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	<title>Confcommercio &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>L’appello di FIVA Confcommercio: “Sindaci riaprite i mercati alimentari”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 12:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[In provincia solo una ventina funzionano ancora, cui si aggiungono i dieci del Capoluogo che non sono mai stati sospesi e continuano grazie all’accordo tra Comune e Fiva-Confcommercio. Il presidente Martino Forte: “Chi può continuare l’attività ha incassi diminuiti di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In provincia solo una ventina funzionano ancora, cui si aggiungono i dieci del Capoluogo che non sono mai stati sospesi e continuano grazie all’accordo tra Comune e <strong>Fiva-Confcommercio</strong>. Il presidente Martino Forte: “Chi può continuare l’attività ha incassi diminuiti di oltre il 50% e deve fare i conti con la merce deperibile invenduta”  </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Gli <strong>operatori dei mercati</strong>, durante l’emergenza sanitaria di Covid- 19, possono aprire il loro banco al pubblico solo se vendono prodotti alimentari. In pratica l’attività è consentita solo al 15% dei circa 900 operatori di mercati fissi e itineranti della provincia di Vicenza. Ma potrebbero essere anche di meno, poiché molti mercati sono stati comuque sospesi sulla base delle disposizioni comunali di contenimento dei contagi. Restano, infatti, pienamente funzionanti solo i mercati di generi alimentari riorganizzati secondo le attuali regolamentazioni governative, regionali e comunali, vale a dire quelli in cui l’area di mercato ha un’entrata e un’uscita distinte; il perimetro delimitato e non accessibile; personale adibito al contingentamento degli accessi e alla gestione del flusso di persone; con distanze corrette tra i banchi e tra venditori e clientela. Inoltre, è consentito l’accesso solo per chi è munito di mascherina e guanti, così come previsto dall’ultima ordinanza del governatore del Veneto Zaia. “Gran parte dei mercati sono stati sospesi dal 23 febbraio scorso &#8211;  dice Martino Forte, presidente della FIVA (Federazione Italiana Venditori Ambulanti) di Confcommercio Vicenza -. In provincia di Vicenza, escluso il capoluogo, ne rimangono aperti circa 20 e di questo dobbiamo ringraziare le Amministrazioni comunali  che si sono impegnate a garantirne il regolare svolgimento, sempre nel rispetto delle disposizioni anti Covid.  L’appello che lanciamo a tutti gli altri sindaci del Vicentino è, in questo senso, di attivarsi per riaprire i mercati alimentari, presidio essenziale per la spesa dei cittadini. A Vicenza città, ad esempio, funzionano tutti i 10 mercati centrali e rionali – continua il presidente degli ambulanti Forte –, perchè l’amministrazione ha deciso, a partire da questa settimana fino al 3 maggio, di affidare la gestione della sicurezza a  Fiva-Confcommercio, in collaborazione con gli agenti delle Pantere Servizi ed il contributo del Comune. Un intervento  che apprezziamo molto poiché, non solo permette si svolgere i mercati, in modo ordinato, salvaguardando il più possibile la salute dei clienti e di noi ambulanti, ma consente anche il regolare approvvigionamento di generi alimentari per i cittadini del centro storico e dei quartieri, senza dover effettuare lunghi spostamenti. Di questo vogliamo</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">ringraziare in particolare l’impegno dell’assessore Silvio Giovine, che ha coordinato e resa possibile l’iniziativa”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Mediamente, in un mercato, è attivo solo il 15% dei banchi che di solito lo compongono e molti operatori hanno anche avviato il servizio di ordini via telefono o whatsapp, con ritiro della spesa al mercato o con consegna a domicilio. Ciò significa, però, che il resto dei venditori ambulanti di prodotti non alimentari è a casa, non lavora e non incassa, pur dovendo far fronte alle spese contingenti e alle rate sugli investimenti effettuati per l’attività. “La situazione è difficile – precisa Martino Forte &#8211; anche per chi riesce a continuare il proprio servizio: la gente che viene al mercato è molta meno, tanto che gli incassi sono diminuiti di oltre il 50% e a fine mercato spesso si deve fare i conti con la merce deperibile che rimane invenduta. In questa situazione &#8211; precisa il presidente FIVA degli ambulanti vicentini &#8211; pur rimanendo prioritario salvaguardare la salute, si deve iniziare a stabilire un piano per far ripartire le imprese che, senza le risorse necessarie, oltre a un certo limite non possono più resistere.”</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Ci auguriamo – aggiunge il presidente Forte &#8211; che siano adottate misure adeguate, tenendo conto che le attività ambulanti sono quasi tutte a conduzione familiare, pertanto la possibilità di fare ricorso agli ammortizzatori sociali è pressoché irrilevante. Come detto, la priorità è recuperare la liquidità che sta mancando. Sarebbe, ad esempio, auspicabile fossero di più le amministrazioni locali della provincia ad optare per la cancellazione o sospensione dei canoni concessori per l’occupazione di suolo pubblico, delle tasse di asporto rifiuti e per l’adozione di altre agevolazioni. Attraverso Confcommercio Vicenza – conclude il presidente degli ambulanti della provincia &#8211;  abbiamo fatto ben presente questa esigenza. Sarebbe un sostegno concreto a fare in modo che gli operatori ambulanti ritornino presto ad animare i mercati, che ricordiamolo, prima di essere presidi per la vendita di ogni genere di prodotti, sono luoghi di incontro e di relazioni cari ai cittadini, che li frequentano non solo per necessità di cibo o altro, ma per bisogno di socialità”.</span></p>
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		<title>Turismo, Rebecca (Confcommercio): &#8220;E’ uno dei primi settori da cui ripartire per sperare in una ripresa rapida e diffusa&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/04/turismo-rebecca-confcommercio-e-uno-dei-primi-settori-da-cui-ripartire-per-sperare-in-una-ripresa-rapida-e-diffusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 10:23:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il settore del turismo, dalla ricettività alla ristorazione, dalle agenzie di viaggio alle guide turistiche, sta subendo danni economici rilevanti per effetto della pandemia Covid-19. Confcommercio Vicenza ha messo insieme le conseguenze più evidenti che le imprese e i professionisti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il settore del turismo, dalla ricettività alla ristorazione, dalle agenzie di viaggio alle guide turistiche, sta subendo danni economici rilevanti per effetto della pandemia Covid-19. Confcommercio Vicenza ha messo insieme le conseguenze più evidenti che le imprese e i professionisti del comparto stanno vivendo, al fine di dare il proprio contributo alle richieste che la Confederazione nazionale si appresta a presentare alla Commissione Bilancio del Senato, in vista della conversione in Legge del Decreto “Cura Italia”. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“I recenti interventi di sostegno all’economia sono un primo passo del Governo verso il mondo delle imprese, ma sia per dotazione delle risorse, sia per articolazione degli interventi è necessario fare molto di più – spiega Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza –. Vogliamo credere fortemente si vada oltre questa prima tappa poiché per preparare la ripartenza serve molto di più in termini di interventi e di risorse. L’auspicio è il Governo faccia proprie le proposte di Confcommercio inserendole nel provvedimento previsto nel mese di aprile”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">A Vicenza e provincia, come del resto in tutta Italia, gli <b>hotel</b> possono rimanere aperti, ma mancando la clientela è un proseguire l’attività senza registrare introiti.</span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Confcommercio calcola che moltiplicando le presenze mancanti dei mesi di marzo aprile, in base alle precedenti stagioni, per una media di spesa giornaliera dei turisti di 83 euro (calcolo Istat 2018), solo in città e provincia il danno ammonta a oltre 25 milioni di euro. Le <b>agenzie di viaggio</b> stanno gestendo, prevalentemente in smart working, le pratiche per i clienti che hanno dovuto rinunciare a viaggi e vacanze programmati soprattutto per la Pasqua e per l’estate; anche il <b>business travel, </b>legato all’attività di aziende e professionisti, ha praticamente azzerato il parco clienti, così come quello dei <b>viaggi d’istruzione</b>, dal momento che le scuole organizzano questa parte dell’attività didattica tra marzo e maggio.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Le imprese del comparto del turismo – spiega Rebecca &#8211; hanno una caratteristica che amplifica i danni subiti in questo periodo di emergenza, che è quella della deperibilità immediata degli output. Cioè, una notte in una camera di albergo, un viaggio che non si può fare, un evento cancellato in un locale dedicato all’intrattenimento, non possono essere venduti un giorno o un mese dopo: sono “prodotti” persi, transazioni non più recuperabili. Questo, a dire il vero vale anche per il settore dei servizi e anche, se vogliamo, per il commercio: una vendita persa, non è detto si possa recuperare più in là, quando magari il cliente ha già trovato on line quello che non poteva acquistare in negozio. Insomma, in questa situazione d’emergenza – continua Rebecca – è necessario continuare con la sospensione dei versamenti delle imposte e contributi, rendere più accessibili agli ammortizzatori sociali, ma devono essere misure finanziate almeno fino alla cessazione dell’emergenza epidemiologica e dei suoi effetti. Fondamentale, inoltre &#8211; continua il presidente – guardare <b>alla liquidità per le imprese</b>, con un intervento poderoso per ampliarne la disponibilità, con un’azione coordinata tra Banca Centrale Europea, Autorità Bancaria Europea e Stato. La prima dovrà immettere nel sistema le risorse; la seconda riducendo contestualmente i vincoli per la concessione del credito, azione senza la quale sarebbe del tutto inutile l’iniziativa della BCE; lo Stato dovrà intervenire a supporto delle banche che erogheranno i fondi alle imprese, sostenendo quegli imprenditori che con determinazione vorranno effettuare nuovi investimenti per presentarsi pronti nel momento in cui la domanda ripartirà”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Tra le proposte che Confcommercio auspica possano entrare del provvedimento di conversione in legge del “Cura Italia” o nel decreto di aprile, una riguarda <b>l’indennità per i lavoratori stagionali, </b>che dovrebbe essere prolungata almeno fino alla fine dell’emergenza epidemiologica e dei suoi effetti, e rafforzata nell’intensità rispetto ai 600 euro attualmente previsti. Un’altra, il <b>credito d’imposta per botteghe e negozi </b>del 60%, che nella formulazione attuale comprende anche i pubblici esercizi ma lascia fuori, ad esempio, le attività ricettive, le agenzie di viaggi che operano in uffici, ecc., Confcommercio sollecita, sia di estendere la validità temporale, sia l’elenco delle categorie, tenendo altresì presente che in molti casi l’attività non viene condotta all’interno di locali concessi “in locazione” ma bensì resi disponibili sulla base di <b>contratti di affitto d’azienda.</b> Un’altra proposta riguarda, invece, tutti i cittadini e suggerisce di prevedere una <b>detrazione straordinaria sulle imposte per chi vorrà fare vacanze in Italia durante il 2020 e il 2021</b>; questa misura – secondo Confcommercio &#8211; avrebbe un effetto sui consumi che compenserebbe l’erario più del costo della detrazione stessa. Secondo i dati del Conto Satellite del Turismo (CST)-Istat, infatti, 100 euro di transazioni nel turismo, per effetto del meccanismo dei moltiplicatori, ne generano ulteriori 86 in altri settori.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Il turismo quindi è uno dei primi settori da cui ripartire per sperare in una ripresa rapida e diffusa dopo la crisi &#8211; conclude il presidente Rebecca &#8211; poiché significa investire in un comparto che mette in moto a sua volta altri consumi, portando ossigeno all’economia dell’intero Paese. Bene che nel Decreto “Cura Italia” compaia il “Fondo per la promozione integrata”, ma le risorse devono essere ulteriormente incrementate e destinate a più presto alla valorizzazione turistica dell’Italia”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Dal canto suo l’Associazione di Vicenza ha avanzato alle Amministrazioni locali una serie di proposte specifiche per il territorio: l’impegno ad utilizzare l’imposta di soggiorno, se istituita, per <b>azioni di promozione turistica straordinaria </b>coordinate tra i vari soggetti interessati; concedere, passata l’emergenza e per un certo periodo di tempo, l’accesso <b>gratuito a musei o siti monumentali, </b>così come la<b> sosta gratuita</b> nei parcheggi nei centri storici o siti turistici; la <b>riduzione dell’aliquota IMU </b>in pagamento per gli immobili. Tutte misure che darebbero un aiuto concreto alla ripartenza del turismo della città e delle provincia.  </span></p>
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		<title>Rebecca (Confcommercio): “Scontrino elettronico ennesimo carico di costi e burocrazia e all’orizzonte la follia della lotteria degli scontrini”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 14:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ scattato da qualche giorno, esattamente l’1 gennaio, un cambiamento epocale per tutti i negozi, i pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.) e attività artigianali assimilate: l’obbligo dei corrispettivi telematici, ossia il passaggio dal “vecchio” scontrino fiscale a al nuovo “scontrino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">E’ scattato da qualche giorno, esattamente l’1 gennaio, un cambiamento epocale per tutti i negozi, i pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.) e attività artigianali assimilate: l’obbligo dei corrispettivi telematici, ossia il passaggio dal “vecchio” scontrino fiscale a al nuovo “scontrino elettronico”, con invio degli incassi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> Probabilmente, però, i vicentini non se ne sono accorti, visto che comunque il negoziante è tenuto a rilasciare un documento di acquisto valido, ad esempio, per la garanzia, i resi o le sostituzioni che a prima vista non sembra tanto diverso da quello precedente. “Ad accorgersene sono stati, invece, proprio i commercianti che nei mesi scorsi si sono sottoposti ad un vero e proprio <i>tour de force</i> per aggiornarsi e adeguare i propri registratori di cassa, sostenendo una spesa media che va dai 300 ai 700 euro a negozio – afferma Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza -. Abbiamo fatto di tutto per scongiurare e attenuare l’impatto di questa ennesima incombenza per le imprese del settore, riuscendo ad ottenere rinvii e moratorie sulle sanzioni, oltre ad un credito d’imposta del 50% sulle relative spese sostenute, ma sta di fatto che il problema di fondo resta: lo Stato fa pagare ancora una volta alle imprese gli oneri organizzativi ed economici di una digitalizzazione che va a tutto vantaggio solo del Fisco. Dove stia l’equità di questa operazione è un mistero”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Ad essere interessate da questa “rivoluzione”, focalizzandosi sul mondo del terziario provinciale, sono circa <strong>7.700 imprese</strong> del dettaglio e <strong>5.000 tra pubblici esercizi e strutture ricettive</strong>. Per le attività con un giro d’affari nel 2018 superiore ai<strong> 400 mila euro</strong> l’obbligo è già scattato a luglio dell’anno scorso, con una moratoria di sei mesi sulle sanzioni. Dal 1° gennaio, poi, l’obbligo è entrato in vigore per tutti gli altri, ma anche per tali operatori è applicabile la moratoria di 6 mesi che sposta al 30 giugno eventuali sanzioni per chi non si è adeguato in tempo. Quanti si siano già oggi adeguati non è noto, anche se <strong>Confcommercio Vicenza</strong> stima, prendendo a campione le imprese che usufruiscono del proprio servizio contabilità, che <strong>3 attività su 5 siano già passate al “telematico</strong>”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“I nostri incontri informativi sul territorio, ai quali hanno partecipato centinaia di imprese, hanno sempre registrato il tutto esaurito, mentre i nostri servizi fiscali sono stati in prima linea per dare un supporto efficace per questo nuovo adempimento – sottolinea il presidente di Confcommercio Vicenza –. Ciò che abbiamo riscontrato, in ogni confronto con gli imprenditori, è il loro scoramento per questo ennesimo carico burocratico e non possiamo nascondere che per qualcuno, soprattutto più anziano e a volte con attività situata in zone più marginali, questa potrà essere la goccia che fa traboccare il vaso, portando alla decisione di chiudere il negozio o il pubblico esercizio: il tutto in un momento già critico per il settore, con un’incertezza politica che frena i consumi e una Manovra di Bilancio che non contiene misure orientate alla crescita”. Va detto, tra l’altro, che l’obbligo non tiene conto, ad esempio, dell’arretratezza digitale del Paese, con zone, anche della nostra provincia, dove il trasferimento telematico dei dati è problematico per mancanza di una connessione valida: “Penso a certe aree montane e collinari dove comunque i negozi, o i pubblici esercizi, o gli operatori del commercio ambulante, fortunatamente, ci sono. Cosa devono fare: assumersi ulteriori oneri per dotarsi di connessioni alternative o “migrare” alla ricerca di una rete decente?” si chiede il presidente di Confcommercio Vicenza.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">All’orizzonte, poi, si profila quest’anno un&#8217;altra rivoluzione per le stesse attività, vale a dire l’avvio della <strong>lotteria degli scontrini</strong> dal 1° luglio 2020, con i clienti che si presenteranno a fine acquisto con il loro codice lotteria da riportare sullo scontrino: <strong>16 caratteri da digitare sulla cassa</strong> (a meno di dotarsi di un lettore ottico con ulteriori costi) per ogni scontrino, anche per un caffè. E poi, anche qui, il trasferimento telematico dei dati ad un portale lotteria. “Una follia che farà perdere tempo e pazienza a tutti – conclude il presidente Sergio Rebecca – e che cercheremo di contrastare in ogni modo dopo averne ottenuto il rinvio. Serve un cambio di mentalità da parte di chi sta al Governo: il commercio è una ricchezza, in tutti i sensi, per l’economia, l’occupazione, la qualità di vita e la sicurezza delle nostre città e dei nostri paesi. E lo è, una ricchezza, anche per il Fisco, visto che le nostre attività pagano le tasse, e tante, in Italia, a differenza di certi portali dell’e-commerce. E allora è chiaro che non c’è logica per questo aggravio di costi e burocrazia che rischia di spegnere il commercio in tante vie e piazze di città, quartieri e paesi”.</span></p>
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		<title>Centro storico di Vicenza, dopo 22 anni pronto un nuovo piano di marketing</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/04/01/centro-storico-di-vicenza-dopo-22-anni-pronto-un-nuovo-piano-di-marketing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 15:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[piano marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo Piano di Marketing Urbano che faccia da guida alle azioni necessarie per valorizzare e sviluppare la città, sia da un punto di vista commerciale che turistico. E’ quanto si appresta a realizzare Confcommercio Vicenza, in accordo con l’amministrazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo Piano di Marketing Urbano che faccia da guida alle azioni necessarie per valorizzare e sviluppare la città, sia da un punto di vista commerciale che turistico.</p>
<p>E’ quanto si appresta a realizzare Confcommercio Vicenza, in accordo con l’amministrazione del sindaco Francesco Rucco, a distanza di ben 22 anni dal <strong>primo Piano di marketing per il centro storico di Vicenza</strong>. Tale studio, realizzato nel 1997, è stato aggiornato nel 2003 a fronte delle nuove esigenze dei consumatori e dei cambiamenti nel frattempo avvenuti in città, ma non più rinnovato.</p>
<p>Da qui l’esigenza di un nuovo piano, con la novità che si andrà ad analizzare non solo il centro storico di Vicenza (com’è stato fatto per le precedenti edizioni), ma l’intera città e con l’intento di mettere a punto uno strumento di indirizzo utile, soprattutto alla parte pubblica, per progettare i futuri interventi di rilancio e di promozione.</p>
<p>Inoltre, poiché una reale valorizzazione della città deve poter contare sul coinvolgimento del maggior numero di attori (in primis il Comune, altri enti, le Associazioni, gli operatori commerciali e turistici), questo nuovo PMU avrà la funzione di collante per un impegno sinergico realmente costruttivo.</p>
<p>L&#8217;annuncio è stato dato venerdì 29 marzo nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede di Confcommercio Vicenza, alla quale hanno partecipato:<strong> Sergio Rebecca, </strong>presidente della Confcommercio di  Vicenza; <strong>Francesco Rucco  </strong>sindaco di Vicenza; <strong>Ernesto Boschiero </strong>direttore della Confcommercio di  Vicenza; <strong>Silvio Giovine</strong>, assessore del Comune di Vicenza con deleghe al commercio e attività produttive, turismo, valorizzazione del centro storico.</p>
<p>“Dopo tanti anni ripartiamo con un Piano di Marketing Urbano – ha esordito Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza – con cui andremo a vedere i punti di debolezza, ma anche quelli di forza della città. Certamente questi ultimi sono aumentati nel tempo &#8211; c’è ad esempio oggi una più forte vocazione turistica -, ma non possiamo ignorare i possibili sconvolgimenti, anche positivi, che potrebbero intervenire in futuro, come il possibile impatto sulla viabilità della Tav. Il nuovo Piano di Marketing sarà un’analisi scientifica – ha proseguito il presidente Rebecca – effettuata da un team di esperti che lavorerà in stretta collaborazione dell’Amministrazione comunale. Si prospetta dunque un lavoro molto intenso, che la nostra Associazione finanzierà in toto, e da cui ci aspettiamo scaturiscano input positivi per il futuro”.</p>
<p>Il sindaco di Vicenza Francesco Rucco ha voluto sottolineare l’importanza di un piano “che permetterà di lavorare sia sul centro storico che sulla periferia” e da cui si aspetta esca il disegno di “una città nuova dal punto di vista del commercio, ma anche un ulteriore impulso alla sua vocazione turistica. Il nostro territorio – ha aggiunto – sarà, lo speriamo, interessato da interventi infrastrutturali importanti come la Tav e ne dovremo tener conto anche per lo sviluppo territoriale delle opere contermini da un punto di vista viabilistico”.</p>
<p>Guarda ad una città da ripensare partendo dalle esigenze dei cittadini, dei consumatori e dei turisti l’assessore al commercio, alle attività produttive e al turismo Silvio Giovine: “saremo chiamati a governare nuovi scenari che necessitano di una programmazione precisa: pensiamo all’impatto che avrà, la Tav, pensiamo al collegamento con la stazione ferroviaria, all’accessibilità e alla sostenibilità del nostro centro storico, su cui dobbiamo intervenire anche con misure di decoro urbano. Ci sono diverse iniziative che abbiamo in mente – afferma l’assessore Giovine &#8211; e siamo certi che i risultati di questo piano ci forniranno un grande aiuto”.</p>
<p>Lo studio, come si diceva, <strong>sarà eseguito da Confcommercio Vicenza, </strong>con l’apporto scientifico e metodologico di professionalità esterne di provata esperienza.</p>
<p>In concreto, si partirà da “una fotografia” della presenza delle varie attività sul territorio comunale, quindi si analizzerà l’evoluzione delle stesse negli anni, raffrontando i cambiamenti registrati con i dati del PMU del 2003; si procederà con la verifica dell’efficacia degli interventi operati e delle carenze conseguenti alle mancate scelte d’intervento, per giungere, infine, ad elaborare nuove linee d’azione e di valorizzazione della città nel suo complesso.</p>
<p>Dall’ultima revisione dello studio molto è cambiato in città; la riapertura della Basilica e le grandi mostre pittoriche che si sono potute ospitare al suo interno hanno fatto da spartiacque, innescando una rinnovata <strong>vocazione turistica del territorio</strong>. La <em>vision</em> è quindi cambiata e spinge sulla necessità non solo di <strong>consolidare i risultati raggiunti, ma sulla valorizzazione di tutto il contesto urbano e sulla creazione di percorsi turistici più definiti, strutturati e pubblicizzati</strong>. Non da ultimo, il <strong>progetto TAV</strong>, che dovrà interessare la città, porterà a nuovi scenari che necessitano di essere governati e accompagnati da una precisa programmazione degli interventi, come ad esempio il collegamento tra la zona Fiera con la nuova fermata della Stazione Ferroviaria e il centro storico. Il trasporto pubblico, la viabilità urbana e il sistema di sosta sono altri temi che dovranno essere centrali nello studio, delineando una generale visione della città. Ciò permetterà di evitare che logiche avulse ad una coerente visione d’insieme siano la concausa delle sofferenze della rete commerciale di piccoli negozi di prossimità.</p>
<p>Per Confcommercio Vicenza il nuovo Piano di Marketing Urbano assume un valore di primaria importanza, in quanto premessa per mettere a fuoco, sempre sul fronte della stretta collaborazione con l’Amministrazione della città, sia delle linee di indirizzo che dovranno caratterizzare nel prossimo futuro l’azione comune, sia del ventaglio di iniziative che faranno da corredo operativo, sotto l’aspetto dell’attrattività commerciale e turistica.</p>
<p>Insomma, sulla base di tale studio, si potrà dare vita ad un <strong>nuovo patto tra pubblico </strong>(l’Amministrazione comunale e altri enti) e <strong>privati </strong>(l’Associazione stessa con gli operatori del commercio, del turismo e dei servizi) per fare squadra, al fine di avviare progetti e programmi condivisi come, ad esempio, di valorizzazione delle aree commerciali, di miglioramento della sosta e della viabilità urbana, di lancio di manifestazioni finalizzate allo sviluppo turistico, di promozione della città attraverso un’articolata campagna di pubblicizzazione, ecc.</p>
<p>Confcommercio Vicenza da sempre, infatti, sposa l’idea secondo la quale è in <strong>un quadro di strategie di sviluppo ben definite che anche i singoli operatori possono sentirsi partecipi in prima linea del futuro della città.</strong></p>
<p>Al bando, quindi, la logica degli interventi slegati e a sé stanti, ma, come detto, un insieme organico di idee e di attività con cui finalmente chiudere il cerchio per un’efficace valorizzazione del centro storico e della città in genere, con un occhio di riguardo alle sue grandissime potenzialità turistiche.</p>
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		<title>Riapertura al traffico di piazza delle Erbe, Rebecca (Confcommercio): &#8220;Scelta che non ci convince&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/03/02/riapertura-al-traffico-di-piazza-delle-erbe-rebecca-confcommercio-scelta-che-non-ci-convince/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2019 13:48:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[auto in centro]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[piazza delle Erbe]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
		<category><![CDATA[veicoli]]></category>
		<category><![CDATA[ZTL]]></category>
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					<description><![CDATA[In merito all’ipotesi di modifica della ZTL in piazza delle Erbe, Confcommercio Vicenza evidenzia alcune perplessità. Secondo il presidente Sergio Rebecca “la centralità della piazza, a ridosso di piazza dei Signori, già da sola giustifica il divieto del passaggio delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In merito all’ipotesi di modifica della ZTL in piazza delle Erbe, Confcommercio Vicenza evidenzia alcune perplessità. Secondo il presidente Sergio Rebecca “la centralità della piazza, a ridosso di piazza dei Signori, già da sola giustifica il divieto del passaggio delle auto. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Stiamo parlando – sottolinea – praticamente del nucleo del centro storico di Vicenza e, pensare a rivitalizzare questa piazza semplicemente facendo transitare nuovamente le auto, fra l’altro in spazi alquanto ristretti, sarebbe un intervento anacronistico, in controtendenza rispetto a qualsiasi idea di valorizzazione del luogo. Piuttosto, utilizziamo questo “movimento” nato dalla coesione tra commercianti, gestori di pubblici esercizi e degli artigiani del posto, per indirizzare l’Amministrazione verso l’adozione di un piano di intervento mirato a rivitalizzare la piazza. Noi in passato &#8211; continua Rebecca &#8211; abbiamo avanzato delle idee e anche presentato progetti concreti, senza però ricevere il supporto necessario da parte dell’amministrazione precedente. Per questo oggi guardiamo con molta attenzione a questa nuova ventata di energia che spinge a “fare qualcosa per la piazza”, dando fin da subito il nostro sostegno a interventi innovativi a beneficio di tutti”. </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Su quest’ultimo punto il presidente di Confcommercio Vicenza ha, infatti, qualcosa da puntualizzare: “E’ evidente che qualsiasi richiesta, se supportata da valide ragioni, meriti considerazione – afferma -, ma nel caso in questione, la comodità o l’utilità di pochi non può prevalere sull’interesse generale. Secondo il nostro punto di vista, per essere efficace ogni intervento va valutato considerando l’intero “sistema città’” da indentificare in un piano specifico, con precisi obiettivi valevoli nel tempo e strategie di marketing ben ponderate”.   </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Per fortuna – conclude il presidente di Confcommercio Vicenza – sull’area di piazza delle Erbe non c’è stata alcuna promessa elettorale di sperimentazione di apertura al traffico, quindi, l’auspicio è che si possano valutare, per intervenire prontamente, progetti di vera rivitalizzazione”. </span></p>
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		<title>Trasporti, nel 2018 traffico merci e passeggeri in calo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/02/07/trasporti-nel-2018-traffico-merci-e-passeggeri-in-calo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2019 18:38:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2018 rallentano i trasporti in Italia, sia nel comparto passeggeri che in quello merci. L&#8217;indicatore globale Confcommercio del trasporto merci indica, infatti, una crescita rispetto all&#8217;anno precedente dell&#8217;1,9% contro il +3,4% del 2017 e il +4,1% del 2016. E [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<article class="testo">Nel 2018 rallentano i trasporti in Italia, sia nel comparto passeggeri che in quello merci. L&#8217;indicatore globale <strong>Confcommercio</strong> del trasporto merci indica, infatti, una crescita rispetto all&#8217;anno precedente dell&#8217;1,9% contro il +3,4% del 2017 e il +4,1% del 2016.</p>
<p>E anche l&#8217;indicatore globale relativo ai passeggeri, con una crescita stimata del 2,7% per il 2018, sostenuta anche dalla spesa e dalla presenza dei turisti specialmente stranieri, risulta in rallentamento rispetto agli anni precedenti. E&#8217;, quindi, evidente la coerenza tra l&#8217;andamento dei due indicatori globali dei trasporti e quello dell&#8217;attività economica: il 2018, infatti, si presenta come un deludente anno di ripiegamento del tasso di crescita, con un Pil fermo a meno dell&#8217;1% contro il +1,5% del 2017.</p>
<p>Sono questi i principali risultati dell&#8217;Osservatorio Congiunturale Trasporti dell&#8217;Ufficio Studi di Confcommercio realizzato in collaborazione con Conftrasporto. Per il vicepresidente di Confcommercio Paolo Uggè &#8220;preoccupano, in particolare, la battuta d&#8217;arresto del trasporto via mare, vera eccellenza nazionale, e il consolidarsi di percezioni e aspettative negative tra gli operatori dell&#8217;autotrasporto che, è bene ricordarlo, assicurano la movimentazione di oltre il 60% del valore della merce trasportata in Italia. Si conferma, pertanto, la necessità di una strategia d&#8217;intervento nazionale che promuova la crescita economica attraverso il miglioramento dell&#8217;accessibilità dei territori, il potenziamento delle infrastrutture e lo sviluppo dei servizi di trasporto, in ottica intermodale&#8221;.</p>
</article>
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		<title>Marostica, in vetrina le &#8220;Regine rock&#8221; contro il cancro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/marostica/2019/01/29/marostica-in-vetrina-le-regine-rock-contro-il-cancro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 17:14:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marostica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione oncologica San Bassiano]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[marostica]]></category>
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					<description><![CDATA[Le vetrine dei negozi di Marostica rendono omaggio alle donne coraggiose che nel giugno scorso sono state protagoniste della sfilata di moda “Regine rock per una notte”, organizzata dall’Associazione oncologica San Bassiano. Più di trenta pazienti oncologiche erano scese in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<article class="testo">Le vetrine dei negozi di <strong>Marostica</strong> rendono omaggio alle donne coraggiose che nel giugno scorso sono state protagoniste della sfilata di moda<strong> “Regine rock per una notte”</strong>, organizzata dall’<strong>Associazione oncologica San Bassiano</strong>.</p>
<p>Più di trenta pazienti oncologiche erano scese in passerella, assieme ad altre testimonial del mondo della politica, dell’impresa, della cultura, della sanità, per testimoniare come si possa trasformare il dolore in bellezza. Un evento che ora si può rileggere attraverso gli scatti fotografici della sfilata esposti nelle vetrine dei negozi che vanno da fuori Porta Bassano a tutto il centro storico, in una mostra itinerante che rimarrà allestita fino al 4 febbraio.</p>
<p>A promuovere l’iniziativa è la<strong> Confcommercio </strong>mandamentale di Marostica, che vuole così dare un ulteriore contributo di visibilità all’iniziativa, facendo anche da cassa di risonanza  alla serata con il dottor Paolo Bellingeri dal titolo “La salute nel piatto &#8211; La prevenzione attraverso la sana alimentazione”, che si terrà il 31 gennaio, alle ore 20.00, a Palazzo Baggio &#8211; Sala Polivalente di Marostica.</p>
<p>Tornando alla mostra fotografica nelle vetrine dei negozi, l’importanza dell’iniziativa è sottolineata anche da Marisa Lunardon, presidente dei commercianti della città: “Sara Lando,  con le sue meravigliose  trasposizioni in seta &#8211; afferma &#8211; ha saputo veramente regalare un concentrato di cuore e anima e toccare i tasti più intimi e profondi di chi potrà soffermarsi ancora una volta a guardare questi volti che rappresentano forza, coraggio e speranza e dignità. Vorremo credere e pensare &#8211; conclude la presidente della Confcommercio di Marostica &#8211; che il messaggio di quegli sguardi fieri arrivi veramente al cuore di chi magari, troppo spesso, preso dal vortice del quotidiano stress, dà troppo poco valore al dono della salute e della vita”.</p>
</article>
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		<title>Benzinai in sciopero: &#8220;Il Ministero nega il rimborso approvato dal Governo precedente&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2019/01/25/benzinai-in-sciopero-il-ministero-nega-il-rimborso-approvato-dal-governo-precedente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2019 18:56:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Tria]]></category>
		<category><![CDATA[luigi di maio]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero dell'Economia]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[I sindacati dei gestori degli impianti di carburante hanno proclamato uno sciopero per il prossimo 6 febbraio perchè, dicono, &#8220;il ministero dell&#8217;Economia ha deciso di confiscare il rimborso che, dopo oltre 15 anni di trattative, il Governo precedente aveva finalmente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>sindacati</strong> dei gestori degli<strong> impianti di carburante</strong> hanno proclamato uno <strong>sciopero per il prossimo 6 febbraio</strong> perchè, dicono, &#8220;il ministero dell&#8217;Economia ha deciso di confiscare il rimborso che, dopo oltre 15 anni di trattative, il Governo precedente aveva finalmente approvato con la Finanziaria 2018 in termini di credito d&#8217;imposta a favore dei gestori, riconoscendo il maggiore livello di commissioni bancarie collegate alle transazioni con carte di credito, subito in ragione dello straordinario peso fiscale che grava sul prezzo dei carburanti&#8221;.</p>
<p>Nella nota congiunta, Figisc/Anisa<strong> Confcommercio</strong><strong>, </strong>Fegica Cisl e Faib Confesercenti  riferiscono di aver comunicato la protesta già lo scorso 16 gennaio ai ministri dello Sviluppo<strong> Luigi Di Maio</strong> e dell&#8217; Economia <strong>Giovanni Tria</strong> ed ai sottosegretari al Mise <strong>Dario Galli</strong> e al Mef <strong>Massimo Garavaglia</strong>. A giudizio dei sindacati la decisione di negare il rimborso &#8220;è del tutto ingiustificata ma anche gravissima, perché pretende di cancellare arbitrariamente un atto politico pubblico frutto di un equilibrio motivato, attraverso espedienti tecnici unilaterali sottoforma di circolari ed emendamenti nascosti nel mucchio di quelli collegati alla conversione del Decreto semplificazioni&#8221;.</p>
<p>Le sigle ricordano che &#8220;al prezzo medio attuale della benzina (circa 1,5 euro al litro), ogni 100 euro di commissioni che il sistema bancario pretende dal gestore, 66,59 euro sono generati dal tributo incassato dall&#8217;Erario, vale a dire proprio dal Mef che quindi più di qualunque altro soggetto dovrebbe sostenere e prudentemente difendere tale provvedimento. Quel provvedimento sul credito d&#8217;imposta che, partorito 13 mesi fa, i gestori non hanno neanche potuto cominciare a spendere per i ritardi dell&#8217;amministrazione, è stato reso persino tassabile ed è stato incassato nel frattempo dal monopolista Nexi che ha nel frattempo cominciato a raddoppiare il peso delle commissioni, senza che né il Mef, né l&#8217;Antitrust, trovassero niente da ridire, nonostante le ripetute sollecitazioni&#8221;.</p>
<p>A ciò &#8220;si aggiunga l&#8217;aumento esponenziale delle transazioni con carte di credito causato dall&#8217;introduzione degli obblighi relativi alla fatturazione elettronica&#8221;. Per questo le organizzazioni di rappresentanza dei benzinai proclamano le prime 24 ore di sciopero per il prossimo 6 febbraio, con l&#8217;indicazione che a partire dal 1° dello stesso mese, la fattura elettronica per i carburanti sarà emessa dai gestori esclusivamente in caso di pagamento con bonifico anticipato o assegno circolare.</p>
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		<title>Saldi invernali, nei primi 15 giorni vendite stabili</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/01/23/saldi-invernali-nei-primi-15-giorni-vendite-stabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 17:22:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[saldi invernali]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo una partenza positiva che ha visto un buon riscontro dei consumatori con particolare attenzione ai negozi di moda multibrand, i saldi hanno ancora un segno “più”, pur con una tendenza alla stabilità, facendo segnare un +0,5%. Lo rileva il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una <strong>partenza positiva</strong> che ha visto un buon riscontro dei consumatori con particolare attenzione ai negozi di moda multibrand, i saldi hanno ancora un segno “più”, pur con una tendenza alla stabilità, facendo segnare un +0,5%. Lo rileva il secondo monitoraggio di<strong> Federazione Moda Italia-Confcommercio </strong>a conclusione delle prime due settimane di saldi invernali.</p>
<p>Per il Presidente di<strong> Federazione Moda Italia</strong>,<strong> Renato Borghi</strong>: «Una partenza incoraggiante, anche se insufficiente per recuperare la flessione registrata durante la stagione e lungo tutto il 2018. Le somme vanno tirate a conclusione delle vendite di fine stagione, ma siamo comunque fiduciosi che gli ulteriori ribassi dei prodotti di qualità rimasti, secondo le disponibilità, nei nostri negozi, possano attirare quella fascia di consumatori più attendista. Nonostante l&#8217;impatto della versione made in Italy del “Black Friday”, mi sembra che i saldi continuino a rimanere un rito collettivo irrinunciabile».</p>
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		<title>Confcommercio: &#8220;Tengono i consumi, ma la crescita è ferma&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2019/01/21/confcommercio-tengono-i-consumi-ma-la-crescita-e-ferma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 18:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ultimo quarto del 2018 è caratterizzato da una buona tenuta dei consumi. Lo evidenzia il recente Indicatore dei consumi pubblicato da Confcommercio. Le ragioni sono due. La prima riguarda la mobilità in ottobre, area in cui i beni e i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo quarto del 2018 è caratterizzato da una <strong>buona tenuta dei consumi</strong>. Lo evidenzia il recente Indicatore dei consumi pubblicato da Confcommercio.</p>
<p>Le ragioni sono due. La prima riguarda la mobilità in ottobre, area in cui i beni e i servizi crescono come rimbalzo congiunturale su settembre e sostengono, quindi, tutto l&#8217;ultimo bimestre dello scorso anno. La seconda riguarda il marketing, le iniziative promozionali e le dinamiche di prezzo fortemente contenute (es. per gli elettrodomestici). <strong>La vitalità delle imprese della produzione e della distribuzione si traduce, pertanto, in un sostegno alla propensione al consumo</strong>, anche come risposta a un quadro macroeconomico fortemente debilitato alla cui precaria salute non ha giovato l&#8217;incerto procedere della Legge di Bilancio. Questa residua reattività dei consumi comporta che, <strong>per adesso, sembra scongiurata la recessione tecnica</strong>. Si prevede, infatti, un Pil non decrescente nell&#8217;ultima parte dello scorso anno.</p>
<p>Nel mese di novembre la produzione industriale è diminuita dell&#8217;1,6% su base mensile, al netto dei fattori stagionali, e del 2,6% su base annua. Nello stesso mese, l&#8217;occupazione non ha registrato variazioni di rilievo rispetto al mese precedente. A dicembre la fiducia ha mostrato un deterioramento sia tra i consumatori, sia tra gli imprenditori:<strong> il clima di fiducia delle famiglie ha registrato un peggioramento dell&#8217;1,4% mensile</strong>, mentre il <em>sentiment</em> delle imprese ha consolidato la tendenza al ridimensionamento, in atto da luglio, con un calo dell&#8217;1,2% rispetto a novembre. Stante il permanere di una situazione di debolezza <strong>si stima, a gennaio 2019, una variazione congiunturale nulla del Pil mensile</strong>, dato che porterebbe ad una crescita dello 0,4% rispetto allo stesso mese del 2018. L&#8217;avvio dell&#8217;anno si conferma, pertanto, in linea con le deboli dinamiche che hanno caratterizzato la seconda parte del 2018, anno nel quale la crescita si dovrebbe essere attestata allo 0,9% (1,0% se si tiene conto dei diversi giorni lavorativi).</p>
<p>La scarsa dinamicità dell&#8217;economia italiana e le basse aspettative di crescita continuano a condizionare i comportamenti delle famiglie in materia di consumi. Dopo il recupero registrato ad ottobre, determinato in larga misura dal segmento relativo alla mobilità, <strong>la domanda delle famiglie sembra, infatti, essere tornata a registrare un&#8217;evoluzione più contenuta</strong>. A dicembre 2018 <strong>l&#8217;indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC)</strong> ha segnalato un <strong>aumento</strong> dello 0,2% in termini congiunturali e dell&#8217;<strong>1,2% nel confronto con lo stesso mese del 2017</strong>. In termini di media mobile a tre mesi, il profilo, pur in crescita, evidenzia, nei periodi più recenti, una scarsa dinamicità.</p>
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