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	<title>cassa integrazione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Melegatti, per ora niente CIG: via alla produzione per il periodo pasquale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/verona/2017/12/17/melegatti-ora-niente-cig-via-alla-produzione-periodo-pasquale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2017 13:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Melegatti]]></category>
		<category><![CDATA[pandoro]]></category>
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					<description><![CDATA[La cassa integrazione alla Melegatti non ci sarà. La svolta, come riferisce &#8216;L&#8217;Arena&#8217;, è arrivata dopo il vertice tra azienda, sindacati e commissari del Tribunale. I lavoratori torneranno a lavoro già in questa seconda parte di dicembre, si legge sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La cassa integrazione alla Melegatti non ci sarà. La svolta, come riferisce &#8216;L&#8217;Arena&#8217;, è arrivata dopo il vertice tra azienda, sindacati e commissari del Tribunale.</p>
<p>I lavoratori torneranno a lavoro già in questa seconda parte di dicembre, si legge sul giornale di Verona, per preparare la produzione pasquale e si è anche valutato di andare avanti ancora due giorni per produrre altri <b>5 mila dolci natalizi </b>per lo spaccio dello stabilimento di San Giovanni Lupatoto.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper">I dipendenti fissi, che sono circa una settantina, &#8220;proseguiranno il lavoro&#8221;, ha spiegato Maurizio Tolotto di Fai Cisl, come riporta &#8216;L&#8217;Arena&#8217;. &#8220;Dopo un lungo confronto per verificare le possibilità, è stata assicurata continuità &#8211; ha aggiunto &#8211; anche ai 14 tempi determinati&#8221;.</div>
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		<title>Lavoro, dalla Regione 1,9 milioni per esuberi da crisi aziendali</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/11/29/lavoro-dalla-regione-19-milioni-esuberi-crisi-aziendali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 17:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
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					<description><![CDATA[Le crisi aziendali sono in calo in Veneto ma la Regione decide comunque di far fronte all’accompagnamento dei lavoratori in esubero. Il 1° dicembre l’assessorato al Lavoro, guidato da Elena Donazzan, dà avvio ad nuovo bando per progetti di riqualificazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le crisi aziendali sono in calo in Veneto ma la Regione decide comunque di far fronte all’accompagnamento dei lavoratori in esubero. Il 1° dicembre l’assessorato al Lavoro, guidato da Elena Donazzan, dà avvio ad nuovo bando per progetti di riqualificazione professionale, orientamento e reimpiego di lavoratori coinvolti in crisi aziendali complesse.</p>
<p>“La situazione economica in Veneto – premette l’assessore &#8211; risulta essere in linea con un positivo andamento generalizzato. Anzi, registra una ripresa superiore alla media nazionale con un Pil che, nel primo trimestre 2017, è cresciuto dell 1,2 per cento. Anche le crisi aziendali sono diminuite e il report elaborato da Veneto Lavoro dimostra che, a settembre 2017, anche i lavoratori potenzialmente coinvolti nelle 51 nuove procedure di crisi sono diminuiti attestandosi 2.986 (nel 2016 erano 6.840).  Gli accordi sottoscritti tra le parti e accompagnati dalla nostra Unità di crisi – prosegue Elena Donazzan &#8211; sono fruitori di ulteriori strumenti per la riqualificazione e l’accompagnamento dei lavoratori che risultano in esubero rispetto alle crisi complesse da noi seguite. Obiettivo dei tavoli regionali e degli accordi che lì vengono sottoscritti è affrontare tempestivamente le emergenze e salvaguardare la continuità aziendale, prendendo in carico anche quei lavoratori che dovranno uscire dal perimetro dell’azienda per trovare una nuova occupazione”.</p>
<p>Tra le crisi complesse in questi giorni all’attenzione dell’assessorato regionale al Lavoro e della relativa l’Unità di crisi ci sono – esemplifica l’assessore &#8211; quella complessa di Pilkington, che prevede circa 400 esuberi, e quella del gruppo Stefanel che si sta concludendo con 28 esuberi concordati.</p>
<p>Con il nuovo bando, che sarà pubblicato sul Bur in uscita venerdì 1° dicembre, la Giunta regionale impegna altri 1,9 milioni del proprio bilancio per la riqualificazione e l’accompagnamento alla ricerca di nuovo lavoro di disoccupati, cassaintegrati, lavoratori in solidarietà e, novità di quest’ultimo intervento, anche dipendenti licenziati con procedure collettive da parte di aziende in crisi. Il nuovo bando finanzierà servizi di orientamento, accompagnamento e riqualificazione delle competenze sino ad un massimo di 6 mila euro per ogni singolo destinatario. E darà copertura anche ad eventuali incentivi e spese che possano facilitare il reimpiego dei lavoratori coinvolti dalle crisi aziendali.</p>
<p>Salgono così a 50 milioni di euro le risorse stanziate quest’anno dalla Regione per favorire l’occupazione e per il rilancio economico e occupazionale del tessuto produttivo. Dal 2015, data di inizio dell’attuale ciclo settennale di programmazione, la Regione ha stanziato 108 milioni di euro per interventi di politica del lavoro destinati alla rioccupazione.</p>
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		<title>Crisi Melegatti, sospesa la produzione. A Natale c&#8217;è il rischio di non trovare il pandoro della storica azienda veronese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/10/06/crisi-melegatti-sospesa-la-produzione-natale-ce-rischio-non-trovare-pandoro-della-storica-azienda-veronese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 11:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[Melegatti]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[pandoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Era l&#8217;azienda veneta simbolo degli anni a cavallo tra l&#8217;80 e il 90. Non c&#8217;era Natale senza il pandoro Melegatti, o semplicemente avvolti dal calore dello spot pubblicitario che ogni giorno entrava nelle case degli italiani. Tanto amarcord e qualche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era l&#8217;azienda veneta simbolo degli anni a cavallo tra l&#8217;80 e il 90. Non c&#8217;era Natale senza il pandoro Melegatti, o semplicemente avvolti dal calore dello spot pubblicitario che ogni giorno entrava nelle case degli italiani. Tanto amarcord e qualche lacrimuccia, aldilà del prodotto, l&#8217;ultra centenaria Melegatti aveva creato un mito che identificava l&#8217;arrivo delle festività natalizie. Oggi a piangere sono i loro dipendenti.</p>
<p>Dal 5 ottobre, infatti, sono in<strong> cassa integrazione</strong> i <strong>90 lavoratori</strong> degli stabilimenti centrali di San Giovanni Lupatoto e di quello di San Martino Buon Albergo, quest&#8217;ultimo inaugurato solo lo scorso febbraio per produrre croissant. L&#8217;ultracentenaria azienda dolciaria veronese che produce pandori  ha fermato la produzione sorprendendo tutti.</p>
<p>La crisi è profonda tanto da ritrovarsi con il gas staccato per bollette non pagate. In possesso del brevetto del Pandoro la storia della Melegatti conta 123 anni, e vanta una produzione ininterrotta anche durante le due guerre mondiali.</p>
<p>A cercare di placare una situazione che pare ormai segnata ci pensa <strong>Emanuela Perazzoli, </strong>Presidente e Amministratore delegato del Gruppo, <strong> &#8220;<em>riconosciamo il momento di crisi, </em></strong><em>il gruppo lo &#8220;aveva previsto e lo sta attraversando. Con il mese di novembre riprenderemo quota come deve essere e com&#8217;è sempre stato. I<strong>l Natale 2017 è alle porte e gli italiani lo trascorreranno con Melegatti come è tradizione dal 1894&#8243;. </strong></em></p>
<p>Le parole del Presidente, però, non hanno fatto breccia nel cuore del sindaco di <strong>San Giovanni Lupatoto</strong>, molto preoccupato per la crisi che ha colpito una delle aziende storiche, non solo del suo territorio, ma conosciuta in tutta Italia e nel mondo.</p>
<p>&#8220;<em>In Comune siamo tutti amareggiati, ci siamo mossi subito con la Prefettura che ha convocato un tavolo per martedì prossimo&#8221;</em>. ha detto il sindaco <strong>Attilio Gastaldello</strong>&#8220;.&#8221;<em>La prima cosa è essere al fianco di chi in questo momento è in difficoltà, non bisogna che la tensione prenda il posto della lucidità&#8221;.</em> <em>L&#8217;amministrazione comunale c&#8217;è</em>&#8221; -ha concluso il sindaco di San Giovanni Lupatoto.<br />
Al tavolo di crisi alla Prefettura di Verona il 10 ottobre sono state convocate le organizzazioni sindacati in rappresentanza dei lavoratori e la dirigenza della Melegatti.</p>
<p>Ma cos&#8217;è successo a questa<strong> eccellenza del <em>made in Italy </em></strong>che ha il <strong>15% circa del mercato dei prodotti di Natale</strong>, fattura <strong>70 milioni</strong> (voce in crescita) a fronte di un<strong>indebitamento di circa 40 milioni</strong>, ma che<strong> da tre anni chiude in perdita</strong> e che è alle <strong>prese con un complesso piano di riposizionamento industriale</strong> dai <strong>tradizionali prodotti da forno da ricorrenza</strong> (da cui deriva circa il 70% del fatturato, percentuale che deve scendere nel prossimo quinquennio, da piano, al 35) <strong>a quelli continuativi</strong>, come le <em>brioche</em> e simili?</p>
<p>La sfida, come si legge su affaritaliani.it, è quella difficile della sterilizzazione della stagionalità e della crescita e i<strong> mali arrivano da lontano:</strong> un<strong> azionariato molto diviso</strong> che<strong> da 10 anni </strong>non fa altro che <strong>litigare bloccando gli investimenti</strong>,<strong> errate scelte di <em>marketing</em></strong>, la <strong>concorrenza dei <em>competitor </em></strong>sempre più agguerrita che erode i margini e le <strong>difficoltà di messa a regime</strong> connesse all&#8217;<strong>ultimo investimento da 15 milioni di euro</strong> in cui <strong>la Melegatti ha aperto il suo secondo stabilimento</strong>. Un’area di <strong>21 mila metri quadrati</strong>, 12 mila coperti, da dedicare interamente al<strong> settore dei <em>croissant</em> </strong>(200 milioni di pezzi all’anno, con una media giornaliera di circa 840 mila, impiegando<strong> 30-60 lavoratori</strong> a seconda del picco) con cui forse <strong>la Melegatti ha fatto il passo più lungo della gamba</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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