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	<title>Carlo Boffi &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Referendum autonomia, siglata intesa Regione-prefetti. Sì alla tessera elettorale ma senza timbro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 14:41:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[belluno]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Boffi]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
		<category><![CDATA[referendum autonomia]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ stata siglata oggi a Venezia, tra il Presidente della Regione e i Prefetti delle province venete, l’Intesa che definisce le rispettive competenze e attività per lo svolgimento del referendum sull’autonomia del Veneto . “Abbiamo percorso e stiamo percorrendo una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stata siglata oggi a Venezia, tra il Presidente della Regione e i Prefetti delle province venete, l’Intesa che definisce le rispettive competenze e attività per lo svolgimento del referendum sull’autonomia del Veneto .</p>
<p>“Abbiamo percorso e stiamo percorrendo una strada impervia e non nota, perché è la prima volta che una Regione tiene un referendum così significativo con valenza costituzionale – ha tenuto a sottolineare Luca Zaia – e quindi oggi è una data storica: il cammino richiesto dalla legge per fare le cose per bene è concluso”.</p>
<p>Nell’occasione, il Presidente della Regione ha ufficializzato anche la soluzione del “problema” dell’utilizzo o meno della tessera elettorale personale. Gli elettori dovranno recarsi ai seggi portandola con sé ed esibendola agli scrutatori. Una volta espresso il voto, non verrà apposto il tradizionale timbro sulla tessera, ma verrà rilasciata una dettagliata ricevuta che attesterà l’avvenuta espressione di voto.</p>
<p>Riguardo al possibile abbinamento alla consultazione del referendum per la separazione tra Venezia e Mestre, il Presidente ha detto che “tra un paio di giorni i legali della Regione depositeranno il parere che terrà conto di tutti gli aspetti della questione” e che “tale parere conterrà dati certi”.</p>
<p>Quanto all’identica richiesta di election day da parte della Provincia di Belluno per un referendum per l’autonomia dalla Regione, il Governatore ha garantito la sua “piena disponibilità”, ma anche la necessità che “dal Ministero dell’Interno venga la certificazione che tutti gli adempimenti di legge sono stati compiuti”.</p>
<p>Nell’Intesa siglata oggi, il Ministero dell’Interno, per il tramite delle Prefettura, garantisce la collaborazione tecnico organizzativa per la revisione e la messa a disposizione delle liste elettorali, per la Vigilanza sulla propaganda elettorale, per la tutela dell’ordine pubblico e il presidio dei seggi, per la messa a disposizione degli edifici scolastici e di ogni altro plesso per ospitare le sezioni elettorali. Le Prefetture, dal canto loro, comunicheranno alla Regione il numero delle sezioni elettorali da utilizzare, individuate dai comuni; collaboreranno nei rapporti con i Comuni e la Corte d’Appello per la nomina dei presidente di sezione e dei componenti degli uffici elettorali di sezione; assicureranno alla Regione un supporto per la diffusione di circolari e istruzioni sulla consultazione.</p>
<p>La Regione, che sosterrà gli oneri della realizzazione del referendum, predisporrà gli atti e gli stampati necessari; potrà individuare in collaborazione con i Comuni un numero ridotto di eventuali sezioni elettorali accorpate; curerà l’interlocuzione con i Comuni e la Corte d’Appello per la nomina dei componenti e dei Presidenti delle sezioni referendarie; si incaricherà, anche a mezzo della comunicazione elettronica, della trasmissione delle istruzioni per gli uffici e di ogni altro materiale utile per lo svolgimento del referendum.</p>
<p>E’ infine istituito un Organismo di Raccordo composto da rappresentanti della Regione Veneto e delle Prefetture, coordinato dal Prefetto di Venezia Carlo Boffi, per i rapporti con il sistema delle autonomie, con il compito di provvedere a tutti gli aspetti applicativi dell’Intesa.</p>
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		<title>Veneto poco accogliente? Ciambetti: &#8220;Fatti smentiscono il prefetto di Venezia&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/03/veneto-poco-accogliente-ciambetti-fatti-smentiscono-prefetto-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 09:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Boffi]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ciambetti]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[“Trovo improprie e ingiuste le affermazioni attribuite dalla stampa al prefetto di Venezia, Carlo Boffi, secondo il quale il Veneto si è dimostrato una delle Regioni meno disponibili all’accoglienza degli immigrati”. Secca replica del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">“Trovo improprie e ingiuste le affermazioni attribuite dalla stampa al prefetto di Venezia, Carlo Boffi, secondo il quale il Veneto si è dimostrato una delle Regioni meno disponibili all’accoglienza degli immigrati”. Secca replica del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, <strong>Roberto Ciambetti</strong>, alle parole del prefetto di Venezia intervenuto sul caso immigrazione. “In Veneto al 31 dicembre 2016 vivevano 497.291 cittadini di origine straniera regolari pari al 10.1 per cento della popolazione residente e alla stessa data oltre a questi, stando al Ministero degli Interni, avevano trovato ospitalità 14.244 immigrati, più o meno quanti ne aveva accolti al Campania, 14.312 – ha spiegato Ciambetti &#8211; In termini numerici assoluti, il Veneto è la quarta regione italiana per numero di cittadini stranieri residenti e la quinta per immigrati accolti: in rapporto alla popolazione residente, però, l’accoglienza porta il Veneto ad essere la terza regione d’Italia per ospitalità, dopo Lombardia e Piemonte. Difficile dire che la nostra Regione è la meno disponibile all’accoglienza – continua il Presidente del Consiglio regionale – visto che qui, senza che intervenisse alcun prefetto e tutto a carico delle realtà locali, si è riusciti per anni a dare casa e servizi, dalla sanità all’istruzione, a migliaia di lavoratori stranieri e alle loro famiglie che convivono tranquillamente e onestamente con la nostra società.</div>
<div>Stando ai dati della Polizia di Stato dopo Lombardia ed Emilia il Veneto è la terza regione per luoghi di culto e associazioni culturali islamiche, che nell’ultimo biennio per altro sono aumentate e in alcune provincie, nel Vicentino ad esempio, più che raddoppiate. Assieme alla comunità islamica in Veneto vivono pacificamente altri importanti fedi religiose con i loro templi o luoghi di incontro, pensiamo ai Sikh, ai Ravidassia, Indù, Baha’i per non parlare della comunità buddista. A queste vanno aggiunte le chiese di ispirazione cristiana, le comunità ebraiche e vedremo come il Veneto è ancora oggi, e bene al di là delle chiacchere prefettizie e degli stereotipi dei radical chic, un luogo straordinario di tolleranza e convivenza. Ciò che non tolleriamo, invece, è la prepotenza di uno stato che non rispetta gli impegni presi, che stabilisce ‘motu proprio’, d’imperio, ciò che noi dobbiamo fare e che, mutevolmente, fa arrivare qui e disperde nel territorio immigrati dei quali non sappiamo poco e nulla e molti dei quali si danno alla macchia nel volgere di poche settimane. Ciò che non tolleriamo –  ha concluso Ciambetti – è l’incredibile impennata nei reati e nella delinquenza  straniera, il degrado di intere aree cittadine, la diffusa insicurezza che spetterebbe allo stato contrastare. Ciò che indigna è l’incapacità di gestire un fenomeno che non è per nulla una emergenza e attorno al quale si è creato un business immorale e indecente, che nessuno, tantomeno le prefetture, controlla”.</div>
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