’unica soluzione per assicurare la trasparenza delle produzioni e permette di mettere la faccia sui prodotti senza dover temere confronti non alla pari, sia sul versante della qualità che della sicurezza alimentare</em>”.</p>
<p>Per <strong>Coldiretti</strong>, l’etichetta deve riportare obbligatoriamente la provenienza della materia prima impiegata per frutta e verdura trasformate, come i derivati del pomodoro, e chiesto, peraltro, dall’84 per cento dei consumatori, secondo la consultazione pubblica online sull&#8217;etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche agricole, che ha coinvolto <strong>26.547 partecipanti</strong> sul sito del Mipaaf.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Estate anomala? &#8220;Ormai  l’anomalia è la nuova normalità&#8221;. Parola di Marco Rabito</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/opinioni/2017/08/12/estate-anomala-ormai-lanomalia-la-nuova-normalita-parola-marco-rabito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Gaias]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 14:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Estate Anomala]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli eventi atmosferici estremi che hanno colpito il Nord-Est in questi ultimi giorni sono scene che si ripresentano sempre più frequentemente.  Alluvioni, valanghe, trombe d’aria, tornado, eventi estremi di cui a malapena qualche anno fà si conoscevano i nomi stanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>eventi atmosferici</strong> estremi che hanno colpito il <strong>Nord-Est</strong> in questi ultimi giorni sono scene che si<br />
ripresentano sempre più frequentemente.  Alluvioni, valanghe, trombe d’aria, tornado, eventi estremi di cui a malapena qualche anno fà si conoscevano i nomi stanno diventando parte integrante della nostra vita, delle nostre paure quotidiane.</p>
<p>Quest’estate tanto attesa ci ha fatto soffrire per il caldo e l’afa, ha riempito le testate giornalistiche, i primi titoli dei telegiornali e i post di facebook e twitter con articoli di ogni genere e tipo creando in noi qualche interrogativo. A <strong>Marco Rabito</strong>, Tecnico Meteorologo che con Serenissima Meteo si impegna da anni a fare divulgazione e buona Meteorologia con adulti e ragazzi nelle scuole ho fatto due domande.</p>
<p>Siamo veramente di fronte ad una “<strong>Estate Anomala</strong>”?</p>
<div id="attachment_6726" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/marco-rabito.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6726" class="wp-image-6726 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/marco-rabito-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/marco-rabito-300x223.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/marco-rabito-768x570.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/marco-rabito.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-6726" class="wp-caption-text"><em>Il metereologo vicentino Marco Rabito</em></p></div>
<p>&#8220;<em>Ormai  l’anomalia è la nuova normalità. L’anomalia è data da un raffronto di dati, e come l’evento si ripresenta o meno in un arco di tempo di 30 anni, es. dal 1980 al 2010, ma se analizziamo le temperature dal 2010 ad oggi ci rendiamo conto che ci sono state delle temperature record da 39° anche in altre occasioni come il 2015 e questo ci porta a parlare di normalità, per cui se in questi ultimi giorni le temperature si sono portate a 34°- 35° siamo comunque fuori dalle medie stagionali, il nostro corpo lo registra come un cambiamento sostanziale anche se non lo è, in quanto assuefatti dal caldo o per meglio dire “assuefatti dal clima malato”.</em><br />
<em>Forlì ha registrato ben 43°. Capiamo che sono temperature che non ci appartengono e non fanno parte </em><em>della nostra storia. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a questo nuovo clima.&#8221;</em></p>
<p><strong>Cosa dobbiamo aspettarci? </strong></p>
<p>&#8220;<em>Fenomeni intensi, grandinate violente, fortissimi temporali. Tutto questo perché per abbassare il</em><br />
<em>forte caldo e dissipare tali temperature andiamo incontro ad una  estremizzazione del clima con eventi </em><em>difficilmente controllabili per la loro potenza. Nelle nostre città ad oggi è possibile notare gli alberi come i Platani che perdono le foglie per il caldo e la siccità estrema è un fenomeno che deve preoccuparci e portare a fare delle scelte consapevoli per il futuro.&#8221;</em></p>
<p>Dopo questa breve chiacchierata Marco Rabito ci lascia con una citazione che non può che farci sentire tutti al &#8220;centro di una tempesta&#8221;</p>
<p>“ <em>La ricerca dell’equilibrio è un viaggio attraverso la tempesta. Consideriamoci dentro la tempesta!”</em> (cit. M. Rabito)</p>
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		<title>Ora della Terra, mobilitazione globale contro i cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/03/22/ora-della-terra-mobilitazione-globale-cambiamenti-climatici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 15:58:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ora della terra]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[  Sarà l&#8217;undicesima edizione del più grande evento globale promosso dal WWF. Il risparmio energetico come medicina per rallentare i cambiamenti climatici. Questo è il tema di &#8220;Earth Hour 2017&#8221;. Un&#8217;ora dove in tutto il mondo le luci verranno spente per la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div> <iframe  id="_ytid_84700"  width="680" height="383"  data-origwidth="680" data-origheight="383" src="https://www.youtube.com/embed/x4jXUODy-6U?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=dark&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>
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<div>Sarà l&#8217;undicesima edizione del più grande evento globale promosso dal WWF. Il risparmio energetico come medicina per rallentare i cambiamenti climatici. Questo è il tema di &#8220;Earth Hour 2017&#8221;. Un&#8217;ora dove in tutto il mondo le luci verranno spente per la salvaguardia del pianeta.</div>
<p><span id="more-4285"></span></p>
<div>Il 25 marzo tutto il mondo sarà coinvolto in una grande iniziativa globale con lo scopo di ricordare a tutti quanto prezioso è il pianeta dove viviamo e, allo stesso tempo, per cercare di mantenerlo nel miglior modo possibile essendo l&#8217;essere umano un ospite.</div>
<div></div>
<div>Earth Hour è la grande manifestazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un&#8217;ora,  unisce cittadini, istituzioni ed imprese in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. E&#8217; la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza.</div>
<div></div>
<div>Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande hola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, la Torre Eiffel, il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi di rilevanza mondiale, per manifestare contro i cambiamenti climatici.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Il messaggio che caratterizza questa undicesima edizione valorizza il ruolo centrale delle persone e vuole unire tutti in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile affrontando la sfida del cambiamento climatico, ecco perchè ci si augura di di vivere un&#8217;ora di buio totale per non dimenticarci di un pianeta in netta sofferenza. Appuntamento al 25 marzo alle 20.30</div>
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