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	<title>case di riposo &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Arzignano, tutti negativi i tamponi alla casa di riposo Scalabrin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 10:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Centro Residenziale Anziani Scalabrin di Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[contagio]]></category>
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		<category><![CDATA[Ulls 8 Berica]]></category>
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					<description><![CDATA[Le case di riposo della nostra provincia hanno subito in maniera esponenziale il contagio da Coronavirus. Tanto che anche Francesco Rucco in qualità di Presidente della Provincia ha lanciato l&#8217;allarme per fare in modo di contenere il più possibile i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>case di riposo</strong> della nostra provincia hanno subito in maniera esponenziale il <strong>contagio</strong> da <strong>Coronavirus</strong>. Tanto che anche Francesco Rucco in qualità di Presidente della Provincia ha lanciato l&#8217;allarme per fare in modo di contenere il più possibile i pazienti positivi al Covid-19.</p>
<p>E una buona notizia arriva da <strong>Arzignano</strong>, dove nei giorni scorsi, presso la <strong>casa di Riposo</strong> “Centro Residenziale Anziani Scalabrin di Arzignano“, sono stati eseguiti 265 test e tamponi per accertare eventuali positività al virus.</p>
<p>A sottoporsi al test, oltre agli ospiti, sono stati i dipendenti diretti, dipendenti delle cooperative, fornitori abituali e il parroco della struttura. I risultati hanno evidenziato la negatività di tutti i test, notizia confermata anche dalla Ulls 8 Berica.</p>
<p><strong>L&#8217;ULLS 8 Berica ora CONFERMA che tutti e 265 test sono risultati NEGATIVI</strong></p>
<p>Si tratta di un dato sicuramente positivo, anche se non permette di abbassare la guardia perché ogni giorno la situazione può cambiare a causa di un virus subdolo quale il coronavirus.<br />
<strong>Grande soddisfazione esprime la presidente dell’IPab Scalabrin, Francesca Sgevano: &#8220;</strong>Desidero ringraziare di cuore tutti i dipendenti e collaboratori e il Direttore -dichiara- per la dedizione e per la professionalità con la quale si stanno prendendo cura dei nostri ospiti, i famigliari per l’appoggio e la comprensione dimostrata e anche i nostri anziani che sono stati privati della gioia di ricevere visite.<br />
Questa buona notizia, che è la fotografia della situazione di oggi, ci dà la forza per continuare nella via intrapresa, consapevoli delle difficoltà, prima fra tutte quella dell’isolamento, coscienti che ciò è indispensabile per tutelare la salute di tutti. Attendiamo il giorno in cui potremo incontrarci di persona, per ringraziarci l’un l’altro per gli sforzi di ciascuno&#8221;.</p>
<p>Il Sindaco <strong>Alessia Bevilacqua</strong> esprime il suo messaggio : &#8220;Questa notizia ci rasserena, i nostri anziani stanno tutti bene. Un grazie alla Direzione dell’Ipab Scalabrin e al direttivo che già a metà febbraio hanno messo in atto una serie di provvedimenti severi per tutelare gli ospiti. Grazie anche a tutti i familiari che fin da subito hanno capito l’importanza di rinunciare alle visite ai loro cari consapevoli di tutelare così la loro salute&#8221;.</p>
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		<title>Sos Coronavirus per 300 mila anziani ricoverati in case di riposo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 17:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[ministero dell’Interno]]></category>
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					<description><![CDATA[Con sempre più case di riposo investite dal contagio è allarme per oltre 300 mila nonni ospitati in 7 mila strutture da nord a sud dell’Italia. E’ quanto emerge da una analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Con sempre più <strong>case di riposo</strong> investite dal contagio è allarme per oltre <strong>300 mila nonni</strong> ospitati in <strong>7 mila strutture</strong> da nord a sud dell’Italia. E’ quanto emerge da una analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati del <strong>ministero dell’Interno</strong> in relazione alla pandemia da <strong>Coronavirus</strong> che sta colpendo in particolare le fasce più deboli della popolazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">A fronte di morti e contagiati che si moltiplicano nelle case di riposo, da Medicina nel Bolognese a Barbariga e Quinzano nel Bresciano, da Merlara nel Padovano a Comeana in provincia di Prato, bisogna rafforzare le misure di sicurezza considerato che quasi <strong>1 anziano su 3</strong> è ricoverato proprio nelle <strong>zone epicentro del virus,</strong> fra Lombardia, Emilia Romagna e<strong> Veneto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La situazione è molto pesante e costringe ormai a lavorare in condizioni estreme anche per le difficoltà a recuperare mascherine e indumenti protettivi per il personale delle RSA. Nella guerra al <strong>Coronavirus</strong> è fondamentale che gli operatori in servizio nelle case di riposo vengano dotati di tutti gli strumenti di protezione per tutelare sia la propria salute che quella degli anziani che devono accudire, la maggior parte dei quali sono non autosufficienti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il focolaio in una casa di riposo può trasformarsi in un dramma per i nonni ricoverati, per i loro parenti e per gli stessi operatori socio sanitari che li seguono ogni giorno. L’assistenza dentro e fuori le residenze specializzate è un servizio strategico nazionale di importanza crescente in uno scenario a medio termine in cui gli anziani cresceranno di numero sia nelle città che nei piccoli centri urbani a fronte di network familiari con sempre maggiori difficoltà ad assisterli dal punto di vista personale e di risorse disponibili.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre nonostante le case di riposo abbiamo in generale un ottimo livello di qualità e siano aumentate di numero del 30% in dieci anni in Italia la disponibilità media è solo di <strong>1 posto letto ogni 41 anziani</strong>. E proprio i nonni non autosufficienti raddoppieranno fino a quasi 5 milioni entro il 2030 con circa il 10% ricoverato in strutture specializzate per un settore che nei prossimi quindici anni, per garantire posti letto e assistenza, avrà necessità di investimenti fra i 14 e i 24 miliardi di euro secondo un’analisi di Uecoop sull’ultimo report di Ubi Banca sulle RSA in Italia. Una situazione che impone di organizzare un sistema di welfare in grado di rispondere alla domanda di assistenza e servizi delle famiglie italiane potenziando la collaborazione fra il settore pubblico e quello privato.</p>
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		<title>Case di riposo, nuove regole dalla Regione: &#8220;Più assistenza e qualità per ospiti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2017 14:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
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		<category><![CDATA[case di riposo]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Case di riposo e strutture protette, si cambia. La Regione Veneto, su proposta dell’assessore al Sociale, ha aggiornato gli accordi contrattuali, cioè lo schema di impegni reciproci che regola i rapporti tra Regione, Ulss e strutture residenziali, vincolando il pagamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Case di riposo e strutture protette, si cambia. La Regione Veneto, su proposta dell’assessore al Sociale, ha aggiornato gli accordi contrattuali, cioè lo schema di impegni reciproci che regola i rapporti tra Regione, Ulss e strutture residenziali, vincolando il pagamento delle rette ad uno specifico piano di prestazioni e servizi. Un’operazione di revisione delle ‘regole’ che riguarda, in Veneto, oltre 400 strutture accreditate, che ospitano 32 mila persone anziane (il 90% non autosufficienti), accuditi da oltre 16 mila operatori, tra medici, infermieri, addetti all’assistenza, personale tecnico-amministrativo.</p>
<p>“Cresce la domanda assistenziale nelle case di riposo e nelle strutture per disabili – spiega l’assessore al Sociale della Regione Veneto Manuela Lanzarin – Gli ospiti sono sempre più anziani, sempre più affetti da patologie croniche e degenerative come demenze e Alzheimer. I servizi delle strutture residenziali devono essere di qualità, in grado di fornire anche prestazioni specialistiche, in collegamento diretto con le aziende sanitarie. I centri di servizi devono diventare ‘poli’ della salute, in grado di assistere e curare i loro ospiti con professionalità ed efficienza”.</p>
<p>I nuovi schemi di accordo contrattuale, che le strutture accreditate saranno chiamate a sottoscrivere, prevedono un potenziamento della presenza medica, che dovrà essere garantita per tutta la settimana (domenica esclusa) e coordinata da un dirigente medico incaricato dall’Ulss: i medici di medicina generale dovranno assicurare una presenza nelle strutture di almeno 22 ore settimanali ogni 60 ospiti. Il medico coordinatore sarà affiancato da un infermieristico (novità) che dovrà collaborare con il medico anche nella gestione degli aspetti organizzativi, nella programmazione della presenza dei medici specialisti e delle prestazioni diagnostiche strumentali che le aziende sanitarie dovranno garantire nelle strutture protette. “L’obiettivo è qualificare l’assistenza sanitaria, ridurre le liste di attesa facilitando gli ospiti e le famiglie e contenendo il numero di accessi impropri al Pronto Soccorso”, sottolinea l’assessore. E, sempre in materia di assistenza specialistica, i nuovi accordi contrattuali prevedono che agli ospiti sia garantita la presenza periodica del medico odontoiatra e siano assicurate in loco le prestazioni di igiene dentale e di cura (altra novità).</p>
<p>Novità sono previste anche per l’attività riabilitativa: la presenza del fisioterapista verrà potenziata rispetto ai programmi di riabilitazione personalizzati che dovranno essere monitorati e modificati in relazione alle esigenze della persona assistita.</p>
<p>Infine, cambia anche l’assistenza farmaceutica, che ora dovrà essere estesa anche agli ospiti privi di impegnativa: così si qualifica il servizio residenziale e si garantisce un sicuro risparmio – sottolinea l’assessore &#8211;  sia alle famiglie e agli ospiti, sia al servizio sanitario regionale.</p>
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