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	<title>Centro Antiviolenza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>L&#8217;assessore Porelli contro il Ddl Pillon: &#8220;Segnale di arretramento culturale&#8221; -VIDEO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 16:25:45 +0000</pubDate>
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<p>“Il disegno di legge Pillon rappresenta un arretramento culturale perché prevede regole standard da applicare a tutte le separazioni, senza fare gli opportuni distinguo, come è imprescindibile fare nel diritto di famiglia, a partire dagli interessi dei minori&#8221;. E&#8217; una critica senza giri di parole quella dell’assessore alle risorse umane con delega alle pari opportunità del Comune di Vicenza<strong> Valeria Porelli</strong>.</p>
<p>Obiettivo il disegno di legge che prende il nome dal senatore della Lega primo firmatario del testo. Un ddl oggetto di tante critiche in queste settimane, non ultima quella del vicepremier Luigi Di Maio, che ieri ha annunciato di voler chiedere modifiche al testo soprattutto per quanto riguarda il tema dell&#8217;affidamento dei figli in casi di divorzio.</p>
<p>Sabato 10 novembre alle ore 10 a partire dall&#8217;Esedra di Campo Marzo si terrà un corteo contro il disegno di legge Pillon. Il corteo fa parte di una mobilitazione generale indetta dall&#8217;associazione nazionale DIRE ed è in programma in molte piazze d&#8217;Italia.</p>
<p>&#8220;All&#8217;iniziativa prenderò parte anch&#8217;io, in primis come professionista, facente parte dell&#8217;Osservatorio del diritto di famiglia&#8221;, ha aggiunto l&#8217;assessore. &#8220;Le stesse procedure previste dal disegno di legge sono segno di un arretramento strutturale in quanto, distinguendo il genitore ricco da quello povero, vanno ad incrementare le situazioni di violenza economica”.</p>
<p>Il tema del ddl Pillon è stato sollevato questa mattina, venerdì 9 novembre, nel corso di una conferenza stampa di presentazione delle iniziative legate alla Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre. Il programma è stato presentato a Palazzo Trissino dall’assessore Porelli e dalla presidente dell&#8217;associazione Donna chiama Donna onlus che gestisce il Centro comunale Antiviolenza Maria Zatti. &#8220;Il ddl introduce l&#8217;obbligo della mediazione a pagamento. Un obbligo che, nel caso di violenza, è vietata dalla Convenzione di Istanbul&#8221; ha sottolineato Maria Zatti. &#8220;Questa proposta di legge è adultocentrica, non tiene conto delle esigenze dei figli, ci farebbe tornare indietro di 50 anni&#8221;.</p>
<p>Dal 9 novembre al 3 febbraio sono in programma spettacoli teatrali, convegni, serate informative, eventi sportivi, marce e cortei, tavole rotonde, presentazione di libri e mostre. Tutti gli eventi hanno un unico filo conduttore: la riflessione sul tema della violenza alle donne. La maggior parte degli appuntamenti è ad ingresso libero; alcuni prevedono la raccolta di offerte per sostenere progetti specifici.</p>
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		<title>Centro antiviolenza e casa rifugio di Schio, in arrivo 25mila euro dalla Regione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/schio/2018/01/16/centro-antiviolenza-casa-rifugio-schio-arrivo-25mila-euro-dalla-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2018 15:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Schio]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[casa rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Marigo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà di 25mila euro il contributo che la Regione Veneto ha deciso di erogare al centro antiviolenza e alla casa rifugio di Schio, che si somma al contributo statale di 50.000 euro, ricevuto lo scorso agosto. In questo modo, l&#8217;attività [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Sarà di 25mila euro il contributo che la Regione Veneto ha deciso di erogare al centro antiviolenza e alla casa rifugio di Schio, che si somma al contributo statale di 50.000 euro, ricevuto lo scorso agosto.</p>
<p align="JUSTIFY">In questo modo, l&#8217;attività del Centro Antiviolenza Sportello Donna “Maria Grazia Cutuli” e la Casa Rifugio risulta in buona parte finanziata fino a febbraio 2019.</p>
<p align="JUSTIFY">“<em>È Una buona notizia &#8211;</em> sottolinea Cristina Marigo, assessore al Sociale e alle Politiche della Famiglia – <em>queste strutture svolgono una funzione importantissima, non solo a livello strettamente locale, ma allargata a un territorio ben più ampio. Il nostro centro infatti ospita donne provenienti da tutto l’Alto Vicentino e dal Veneto, proprio per rispondere a una domanda di protezione che spesso deve allontanare le vittime dal luogo di residenza. In Veneto i Centri Antiviolenza sono 21 e le Case Rifugio 10, ma la domanda è alta e il contrasto a questi fenomeni non può prescindere dal lavoro in rete. Ecco perché i contributi regionali e statali garantiscono di fatto il mantenimento di questi importanti servizi a largo raggio e sono anche un riconoscimento alla validità di questi presidi e al nostro impegno, che su questo fronte è sempre presente</em>”.</p>
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		<title>Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, tanti eventi a Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/11/14/giornata-internazionale-la-violenza-sulle-donne-tanti-eventi-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 20:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne che sarà celebrata con un fitto calendario di iniziative curate dall&#8217;ufficio Pari opportunità del Comune di Vicenza in collaborazione con la Consulta comunale per le Politiche di Genere e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 novembre ricorre la <strong>Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne che sarà celebrata con un fitto calendario di iniziative curate </strong>dall&#8217;ufficio Pari opportunità del Comune di Vicenza in collaborazione con la Consulta comunale per le Politiche di Genere e con numerose associazioni femminili del territorio.</p>
<p><strong>Dal 16 al 29 novembre</strong> sarà possibile assistere a spettacoli teatrali e a concerti, partecipare a convegni, ad incontri e ad eventi sportivi, visitare mostre con un unico filo conduttore: la riflessione sul tema della violenza alle donne. La gran parte degli appuntamenti sono ad ingresso libero oppure prevedono la raccolta offerte per sostenere progetti specifici.</p>
<p>Il programma è stato presentato oggi nella nuova sede del Centro antiviolenza (in stradella Cappuccini 67) dall’assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, dal consigliere comunale delegato alle Pari opportunità Everardo Dal Maso e per l&#8217;associazione Donna chiama Donna onlus che gestisce il Centro comunale Antiviolenza, dalla presidente Laura Zanichelli, e dalla vicepresidente Maria Zatti. Erano presenti anche Lucia Fazzina, presidente del comitato pari opportunità dell’ordine degli avvocati di Vicenza, Daniela Rossettini che ha ideato il video “Basta un NO”, e le volontarie del CeAv.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/basta-violenza-sulle-donnee2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-8226" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/basta-violenza-sulle-donnee2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/basta-violenza-sulle-donnee2-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/basta-violenza-sulle-donnee2-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/basta-violenza-sulle-donnee2-1024x768.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/basta-violenza-sulle-donnee2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>“<em>A cinque anni dall’apertura del centro Antiviolenza sono 1100 i contatti ricevuti e quasi 600 le donne prese in carico, per la maggior parte si riferiscono alla città (riguardano infatti anche i comuni appartenenti al distretto est dell’Aulss 8 Berica) e che non vorremmo leggere in un territorio come il nostro che ha un buon tenore di vita</em> – ha spiegato <strong>il consigliere comunale delegato alle Pari opportunità Everardo Dal Maso &#8211;</strong>. <em>Sempre di più dobbiamo cercare di convincere le donne ad uscire dalla spirale della violenza contattando il centro Antiviolenza per avere un primo supporto. In occasione del 25 novembre abbiamo predisposto un calendario di eventi dalla differente tipologia proprio per raggiungere un pubblico più vario, ed in particolare donne con interessi diversi, con l’obiettivo di far capire loro, nel caso subissero maltrattamenti o conoscessero persone che li subiscono, che si può ricominciare una nuova vita attraverso tutti gli strumenti che mettiamo a disposizione. Episodi di violenza sono riscontrati in ogni ceto sociale e nazionalità: spesso per mancanza di coraggio o perché ci si colpevolizza non si riesce a dare una svolta. La promozione degli eventi e la visibilità che cerchiamo costantemente di dare al Centro antiviolenza servono proprio a spiegare che la donna può farcela a ribellarsi sapendo di non essere più sola”.</em></p>
<p>“<em>Siamo qui oggi nella nuova sede del Centro antiviolenza, luogo particolarmente accogliente grazie all&#8217;impegno e al coinvolgimento dell&#8217;associazione Donna chiama Donna che gestisce il Centro comunale dalla nascita cinque anni fa. Il Centro è un servizio fondamentale dove le donne trovano un accompagnamento professionale per uscire da situazioni di violenza</em> – sottolinea<strong> Isabella Sala, assessore alla comunità e alle famiglie</strong> – . <em>È per noi molto importante la condivisione del progetto fra tutti i 38 comuni dell’ex Ulss 6, oggi Distretto Est, avvenuta compiutamente di recente con una convenzione condivisa. Attualmente sono più numerose le donne della città che si rivolgono al Ceav, probabilmente perché è proprio qui che il servizio è nato ed è più conosciuto, anche se sappiamo che, in generale, purtroppo solo una piccola percentuale di donne chiede aiuto per uscire dalla violenza subita. Dobbiamo cercare di far conoscere sempre di più il servizio perché tutte le donne possano sapere di avere un riferimento certo, che dia consulenza specializzata e gratuita nel rispetto della loro privacy e delle loro scelte di vita. La violenza sulle donne è un aspetto drammatico e aberrante della nostra società, parte da una idea di possesso di una persona nei confronti di una altra, di uno stato di sudditanza che è fisica, ma spesso psichica, ed economica, come dicono i dati per cui il 46% delle donne che afferiscono al Centro non hanno un reddito autonomo. Le donne devono credere in se stesse, trovare servizi pubblici e persone loro vicine che le aiutino a capire come essere aiutate nella fase dell&#8217;uscita dalla violenza e in quella altrettanto difficile della ripartenza. Per questo, per le donne che, una volta uscite dal percorso nel centro Antiviolenza si trovano a riprendere in mano la propria vita, abbiamo creato all&#8217;inizio dell&#8217;anno il progetto della Valigia di Caterina, un aiuto in quella che consideriamo una fase molto critica: ad oggi sono già cinque le donne aiutate grazie a tutti coloro che hanno donato denaro a questo scopo o organizzato eventi a scopo benefico con oltre 12.000 euro raccolti per dare alle donne opportunità abitative, di lavoro, per prendersi cura della salute e dei figli. Un progetto di comunità in cui chiunque può contribuire creando iniziative, donando, partecipando”.</em></p>
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<p><strong>Programma</strong></p>
<p>Sono due gli appuntamenti cuore dell’iniziativa, che si ripetono ogni anno e che sono sempre molto sentiti e partecipati.</p>
<p>Innanzitutto con la <strong>Marcia silenziosa</strong> di <strong>sabato 25 novembre</strong>, con partenza alle 15.30 da Campo Marzo e arrivo in piazza Biade, a cura della Consulta per le Politiche di Genere del Comune di Vicenza, dell’Associazione Donne Medico della Provincia di Vicenza e del CeAv, verranno ricordate – senza parole &#8211; le vittime che parlano tutte le lingue del mondo. A conclusione l’Orchestra Giovanile Vicentina eseguirà una performance musicale possibile grazie al contributo di Soroptimist.</p>
<p><strong>Lunedì 20 novembre</strong>, dalle 14.30 alle 18.30, il convegno nella sede dell’Associazione Industriali, in piazza Castello 3, farà il punto sul tema “<strong>Violenza di genere, violenza intrafamiliare e violenza assistita: quali tutele?”.</strong> Numerosi gli interventi: avvocato Ida Grimaldi, componente della Commissione Famiglia dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, Maria Serenella Pignotti, AOU Meyer Firenze, Pediatra, Medico Legale, Perito Forense, Orietta Canova, pubblico Ministero del Tribunale di Vicenza, avvocato Lucia Fazzina, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza. Inoltre ci l’onorevole Daniela Sbrollini el’avvocato Roberta Ruggeri. Porteranno i saluti l’avvocato Fabio Mantovani, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza; il presidente dell’ordine dei giornalisti; l’avvocato Everardo Dal Maso, presidente della Consulta per le Politiche di Genere del Comune di Vicenza. Introduce e modera: Elisa Santucci, giornalista e Sindaco di Monteviale. Conclude Maria Luisa Quadri, psicologa-psicoterapeuta<strong>.</strong></p>
<p>Anche attraverso lo sport sarà possibile dare un segnale di stop alla violenza.<strong> Sabato 25 novembre,</strong> dalle 10 alle 12 da piazza San Lorenzo, <strong>Women in run</strong> promuovono <strong>“Vicenza di corsa contro la violenza”</strong>: 10 chilometri di corsa o 5 di camminata per le vie del centro. L’offerta libera prevista per la partecipazione verrà devoluta al CeAv. Inoltre Women In Run metteranno in vendita il loro calendario &#8220;Un pensiero al giorno per dire stop alla violenza”.</p>
<p><strong>Tre spettacoli teatrali</strong> offriranno una differente opportunità di riflessione.</p>
<p><strong>Giovedì 16 novembre</strong> alle 21 al Teatro San Marco <strong>“Donne dimenticate: luci e ombre di una città”</strong>. Opera teatrale, ispirata dal libro “Vicenza emozioni in cammino”, prodotta dall&#8217;associazione teatrale “Città di Vicenza”, con la regia di Liliana Boni Baldo, in collaborazione con le associazioni culturali “L’IdeAzione” e “Note Vocali”, racconta una Vicenza dove hanno sofferto e combattuto molte donne vissute tra il ‘400 e il ‘900. Parte del ricavato del biglietto, del costo di 10 euro, sarà destinato al progetto <strong>“La valigia di Caterina”.</strong></p>
<p><strong>Venerdì 17 novembre</strong> alle 21, al Teatro Astra, il Teatro della Cenere metterà in scena <strong>“Troiane”</strong>, opera teatrale ispirata alla tragedia euripidea e al mito omerico in cui si narra del destino di violenza e coraggio delle principesse sconfitte nella guerra di Troia. Regia e sceneggiatura di Marta Scaccia. Interpreti: Martina Camani, Maria Cascone, Roberto Lorenzin, Elisabetta Luise, Francesco Merenda, Laura Mondin, Enrico Stecchezzini (ingresso 5 euro).</p>
<p><strong>Domenica 26 novembre</strong> alle 18 in Circoscrizione 6 (via Thaon di Revel 44) teatro-forum, del Centro CAPTA di Vicenza <strong>“Catene violente”</strong> con il coinvolgimento del pubblico. A cura del Gruppo Donne Cgil Vicenza.</p>
<p>La violenza sulle donne verrà descritta da tre <strong>mostre</strong>.</p>
<p><strong>Da lunedì 20 novembre a giovedì 30 novembre</strong> in circoscrizione 6 in via Thaon di Ravel 44 dipinti ad olio su tela e disegni a china, acquerello e pastello e poesie andranno a comporre la mostra <strong>“Un mondo accanto”</strong>, autore e curatore Roberto Rossi, con il sostegno dell’Associazione Vicenza in Centro. <strong>Inaugurazione sabato 18 novembre alle alle 17.30.</strong></p>
<p>Al <strong>Galla Caffè</strong> nella mostra fotografica <strong>“In your shoes”</strong> saranno protagonisti gli scatti di Linda Scuizzato che ha intervistato e fotografato le vedove residenti a Gorkha, Macchegaun e Dharmastali in Nepal e le bambine della scuola Pardada Pardadi in Uttar Pradesh, India. Si potranno ammirare<strong> da giovedì 23 novembre a sabato 6 gennaio</strong> <strong>2018</strong>, a cura di Scuizzato e dell’Associazione Women for Freedom di Marostica.</p>
<p><strong>A Palazzo San Giacomo</strong> (Biblioteca civica Bertoliana) <strong>dal 25 novembre al 10 dicembre</strong> le sculture <strong>“Inviolabili</strong>” di Andrea Meneghetti mostreranno corpi femminili filiformi, smaterializzati, quasi a voler privare le donne di quella componente tangibile, troppo spesso oggetto di violenza.</p>
<p>​<strong>Andrea Meneghetti</strong> è anche autore delle sculture esposte <strong>dal 25 novembre al 31 gennaio</strong> al Museo naturalistico archeologico<strong>. “Le nuove Afroditi”</strong> sono sculture antiche e moderne, affiancate le une alle altre, a rappresentare un pantheon femminile nei confronti del quale, a parere dell’artista, la violenza di genere non dovrebbe avere spazio. Entrambe le esposizioni sono curate da Domenico Iaracà, referente DELOS per Latente&gt;Diffusa</p>
<p>“<strong>In-canto contro la violenza”</strong> è un <strong>concerto</strong> di beneficenza a sostegno di progetti in favore delle bambine indiane vittime di violenza. Il Coro Phoenix in-canto diretto dal Maestro Roberto Fioretto si esibirà <strong>domenica 26 novembre</strong>alle 16 alla chiesa di San Carlo di Villaggio del Sole. A cura dell’associazione Presenza Donna in collaborazione con Satyagraha, Phoenix in-canto, Parrocchia di San Carlo.</p>
<p>Infine <strong>mercoledì 29 novembre </strong>alle 18 la rassegna si chiuderà in Circoscrizione 6 con l’incontro <strong>“Misure contro la violenza intrafamiliare”</strong>, a cura dell’ufficio Pari Opportunità e della Consulta per le Politiche di Genere del Comune di Vicenza.</p>
<p><strong>Domenica 12 novembre al Teatro Astra,</strong> dalle 9 alle 12,<strong> </strong><strong>è stato</strong><strong> girato il video “Basta un NO” </strong>sviluppato da un’idea di Stefania Gaias e Daniela Rossettini. Protagonisti del video sono gli uomini che appartengono a sfere professionali diverse ma che condividono in questa occasione un pensiero comune che si esprime con una risposta corale: “no alla violenza” (non è consentito l’accesso al pubblico).</p>
<p>La realizzazione del video è stata possibile grazie alla collaborazione della Piccionaia, che ha messo a disposizione gratuitamente il Teatro Astra, di Piero Zannelli, che curerà le riprese e il montaggio del video, di Paola Rossi che sarà l’unica voce femminile, di IdeeinArte che ne ha curato l’organizzazione, e dell’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Vicenza.</p>
<p>Gli uomini-attori che hanno aderito a questa iniziativa sono: Evaristo Arnaldi, medico-dentista, Alberto Beltrame- imprenditore, Roberto Borillo-dj, Enrico Bressan-H dj, Giacomo Cirella-operatore dello spettacolo, Carlo Dal Bianco-architetto, Everardo Dal Maso-avvocato, Daniel Donà-barista, Mariano Doria-insegnante e musicista, Enrico Meneguzzo insegnante di scienze motorie, Pierluca Padoan-chimico, Piergiorgio Piccoli-attore e regista, Nicola Piovesan-farmacista e scrittore, Carlo Presotto-attore e regista, Marco Rabito-tecnico meteorologo, Claudio Rossi-parrucchiere, Raffaele Ruffilli-stilista, Michele Sguotti-insegnante e musicista, Roberto Turrin imprenditore QFOOD.</p>
<p>Le informazioni complete su ciascun evento si possono trovare nel pieghevole diffuso in città e nel <a href="http://www.comune.vicenza.it/vicenza/eventi/evento.php/184849">calendario eventi </a>del sito del Comune di Vicenza-</p>
<p>Informazioni: Ufficio Pari Opportunità, corso Palladio 98, tel 0444 222162 <a href="mailto:pariopp@comune.vicenza.it">pariopp@comune.vicenza.it</a>, <a href="http://www.comune.vicenza.it/">www.comune.vicenza.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Centro comunale Antiviolenza</strong></p>
<p>Oggi è anche l’occasione per presentare <strong>la nuova sede del Ceav</strong> trasferitosi da alcuni giorni da via Torino, in stradella Cappuccini 67. Nella nuova sede lo sportello continuerà a rimanere aperto con i consueti orari: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14.30, il giovedì dalle 9 alle 17 (0444230402, <a href="mailto:ceav@comune.vicenza.it">ceav@comune.vicenza.it</a>, per informazioni consultare la <a href="http://www.comune.vicenza.it/cittadino/scheda.php/61041,71654">scheda </a>dedicata)</p>
<p>In cinque anni di attività il Centro Antiviolenza è diventato un punto di riferimento per donne che subiscono violenza. Dall’aprile 2012 il Centro ha ricevuto 1105<strong> </strong>contatti: utenti e operatori del territorio si sono rivolti al CeAv per richiedere consulenza, orientamento, informazioni o per fissare un appuntamento.</p>
<p>Dalla sua apertura il CeAv ha preso in carico 578 situazioni di violenza o maltrattamento, soprattutto da parte del partner, dato in linea con quelli riportati dalle statistiche nazionali. Di queste sono 96 i casi attualmente ancora aperti. Si tratta di numeri importanti, soprattutto se teniamo conto che l’ultima indagine Istat sulla violenza di genere in Italia ha messo in rilievo come il numero delle donne vittime di maltrattamenti che si rivolge ai Centri Antiviolenza sia ancora molto basso (4,9%), dato che lascia supporre quale possa essere la reale portata del fenomeno nel nostro territorio.</p>
<p>La competenza territoriale del CeAv riguarda l’ex Ulss 6, all’interno della quale circa un terzo della popolazione risiede a Vicenza. Tra gli utenti il 56%, più della metà quindi delle donne che hanno avuto accesso al nostro servizio risultano infatti provenire dal Comune di Vicenza e solo il 41% dai comuni appartenenti al Distretto Est dell’Aulss 8 Berica (ex Ulss 6). Il restante 3% è composto da utenti residenti fuori dal territorio ma domiciliati nei comuni di competenza in situazioni di emergenza. E’ evidente come il servizio sia consolidato e riconosciuto in città; si prevede, pertanto di avviare iniziative di sensibilizzazione e informazione nei comuni della provincia.</p>
<p>Il 67% dell’utenza del Centro Antiviolenza è di nazionalità italiana mentre il 33% straniera, circa i due terzi degli accessi al servizio riguarda donne italiane.</p>
<p>Più della 50 % delle donne prese in carico dal Centro Antiviolenza, al momento della presa in carico convive con il maltrattante, generalmente il compagno o il marito; più della metà hanno figli minori (338 su 578); quasi il 46% delle donne prese in carico risultano prive di reddito. Questi elementi evidenziano una situazione di fragilità socio-economica cui una donna può andare incontro se decide di lasciare il maltrattante. Per circa la metà delle donne che si rivolge al servizio<strong>,</strong> uscire da una situazione di maltrattamento risulta difficile in quanto richiede risorse, soprattutto economiche, difficilmente raggiungibili.</p>
<p>Sul totale delle 578 persone prese in carico, più di 30 si sono rivolte nuovamente al centro dopo un certo periodo di tempo dalla chiusura del caso perché si sono ritrovate nuovamente in una situazione di violenza oppure hanno necessità di un orientamento: ciò dimostra che il centro rimane un punto di riferimento nel tempo.</p>
<p>Le persone che hanno sporto denuncia o i casi di denuncia d’ufficio sono poco più del 30%; meno di 40 sono i casi in cui si è dovuti ricorrere ad una misura cautelare per la gravità della situazione (decreto di allontanamento, decreto di divieto di avvicinamento o di dimora). Risultano 23 condanne (alcune solo in primo grado altre con sentenza definitiva con patteggiamento del reo), tenendo presente che è un numero incompleto perché in molti casi il percorso al CeAv termina prima della chiusura del procedimento penale.</p>
<p>“<strong>La valigia di Caterina”</strong> è un progetto rivolto alle donne, senza indipendenza economica, costrette ad abbandonare un partner violento. A loro viene donata “La valigia di Caterina”, una borsa carica degli strumenti che servono per andare via di casa, trovare un lavoro, avere una buona salute, garantire ai propri figli un ambiente sereno.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, unica in Italia, è dell&#8217;assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza, dell&#8217;associazione Donna chiama Donna, che gestisce il Centro Antiviolenza (CeAv), e dei Lions di Vicenza e provincia ed è ispirata e dedicata all&#8217;avvocato vicentino Caterina Evangelisti Fronzaroli, presidente dell&#8217;Aiaf Veneto (associazione italiana degli avvocati per la famiglia e i minori), scomparsa nel 2015 al culmine di una vita professionale e umana dedicata alla tutela dei minori e delle donne maltrattate.</p>
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		<title>Centro Antiviolenza di Vicenza, in cinque anni di attività riscontrati più di 500 casi di maltrattamenti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/06/08/centro-antiviolenza-vicenza-cinque-anni-attivita-riscontrati-piu-500-casi-maltrattamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 17:53:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Everardo Dal Maso]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Sala]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque anni a fianco delle donne della città e del territorio con un servizio specializzato per il contrasto alla violenza. A cinque anni dalla nascita del Centro Antiviolenza (CeAv), nella primavera del 2012, l&#8217;amministrazione comunale e l&#8217;associazione Donna Chiama Donna, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque anni a fianco delle donne della città e del territorio con un servizio specializzato per il contrasto alla violenza. A cinque anni dalla nascita del Centro Antiviolenza (CeAv), nella primavera del 2012, l&#8217;amministrazione comunale e l&#8217;associazione Donna Chiama Donna, che gestisce il Centro comunale dal suo avvio, presentano alla città la sua attività.</p>
<p><strong><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5858" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2-1024x768.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Giovedì 8 giugno</strong>, giorno di mercato cittadino, <strong>dalle 8 alle 14 </strong>è stato infatti allestito un gazebo in contra&#8217; del Monte, all&#8217;angolo con corso Palladio, per condividere con i cittadini i risultati ottenuti e sensibilizzare la cittadinanza sulle iniziative legislative, in particolare sui lavori della commissione del Senato della Repubblica per la promozione di una legge contro il femminicidio.</p>
<p>In occasione dell&#8217;iniziativa hanno fatto il punto sui dati del Centro l&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie <strong>Isabella Sala,</strong> il consigliere comunale delegato alle pari opportunità<strong> Everardo Dal Maso,</strong> <strong>Laura Zanichelli</strong><strong>, </strong>presidente dell&#8217;associazione Donna chiama Donna che gestisce il centro dalla sua apertura<strong>.</strong> Erano presenti anche la senatrice <strong>Rosanna Filippin</strong> e il sostituto commissario della sezione volanti della polizia di stato <strong>Paola Sulis</strong>.</p>
<p>“Oggi siamo voluti scendere in piazza, in un giorno in cui la città è particolarmente viva grazie al mercato, per sostenere le donne che subiscono violenza e per ricordare loro che c’è chi può aiutarle a riprendere una vita normale – ha annunciato l&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie <strong>Isabella Sala &#8211;</strong>. Il primo passo da fare è capire che c’è un grande problema da risolvere: quando si entra in una condizione di sudditanza psicologica e fisica prende il via una spirale negativa che continuerà a svilupparsi finché la donna stessa che subisce soprusi non decide di interromperla. Il Ceav ha tra i suoi obiettivi non solo quello di sostenere la donna nel momento di bisogno, ma anche di costruire una rete di aiuto che coinvolge tutta la comunità, a partire dalle scuole. Recentemente, infatti, abbiamo organizzato laboratori sul conflitto con 550 ragazzi. E’ importante ricordare che il Ceav continua ad aiutare la donna anche dopo l’uscita dalla spirale della violenza, con il progetto la Valigia di Caterina”.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5859" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3-1024x768.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/06/Centro-antiviolenza3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>E su questo tema prosegue il consigliere comunale delegato alle pari opportunità <strong>E</strong><strong>verardo</strong> <strong>Dal Maso</strong>: “Fino ad ora abbiamo raccolto 10 mila euro per la Valigia di Caterina, progetto avviato dall’assessorato alla comunità e alle famiglie e dall’ufficio pari opportunità e sostenuto dalla consulta delle politiche di genere. Per incrementare le donazioni continuiamo ad organizzare eventi come concerti, spettacoli teatrali e convegni, oltre ai service offerti da molte associazioni, come avverrà domani sera al Gran caffè Garibaldi in piazza dei Signori con il service offerto da Ladies circle. Il progetto è nato a seguito della scomparsa di Caterina Evangelisti, avvocato impegnata nei casi di violenza alle donne, con l’obiettivo di dare un contributo economico a quelle donne che devono riprendere in mano la propria vita occupandosi da sole di se stesse e dei figli”.</p>
<p>Dal Maso ricorda anche che l’ordine degli avvocati ha messo a disposizione 50 professionisti che offrono consulenze gratuite a chi si rivolge al Ceav.</p>
<p>“Donna chiama donna è in grado di accogliere e affrontare numerosi problemi che affliggono le donne, offrendo un primo aiuto non solo alle donne del territorio ma anche, se necessario, alle donne che provengono da altre regioni. Tra le richieste, per le quali cerchiamo di accompagnare le donne a trovare una soluzione, le più frequenti sono il rapporto con i figli, il lavoro – ha speigato <strong>Laura Zanichelli</strong>, presidente dell&#8217;associazione Donna chiama Donna.</p>
<p>“Nel momento in cui riceviamo una denuncia comunichiamo sempre che in città esiste il Centro antiviolenza e diamo le corrette informazioni affinché la vittima vi si possa rivolgere, invitandola a farlo visto che proprio in quella sede potrà ottenere un effettivo e completo supporto – è intervenuto il sostituto commissario della sezione volanti della polizia di stato <strong>Paola Sulis</strong>. Spesso ci troviamo di fronte a emergenze, con la necessità di accompagnare donne e bambini in case rifugio, e grazie alla collaborazione con l’assessorato alla comunità e alle famiglie, riusciamo sempre a dare una risposta, anche se la soluzione non può essere decisiva. Per questo è importante che le donne vittime di violenza contattino il Ceav”.</p>
<p>“Nel 2013 il Parlamento ha emanato il decreto 93 che ha aggravato le pene nell’ambito della violenza alle donne – ha dichiarato la senatrice <strong>Rosanna Filippin</strong> -. Va però migliorata &#8211; anche legislativamente &#8211; l&#8217;opera di prevenzione della violenza e di accompagnamento della donna maltrattata. Come? Con un&#8217;educazione diffusa, con la formazione di tutta la Pubblica Amministrazione, per prime scuola e sanità, in tutto il nostro Paese, con la rete e le strette relazioni fra tutti gli operatori. Il primo compito che la Commissione d&#8217;indagine sul femminicidio, appena istituita in Senato, deve svolgere è quello di raccogliere i dati, i numeri della violenza contro le donne e delle morti per avere il quadro reale. Non esiste infatti un Osservatorio nazionale ufficiale del fenomeno. Il secondo è di raccogliere tutte le informazioni e le buone pratiche che Comuni ed associazioni hanno saputo creare in questi anni per aiutare le donne vittime di violenza. La conoscenza delle loro esperienze consentirà anche di elaborare il protocollo nazionale di intervento contro la violenza per impedire che si arrivi al femminicidio. Per questo la commissione del Senato sta ascoltando tutti gli soggetti coinvolti, tra cui anche gli operatori di Donna chiama Donna. Si riuscirà così a costruire una banca dati nazionale per poter strutturare un’attività di prevenzione e accompagnamento fondamentale per aiutare la donna affinché non rientri nella spirale della violenza”.</p>
<p>Il Centro è finanziato dalla Regione Veneto, dal Comune di Vicenza e dai Comuni del distretto Est dell’ULSS 8 Berica, nonché dal generoso contributo di associazioni, singoli cittadini e fondazioni.</p>
<p>Dall’aprile 2012 il Centro ha risposto a più di <strong>1000</strong> richieste: ad oggi sono infatti 1012 le persone, sia utenti che operatori del territorio, che si sono rivolte al CeAV per chiedere consulenza, orientamento, informazioni o un appuntamento.</p>
<p>Dalla sua apertura, inoltre, il CeAV ha preso in carico <strong>520</strong> situazioni di violenza o maltrattamento, soprattutto da parte del partner (dato in linea con le statistiche nazionali sui maltrattanti). Tra questi casi, <strong>90</strong> sono attualmente ancora aperti.</p>
<p>Si tratta di numeri significativi, soprattutto se si tiene conto che l’ultima indagine Istat sulla violenza di genere in Italia ha messo in rilievo come il numero delle donne vittime di maltrattamenti che si rivolge ai Centri Antiviolenza sia ancora molto basso (4,9%) rispetto alla reale portata del fenomeno.</p>
<p><strong>Provenienza territoriale</strong></p>
<p>La competenza territoriale del CeAV riguarda l’ex Ulss 6, all’interno della quale circa un terzo della popolazione risiede nella città di Vicenza. Ben il 56%, più della metà quindi, delle donne che hanno avuto accesso al CeAv risulta risiedere nel Comune di Vicenza e solo il 41% nei Comuni appartenenti al resto dell&#8217;ex Ulss 6. Il restante 3% è composto da utenti con residenze fuori territorio, ma domiciliati nei Comuni di competenza o in situazioni di emergenza. Questi dati fanno quindi supporre che mentre per la città di Vicenza il Centro Antiviolenza sia ormai un servizio consolidato e riconosciuto, sia dalla cittadinanza che dai servizi, lo è meno in alcuni Comuni della provincia.</p>
<p><strong>Nazionalità</strong></p>
<p>Il 67% dell’utenza del Centro Antiviolenza è di nazionalità italiana, mentre il 33% straniera. Poiché è noto che il fenomeno della violenza di genere è trasversale a cultura e nazionalità, il minor numero di accessi di donne straniere può essere letto come difficoltà da parte di alcune culture afar emergere situazioni di violenza e maltrattamento, e quindi a chiedere aiuto, oppure come scarsa conoscenza del servizio stesso da parte delle comunità straniere.</p>
<p><strong>Condizioni socio-economiche</strong></p>
<p>Più della metà delle donne prese in carico dal Centro Antiviolenza convive con il maltrattante, generalmente il compagno o marito (282 donne su 520). Analogamente, più della metà ha figli minori (295 su 520). Se a questi dati si aggiunge il fatto che quasi il 46% delle donne prese in carico risulta privo di reddito, appare chiara la situazione di fragilità socio-economica a cui una donna può andare incontro se decide di lasciare il maltrattante. Per circa la metà delle donne che si rivolge al CeAV uscire da una situazione di maltrattamento risulta difficile, in quanto richiede risorse, soprattutto economiche, difficilmente raggiungibili. In questo senso l&#8217;iniziativa la <strong>Valigia di Caterina</strong>, promossa dal Comune di Vicenza con numerosi partner per aiutare anche economicamente le donne vittime di violenza una volta uscite dalla rete dei servizi, rappresenta un progetto innovativo, unico nel suo genere.</p>
<p><strong>I casi chiusi</strong></p>
<p>In cinque anni di attività, dei <strong>520</strong> casi presi in carico <strong>430</strong> sono stati chiusi con differenti motivazioni. Per il <strong>38%</strong> i casi sono stati chiusi perché le donne sono uscite dalla situazione di violenza, generalmente attraverso un’effettiva separazione dal maltrattante, sia fisica che psicologica. Per il <strong>30%</strong> si tratta di casi “chiusi d’ufficio” per irreperibilità della donna (non più raggiungibile telefonicamente); per trasferimento (in alcuni casi la donna si trasferisce in altra Provincia, Regione o anche Stato, spesso con un aggancio preventivo ai centri o servizi di quel territorio); per richieste non pertinenti (ricerca di casa, un sostentamento economico, disputa condominiale&#8230;); per semplice consulenza o orientamento. Il <strong>21 %</strong> dei casi è inviato ad altri servizi (tutela minori, consultorio familiare&#8230;): tra questi casi risultano sia donne orientate verso altri servizi in quanto non ritenute vivere situazioni di competenza di un Centro Antiviolenza, sia donne che, dopo aver fatto un percorso all’interno del servizio, vengono indirizzate altrove per il mutare della problematica principale. L’<strong>11%</strong> dei casi, infine, ha rinunciato al percorso di uscita, ovvero ha deciso di interrompere il progetto proposto dal CeAV, scegliendo autonomamente di rimanere all&#8217;interno della relazione o tentando una mediazione o terapia di coppia. Queste donne sono ovviamente libere di rivolgersi nuovamente al Centro nel caso in cui decidano di riprendere il percorso. A questo proposito, sul totale delle 520 persone prese in carico dal CeAV, 30 si sono rivolte nuovamente al Centro dopo un certo periodo di tempo dalla chiusura del caso, perché si sono ritrovate nuovamente in una situazione di violenza o per un orientamento, a dimostrazione del fatto che il servizio rimane un punto di riferimento nel tempo.</p>
<p>In cinque anni di attività, le utenti del CeAv che hanno sporto <strong>denuncia</strong> o in relazione al cui caso vi è stata una denuncia d’ufficio sono state <strong>169</strong>; <strong>35</strong> sono i casi in cui si è dovuti ricorrere ad una misura cautelare per la gravità della situazione (decreto di allontanamento, decreto di divieto di avvicinamento o di dimora). Risultano inoltre <strong>23</strong> condanne (alcune solo in primo grado, altre con sentenza definitiva con patteggiamento del reo), anche se tale dato è da ritenersi incompleto perché in molti casi il percorso al CeAV termina prima della chiusura del procedimento penale.</p>
<p>Durante la mattina al gazebo del CeAv vengono vendute magliette per finanziare le attività dell&#8217;associazione Donna chiama Donna che svolge anche servizi di educazione all&#8217;affettività nelle scuole e altre iniziative di sensibilizzazione.</p>
<p>Il numero di riferimento nazionale contro la violenza è il 1522.</p>
<p>Il numero del Centro Antiviolenza di Vicenza è 0444230402.</p>
<p>Il Centro si trova in via Torino 11 ed è aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14.30, il giovedì dalle 9 alle 17.</p>
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		<title>Centro antiviolenza di Vicenza, a 5 anni dalla nascita gazebo per presentare le attività</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/06/06/centro-antiviolenza-vicenza-5-anni-dalla-nascita-gazebo-presentare-le-attivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 15:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Donna chiama Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Sala]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque anni a fianco delle donne della città e del territorio con un servizio specializzato comunale per il contrasto alla violenza: a cinque anni dalla nascita del Centro Antiviolenza (CeAv), nella primavera del 2012, l&#8217;amministrazione comunale di Vicenza e l&#8217;associazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque anni a fianco delle donne della città e del territorio con un servizio specializzato comunale per il contrasto alla violenza: a cinque anni dalla nascita del Centro Antiviolenza (CeAv), nella primavera del 2012, l&#8217;amministrazione comunale di Vicenza e l&#8217;associazione Donna Chiama Donna, che gestisce il Centro comunale dal suo avvio, presentano alla città la sua attività.</p>
<p><strong>Giovedì 8 giugno, giorno di mercato cittadino, dalle 8 alle 14 </strong>sarà infatti allestito un gazebo in contra&#8217; del Monte angolo corso Palladio, per condividere con i cittadini i risultati ottenuti e sensibilizzare la cittadinanza sulle iniziative legislative, in particolare sui lavori della commissione del Senato della Repubblica per la promozione di una legge contro il femminicidio.</p>
<p>“Abbiamo scelto di ricordare tra la gente i cinque anni di servizio, e i molti anni precedenti di impegno delle donne e delle istituzioni che hanno creato la rete dell&#8217;aiuto, andando incontro alle persone in difficoltà – sottolinea l&#8217;<strong>assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala</strong> –. Il primo tema infatti è sapere che non si è sole, ma che esistono servizi specializzati che aiutano le donne a capire se si è in situazione di violenza, e di uscirne prima che la spirale degeneri. Una parola di una amica o conoscente, un numero di telefono, un incontro in un giorno di vita quotidiana possono cambiare la vita di una persona, di una famiglia, di una comunità”.</p>
<p>Durante la mattina al gazebo del CeAv saranno vendute magliette per finanziare le attività dell&#8217;associazione Donna chiama Donna che svolge anche servizi di educazione all&#8217;affettività nelle scuole e altre iniziative di sensibilizzazione.</p>
<p>Il numero di riferimento nazionale contro la violenza è il 1522. Il numero del Centro Antiviolenza di Vicenza è 0444230402.</p>
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		<item>
		<title>Per le donne vittime di violenza arriva “La valigia di Caterina”, un aiuto per ripartire</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2017/01/09/le-donne-vittime-violenza-arriva-la-valigia-caterina-un-aiuto-ripartire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 16:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione Donna chiama Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Evangelisti Fronzaroli]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Everardo Dal Maso]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Sala]]></category>
		<category><![CDATA[La valigia di Caterina]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbandonare un partner violento per le donne senza indipendenza economica è una scelta difficilissima. Per sostenerle in questo difficile viaggio verso una nuova vita da oggi c&#8217;è “La valigia di Caterina”, una borsa carica degli strumenti che servono per andare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbandonare un partner violento per le donne senza indipendenza economica è una scelta difficilissima. Per sostenerle in questo difficile viaggio verso una nuova vita da oggi c&#8217;è “La valigia di Caterina”, una borsa carica degli strumenti che servono per andare via di casa, trovare un lavoro, avere una buona salute, garantire ai propri figli un ambiente sereno.<span id="more-3234"></span></p>
<p>L&#8217;iniziativa, unica in Italia, è dell&#8217;assessorato alla comunità e alle famiglie del <strong>Comune di Vicenza</strong>, dell&#8217;associazione Donna chiama Donna, che gestisce il Centro Antiviolenza (CeAv), e dei Lions di Vicenza e provincia ed è ispirata e dedicata all&#8217;avvocato vicentino Caterina Evangelisti Fronzaroli, presidente dell&#8217;Aiaf Veneto (associazione italiana degli avvocati per la famiglia e i minori), scomparsa nel 2015 al culmine di una vita professionale e umana dedicata alla tutela dei minori e delle donne maltrattate.</p>
<div>
<p>L&#8217;innov<img decoding="async" class="alignleft" src="https://www.comune.vicenza.it/fotonot/164513.jpg" alt="" />ativo progetto e il concerto di cori gospel “Una valigia per ripartire”, proposto <strong>sabato 14 gennaio alle 20.30</strong> al teatro San Marco per raccogliere i fondi necessari alla sua realizzazione, sono stati presentati oggi a palazzo Trissino dall&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, Everardo Dal Maso, consigliere comunale delegato alle pari opportunità, Maria Zatti dell’associazione Donna chiama Donna, Laura Danieli, officer distrettuale Lions per la violenza sulle donne e la tutela minori in rappresentanza del governatore Lions Sonia Mazzi, Luciano Carpo per Migrantes &#8211; Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Vicenza, e Lorella Miotello, direttrice dei cori Blu Gospel Jazz Pop Show Choir di Sarego, Il Rosso e il Nero di Costabissara e Melodema Gospel and Jazz di Costabissara.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/valigia-di-caterina2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3236" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/valigia-di-caterina2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/valigia-di-caterina2-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/valigia-di-caterina2-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/valigia-di-caterina2-1024x768.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/valigia-di-caterina2-600x450.jpg 600w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/valigia-di-caterina2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>“Siamo orgogliosi – ha dichiarato l<strong>&#8216;assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala</strong> &#8211; di avere da quattro anni a Vicenza un Centro Antiviolenza che accoglie e sostiene le donne della città e dei 39 comuni dell&#8217;ULSS 6 ora trasformati, con la nascita dell&#8217;ULSS 8, nel Comitato dei Sindaci del distretto est. Siamo al contempo consapevoli che la grande sfida per le donne è il &#8216;dopo&#8217;, la ripartenza che significa riprendere in mano la propria vita con tutte le grandi fatiche e paure che ciò comporta. Per questo siamo felici di partire insieme in questo nuovo viaggio che potrà andare lontano solamente se incontreremo tanti compagni di strada. Siamo molto grati a Lorella Miotello con i suoi cori e ai partner pionieri con noi in questa avventura, in particolare i numerosi club Lions, Migrantes, la Fondazione Bellisario, l&#8217;associazione Donne Medico, l&#8217;Ordine degli avvocati. Invitiamo altre associazioni, cittadini, istituzioni a creare con noi nuove iniziative per dare vita e contenuto ad ogni “valigia di Caterina”. Servono fondi, ma anche competenze, vicinanza, idee: tutte risorse preziose per dare alle donne il coraggio di ripartire, e i mezzi e la forza per farlo”.</p>
<p>“Mi associo alla soddisfazione espressa dall&#8217;assessore Sala – ha aggiunto <strong>Everardo Dal Maso, consigliere comunale alle pari opportunità </strong>&#8211; . A mia volta cercherò di coinvolgere la Consulta per le politiche di genere per rendere partecipi tutte le associazioni femminili della città di questo progetto molto utile e innovativo. La sua attivazione rappresenta infatti un passo importante per non vanificare il grande lavoro del Centro Antiviolenza, perché offre alle donne in difficoltà un aiuto concreto per affrontare ciò che avviene dopo l&#8217;affrancamento da chi maltratta, unica strada possibile per non rimanere ingabbiate in una spirale di soprusi”.</p>
<p><strong>Laura Danieli, officer distrettuale Lions</strong> ha commentato: “I Lions hanno da sempre manifestato sensibilità nei confronti delle persone con maggiori difficoltà e in particolare delle donne e dei minori. Il 2017 è l’anno del centenario del Lions Club International e tutta l’associazione a livello mondiale sta esprimendo un forte impatto di servizio a favore delle comunità con l’obiettivo di servire 200 milioni di persone nel mondo. Abbiamo avuto modo di collaborare e condividere già tempo fa con Caterina Evangelisti i percorsi di sostegno a favore delle donne vittime di violenza. Oggi più che mai i Lions si vogliono impegnare non solo con la raccolta fondi, ma anche e soprattutto per il supporto nel reinserimento sociale e professionale. Da qui si deve partire per ridare forza e dignità alle persone in difficoltà. La collaborazione con le istituzioni rende il progetto forte e credibile e l’impegno dei soci Lions concreto e reale. Hanno aderito già alcuni club Lions del territorio. In particolare il Lions Club Vicenza Palladio durante la serata degli auguri di Natale ha già avviato una campagna di raccolta fondi che rappresenteranno, insieme al concerto del 14 gennaio, la “prima valigia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il progetto “La valigia di Caterina”</strong></p>
<p>In una situazione in cui l&#8217;Italia si colloca al 69esimo posto nella classifica mondiale sulla parità di genere (rapporto Global Gender Gap pubblicato annualmente dal World Economic Forum), le donne risultano molto più colpite degli uomini dalla crisi economica. Ciò si traduce in maggior vulnerabilità sociale per se stesse e per i propri figli, in particolare quando rimangono da sole, magari per sfuggire ad un compagno violento.</p>
<p>A Vicenza su 485 donne accolte e accompagnate dal Centro Antiviolenza in 4 anni di attività, 203 non hanno un&#8217;indipendenza economica e 254 hanno figli minori a carico.</p>
<p>I minori seguiti a vario titolo dai servizi sociali del Comune di Vicenza sono 1450, pari all&#8217;8% della popolazione fino ai 18 anni. Di essi, più del 41% riceve prestazioni economiche o servizi specifici per il sostegno alla genitorialità, mentre il 14% riceve sostegni per la protezione e la tutela. Il resto riceve prestazioni come consulenze e sostegni educativi.</p>
<p>A fronte di questo scenario, in un&#8217;ottica di condivisione con l&#8217;intera comunità di problemi che non possono più trovare risposte soltanto individuali da parte dei servizi sociali, “La valigia di Caterina” rappresenta un progetto sperimentale innovativo destinato alle donne in stato di disagio e di vulnerabilità che hanno deciso di “mettersi in viaggio”, ovvero donne seguite dai servizi sociali di base, dal servizio di tutela e protezione dei minori o dal Centro Antiviolenza che hanno maturato, con gli operatori di riferimento, percorsi di autonomia verso una nuova vita.</p>
<p>A queste donne sarà dunque assegnata “La valigia di Caterina”, riempita grazie ai fondi che saranno raccolti a partire dal concerto benefico di sabato insieme a quelli devoluti direttamente dai Lions.</p>
<p lang="it-IT">
<p>“Nel corso di questi quattro anni e mezzo – ha ricordato <strong>Maria Zatti di Donna chiama Donna</strong> &#8211; il Centro Antiviolenza ha preso in carico complessivamente 485 donne. La fotografia attuale conta circa 80 donne che attualmente stanno seguendo un percorso di aiuto e sostegno. Guardando ai numeri complessivi, sono poche le donne che hanno abbandonato il percorso: circa l’8%, a dimostrazione che la maggioranza delle donne può uscire dalla condizione di vittima. Ma deve essere aiutata concretamente, perché ben il 42% (203 donne) non ha autonomia economica. E’ proprio per loro e con loro che vogliamo riempire la &#8216;valigia&#8217;, sostenendole oltre il tempo dell’emergenza”.</p>
<p><strong>Luciano Carpo di Migrantes </strong><strong>&#8211; Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Vicenza</strong>, ha concluso: &#8220;In questa nostra società multiculturale constatiamo che la violenza è trasversale a tutte le classi sociali, etnie e religioni. E&#8217; un problema di tutti. E&#8217; una responsabilità di tutti. Intervenire contro la violenza significa avere un piano di azioni organiche che vanno dall’educazione di genere in tutte le comunità educanti &#8211; famiglie, scuole, associazionismo giovanile e sportivo, parrocchie e centri di culto &#8211; alla formazione di operatori giudiziari, sanitari, delle forze dell’ordine, al sostegno dei centri antiviolenza come luoghi che hanno elaborato e applicano un approccio di genere alla violenza, a tempi certi per procedimenti e processi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La valigia di Caterina” sarà dotata di quattro scomparti, individuati a partire dai bisogni segnalati dalle stesse donne in difficoltà.</p>
<p>Ci saranno gli “accessori per la casa”, ovvero la copertura di qualche mese di affitto o delle utenze domestiche per contribuire alla conquista di un&#8217;autonomia abitativa indispensabile per “ripartire”; gli “accessori per il lavoro”, come percorsi formativi qualificanti, tirocini, supporti per l&#8217;avvio di start up, finalizzati a riacquistare fiducia nelle proprie competenze; gli “accessori per la salute”, per assicurare a chi vive una condizione di marginalità di continuare a prendersi cura di sé, accedendo alle visite e agli esami specialistici necessari, senza finire in una spirale perversa di malessere che genera malessere; gli “accessori per il benessere dei figli”, con un aiuto alla genitorialità che andrà dal doposcuola alla babysitter, dall&#8217;asilo nido al corredo scolastico.</p>
<p>Ogni valigia, diversa e personalizzata, avrà un valore tra i 2 mila e i 4 mila euro: una cifra non eccessiva per evitare che le persone “vi si siedano sopra” senza utilizzarla come strumento, ma nemmeno così esigua da non consentire di affrontare il viaggio.</p>
<p>Vi potranno via via accedere donne vittime di violenza residenti nei 39 Comuni dell&#8217;ambito territoriale (ex Ulss 6) con le quali gli operatori del CeAv hanno condiviso un progetto di autonomia ritenuto anche dal Comune di Vicenza realistico e sostenibile.</p>
<p>Poiché si stima che siano almeno 30 le donne che si trovano in questa situazione, la raccolta fondi avviata con il concerto di sabato 14 gennaio sarà solo l&#8217;inizio di un percorso che ha già ottenuto la disponibilità dell&#8217;Ordine degli avvocati di Vicenza, e in particolare della Commissione pari opportunità, e l&#8217;adesione dell&#8217;Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Vicenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il concerto “Una valigia per ripartire”</strong></p>
<p>Il concerto “Una valigia per ripartire” si terrà sabato 14 gennaio alle 20.30 al teatro San Marco, in contra&#8217; San Francesco 76 a Vicenza.</p>
<p>Presentati da Elisa Santucci e diretti da Lorella Miottello, con la partecipazione del maestro Andrea Ferrari, sul palco si alterneranno i cori Blu Gospel Jazz Pop Show Choir di Sarego, Il Rosso e il Nero di Costabissara e Melodema Gospel and Jazz di Costabissara.</p>
<p>“Come direttrice dei tre gruppi Melodema gospel&amp;jazz, Blu Gospel e Il Rosso e il Nero – conclude <strong>Lorella Miotello</strong> &#8211; che si esibiranno al teatro San Marco di Vicenza il prossimo 14 gennaio, esprimo il nostro vivo entusiasmo per la partecipazione a questo importante progetto. Ne condividiamo pienamente le intenzioni e le finalità e consideriamo un onore poter dare il nostro contributo, attraverso la musica, non solo al finanziamento di percorsi personali di emancipazione dalla violenza per molte donne, ma anche e soprattutto alla diffusione di una cultura di aiuto e di condivisione, che possa creare quei legami sociali che isolino per sempre la barbarie della violenza, in qualunque modo essa si esprima”.</p>
<p>La serata è organizzata per raccogliere fondi a favore del progetto per le donne vittime di violenza “La valigia di Caterina” dall&#8217;assessorato per la comunità e le famiglie del Comune di Vicenza e dall&#8217;associazione Donna chiama Donna, in collaborazione con l&#8217;associazione italiana avvocati per la famiglia; l&#8217;associazione italiana Donne Medico; la fondazione Marisa Bellisario Veneto, i Lions Club Vicenza Palladio, Arzignano, Lonigo, Montecchio Maggiore, Valdagno, l&#8217;Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Vicenza, l&#8217;Ordine degli avvocati di Vicenza, Commissione pari opportunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Biografia di Caterina Evangelisti Fronzaroli</strong></p>
<p>“La valigia di Caterina” è ispirata e dedicata a Caterina Evangelisti Fronzaroli.<br />
Scomparsa per una malattia nel 2015, Caterina Evangelisti Fronzaroli era un legale vicentino molto conosciuto in tutta Italia per il suo ruolo attivo nella tutela dei minori ed era stimata dai colleghi per il suo approccio particolarmente umano.</p>
<p>Presidente dell’Aiaf Veneto (associazione italiana degli avvocati per la famiglia e i minori), aveva seguito <strong>centinaia di casi</strong> inerenti le vittime di abusi sessuali e maltrattamenti.</p>
<p>Dopo la laurea a Bologna sulla condizione della donna nell&#8217;elaborazione canonistica medievale, aveva esercitato la professione di avvocato prima presso lo studio Dal Lago e poi con un proprio studio legale.</p>
<p>In pochi anni si era specializzata nel diritto civile, divenendo un vero e proprio <strong>punto di riferimento per il diritto dei minori</strong>.</p>
<p lang="it-IT">E&#8217; stata vice procuratore della Repubblica presso la Procura della Pretura di Vicenza e Provincia, nelle udienze penali.</p>
<p lang="it-IT">Ha a lungo collaborato con il settore Servizi sociali e abitativi del Comune di Vicenza con contratti di consulenza professionale nell&#8217;ambito della tutela dei minori e come formatrice degli operatori.</p>
<p lang="it-IT">Come rappresentante dell&#8217;Aiaf ha partecipato al Tavolo della rete di aiuto contro la violenza alle donne sin dal 2004 e ha concretamente contribuito alla nascita del Centro Antiviolenza nel 2012.</p>
<p>E&#8217; scomparsa il 29 giugno del 2015.</p>
</div>
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		<title>Eventi, convegni e solidarietà per la festa della donna a Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 16:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Everardo Dal Maso]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono molti gli appuntamenti in programma a Vicenza dal 4 al 21 marzo in occasione della giornata della donna a Vicenza (8 marzo) proposti  in collaborazione con numerosi gruppi e associazioni femminili attivi in città oltre che di associazioni sensibili alle tematiche di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molti gli appuntamenti in programma a Vicenza <strong>dal 4 al 21 </strong><strong>marzo </strong>in occasione della <strong>giornata della donna a Vicenza (8 marzo) </strong>proposti  in collaborazione con numerosi gruppi e associazioni femminili attivi in città oltre che di associazioni sensibili alle tematiche di genere.<span id="more-1360"></span></p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/03/143386-locandina8marzo.jpg" rel="attachment wp-att-1362"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1362" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/03/143386-locandina8marzo-153x300.jpg" alt="" width="153" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/03/143386-locandina8marzo-153x300.jpg 153w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/03/143386-locandina8marzo-115x225.jpg 115w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/03/143386-locandina8marzo.jpg 484w" sizes="(max-width: 153px) 100vw, 153px" /></a>Il calendario di eventi, che è stato presentato questa mattina dal <strong>consigliere comunale delegato alle pari opportunità Everardo Dal Maso</strong>, propone incontri, convegni, mostre, solidarietà e una corsa-camminata in centro storico.</p>
<p>“Anche quest&#8217;anno il programma delle <strong>iniziative </strong>per questa ricorrenza è molto variegato – ha dichiarato il <strong>consigliere Everardo Dal Maso</strong> -. L&#8217;evento a cui parteciperemo in prima persona sarà l&#8217;8 marzo con il gazebo dell&#8217;associazione Donna Chiama Donna onlus e l&#8217;offerta di primule gialle sotto la Loggia del Capitaniato e in piazza dei Signori il cui ricavato andrà interamente a favore del Centro comunale Antiviolenza di Vicenza. Il 10 marzo si terrà, poi un convegno molto interessante sulla legge Golfo-Mosca e sulla presenza delle quote rosa nelle aziende. Per la prima volta ospiteremo un evento sportivo, la corsa-camminata “Women’s day: il branco siamo noi” con l&#8217;obiettivo di allargare il pubblico, coinvolgendo anche gli uomini. Ci saranno, quindi, un convegno sulla prevenzione oncologica, una gita a Padova, interessanti incontri-dibattiti che ci metteranno in contatto con persone e temi che non abbiamo modo di frequentare molto spesso, e mostre d&#8217;arte, ospitate sia da De Munari Antiquariato che nella Biblioteca Bertoliana, ad oggi uno dei maggiori centri di aggregazione della città. Anche quest&#8217;anno alle iniziative parteciperà il Centro Culturale Islamico Ettawbavi, evento che è diventato una sorta di tradizione per l&#8217;otto marzo oltre che un successo dal punto di vista dell&#8217;integrazione visto che queste donne mettono gratuitamente a disposizione il loro cibo e il loro tempo per un obiettivo di solidarietà. Chiudiamo le proposte con l&#8217;iniziativa di Palazzo Leoni Montanari, un percorso alla scoperta dei profumi nascosti nelle storie dipinte con ingresso gratuito per tutte le donne.</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>Centro Antiviolenza</strong>, purtroppo, è aumentato il numero delle persone che si rivolgono al centro; non sappiamo se questo sia dovuto ad un aumento dei casi di violenza in generale a livello nazionale o, come ci piace pensare, ad un maggior coraggio delle donne a rompere il silenzio della violenza, anche grazie al nostro supporto ed alle nostre iniziative che, speriamo, le facciano sentire meno sole e più coraggiose. Attualmente come ente riusciamo a coprire le spese del servizio essenziale:sarebbe importante riuscire a reperire più fondi per migliorare le attività esterne al Centro, quali, ad esempio, la formazione nelle scuole; l’educazione contro la violenza deve partire dai ragazzi e questo si può ottenere formando all’uopo i professori”.</p>
<p>Nell&#8217;articolazione delle proposte hanno collaborato molte che si dedicano al mondo femminile, la maggior parte delle quali sono rappresentate nella nuova Consulta per le politiche di genere costituita nel 2014 e presieduta dal consigliere delegato alle pari opportunità Everardo Dal Maso, che ha invitato tutte a proporre iniziative, in linea con i propri scopi ed attività, da rivolgere non solo alle donne ma a tutti i cittadini di Vicenza.</p>
<p><strong>PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE</strong></p>
<p>Il programma si apre <strong>venerdì 4 marzo</strong> con<strong>“Home cooking”</strong> di Valentina Crivelli, un&#8217;esposizione di acrilico su tela che esprime la terribile crudezza della violenza domestica.L’opera è stata selezionata ed esposta al concorso internazionale di arte contemporanea di Lissone nel 2010 e compare nel catalogo dell’evento. L&#8217;esposizione, a cura di Domenico Iaracà (Associazione d.e.l.o.s.), è visitabile alla Biblioteca Bertoliana, ingresso Palazzo San Giacomo di contra&#8217; Riale 5,<strong> fino al 21 marzo</strong> dal lunedì al venerdì dalle 8 al19 ed il sabato dalle ore 8 alle 12.30. L&#8217;ingresso è libero. Per informazioni: <a href="http://www.valentinacrivelli.info/">www.valentinacrivelli.info</a>,<a href="mailto:info@delosvicenza.it">info@delosvicenza.it</a>,<a href="http://www.facebook.com/latentediffusa">www.facebook.com/latentediffusa</a>.</p>
<p><strong>Domenica 6 marzo </strong>alle 15.30 è previsto un incontro-dibattito dal titolo <strong>“Come sono possibili riconciliazione e misericordia? A vent’anni dal conflitto nella ex Jugoslavia”</strong> con monsignor Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, e Jasminka Selimović, responsabile del progetto Oxfam Italia in Bosnia Erzegovina. Modera Francesca Nardin di Presenza Donna. L&#8217;evento, a cura del Centro Documentazione e Studi “Presenza Donna” di Vicenza, si terrà al Coro delle Monache nella chiesa di Araceli Vecchia, piazza Araceli 21. L&#8217;ingresso è libero. Per info:<a href="mailto:info@presdonna.it">info@presdonna.it</a>, <a href="http://www.presdonna.it/">www.presdonna.it</a>.</p>
<p><strong>Lunedì 7 marzo</strong> alle 20.30 nella parrocchia di San Vito a Bassano del Grappa il Centro Documentazione e Studi “Presenza donna” di Vicenza propone l&#8217;incontro-dibattito<strong>“Misericordiosi come il Padre: perdonare e donare. Riconciliazione tra popoli, fedi, memoria, donne nella ex Jugoslavia”.</strong>Intervengono monsignor Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, e Jasminka Selimović, responsabile del progetto Oxfam Italia in Bosnia Erzegovina. L&#8217;ingresso è libero. Per informazioni:<a href="mailto:info@presdonna.it">info@presdonna.it</a>, <a href="http://www.presdonna.it/">www.presdonna.it</a>.</p>
<p><strong>Martedì 8 marzo </strong>dalle 8 alle 18 nella Loggia del Capitaniato e in piazza dei Signori saranno presenti il <strong>gazebo dell&#8217;associazione Donna Chiama Donna onlus</strong>, con offerta di primule gialle, e il <strong>gazebo del Centro Culturale Islamico Ettawbavi</strong>, con offerta di tè, dolci tradizionali e pane arabo. Entrambi i gazebo raccoglieranno fondi per il Centro comunale Antiviolenza di Vicenza &#8211; CeAv &#8211; Diamo voce al silenzio&#8230; Parteciperanno le componenti della Consulta comunale per le politiche di genere. Per<a href="mailto:informazionidonnachiamadonna@gmail.com">informazioni</a><a href="mailto:informazionidonnachiamadonna@gmail.com">donnachiamadonna@gmail.com</a>,<a href="mailto:ettawbavi@virgilio.it">ettawbavi@virgilio.it</a>.</p>
<p><strong>Martedì 8 marzo </strong>alle 20.30 nella chiesa di San Carlo di via Colombo, 45 il Centro Documentazione e Studi “Presenza donna” di Vicenza propone l&#8217;incontro “<strong>Preghiera al femminile: donne di misericordia. Gesti per ritrovare monete perdute”. </strong>Interverranno monsignor Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, e Jasminka Selimović, responsabile Progetto Oxfam Italia in Bosnia Erzegovina. L&#8217;ingresso è libero. Per informazioni:<a href="mailto:info@presdonna.it">info@presdonna.it</a>, <a href="http://www.presdonna.it/">www.presdonna.it</a>.</p>
<p><strong>Martedì 8 marzo</strong> dalle 16 alle 18, in contra&#8217; del Monte, angolo Corso Palladio, sarà presente un gazebo <strong>“Come abbiamo cominciato&#8221; </strong>con distribuzione di fasce ispirate a quelle utilizzate per la manifestazione in favore del diritto di voto alle donne negli Stati Uniti il 23 febbraio 1909. Le fasce saranno dedicate ai personaggi e agli slogan più significativi in tema di lotta per i diritti della donna. Saranno proposte letture di Chiara Celoria e Cecilia Beretta di brani su tematiche di genere. L&#8217;iniziativa è a cura del Gruppo Torno Tardi. Per informazioni <a href="mailto:tornotarditt@gmail.com">tornotarditt@gmail.com</a>.</p>
<p><strong>Martedì 8 marzo</strong> alle 20 nell&#8217;esedra di Campo Marzo in viale Dalmazia, si terrà “<strong>Women’s day: il branco siamo noi”</strong>, un allenamento libero di 10 chilometri (corsa) o 5 chilometri (corsa-camminata) per le vie del centro, per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e lo sono tuttora nel mondo. L’allenamento sarà condotto da guide WIRangels che seguiranno andature diverse su un unico percorso. Il dress code (abbigliamento richiesto) è una maglietta fucsia per le donne e rossa per gli uomini. L&#8217;evento è a cura della comunità di runner Women In Run di Vicenza. La partecipazione è libera, senza costo d’iscrizione. Per informazioni:<span lang="en-GB"><a href="mailto:womeninrunvicenza@gmail.com">womeninrunvicenza@gmail.com</a>, p</span><span lang="en-GB">agina facebook WOMEN in RUN Vicenza.</span></p>
<p><span lang="en-GB"><strong>Martedì 8 marzo </strong></span><span lang="en-GB">alle Gallerie d&#8217;Italia di Palazzo Leoni Montanari in contra&#8217; Santa Corona 25, dalle 12.30 alle 14.30 si terrà un percorso alla scoperta dei profumi nascosti nelle storie dipinte di Palazzo Leoni Montanari </span><span lang="en-GB"><strong>“Il melangolo e la rosa. Il tempo della donna tra mito e realtà” </strong></span><span lang="en-GB">con</span><span lang="en-GB"><strong>aperitivo finale</strong></span><span lang="en-GB">. L</span><span lang="en-GB">&#8216;i</span><strong><span lang="en-GB">ngresso è</span></strong><span lang="en-GB"> gratuito per il pubblico femminile di ogni età. L&#8217;evento è a cura di Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Palazzo Leoni Montanari, t</span><span lang="en-GB">el. 0444 991222, cell. 334 6233460, fax: 0444 991220, </span><a href="mailto:elena.milan@intesanpaolo.com"><span lang="en-GB">elena.milan@intesanpaolo.com</span></a><span lang="en-GB">,</span><a href="http://www.intesasanpaolo.com/"><span lang="en-GB">www.intesasanpaolo.com</span></a><span lang="en-GB">.</span></p>
<p lang="en-GB"><strong>Da martedì 8 a sabato 19 </strong><strong>marzo,</strong> dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, De Munari Antiquariato e Servizi per l’Arte in contra&#8217; Vescovado 13 ospita la mostra <strong>“Colore di donna”</strong> di Guglielmo (Mino) Faccin. L&#8217;esposizione, che raccoglie 20 dipinti, è a cura di Francesca De Munari. L&#8217;ingresso è libero. L&#8217;<strong>inaugurazione si terrà martedì 8 marzo alle 18.</strong> Per informazioni:<span lang="en-GB"><a href="mailto:negozio@demunariantiquariato.com">negozio@demunariantiquariato.com</a>, t</span><span lang="en-GB">el. e fax 0444 542663, cell. 349 6410654, skype frances.dem, </span><a href="http://www.demunariantiquariato.com/"><span lang="en-GB">www.demunariantiquariato.com</span></a><span lang="en-GB">.</span></p>
<p lang="en-GB"><strong>Nel pomeriggio di mercoledì 9 marzo</strong> il Cif (Centro Italiano Femminile) organizza la visita alla <strong>mostra di Giovanni Fattori a Palazzo Zabarella &#8211; Padova</strong>. La partenza è prevista alle 14.38 dalla stazione di Vicenza con treno regionale. La gita è a pagamento. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0444/304777-0444/568196 (ore pasti) e <a href="mailto:cifvicenza@alice.it">cifvicenza@alice.it</a>.</p>
<p><strong>Mercoledì 9 marzo alle 20.30</strong> l’associazione MOICA gruppo di Vicenza propone l&#8217;incontro-dibattito <strong>“Alimentazione e prevenzione oncologica” </strong>con Emiliana Giusti, medico chirurgo, docente di Bioterapia nutrizionale a Roma. L&#8217;evento, a ingresso libero, si tiene all&#8217;Hotel San Raffaele in viale X Giugno 10 (entrata sotto i portici di Monte Berico). Per informazioni: 348 4610410,<a href="mailto:moicavicenza@virgilio.it">moicavicenza@virgilio.it</a>.</p>
<p><strong>Giovedì 10 marzo alle 17 </strong>a Palazzo delle Opere Sociali in piazza Duomo 2 l&#8217;Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, l&#8217;Ordine degli Avvocati di Vicenza e la Fondazione Marisa Bellisario di Vicenza organizzano il convegno di studio <strong>“La parità di genere come fattore di crescita: “economia delle donne” e legge Golfo”. </strong>Moderatore-coordinatore sarà Francesco Giorgino, giornalista conduttore televisivo Rai. Introdurranno i discorsi Marco Poggi, presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza, Fabio Mantovani, presidente Ordine Avvocati di Vicenza, Giustina Destro e Giuliana Teso della Fondazione Marisa Bellisario – Delegazione Veneto. Interverranno Lella Golfo, presidente Fondazione Marisa Bellisario, con “La Legge Golfo/Mosca”; Francesco Giorgino, giornalista conduttore televisivo Rai e docente, con “La mappatura delle società partecipate dalla pubblica amministrazione nella provincia di Vicenza”. Si terrà, quindi, una tavola rotonda con Michela Cavalieri, assessore alle risorse economiche del Comune di Vicenza, Aurelia Barna, coordinatrice Comitati Pari Opportunità Unione Triveneta Avvocati, Micaela Testa, coordinatrice Commissione Triveneta “Parità di genere” della Conferenza Permanente ODCEC delle Tre Venezie e componente Commissione Nazionale Parità di Genere del CNDCEC. Seguiranno gli interventi di Sandra Miotto, consigliera regionale di Parità per il Veneto, Grazia Chisin, consigliera di Parità per la provincia di Vicenza, Laura Decchino, vice-presidente Unione Triveneta degli Avvocati, Ida Grimaldi, delegata Cassa Forense per il Veneto. Le conclusioni sono a cura di Lella Golfo. L&#8217;ingresso è libero, previa iscrizione al seguente link <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-parita-di-genere-come-fattore-di-crescita-legge-golfo-21817120595"><strong>https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-parita-di-genere-come-fattore-di-crescita-legge-golfo-21817120595</strong></a>. Per informazioni: segreteria dell’Odcec di Vicenza, tel. 0444 324944, fax 0444 325930, e-mail:<a href="mailto:ordine@odc.vicenza.it">ordine@odc.vicenza.it</a>.</p>
<p>Per informazioni sulle iniziative della giornata della donna: ufficio Pari Opportunità, corso Palladio 98, tel. 0444 222162,<a href="mailto:pariopp@comune.vicenza.it"><strong>pariopp@comune.vicenza.it</strong></a><strong>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL CENTRO COMUNALE ANTIVIOLENZA</strong></p>
<p><strong>L’attività del Centro comunale Antiviolenza: 752 contatti dall&#8217;aprile 2012.</strong></p>
<p><strong>401 i casi presi in carico: per il 51% si tratta di maltrattamento del partner</strong></p>
<p>Sono<strong> 752 le persone</strong>, sia utenti che operatori del territorio, che, da aprile 2012, si sono rivolte al Centro comunale Antiviolenza per la richiesta di consulenza, informazioni e appuntamenti.</p>
<p><strong>401</strong> sono <strong>i casi presi in carico</strong> dal CeAv e riguardano sostanzialmente donne vittime di violenza<span lang="it-IT">, un dato che si allinea con quelli riportati dalle statistiche nazionali.</span> 74 sono le questioni aperte al 30 settembre 2015, mentre le rimanenti si sono concluse.</p>
<p>Delle 401 utenti in carico, residenti all&#8217;interno del territorio di competenza dell&#8217;Ulss 6, il 66% risulta essere di nazionalità italiana mentre il 34% di nazionalità straniera. 234 di loro vivono con il maltrattante mentre sono 220 le donne con minori. Per quanto riguarda la provenienza 211 risiedono a Vicenza, 178 nei comuni appartenenti all’Ulss 6 mentre 4 provengono da altri comuni. Dal punto di vista economico 168 utenti delle 401 prese in carico risultano prive di reddito al momento dell&#8217;accesso al servizio.</p>
<p>Nella quasi totalità dei casi la violenza è messa in atto dal partner convivente all’interno dello stesso nucl<span lang="it-IT">eo familiare. I <strong>motivi</strong> della presa in carico da parte del CeAv sono: maltrattamento dal partner per il 51%, conflitti con il partner 12.5%, maltrattamento da parte dei familiari 9.5%, stalking 7%, maltrattamento da altri 4.5%, molestie 1.5%, problemi personali 1.5%, violenza sessuale 2%, conflitti con i familiari 1%, separazione 1.4 %, mobbing 0,1%, altro 0,5%. Il 4,5% delle utenti chiede, invece, informazioni generali, mentre il 3% informazioni legali.</span></p>
<p><a name="OBJ_PREFIX_DWT3407_com_zimbra_date"></a>Il CeAv dal primo luglio 2014 si avvale della <strong>consulenza di un team di 35 avvocati esperti di diritto di famiglia </strong>che, grazie ad una convenzione siglata tra Comune e Ordine degli avvocati di Vicenza, offrono agli utenti del centro una prima consulenza legale gratuita. Al servizio di consulenza gratuita possono accedere le persone in difficoltà che sono già utenti del Centro, per non più di due consulenze all’anno. Sono escluse dal beneficio del servizio le persone portatrici di controversie inerenti le loro attività di carattere imprenditoriale, commerciale o artigianale, oltre a quelle già seguite da un difensore di fiducia. Qualora la persona, a seguito della consulenza gratuita ricevuta, ritenga opportuno richiedere una successiva assistenza legale, deve conferire mandato ad un avvocato di sua scelta, diverso da quello che ha fornito la consulenza allo sportello. La convenzione prevede anche un monitoraggio annuale dell&#8217;andamento del servizio legale al CeAV, con la verifica di eventuali problemi e proposte di modifica o integrazione, con la conseguente facoltà di rivedere l&#8217;elenco dei professionisti stilato.</p>
<p>Il Centro antiviolenza ha bisogno di <strong>risorse economiche</strong> per poter sopravvivere. Nel 2014 sono stati stanziati 38 mila euro, di cui 18 mila come ultima parte del finanziamento biennale della Fondazione Cariverona per il primo semestre, 12.500 derivanti dalla quota parte del contributo regionale annuale e da 7.500 come ulteriore stanziamento specifico di bilancio. A questi si sono aggiunti 17 mila euro raccolti dall&#8217;associazione Donna Chiama Donna attraverso raccolta di fondi con iniziative specifiche, contributi da privati ed associazioni. In totale nel 2014 il centro ha funzionato con 55 mila euro<strong>. </strong>Per il 2015 lo stanziamento di bilancio è stato di 40 mila euro (25 mila da contributo regionale e 15 mila da stanziamento su capitolo specifico) a cui si sono aggiunti altri finanziamenti e contributi da privati. <strong>Nel 2016</strong> sono stati stanziati 45 mila euro per il funzionamento del CeAv: 30 mila da parte della Regione e 15 mila erogati dal Comune. Per il resto, al fine di arrivare a 76 mila euro annuali, si tratta di fondi raccolti dall&#8217;associazione Donna Chiama Donna, da privati, da iniziative di solidarietà, etc.</p>
<p>Attualmente il centro garantisce l&#8217;<strong>apertura</strong> per 30 ore settimanali con operatrici professionali e con la compresenza di volontarie qualificate dall&#8217;associazione Donna chiama Donna. Il CeAv opera gratuitamente garantendo l&#8217;anonimato: basta telefonare al numero 0444 230402 o mandare una mail a <a href="mailto:ceav@comune.vicenza.it">ceav@comune.vicenza.it</a>. Si trova in via Torino 11 ed è aperto il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14.30 e il giovedì dalle 9 alle 17.</p>
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