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	<title>Codice della crisi &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Settore alberghiero in attesa della ripartenza. Ma rimangono tante incognite sul post lockdown</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 14:11:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zago, presidente dell’Associazione provinciale Albergatori-Confcommercio Vicenza: “Trattare un albergo alla stregua di un ospedale, significherebbe riprendere l’attività in una situazione praticamente ingestibile”. Rigoni, capogruppo albergatori di Asiago: “Per ripartire riponiamo fiducia sul nostro bacino fidelizzato di turisti”. Il settore della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Zago, presidente dell’Associazione provinciale Albergatori-Confcommercio Vicenza: “Trattare un albergo alla stregua di un ospedale, significherebbe riprendere l’attività in una situazione praticamente ingestibile”. Rigoni, capogruppo albergatori di Asiago: “Per ripartire riponiamo fiducia sul nostro bacino fidelizzato di turisti”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il settore della ricezione e dell’ospitalità turistica è stato il primo ad avere risentito dell’impatto con il Covid-19. La contrazione dei flussi turistici ha iniziato fin dalle prime avvisaglie di circolazione del virus, partito dalla Cina a fine dicembre, ed è prevedibile che il comparto sarà l’ultimo a ritrovare un equilibrio nella nuova normalità. In tutta la <strong>provincia di Vicenza</strong>, l’80% degli alberghi è attualmente chiuso, sebbene sulla carta l’attività alberghiera sia tra quelle autorizzate a rimanere aperte, anche per fornire supporto e alloggio al personale sanitario, ai lavoratori in trasferta, ai partenti di persone ricoverate e così via.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Dopo le restrizioni agli spostamenti dall’estero verso l’Italia e all’interno del territorio nazionale – dice <strong>Oscar Zago</strong>, presidente dell’Associazione provinciale Albergatori-Confcommercio Vicenza &#8211; pochissime delle circa 250 strutture alberghiere del territorio sono rimaste aperte. Le altre, visto che non c’erano clienti, hanno inevitabilmente optato per la chiusura. Resta il fatto che parte del personale degli alberghi, circa il 10%, resta operativo per garantire la vigilanza sulle strutture e per gestire le prenotazioni da cancellare o i voucher che posticipano il soggiorno. In pratica, siamo a incassi zero dall’inizio del lockdown, mentre non è così per le spese che continuano ad esserci”.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Guardare al futuro, pensando a come si possa ripartire è la costante per tutti gli operatori del settore, anche se al momento non c’è alcuna indicazione, né dagli esperti della sanità, né dal Governo. “Stiamo aspettando di sapere quali misure dovremo attuare per lavorare in condizioni di sicurezza, sia per la clientela, sia per tutto il personale – spiega Zago -. Se parliamo di applicare precise misure di igienizzazione e disinfezione, la cosa non ci spaventa sotto il profilo dei mezzi e delle sostanze da utilizzare, poiché a questo siamo già preparati, tanto che con Federalberghi Confcommercio nazionale stiamo mettendo a punto un manuale con le soluzioni adatte a conciliare le esigenze di tutela alla salute con quelle dell’accoglienza alberghiera. Ciò che chiediamo è che non si pensi di poter trattare un albergo alla stregua di un ospedale, altrimenti significherebbe riprendere l’attività in una situazione praticamente ingestibile, ancora di più se si lavora in una città come Vicenza dove l’occupazione di una camera è di una o due notti al massimo”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">E aggiunge: “Tenendo conto che per riaprire un hotel è necessaria una dotazione minima di personale di 6 addetti, che è verosimile fare i conti con un consistente calo della clientela dovuto alle limitazioni degli spostamenti, che ciò comporterà un crollo delle tariffe delle camere mentre i costi di gestione saliranno, con queste prospettive, credo che alcuni albergatori ci penseranno bene se riaprire. Il quadro preciso – continua – lo avremo solo quando sapremo le misure da rispettare, ma credo che optare per una ripresa dell’attività a quando ci saranno le condizioni per poterlo fare, senza il rischio di dover chiudere per mancanza di redditività, non sia sbagliato. In ogni caso, servirà una grande forza per resistere. Al momento non sappiamo nemmeno se in città si farà o no la fiera dell’oro di settembre, mentre per il turismo congressuale è tutto fermo, così come quello relativo alle città d’arte”.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In effetti, se si va ad immaginare come sarà la situazione del settore a fine lockdown, per almeno tutto il 2020, si dovrà contare su una clientela quasi del tutto di provenienza regionale, al meglio nazionale, dato che gli stranieri difficilmente potranno venire in Italia. Probabile che saranno preferite mete in cui si possa stare all’aria aperta (mare, lago, montagna), piuttosto che luoghi chiusi come musei e monumenti di una città d’arte. Questo contesto potrebbe giocare a favore del luogo naturale per eccellenza della nostra provincia: l’Altopiano di Asiago.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> “Le prenotazioni ricevute dalla clientela prima dell’emergenza Covid-19 restano in gran parte confermate – afferma <strong>Andrea Rigoni</strong>, capogruppo albergatori della Confcommercio di Asiago – mancano, invece, del tutto le nuove prenotazioni. Stante la situazione nazionale e internazionale è evidente che la prossima stagione estiva non sarà come ce l’aspettavamo. Stimiamo, infatti, una contrazione delle presenze del 60% rispetto lo scorso anno, ma manteniamo anche un pizzico di ottimismo: le presenze in stagione, un po’ su tutto l’Altopiano, sono determinate da sempre per lo più da un turismo di prossimità e famiglie. Ed è su questo bacino “fidelizzato” che riponiamo fiducia per poter ripartire, in attesa di risposte certe su come iniziare in sicurezza la stagione e, soprattutto, di misure di sostegno specifiche per la categoria”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">E a proposito di “risorse” necessarie per mitigare l’impatto della crisi e a incentivare la ripresa della domanda turistica, nonostante le insistenti richieste presentate al Governo da Confturismo &#8211; Confcommercio, il presidente degli albergatori della provincia Zago sottolinea: “Finora lo Stato agli operatori del settore ha garantito solo prestiti bancari e pagamenti di mutui e tasse posticipati. Ben poca cosa se è tutto qua. Soprattutto – conclude &#8211;  se si pensa che il comparto del turismo da solo contribuisce al 13% del PIL nazionale”.  </span></p>
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		<title>Codice della crisi di impresa, Bragagnolo (Confindustria): “Svolta epocale”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 15:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo quello dedicato agli aspetti legali svoltosi lo scorso 29 gennaio, Confindustria Vicenza dedica un secondo incontro al nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza che, dopo 80 anni, presenta delle novità che incidono in maniera importante e diretta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quello dedicato agli aspetti legali svoltosi lo scorso 29 gennaio, <strong>Confindustria Vicenza</strong> dedica un secondo incontro al nuovo <strong>Codice della crisi</strong> di impresa e dell’insolvenza che, dopo 80 anni, presenta delle novità che incidono in maniera importante e diretta sull’operatività delle<strong> imprese</strong>, sia quelle in difficoltà sia quelle che non presentano problemi di bilancio.</p>
<div id="attachment_15538" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-15538" class="size-medium wp-image-15538" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo-300x199.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo.jpg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-15538" class="wp-caption-text"><em>Mirko Bragagnolo</em></p></div>
<p>“Si tratta di una svolta epocale &#8211; afferma <strong>Mirko Bragagnolo</strong>, delegato credito e finanza di Confindustria Vicenza &#8211; perché ogni tre mesi le aziende sono tenute a fare una valutazione del proprio stato finanziario secondo i parametri previsti dal nuovo codice”.<br />
La<strong> legge</strong>, infatti, introduce una nuova procedura di ‘allerta’, tramite degli indici, diretta a far emergere tempestivamente situazioni aziendali di crisi, individuare soluzioni e, quindi, prevenire lo <strong>stato</strong><br />
<strong>di insolvenza</strong> con conseguente avvio delle procedure concorsuali.<br />
“Il fulcro del nuovo sistema è dato dai cosiddetti indicatori di crisi la cui proposta è stata elaborata dall’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti e in attesa di recepimento con decreto ministeriale.<br />
Una novità importante e per certi versi molto sana visto che si tratta di accrescere la propria cultura e consapevolezza finanziaria.<br />
Dall’altra non nascondiamo che le nuove procedure comportano degli oneri in termini di tempo, risorse umane e lavoro non indifferente. Proprio per questo abbiamo deciso fin da subito, e su questo siamo tra i pochissimi in Italia, di fornire alle aziende associate tre strumenti pratici, gratuiti e immediatamente<br />
utilizzabili per poter rispondere agli obblighi di legge e avere la possibilità di intervenire quando necessario”.<br />
Durante questo secondo incontro intitolato “<strong>Le novità del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza &#8211; gli indici dell&#8217;allerta</strong>” che si terrà mercoledì <strong>5 febbraio alle ore 15.00</strong> a Palazzo Bonin Longare (Corso Palladio, 13 – Vicenza), verranno infatti forniti ai partecipanti le Linee Guida sul sistema degli indicatoridi allerta elaborate da team del prof. Andrea Beretta Zanoni dell’Università di Verona con Confindustria Vicenza. Assieme ad esse, ai partecipanti verrà fornito gratuitamente un applicativo sviluppato in collaborazione con Studio Giarratana e Salin, che servirà operativamente per l’inserimento dei dati contabili richiesti dal nuovo codice. L’applicativo quindi, calcolerà automaticamente gli indici andando a fornire un’indicazione sulla distanza dei parametri aziendali da quelli di allerta.<br />
Diventerà perciò, a tutti gli effetti, una bussola per gli uffici amministrativi delle aziende per poter affrontare le eventuali situazioni di tensione.<br />
Infine, verranno anche illustrati i dati macro sul rating bancario di oltre 1200 imprese vicentine, sui dati di bilancio 2018, elaborati per il terzo anno consecutivo da Credit Data Research, società londinese<br />
che utilizza anche algoritmi Moody’s Analytics. Con essi verrà fatta anche una simulazione di applicazione di questi nuovi indicatori sulla platea delle imprese industriali vicentine.<br />
Il programma dell’evento vedrà quindi gli interventi, oltre che di Mirko Bragagnolo e del prof. Andrea Beretta Zanoni; di Alberto Nardi e Susanna Checcatello dell’Area Credito e Finanza Confindustria<br />
Vicenza e del Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza Margherita Monti.</p>
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