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	<title>confartigianato veneto &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Bonomo confermato alla guida di Confartigianato Veneto, Zaia: &#8220;Continuità virtuosa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 18:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agostino bonomo]]></category>
		<category><![CDATA[confartigianato veneto]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
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					<description><![CDATA[Agostino Bonomo è stato confermato presidente di Confartigianato Veneto dall’assemblea dell’associazione la sera dell’8 gennaio. A fianco di Bonomo confermato in blocco anche il Comitato di Presidenza composto dal Vice Presidente vicario Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Padova, titolare della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Agostino Bonomo è stato confermato presidente di Confartigianato Veneto dall’assemblea dell’associazione la sera dell’8 gennaio. A fianco di Bonomo confermato in blocco anche il Comitato di Presidenza composto dal Vice Presidente vicario Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Padova, titolare della Boschetto &amp; Boschetto Snc di Rubano, e Marco Marcello socio fondatore della BioCalòs s.r.l. Guiderà l’associazione fino al 2022.</p>
<p>«Il Veneto si conferma compatto e determinato a proseguire con continuità nelle linee programmatiche già impostate arricchite da nuove azioni adeguate alla complessità del momento economico e politico – afferma Bonomo -. Al centro della nostra azione restano sempre il valore artigiano delle imprese, l’appartenenza al sistema associativo e la consapevolezza che le sfide che ci attendono non riguardano solo in nostro “orticello”. In questa ottica il ruolo attivo e propositivo che abbiamo avuto nella manifestazione nazionale “Quelli del Sì” ci ha dato maggiore consapevolezza di essere sulla strada giusta».</p>
<p>“In questo caso, la continuità è virtuosa. Bonomo ha fatto un ottimo lavoro in un contesto storico ed economico difficile ed è un bene che continui. Gli auguro buon lavoro e gli garantisco che nella Regione continuerà ad avere un interlocutore attento e collaborativo sui molti temi che abbiamo in comune”.</p>
<p>Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime la sua soddisfazione per la riconferma di Bonomo alla guida di Confartigianato Imprese Veneto.</p>
<p>“Nella regione delle 600 mila partite Iva – prosegue il Governatore – l’artigianato e le imprese artigiane sono uno dei più importanti gangli vitali della nostra economia. Dove c’è un artigiano, in Veneto, ci sono tradizioni e contemporaneamente modernità, professionalità, qualità del lavoro e delle produzioni, spirito d’impresa. Caratteristiche probabilmente uniche, tali da caratterizzare l’economia veneta in Italia e all’estero”.</p>
<p>“Bonomo e il suo Comitato di Presidenza, riconfermato in toto – conclude Zaia – hanno davanti un lavoro lungo e difficile, nell’ambito del quale la Regione è pronta a condividere ogni iniziativa che porti sviluppo alle imprese e lavoro alle persone”.</p>
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		<title>Boom del settore benessere, 200 imprese in più in 5 anni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/benessere/2017/09/13/boom-del-settore-benessere-200-imprese-piu-5-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2017 09:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[confartigianato veneto]]></category>
		<category><![CDATA[unioncamere veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Ferron]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche in regione Veneto cresce l’attenzione per la bellezza ed il benessere: le imprese artigiane del settore &#8211; che ne rappresentano quasi l’87’3% con 11.543 aziende su 13.222 attive &#8211; crescono quasi del 2% negli ultimi cinque anni, grazie soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Anche in regione Veneto cresce l’attenzione per la bellezza ed il benessere: le imprese artigiane del settore &#8211; che ne rappresentano quasi l’87’3% con 11.543 aziende su 13.222 attive &#8211; crescono quasi del 2% negli ultimi cinque anni, grazie soprattutto all’aumento consistente dei Centri per il Benessere +60% e gli Istituti di bellezza (quasi 15% in più). Bene anche i servizi di manicure e pedicure (+5,6%).</div>
<div>Questi gli highlights dell’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto che ha usato i dati di Unioncamere &#8211; Infocamere Registro delle imprese al 30 giugno scorso, confrontati con lo stesso periodo del 2012. La crescente attenzione dei veneti &#8211; e degli italiani &#8211; alla cura del corpo, al benessere ed all’immagine, che sempre più guarda ai dettagli come nel caso della nail art di tendenza, è certamente alla base della crescita del settore nel periodo. Una situazione purtroppo che non si riscontra anche nello “zoccolo duro” del comparto, che conta a fine giugno in regione quasi 8.800 imprese &#8211; quasi tutte artigiane 8.379 -, rappresentato dai saloni di barbiere e di</div>
<div>parrucchiere, pari al 72,6% del totale.</div>
<div>“I saloni di acconciatura in regione &#8211; spiega Tiziana Chiorboli, Presidente di Confartigianato benessere del Veneto –</div>
<div>negli ultimi 5 anni sono calati del -1,8% &#8211; 159 in meno in valore assoluto -. Un forte tributo sull’altare dell’abusivismo, vera piaga del settore, che per giunta si intensifica in fasi economiche di difficoltà. Stimiamo che in regione gli acconciatori abusivi siano tanti quanti quelli in regola. Una situazione inammissibile”.</div>
<div>Tornando ai numeri il Veneto è terza in Italia tra le regioni in cui le imprese che si occupano della cura della persona sono più diffuse: prima è la Lombardia con 26mila attività registrate seguita a distanza dal Lazio (quasi 15mila) e la nostra Regione con oltre 13mila. In termini di variazione percentuale nei cinque anni considerati, però, il Veneto è lontano dai vertici con il suo +1,8% complessivo. Al primo posto si incontra il Lazio (+9,7%), seguito dalla Sardegna</div>
<div>(+7,6%), dal Friuli Venezia-Giulia e dalla Calabria (+5,9% entrambi), quindi dalla Toscana (+5,8%).</div>
<div>A livello provinciale, il primato in termini di numerosità delle imprese del settore va a Verona dove l’industria della bellezza artigiana conta 2mila 424 attività, seguita da Vicenza (2.197) e Padova (2.158). Le tre province ai vertici della classifica in termini di aumento percentuale delle attività appartenenti a questo comparto tra il 2012 e il 2017 risultano essere invece: Venezia +2,8%, Treviso e Padova entrambe con un +2,6%.</div>
<div>“Questa estate &#8211; conclude Valeria Ferron Presidente dell’estetica regionale – abbiamo assistito ad un importante quanto atteso servizio di controllo sui litorali da parte delle forze dell’ordine alle quali va il nostro plauso per il contrasto alla contraffazione ed alla difesa del made in Italy, importante fonte di occupazione. Ci piacerebbe ora riscontare questo impegno anche durante l’anno tra le vie delle nostre città per debellare il fenomeno degli acconciatori ed estetisti abusivi e quella rete di saloni stranieri che sono palesemente fuori norma”.</div>
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		<title>Legge sul consumo di suolo, Confartigianato: &#8220;eccessive deroghe&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/24/legge-sul-consumo-suolo-confartigianato-eccessive-deroghe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 17:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[confartigianato veneto]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di suolo]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ in corso in questi giorni, in Consiglio Regionale Veneto, l’esame dei 245  emendamenti presentati in ordine alla nuova Legge Quadro per il contenimento graduale del consumo di suolo. Un provvedimento talmente importante da essere costantemente monitorato da un gruppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ in corso in questi giorni, in Consiglio Regionale Veneto, l’esame dei 245  emendamenti presentati in ordine alla nuova Legge Quadro per il contenimento graduale del consumo di suolo. Un provvedimento talmente importante da essere costantemente monitorato da un gruppo di lavoro appositamente costituito in Confartigianato Imprese Veneto: la Commissione tecnica territorio che, nella riunione di ieri, ha espresso alcune valutazioni che vanno nell’ottica di interpretare la norma non come un risultato da acquisire, ma come un primo passo nella direzione giusta a cui farne seguire molti altri.</p>
<p>“Auspichiamo buonsenso e coraggio da parte di tutti &#8211; si legge nella nota &#8211; per non perdere, dopo un iter lungo e travagliato, l’occasione di lanciare uno sguardo di prospettiva su un nuovo possibile modello di sviluppo. Si tratta infatti, di intervenire su un driver strategico quale il governo del territorio che, è bene ricordare, non è proprio di nessuna istituzione o categoria economica ma, piuttosto, attiene al benessere collettivo e allo sviluppo dell’intero Veneto”.</p>
<p>“E’ per questo che, pur condividendo i principi fondanti del testo, come  l’obiettivo di consumo suolo zero per il 2050, riscontriamo alcuni elementi che rischiano di ridurre, se non vanificare, l’intento della norma. In particolare ci si riferisce all’eccessivo sistema di deroghe inserito nel  testo di legge che, sommato a quanto previsto per il periodo transitorio, rischiano seriamente di compromettere una corretta applicazione dei principi enunciati dalla legge. Come ridondante si ritiene l’introduzione di un ulteriore osservatorio in quanto la Regione dovrebbe essere già in possesso di una mole sufficiente di dati e rilevazioni utili a supportare un processo decisionale”.</p>
<p>Con lo spirito propositivo che ha sempre contraddistinto la Confartigianato, la Commissione pone quindi sul piatto una riflessione su alcune tematiche fortemente connesse al governo del territorio e che, anche se non tutte direttamente implicate nella norma in questione, non possono essere tralasciate se davvero si vuole innestare un processo di riforma serio ed incisivo, che guardi in prospettiva ad una riorganizzazione delle politiche territoriali del Veneto: &#8211; promuovere il riutilizzo delle aree dismesse attraverso politiche di incentivo a processi di riqualificazione anche in chiave di efficientamento energetico, che possano davvero creare un interesse reale e fornire strumenti concreti per poter trasformare quelle che ad oggi sono aree degradate di città e periferie, in moderni quartieri efficienti ed a misura d’uomo; &#8211; affrontare la problematica degli abbattimenti di quegli edifici non più funzionali o recuperabili, utilizzando strumenti quali i crediti edilizi, in grado di generare un interesse di mercato per ciò che oggi non ha più valore; &#8211; definire nuove politiche di sviluppo dei centri urbani, che tengano conto delle mutate condizioni sociali, dei fabbisogni della popolazione e della sostenibilità del territorio; &#8211; superare il concetto di invarianza idraulica. Anziché garantire semplicemente l’invariabilità nel tempo delle capacità idrauliche del suolo e dei corpi ricettori puntare al miglioramento delle condizioni esistenti, affrontando così il tema legato al rischio alluvionale che rappresenta la prima minaccia ambientale, sociale e economica di larga scala per il nostro territorio regionale; &#8211; ridurre il peso degli oneri di urbanizzazione nel sostegno della spesa corrente dei comuni elemento che gli spinge a non adottare politiche di contenimento.</p>
<p>“Crediamo &#8211; conclude la nota della Commissione Tecnica Territorio &#8211; sia giunta l’ora che tutti gli attori dal legislatore regionale, agli amministratori locali, coinvolgendo banche e attori economici, siglino un patto volto ad una reale riqualificazione urbana del nostro territorio. Un accordo non dettato dalla cogenza di una norma, ma dalla volontà di cambiare davvero faccia al Veneto”.</p>
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		<title>Bonomo (Confartigianato): &#8220;Nel momento di massimo sforzo Governo ci mortifica&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/04/bonomo-confartigianato-nel-momento-massimo-sforzo-governo-ci-mortifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 15:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[agostino bonomo]]></category>
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		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
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		<category><![CDATA[Irap]]></category>
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					<description><![CDATA[“Nella migliore tradizione autolesionistica di questo Paese, proprio nel momento di massimo sforzo delle piccole e medie imprese manifatturiere  che si stanno riposizionando con successo nelle filiere internazionali &#8211; ed i dati confortano sulla bontà delle scelte fatte -, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Nella migliore tradizione autolesionistica di questo Paese, proprio nel momento di massimo sforzo delle piccole e medie imprese manifatturiere  che si stanno riposizionando con successo nelle filiere internazionali &#8211; ed i dati confortano sulla bontà delle scelte fatte -, il Governo entra a gamba tesa con una manovra correttiva che gli si ritorcerà contro e ci mortifica come imprese”. La denuncia è di Agostino Bonomo Presidente della Confartigianato Imprese Veneto che, ai dati che confermano la propensione mani fatturiera del Veneto, salito dalla 16esima alla 9° posizione delle regioni europee medio-grandi con la percentuale maggiore di occupazione manifatturiera (si tratta di 145 regioni con almeno mezzo milione di occupati)  evidenziata in una recente indagine dell’Ufficio studi di Confartigianato su dati Eurostat, contrappone le recenti scelte in materia fiscale dell’Esecutivo.</p>
<p>“Con l’entrata in vigore del DL 50/2017 infatti &#8211; spiega il Presidente &#8211; in particolare per le nostre imprese aumentano, ancora, i costi e la burocrazia del sistema fiscale al quale sono inesorabilmente assoggettate.</p>
<p>L’ingiusta riduzione temporale per poter usufruire del diritto alla detrazione dell’IVA; l&#8217;obbligo di utilizzo dei servizi telematici dell&#8217;Agenzia delle Entrate per la presentazione di F24 contenenti compensazioni di somme dovute, con crediti per imposte dirette ed indirette che trasformano la presentazione in un vero e proprio rebus, pieno di trappole, insidie e maggiori costi  per le imprese e l’abbassamento a 5.000 euro del limite per poter compensare crediti erariali, oltre il quale vi è l’obbligo di dotazione del visto di conformità per le singole dichiarazioni dalle quali emerga appunto un credito per imposte quali Iva, Irap, addizionali varie, Irpef ecc: con un conseguente maggior onere, a dispetto della declamata semplificazione, da sostenere per ottenerlo”.</p>
<p>Una scelta incomprensibile in particolare qui in Veneto dove, con il 28% dell’occupazione manifatturiera, la regione si posiziona nella top ten &#8211; al 9° posto – della speciale classifica delle regioni a vocazione manifatturiera dell’UE. Seconda regione italiana dopo le Marche, 4° con il 29,6% dell’occupazione manifatturiera e prima di Emilia Romagna al 11° posto con il 26,7% e Lombardia al 12° posto con il 26,4%. Marche e Veneto presentano una densità di lavoro nel manifatturiero che è pressoché pari dell’area di riferimento europea, la regione tedesca di Stoccarda (30,5%).</p>
<p>La vocazione manifatturiera dei territori italiani è alla base delle buone performance del settore. Nostre recenti analisi hanno infatti evidenziato che negli ultimi due anni il settore mostra la migliore crescita del valore aggiunto e nel 2016 la produzione delle imprese manifatturiere italiane – al netto  degli effetti del calendario – è salito dell’1,9%, meglio dell’+1,5% dell’Eurozona. Sempre nel 2016 il made in Italy nei settori di piccola impresa si conferma ai massimi del 7% del PIL. L’Italia è il secondo Paese europeo per valore aggiunto manifatturiero dietro alla Germania, ma sale al primo posto nell’Unione europea per numero di occupati nel settore manifatturiero in micro e piccole imprese (MPI) fino a 20 addetti, con poco meno di due milioni di addetti. “L’estensione dello split payment e la stretta sulle compensazioni &#8211; conclude Bonomo &#8211; sono una ‘tenaglia’ che rende le imprese prigioniere dei propri crediti IVA. Incontreremo a breve i parlamentari veneti affinché si adoperino, a suon di emendamenti, a porre rimedio a quanto già in vigore dal 24 aprile scorso, per il bene nostre e dell’Italia tutta”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Confartigianato: in aumento aziende non congrue a studi di settore</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/verona/2016/12/07/confartigianato-aumento-aziende-non-congrue-studi-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 14:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<category><![CDATA[agostino bonomo]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[confartigianato veneto]]></category>
		<category><![CDATA[studi di settore]]></category>
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					<description><![CDATA[Aumentano ancora, nel 2015 , le aziende non congrue e non coerenti. Sulla base dei dati diffusi di recente dall’Agenzia delle Entrate infatti, il 2015 vede confermare il trend in aumento delle posizioni di non congruità e di quelle di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-canvas-width="76.9">Aumentano ancora, nel 2015 , le aziende non congrue e non coerenti.</div>
<div data-canvas-width="122.26">Sulla base dei dati diffusi di recente dall’Agenzia delle Entrate infatti, il 2015 vede</div>
<div data-canvas-width="68.74000000000001">confermare il trend in aumento delle posizioni di non congruità e di quelle di non coerenza rispetto agli anni passati.</div>
<p><span id="more-2864"></span></p>
<div data-canvas-width="66.49999999999999">Per quanto riguarda la congruità ( il risultato che scaturisce dal confronto dei ricavi o</div>
<div data-canvas-width="663.3800000000002">compensi dichiarati dal contribu ente (risultanti dalle scritture contabili) e quelli presunti da GE.RI.CO (risultanti da variabili contabili ed extracontabili) si è passati dal 28% di non congrui del 2013, al 33,77% del 2014, per raggiungere il 35,03% del 2015.</div>
<div data-canvas-width="663.3800000000002"></div>
<div data-canvas-width="500.35999999999996">I non coerenti (dato relativo alla regolarità degli indicatori economici, predeterminati per</div>
<div data-canvas-width="337.9599999999999">ciascuna attività dallo studio di settore approvato), nel 2015, diventano ben il 59,85%</div>
<div data-canvas-width="90.88">rispetto al 52,99% del 2013. Diminuiscono anche le posizioni calcolabili che, a livello</div>
<div data-canvas-width="796.1400000000006">nazionale, da 3.810.484 del 2013 diventano 3.468.726 del 2015; calo dovuto sia al passaggio di molti soggetti al regime forfetario, che ad una consistente riduzione dei</div>
<div data-canvas-width="217.76">soggetti con partita IVA.</div>
<div data-canvas-width="217.76"></div>
<div data-canvas-width="366.6399999999999">Una situazione allarmante che varia anche da categoria a categoria. Ad esempio gli impiantisti sono oltre il 38% di posizioni non congrue e il 61% di non coerenti, gli acconciatori sono ben oltre il 57% di non congrui e il 73% di non coerenti ed il trasporto merci ha raggiunto nel 2015 il 78,46% di non coerenti. I muratori pa ssano dal 31% di non congruità nel 2013 al 42,5 del 2015 mentre gli autoriparatori in un biennio hanno visto ridursi i soggetti congrui dal 70% al 58%.</div>
<div data-canvas-width="366.6399999999999"></div>
<div data-canvas-width="789.6400000000006">“Nonostante proprio nei giorni scorsi sia stato già stabilito, a mezzo Decreto Legge</div>
<div data-canvas-width="631.7600000000002">193/2016, che gli studi di settore andranno in soffitta perché sostituiti dagli indicatori di</div>
<div data-canvas-width="623.3800000000001">affidabilità fiscale, &#8211; spiega <strong>Agostino Bonomo Presidente di Confartigianato Imprese</strong></div>
<div data-canvas-width="718.2000000000005"><strong>Veneto</strong>&#8211; l’andamento di costante aumento delle posizioni di non congruità e non coerenza,</div>
<div data-canvas-width="740.6200000000003">confermato per il 2015, è a dir poco preoccupante se, come sembra, questi nuovi indici si</div>
<div data-canvas-width="796.0400000000008">baseranno su formule statistiche molto simili a quelle utilizzate oggi proprio per il calcolo</div>
<div>della congruità e della coerenza degli studi”.</div>
<div data-canvas-width="65.7"></div>
<div>“Come Confartigianato Imprese Veneto &#8211; conclude il Presidente Bonomo -, giusto nell’incontro di fine ottobre con i parlamentari veneti, abbiamo sensibilizzato gli stessi a porre attenzione a questo delicato passaggio che coinvolge ben <strong>329.903</strong> (secondo la Banca dati Studi di settore (Mef) imprese nella nostra regione. Se oggi le imprese artigiane si assestano sui livelli di fedeltà fiscale esposti all’inizio, cosa ci si potrà aspettare dai “nuovi” indicatori che entreranno in funzione dal 2017”?</div>
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