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	<title>centesimi &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Chiusa la produzione di monete da 1 e 2 centesimi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/02/01/chiusa-la-produzione-monete-1-2-centesimi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2018 11:02:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">La notizia è passata un po’ in sordina per l’opinione pubblica, ma non per gli addetti ai lavori, in particolare per i titolari di negozi nei cui scaffali non mancano prodotti con prezzi che comprendono anche i centesimi. Stiamo parlando della <strong>sospensione</strong> del conio delle monetine metalliche da 1 e 2 centesimi di euro, disposto a decorrere dall’<strong>1 gennaio 2018</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Questa decisione, motivata dallo scarso utilizzo delle monetine la cui produzione però è alquanto costosa (<strong>per coniare una moneta da 1 centesimo lo Stato ne spende 4,5</strong>), non avrà probabilmente particolari riflessi nel breve periodo, perché <strong>continueranno ad avere valore legale</strong> e potranno essere ancora scambiate. Nel caso però il consumatore, al momento di pagare l’importo dello scontrino, non abbia nel portafogli monete da 1 o 2 centesimi, così come non siano disponibili dal negoziante per dare il resto, <strong>scatta l’arrotondamento</strong>. La norma in questo caso prevede che “l’<strong>importo è arrotondato</strong>, a tutti gli effetti, per eccesso o per difetto, al multiplo dei cinque centesimi più vicino”. In sostanza, si effettua un arrotondamento per difetto se l’importo è, ad esempio, di 10,52 euro (arrotondati a 10,50) e per eccesso se l’importo è, ad esempio, 10,53 euro (arrotondato a 10,55).</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><br />
“<em>Non credo che questa novità porterà particolari disagi ai consumatori</em> – è il commento di Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza -,<em> mentre qualche piccolo correttivo lo comporta per i negozianti, che devono tenere il registro dei corrispettivi, indicando gli arrotondamenti contabili attivi e passivi. I nostri uffici sono comunque pronti a rispondere a tutte le richieste di chiarimento e a valutare eventuali casi particolari che si dovessero verificare”.</em></span><em> </em><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><br />
Da rilevare, poi, che l’arrotondamento non vale qualora il pagamento sia effettuato con bancomat o carta di credito, perché ovviamente, in questo caso, non si tratta di estrarre dal portafoglio le famose monetine. A tale proposito, agli uffici di Confcommercio Vicenza arrivano molte richieste degli associati sull’obbligo di accettazione di pagamenti con il terminale Pos, ma novità sull’argomento non ce ne sono: anche gli ultimi provvedimenti legislativi di natura finanziaria approvati in materia di servizi di pagamento nel mercato interno, non sono intervenuti in materia </span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">di sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti tramite carte di credito e di debito. “<em>Su questo tema la nostra posizione è chiara</em> – conclude il direttore Confcommercio Ernesto Boschiero -:<em> prima di obbligare i negozianti ad accettare il bancomat o la carta di credito, obblighino le banche ad abbassare i costi di transazione. Non si capisce perché, a pagare per la diffusione della moneta elettronica devono essere i “soliti noti”, vale a dire i commercianti, e non gli Istituti di Credito che ne traggono il vero vantaggio”.</em></span><em> </em></p>
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