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	<title>Cisl scuola &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Scuola, in Veneto c&#8217;è carenza di presidi: ne manca uno su quattro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2017 09:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[In Veneto, come nel resto del Paese, mancano docenti per le primarie e insegnanti di sostegno specializzati a tutti i livelli scolastici, ma la carenza di personale riguarda anche i vertici del sistema scolastico locale: i dirigenti (i presidi).  Senza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=" text-justify">In Veneto, come nel resto del Paese, mancano docenti per le primarie e insegnanti di sostegno specializzati a tutti i livelli scolastici, ma la carenza di personale riguarda anche i vertici del sistema scolastico locale: i dirigenti (i presidi).  Senza considerare le scuole che, per dimensione (sotto i 600 alunni) sono già soggette a reggenza (354, di cui 31 in Veneto) la situazione è questa: l’organico, sulla carta, dei dirigenti in tutta Italia è di 7.994 posti. Di questi effettivamente disponibili sono circa 6.500. Le scuole che hanno titoli per avere un proprio preside sono 8.221. La differenza è quindi di oltre 1.700 capi istituto. Questa carenza, come quella delle scuole sottodimensionate, sarà coperta dai 6.500 disponibili.</p>
<p class=" text-justify">A livello veneto la situazione è ancora peggiore: il 27% dei posti di preside è vacante. In termini numerici vuol dire che per i 574 istituti scolastici con diritto al preside sono disponibili solo 420 dirigenti a cui spetta anche reggere i 31 istituti sottodimensionati. Effetto finale: 185 presidi (quasi la metà di quelli in servizio) dovrà sovraintendere a due istituti scolastici.</p>
<p class=" text-justify">A fronte di questa situazione di ennesima emergenza che coinvolge la scuola (il concorso per dirigenti scolastici non è stato ancora bandito dopo due anni dalla definizione delle regole per la sua emanazione) i rappresentanti regionali dei sindacati della scuola hanno organizzato per oggi, martedì 3 ottobre, una assemblea sindacale dei dirigenti scolastici. «Situazione professionale e retributiva, rinnovo del contratto nazionale del prossimo triennio, questi alcuni degli argomenti che tratteremo durante l’assemblea – spiega Sandra Biolo Cisl Scuola – si tratta di gravissimi malfunzionamenti del sistema scolastico che diventeranno sempre più pesanti qualora non si trovino delle soluzioni e come al solito a pagarne le conseguenze saranno anche i nostri ragazzi».</p>
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		<title>Docenti di sostegno, in Veneto le università fanno perdere 1.500 posti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/08/26/docenti-sostegno-veneto-le-universita-fanno-perdere-1-500-posti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2017 11:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Sebbene dotati di buona volontà, anche per l’anno scolastico 2017/2018 saranno pochi i docenti di sostegno che potranno seguire i 16.424 alunni disabili del Veneto (di cui più di 7mila con gravità): ancora una volta le Università di Padova e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene dotati di buona volontà, anche per l’anno scolastico 2017/2018 saranno pochi i docenti di sostegno che potranno seguire i 16.424 alunni disabili del Veneto (di cui più di 7mila con gravità): ancora una volta le Università di Padova e Verona hanno attivato i corsi di specializzazione per attività di sostegno con numeri troppo bassi rispetto alle effettive esigenze territoriali. «Poichè il Miur autorizza il numero dei corsisti in base alle richieste delle università, sorge spontanea la domanda: perché le università venete non chiedono più posti? &#8211; tuona Sandra Biolo, Segretaria generale Cisl Scuola del Veneto – già l’anno scorso i troppo pochi corsi attivati hanno fatto perdere l’opportunità a 1.559 giovani di avere un posto di lavoro; sebbene il Miur infatti avesse autorizzato ben 1.743 immissioni in ruolo, ne sono state fatte solo 184, proprio per la mancanza di personale specializzato». Lo squilibrio che in Veneto vede per il prossimo anno 560 posti per i corsisti nelle due Università (280 a Padova e 280 a Verona) a fronte delle 1.743 nomine in ruolo, si ribalta invece in altre regioni: in Campania sono 691 le nomine per 1.550 posti autorizzati dal Miur, o ancora in Molise il contingente è di 370 specializzandi per 35 immissioni in ruolo. «Non c&#8217;è una programmazione adeguata a seconda delle necessità delle varie regioni e purtroppo gli uffici scolastici regionali, che conoscono molto bene i reali fabbisogni del territorio, non hanno alcuna voce in capitolo – continua Biolo &#8211; lo squilibrio a livello nazionale tra l&#8217;offerta universitaria e le reali esigenze dei territori non è più sostenibile».</p>
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