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	<title>Confcommercio Veneto &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto, a dicembre in calo ma l&#8217;anno chiude bene. A Vicenza +13% di immatricolazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 11:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[In Veneto il mercato dell’auto continua a crescere, ma timidamente, e a dicembre ha registrato una diminuzione. È quanto emerge dai dati Unrae elaborati dal Gruppo Auto-Moto di Confcommercio Veneto. Da gennaio a dicembre 2017 le immatricolazioni sono aumentate del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Veneto il mercato dell’auto continua a crescere, ma timidamente, e a dicembre ha registrato una diminuzione.<br />
È quanto emerge dai dati Unrae elaborati dal Gruppo Auto-Moto di Confcommercio Veneto. Da gennaio a dicembre 2017 le immatricolazioni sono aumentate del 2,36% rispetto al 2016, ma il mese di dicembre ha registrato un calo del -5,29% sullo stesso mese dell’anno precedente.</p>
<p>“Il dato che ha spinto le immatricolazioni fino a novembre è stato influenzato dal massiccio ricorso alle cosiddette Km zero – spiega il presidente regionale del Gruppo Auto Moto Giorgio Sina – Successivamente, si è deciso di allentare questa strategia. Ecco perché la crescita, soprattutto a partire da dicembre, risulta inferiore rispetto all’anno precedente. Riteniamo che lo stock Km zero, la coda del superammortamento versione 2017 e l’eliminazione di questo strumento fiscale agevolativo per gli autoveicoli strumentali all’attività societaria nel 2018 condizioneranno le immatricolazioni del nuovo anno che, seppure in un quadro macroeconomico di ripresa, potrebbero attestarsi su volumi prossimi a quelli del 2017”.</p>
<p>È una vera e propria rivoluzione quella che ha investito, dal 2008 a oggi, il settore delle auto, come ricorda il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon. “Dopo il dimezzamento delle concessionarie, proseguiranno le strategie di sviluppo delle reti messe in campo per fronteggiare la crisi e continuare a essere competitivi – spiega Zanon – Prosegue la tendenza degli operatori a crescere di dimensione per migliorare la sostenibilità degli investimenti richiesti dalla Case di produzione e per consolidare l’equilibrio economico-finanziario delle aziende”.</p>
<p>Venendo ai dati, nel consuntivo dell’anno è la provincia di Vicenza l’unica ad avere una percentuale di immatricolazioni significativamente in crescita, con il +13,20%. Seguono, a distanza, Padova (+2,75%), Treviso (+1,11%), Rovigo (+0,64%) e, con segno negativo, Verona (-2,24%), Belluno (-1,95%), Venezia (-1,75%).</p>
<p>Il numero assoluto dei mezzi immatricolati nel 2017 in tutta la nostra regione è stato di 146.860 veicoli, con una classifica provinciale che vede in testa Padova (29.900 vetture), seguita da Vicenza (29.646), Verona (29.280), Treviso (24.058), Venezia (21.175), Belluno (6.490) e Rovigo (6.311).</p>
<p>Anche nel Veneto, come nel resto d’Italia, permane il problema della qualità del parco circolante, che ha un’età media di 10 anni e mezzo. “Questione sulla quale è necessario che le istituzioni, sia locali che nazionali, agiscano per assicurare la raggiungibilità dei target di emissione previsti per la 2020”, conclude Sina.</p>
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		<title>Confcommercio: &#8220;Sul consumo di suolo in Veneto è il momento di cambiare registro&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/11/27/confcommercio-sul-consumo-suolo-veneto-momento-cambiare-registro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 18:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Veneto è la seconda regione in Italia per consumo di suolo, con un valore percentuale del 12,21%, contro una media nazionale del 7,64%. Siamo secondi solo alla Lombardia, ma la nostra quota di consumo pro-capite è più elevata perché [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Veneto è la seconda regione in Italia per consumo di suolo, con un valore percentuale del 12,21%, contro una media nazionale del 7,64%. Siamo secondi solo alla Lombardia, ma la nostra quota di consumo pro-capite è più elevata perché la popolazione del veneto è largamente inferiore rispetto a quella lombarda. In un solo anno, fra il 2015 e il 2016, il valore assoluto di suolo consumato nella nostra regione è stato di 563 ettari, il che ci pone al 3° posto dopo Lombardia e Sicilia.</p>
<p>Partendo dai dati dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Confcommercio Veneto ha aperto il dibattito sul futuro del territorio tra paesaggio, urbanizzazione e impresa, mettendo al centro la legge regionale sul Consumo di suolo approvata lo scorso giugno.</p>
<p>Lo ha fatto con un convegno dal titolo “Consumo di suolo: ripensare il Veneto” che si è svolto il 27 novembre all’Holiday Inn di Marghera con il confronto tra il mondo dell’impresa e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e gli interventi dei professori Amerigo Restucci, già rettore e ordinario di Storia dell’Architettura allo Iuav, e il professor Paolo Pileri, ordinario in Pianificazione e Progettazione Urbanistica e Territoriale al Politecnico di Milano, coordinati da Corrado Poli, saggista e giornalista esperto in politiche ambientali e urbane.</p>
<div id="attachment_8431" style="width: 348px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8431" class=" wp-image-8431" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon-300x207.jpg" alt="" width="338" height="233" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon-300x207.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon-768x529.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon-1024x706.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon.jpg 1168w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" /></a><p id="caption-attachment-8431" class="wp-caption-text">Massimo Zanon</p></div>
<p>“Il paesaggio non è una ricchezza inesauribile – ha dichiarato il presidente di Confcommercio Veneto <strong>Massimo Zanon</strong> &#8211; In questa terra, seconda in Italia per consumo di suolo, l’espansione indiscriminata di alcune attività ha privato le periferie di una possibile identità e tolto alle città l’anima che avevano, in una totale assenza di pianificazione ragionata e un distorto concetto di crescita”.</p>
<p>“È arrivato il momento di cambiare registro, immaginare un orizzonte diverso, più condiviso ed equilibrato – ha aggiunto Zanon &#8211; Ora possiamo farlo: con il percorso intrapreso dal Veneto per una maggiore autonomia, abbiamo l’occasione di ridisegnare il nostro futuro liberando spazi per uno sviluppo sostenibile delle città dove l’unica speculazione ammessa è quella del pensiero. La nostra idea è tornare a stimolare la crescita imprenditoriale di piccole e grandi attività dove la gente vive, recuperando sull’errore ormai evidente che, se si esportano al di fuori dei centri urbani le attività commerciali, le città muoiono. Non esiste una città che possa essere attrattiva se oltre alle sue bellezze non ha anche un mix commerciale &#8211; ha concluso Zanon &#8211; Per questo, uno dei modelli possibili è il recupero delle strutture dismesse, pubbliche e private, per far rivivere le attività grandi e piccole all’interno delle città”.</p>
<p>Un punto, questo, sul quale converge anche Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, una delle poche in Italia ad aver varato una legge per frenare e controllare il consumo di suolo, il cui regolamento attuativo dovrebbe ‘andare in porto’ la prossima primavera.</p>
<p>“La Regione si è impegnata con questa legge a proteggere, senza frenarne la crescita, questa terra, che amo anche per i suoi paesaggi e per la bellezza delle città. Che vanno sicuramente rivitalizzate. Abbiamo capto da tempo che il nostro futuro non è riempire il Veneto di centri commerciali, ma di valorizzare ciò che abbiamo – ha aggiunto <strong>Zaia</strong> – Di grande distribuzione ce n’è che basta, diciamo pure che il Veneto ha già dato: parlate con uno che è sempre stato contrario alle aperture domenicali. Ora è arrivato il momento di mettere mano ai centri urbani – E non è solo un fatto sociale riportare i negozi sotto casa, ma è anche una questione di risparmio del territorio. Lo scopo è riportare la vita dove da molti anni si sono spente le vetrine; riaccenderle è l’obiettivo, e potranno essere insieme sia quelle dei piccoli negozi che quelle delle grandi superfici. Molte esperienze in giro per l’Europa dimostrano che si può fare, che le due cose possono convivere all’interno delle città. Detto questo, credo che i centri commerciali stiano già iniziando ad avere i loro problemi: basta guardare i fatturati di Alibaba per capire che la ‘valanga’ dell’e-commerce non è poi così lontana”.</p>
<p>“Oggi la tutela del suolo libero rappresenta la sfida delle sfide – ha dichiarato il professor <strong>Paolo Pileri</strong> – Il Veneto, assieme a poche altre regioni, si è data una legge di tutela, e questo è un bene, considerato che negli ultimi 6 mesi 18 regioni su 20, Veneto compreso, hanno continuato a consumare suolo, a fronte di una diminuzione della popolazione”.</p>
<p>“Ha fatto bene il Veneto, con questa legge – spiega Pileri &#8211; perché tutti i Paesi Ue che si sono dotati di una normativa per arginare il consumo di suolo hanno indicatori migliori dei nostri: Pil, occupazione, distribuzione della ricchezza. È però indispensabile avviare un lavoro di ‘rammendo’ dei buchi, a cominciare dalle deroghe, che il tessuto normativo di questa legge ha per perfezionare il buon lavoro fatto fin qui dalla Regione. C’è una proroga, la più clamorosa, che fissa al 2050 (fra 32 anni!) lo stop al consumo di suolo”.</p>
<p>Le conseguenze del consumo di suolo si fanno sentire anche sul piano sociale e occupazionale: “Per ogni occupato nella grande distribuzione &#8211; ha sottolineato il professor Amerigo <strong>Restucci</strong> &#8211; ci sono tre o quattro posti di lavoro che si perdono nella distribuzione di vicinato. Sono più di vent’anni che va così. Adesso, anche per i cambiamenti tecnologici che rapidissimi cambiano gli scenari, è più che mai indispensabile tornare nel cuore delle città con i servizi e i negozi di vicinato”.</p>
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		<title>Saldi, in Veneto partono bene ma senza il &#8220;botto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 15:38:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Giannino Gabriel]]></category>
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					<description><![CDATA[Saldi in Veneto: non c’è stato il ‘botto’, ma in molti negozi si è registrata una tendenza positiva rispetto all’anno scorso. Lo dice Giannino Gabriel, presidente della Federazione Moda Italia di Confcommercio Veneto. “Sabato e domenica, complice forse la temperatura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Saldi in Veneto: non c’è stato il ‘botto’, ma in molti negozi si è registrata una tendenza positiva rispetto all’anno scorso. Lo dice Giannino Gabriel, presidente della Federazione Moda Italia di Confcommercio Veneto. “Sabato e domenica, complice forse la temperatura più fresca, c’è stato un lieve incremento della clientela – spiega Gabriel &#8211; A esclusione delle città d’arte, che fanno storia a sé e dove l’avvio dei saldi è andato molto bene, si sono registrate performance in leggero rialzo sul 2016”.</p>
<p>“Iniziative come gli happy friday o le ‘notti bianche’ che dir si voglia – aggiunge Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto &#8211; sono andate molto bene, ma non hanno fatto da traino per l’esordio ufficiale del sabato. Il fatto è che la fiducia delle famiglie è ancora ‘ingessata’, soldi ce ne sono pochi. Ad ogni modo confidiamo nei prossimi fine settimana: il banco di prova, di solito, è il secondo weekend e i conti comunque si fanno alla fine: c’è ancora tempo fino al 31 agosto, quando i giochi si chiuderanno”.</p>
<p>Intanto l’Ufficio Studi di Confcommercio stima che la spesa media di ogni famiglia per l’acquisto di capi di abbigliamento e calzature sarà di 230 euro. Nella nostra regione il dato sarà compreso fra i 90 e i 100 euro a persona.</p>
<p>Se un tempo i saldi erano ancorati a date e modalità ben definite, oggi subiscono gli effetti di variabili non indifferenti, come l’ascesa dell’e-commerce e le anticipazioni delle grandi catene e dei potenti monomarca (ma non solo), pratiche che Giannino Gabriel definisce “Intollerabili e scorrette, almeno finché esistono una legge e un calendario”.</p>
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		<title>Chiusure festive negozi, Confcommercio dice sì alle 12-18 annuali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2017 09:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[marcello cestaro]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiusure festive dei negozi: Confcommercio Veneto esprime soddisfazione per il passo in avanti compiuto l&#8217;8 giugno scorso a Roma nella Conferenza delle Regioni. &#8220;La condivisione della proposta di dodici chiusure obbligatorie, fino a un massimo di 18, da parte della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chiusure festive dei negozi</strong>: Confcommercio Veneto esprime soddisfazione per il passo in avanti compiuto l&#8217;8 giugno scorso a Roma nella Conferenza delle Regioni. &#8220;La condivisione della proposta di <strong>dodici chiusure obbligatorie</strong>, fino a un massimo di 18, da parte della Conferenza delle Regioni è un passaggio importante – dichiara il <strong>presidente di Confcommercio Massimo Zanon</strong> &#8211; ma proprio per questo dobbiamo impegnarci tutti insieme per portare a casa definitivamente il risultato&#8221;. Zanon, che sottolinea l&#8217;impegno degli assessori Roberto Marcato e Manuela Lazzarin, è disponibile ad affrontare il tema anche assieme alle imprese venete della media distribuzione, se condividono la riflessione fatta da Marcello Cestaro qualche settimana fa.</p>
<p>&#8220;Conosciamo i nostri colleghi, come Cestaro, e le famiglie imprenditoriali del Veneto – spiega Zanon &#8211; sappiamo quali siano, a differenza delle grandi multinazionali straniere, la radice culturale, i valori e le responsabilità verso la comunità del proprio territorio: sono le prime leve del loro successo imprenditoriale. Dobbiamo partire da questa condivisione e da questa sensibilità sulla necessità di preservare e rilanciare con progetti condivisi tutto il patrimonio del tessuto commerciale e trovarci a lavorare insieme: non solo per rafforzare il lavoro avviato dalla Regione Veneto e dalla Conferenza delle Regioni nei confronti del Governo e del Parlamento, ma anche nei confronti della Commissione europea. Forse – conclude il presidente di Confcommercio Veneto &#8211; siamo a una svolta di questo percorso, che Confcommercio Veneto ha compiuto anche al fianco dei sindacati a garanzia della persona e della famiglia&#8221;.</p>
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		<title>Veneto, rallentano i consumi nel 2016. Sempre più negozi chiudono</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/08/veneto-rallentano-consumi-nel-2016-sempre-piu-negozi-chiudono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 16:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Fedalto]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
		<category><![CDATA[unioncamere veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel quarto trimestre 2016, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, le vendite al dettaglio  hanno evidenziato un aumento del +0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Rispetto al trimestre precedente l’indice destagionalizzato ha registrato un +0,9% invertendo il -1,4% del trimestre precedente. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quarto trimestre 2016, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, le vendite al dettaglio  hanno evidenziato un aumento del +0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Rispetto al trimestre precedente l’indice destagionalizzato ha registrato un +0,9% invertendo il -1,4% del trimestre precedente. Nella media dell’intero 2016 le vendite al dettaglio hanno registrato un incremento del +1,2%, in diminuzione rispetto al ritmo di crescita dello scorso anno (+2,9% nel 2015). La rilevazione trimestrale è realizzata da Unioncamere del Veneto in collaborazione con Confcommercio Veneto condotta su un campione di 705 imprese con almeno 3 addetti (www.venetocongiuntura.it).</p>
<p>«<em>Per quanto leggermente positivi, i dati sulle vendite al dettaglio relativi all’ultimo scorcio dell’anno hanno smorzato la tendenza media del 2016</em> – commenta Giuseppe Fedalto, presidente di Unioncamere Veneto – <em>soprattutto per quanto riguarda gli esercizi di piccola superficie, che hanno sofferto più degli altri. Nemmeno il periodo natalizio è riuscito a dare uno slancio al trend delle vendite al dettaglio. Intanto continua l’emorragia di esercizi commerciali in Veneto: tra gennaio e dicembre 2016 hanno abbassato la serranda oltre 3.600 negozi mentre le nuove aperture sono state meno di 2.000</em>».</p>
<p>La dinamica delle vendite è ascrivibile alla variazione positiva del fatturato dei supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+1,3%) e dal commercio al dettaglio alimentare (+0,8%), mentre il non alimentare ha segnato una tendenza negativa col -0,3%. Sotto il profilo dimensionale, le vendite hanno mostrato performance migliori negli esercizi di media e grande dimensione (+1,1%), mentre quelli di piccole dimensioni hanno registrato una tendenza negativa del -0,5%.</p>
<p>«<em>In un clima in cui soffrono tutti, i più penalizzati sono i negozi dei centri urbani</em> – dichiara il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon. – <em>Tra costi di locazione, che continuano a rimanere alti, e spese di gestione a dir poco impegnative, faticano a tenere il passo. Continua a preoccupare il dato negativo registrato nel settore non alimentare e, come evidenzia l’analisi, le imprese non intravvedono una ripresa nemmeno per quanto riguarda il prossimo trimestre. Ribadisco che per tornare a essere competitivi è indispensabile una seria politica di rigenerazione urbana</em>».</p>
<p>I prezzi di vendita hanno segnato un lieve aumento (+0,2%), per quanto riguarda i gruppi  merceologici, l’aumento ha riguardato il commercio al dettaglio alimentare (+1,2%) e quello non alimentare (+0,7%). Variazione leggermente in calo per supermercati, iper e grandi magazzini (-0,3%). A livello dimensionale ancora un leggero aumento del +0,8% per gli esercizi di piccola superficie mentre medie e grandi aree commerciali hanno registrato un calo del -0,2%. Gli ordinativi, dopo il +0,6% del trimestre precedente, sono tornati in diminuzione del -1,1% con la media annua rimasta attorno ai valori dello zero (-0,1%), in calo rispetto al +0,7 del 2015. La principale variazione negativa è ascrivibile principalmente alla dinamica del commercio al dettaglio non alimentare (-2,2%), mentre supermercati, iper e grandi magazzini hanno registrato un -0,4%. Unica tendenza positiva quella del commercio al dettaglio alimentare (+0,4%). Indicatori negativi per tutte le classi di superfici (-1,5% le piccole, -1% le medio grandi). L’occupazione ha registrato un aumento del +0,6, confermando la dinamica positiva dello scorso trimestre (+1,6%). Sono ancora i supermercati, iper e grandi magazzini a sostenere l’occupazione (+1,5%), oltre al commercio al dettaglio alimentare (+1,4%). Al contrario il commercio non alimentare ha segnato un -1%. Le aree di media e grande dimensione sono cresciute del +1%, mentre quelle di piccola superficie hanno una variazione negativa del -0,4%.</p>
<p>Dopo il lieve miglioramento del trimestre precedente, il clima di fiducia degli imprenditori per i prossimi tre mesi torna negativo. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione del volume d’affari crolla a -27,3 punti percentuali (era +1,6 p.p. del trimestre precedente). Peggiorano anche i saldi degli ordini (-22,2 p.p. contro il -4,7 p.p. precedente) e dell’occupazione che scende a -6,3 p.p. (-5,4 p.p. precedente). Sul versante dei prezzi di vendita gli imprenditori si aspettano un aumento del +3,9 p.p., in crescita rispetto allo scorso trimestre (+1,6 p.p.).</p>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto, in Veneto il 2016 è stato l&#8217;anno della ripresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 11:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Sina]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercato dell’auto in Veneto: la ripresa continua. Il bilancio del 2016, infatti, registra un aumento di 21.477 nuove immatricolazioni rispetto al 2015, pari al 17,64% (nel Nordest la crescita media è stata del 15,3%, in tutta Italia del 16,2%). Sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercato dell’auto in Veneto: la ripresa continua. Il bilancio del 2016, infatti, registra un aumento di 21.477 nuove immatricolazioni rispetto al 2015, pari al 17,64% (nel Nordest la crescita media è stata del 15,3%, in tutta Italia del 16,2%).<span id="more-3522"></span><br />
Sono i dati Unrae elaborati da Confcommercio Veneto, che confermano una tendenza già in atto da un paio d’anni. I numeri rimangono lontani dal periodo pre-crisi, ma sono comunque un segnale confortante dopo una lunga stagione in picchiata.<br />
Il segno più riguarda sia il settore privato che quello aziendale, lì dove incide il fattore del super ammortamento. Il dato assoluto è di<strong> 143.252 immatricolazioni</strong>, contro le 121.775 dell’anno precedente.<br />
A guidare la ‘classifica’ è la provincia di Verona che, con quasi 30mila nuove immatricolazioni, guadagna il 20,89% del totale di auto immatricolate; segue Padova, con oltre 29mila immatricolazioni pari al 20,27% del totale.<br />
Gli incrementi maggiori rispetto al 2015 sono, ancora, di <strong>Verona</strong> (+21,32%) e di <strong>Vicenza</strong> (+19,53%), seguite dalle province di <strong>Belluno</strong> (+19,03%), <strong>Rovigo</strong> (+17,19%), <strong>Padova</strong> (+16,34%), <strong>Venezia</strong> (+15,06%), <strong>Treviso</strong> (+14,87%).<br />
Da sottolineare il balzo in avanti di Fiat che, nell’anno appena concluso si aggiudica il podio con un totale di 21.782 auto immatricolate in Veneto e una punta massima di 4.737 nella provincia di Padova. Nel raffronto percentuale con il 2015, cala decisamente in alcune province e cresce in modo piuttosto modesto in altre il marchio Land Rover, che negli anni passati era tra i preferiti, mentre cresce la Honda e i Suv continuano a vivere un momento felice. Infine una curiosità: con 11 Ferrari immatricolate, la provincia di Verona raddoppia rispetto al 2015 (in tutto il Veneto nel 2016 ne sono state vendute 32).<br />
“Vedere il segno più infonde ottimismo – dichiara Giorgio Sina, presidente del Gruppo Auto Moto di Confcommercio Veneto – Ma non possiamo dimenticare le persistenti distanze dagli anni migliori, oltre al fatto che incidono pure non poco le campagne promozionali dei costruttori”. Infine un appello alle istituzioni: “Bisogna incentivare l’uso, quindi l’acquisto, delle auto ecologiche, una svolta culturale alla quale il nostro Paese ancora non presta attenzione”.</p>
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		<title>In Veneto è record di cemento: lo conferma l&#8217;Ispra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 17:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Ispra]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
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					<description><![CDATA[Veneto da record per consumo di suolo: lo dice l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale che nei giorni scorsi ha diffuso i dati sul consumo di suolo in Italia. Gli fa eco il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Veneto da record per consumo di suolo: lo dice l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale che nei giorni scorsi ha diffuso i dati sul consumo di suolo in Italia. Gli fa eco il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon: “Lo andiamo dicendo da quasi un ventennio, lanciando l’allarme ai primi segnali che già parlavano di un pulluare di capannoni destinati, secondo le nostre previsioni, a fagocitare il commercio e la vita dei centri urbani per poi cannibalizzarsi”.</p>
<p>Secondo lo studio dell’Ispra, il Veneto è al primo posto in Italia, assieme alla Lombardia, con il valore percentuale più elevato (10%) per consumo di suolo e fra i territori con il più elevato rischio idrogeologico.</p>
<p>Per porre un freno al dilagare dei ‘non luoghi’ nelle periferie e al conseguente degrado dei centri storici, Confcommercio è impegnata a livello nazionale e territoriale in un progetto di rigenerazione urbana in alleanza con l’Associazione dei Comuni Italiani. Tra gli strumenti, la leva fiscale e le agevolazioni ai commercianti che operano in contesti disagiati.</p>
<p>La partita si gioca anche sul fronte dei fondi europei per finanziare progetti di riqualificazione e azioni innovative in ambito urbano.</p>
<p>“La cementificazione non fa bene al commercio, tanto meno al turismo. Ma soprattutto non fa bene alla vita sociale, alla sicurezza, alla nostra identità &#8211; aggiunge Zanon – Eppure si continua a costruire, si continuano a concedere aree e cambi d’uso. È vista che prima o poi (sta già accadendo) le periferie precipiteranno nel degrado con i loro inutili capannoni vuoti. Nel frattempo i centri urbani si sono svuotati. Per recuperarli, abbiamo avviato una serie di progetti chiedendo che venga data la precedenza al riuso dell’esistente piuttosto che alla costruzione di nuovi ‘mostri’”.</p>
<p>“Le nostre città – conclude Zanon &#8211; hanno<strong> bisogno di grandi progetti</strong>, di visioni lungimiranti, per tornare ad essere attrattive per i cittadini, per i consumatori, per i visitatori, per i lavoratori e per gli investitori e gli imprenditori. Le periferie di plastica dei centri commerciali che hanno sostituito i campi sono ormai sature”.</p>
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