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	<title>coltivazione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Fri, 31 May 2019 16:16:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cannabis, la Cassazione ne vieta la vendita. Coldiretti: &#8220;Non è vietata la coltivazione della pianta ai fini agroalimentari&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/05/31/cannabis-la-cassazione-ne-vieta-la-vendita-coldiretti-non-e-vietata-la-coltivazione-della-pianta-ai-fini-agroalimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 16:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il boom della canapa interessa anche il Veneto che sta scoprendo un rinnovato interesse con esperienze innovative praticate in particolar modo dai neo imprenditori agricoli. Proprio gli under 30 di Coldiretti sono stati promotori di una proposta di legge volta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il boom della <strong>canapa</strong> interessa anche il Veneto che sta scoprendo un rinnovato interesse con esperienze innovative praticate in particolar modo dai neo imprenditori agricoli. Proprio gli under 30 di Coldiretti sono stati promotori di una proposta di legge volta a sostenere la filiera per incrementare la coltivazione di questa pianta su tutto il territorio. Il testo dopo il passaggio in terza commissione consiliare deve essere discusso per le correzioni e le eventuali migliorie. “Rilevante – spiega Alex Vantini delegato regionale e vice nazionale di Giovani Impresa – il fatto che si intende sostenere anche economicamente la produzione e trasformazione del prodotto locale attivando progetti pilota dal forte valore ambientale e ancora studi di fattibilità prevedendo una meccanizzazione ad hoc per agevolare le aziende nella raccolta”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coldiretti spiega, inoltre, che la recente sentenza delle Sezione Unite Penali della Corte di Cassazione, pone fine ad un contrasto giurisprudenziale affermando che <strong>non è possibile commercializzare</strong> le foglie, le infiorescenze, l’olio, la resina ottenuti dalla coltivazione della canapa salvo che siano privi di efficacia drogante,  ma non ha vietato la <strong>coltivazione</strong> della pianta ai fini agroalimentari e agroindustriali cosi come previsto dalla legge n. 242 del 2016, precisando, invece, che queste sono le finalità della legge. L’iniziativa legislativa che si basa sulla normativa nazionale mira proprio a incentivare la filiera agroalimentare e può quindi continuare il suo iter.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tante sono, infatti, le varianti della canapa nel piatto, dai biscotti e dai taralli al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio, ma c’è anche chi usa la canapa per produrre ricotta, tofu e una gustosa bevanda vegana, oltre che la birra. Dalla canapa si ricavano soluzioni per la cosmetica, resine e tessuti naturali ottimi sia per l’abbigliamento, poiché tengono fresco d’estate e caldo d’inverno, sia per l’arredamento, grazie alla grande resistenza di questo tipo di fibra. Se c’è chi ha utilizzato la canapa per produrre veri e propri eco-mattoni da utilizzare nella bioedilizia per assicurare capacità isolante sia dal caldo che dal freddo, non manca il pellet di canapa per il riscaldamento – continua Coldiretti – che assicura una combustione pulita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per Coldiretti, si tratta di un ritorno alla coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino, spiega la Coldiretti, è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un ombra su questa pianta. ll Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata “Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti” (seguita da quelle del 1971 e del 1988), in cui la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni dalla sua entrata in vigore mentre nel 1975 esce la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono.</p>
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		<title>Cogollo del Cengio, coltivano marijuana ma non fanno i conti con il &#8220;profumo&#8221; che esce dalla loro casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 09:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cogollo del Cengio]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[cogollo del cengio]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[piante di marijuana]]></category>
		<category><![CDATA[stupefacenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Una vera e propria piantagione atta alla produzione e spaccio, questo è quanto hanno rinvenuto gli agenti della Compagnia Carabinieri di Schio in una abitazione privata. La segnalazione è arrivata da un cittadino della zona al quanto perplesso per il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una vera e propria piantagione atta alla produzione e spaccio, questo è quanto hanno rinvenuto gli agenti della Compagnia Carabinieri di Schio in una abitazione privata. La segnalazione è arrivata da un cittadino della zona al quanto perplesso per il forte odore che ha letteralmente invaso le vie del paese.</p>
<p>Nel pomeriggio di lunedì 8 ottobre, alcuni militari in borghese sono intervenuti all’interno dell’abitazione a Cogollo del Cengio di un uomo ed una donna, D.F. di 32 anni e B.G.R. di 27 anni, dopo la segnalazione e giunti sul posto i militari ancor prima di entrare nella casa sospetta hanno constatato l&#8217;effettivo ed intenso aroma dello stupefacente tanto da non aver alcun dubbio. All’interno della casa, dopo un’accurata perquisizione, sono state rinvenuti ca. <strong>2,5 kg di piante di marijuana</strong> poste ad essiccare dentro un armadio nascosto in garage.</p>
<p>L’ingente quantità della sostanza, nonché l’alto principio attivo riscontrato coi dovuti test, hanno indotto gli inquirenti a ritenere che quanto trovato non fosse per  mero uso personale, ma bensì destinato al mercato della droga, pertanto i due conviventi sono stati condotti in caserma e denunciati alla competente Autorità giudiziaria per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.</p>
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		<title>Il futuro dei giovani imprenditori agricoli è la riscoperta di antichi grani</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/04/13/il-futuro-dei-giovani-imprenditori-agricoli-e-la-riscoperta-di-antichi-grani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 15:24:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[antichi grani]]></category>
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		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[mais]]></category>
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					<description><![CDATA[Mais Marano, Biancoperla, Sponcio, frumento tenero di Cologna Veneta, il Piave, il Canove i farri come il Monococco o Spelta non sono scomparsi, anzi grazie agli agricoltori custodi e agli istituti che li preservano dall’oblio sono ancora coltivati e potrebbero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Mais Marano, Biancoperla, Sponcio, frumento tenero di Cologna Veneta, il Piave, il Canove i farri come il Monococco o Spelta non sono scomparsi, anzi grazie agli agricoltori custodi e agli istituti che li preservano dall’oblio sono ancora coltivati e potrebbero rappresentare, come ad esempio la nuova vita del grano Senatore Cappelli, la prossima frontiera produttiva per resistenza e performance sia in campo che a tavola.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo dice Coldiretti capofila di un accordo firmato oggi a Mestre per la ricerca, lo studio e la fattibile introduzione di varietà antiche dalle grandi virtù e forti di consenso da parte dei giovani imprenditori che vogliono intraprendere nuovi indirizzi agronomici.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/TAVOLO-GRANI.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10401" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/TAVOLO-GRANI-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/TAVOLO-GRANI-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/TAVOLO-GRANI-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/TAVOLO-GRANI-1024x576.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/TAVOLO-GRANI-1320x743.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/TAVOLO-GRANI.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Una possibile convivenza delle sementi storiche con quinoa, amaranto e coriandolo è fattibile anche su territorio regionale ai fini di dare risposte a casi di intolleranza alimentare o provvedere a rimedi naturali migliorativi nelle campagne. L’elenco dei pregi di queste colture è lungo: alcune specie sono repellenti per la fauna selvatica, altre ideali per la dieta ipocalorica, benefiche per la salute ed ancora perfette per il risparmio idrico. Per favorire una diffusione tra gli operatori del settore, il Dafne Dipartimento dell’ Università di Padova, la Società Italiana Sementi-Sis, Veneto Agricoltura e Istituto Sperimentale “Strampelli” di Vicenza hanno firmato, insieme a Coldiretti,  una intesa per il ritorno alla semina di grandi antichi, pseudo cereali e minori. Ogni partner del progetto ha il suo compito assegnato: dal miglioramento genetico alla consulenza scientifica, dallo studio di ecotipi autoctoni alle prove dimostrative di collaudo, dal coordinamento dei lavori al mantenimento in purezza della “banca del germoplasma”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/PATTO-A-5.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-10400 alignright" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/PATTO-A-5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/PATTO-A-5-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/PATTO-A-5-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/PATTO-A-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/PATTO-A-5-1320x743.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/PATTO-A-5.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>“<em>Una vera squadra a disposizione per il futuro di un’agricoltura che trova nelle sue radici tutto il necessario per affrontare nuove sfide</em> – ha spiegato Martino Cerantola presidente regionale. <em>“Dagli under 30 una lezione di civiltà e rispetto per il territorio oltre che una maturità professionale di alta responsabilità verso la società – </em>ha concluso il direttore Pietro Piccioni<em> &#8211;  a fronte di questa intraprendenza sono necessarie risposte economiche e prospettive commerciali per un giusto reddito di tutti”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>In foto da sinistra</strong>: Pietro Piccioni direttore Coldiretti, Alberto Negro di Veneto Agricoltura, Martino Cerantola Presidente Coldiretti, Alessandra Bon Molino Racchello, Tiziano Bosco Panificio Bosco, Teofilo Vamerali Università Padova e Roberto Bavaresco per l’Istituto Strampelli di Vicenza. (Fonte Coldiretti)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
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		<title>Buona produzione di pomodori veneti, ma l’Industria fatica a ritirare il prodotto Coldiretti: “Etichettatura subito per bloccare la concorrenza sleale&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/22/buona-produzione-pomodori-veneti-lindustria-fatica-ritirare-prodotto-coldiretti-etichettatura-subito-bloccare-la-concorrenza-sleale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2017 15:33:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tipico ciclo produttivo di uno degli ortaggi più consumati nel territorio nazionale, di fatto, è stato letteralmente stravolto da una stagione non troppo favorevole nella prima fase dell’ordinaria maturazione dei frutti, così da determinare un accumulo di prodotto proprio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tipico ciclo produttivo di uno degli ortaggi più consumati nel territorio nazionale, di fatto, è stato letteralmente <strong>stravolto</strong> da una <strong>stagione</strong> non troppo favorevole nella prima fase dell’ordinaria maturazione dei frutti, così da determinare un accumulo di prodotto proprio in queste ultime settimane, tra luglio ed agosto.</p>
<p>“<em>Si tratta di un’annata del tutto inconsueta</em> – commenta Coldiretti – <em>che aggiunge un’ulteriore preoccupazione al settore, già pesantemente sofferente a causa della remunerazione sempre più bassa.&#8221;</em></p>
<p>Nel caso del<strong> pomodoro</strong>, i prezzi contrattati con l’industria sono in calo da anni, mentre i<strong> costi di produzione</strong> e, soprattutto, le difficoltà legate ai <strong>cambiamenti climatici</strong>, rendono sempre più ridotti i margini di profitto. Eppure il comparto, nonostante un calo di superficie, conta ancora <strong>36.707 ettari</strong> totali dei quali il 6,6% garantisce un raccolto certificato &#8216;bio&#8217;: un salto di qualita&#8217; che premia gli orientamenti colturali praticati dagli agricoltori impegnati ogni giorno a tutelare la salute dei consumatori.</p>
<p>Il <strong>Veneto</strong> e&#8217; la quarta regione d&#8217;Italia per superficie vocata (2.121 ettari concentrati nelle province di Rovigo, Verona, Venezia) dopo l&#8217;Emilia Romagna  (24.866) la Lombardia e il Piemonte. Quest’anno in particolare i produttori si vedono restituire camion di pomodori in quanto gli stabilimenti non riescono a lavorarlo, con un ulteriore danno, oltre al modesto valore pagato in campo. L’ennesima occasione, quindi, in cui a rimetterci è l&#8217;imprenditore agricolo che si assume ogni giorno il rischio di impresa. Difficoltà non di poco conto, dunque, a cui si aggiunge un altro problema, sul quale Coldiretti da anni si batte: l’etichettatura dei trasformati.</p>
<p>“<em>Garantire al consumatore la possibilità di scegliere in modo consapevole</em> – aggiunge Coldiretti – <em>è indispensabile per tutelare il made in Italy, quindi le aziende locali, ma al tempo stesso per non lasciar spazio a dubbi sul prodotto che si mette in tavola. L’etichettatura è l’unica soluzione per assicurare la trasparenza delle produzioni e permette di mettere la faccia sui prodotti senza dover temere confronti non alla pari, sia sul versante della qualità che della sicurezza alimentare</em>”.</p>
<p>Per <strong>Coldiretti</strong>, l’etichetta deve riportare obbligatoriamente la provenienza della materia prima impiegata per frutta e verdura trasformate, come i derivati del pomodoro, e chiesto, peraltro, dall’84 per cento dei consumatori, secondo la consultazione pubblica online sull&#8217;etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche agricole, che ha coinvolto <strong>26.547 partecipanti</strong> sul sito del Mipaaf.</p>
<p>&nbsp;</p>
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