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	<title>Confcommercio di Vicenza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Spese detraibili,  Boschiero (Confcommercio Vicenza): “Ennesimo adempimento burocratico che mette in difficoltà le fasce più deboli della popolazione&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/05/spese-detraibili-boschiero-confcommercio-vicenza-ennesimo-adempimento-burocratico-che-mette-in-difficolta-le-fasce-piu-deboli-della-popolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 15:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Finanziaria 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[L’obbligo è passato un po’ in sordina e forse proprio per questo sono tanti i cittadini oggi “spiazzati”. Stiamo parlando della misura, inserita nella Finanziaria 2020, che permette di detrarre le spese in denuncia dei redditi solo se vengono pagate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">L’obbligo è passato un po’ in sordina e forse proprio per questo sono tanti i cittadini oggi “spiazzati”. Stiamo parlando della misura, inserita nella <strong>Finanziaria 2020</strong>, che permette di <strong>detrarre le spese</strong> in <strong>denuncia dei redditi</strong> solo se vengono pagate con <strong>sistemi tracciabili</strong>: bancomat e carta di credito, bonifici o assegni. E non si tratta di acquisti rari: parliamo di tutto ciò che è previsto dall’art. 15 del Tuir, come visite specialistiche non erogate dal servizio sanitario nazionale pubblico o accreditato, cure odontoiatriche, le rette o buoni pasto scolastici, le attività sportive, abbonamenti al servizio di trasporto pubblico, spese veterinarie e altro ancora, ad eccezione dei farmaci.</span></p>
<div id="attachment_6155" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6155" class="wp-image-6155 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-224x300.jpg 224w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-168x225.jpg 168w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero.jpg 249w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a><p id="caption-attachment-6155" class="wp-caption-text"><em>Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza</em></p></div>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> “La misura è in vigore dal primo di gennaio scorso, ma tanti non lo sapevano e ora chiamano i Centri di Assistenza Fiscale per capire come possono recuperare le spese pagate involontariamente in contanti – spiega <strong>Ernesto Boschiero</strong>, direttore della <strong>Confcommercio di Vicenza</strong>, l’Associazione del commercio, turismo e servizi al cui interno opera anche il Caaf 50&amp;Più Enasco -. I nostri uffici ricevono ogni giorno telefonate di cittadini, soprattutto anziani, che fanno presente questa difficoltà e l’auspicio è che con il prossimo Milleproroghe venga inserito un emendamento, richiesto anche dalla nostra organizzazione, che rimandi quest’obbligo almeno per i prossimi tre mesi, permettendo di recuperare la situazione”. Il direttore di Confcommercio Vicenza sottolinea, però, un altro aspetto di questa misura: “Anche in questo caso – evidenzia &#8211; il legislatore non si è reso conto della portata di un cambiamento di questo tipo, che mette in forte difficoltà soprattutto quelle fasce più deboli della popolazione non abituate ad utilizzare il bancomat per le loro spese o che addirittura nemmeno ce l’hanno questo sistema di pagamento, come altri “strumenti tracciabili”. Siamo di fronte ad una burocrazia che impone le regole senza preparare i cittadini e senza curarsi delle conseguenze”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Una burocrazia così cieca, va aggiunto, da aver inserito un altro cavillo nel cavillo: perché pagare con sistemi tracciabili non basta. Per portarsi in detrazione l’acquisto è necessario che il conto dal quale si effettua il pagamento sia intestato alla persona che inserirà la spesa nella denuncia dei redditi. E qui si possono verificare tanti errori che rischiano di compromettere questo beneficio: il marito che paga per la moglie non cointestataria del conto, il figlio che paga per il genitore anziano con il proprio bancomat e così via. “Anche questa scelta appare assurda e potrebbe obbligare tante persone a doversi aprire un conto personale e dotarsi di bancomat, sostenendone le conseguenti spese – incalza il direttore Boschiero -. E alla fine qualcuno, certamente chi è più in difficoltà, potrebbe a questo punto gettare la spugna e non avvalersi delle detrazioni, perché la procedura è troppo onerosa e complicata: un risparmio per lo Stato, sicuramente, ma a danno di questi cittadini”. Ben venga, dunque, la proroga che si profila all’orizzonte, ma per Confcommercio Vicenza è tutta la norma che andrebbe completamente rivista.</span></p>
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		<title>Tariffa plateatico in centro storico, si pagherà il 90% in più rispetto a Verona ed oltre il 100% in più rispetto a Treviso</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/04/04/tariffa-plateatico-centro-storico-si-paghera-90-piu-rispetto-verona-ed-oltre-100-piu-rispetto-treviso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 10:46:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cosap]]></category>
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					<description><![CDATA[L’assemblea degli operatori della Fipe-Confcommercio respinge la proposta del Comune di Vicenza. Con le nuove tariffe in centro storico si pagherebbe oltre il 90% in più rispetto alla “turistica” Verona ed oltre il 100% in più rispetto a Treviso. I [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">L’assemblea degli operatori della Fipe-Confcommercio respinge la proposta del <strong>Comune di Vicenza</strong>. Con le nuove tariffe in centro storico si pagherebbe oltre il <strong>90% in più rispetto alla “turistica” Verona ed oltre il 100% in più rispetto a Treviso</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">I titolari dei <strong>pubblici esercizi</strong> di Vicenza non ci stanno e chiedono all’Amministrazione Comunale di non aumentare la<strong> Cosap</strong>, vale a dire il canone sui plateatici. E’ questa la sintesi di quanto emerso ieri pomeriggio dall’assemblea, svoltasi nella sede della<strong> Confcommercio di Vicenza</strong> e convocata dalla <strong>Fipe</strong>, la Federazione che riunisce a livello cittadino e provinciale gli operatori del settore. I toni sono pacati – considerato l’apertura dell’assessore <strong>Filippo Zanetti</strong> alla concertazione &#8211; ma irremovibili, come sintetizza il Direttore della Confcommercio <strong>Ernesto Boschiero</strong>: “Conti alla mano  le attività situate tra piazza Biade, piazza dei Signori e piazzetta Palladio, dove si concentrano tanti locali, pagherebbero ben il 35% in più di ciò che versano attualmente e quelle nelle altre vie e piazze del centro storico subirebbero un rincaro del 7%. Un  aumento che riteniamo ingiustificato in questo contesto  economico – continua Boschiero -. Il turn over nelle gestioni di tanti locali della zona  è infatti lì a dimostrare la “vulnerabilità” di queste imprese: incrementare la Cosap, e quindi aggravare il carico tributario, potrebbe mettere a rischio la loro sopravvivenza”. Insomma, sostiene la Confcommercio di Vicenza, i locali  in centro stanno rifiorendo grazie ai plateatici, così come la città è del resto molto più viva di un tempo, ma gli equilibri economici sono ancora troppo fragili, e qualsiasi aumento dei costi di gestione può mandare “gambe all’aria” quanto si sta facendo per il rilancio, anche turistico di Vicenza. </span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Un concetto, questo, ribadito nei giorni scorsi dal presidente provinciale della Confcommercio  <strong>Sergio Rebecca</strong> in una lettera spedita al sindaco Achille Variati e all’assessore Filippo Zanetti. Oltre a ritenere gli aumenti proposti “ingiustificati in una congiuntura decisamente sfavorevole”,  il presidente Rebecca sottolinea come “<strong>le nuove tariffe non sembrano in linea con le altre città turistiche</strong>”. Da un calcolo effettuato dagli uffici dell’Associazione, infatti, risulta che le attività situate nelle piazze più centrali (Biade, Signori, Palladio), pagherebbero, con l’ipotizzato aumento del canone,  ben il 96% in più rispetto ad un collega con il plateatico nella zona più centrale di Verona e il 102% in più rispetto alle attività di Treviso. </span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Considerevoli anche le differenze per chi ha locali in tutte le altre vie del centro storico, che pagherebbero mediamente il 95% in più rispetto a Verona e il 167% in più rispetto a Treviso. Inoltre, già oggi i pubblici esercizi delle piazze più centrali di Vicenza corrispondono un importo per la Cosap superiore di circa il 45% rispetto a Verona e del 50% rispetto a Treviso. Situazione analoga nel resto del centro storico, dove gli importi oggi corrisposti per la Cosap possono essere anche superiori dell’80% rispetto a quelli di Verona.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“Difficile giustificare gli aumenti proposti dal Comune  se già oggi gli operatori cittadini pagano un canone sui plateatici ben più alto di città a forte vocazione turistica &#8211; sottolinea il direttore Boschiero -. Capiamo che per un Comune far quadrare i bilanci sia sempre più difficile, tra tagli dei trasferimenti statali e il blocco dei tributi e delle addizionali, però non possiamo parlare di rilancio turistico della città, se poi si va a colpire una categoria strategica per l’accoglienza, che ha anche già molto investito proprio nelle strutture destinate a plateatico”.</span></p>
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		<title>Abolizione Voucher, Confcommercio Vicenza non ci sta e alza la voce</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/03/19/abolizione-voucher-confcommercio-vicenza-non-ci-sta-alza-la-voce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Mar 2017 09:11:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente di Confcommercio Vicenza sulla decisione del Governo: “Se la politica non è capace di decisioni sagge, meglio affidarsi alla volontà popolare” Il Governo ha scelto la via più facile: anziché rivedere l’utilizzo dei voucher, aprendo un serio dibattito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>Il presidente di Confcommercio Vicenza sulla decisione del Governo: “Se la politica non è capace di decisioni sagge, meglio affidarsi alla volontà popolare”</b></span> <span id="more-4202"></span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Il Governo ha scelto la via più facile: anziché rivedere l’utilizzo dei voucher, aprendo un serio dibattito con le parte sociali, ha semplicemente pensato di eliminare il problema abolendoli. Una decisione che spiazza tutte le categorie economiche, ma anche quella parte del movimento sindacale che non demonizzava i buoni lavoro.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><strong>Sergio Rebecca</strong>, presidente della <strong>Confcommercio di Vicenza</strong> non usa mezzi termini su questa “doccia fredda” che arriva dalla Commissione Lavoro della Camera e che dovrebbe portare, oggi, all’emissione di un decreto ad hoc.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“E’ l’ennesimo pastrocchio all’italiana – è il suo duro commento – non si può trattare una materia così delicata con un decisionismo improvvido, chiaramente influenzato da una visione demagogica”. Meglio, a questo punto, secondo Confcommercio Vicenza, sarebbe stato arrivare al referendum: “Se la politica non è capace di decisioni sagge perché si fa trascinare dalle strumentalizzazioni, allora meglio affidarsi alla volontà popolare – incalza il presidente Rebecca -. Nessuno ha mai negato che ci fosse stato un utilizzo non coerente dei voucher da parte di qualcuno, ma si trattava di migliorare questo strumento, non di buttare al macero i “buoni lavoro”. E’ mancato il coraggio, anzi direi la capacità, di pensare ad una riforma ed è un grave segnale per il futuro, che arriva dal Governo”. Va detto, tra l’altro, che nell’ottobre scorso era stata introdotta una tracciabilità nell’utilizzo dei voucher, che si stava rivelando già un utile strumento di controllo del fenomeno.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Ora questa abolizione, anziché risolvere il problema, rischia di consegnare all&#8217;economia sommersa la maggior parte delle prestazioni lavorative rese attraverso i buoni lavoro. Infatti altre tipologie  “flessibili” come il contratto a chiamata, sono utili, ma allo stesso tempo appesantite da non poche procedure burocratiche e non rispondono alle stesse esigenze per le quali erano stati pensati e, nella maggior parte dei casi, utilizzati i voucher. E’ pur vero che, dalle prime anticipazioni sul testo del Decreto Legge, </span><span style="color: #2f2f2f; font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">sembrerebbe sia previsto un periodo transitorio &#8211; fino al 31 dicembre 2017 &#8211; in cui si potrà continuare ad utilizzare i buoni lavoro già acquistati antecedentemente l’emissione della norma. Ma l’abolizione dei voucher  creerà certamente un vuoto, facendo cadere </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">la copertura previdenziale e assicurativa in caso di collaborazioni occasionali e saltuarie.</span></p>
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		<item>
		<title>Aumento delle accise sui carburanti, l&#8217;associazione di categoria vicentina dice &#8220;No&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/02/09/aumento-delle-accise-sui-carburanti-lassociazione-categoria-vicentina-dice-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 09:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Volpato]]></category>
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					<description><![CDATA[Eugenio Volpato, presidente della Figisc Confcommercio provinciale interviene sulla ipotesi di un nuovo incremento: “In 5 anni abbiamo pagato 26miliardi di imposte”. E&#8217; un vero e proprio grido d&#8217;allarme quello che si alza contro il Governo, ma basterà ad evitare ritocchi? [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Eugenio Volpato, presidente della Figisc Confcommercio provinciale interviene sulla ipotesi di un nuovo incremento: “In 5 anni abbiamo pagato 26miliardi di imposte”. E&#8217; un vero e proprio grido d&#8217;allarme quello che si alza contro il Governo, ma basterà ad evitare ritocchi?<span id="more-3615"></span></p>
<p>“Possibile che i grandi esperti del <strong>Ministero delle Finanze</strong> e gli economisti che si succedono negli anni alla guida del dicastero non trovino altro modo di far quadrare i conti pubblici se non quello di ritoccare le accise del carburanti?”.</p>
<p>La domanda, probabilmente, non se la pone solo <strong>Eugenio Volpato</strong>, presidente della <strong>Figisc</strong>-Confcommercio di Vicenza (la categoria dei benzinai), ma un po’ tutti i cittadini. Ci risiamo, infatti: di fronte ai rilievi Ue sul nostro bilancio, si profila all’orizzonte, secondo le anticipazioni di questi giorni, un altro rintocco in sù sulle tasse che incidono già considerevolmente su benzina e gasolio.<br />
Per i gestori dei distributori di carburante sarebbe un’altra “doccia fredda”, perché l’aumento dei prezzi alla pompa ha un immediato riflesso sul calo dei rifornimenti, “senza contare – rincara Volpato &#8211;   che a cascata ciò influirà su tutte le merci, perché andremo certamente a pagare i maggiori costi di trasporto conseguenti”.<br />
Va detto poi, secondo i dati diffusi da Figisc-Confcommercio,<b> </b>che<b> </b>le imposte gravanti sui carburanti in Italia nella media dell’ultimo quinquennio<b> </b>(ossia dagli aumenti del «<strong><i>Salva Italia</i></strong>» del <strong>Governo Monti</strong> nel dicembre 2011)<b> </b>sono state superiori di ben <strong>22,2 centesimi/litro</strong> alla media dell’<strong>Unione Europea</strong>, con un corrispondente effetto sul prezzo finale al consumo dei carburanti. Da allora le accise non sono mai state rivedute al ribasso<b> </b>e  anzi: l’aumento di un punto dell’IVA introdotto ad ottobre 2013 – che  grava sulle accise – ne ha ulteriormente accresciuto il peso sul prezzo finale corrisposto da famiglie ed imprese. Il risultato di questa politica ha portato oggi a pagare, su un litro di benzina alla pompa proposto ad 1,550 euro, ben 1,017 euro di accise ed Iva; mentre per il gasolio, su un litro proposto a 1,405 euro si pagano 0,870 di imposte.<br />
“Per quanto riguarda le tasse sui carburanti, gli italiani hanno già dato – conclude il presidente provinciale di Figisc Confcommercio Volpato -, basti pensare che secondo le nostre stime nazionali,  da dicembre 2011 a dicembre 2016,<b> </b>abbiamo pagato la bellezza di <strong>26,831 miliardi di euro</strong> tra accise ed IVA<b>”.</b></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Al via la nuova sanità integrativa su quasi 4mila strutture sanitarie convenzionate sul territorio regionale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/02/08/al-via-la-nuova-sanita-integrativa-quasi-4mila-strutture-sanitarie-convenzionate-sul-territorio-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 22:25:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Sani.Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[Il costo elevato e la lunghezza delle liste d’attesa sono le due principali motivazioni che hanno portato, nel 2016, i cittadini, pure nella nostra provincia, a rinviare o addirittura a rinunciare ad una prestazione sanitaria. Anche per dare risposta a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il costo elevato e la lunghezza delle liste d’attesa sono le due principali motivazioni che hanno portato, nel 2016, i cittadini, pure nella nostra provincia, a rinviare o addirittura a rinunciare ad una prestazione sanitaria.<span id="more-3606"></span></p>
<p>Anche per dare risposta a queste esigenze, Confcommercio di Vicenza ha presentato oggi, in una conferenza stampa tenutasi nella sede dell’Associazione,  <strong>“Sani.Insieme”</strong>, che <strong>vuole assicurare ai Commercianti e gli Imprenditori del terziario della provincia ed alle loro famiglie un Servizio Sanitario “su misura”</strong>.<br />
Grazie  alle quasi <strong>1.000 Strutture Sanitarie Convenzionate nella sola provincia di Vicenza (4.000 in tutto il Veneto)</strong>, Sani.Insieme assicura infatti l’<strong>accesso alle cure</strong> e un <strong>rimborso economico delle spese sostenute</strong>, da parte di chi lavora e ha la necessità di gestire in prima persona la propria attività, senza attendere tempi di attesa sempre più ampi.<br />
”Sani.Insieme – ha spiegato <strong>Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza</strong> &#8211; nasce dalla capacità delle Confcommercio provinciali del Veneto di dare valore all’alta rappresentatività del nostro sistema e di far pesare i numeri dei nostri associati per varare dei Piani Sanitari specifici di grande utilità e valore. Con questo strumento <strong>diamo una risposta utile, razionale ed economica alla necessità dei nostri associati e delle loro famiglie</strong> di avere un ombrello protettivo nel caso di problematiche attinenti alla salute, avendo a disposizione prestazioni sanitarie di alto livello, erogate con tempismo. I Piani Sanitari che abbiamo realizzato attuano un’operazione di alto profilo sociale che presidia la salute, che rende sereni e che agisce sul benessere di titolari e soci delle aziende del Terziario, oltre che delle loro famiglie. Imprenditori che, con la loro attività, concorrono attivamente alla crescita dell’economia e dell’occupazione del territorio”.<br />
Decisamente ampio il novero delle prestazioni sanitarie rimborsate: ricoveri, <strong>terapie oncologiche, accertamenti diagnostici (PET, TAC, RMN, MOC, RX, …), visite specialistiche, cure dentistiche, acquisto degli occhiali e prevenzione per il cuore ed i tumori, fruibili sia presso gli Ospedali Pubblici e le USLL sia presso le Strutture Sanitarie Private della provincia. Il costo annuo di adesione è di 162 o 282 euro a persona, a seconda de Piano prescelto (maggiori info su prestazioni e prezzi su <a href="http://www.ascom.vi.it/a_ITA_26662_1.html" target="_self">ascom.vi.it</a>).</strong><br />
“Si tratta di un’importante tutela sociale –  ha affermato <strong>Marco Vecchietti, Consigliere Delegato di RBM Assicurazione Salute</strong>, Compagnia leader del settore e che assicura i Piani Sanitari Integrativi “Sani.Insieme”–  – che, con soli 0,50 euro al giorno (più ulteriori 0,50 euro al giorno per estendere i Piani Sanitari anche ai propri familiari), può essere aggiunta al Servizio Sanitario Regionale. Verrebbe da dire che costa meno di un caffè, e peraltro fa anche meglio, ma è più corretto sottolineare che <strong>costa meno di 3 ticket da pagare alla USLL e che è anche detraibile dalle tasse</strong> (n.d.r. nella misura del 19%)”.<br />
Sani.Insieme mette a disposizione degli aderenti più modalità di prenotazione: un <strong>numero verde sempre attivo, un’App e un portale web</strong>. La richiesta viene elaborata da una centrale operativa che identifica la struttura sanitaria (pubblica o privata a seconda della volontà dell’utente), più rapidamente accessibile. “La prestazione poi viene rimborsata – spiega Marco Vecchietti – con una <strong>copertura del costo pressoché totale in caso di ticket</strong> oppure, a seconda della tipologia, con una copertura che va <strong>dall’80 al 100 per cento della spesa per la sanità privata</strong>. L’obiettivo è dunque quello di organizzare in modo efficiente e rapido l’accesso a prestazioni sanitarie molto frequenti”.<br />
Alla conferenza stampa ha portato la sua testimonianza anche <strong>Carla Trevisan</strong>, in rappresentanza di realtà importanti della sanità privata del Vicentino quali CMSR, Veneto Medica, Casa di Cura Villa Berica: “Viviamo in una regione dove si è lavorato molto per la salute dei cittadini – ha sottolineato – ma la sanità pubblica deve fare i conti con fondi sempre più contingentati e con i problemi legati all’aumento dell’eta della popolazione e delle patologie croniche. Sani.Insieme è un prodotto che ha il merito di sostenere gli imprenditori che hanno specifiche esigenze legate alle loro attività nell’accesso più comodo possibile ai controlli medici essenziali, sia per la prevenzione che per la cura, usufruendo anche di eccellenze della sanità privata, come le nostre, ma senza pesare sui bilanci familiari”.<br />
Va detto, infatti, che secondo l’ultima indagine della Fondazione CENSIS (2016) l’11,12% dei vicentini rinuncia alle cure mediche e le liste di attesa nella provincia per accedere alle prestazioni sanitarie erogate dalle ULSS sono mediamente di 30,61 giorni contro i 4,69 giorni delle strutture private. Le ragioni che hanno indotto a rinviare o rinunciare alle prestazioni sono principalmente di natura economica (45,3%), seguite dalle ragioni legate alla lunghezza delle liste d’attesa (30,1%) e per impegni lavorativi (28,5%).<br />
“Sapere che 96.934 cittadini in provincia di Vicenza hanno rinunciato a curarsi nell’ultimo anno (n.d.r. il 2016) deve far riflettere – ha aggiunto Marco Vecchietti &#8211; e richiamare tutti noi ad un maggiore impegno nell’avvio di un Secondo Pilastro Sanitario che possa aggiungersi armonicamente al Servizio Sanitario Nazionale, garantendo a tutti i cittadini una sanità più accessibile ed economicamente sostenibile”.<br />
Il Veneto, peraltro, pur rimanendo uno dei migliori Servizi Sanitari a livello nazionale è una delle Regioni in cui curarsi è più costoso. Al prelievo di fiscalità generale che finanzia il Servizio Sanitario Nazionale (di circa 1.890 euro a persona) si aggiunge infatti un costo di oltre 700 euro a persona comprensivo della quota per i ticket (che, in media, risultano i più alti a livello nazionale) e delle cure acquistate privatamente dalle famiglie, casistica quest’ultima alla quale ricorrono 2 cittadini su 5.<br />
Non stupisce quindi che, sempre secondo l’indagine Censis, nonostante il 61,2% dei cittadini della provincia di Vicenza ritenga complessivamente soddisfacente il Servizio Sanitario Nazionale, il 36,2% della popolazione rilevi un progressivo peggioramento della capacità assistenziale delle strutture pubbliche.<br />
Anche da qui nasce dunque l’esigenza di rendere più efficiente e rapido l’accesso alla sanità, pubblica e privata, a cui risponde, per gli imprenditori del Terziario, il piano Sani.Insieme.</p>
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		<title>Voucher: non ci sarà una stretta sulla vendita, dati 2016 in calo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 10:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
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					<description><![CDATA[Se ne continua a parlare come se il problema dell&#8217;occupazione fosse da imputare solo ed esclusivamente ai voucher, ma non è affatto così. A confermarlo sono i dati diffusi sulla vendita dei tagliandi nel 2016. Non ci sarà, quindi, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se ne continua a parlare come se il problema dell&#8217;occupazione fosse da imputare solo ed esclusivamente ai voucher, ma non è affatto così. A confermarlo sono i dati diffusi sulla vendita dei tagliandi nel 2016. Non ci sarà, quindi, la tanto osannata stretta sul metodo di utilizzo da parte di imprenditori nei confronti di collaboratori occasionali.<span id="more-3440"></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“I dati recentemente diffusi dall’<strong>Inps</strong> sulla vendita dei<strong> voucher nel 2016</strong>, secondo i quali il ritmo di utilizzo <strong>sta rallentando</strong>, dimostrano che il correttivo introdotto nell’ottobre scorso sulla loro tracciabilità funziona. Quindi un’ulteriore “stretta” su questo strumento non è necessaria”. E’ questa l’opinione di <strong>Sergio Rebecca</strong>, presidente della Confcommercio di Vicenza, sulla questione dei “buoni lavoro”, nelle ultime settimane al centro del dibattito, con spinte verso la loro abolizione. “Invece sono strumenti utili per pagare le collaborazioni occasionali e saltuarie – continua Rebecca –, assicurando anche la copertura previdenziale e assicurativa del lavoratore”.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Va detto, poi, che buona parte delle persone pagate con voucher sono lavoratori titolari anche di altra occupazione, percettori di ammortizzatori sociali, studenti o pensionati e  il compenso medio annuo è di circa<strong> 600 euro</strong>. “E&#8217; evidente – conclude il presidente Rebecca &#8211; che i voucher aiutano gli imprenditori a coprire picchi temporanei ed occasionali di lavoro: togliere questo strumento di flessibilità organizzativa sarebbe un danno per le imprese, tanto più che oggi la tracciabilità dei voucher permette di ovviare ai rischi di un uso improprio&#8221;. </span></p>
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		<title>Salute: tre appuntamenti dedicati all&#8217;informazione per over 50</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 22:28:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[50&Più]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[dr. Daniele Bianchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre incontri gratuiti e aperti a tutti sui temi della salute. Ad organizzarli è la 50&#38;Più Confcommercio di Vicenza, associazione che promuove le attività culturali, sportive e artistiche degli over cinquanta. L’attenzione ai temi del benessere è, tradizionalmente, uno dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Tre incontri gratuiti e aperti a tutti sui temi della salute. Ad organizzarli è la 50&amp;Più Confcommercio di Vicenza, associazione che promuove le attività culturali, sportive e artistiche degli over cinquanta.</span> <span id="more-3407"></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">L’attenzione ai temi del benessere è, tradizionalmente, uno dei punti di forza del programma annuale, che inizia subito con un argomento di grande interesse: “Le allergie stagionali e le allergie da alimenti”. L’appuntamento è per <strong>mercoledì 25 gennaio</strong> alle ore 15.00, nella sede provinciale della <strong>Confcommercio di Vicenza</strong> (via Faccio, 38), dove il <strong>dr. Enrico Minchella</strong>, specialista in allergologia e pneumologia, terrà una conferenza che ha lo scopo di dare un’informazione completa e puntuale su queste patologie del sistema immunitario. </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Stesso orario e stessa sede anche per gli altri incontri: <strong>mercoledì  29 marzo</strong> sarà il dr. Rolando Negrin (direttore della struttura complessa di pneumologia dell’Ulss 6 di Vicenza) a parlare delle “Malattie dell’apparato respiratorio – la TBC”. Infine, mercoledì 26 aprile, il <strong>dr. Daniele Bianchi</strong> (specialista in diagnostica vascolare) interverrà su “Gli eventi ischemici – la disabilità motoria – la flebologia – l’aterosclerosi”.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“Abbiamo scelto temi di grande interesse per tutti – <strong>afferma Fiorenzo Marcato</strong>, presidente della<strong> 50&amp;Più</strong> di Vicenza -, ma è pur vero che sono le persone più anziane quelle che riservano particolare attenzione a questi aspetti, anche per  arricchire la loro cultura personale. Da qui il successo crescente dei nostri incontri gratuiti con i maggiori esperti nel campo sanitario, successo che contiamo di registrare anche quest’anno”.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Con seimila soci in tutta la provincia (più di <strong>300 mila soci</strong> a livello nazionale) e un programma di attività culturali e ricreative in grado di incontrare interessi e passioni della “generazione over”, 50&amp;Più &#8211; Confcommercio è un punto di riferimento in provincia di Vicenza, perché offre opportunità di vita attiva a chi anagraficamente è dentro la “terza età”. Il sistema 50&amp;Più si occupa inoltre  di assistenza previdenziale con il Patronato 50&amp;Più Enasco e di fisco con il 50&amp;Più Caaf.</span></p>
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