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	<title>cina &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>La Cina domina il Coronavirus, nessun nuovo caso interno. Battaglia durata oltre 3 mesi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/19/la-cina-domina-il-coronavirus-nessun-nuovo-caso-interno-battaglia-durata-oltre-3-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 09:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nessun nuovo caso registrato in Cina in riferimento al Covid-19. La situazione appare oggi sotto controllo ma attenzione, se la battaglia è vinta in realtà la guerra è ancora lunga. Si perchè la mancanza di nuovi contagi è riferita solo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun nuovo caso registrato in Cina in riferimento al Covid-19. La situazione appare oggi sotto controllo ma attenzione, se la battaglia è vinta in realtà <strong>la guerra è ancora lunga</strong>.</p>
<p>Si perchè la mancanza di nuovi contagi è riferita solo alla popolazione interna, la preoccupazione arriva per tutti i cittadini che fanno rientro al proprio paese di origine e qui, purtroppo i dati non sono così rassicuranti. Ma se non altro la strada intrapresa per debellare il virus sembra quella giusta. Dopo mesi did dura lotta al Coronavirus il dato che fa gridare vittoria è lo <strong>zero, </strong>nessun positivo nella giornata di ieri a fronte di 34 nuovi pazienti positivi provenienti dall&#8217;estero.</p>
<p>I casi di positività arrivati dall&#8217;estero, stando ai dati delle autorità, hanno così raggiunto i 189. Tutti i numeri comunque stanno dimostrando come la pandemia sia sotto controllo sia a Wuhan, dove il virus ha fatto la sua comparsa a dicembre, che nella provincia di Hubei. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati otto decessi – tutti a Hubei – che portano il bilancio delle vittime a 3.245, un numero che l&#8217;Italia sembra essere destinato a superare in tempi purtroppo brevi. In Cina ci sono stati complessivamente 81 mila casi di infezione, ma solo 7.263 persone sono ancora malate di covid-19.</p>
<p>Ora che all&#8217;interno la situazione cinese è sotto controllo la preoccupazione resta quella di una seconda ondata di infezioni, causata da persone che tornano dall&#8217;estero. &#8220;Se non imponiamo misure più severe in questa fase, i nostri precedenti sforzi per prevenire la diffusione della malattia in questi due mesi potrebbero essere completamente sprecati&#8221;, ha dichiarato l&#8217;amministratrice delegato di Hong Kong, <strong>Carrie Lam</strong>. Mercoledì a Singapore sono state segnalate 47 nuove infezioni, di cui 33 importate.</p>
<p><strong>PREOCCUPAZIONE IN COREA. </strong>Dopo un momento di speranza in Corea del Sud ci sono 152 nuovi casi, per un totale di 8.565 casi. Si è dunque rotta la serie di 4 giorni di fila sotto quota 100. I dati aggiornati a mercoledì del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) indicano anche 7 nuovi decessi, a 91 complessivi. Il 60% dei contagi fa capo alla Chiesa di Gesù Shincheonji, setta religiosa di Daegu. I timori di contagio sono ora legati a casi specifici come un call center di Seul e alcune chiese protestanti della provincia di Gyeonggi. Sono 407 i guariti per totali 1.947.</p>
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		<title>Peste suina, preoccupa il maxi sequestro da 10 tonnellate provenienti dalla Cina</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/23/peste-suina-preoccupa-il-maxi-sequestro-da-10-tonnellate-provenienti-dalla-cina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 09:16:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[obbligo dell’etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[peste suina africana]]></category>
		<category><![CDATA[sistema di controllo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Veneto, terza regione in Italia per numero di capi e allevamenti di suini, guarda con preoccupazione quanto sta succedendo fuori dai confini del nostro Paese. Serve dare immediatamente il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine sui derivati della carne suina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Veneto</strong>, terza regione in <strong>Italia</strong> per numero di capi e allevamenti di suini, guarda con preoccupazione quanto sta succedendo fuori dai confini del nostro Paese.</p>
<p style="font-weight: 400;">Serve dare immediatamente il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine sui derivati della carne suina per garantire la trasparenza e la rintracciabilità di fronte agli allarmi sanitari che si moltiplicano con la globalizzazione degli scambi. E’ quanto afferma la <strong>Coldiretti</strong> nel commentare positivamente il <strong>maxi sequestro</strong> della <strong>guardia di Finanza</strong> di Padova con la collaborazione dell’Asl di <strong>10 tonnellate di carni suine</strong> provenienti dalla<strong> Cina</strong>, attraverso il porto di Rotterdam, potenzialmente pericoloso per la diffusione della peste suina.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Sotto accusa c’è il <strong>sistema di controllo</strong> dell’<strong>Unione Europea</strong> con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale pericoloso ai confini olandesi ma anche i ritardi a livello nazionale causati da una burocrazia che non comprende l’urgenza di tracciare gli alimenti che arrivano ai consumatori in una situazione in cui l’Italia importa ogni anno dall’estero circa <strong>1 miliardo di chili di carni suine</strong> fresche e  congelate” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sollecitare l’entrata in vigore del decreto che introduce l’indicazione della provenienza per le carni suine  trasformate dopo  l’intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il provvedimento prevede – spiega Coldiretti – che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile solo quando ricorrano le condizioni del presente comma e la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.  Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il via libera all’<strong>obbligo dell’etichettatura</strong> d’origine su tutti i salumi tutela un settore nazionale che vale secondo la Coldiretti 20 miliardi di euro ed è atteso dal 93% degli italiani che ritengono importante conoscere l’origine degli alimenti e dire finalmente basta all’inganno di prosciutti e salami fatti con carne straniera ma spacciati per Made in Italy, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’Italia, che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie”. Un impegno portato avanti dalla Coldiretti che è stata capofila nella raccolta di 1,1 milioni di firme di cittadini europei per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti con la petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) promossa assieme ad altre organizzazioni europee.</p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>peste suina africana</strong> – ricorda la Coldiretti – è una malattia virale contagiosa che colpisce suini e cinghiali. Questo virus può essere trasmesso facilmente da un animale all’altro attraverso stretti contatti tra individui, o con attrezzature contaminate (camion e mezzi con cui vengono trasportati gli animali, stivali, ecc.) o attraverso resti di cibo che trasportano il virus e abbandonati dall’uomo. Considerata dunque la facilità di trasmissione – conclude Coldiretti – il rischio che il contagio possa essere esteso agli allevamenti italiani rappresenterebbe un gravissimo danno.</p>
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		<title>Vinitaly e Ice allargano la mappa del vino italiano in Cina</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/06/17/vinitaly-e-ice-allargano-la-mappa-del-vino-italiano-in-cina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 14:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[mappa del vino]]></category>
		<category><![CDATA[roadshow b2b in Cina]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[Si allarga la mappa del vino italiano in Cina, grazie ad un lavoro di squadra tra Vinitaly e ICE che hanno dato vita alla seconda edizione del roadshow b2b in Cina, organizzato da Veronafiere, in collaborazione con il partner cinese [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si allarga la <strong>mappa del vino</strong> italiano in<strong> Cina</strong>, grazie ad un lavoro di squadra tra <strong>Vinitaly</strong> e ICE che hanno dato vita alla <strong>seconda edizione del roadshow b2b in Cina</strong>, organizzato da Veronafiere, in collaborazione con il partner cinese Pacco Communication Group e con il supporto della rete ICE in Cina tramite l’iniziativa “I Love ITAlian Wines”.</p>
<p>L’edizione 2019, a cui prendono parte come espositori 55 aziende e importatori vinicoli di 12 province cinesi, coinvolge una città in più rispetto allo scorso anno e tocca nell’ordine Pechino (17 giugno), Zhengzhou (19 giugno), Xi’an (20 giugno) e Guangzhou (22 giugno).<br />
Per ogni tappa è stata realizzata una capillare attività di promozione offline e online dalla sede di Veronafiere a Shanghai; lavoro rivolto agli operatori professionali del vino delle principali aree metropolitane a un’ora di treno veloce dalle sedi degli eventi: Tianjin, Dalian, Jinan, Shengyang per Pechino; Shijiazhuang, Jinan e Taiyuan per Zhengzhou; Lanzhou, Chengdu, Yichang e Wuhan per Xi’an; Changsha, Shenzhen, Guangxi, Foshan, Zhongshan e Dongguan per Guangzhou.<br />
In ottica di marketing territoriale, inoltre, nel corso degli appuntamenti del roadshow vengono proiettati dei video girati dalla Fondazione Arena di Verona e da Enit-Agenzia nazionale del turismo</p>
<p>“Il vino del Balpaese ha bisogno di incrementare la propria posizione in un mercato della domanda strategico per il futuro, cresciuto del 106% negli ultimi cinque anni e che ha raggiunto lo scorso anno il valore record di 2,4 miliardi di euro, posizionando la Cina al quarto posto tra i paesi top buyer mondiali, a ridosso dei mercati consolidati degli USA, Germania e Regno Unito.  In questo contesto, Vinitaly è il brand forte del vino italiano in Cina, un marchio riconosciuto su cui stiamo costruendo Wine To Asia, nuovo salone internazionale del vino, la cui prima edizione è in programma nel 2020 a Shenzhen. L’obiettivo è quello di essere un riferimento permanente per il Far east, mercato che vale complessivamente 6,4 miliardi di euro, prossimo ad eguagliare quello del Nord America, e dove Vinitaly si candida a bandiera del made in Italy nell’Asia orientale, frutto di oltre vent’anni di lavoro e iniziative”, sottolinea <strong>Giovanni Mantovani</strong>, Direttore generale di Veronafiere.</p>
<p>“Il vino è un settore trainante per il nostro agroalimentare in Cina in quanto rappresenta un terzo del totale delle esportazioni in questo settore – commenta l’Ambasciatore d’Italia a Pechino<strong> Ettore Sequi </strong>– Ci sono ovviamente ampi margini di crescita e per cogliere tali opportunità dobbiamo puntare su quelle che sono due parole chiave in questa fase in Cina: qualità e innovazione”.<br />
“Voglio inoltre ricordare quanto ha detto il Ministro delle Politiche Agricole Centinaio in occasione della sua recente missione in Cina e cioè che attraverso il vino promuoviamo non solo uno dei prodotti simbolo dell’Italia, ma anche i territori e le località dell’enogastronomia. Ciò ci consente di incrementare i flussi turistici verso il nostro Paese anche nella prospettiva dei prossimi importantissimi appuntamenti previsti nel 2020 e cioè il cinquantenario delle relazioni diplomatiche bilaterali e l’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina”, aggiunge l’Ambasciatore Sequi.</p>
<p>“Siamo sulla buona strada”, afferma <strong>Amedeo Scarpa</strong>, Direttore di ICE Pechino e coordinatore della rete ICE in Cina, &#8221; siamo saliti al quattro posto tra i fornitori e  dopo l&#8217;ottima performance del 2017 con un più 22 % in valore, anche il 2018 ha registrato una buona tenuta con l&#8217;Italia che ha fatto meglio dei concorrenti europei in un contesto di forte raffreddamento della domanda di vino importato, specialmente nell&#8217;ultima parte dell&#8217;anno, a causa degli stock che erano stati accumulati e delle incertezze derivanti dal conflitto commerciale con gli USA. A conferma della efficacia dell’azione promozionale multi-level che MISE e ICE hanno messo in campo intorno al claim “I Love ITAlian wines” e della sinergia sviluppata con partner di esperienza e qualificati come Vinitaly. Ad oggi abbiamo formato oltre 660 professionisti cinesi promotori del vino italiano in Cina, con 18 edizioni dei corsi in 12 città in 2 anni e raggiunto oltre 300 milioni di punti di contatto sul web cinese con il piano media “ITAlian wine: taste the passion!&#8221;.</p>
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		<title>Anche Vicenza apre alla Cina. Accordo di Cooperazione con la città di Guiyang</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/12/04/anche-vicenza-apre-alla-cina-accordo-di-cooperazione-con-la-citta-di-guiyang/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2018 16:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle & Tech]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Rucco]]></category>
		<category><![CDATA[Guiyang]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella sala Stucchi di Palazzo Trissino il sindaco Francesco Rucco ha sottoscritto un memorandum di intesa e cooperazione reciproca con Tang Xinglun, vicesindaco della città di Guiyang della provincia di Guizhou, nella Repubblica Popolare Cinese. Erano presenti il vicesindaco Matteo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sala Stucchi di Palazzo Trissino il sindaco Francesco Rucco ha sottoscritto un memorandum di intesa e cooperazione reciproca con Tang Xinglun, vicesindaco della città di Guiyang della provincia di Guizhou, nella Repubblica Popolare Cinese.</p>
<p>Erano presenti il vicesindaco Matteo Tosetto, il consigliere comunale delegato ai gemellaggi Leonardo De Marzo, una delegazione di imprenditori e vertici di aziende della città di Guiyang, Nicola Paulon dell&#8217;associazione culturale Paolina Paulon che si occupa della promozione dell&#8217;integrazione e del dialogo culturale tra Vicenza e gli ospiti stranieri, e due studenti della classe quarta del liceo linguistico Pigafetta dove è attivo un corso specifico di lingua cinese.</p>
<p>Tra le due città, Vicenza e Guiyang, esiste da tempo un rapporto di amicizia e scambio in campo culturale e turistico.</p>
<p>Il memorandum d&#8217;intesa pone ufficialmente le basi per lo sviluppo di una cooperazione reciproca anche in campo economico tra le due città, nello specifico tra le rispettive aziende e istituzioni pubbliche, nelle aree dell&#8217;alta tecnologia, dei big data, della manifattura di alto profilo, oltre che dell&#8217;educazione, della cultura, del turismo e di altri settori di interesse comune.</p>
<p>“È un piacere e un onore accogliervi nel nostro salone di rappresentanza con un gruppo di vostri giovani concittadini ospiti di Vicenza per uno scambio culturale – ha detto il sindaco <strong>Francesco Rucco</strong> rivolgendosi alla delegazione di Guiyang –. Questi studenti rappresentano un legame forte e significativo che già abbiamo con il vostro Paese nel nome della cultura, tanto che uno specifico corso di cinese è attivo nel nostro liceo classico cittadino. Si tratta di una risorsa importante per Vicenza che guarda alla Cina con sempre maggiore interesse. Sono molti i cinesi che scelgono Vicenza per le loro vacanze alla scoperta del nostro patrimonio d’arte e di storia. Ma la cultura e il turismo non sono gli unici motivi per cui siamo qui oggi, a sottoscrivere un patto di amicizia che ci impegna a sviluppare una fattiva collaborazione anche nel campo dell’alta tecnologia, dei big data, della manifattura di alto profilo. L&#8217;incontro che avrete nel pomeriggio alla Camera di Commercio con le categorie economiche sarà sicuramente proficuo in quanto mosso dall&#8217;obiettivo comune dello sviluppo reciproco dell&#8217;economia grazie al confronto e allo scambio. Vi ringraziamo di essere qui oggi e accogliamo con piacere il vostro invito a venirvi a visitare l’anno prossimo, rinnovandovi il nostro invito a tornare, con l’augurio di poter presto siglare un vero e proprio gemellaggio tra le nostre città”.</p>
<p>Nel pomeriggio la delegazione cinese si è recata in visita alla città, al teatro Olimpico, e quindi alla Camera di Commercio per un incontro con le categorie economiche per un confronto su tecnologia e innovazione.</p>
<p>Guiyang è una metropoli di quasi 4.500.000 abitanti ed è la capitale del Guizhou. È tra i più interessanti centri emergenti a livello mondiale nel settore dei big data e del nanotech. La presenza della delegazione in Italia è infatti legata ad incontri specifici legati ad innovazione e tecnologia.</p>
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		<title>#Stopcibofalso, Coldiretti avvia una petizione in difesa del vero Made in Italy</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/03/20/stopcibofalso-coldiretti-avvia-una-petizione-in-difesa-del-vero-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 09:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[carrello della spesa]]></category>
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		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua il grande impegno di Coldiretti per tutelare il vero cibo italiano. Dopo l’ etichettatura per il grano duro, il latte, il riso, i derivati dal pomodoro, Coldiretti ha lanciato la nuova campagna #stopcibofalso una petizione indirizzata al Presidente del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Continua il grande impegno di Coldiretti per tutelare il vero cibo italiano. Dopo l’ etichettatura per il grano duro, il latte, il riso, i derivati dal pomodoro, Coldiretti ha lanciato la nuova campagna #stopcibofalso una petizione indirizzata al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani  e a quello della Commissione Agricoltura. l&#8217;irlandese Phil Hogan, per chiedere che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che trovano in tavola.</p>
<p style="font-weight: 400;">A rischio “<strong>fake</strong>” nel <strong>carrello della spesa</strong> – spiega Coldiretti &#8211; vi è un prodotto alimentare su quattro che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dalle marmellate ai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini. L’ennesima  battaglia di civiltà per garantire una spesa critica è promossa in tutte le sedi territoriali e nei mercati di Campagna Amica luoghi di incontro privilegiato tra domanda di cibo sano e offerta di tipicità stagionale. In molti hanno firmato, in Veneto più di 8mila cittadini affinchè l’indicazione di provenienza contrasti quelle imitazioni che ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia. Coldiretti ricorda che la sottoscrizione può avvenire anche sui social network #stopcibofalso.</p>
<p>La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari tipici  costano all&#8217;intera filiera di produzione migliaia di posti di lavoro. Secondo Coldiretti, il fatturato del falso made in Italy solo nell’agroalimentare ha superato<strong> 60 miliardi di euro</strong> e la lotta al cibo “fake” nel piatto rappresenta ormai un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e per generare occupazione.</p>
<p>Se nessun italiano si sognerebbe di comprare tali assurdi prodotti – commenta Coldiretti – non è così per i consumatori esteri che vengono attirati dall’immagine di italianità ad essi collegati, fornendo così alle aziende produttrici un vantaggio competitivo perché associano indebitamente ai propri prodotti l’immagine del <strong>made in Italy</strong> apprezzata dai consumatori stranieri, nonostante il prodotto che essi acquistano non abbia alcun legame con il sistema produttivo italiano, facendo <strong>concorrenza sleale</strong> nei confronti dei <strong>produttori nazionali</strong> impegnati a garantire <strong>standard elevati di qualità</strong>.</p>
<p>La <strong>contraffazione</strong> però non riguarda solo i prodotti imitati all’estero, ma anche quelli venduti sul suolo nazionale: <strong>due prosciutti su tre</strong> venduti oggi in Italia provengono da <strong>maiali allevati all’estero</strong>, senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta, dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine. Un problema che riguarda tutti i salumi, la frutta trasformata (confetture, conserve), insalata in busta, il pane, i funghi conservati che spesso arrivano dalla<strong> Cina</strong>, paese ai vertici mondiali per gli allarmi alimentari.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>L&#8217;Asiago Dop nel mercato cinese, accordo bilaterale per la protezione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/06/07/lasiago-dop-nel-mercato-cinese-accordo-bilaterale-la-protezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 14:59:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio di Tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Tutela Formaggio Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[summit economico UE-Cina]]></category>
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					<description><![CDATA[Entro la fine del 2017, Asiago DOP otterrà il pieno riconoscimento e la protezione in Cina. E’ questo l’importante risultato raggiunto nei giorni scorsi dal summit economico UE-Cina inserito nell’accordo bilaterale sulla cooperazione e la protezione delle indicazioni geografiche avviato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Entro la fine del 2017,<strong> Asiago DOP</strong> otterrà il pieno riconoscimento e la protezione in <strong>Cina</strong>. E’ questo l’importante risultato raggiunto nei giorni scorsi dal <strong>summit economico UE-Cina</strong> inserito nell’accordo bilaterale sulla cooperazione e la protezione delle indicazioni geografiche avviato fin dal 2010.</p>
<p>Il primo passo di questo processo è la pubblicazione formale degli elenchi dei <strong>100 prodotti italiani e 100 cinesi che verranno protetti</strong> una volta entrato in vigore l&#8217;accordo, elenco nel quale, grazie all’impegno del <strong>Consorzio di Tutela</strong>, è stato inserito anche Asiago DOP.</p>
<p>Le i<strong>mportazioni lattiero casearie</strong> da parte <strong>della Cina</strong> sono in costante crescita. Nel 2016, hanno toccato <strong>quota 2,28 milioni di tonnellate</strong>, con un <strong>aumento del 20%</strong> in volume rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei consumi, l’import cinese di formaggi<strong> cresce del 18%</strong> fra gennaio e aprile 2017, mentre l’<strong>export dei formaggi italiani è aumentato del 35%</strong> (dati CLAL.it).</p>
<p>Un mercato agroalimentare, quello cinese, tra i più grandi del mondo e in continua crescita, sostenuto dall’interesse di una classe media vicina ai prodotti alimentari europei, spesso apprezzati durante i viaggi internazionali e dove l’antica tradizione di indicazioni geografiche, molte delle quali sconosciute ai consumatori europei, ha costituto un terreno comune e favorito il dialogo e il confronto sul reciproco riconoscimento delle tipicità.</p>
<p>Dopo la registrazione del marchio in Cina, fin dal 2014, il <strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong> ha avviato un programma di conoscenza e valorizzazione che ha visto, tra l’altro, la realizzazione di importanti missioni commerciali mirate ad incontrare primari operatori ed importatori del settore lattiero-caseario. Da allora, l’impegno del Consorzio si è andato intensificando, con la presenza costante alla fiera FHC CHINA, appuntamento nel quale il Consorzio, nel 2016, bloccando alcuni prodotti che tentavano di usurpare il nome ASIAGO utilizzandolo impropriamente, ha creato un precedente importante, apprezzato anche da <strong>Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole</strong> alimentari e forestali, anticipando l’accordo bilaterale UE-Cina per la protezione delle reciproche Indicazioni Geografiche oggi in dirittura d’arrivo.</p>
<p>«Rivendichiamo il successo del ruolo del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago &#8211; afferma Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio &#8211; e di tutto il sistema di tutela italiano che ha visto riconoscere l’impegno pluriennale in Cina. Oggi siamo a celebrare l’importanza degli accordi bilaterali come strumento di protezione e di riconoscimento del valore economico, sociale e culturale delle DOP e la piena applicazione del Regolamento UE 1151/2012, in base al quale la protezione delle Indicazioni Geografiche è uno strumento per proteggere &amp;quot;il patrimonio culturale e gastronomico vivo&amp;quot; dell&#8217;UE”.</p>
<p>In attesa della conclusione dell’iter burocratico, il Consorzio di Tutela prosegue la sua azione di promozione del prodotto facendo conoscere la versatilità dell’Asiago DOP, i suoi alti standard di qualità e il riconosciuto apporto nutrizionale anche attraverso un’apposita sezione del sito e materiale studiato ad hoc per il consumatore cinese.</p>
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		<title>Il cioccolato un mercato da 123 miliardi, la Cina nuovo Eldorado</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2017 08:21:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Euromonitor]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Allen]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sempre stato il cibo nobile per eccellenza, dalle molteplici proprietà sia in termini di benessere fisico che psicologico, oggi il cioccolato scopre altre frontiere, accogliendo le richieste del grande popolo cinese, finora sconosciuto.<span id="more-3649"></span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft" src="https://www.askanews.it/upload/images/02_2017/10/enogastronomia-170210153105.jpg" alt="Il cioccolato un mercato da 123 miliardi, la Cina nuovo Eldorado" width="371" height="247" />Mangiamo meno cioccolato ma più costoso. I dati <strong>Euromonitor</strong> dicono infatti che nei Paesi occidentali il consumo del cibo degli dei ristagna o addirittura decresce <strong>(in Nord America dal 2010 al 2015 -2%)</strong> a fronte comunque di una spesa in aumento, in <strong>Europa del 2%</strong>, in Nord America del 4%. Ma c&#8217;è un eldorado del cioccolato ed è l&#8217;<strong>Asia</strong>. in Cina nell&#8217;ultimo decennio i consumi sono più che raddoppiati ma restano ben lontani da quelli occidentali: loro ne mangiano appena 100 grammi all&#8217;anno a fronte, per esempio, degli 8 chili gli inglesi. Secondo <strong>Lawrence Allen</strong>, autore del libro Chocolate Fortunes, 200 milioni di cinesi l&#8217;hanno assaggiato. E in<strong> 400 milioni</strong> si possono permettere di comprarlo. Dunque un mercato ancora tutto da conquistare.</p>
<p>In totale nel mondo nel 2016 sono stati spesi <strong>123 miliardi di dollari</strong> in cacao e derivati, quasi 30 soltanto in tavolette o barrette di cioccolato (in maggioranza al latte), con una crescita del 12% nel periodo 2012-2016. E se <strong>nel periodo 2013-2015 la produzione</strong> annua a livello mondiale <strong>è calata del 5%</strong>, a fine 2016 ha ripreso a crescere per segnare il record di <strong>4milioni di tonnellate</strong>.</p>
<p>In Italia in media consumiamo 4 chilogrammi di tavolette all&#8217;anno (la metà rispetto alla dieta dei Paesi europei) preferendo il fondente (40%) a quello al latte e a quello bianco. In tutto il mercato italiano vale 2,5 miliardi di euro, ma negli ultimi 3 anni si è ristretto. Quello che invece è cresciuto negli ultimi anni è stato l&#8217;export di cioccolato, che hanno raggiunto i 665 milioni di euro (siamo i primi sul mercato cinese). E che rappresenta il 6,1% del mercato mondiale, ponendoci al quinto posto tra i paesi europei nell&#8217;export del cibo degli dei.</p>
<p>Se si guarda l&#8217;altro lato della medaglia, quello della filiera produttiva, troviamo la Costa d&#8217;Avorio (1,7 milioni di tonnellate annue nel 2015) e il Ghana (835mila tonnellate nel 2015), in cima alla classifica dei produttori, con il 58% del mercato mondiale nelle proprie mani. Qui si coltivano soprattutto i cacao destinati ai cioccolati da copertura, quelli usati in pasticceria o nelle linee delle Gdo. I cacao aromatici che provengono principalmente dal Venezuela, Ecuador, Colombia e Perù rappresantano solo un 7% del cacao mondiale. I primi trasformatori al mondo sono, invece, gli olandesi con una produzione annua di 530mila tonnellate, che rappresentano il 17% di tutti i derivati del cacao. La Cina ha scoperto il cioccolato da pochi anni, ma ha scalato subito la classifica divenendo il nono mercato mondiale del cioccolato già nel 2012 con una crescita annua del 5%. Ad oggi non si hanno stime precise ma si calcola che la Cina sarà il secondo mercato del cioccolato entro il 2020, secondo Euromonitor.</p>
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<h6>Fonte:Askanews</h6>
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		<title>Vittoria delle azzurre dell&#8217;hockey ghiaccio alla prima gara del Mondiale senior</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sport/2016/04/05/vittoria-delle-azzurre-dellhockey-ghiaccio-alla-gara-del-mondiale-senior/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 06:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[asiago]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[hockey ghiaccio femminile]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è aperto ufficialmente  ad Asiago il Campionato Mondiale Senior Femminile, Gruppo B. Buono l’esordio della Lettonia, che batte per 2-5 il Kazakistan, dell’Ungheria, che supera di misura per 2-1 l’Olanda, e dell’Italia, che ha la meglio sulla Cina per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è aperto ufficialmente  ad Asiago il Campionato Mondiale Senior Femminile, Gruppo B. Buono l’esordio della Lettonia, che batte per 2-5 il Kazakistan, dell’Ungheria, che supera di misura per 2-1 l’Olanda, e dell’Italia, che ha la meglio sulla Cina per 3-2. <span id="more-1640"></span></p>
<div id="attachment_1642" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey2.jpg" rel="attachment wp-att-1642"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1642" class="size-medium wp-image-1642" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey2-300x230.jpg" alt="Foto di Roberta Strazzabosco" width="300" height="230" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey2-300x230.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey2-768x590.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey2-600x461.jpg 600w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey2-293x225.jpg 293w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey2.jpg 811w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-1642" class="wp-caption-text"><em>Foto di Roberta Strazzabosco</em></p></div>
<p><strong>QUI ITALIA.</strong> Partita subito in salita per il team italiano che al 9’29’’ subisce la prima rete ad opera di Zhang, ma le azzurre riescono a far fruttare la doppia penalità inflitta a Fang e a Zhang con un gol al 16’21’’ che porta la firma della statunitense naturalizzata italiana, Furlani: 1-1. Il tempo finisce con Kong che sbaglia sola davanti a Klotz. Nel secondo periodo la Cina continua a difendere molto bene, ma le azzurre ci credono e raddoppiano al 4’04’’ con una bella azione di Dalpra. Le certezze italiane crollano a due secondi dalla fine del secondo periodo con la doppietta di Zhang. Nella terza frazione i due team cercano il gol in grado di sbloccare la situazione, la gara diventa più agguerrita e a farne le spese è Dalpra che esce sorretta dopo uno scontro davanti alla porta italiana, per fortuna nulla di grave. Ci prova ancora Furlani all’8’46’’, ma il disco finisce nella pinza di Wang. E di nuovo a portare una boccata di ossigeno all’Italia è Furlani che tira un missile all’11’56’’. Due buone parate di Klotz a un paio di minuti dalla fine del tempo salvano capitan Saletta e compagne che possono esultare davanti al pubblico per l’ottimo esordio. Premiate dall’assessore allo sport di Asiago Franco Sella come best player Chelsea Furlani per l’Italia e Quinan Zhang per la Cina.</p>
<div id="attachment_1643" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey3.jpg" rel="attachment wp-att-1643"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1643" class="size-medium wp-image-1643" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey3-300x205.jpg" alt="Foto di Roberta Strazzabosco" width="300" height="205" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey3-300x205.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey3-768x525.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey3-600x410.jpg 600w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Mondiale-hockey3.jpg 911w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-1643" class="wp-caption-text"><em>Foto di Roberta Strazzabosco</em></p></div>
<p><strong>LA CERIMONIA. </strong>Dopo il benvenuto a tutti i team da parte del sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern, sono arrivati i saluti e i ringraziamenti del presidente della Federazione Italiana Sport Ghiaccio, Andrea Gios. A fare gli onori di casa è poi stato il presidente del comitato esecutivo Massimo Rigoni che, tra le altre cose, ha ricordato il traguardo che ha appena scandito gli ottant’anni di hockey su ghiaccio festeggiati da Asiago. L’apertura ufficiale dei Campionati Mondiali è infine arrivata dal Chairman canadese Murray Costello.</p>
<p><strong>LE ALTRE GARE. </strong>Il primo match della giornata vedeva impegnate le Nazionali di Kazakistan e Lettonia. Parte bene la prima, ma il risultato finale premia il team baltico per 2-5 (2-1, 0-2, 0-2). La prima rete arriva al 12’48’’ e porta la firma della kazaka Tukhtieva. Replica, subito dopo, al 13’01’’ la Lettonia con Bicevska. La doppietta della compagine di coach Maltsev arriva al 15’56’’ con Fux. Nel secondo tempo le lettoni provano ad invertire la rotta, ma le avversarie difendono bene e lasciano pochi spazi di manovra; riesce nell’impresa (al 17’15’’ e al 19’51’’) Miljone: 2-3. E la stessa attaccante apre il terzo periodo con la quarta rete al 6’39’’. La cavalcata della Lettonia prosegue e all’11’46’’ Koka incrementa il bottino spiazzando il portiere Raushanova. Premiati come best player Konysheva per il Kazakistan e Miljone per la Lettonia. Nella seconda partita in programma nella prima giornata della competizione iridata, esulta l’Ungheria che supera l’Olanda per 2-1 (1-0, 0-1, 1-0). Al 4’10’’ battezza il ghiaccio Kiss (poi premiata come best player del match), poi il tempo prosegue in equilibrio fino alla fine. Nella seconda frazione di gioco, al 15’58’’, Barbier trova il pareggio e riapre i giochi: 1-1. A spezzare l’equilibrio la rete di Somogyi al 9’02’’. Nel finale le Orange tolgono il portiere, ma le magiare resistono fino alla sirena, conquistando i primi tre punti di questo Mondiale.</p>
<div><strong>ITALIA  &#8211; CINA  3 &#8211; 2</strong></div>
<div></div>
<div><strong>Italia:</strong> Klotz (Pompanin); Mattivi, Ricca, Saletta, Ballardin, Zaccherini, Furlani, Bettarini dela Forest de Divonne, Muraro, Larger, Battisti, Galtieri, Orlandii, Carignano, Stocker, Campo Bagatin, Dalpra, Zandegiacomo Mistrotofolo, Elliscasis, Gius, Pompanin. All. Marco Liberatore</div>
<div></div>
<div><strong>Cina:</strong> Y. Wang (He); Yu, Zhu, Tian, Liu, Zhang, Deng, Ju, Lu, W. Wang, Zhao, Guan, Kong, Jiang, Lyu, Wen, He, Huo, Fang. All. Rick Seeley</div>
<div></div>
<div><strong>arbitrano</strong>: Weiss (Ger) con Pobozniak (Pol) e Strohmenger (Ger)</div>
<div></div>
<div><strong>reti:</strong> pt 9’29” Zhang (C) 16’29” Furlani (I) st 4’04” Dalpra (I) 19’58” Zhang (C) tt 11’56” Furlani (I)</div>
<p><strong>LE GARE DELLA PRIMA GIORNATA<br />
</strong></p>
<p>ore 13.30 Kazakistan-Lettonia 2-5 (2-1, 0-2, 0-2)</p>
<p>ore 17.00 Ungheria-Olanda 2-1 (1-0, 0-1, 1-0)</p>
<p><strong>ore 20.30 Italia-Cina 3-2 (1-1, 1-1, 1-0)</strong></p>
<p><strong>LA CLASSIFICA:</strong> Lettonia, Italia e Ungheria punti 3; Olanda, Cina e Kazakistan 0</p>
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