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	<title>Centri Antiviolenza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Donne vittime di violenza, in arrivo dalla Regione Veneto 1,2 milioni di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/20/donne-vittime-violenza-arrivo-dalla-regione-veneto-12-milioni-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2017 20:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Centri Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[La giunta regionale su proposta dell’assessore ai servizi sociali Manuela Lanzarin ha ripartito le risorse del “Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle Pari opportunità 2015-2016”, assegnate con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministeri del 25 novembre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>La giunta regionale su proposta dell’assessore ai servizi sociali Manuela Lanzarin ha ripartito le risorse del “Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle <strong>Pari opportunità</strong> 2015-2016”, assegnate con Decreto della <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministeri</strong> del 25 novembre 2016 per potenziare l’assistenza ed il sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli. Alla Regione del Veneto è stato attribuito un importo complessivo di circa <strong>1.286.715 euro</strong>.</div>
<div></div>
<div>“<em>Sono finanziamenti che si sono fatti attendere a lungo</em> – sottolinea l’assessore Lanzarin – <em>ma ora che sono nella nostra disponibilità li useremo per aumentare la diffusione di questi servizi sul territorio e garantire maggiori possibilità di far emergere il fenomeno della violenza, mettendo a disposizione delle donne qualificati punti di ascolto e assistenza e aumentando le possibilità di operare efficacemente per la prevenzione e il contrasto degli episodi di violenza, indirizzando e sostenendo le donne in percorsi di uscita”.</em></div>
<div></div>
<div>In base al decreto, l’importo assegnato al <strong>Veneto</strong> dovrà essere utilizzato per l’istituzione di nuovi centri antiviolenza e di nuove case rifugio (435.494 euro); per integrare gli interventi regionali già operativi volti ad attuare azioni di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli, sulla base della programmazione regionale; per i centri antiviolenza pubblici e privati (428.912 euro), per le case rifugio pubbliche e private (323.907 euro).</div>
<div></div>
<div>Sulla base di questi criteri – fa presente Manuela Lanzarin – abbiamo proceduto al riparto nel rispetto della normativa regionale in materia (L.R. n. 5/2013) e sentito il parere del “Tavolo di coordinamento regionale per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne”</div>
<div>.</div>
<div>Per quanto riguarda l’istituzione di nuove strutture,<strong> 80.000 euro</strong> saranno destinati all’apertura di un nuovo <strong>centro antiviolenza</strong> nel territorio regionale per poter raggiungere il numero di 22 calcolato come standard di riferimento per la <strong>Regione del Veneto</strong> con decreto governativo del 24 luglio 2014; <strong>195.494 euro</strong> all’apertura di nuovi sportelli nei centri antiviolenza già operanti al fine di migliorare la rete dei servizi offerti sul territorio regionale; <strong>160.000 euro</strong> all’apertura di due nuove case rifugio nel territorio regionale per permettere una maggiore copertura territoriale. Potranno presentare domanda di contributo i comuni e le aziende unità locali socio sanitarie (ULSS) del Veneto in forma singola, associata o in convenzione con altri soggetti operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza.</div>
<div></div>
<div>I <strong>98.402</strong> euro assegnati al Veneto per il finanziamento aggiuntivo degli interventi regionali già operativi saranno destinati al finanziamento di piani di comunicazione presentati dai Comuni e dalle le Aziende ULSS del Veneto in forma singola o associata, in partenariato con i<strong> Centri Antiviolenza</strong> e le Case Rifugio. Saranno finanziate iniziative di divulgazione per far conoscere i servizi per il sostegno alle donne vittime di violenza, i percorsi “rosa” attivi all’interno delle strutture ospedaliere, la rete dei servizi socio sanitari, i protocolli operativi con le Forze dell’Ordine, le Prefetture e i Tribunali; iniziative di sensibilizzazione , volte a diffondere una cultura delle pari opportunità e uguaglianza di genere per prevenire e contrastare la violenza contro le donne; azioni educative nelle scuole, finalizzate a prevenire e contrastare la violenza contro le donne attraverso l’educazione alla pari dignità delle persone e alla legalità.</div>
<div></div>
<div>Infine i 428.912 euro da destinare ai centri antiviolenza pubblici e privati saranno distribuiti nella misura di 20.424,38 euro a ciascuno dei 21 centri già esistenti in Veneto; mentre i 323.907 euro da destinare alle case rifugio pubbliche e private sono stati ripartiti nella misura di 32.390,70 a ciascuna delle 10 strutture presenti sul territorio regionale.</div>
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		<title>Violenza sulle donne, aumentano vittime prese in carico in Veneto. Solo 1 su 4 denuncia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 17:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Nordio]]></category>
		<category><![CDATA[Centri Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Flaminia Bolzan]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Slepoj]]></category>
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					<description><![CDATA[Aumenta il numero delle donne prese in carico dai centri antiviolenza in Veneto: lo scorso anno sono state 2711 le donne (spesso con figli), 74 in più del 2016 (+2,8%), che si sono rivolte ad uno dei 40 centri e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumenta il numero delle donne prese in carico dai centri antiviolenza in Veneto: lo scorso anno sono state 2711 le donne (spesso con figli), 74 in più del 2016 (+2,8%), che si sono rivolte ad uno dei 40 centri e sportelli della rete presente in Veneto. In pratica, una donna ogni 900 residenti in Veneto, ha preso contatto con un centro antiviolenza per l’avvio di un percorso di aiuto/protezione/uscita dalla violenza. E’ quanto evidenzia il rapporto annuale sull’attività dei centri in Veneto, in applicazione della legge regionale 5/2013 “Interventi regionale per prevenire e contrastare la violenza contro le donne, che l’assessore regionale al Sociale ha presentato ai responsabili delle strutture e al tavolo regionale di coordinamento per la prevenzione del fenomeno.</p>
<p>Il rapporto 2016 consente di tracciare l’identikit delle donne che si rivolgono ai Centri antiviolenza: prevalgono le italiane (70%), tra i 30 e i 50 anni, coniugate (48%), con figli (il 66%). In prevalenza (60%) hanno un grado di istruzione medio alta e sono occupate (57%). Le violenze di cui sono vittime sono in prevalenza psicologiche, economiche, e di persecuzione verbale (1901 casi di stalking); 1355 hanno denunciato anche episodi di violenza fisica. Gli autori sono quasi sempre il coniuge o il convivente o l’ex partner. Ma sono poche a fare ricorso alle forze dell’ordine: solo una su quattro delle 2711 donne prese in carico ha sporto denuncia.</p>
<p>“In Veneto la rete c’è, è attiva e lavora bene – commenta l’assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin – grazie alla forte sinergia tra pubblico e privato e al sostegno regionale, che ha fatto anche supplenza a quello governativo. Tra centri antiviolenza, case protette di primo e secondo livello e sportelli decentrati, il Veneto dispone di un punto di ascolto e accoglienza ogni 63 mila donne. Tutte strutture che riescono ad operare grazie ai finanziamenti pubblici. La Regione ha investito 400 mila euro sino al 2018 per contribuire all’operatività dei centri antiviolenza, provvedendo ad anticipare parte dei fondi governativi promessi, che per la nostra Regione valgono quasi un milione di euro e sono fondamentali per la sopravvivenza delle strutture e della rete di volontari e professionisti che assistono donne e minori. Il finanziamento pubblico arriva a coprire l’87% dei costi della rete”.</p>
<p>Gli sportelli e le strutture della rete prendono in carico sempre più spesso anche i figli minori: nel 2016 sono stati 1604 i bambini e i ragazzi che hanno assistito alla violenza subita dalle loro madri e hanno trovato supporto psicologico, legale, sanitario, scolastico e abitativo nei centri antiviolenza, in connessione diretta con i Servizi sociali e il Tribunale dei Minori. Per loro spesso scatta anche la presa in carico materiale, dall’abbigliamento alla didattica, quando vengono ospitate negli alloggi di secondo livello.</p>
<p>“Dal rapporto ricaviamo anche preziose indicazioni per migliorare il servizio – aggiunge l’assessore – Da quest’anno la Regione raccoglierà dai gestori delle strutture anche informazioni più puntuali e personalizzate sulle donne accolte, le tipologia di violenze subite e le relazioni con il soggetto maltrattante, i tipi di servizi offerti, il percorso dei figli ‘testimoni’ di violenza. L’obiettivo è monitorare e qualificare ulteriormente il servizio, anche al fine ai una corretta ed omogenea ripartizione dei fondi pubblici. Il punto di forza della rete veneta sta infatti nella sua capillarità e articolazione: 20 sportelli antiviolenza, 9 case rifugio (con permanenza protetta e segreta per circa 3 mesi), 11 case di secondo livello, per percorsi più lunghi verso l’autonomia e di superamento delle violenze”.</p>
<p>I dati del rapporto, i numeri dei femminicidi e delle violenze subite dalle donne e le strategie di prevenzione e contrasto saranno al centro anche del convegno regionale promosso dall’assessorato alle Pari opportunità della Regione Veneto, in collaborazione con l’assessorato al Sociale, giovedì 15 giugno a palazzo Ferro-Fini (sede del Consiglio regionale del Veneto), in sala Cuoi (ore 11-13), con la partecipazione del magistrato Carlo Nordio, della psicoterapeuta Vera Slepoj e della criminologa Flaminia Bolzan</p>
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