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	<title>commercio &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>La ristorazione vicentina si prepara al primo weekend post lockdown. Baratto (Fipe):&#8221; E&#8217; il momento di recuperare il piacere di sedersi a tavola con familiari e amici”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/22/la-ristorazione-vicentina-si-prepara-al-primo-weekend-post-lockdown-baratto-fipe-e-il-momento-di-recuperare-il-piacere-di-sedersi-a-tavola-con-familiari-e-amici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 14:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
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					<description><![CDATA[La ristorazione vicentina si prepara al primo weekend post lockdown, puntando su un ritorno dei clienti ai tavoli dei locali per una cena speciale il sabato sera o per la classica uscita di famiglia al pranzo di domenica. “La sensazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">La <strong>ristorazione vicentina</strong> si prepara al primo weekend post <strong>lockdown</strong>, puntando su un ritorno dei clienti ai tavoli dei locali per una cena speciale il sabato sera o per la classica uscita di famiglia al pranzo di domenica. “La sensazione è che più del 90 per cento dei ristoranti, pizzerie e trattorie abbia riaperto o comunque sarà operativo da domani – afferma <strong>Gianluca Baratto</strong>, presidente di Fipe Confcommercio Vicenza, l’associazione che rappresenta un settore di oltre <strong>4.300 imprese in provincia</strong>, di cui circa 2 mila sono ristoranti -. Le prenotazioni cominciano ad arrivare: certo non siamo ai numeri pre-covid, ovviamente, ma la voglia di riprendere l’abitudine di mangiare fuori casa cresce”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">A dire il vero a frenare l’entusiasmo dei vicentini c’è a volte la titubanza creata da due mesi e oltre di chiusura: “C’è chi chiama per informarsi se prenotando una tavolata in cui stare con gli amici c’è il rischio di creare assembramento. – spiega il presidente di Fipe Confcommercio – Ci tengo ad rassicurare tutti che non è così: nei locali vengono rispettate le regole anti contagio previste dalle normative, le Linee Guida della Regione con le misure organizzative, oltre che specifici protocolli di sicurezza aziendale. Dunque, una tavolata tra amici non è un assembramento”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Tanto più che la Regione del Veneto ha emesso nei giorni scorsi alcuni chiarimenti alla propria ordinanza del 17 maggio, che specificano come nei ristoranti si possano tornare a festeggiare matrimoni o eventi collettivi. “D’altronde non c’è oggi nessuna logica nel limitarli – conferma il presidente Baratto – perché i locali si sono organizzati nel rispetto delle norme, compreso quanto indicato dalla Regione stessa dal punto di vista delle distanze delle sedute, della messa a disposizione dei prodotti igienizzanti anche per i clienti, della consultazione dei menu”. Negli stessi chiarimenti, la Regione è anche tornata sulla questione dei buffet, che inizialmente sembravano vietati: “Non lo sono se il banco dove sono esposte le pietanze è adeguatamente protetto da una superficie impermeabile e se il prelievo viene fatto da un nostro operatore, su indicazione del cliente”, spiega Gialunca Baratto. Dunque nemmeno le formule a buffet sono più off limits, purché regolate correttamente.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Ci vorrà probabilmente ancora un po’ di tempo per tornare alle “buone, vecchie abitudini”, ma il messaggio che Fipe Confcommercio provinciale vuol lanciare ai vicentini è di fiducia: “Possiamo convivere con questa situazione particolare – conclude il presidente Baratto –. Ristoranti e bar sono i luoghi giusti per recuperare, in tutta sicurezza, la voglia di stare assieme. Tornare a frequentarli con assiduità fa bene a tutti: alle nostre imprese, che potranno così riprendere in pieno la propria operatività, richiamando i dipendenti al lavoro e ai cittadini stessi che hanno voglia di passare qualche ora assieme con familiari e amici, nelle sale di un ristorante o seduti all’aperto, dove gli spazi stanno diventando sempre più grandi e sempre più accoglienti”.</span></p>
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		<title>Nuova ordinanza per i mercati di Bassano, aumentano i posteggi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/09/nuova-ordinanza-per-i-mercati-di-bassano-aumentano-i-posteggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 15:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
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		<category><![CDATA[Elena Pavan]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Sindaco Elena Pavan ha firmato ieri, venerdì 8 maggio, un&#8217;ordinanza relativa ai mercati cittadini che prevede, già dal mercato odierno, l’aumento dei posteggi in piazza Libertà relativi a fiori e piante, vestiti  o scarpe per bambini, libri e cartoleria. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Il Sindaco Elena Pavan ha firmato ieri, venerdì 8 maggio, un&#8217;ordinanza relativa ai mercati cittadini che prevede, già dal mercato odierno, l’aumento dei posteggi in piazza Libertà relativi a fiori e piante, vestiti  o scarpe per bambini, libri e cartoleria. Rimane confermato il giovedì e il sabato il mercato alimentare in via Verci e in via Bellavitis con banchi di frutta e verdura, formaggi, rosticcerie, mentre il giovedì in piazzale Trento ai banchi del pesce e della rosticceria si aggiunge un banco di formaggi.</p>
<p dir="ltr">Da domenica 10 maggio riapre il mercato agricolo di Campagna Amica in via Angarano con frutta, verdura, carne, formaggi e altri prodotti a km zero di aziende agricole locali.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;ingresso, che deve essere controllato secondo la normativa dell&#8217;ultimo DPCM,  sarà da ovest, all&#8217;incrocio tra via Angarano e via Scalabrini, e l&#8217;uscita ad est.</p>
<p dir="ltr">Da oggi sabato 9 maggio, inoltre, potranno vendere nel territorio comunale anche le ditte con licenza di commercio itinerante di alimentari, vestiti e scarpe per bambini, libri o cartoleria e prodotti florovivaistici</p>
<p dir="ltr">La nuova ordinanza ci tiene a ricordare che tutte le attività di commercio su area pubblica devono seguire le specifiche norme di sicurezza in vigore in questo periodo.</p>
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		<title>L’appello di FIVA Confcommercio: “Sindaci riaprite i mercati alimentari”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2020/04/17/lappello-di-fiva-confcommercio-sindaci-riaprite-i-mercati-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 12:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[In provincia solo una ventina funzionano ancora, cui si aggiungono i dieci del Capoluogo che non sono mai stati sospesi e continuano grazie all’accordo tra Comune e Fiva-Confcommercio. Il presidente Martino Forte: “Chi può continuare l’attività ha incassi diminuiti di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In provincia solo una ventina funzionano ancora, cui si aggiungono i dieci del Capoluogo che non sono mai stati sospesi e continuano grazie all’accordo tra Comune e <strong>Fiva-Confcommercio</strong>. Il presidente Martino Forte: “Chi può continuare l’attività ha incassi diminuiti di oltre il 50% e deve fare i conti con la merce deperibile invenduta”  </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Gli <strong>operatori dei mercati</strong>, durante l’emergenza sanitaria di Covid- 19, possono aprire il loro banco al pubblico solo se vendono prodotti alimentari. In pratica l’attività è consentita solo al 15% dei circa 900 operatori di mercati fissi e itineranti della provincia di Vicenza. Ma potrebbero essere anche di meno, poiché molti mercati sono stati comuque sospesi sulla base delle disposizioni comunali di contenimento dei contagi. Restano, infatti, pienamente funzionanti solo i mercati di generi alimentari riorganizzati secondo le attuali regolamentazioni governative, regionali e comunali, vale a dire quelli in cui l’area di mercato ha un’entrata e un’uscita distinte; il perimetro delimitato e non accessibile; personale adibito al contingentamento degli accessi e alla gestione del flusso di persone; con distanze corrette tra i banchi e tra venditori e clientela. Inoltre, è consentito l’accesso solo per chi è munito di mascherina e guanti, così come previsto dall’ultima ordinanza del governatore del Veneto Zaia. “Gran parte dei mercati sono stati sospesi dal 23 febbraio scorso &#8211;  dice Martino Forte, presidente della FIVA (Federazione Italiana Venditori Ambulanti) di Confcommercio Vicenza -. In provincia di Vicenza, escluso il capoluogo, ne rimangono aperti circa 20 e di questo dobbiamo ringraziare le Amministrazioni comunali  che si sono impegnate a garantirne il regolare svolgimento, sempre nel rispetto delle disposizioni anti Covid.  L’appello che lanciamo a tutti gli altri sindaci del Vicentino è, in questo senso, di attivarsi per riaprire i mercati alimentari, presidio essenziale per la spesa dei cittadini. A Vicenza città, ad esempio, funzionano tutti i 10 mercati centrali e rionali – continua il presidente degli ambulanti Forte –, perchè l’amministrazione ha deciso, a partire da questa settimana fino al 3 maggio, di affidare la gestione della sicurezza a  Fiva-Confcommercio, in collaborazione con gli agenti delle Pantere Servizi ed il contributo del Comune. Un intervento  che apprezziamo molto poiché, non solo permette si svolgere i mercati, in modo ordinato, salvaguardando il più possibile la salute dei clienti e di noi ambulanti, ma consente anche il regolare approvvigionamento di generi alimentari per i cittadini del centro storico e dei quartieri, senza dover effettuare lunghi spostamenti. Di questo vogliamo</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">ringraziare in particolare l’impegno dell’assessore Silvio Giovine, che ha coordinato e resa possibile l’iniziativa”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Mediamente, in un mercato, è attivo solo il 15% dei banchi che di solito lo compongono e molti operatori hanno anche avviato il servizio di ordini via telefono o whatsapp, con ritiro della spesa al mercato o con consegna a domicilio. Ciò significa, però, che il resto dei venditori ambulanti di prodotti non alimentari è a casa, non lavora e non incassa, pur dovendo far fronte alle spese contingenti e alle rate sugli investimenti effettuati per l’attività. “La situazione è difficile – precisa Martino Forte &#8211; anche per chi riesce a continuare il proprio servizio: la gente che viene al mercato è molta meno, tanto che gli incassi sono diminuiti di oltre il 50% e a fine mercato spesso si deve fare i conti con la merce deperibile che rimane invenduta. In questa situazione &#8211; precisa il presidente FIVA degli ambulanti vicentini &#8211; pur rimanendo prioritario salvaguardare la salute, si deve iniziare a stabilire un piano per far ripartire le imprese che, senza le risorse necessarie, oltre a un certo limite non possono più resistere.”</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Ci auguriamo – aggiunge il presidente Forte &#8211; che siano adottate misure adeguate, tenendo conto che le attività ambulanti sono quasi tutte a conduzione familiare, pertanto la possibilità di fare ricorso agli ammortizzatori sociali è pressoché irrilevante. Come detto, la priorità è recuperare la liquidità che sta mancando. Sarebbe, ad esempio, auspicabile fossero di più le amministrazioni locali della provincia ad optare per la cancellazione o sospensione dei canoni concessori per l’occupazione di suolo pubblico, delle tasse di asporto rifiuti e per l’adozione di altre agevolazioni. Attraverso Confcommercio Vicenza – conclude il presidente degli ambulanti della provincia &#8211;  abbiamo fatto ben presente questa esigenza. Sarebbe un sostegno concreto a fare in modo che gli operatori ambulanti ritornino presto ad animare i mercati, che ricordiamolo, prima di essere presidi per la vendita di ogni genere di prodotti, sono luoghi di incontro e di relazioni cari ai cittadini, che li frequentano non solo per necessità di cibo o altro, ma per bisogno di socialità”.</span></p>
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		<title>Settore commercio in difficoltà, Rebecca (Confcommercio): &#8220;Senso di responsabilità delle nostre imprese, ora lo Stato faccia la sua parte&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/15/settore-commercio-in-difficolta-rebecca-confcommercio-senso-di-responsabilita-delle-nostre-imprese-ora-lo-stato-faccia-la-sua-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2020 10:20:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca commenta la difficile situazione che sta vivendo il comparto commerciale della nostra provincia. Le misure disposte dal Governo limitano lo svolgimento delle attività del terziario per fronteggiare l’emergenza sanitaria da coronavirus creando molte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il presidente di<strong> Confcommercio Vicenza</strong> Sergio Rebecca commenta la difficile situazione che sta vivendo il comparto commerciale della nostra provincia. Le misure disposte dal Governo limitano lo svolgimento delle attività del terziario per fronteggiare l’emergenza sanitaria da <strong>coronavirus</strong> creando molte difficoltà ma soprattutto tanta preoccupazione tra gli addetti ai lavori.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12879" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-200x300.jpg 200w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-768x1152.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-683x1024.jpg 683w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-150x225.jpg 150w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail.jpg 1181w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />“Al nostro settore &#8211; commenta il presidente <strong>Sergio Rebecca</strong> &#8211; sono chiesti impegno e sacrificio straordinari per rispondere all’<strong>emergenza</strong>: molti devono sostanzialmente sospendere o quanto meno svolgere un servizio in forma estremamente ridotta; alcuni sono chiamati a garantire ai cittadini la possibilità di rifornirsi di generi alimentari e alle imprese l’accesso alle forniture di beni e componenti. Una cosa è, comunque, certa: commercio, turismo e servizi faranno fino in fondo la loro parte, perché le nostre imprese sono il cuore della vita sociale della città, dei quartieri e dei paesi e questo ruolo porta con sé un forte senso di responsabilità dei nostri imprenditori nei confronti della popolazione”. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Attività che, secondo il presidente Rebecca, devono però ricevere anche un forte segnale di attenzione da parte delle Istituzioni: “Chi chiude deve essere messo nelle condizioni di riaprire passata l’emergenza e per farlo bisogna intervenire fin da subito, dalle prossime ore, con misure eccezionali che sostengano la liquidità delle imprese, rassicurino sul ristoro dei danni economici subiti, diano garanzie occupazionali. All’assunzione di responsabilità degli imprenditori deve corrispondere un ampio e concreto sostegno dello Stato”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il decreto emesso nella tarda serata di mercoledì 11 marzo, ha avuto come immediata conseguenza non solo la chiusura di molte attività, ma anche l’emergere di dubbi legati soprattutto alla corretta interpretazione delle merceologie effettivamente esentate.  Telefoni “bollenti” nelle sedi di Confcommercio Vicenza per rispondere ai quesiti delle imprese: “Molti negozi e pubblici esercizi, con grande senso civico, avevano già deciso di chiudere nella giornata precedente– spiega il direttore Ernesto Boschiero -, ma per chi garantisce beni di prima necessità non è stato tutto chiaro, in particolare nel caso di punti vendita che raggruppano più merceologie. Nella sede provinciale abbiamo creato un task force di funzionari impegnati proprio a dare risposte ai casi particolari; una squadra che è anche costantemente in videoconferenza con i colleghi presenti sul territorio, nei nostri mandamenti. Per le casistiche generali – continua Boschiero – è a disposizione una pagina ad hoc costantemente aggiornata sui nostri siti associativi, mentre i centralini funzionano a pieno ritmo per ogni ulteriore richiesta. L’auspicio è che con il passare delle ore si chiariscano alcuni aspetti applicativi, grazie ai quesiti che giriamo prontamente alle Autorità preposte”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Un altro capitolo molto importante, in queste ore, è quello legato alla gestione del personale delle attività che hanno chiuso per ottemperare al Decreto. Per queste aziende, infatti, si apre anche un altro fronte: abbassare le saracinesche non vuole dire “azzerare i costi”, a cominciare da quelli, ad esempio, per il canone di locazioni, ma anche e soprattutto per il personale. Da qui l’invito del direttore di Confcommercio Vicenza alle imprese: “I nostri uffici sono a disposizione per valutare l’attivazione di ammortizzatori sociali per i dipendenti, così da alleviare i costi aziendali, evitando di perdere importanti professionalità. Gli strumenti ci sono e valgono per tutti: le medie e grandi aziende, ma anche le micro imprese fino a 5 dipendenti”.<br />
Per queste ultime, ad esempio, che rappresentano un’importante fetta del mondo del commercio e turismo vicentino, c’è la Cassa Integrazione in Deroga, che dopo la firma dell’accordo avvenuta nei giorni scorsi in Regione Veneto, a breve sarà pienamente operativa: “Siamo in attesa della procedura semplificata, ma dovrebbe essere questione di poco – spiega il Direttore Ernesto Boschiero –, poi anche le imprese con meno di 5 dipendenti, finora escluse dagli ammortizzatori ordinari, potranno ottenere una copertura per un massimo di 30 giornate lavorative dei loro dipendenti. Ci sono dei paletti comunque da considerare, come la necessità che il personale in Cassa Integrazione finisca tutte le ferie residue del 2019, e per questo l’invito è di contattare telefonicamente i nostri uffici per valutare l’attivazione di questo intervento”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Per tutte le altre <strong>imprese</strong> sono invece disponibili gli <strong>ammortizzatori sociali</strong> ordinari: le aziende del settore <strong>commercio</strong> e <strong>turismo</strong> con più di 5 dipendenti e fino a 15 hanno accesso al FIS (Fondo integrazione salariale) che eroga un assegno di solidarietà (“uno strumento che vorremmo fosse trasformato in assegno ordinario per una maggiore praticità di fruizione”, afferma Ernesto Boschiero, ricordando una delle richieste avanzate al Governo per fronteggiare l’attuale emergenza economica). Oltre ai 15 dipendenti il FIS eroga anche un assegno ordinario, mentre per le aziende del commercio con oltre 50 dipendenti esiste la CIGS, la Cassa integrazione straordinaria.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nell’attesa di misure speciali per il settore, che sostengano non solo l’occupazione, ma anche la sopravvivenza delle imprese, c’è dunque la possibilità di attivarsi e attenuare quanto meno gli oneri legati al pagamento delle retribuzioni.</span></p>
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		<title>&#8220;Immediata sospensione di imposte e tasse gravanti su ogni attività commerciale&#8221;, lo chiede Confcommercio a tutti i sindaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 15:21:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Confcommercio Vicenza ha chiesto ufficialmente a tutti i Sindaci della provincia di adottare provvedimenti a favore delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi. La richiesta &#8211; contenuta in una lettera inviata oggi e firmata dal presidente Sergio Rebecca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Confcommercio Vicenza ha chiesto ufficialmente a tutti i Sindaci della provincia di adottare provvedimenti a favore delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> La richiesta &#8211; contenuta in una lettera inviata oggi e firmata dal presidente <strong>Sergio Rebecca</strong> e dal direttore <strong>Ernesto Boschiero</strong> &#8211; riguarda in particolare lo stop di qualsiasi aumento dell’imposizione comunale eventualmente programmato nel 2020 e l’immediata sospensione delle prossime scadenze di imposte e tasse gravanti su negozi, bar, ristoranti, alberghi e altre attività commerciali. La riduzione esponenziale della clientela, a seguito dell’emergenza sanitaria legata al diffondersi del coronavirus, sta di fatto facendo vivere a queste imprese uno dei momenti più complessi e difficili della loro storia, poiché ai mancati incassi non corrisponde un’adeguata diminuzione dei principali costi inerenti la gestione, che oltre al personale comprendono le utenze, i canoni di locazione, le imposte e le tasse.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“L’Associazione, che è a diretto contatto quotidianamente con le attività del territorio – spiega il presidente Sergio Rebecca – non può che farsi portavoce delle istanze delle imprese, che stanno continuando a svolgere la loro attività in un clima di  incertezza crescente, con affari se va bene dimezzati, ma con le scadenze dei pagamenti che incombono<i>.</i> La richiesta che abbiamo presentato ai Sindaci va quindi nella direzione di garantire il massimo sostegno alle attività del territorio, facendo in modo che chi può intervenire possa decidere provvedimenti straordinari in tal senso. Abbiamo già presentato, attraverso la Confederazione nazionale – continua il presidente Rebecca &#8211; le nostre proposte urgenti di intervento al Governo, altrettanto abbiamo fatto con la Regione ed ora interveniamo con i Comuni chiedendo, oltre alla cancellazione di qualsiasi aumento dell’imposizione locale, di far slittare o sospendere i pagamenti dovuti. L’insieme delle misure, che auspichiamo vengano adottate al più presto e su più fronti, sono alquanto necessarie alle singole imprese per gestire l’emergenza e al comparto intero per dare un po’ di respiro”.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Confcommercio Vicenza ha chiesto ai Sindaci dei comuni della  provincia di valutare in particolare: la possibilità di far slittare il  pagamento della TARI, la tassa sui rifiuti; di sospendere, qualora in vigore, l’imposta di soggiorno per le attività ricettive; la sospensione del canone per l’occupazione del suolo pubblico per i plateatici esterni dei pubblici esercizi; la sospensione del canone di occupazione del suolo pubblico per gli ambulanti; la sospensione dell’imposta sulla pubblicità per le attività dei comparti del commercio, del turismo e dei servizi.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nel frattempo, il Comune di Vicenza sta già predisponendo lo slittamento del pagamento della TARI e, per gli operatori dei mercati ambulanti, del canone di occupazione temporanea del suolo pubblico, nonché la sospensione dell’imposta di soggiorno per le attività ricettive. “Apprezziamo molto questo intervento – conclude il presidente di Confcommercio Vicenza -. Tali misure, che auspichiamo siano completate dalla sospensione anche del canone sui plateatici e dall’imposta sulla pubblicità, rappresentano sicuramente uno sforzo notevole compiuto dall’Amministrazione comunale che riconosce e interviene a mitigare la grave situazione che sta interessando indistintamente le nostre imprese”.</span></p>
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		<title>Dalla Regione 500 mila euro a 22 imprese del Commercio di Thiene</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/31/dalla-regione-500-mila-euro-a-22-imprese-del-commercio-di-thiene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 17:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Thiene]]></category>
		<category><![CDATA[bando]]></category>
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		<category><![CDATA[fondo perduto]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora un cospicuo finanziamento regionale arriva alle imprese del Commercio di Thiene, immediatamente dopo i 250mila euro intascati dal Distretto del Commercio nell’autunno scorso. Questa volta si tratta di un bando europeo per l’erogazione di un contributo a fondo perduto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un cospicuo finanziamento regionale arriva alle imprese del Commercio di Thiene, immediatamente dopo i<strong> 250mila euro</strong> intascati dal <strong>Distretto del Commercio</strong> nell’autunno scorso.</p>
<p>Questa volta si tratta di un bando europeo per l’erogazione di un contributo a fondo perduto a copertura del 50% delle spese di investimento di attività commerciali. Per partecipare a questo bando occorreva avere determinati requisiti ed essere aggregati in gruppi. A Thiene le aziende hanno dimostrato interesse e nelle settimane scorse a  ben 22 attività thienesi aggregate in 4 gruppi la Regione ha assegnato la somma complessiva di 500mila euro.</p>
<p>“<em>Ancora una volta </em> – afferma con soddisfazione l’Assessore al Commercio, Alberto Samperi – <em>è stata premiata la bontà della progettualità e la capacità di fare squadra thienese. Nel  caso specifico</em> – spiega  Samperi –  <em>l’accesso al Bando era consentito a imprese che avessero presentato un progetto di investimento comune e che si fossero per questo aggregate,presentandosi in un gruppo omogeneo. Il ruolo del Comune è stato fondamentale per fornire l’informazione di questa opportunità regionale alle imprese del Commercio tramite l’invio di lettere e la pubblicazione di un questionario on line sul sito del Comune per valutazioni preliminari. La fase successiva è stata l’indizione di incontri con chi aveva i requisiti necessari per illustrare nel dettaglio la possibilità offerta dalla Regione. Da questo primo impulso offerto dal Comune, successivamente, le imprese del Commercio che hanno deciso di partecipare si sono attivate con il consulente per aggregarsi e presentare domanda. I risultati sono arrivati, assieme ai soldi. A beneficiarne sicuramente non saranno solo i singoli destinatari, ma, assieme ad essi, anche l’immagine commerciale della Città”. </em></p>
<p>Le domande presentate in Regione sono state 151 da parte di altrettante aggregazioni di imprese del Commercio di tutto il Veneto.</p>
<p>Delle 151 domande ne sono state ammesse 147. Di queste, ne sono state finanziate solo 44.</p>
<p>Tra le 44 imprese ammesse e finanziate, le quattro aggregazione delle imprese del Commercio di Thiene si sono collocate nelle posizioni settima, decima, dodicesima e tredicesima e tutte con un punteggio di 18 punti su 20.</p>
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		<title>Vino, progetto triennale da 2,3 milioni di euro per la promozione in Europa</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/06/19/vino-progetto-triennale-da-23-milioni-di-euro-per-la-promozione-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 16:34:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[associazione vini veronesi]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[denominazione di origine controllata]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[I vini veronesi a denominazione di origine controllata e il Vinho Verde portoghese uniscono le forze per una promozione comune in Germania, Danimarca e Francia nell’ambito di un ampio progetto triennale da 2,3 milioni di euro cofinanziato dall’Unione Europea. L’accordo di collaborazione è stato siglato a Villafranca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>vini veronesi </strong>a denominazione di origine controllata e il <strong>Vinho Verde</strong> portoghese uniscono le forze per una promozione comune in<strong> Germania, Danimarca e Francia </strong>nell’ambito di un ampio <strong>progetto triennale da 2,3 milioni di euro </strong>cofinanziato dall’Unione Europea.</p>
<p>L’accordo di collaborazione è stato siglato a<strong> Villafranca di Verona</strong> dal presidente del Vinho Verde, <strong>Manuel Pinheiro</strong>, che è anche a capo dell’Associazione nazionale delle denominazioni di origine vitivinicole del Portogallo, e da <strong>Franco Cristoforetti</strong>, presidente di <strong>Avive</strong>, l’Associazione dei Vini Veronesi a denominazione di origine, in rappresentanza dei Consorzi di tutela dell’Arcole, del Bardolino, del Custoza, del Garda, del Lessini Durello, del Lugana e del Soave (non aderisce invece all’iniziativa il Consorzio dei vini della Valpolicella).<br />
“Il<strong> tratto distintivo che accomuna i vini veronesi e quelli portoghesi</strong> al centro di questa grande azione di promozione, una delle maggiori sin qui impostate dalle nostre realtà nel territorio europeo – spiega Franco Cristoforetti, che è anche Presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino – è la loro <strong>capacità di unire nuove idee con una grande tradizione</strong>. Le nostre denominazioni, sia quelle veronesi che quella portoghese, appartengono tutte ad aree storiche della viticoltura, e nel contempo si caratterizzano per una modernità di approccio che si fonda sulla freschezza gustativa e sull’estrema abbinabilità con le cucine sia dei Paesi di origine, sia delle aree di prevalente esportazione. Tra queste, la Germania è indubbiamente la principale destinazione sia per i vini veronesi che per il Vinho Verde, mentre la Danimarca rappresenta il ponte verso tutta la Scandinavia. Quanto alla Francia, è evidente che si tratta di un mercato vinicolo sotto i riflettori internazionali, nel quale vogliamo essere protagonisti”.<br />
Il progetto, che si svilupperà sino al 2021, prevede <strong>la partecipazione alle maggiori fiere di settore</strong>, come il <em>Prowein</em> di Düsseldorf o <em>Wine Paris</em>, che dal prossimo anno si amplierà anche all’edizione parigina di <em>Vinexpo</em>, e una fitta serie di iniziative di comunicazione rivolte agli operatori, alla stampa e ai social network. I vini veronesi sotto i riflettori saranno tre bianchi, ossia Custoza, Lugana e Soave, un vino rosa, il Chiaretto di Bardolino, due rossi, l’Arcole e il Bardolino, e due spumanti, il Garda Spumante e il Lessini Durello. “Ci rivolgeremo ad un’ampia platea europea – afferma Cristoforetti – cui faremo comprendere quanto siano al passo coi tempi le nostre tradizioni vinicole che poggiano la loro essenza su importanti vitigni autoctoni come lo sono a Verona la Corvina e la Rondinella tra le uve rosse e la Garganega, la Turbiana e la Durella tra le bianche, mentre nel nord del Portogallo, terra della denominazione del Vinho Verde, prevalgono altre varietà locali come Alvarinho, Trajadura, Loureiro e Arinto. Insomma, abbiamo molto da raccontare, insieme, agli appassionati di vino”.</p>
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		<title>Sviluppo economico. Presentati nuovi bandi per oltre 35 milioni di euro destinati a PMI venete</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/06/18/sviluppo-economico-presentati-nuovi-bandi-per-oltre-35-milioni-di-euro-destinati-a-pmi-venete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 15:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piccole e Medie Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande partecipazione  a Padova alla presentazione dei nuovi bandi del programma POR FESR 2014-2020 destinati all’innovazione delle Piccole e Medie Imprese venete. L’assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato ha presentato i quattro bandi. “Sono particolarmente soddisfatto nel vedere una sala [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande partecipazione  a Padova alla presentazione dei nuovi bandi del programma POR FESR 2014-2020 destinati all’<strong>innovazione</strong> delle <strong>Piccole e Medie Imprese</strong> venete.</p>
<p>L’assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato ha presentato i quattro bandi. “Sono particolarmente soddisfatto nel vedere una sala così affollata di imprenditori – sottolinea l’assessore Marcato – ci confronta una tale risposta rispetto a tutto quello che stiamo facendo, in questo caso mettendo a disposizione 35,5 milioni di euro per le nostre PMI venete.” “Posso dire con fierezza che un risultato che abbiamo portato avanti in questi anni è stato ridurre la distanza tra Università e imprese – continua &#8211;  abbiamo dei ragazzi e delle ragazze straordinari e li vogliamo aiutare concretamente, abbiamo fatto di tutto e vogliamo fare in modo che loro aiutino le imprese a innovarsi e ad essere competitive sul mercato internazionale”.</p>
<div></div>
<div>Per quanto concerne il POR FESR Azioni 1.1 due i bandi presentati: Azioni 1.1.1 “Sostegno a progetti di ricerca delle imprese per l’impiego di ricercatori presso le imprese stesse” e Azioni 1.1.4 “Sostegno alle attività collaborative di Ricerca e Sviluppo, per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi.</div>
<div></div>
<div>L’azione 1.1.1 intende incentivare la ricerca e lo sviluppo all’interno delle aziende, favorendo l’inserimento di nuovi profili tecnico scientifici di alta professionalità i quali contribuiranno all’innovazione di nuovi prodotti o processi, apportando nuove conoscenze e competenze. “Investire in ricerca ed innovazione ha un costo importante per le imprese ma fondamentale per la crescita – sottolinea l’assessore &#8211; sia imprenditoriale che del territorio con le precedenti due edizioni di questa iniziativa sono già stati finanziati 137 progetti di ricerca con l’inserimento di dottori di ricerca e laureati magistrali con profili tecnico scientifici in azienda per un totale di circa 7.500.000,00 euro di contributo”.</div>
<div></div>
<div>L’azione 1.1.4, che è collegata ai progetti delle Reti Innovative Regionali e dei Distretti Industriali, sostiene anche i progetti di ricerca e sviluppo realizzati da Aggregazioni di Imprese le quali sono composte da almeno 3 imprese. Tali imprese aggregate, si avvalgono di un organismo di ricerca il quale collaborerà assieme alle imprese per la realizzazione del progetto. Il bando per le Aggregazioni di Imprese testimonia l’attenzione della Regione all’incentivazione delle reti d’impresa.</div>
<div></div>
<div>La seconda area di finanziamento è quella POR FESR 2014-2020 Asse 3, in particolare le Azioni 3.1.1 A “Settore Manifattura” e 3.1.1 B “Settore Commercio”, due bandi per complessivi 21 milioni di euro.</div>
<div></div>
<div>Il bando relativo all’Azione 3.1.1 A “Settore Manifattura” è rivolto alle imprese operanti nel settore della manifattura e dell’artigianato di servizi e punta a dar loro la possibilità di aumentare la propria competitività attraverso lo sviluppo di nuove soluzioni e tecnologie produttive. Un occhio di riguardo è riservato a quei progetti che prevedono interventi coerenti con il modello c.d. “Industria 4.0”. Per questo bando la Regione mette a disposizione 16 milioni di euro (con possibile ulteriore incremento di 6 milioni per un totale di 22 milioni).</div>
<div></div>
<div>Il secondo bando, relativo all’Azione 3.1.1 B “Settore Commercio”, sostiene la valorizzazione del sistema commerciale dei luoghi urbani, che sono al centro delle politiche attive regionali. La Regione mette a disposizione 5 milioni di euro, con possibile ulteriore incremento di ulteriori 3 milioni di euro.</div>
<div></div>
<div>“Questo bando rappresenta un primo esperimento, non solo in Veneto ma in tutta Italia – sottolinea l’assessore regionale Marcato &#8211; di finanziamenti destinati a valorizzare progetti presentati da aggregazioni di imprese operanti esclusivamente nei settori del commercio e della somministrazione: la sfida è quella di far collaborare soggetti tradizionalmente portati ad operare individualmente, nell’ottica di un positivo cambiamento di approccio all’attività di impresa, con l’obiettivo di aumentare la competitività dell’intero sistema commerciale”.</div>
<div></div>
<div>La misura è complementare ad altre iniziative della Regione, tra cui un bando, già pubblicato, in scadenza il 15 luglio prossimo, avente una dotazione di 5 milioni di euro, rivolto ai 58 Comuni che hanno già ottenuto il riconoscimento dei “Distretti del commercio”.</div>
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		<title>Cannabis, la Cassazione ne vieta la vendita. Coldiretti: &#8220;Non è vietata la coltivazione della pianta ai fini agroalimentari&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/05/31/cannabis-la-cassazione-ne-vieta-la-vendita-coldiretti-non-e-vietata-la-coltivazione-della-pianta-ai-fini-agroalimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 16:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Flora e fauna]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il boom della canapa interessa anche il Veneto che sta scoprendo un rinnovato interesse con esperienze innovative praticate in particolar modo dai neo imprenditori agricoli. Proprio gli under 30 di Coldiretti sono stati promotori di una proposta di legge volta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il boom della <strong>canapa</strong> interessa anche il Veneto che sta scoprendo un rinnovato interesse con esperienze innovative praticate in particolar modo dai neo imprenditori agricoli. Proprio gli under 30 di Coldiretti sono stati promotori di una proposta di legge volta a sostenere la filiera per incrementare la coltivazione di questa pianta su tutto il territorio. Il testo dopo il passaggio in terza commissione consiliare deve essere discusso per le correzioni e le eventuali migliorie. “Rilevante – spiega Alex Vantini delegato regionale e vice nazionale di Giovani Impresa – il fatto che si intende sostenere anche economicamente la produzione e trasformazione del prodotto locale attivando progetti pilota dal forte valore ambientale e ancora studi di fattibilità prevedendo una meccanizzazione ad hoc per agevolare le aziende nella raccolta”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coldiretti spiega, inoltre, che la recente sentenza delle Sezione Unite Penali della Corte di Cassazione, pone fine ad un contrasto giurisprudenziale affermando che <strong>non è possibile commercializzare</strong> le foglie, le infiorescenze, l’olio, la resina ottenuti dalla coltivazione della canapa salvo che siano privi di efficacia drogante,  ma non ha vietato la <strong>coltivazione</strong> della pianta ai fini agroalimentari e agroindustriali cosi come previsto dalla legge n. 242 del 2016, precisando, invece, che queste sono le finalità della legge. L’iniziativa legislativa che si basa sulla normativa nazionale mira proprio a incentivare la filiera agroalimentare e può quindi continuare il suo iter.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tante sono, infatti, le varianti della canapa nel piatto, dai biscotti e dai taralli al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio, ma c’è anche chi usa la canapa per produrre ricotta, tofu e una gustosa bevanda vegana, oltre che la birra. Dalla canapa si ricavano soluzioni per la cosmetica, resine e tessuti naturali ottimi sia per l’abbigliamento, poiché tengono fresco d’estate e caldo d’inverno, sia per l’arredamento, grazie alla grande resistenza di questo tipo di fibra. Se c’è chi ha utilizzato la canapa per produrre veri e propri eco-mattoni da utilizzare nella bioedilizia per assicurare capacità isolante sia dal caldo che dal freddo, non manca il pellet di canapa per il riscaldamento – continua Coldiretti – che assicura una combustione pulita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per Coldiretti, si tratta di un ritorno alla coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino, spiega la Coldiretti, è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un ombra su questa pianta. ll Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata “Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti” (seguita da quelle del 1971 e del 1988), in cui la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni dalla sua entrata in vigore mentre nel 1975 esce la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono.</p>
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		<title>Saldi, buona l’affluenza nei negozi di Vicenza. Trend delle vendite in linea con l’anno scorso.</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/01/08/saldi-buona-laffluenza-nei-negozi-di-vicenza-trend-delle-vendite-in-linea-con-lanno-scorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 09:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[negozi]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[saldi]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
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					<description><![CDATA[I saldi mantengono il loro appeal per i consumatori, che non si lasciano sfuggire l’opportunità di fare acquisti con sconti fin da subito piuttosto elevati, anche del 50%. E’ questa la “lettura” dei commercianti vicentini dopo il primo weekend di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I saldi mantengono il loro appeal per i consumatori, che non si lasciano sfuggire l’opportunità di fare acquisti con sconti fin da subito piuttosto elevati, anche del 50%.<br />
E’ questa la “lettura” dei commercianti vicentini dopo il primo weekend di vendite di fine stagione, che sono entrate nel vivo il sabato pomeriggio e sono continuate per tutta la domenica a buon ritmo.</p>
<p>“L’impressione di molti colleghi è che l’andamento confermi quello dello scorso anno e che dunque i saldi oramai si siano stabilizzati, nonostante le solite fughe in avanti a colpi di messaggini e promozioni, anche on line. E’ un segnale particolarmente positivo, perché accompagnato da un’attenzione particolare della clientela all’acquisto mirato, favorito da un servizio di qualità”.</p>
<p>Questo il primo commento di<strong> Marisa Lunardon</strong>, consigliere di Federmoda Confcommercio Vicenza, l’associazione provinciale dei dettaglianti del tessile abbigliamento.<br />
Un parere confermato anche da <strong>Nicola Piccolo</strong>, presidente della delegazione Confcommercio di Vicenza: “Ho avuto modo di confrontarmi con i colleghi già domenica sera – afferma – e anche se le somme si fanno sempre alla fine devo dire che ho trovato generalmente pareri positivi su questo inizio di saldi: c’è stato un buon afflusso di clientela, sia in centro storico che in generale in città, con acquisti<br />
sostanzialmente in linea con i saldi invernali dell’anno scorso. C’è dunque fiducia che le vendite si mantengano buone anche nei prossimi giorni con significativi incrementi nei fine settimana”.</p>
<p>Anche se i risultati dei saldi si possono differenziare da negozio a negozio, a seconda delle politiche commerciali di ciascuno, c’è però una sensazione che accomuna i pareri raccolti dai dirigenti di Confcommercio Vicenza: che si tratti di clienti fidelizzati o meno, l’acquisto è sempre più selezionato e mirato e l’attenzione si sta spostando anche al servizio: “Si cerca sempre più l’esperienza di acquisto – conferma Marisa Lunardon – e dunque conta, anche nel caso dei saldi, la professionalità con cui si segue il cliente, che spesso differenzia il negozio più evoluto rispetto alle grandi catene monomarca. Nessuno, nemmeno durante i saldi, “compra per comprare” e quindi, soprattutto per i capi più importanti, conta la ricerca del prodotto e la sintonia che si riesce ad instaurare con il cliente”.</p>
<p>Per dire che i saldi non rappresentano più solo un momento per “fare cassa”, da parte dei negozianti, ma anche un’opportunità di marketing per stringere legami ancor più forti con la clientela abituale e conquistarne di nuova attirata dai ribassi di fine stagione.</p>
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