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	<title>Cgil Veneto &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>DL Dignità, la Cgil del Veneto: &#8220;Ingiustificato allarmismo degli imprenditori&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2018/07/03/dl-dignita-la-cgil-del-veneto-ingiustificato-allarmismo-degli-imprenditori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 16:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Dignità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il decreto dignità approvato dal consiglio dei ministri “rappresenta un primo, seppur timido, passo nella direzione giusta”. Lo afferma Christian Ferrari, segretario generale della Cgil Veneto, secondo cui “dopo anni di legislazione del lavoro all’insegna della precarizzazione e della deregulation, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il decreto dignità approvato dal consiglio dei ministri “rappresenta un primo, seppur timido, passo nella direzione giusta”. Lo afferma Christian Ferrari, segretario generale della Cgil Veneto, secondo cui “dopo anni di legislazione del lavoro all’insegna della precarizzazione e della deregulation, il cui prezzo più alto l’hanno pagato le giovani generazioni, siamo di fronte a un primo parziale segnale di inversione di tendenza”.</p>
<p>“Gli allarmismi – aggiunge Ferrari – e le veementi proteste delle organizzazioni datoriali, comprese quelle venete, sulle difficoltà che queste scelte determinerebbero per i lavori stagionali, in particolare nell’ambito del turismo e dell’agricoltura, sono del tutto infondate e strumentali”.</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, Cgil-Cisl-Uil insieme a Marghera per potenziare la prevenzione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2018/01/19/sicurezza-sul-lavoro-cgil-cisl-uil-insieme-marghera-potenziare-la-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 15:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Martini]]></category>
		<category><![CDATA[Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Silvana Roseto]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[È in corso a Marghera l’Assemblea sulla salute e sicurezza sul lavoro promossa da Cgil, Cisl e Uil nazionali. L’appuntamento è stato preparato da venti assemblee regionali che hanno coinvolto centinaia di dirigenti sindacali, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Rls territoriali e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È in corso a Marghera l’Assemblea sulla salute e sicurezza sul lavoro promossa da Cgil, Cisl e Uil nazionali. L’appuntamento è stato preparato da venti assemblee regionali che hanno coinvolto centinaia di dirigenti sindacali, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Rls territoriali e di sito produttivo, e patronati. Obiettivo: individuare percorsi d’azione sul territorio, anche attraverso la contrattazione, nonché le sinergie necessarie con gli altri attori della prevenzione, come Inail, Asl, Ispettorato e Regioni.</p>
<p><span id="more-4836"></span>A conclusione dell’assemblea nazionale sarà elaborato un documento programmatico, sintesi dei documenti regionali prodotti, nel quale verrà delineata la Strategia di prevenzione che Cgil, Cisl e Uil intendono realizzare, a partire dalle priorità dei posti di lavoro privati e pubblici.</p>
<p>“Alla luce dei continui eventi drammatici di infortuni e morti sul lavoro, purtroppo anche recentissimi – sottolineano le tre Confederazioni – l’azione che si intende intraprendere vuole essere un’azione di prevenzione efficace, partecipata e diffusa. Non si può più aspettare o rimandare un intervento sinergico, determinato e diffuso, sui temi della prevenzione. La mancanza in Italia, a differenza di tutti gli altri Paesi dell’Unione europea, di una Strategia nazionale di prevenzione si avverte in modo sempre più evidente”.</p>
<p>Tra gli interventi, quelli dei segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Franco Martini, Angelo Colombini e Silvana Roseto. Ad arricchire la discussione è prevista anche la presentazione del Rapporto di Ricerca IMPAcT-RLS a cura di Inail/Dimeila, Polimi, Unipg, Fondazione di Vittorio, Cgil, Cisl e Uil nazionali.</p>
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		<title>Cgil: &#8220;Giovani in Veneto sempre più precari e con retribuzioni in calo&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/01/08/cgil-giovani-veneto-sempre-piu-precari-retribuzioni-calo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 16:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2011 il 62% dei giovani operai veneti era inquadrato con un contratto a tempo indeterminato, oggi la loro percentuale è scesa di 10 punti e la retribuzione media è di 1.329 euro lordi al mese. Per gli altri, i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2011 il 62% dei giovani operai veneti era inquadrato con un contratto a tempo indeterminato, oggi la loro percentuale è scesa di 10 punti e la retribuzione media è di 1.329 euro lordi al mese. Per gli altri, i precari, la retribuzione è meno della metà (8.358 euro lordi in un anno) e la loro quota è costantemente in crescita.</p>
<p><span id="more-4787"></span>La fotografia delle condizioni di lavoro dei giovani veneti (fino a 29 anni) emerge da un <strong>report della Cgil su dati Inps</strong>. Questi dati hanno il pregio di censire le teste (e non i flussi) dando così uno spaccato preciso della situazione. Riguardano il settore privato e sono riferiti (ultimo anno disponibile) al 2016. L’analisi, che vuole valutare l’evoluzione dell’occupazione giovanile nell’industria e nel sistema dei servizi in regione, ha preso a riferimento un arco temporale di 5 anni, confrontando i dati con quelli del 2011, anno per altro affine al 2016 per l’andamento congiunturale (entrambi sono segnati da una lieve ripresa) oltre che per il livello occupazionale generale (1.455.171 occupati dipendenti nel settore privato nel 2016; 1.463.808 occupati nel 2011).</p>
<p>Il numero di giovani lavoratori veneti è costantemente in calo: tra il 2011 ed il 2016 sono scesi del 12,8%, a differenza del dato generale (tutte le età) che presenta una divaricazione praticamente nulla (-0,5%), confermando la tendenza all’invecchiamento della popolazione lavorativa ed al contempo la riduzione delle opportunità occupazionali per le nuove generazioni.<br />
Ma è soprattutto sulla qualità del lavoro che emerge il progressivo peggioramento delle condizioni dei giovani, come evidenziato dalla riduzione (in appena 5 anni) del 21,2% dei dipendenti a tempo indeterminato e dal contestuale aumento del 40,2% dei contratti a termine ed a part time.</p>
<p><strong>Il rapporto di lavoro stabile è sempre più una chimera</strong> per i giovani veneti. Infatti (nonostante il boom di attivazioni di contratti a tempo indeterminato operato dagli incentivi del 2015) riguarda solo il 63% degli occupati (178.595 su un totale di 280.192), mentre il restante è consegnato ad una precarietà che diventa sempre più difficile superare, che è ulteriormente alimentata da tirocini, false partite Iva ed altre tipologie (tutte in crescita), e che si riconferma anche analizzando i movimenti del mercato del lavoro nel 2017 con i tempi indeterminati che rappresentano il 16% dei nuovi contratti (saldo tra assunzioni, trasformazioni e cessazioni tra gennaio e settembre).<br />
Ancor peggio, come detto, tra le figure operaie dove i rapporti stabili sono il 54%.<br />
E se nei 5 anni considerati il numero complessivo di occupati tra i giovani veneti scende da 321.000 a 280.000 posizioni e l’occupazione stabile cala (in percentuale doppia) da 227.000 a 178.000 posizioni, i contratti a termine non solo non seguono il ridimensionamento generale, ma anzi aumentano, passando da 94.525 a 101.597.</p>
<p><strong>Le retribuzioni sono molto più basse di quelle dei padri</strong> e si attestano al 61% rispetto alla media generale (tutte le età). Il dato non cambia di molto per i ragazzi inquadrati nei contratti stabili e a tempo pieno il cui guadagno è pari al 66% rispetto alla media. Il che porta a calcolare un differenziale retributivo di oltre il 40% tra un neoassunto ed un lavoratore anziano.<br />
In media i giovani veneti percepiscono in un anno 13.973 euro lordi, che scendono a 8.486 per chi lavora a part time. La retribuzione è più alta per chi ha un rapporto a tempo indeterminato (17.015 euro), mentre chi ha un’occupazione precaria deve accontentarsi di 9.036 euro, e quest’ ultima è la condizione in cui versano 101.597 ragazzi della regione.</p>
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		<item>
		<title>Cgil Veneto, Christian Ferrari eletto nuovo segretario generale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/09/07/cgil-veneto-christian-ferrari-eletto-segretario-generale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 15:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Di Gregorio]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category>
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					<description><![CDATA[La Cgil del Veneto ha un nuovo Segretario Generale. Si tratta di Christian Ferrari, proveniente dalla Segreteria Generale della Cgil di Padova, eletto dall’Assemblea Generale del sindacato veneto riunita a Mestre alla presenza di Susanna Camusso, Segretario Generale della Confederazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Cgil del Veneto ha un nuovo Segretario Generale. Si tratta di Christian Ferrari, proveniente dalla Segreteria Generale della Cgil di Padova, eletto dall’Assemblea Generale del sindacato veneto riunita a Mestre alla presenza di Susanna Camusso, Segretario Generale della Confederazione, e di Nino Baseotto, Segretario nazionale con delega all’organizzazione.<br />
<span id="more-4357"></span>Quarantatreenne, padovano, Ferrari ha iniziato la propria esperienza sindacale nel 2003 come dirigente della Funzione Pubblica Cgil di Padova dove è rimasto fino al 2010 quando è passato alla Segreteria confederale con l’incarico di Segretario organizzativo. Nel 2013 ne è diventato il Segretario Generale, carica che ha ricoperto fino ad oggi e manterrà in attesa del ricambio.<br />
Alla guida della Cgil regionale succede ad Elena Di Gregorio che dallo scorso luglio ricopre il ruolo di Segretaria Generale dello Spi (sindacato pensionati) del Veneto.</p>
<p>Nella dichiarazione programmatica che ha preceduto la votazione, Ferrari si è soffermato sul delicato passaggio di fase che sta attraversando il sistema veneto, contrassegnato da fattori di segno contrastante e che richiede un grande impegno e sforzo progettuale per indirizzare le nuove potenzialità verso la crescita e una nuova qualità sociale, a partire dal lavoro.</p>
<div id="attachment_7217" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/ferrari-225x300.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7217" class=" wp-image-7217" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/ferrari-225x300-225x300.jpg" alt="" width="270" height="360" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/ferrari-225x300.jpg 225w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/ferrari-225x300-169x225.jpg 169w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a><p id="caption-attachment-7217" class="wp-caption-text">Christian Ferrari</p></div>
<p>“<em>Nel 2016</em> – ha esordito Ferrari – <em>il PIL regionale è cresciuto dell’<strong>1,2%,</strong> con il record storico delle esportazioni che hanno superato i <strong>58</strong> miliardi di euro. Nei primi 6 mesi del 2017, la produzione industriale è cresciuta complessivamente del <strong>2,6%</strong>. Sempre nello stesso periodo si è però verificata un’impennata dei licenziamenti individuali, un calo dei tempi indeterminati, un aumento rilevante del lavoro a termine e precario. La disoccupazione, seppur in diminuzione, conta ancora tra le sue fila ben <strong>150.000</strong> persone”</em>.<br />
“<em>La crisi</em> – ha proseguito – <em>ci ha colpiti pesantemente, determinando la chiusura di migliaia di aziende, svelando ai nostri occhi lo spettacolo spettrale dei capannoni vuoti e dei cancelli chiusi e arrugginiti. Il prezzo, salatissimo, è stato pagato sopratutto dai lavoratori, dai piccoli artigiani, dai ceti popolari, dalle nuove generazioni.<br />
</em><em>Vi sono <strong>828.000</strong> cittadini veneti a rischio povertà ed esclusione sociale, di cui <strong>148.000</strong> bambini e minori, la povertà assoluta è più che raddoppiata e <strong>315.000</strong> persone rinunciano alle cure sanitarie”.</em></p>
<p>“<em>Nonostante questi numeri mettano i brividi</em> – ha concluso Ferrari – <em>è innegabile che il tessuto economico veneto stia dimostrando una resilienza e una capacità di reazione apprezzabili.<br />
</em><em>È proprio questo il tempo per immaginare un altro modello di sviluppo, puntando a trasformare una parziale risalita dal fondo in qualcosa di più solido e strutturale. </em><em>A partire dalla irrinunciabile vocazione manifatturiera della nostra regione. Una delle priorità è sicuramente la sfida dell’area di crisi complessa di Venezia: un’occasione per costruire un progetto di rinascita industriale e produttiva in un contesto decisivo non solo per il Veneto ma per l’intero Paese.<br />
</em><em>Un altro dei compiti della Cgil è innanzitutto provare a condizionare quella straordinaria accelerazione della storia in cui siamo immersi, convenzionalmente definita con l’espressione 4.0, che sta già investendo l’industria, i servizi, l’economia e la stessa organizzazione sociale. Una vera e propria rivoluzione tecnologica dalle potenzialità straordinarie, ma per nulla scevra da rischi che non vanno in alcun modo sottovalutati. Fin qui infatti si sta ulteriormente consolidando un modello economico globale che produce enormi ricchezze e poco lavoro.<br />
</em><em>Non si tratta però di un destino ineluttabile. La tecnologia può essere un’eccezionale strumento di emancipazione, di realizzazione, di benessere per un numero potenzialmente illimitato di persone.</em><em> A cominciare dalle nuove generazioni che vanno messe alla testa di una battaglia autenticamente di progresso. Quelle ragazze e quei ragazzi che in <strong>10.000</strong> ogni anno lasciano la nostra Regione per cercare lavoro e realizzazione all’estero. Quelle ragazze e quei ragazzi veneti che – in <strong>110.000</strong> – non studiano né lavorano. L’obiettivo principale è quindi quello di far sì che la ripresa (del PIL, della produzione, dei fatturati) che sta vivendo la nostra Regione si traduca in un innalzamento della qualità sociale complessiva del Veneto, a cominciare dalla quantità e dalla qualità del lavoro”</em>.</p>
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		<item>
		<title>Legge sul contenimento del consumo di suolo in Veneto, Cgil: &#8220;Troppe deroghe&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/infrastrutture/2017/05/16/legge-sul-contenimento-del-consumo-suolo-veneto-cgil-troppe-deroghe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2017 14:23:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio regionale del Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di suolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio regionale del Veneto ha iniziato oggi la discussione in ordine alla nuova Legge Quadro per il contenimento del consumo di suolo. Una normativa che vuoleintraprendere un percorso virtuoso verso il contenimento del consumo del suolo, graduale e responsabile, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">Il Consiglio regionale del Veneto ha iniziato oggi la discussione in ordine alla nuova Legge Quadro per il contenimento del consumo di suolo.</div>
<div>Una normativa che vuoleintraprendere un percorso virtuoso verso il contenimento del consumo del suolo, graduale e responsabile, che prevede quali obiettivi prioritari la riqualificazione urbana ed architettonica, l’efficentamento energetico, coniugando assieme sostenibilità, tutela dell’ecosistema e sviluppo, e riportando al centro il settore agricolo, in vista dell’obiettivo ‘consumo zero’ del 2050.</div>
<div></div>
<div>Da un’indagine condotta dall&#8217;Unione Europea in materia è risultato come le zone del vecchio continente che hanno consumato più suolo sono Olanda, Belgio, Lombardia e Veneto; dati che dimostrano come questa nuova normativa sul contenimento del consumo del suolo rappresenti una priorità assoluta per il territorio.</div>
<div></div>
<div>Sul tema è intervenuta la Cgil del Veneto, secondo la quale la nuova legge in discussione ha troppe zone d’ombra che rischiano di stravolgere gli obiettivi dichiarati in premessa e riconsegnare la regione ad una giungla di deroghe e scappatoie che ne mettono a repentaglio l’efficacia.<br />
In particolare la Cgil sottolinea tre questioni: il rinvio della definizione della quantità massima di consumo di suolo ammesso ad una successiva delibera della Giunta; l’esclusione dai limiti di legge delle “aree di urbanizzazione consolidata” e la previsione di deroghe per non meglio precisati motivi di interesse pubblico o per nuove attività; la contemplazione di “premialità” che consentono maggiori volumi di edificazione.<br />
Il sindacato chiede “una riformulazione del testo” che superi queste ambiguità e scongiuri il pericolo di produrre un ulteriore incremento dei volumi edificabili anziché riqualificare e riutilizzare.<br />
Le uniche deroghe possibili, aggiunge la Cgil, devono essere pochissime e limitate a situazioni di particolare gravità ed emergenza.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Mense ospedaliere, in 500 hanno manifestato a Venezia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/04/01/mense-ospedaliere-500-manifestato-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2017 15:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[mense ospedaliere]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono arrivati in 500 ieri venerdì 31 marzo da tutto il Veneto i lavoratori delle mense ospedaliere per manifestare davanti alla sede della Regione di Palazzo Grandi Stazioni a Venezia contro il nuovo bando per l’affidamento della preparazione dei pasti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono arrivati in 500 ieri venerdì 31 marzo da tutto il Veneto i lavoratori delle mense ospedaliere per manifestare davanti alla sede della Regione di Palazzo Grandi Stazioni a Venezia contro il nuovo bando per l’affidamento della preparazione dei pasti negli ospedali e nelle sedi sanitarie che, secondo i sindacati &#8220;di fatto porterà alla chiusura delle attuali mense, alla perdita di centinaia di posti di lavoro, ad un abbassamento della qualità del cibo che arriverà precotto, ad un affollamento della rete viaria su cui dovrà passare una miriade di camion e furgoni per portare, mezzogiorno e sera, oltre 18.000 pasti dal punto di cottura alle varie destinazioni&#8221;.</p>
<p><span id="more-3917"></span> Muniti di cartelli, striscioni, bandiere hanno lanciato slogan e improvvisato discorsi, sollecitando alla Regione un incontro – che alla fine si è tenuto nella tarda mattinata – per spiegare le loro ragioni e chiedere il rispetto del protocollo firmato dalla stessa Regione con il sindacato sugli appalti nella sanità nel 2014.<br />
La giornata di protesta ha riguardato anche il contratto nazionale che ha coinvolto l’intera categoria del comparto turismo e di quello multiservizi, in sciopero per 8 ore. Una manifestazione nazionale si è svolta a Roma cui hanno partecipato numerosi lavoratori veneti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pfas, tavolo di crisi sulla Miteni e monitoraggio sanitario per i lavoratori</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/29/pfas-tavolo-crisi-sulla-miteni-monitoraggio-sanitario-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 13:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Coletto]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Cgil Cisl Uil, Filctem, Femca, Uiltec e la Rsu della Miteni hanno incontrato ieri martedì 28 marzo la Regione mentre all’esterno della sede del Consiglio regionale un nutrito gruppo di lavoratori ha dato vita ad un presidio. Al termine gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cgil Cisl Uil, Filctem, Femca, Uiltec e la Rsu della Miteni hanno incontrato ieri martedì 28 marzo la Regione mentre all’esterno della sede del Consiglio regionale un nutrito gruppo di lavoratori ha dato vita ad un presidio.<br />
Al termine gli Assessori intervenuti (per l&#8217;Ambiente Gianpaolo Bottacin, per la Sanità Luca Coletto, per il Lavoro Elena Donazzan) assieme al Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti hanno assunto l’impegno di estendere il monitoraggio sanitario, già previsto sulla popolazione esposta ai Pfas, anche ai lavoratori della Miteni in servizio, a quelli pensionati e anche ai dipendenti dell’indotto, manutentori e terzisti che operano nell’area dello stabilimento.<br />
Inoltre sarà attivato un tavolo cui partecipino sindacati ed azienda per affrontare i temi degli investimenti, il piano industriale, l’occupazione.</p>
<p><span id="more-3890"></span>Il sindacato aveva espresso le forti preoccupazioni per il lavoro e la salute. I prelievi effettuati dal servizio epidemiologico regionale hanno evidenziato che nel loro organismo ci sono altissime concentrazioni di Pfas e Pfoa.<br />
Gli assessori hanno dal canto loro riferito alcuni dati sulla vicenda Pfas ed hanno indicato le stime di spesa: 100 milioni per gli aspetti sanitari, 260 per l’allacciamento ad altri reti idriche, 200 milioni per gli interventi in agricoltura, mentre l’Arpav ha già speso 5 milioni per i campionamenti. Dal Governo si attendono 80 milioni per i monitoraggi sanitari.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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